sabato 24 luglio 2010

Plaxtech riutilizza la plastica usata - Stampaggio plastico a impatto zero: la green revolution a ciclo chiuso

Salvaguardare l’ambiente garantendo il massimo livello di produttività e competitività: obiettivi raggiunti da Plaxtech, realtà udinese operante nella produzione di innovativi macchinari per la trasformazione di materie plastiche, che porta oggi una vera e propria green revolution nella sfera dello stampagio plastico. Una ‘rivoluzione verde’ basata su green technology, green process e green products che passa da Roteax, impianto hi-tech che consente la realizzazione di prodotti verdi ecocompatibili attraverso un processo di stampaggio ecosostenibile a ciclo chiuso. Il sistema Plaxtech è il primo ed unico, a livello internazionale, a consentire con green process il riutilizzo di plastiche eterogenee a base poliolefinica da riciclo -l’80% dei rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata- e di processarli in un eco-remix certificato a norma UNI 10667-16, realizzando ‘prodotti verdi’ ecocompatibili che trovano impiego nei più vari settori, come quello della logistica, edile, dell’arredo urbano o del giardinaggio. I prodotti, a fine vita, vengono reimmessi nel processo: ‘riciclando il prodotto già riciclato’, senza costi aggiuntivi, si genera un ciclo chiuso che non utilizza materie prime vergini, non produce rifiuti né emissioni di CO2 e gas serra ed ha bassissimo impatto a livello di consumo energetico. Grazie alla green technology sviluppata da Plaxtech, l’aspetto dell’ecosostenibilità, che per molte aziende ha finora rappresentato un vincolo alla produzione, non solo non incide negativamente sui costi, ma addirittura li abbatte del 50%: l’elevata produttività dell’impianto Roteax, in grado di operare un numero di cicli di stampaggio (60-90 cicli per manufatto di 15 kg) tre volte superiore a quello dei macchinari tradizionali e di produrre contemporaneamente quattro manufatti diversi per peso e forma, dimezza di fatto l’incidenza per unità di prodotto dell’energia, della manodopera e degli ammortamenti.

La ‘svolta verde’ che le aziende operanti nel riciclo e nello stampaggio plastico vorranno imprimere attraverso Roteax sarà assolutamente premiante: i prodotti ottenuti con il sistema Plaxtech, dalle ottime qualità strutturali, sono in grado di penetrare un mercato da 1 miliardo di euro in rapida espansione, quello della Green Economy. Il Green Public Procurement impegna infatti la Pubblica Amministrazione e le società a prevalente capitale pubblico a coprire il proprio fabbisogno annuale di manufatti con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato in misura non inferiore al 30% e l’Europa incoraggia l’adozione di tecnologie innovative ed ecosostenibili, quali la green technology di Plaxtech, con significativi finanziamenti.

FONTE: Il Sole 24 ore NordEst - Speciale Eventi | Sistema ambiente & ecologia - 21.07.2010

http://www.plaxtech.eu/cartella_stampa.html

 

 

 

 

 

Alla cortese attenzione:
• del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi
• del Ministro della salute, On. Ferruccio Fazio
• del Sottosegretario alla salute, On. Francesca Martini
• del Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla
• degli organi di controllo ministeriali
• degli uffici del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti
• dell' Ordine dei Medici Veterinari
• dei medici veterinari della Task Force per la "Tutela degli animali d'affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager"


La Legge 281/91 è entrata in vigore 1991 e nonostante siano passati quasi vent'anni la situazione del randagismo in Italia è tutt' altro che risolta.
La Lav ha stimato che i cani randagi in Italia sono circa 1.000.000, di questi circa 149.500 sono ospitati in canili attrezzati.
I cani di proprietà poi, sono all'incirca 6.000.000 e ogni anno ne vengono abbandonati circa 45.000.
Da questo articolo di un'autorevole testata:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/18/1002815-randagi_leggi_sono_vengono_applicate.shtml
si evince che le leggi in materia di diritti degli animali vengono applicate soprattutto al Nord, ma questo non vale per le regioni del Sud dove infatti il problema del randagismo è decisamente fuori controllo.
Le regioni del Sud lamentano, mancanza di fondi, di strutture e di risorse, per questo i cani vengono lasciati liberi sul territorio, in realtà alla base di questo problema ci sono ragioni culturali e le speculazioni sui fondi destinati al randagismo.
In 20 anni questi fenomeni si sono palesati, ma di fatto, ad oggi non c'è stato alcun intervento concreto per migliorare questa situazione. In Parlamento giacciono dieci proposte di legge per migliorare la Legge 281/'91, al fine di ridefinire le competenze locali che vedono anche i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti. In molte asl (soprattutto al sud) dove in questi anni sono stati inseriti i microchip o effettuato il tatuaggio ai cani di proprietà, sono indietro di anni con le registrazioni all'anagrafe canina sia regionale che nazionale!!! Per cui, se il cane viene abbandonato o smarrito o rubato, non si riuscirà mai a risalite al proprietario.
È stato stabilito, inoltre che i comuni, singoli o associati, debbano provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione e il risanamento dei canili comunali esistenti e costruire nuovi rifugi laddove non esistono.. Si tratta di operazioni aggiuntive a quelle analoghe predisposte da ogni Servizio veterinario Asl. C'è poi da aggiungere che la riqualificazione dei canili sanitari e dei rifugi da parte dei Comuni, con i fondi messi a disposizione dalle Regioni, resta una delle ragioni principali del fenomeno della speculazione legato al mondo degli appalti dei canili.

Le leggi quindi ci sono ma vengono disattese non solo dai cittadini, ma anche dagli organi istituzionali preposti, anzi sembra che in certe aree italiane, specialmente al sud, i randagi costituiscano una risorsa di fondi e il loro proliferare, una benedizione …!!!

In alcuni Comuni poi, dove i cani vengono lasciati moltiplicarsi e in situazioni di degrado da terzo mondo, quando la situazione sfugge al controllo o succede qualcosa di eclatante, come aggressioni da branco, c'è un rimbalzo di responsabilità tra Sindaci, Prefetto e Procura per la mancata vigilanza e nello scarica barile generale si punta il dito su quelle povere bestie, piegate o incattivite dall'incuria e dagli abusi degli umani e si pensa che l'unica soluzione sia la soppressione! In altri casi i sindaci diventano affama-randagi e impongono ordinanze che vietano di sfamare oltre ai cani anche i gatti randagi (come e questo servisse a non farli moltiplicare o a farli sparire), per non parlare delle morie dovute alle esche avvelenate (dei cittadini che decidono di farsi giustizia da soli!), per cui queste povere bestie vengono condannate a morire di inedia o tra le atroci sofferenze del veleno.
Tutto questo è inacettabile!
Le storie tragiche dei cani e i gatti randagi le conosciamo tutti, questo non è solo un problema relativo alla sicurezza sulle strade, alla prevenzione di malattie, al pericolo di aggressione dei branchi, all'empatia fra esseri senzienti o al comune senso morale e civile (che non è poco): qui c'è una grave violazione delle leggi in primo luogo da parte delle istituzioni e di conseguenza dai cittadini ed una "strana gestione" dei finanziamenti destinati alla risoluzione dello stesso!
E nel frattempo l'emergenza rimane e la gente, le piccole associazioni di volontari, i singoli amanti degli animali, si auto-tassano cimentandosi in gare di solidarietà sul web per salvare cani e gatti vittime di abbandoni e/o maltrattamento, contribuire nelle cure mediche e nella manutenzione di canili e rifugi, oppure offrendo la propria casa e le proprie cure a cani o gatti malconci che non trovano posto in altro luogo se non la strada e promuovendo le adozioni, anche a distanza.

E i soldi stanziati dallo stato e destinati proprio a per queste cose dove finiscono????

Gli animalisti, i volontari e la gente comune sono indignati e chiedono al governo di intervenire in maniera severa!
I cittadini vogliono potersi fidare delle istituzioni! La gente per bene che crede nei valori umani e civili deve poter contare sull'appoggio delle istituzioni anche perchè ci sono leggi e fondi a riguardo. Se i responsabili di abbandoni e maltrattamenti fossero sanzionati come da legge, considerati i numeri che ci sono al sud, nelle casse di questi comuni entrerebbero i fondi necessari per le spese anti-randagismo che adesso lamentano di non poter sostenere!!!!
Chiediamo quindi MAGGIORE PRESENZA DEL GOVERNO nel CONTROLLO L'OSSERVANZA DA PARTE DEI CITTADINI, COMUNI ED ISTITUZIONI LOCALI PREPOSTE, DELLE LEGGI ANTI-RANDAGISMO IN VIGORE e SERIE INDAGINI E SANZIONI PER ABBANDONI E MALTRATTAMENTI nelle aree a più alto rischio, come il Sud Italia.
In sintesi in questa lettera /petizione chiediamo:

1. che vi sia un controllo del governo e delle regioni sulla coerenza nella gestione da parte dei comuni dei fondi destinati al randagismo.
2. che i comuni adottino "sul serio" tutti i cani e gatti randagi sul territorio sia quelli liberi "di quartiere" che quelli ospitati nei canili e gattili, microchippandoli e registrandoli all'anagrafe nazionale canina o felina e provvedano alla sterilizzazione soprattutto delle femmine, sanzionino qualsiasi abuso su di loro e provvedano alle relative spese veterinarie per la cura e la profilassi da rabbia, leismaniosi, rogna, antiparassitaria ecc... Effettuino inoltre continui monitoraggi in collaborazione con le asl, le forze dell'ordine i vigili urbani e le associazione di volontari, per individuare nuovi randagi o i gruppi di cani che potrebbero diventare pericolosi per provvedere in maniera adeguata ad un paese civile.
3. che vengano effettuati controlli sui canili e gattili e sanzionati pesantemente quelli senza requisiti d' idoneità, meglio definiti come "lager".
4. che vengano agevolati i programmi per la sterilizzazione GRATUITA o a prezzo contenuto per i cani e gatti di proprietà soprattutto al sud e nelle aree con più alta emergenza e carenza di fondi.
5. che i comuni effettuino controlli a tappeto per verificare che tutti i cani di proprietà (con particolare attenzione per i cani dei cacciatori) sul territorio siano microchippati e vengano applicate le multe come da legge in vigore per i proprietari trasgressori.
6. che tutte le asl effettuino tempestivamente tutte le registrazione all'anagrafe in sospeso da anni canina o felina nazionale, dei cani e gatti microchippati.
Al fine reperire e sanzionare i proprietari come nel caso di questo Bracco abbandonato per strada nel napoletano, è stato investito, recuperato con difficoltà dai una volontaria è poi deceduto dopo una lunga agonia. Era chiappato e tatuato, ma non si è mai riusciti a risalire al proprietario!!
http://www.youtube.com/watch?v=OvHuUioWjto
7. che vengano fatte le opportune indagini per identificare i responsabili di maltrattamenti, abbandoni, avvelenamenti ed uccisione, e che i responsabili vengano realmente puniti e sanzionati pesantemente come da leggi in vigore, anche se minorenni! Ed inoltre chiediamo venga fatta in proposito una campagna anti-omertà, che incentivi le persone a denunciare i reati su animali anche in forma anonima.
8. che i comuni promuovano tramite le associazioni animaliste locali campagne di informazione sul tema dei diritti degli animali e sensibilizzazione per l'adozione dei cani e gatti nei canili gattili e rifugi, nelle piazze, attraverso i media e nelle scuole.
9. che venga istituito un unico numero verde nazionale attivo tutti i giorni 24h per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali. All'attuale numero verde 800 253608 non risponde nessuno e vi sono molti altri numeri promossi dalle associazioni animaliste a cui inviare sms o chiamare che sono operativi solo a livello regionale o in brevi e non precisati periodi. Questo è motivo di confusione ed inefficacia del servizio.
10. che venga rafforzato il monitoraggio sul commercio dei cuccioli sia per gli allevamenti che per i privati, italiani ed esteri e venga abolito il commercio di animali sul web! Che vengano inoltre sanzionati chi agevola in ogni modo il commercio illegale dei cuccioli (come quello dall'est Europa che un business da 300.000 euro!!) e venga fatta informazione e sensibilizzazione del problema tramite i media.

Distinti saluti

Cristina Rossi


comunicato stampa/invito - "MEDITAZIONE e SQUILIBRIO" bipersonale

COMUNICATO STAMPA/ INVITO - SAVE THE DATE

MOSTRA BIPERSONALE




CHEN DONG e LIU CHAOHUI

28 luglio 2009- 18 agosto 2010

Galleria Tartaglia Arte - Roma

La mostra "Meditazione e squilibrio" è realizzato dall'Associazione Italo Cinese Fucina e la Galleria Tartaglia Arte di Roma. Questa mostra è la prima tappa di una nuova collaborazione tra arte italiana e arte cinese che vedrà come secondo appuntamento Tartaglia Arte partecipare al Festival Internazionale d'Arte e Cultura di Songzhuang a Pechino nel mese di settembre.

Mercoledì 28 luglio ore 16.30 presso la Galleria Tartaglia Arte di Roma si terrà l'inaugurazione della mostra dal titolo "Meditazione e Squilibrio" delle opere di due noti artisti cinesi contemporanei Chen Dong e Liu Chaohui.

Nati entrambi nella terra madre di Mao Zedong, sono cresciuti in una atmosfera fortemente rivoluzionaria e hanno riversato tali principi in due forme d'arte molto distinte: astratta per Chen Dong e figurativa per Liu Chaohui.

Dopo una laurea presso la Hunan United Art Institute, Chen Dong ha conseguito un Master in pittura presso il China Art Institute Graduate School of Painting. Attualmente vive e opera a Pechino. La sua arte è stata riconosciuta come "arte eterna" dalla critica asiatica, in quanto esprime una forza rivoluzionaria che da sempre è insita nell'uomo e da sempre vuole cambiare un mondo oscuro, afflitto e malato ma alla fine viene investita dal turbine della passività. Il tutto sembra riportarsi sempre alla più antica espressione di bellezza cinese attraverso il bianco e il nero delle sue opere.

L'astrattismo di Chen Dong paradossalmente prende forma nell'arte figurativa di Liu Chaohui. La critica ha infatti riconosciuto una certa vicinanza artistica fra i due giovani, vicinanza dovuta all'utilizzo dei colori, alla forza di espressività e all'influenza della terra d'origine.

Liu Chaohui ha frequentato la China Central Academy of Fine Arts di Pechino e si è laureato presso la Graduate School of China Art Academy in pittura. Attualmente vive e lavora a Pechino. Liu Chaohui è riconosciuto come uno dei maggiori rappresentati del realismo minimalista dell'arte cinese. La sua arte è espressione di un mondo scarno, sofferente, depresso che si ribella attraverso dei corpi, delle forme come plancton.

Meditazione e squilibrio. Liu Chaohui lo rappresenta con corpi ben definiti ma trasportati passivamente dal moto ondoso e dalle correnti; Chen Dong con la presenza di tentacoli, ciglia, flagelli, espansioni laminari, forme astratte che prendono vita apaticamente.

Alla inaugurazione seguirà l'esposizione fino al giorno 18 agosto 2010.

inaugurazione: mercoledì 28 luglio 2010, dalle 16,30

autori: Chen Dong e Liu ChaoHui

Periodo mostra: 28 luglio – 18 agosto 2010 ingresso libero

Sede: galleria Tartaglia Arte via XX Settembre, 98 c/d - Roma< In collaborazione: FUCINA associazione Italo-Cine

Orario: dal lunedì al venerdì 9.30 – 13.30 / 16,00 – 19,30 sabato per appuntamento (tel. +39 3358418240)

chiuso domenica e festivi

Sito web: www.tartagliaarte.it

Informazioni: +39064884234 - gallerie@tartagliaarte.com - www.tartagliaarte.com


Mozzarella blu. E' meglio per ora non consumare prodotti Granarolo. Sono urgenti ispezioni ovunque.

Qui il comunicato online:
http://www.aduc.it/comunicato/mozzarella+blu+meglio+ora+non+consumare+prodotti_17929.php
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Mozzarella blu. E' meglio per ora non consumare prodotti Granarolo. Sono urgenti ispezioni ovunque.

Firenze, 24 Luglio 2010. L'azienda Granarolo era consapevole che il suo fornitore tedesco di materia prima, Milchwerk Jager Gmbh, gli vendeva prodotti non conformi che comunque erano utilizzati per produrre una provola dolce. Questo emerge dopo un sopralluogo nella sede della Granarolo da parte della polizia giudiziaria inviata dal pm Raffaele Guariniello (1).
Uno schiaffo a tutti coloro che, fin dall'inizio, hanno giocato a "dagli allo straniero" e "il made in Italy garantisce contro queste schifezze" perche' la prima mozzarella blu era di questa azienda tedesca, ma le successive no. Il problema delle schifezze, quindi non e' una questione territoriale ma solo di onesta' dei produttori (ricordiamo gli scandali delle bufale campane?), indipendentemente se usano il marchio "made in Italy" o fanno pagare un prodotto simile dieci o venti euro. "Tutto il mondo e' paese" e l'Italia, come la Germania, non e' da meno: il consumatore e' tale ovunque cosi' come ovunque viene considerato alla stregua di un soggetto che deve solo pagare, consumare e non sapere.
E proprio per questo urge che i consumatori prendano da soli le proprie precauzioni, in attesa che le autorita' dicano la propria. Nella fattispecie invitiamo a non consumare prodotti della Granarolo. Il mercato offre tante altre mozzarelle e provoline che non ne risentiremo affatto, ma almeno saremo sicuri, rispetto allo specifico fatto contingente emerso oggi, di non ingerire chissa' cosa.
Nel contempo auspichiamo che le indagini siano estese a tutte le aziende di prodotti caseari e, ogni volta che emerge un minimo di responsabilita' o di dubbio, il consumatore e' bene che si difenda da se'.
Poi vedremo, anche rispetto a quanto ci diranno e a quanto sanzioneranno le autorita'.

(1) http://www.aduc.it/notizia/mozzarella+blu+granarolo+sapeva+taceva_119251.php

Vincenzo Donvito, presidnete Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
Email aduc@aduc.it
Tel. 055290606
Ufficio stampa: Tel. 055291408

Aduc osservatorio Lecce – Situazione carcere: dalla Procura inaspettata sottovalutazione del problema

Qui il comunicato online:
http://www.aduc.it/comunicato/aduc+osservatorio+lecce+situazione+carcere+dalla_17928.php
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Aduc osservatorio Lecce – Situazione carcere: dalla Procura inaspettata sottovalutazione del problema

Lecce, 24 Luglio 2010. «Abbiamo analizzato la questione in un paio di riunioni. Non e' emerso nulla di cosi' allarmante da prospettare l'emergenza». Destano sorpresa le parole del Procuratore capo della Repubblica apparse sulla stampa locale negli scorsi giorni in relazione alla situazione del carcere di Lecce. Il rischio e' che sminuendo la portata del problema si sottovaluti la gravita' della situazione.
Sono mesi che gli avvocati, il Sappe e tutti gli addetti ai lavori sottolineano le disastrose condizioni in cui i detenuti sono costretti a vivere ed i poliziotti a lavorare. Una condizione che definire disumana e' eufemistico. Solo il dato del sovraffollamento dovrebbe dire tutto: 1.400 persone dove ce ne potrebbero essere 660 e un organico di polizia penitenziaria sottodimensionato rispetto all'attuale popolazione carceraria. I dati sui suicidi, sono allarmanti: alla meta' del 2010 sono due e solo nel carcere di Lecce mentre nel 2009 i decessi sono stati 3 ma in tutti gli istituti penitenziari della Regione. Le descrizioni delle condizioni di vita in carcere sono agghiaccianti: spesso manca l'acqua, lo spazio per ogni persona e' ridotto all'inaccettabile. Gli scontri tra detenuti e agenti con feriti da entrambe le parti sono quotidiani. Minimizzare il tutto dicendo che la situazione e' sotto controllo ci pare quanto meno avventato. Spesso proprio per la mater
ia di
cui si parla, l'opinione pubblica e' portata a credere che in fondo il carcerato non abbia diritto ad essere considerato come un essere umano al pari degli altri. Le cose non stanno cosi'. Noi siamo garantisti. Esserlo significa pretendere il rispetto delle regole in ogni situazione, facendo in modo che tutto cio' non si traduca in un mero esercizio di stile buono solo per attirare l'attenzione. Sulle carceri la Costituzione e le leggi ordinarie sono chiare e precise. Il detenuto deve scontare la pena, com'e' giusto che sia e per il tempo che gli e' stata comminata, senza che pero' essa sia contraria al senso dell'umanita' e avendo sempre in mente che la stessa deve tendere alla sua rieducazione. Il carcere di Lecce non deve essere un'eccezione ai piu' elementari principi di diritto. L'auspicio e' che anche le piu' alte istituzioni s'impegnino per fare in modo che cio' sia possibile. Nascondere la realta' dei fatti non giova a nessuno.

Per segnalarci tutte le situazioni che meritano una denuncia o un plauso o piu' in generale per la tutela dei diritti, si puo' contattare lo sportello Aduc di Lecce tel. 339.7855670 fax 0832.245557, sito in via di Porcigliano al n. 46 ogni mercoledi' pomeriggio dalle 17 alle 19 o sull'indirizzo e-mail a.gallucci@aduc.it

Avv. Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce

MAGGIORE CONTROLLO DAL GOVERNO sull'OSSERVANZA delle LEGGI A TUTELA DEGLI ANIMALI DA PARTE DI CITTADINI ED ISTITUZIONI

 

MAGGIORE CONTROLLO DAL GOVERNO sull'OSSERVANZA delle LEGGI A TUTELA DEGLI ANIMALI DA PARTE DI CITTADINI ED ISTITUZIONI


Alla cortese attenzione:
• del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi
• del Ministro della salute, On. Ferruccio Fazio
• del Sottosegretario alla salute, On. Francesca Martini
• del Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla
• degli organi di controllo ministeriali
• degli uffici del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti
• dell' Ordine dei Medici Veterinari
• dei medici veterinari della Task Force per la "Tutela degli animali d'affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager"


La Legge 281/91 è entrata in vigore 1991 e nonostante siano passati quasi vent'anni la situazione del randagismo in Italia è tutt' altro che risolta.
La Lav ha stimato che i cani randagi in Italia sono circa 1.000.000, di questi circa 149.500 sono ospitati in canili attrezzati.
I cani di proprietà poi, sono all'incirca 6.000.000 e ogni anno ne vengono abbandonati circa 45.000.
Da questo articolo di un'autorevole testata:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/18/1002815-randagi_leggi_sono_vengono_applicate.shtml
si evince che le leggi in materia di diritti degli animali vengono applicate soprattutto al Nord, ma questo non vale per le regioni del Sud dove infatti il problema del randagismo è decisamente fuori controllo.
Le regioni del Sud lamentano, mancanza di fondi, di strutture e di risorse, per questo i cani vengono lasciati liberi sul territorio, in realtà alla base di questo problema ci sono ragioni culturali e le speculazioni sui fondi destinati al randagismo.
In 20 anni questi fenomeni si sono palesati, ma di fatto, ad oggi non c'è stato alcun intervento concreto per migliorare questa situazione. In Parlamento giacciono dieci proposte di legge per migliorare la Legge 281/'91, al fine di ridefinire le competenze locali che vedono anche i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti. In molte asl (soprattutto al sud) dove in questi anni sono stati inseriti i microchip o effettuato il tatuaggio ai cani di proprietà, sono indietro di anni con le registrazioni all'anagrafe canina sia regionale che nazionale!!! Per cui, se il cane viene abbandonato o smarrito o rubato, non si riuscirà mai a risalite al proprietario.
È stato stabilito, inoltre che i comuni, singoli o associati, debbano provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione e il risanamento dei canili comunali esistenti e costruire nuovi rifugi laddove non esistono.. Si tratta di operazioni aggiuntive a quelle analoghe predisposte da ogni Servizio veterinario Asl. C'è poi da aggiungere che la riqualificazione dei canili sanitari e dei rifugi da parte dei Comuni, con i fondi messi a disposizione dalle Regioni, resta una delle ragioni principali del fenomeno della speculazione legato al mondo degli appalti dei canili.

Le leggi quindi ci sono ma vengono disattese non solo dai cittadini, ma anche dagli organi istituzionali preposti, anzi sembra che in certe aree italiane, specialmente al sud, i randagi costituiscano una risorsa di fondi e il loro proliferare, una benedizione …!!!

In alcuni Comuni poi, dove i cani vengono lasciati moltiplicarsi e in situazioni di degrado da terzo mondo, quando la situazione sfugge al controllo o succede qualcosa di eclatante, come aggressioni da branco, c'è un rimbalzo di responsabilità tra Sindaci, Prefetto e Procura per la mancata vigilanza e nello scarica barile generale si punta il dito su quelle povere bestie, piegate o incattivite dall'incuria e dagli abusi degli umani e si pensa che l'unica soluzione sia la soppressione! In altri casi i sindaci diventano affama-randagi e impongono ordinanze che vietano di sfamare oltre ai cani anche i gatti randagi (come e questo servisse a non farli moltiplicare o a farli sparire), per non parlare delle morie dovute alle esche avvelenate (dei cittadini che decidono di farsi giustizia da soli!), per cui queste povere bestie vengono condannate a morire di inedia o tra le atroci sofferenze del veleno.
Tutto questo è inacettabile!
Le storie tragiche dei cani e i gatti randagi le conosciamo tutti, questo non è solo un problema relativo alla sicurezza sulle strade, alla prevenzione di malattie, al pericolo di aggressione dei branchi, all'empatia fra esseri senzienti o al comune senso morale e civile (che non è poco): qui c'è una grave violazione delle leggi in primo luogo da parte delle istituzioni e di conseguenza dai cittadini ed una "strana gestione" dei finanziamenti destinati alla risoluzione dello stesso!
E nel frattempo l'emergenza rimane e la gente, le piccole associazioni di volontari, i singoli amanti degli animali, si auto-tassano cimentandosi in gare di solidarietà sul web per salvare cani e gatti vittime di abbandoni e/o maltrattamento, contribuire nelle cure mediche e nella manutenzione di canili e rifugi, oppure offrendo la propria casa e le proprie cure a cani o gatti malconci che non trovano posto in altro luogo se non la strada e promuovendo le adozioni, anche a distanza.

E i soldi stanziati dallo stato e destinati proprio a per queste cose dove finiscono????

Gli animalisti, i volontari e la gente comune sono indignati e chiedono al governo di intervenire in maniera severa!
I cittadini vogliono potersi fidare delle istituzioni! La gente per bene che crede nei valori umani e civili deve poter contare sull'appoggio delle istituzioni anche perchè ci sono leggi e fondi a riguardo. Se i responsabili di abbandoni e maltrattamenti fossero sanzionati come da legge, considerati i numeri che ci sono al sud, nelle casse di questi comuni entrerebbero i fondi necessari per le spese anti-randagismo che adesso lamentano di non poter sostenere!!!!
Chiediamo quindi MAGGIORE PRESENZA DEL GOVERNO nel CONTROLLO L'OSSERVANZA DA PARTE DEI CITTADINI, COMUNI ED ISTITUZIONI LOCALI PREPOSTE, DELLE LEGGI ANTI-RANDAGISMO IN VIGORE e SERIE INDAGINI E SANZIONI PER ABBANDONI E MALTRATTAMENTI nelle aree a più alto rischio, come il Sud Italia.
In sintesi in questa lettera /petizione chiediamo:

1. che vi sia un controllo del governo e delle regioni sulla coerenza nella gestione da parte dei comuni dei fondi destinati al randagismo.
2. che i comuni adottino "sul serio" tutti i cani e gatti randagi sul territorio sia quelli liberi "di quartiere" che quelli ospitati nei canili e gattili, microchippandoli e registrandoli all'anagrafe nazionale canina o felina e provvedano alla sterilizzazione soprattutto delle femmine, sanzionino qualsiasi abuso su di loro e provvedano alle relative spese veterinarie per la cura e la profilassi da rabbia, leismaniosi, rogna, antiparassitaria ecc... Effettuino inoltre continui monitoraggi in collaborazione con le asl, le forze dell'ordine i vigili urbani e le associazione di volontari, per individuare nuovi randagi o i gruppi di cani che potrebbero diventare pericolosi per provvedere in maniera adeguata ad un paese civile.
3. che vengano effettuati controlli sui canili e gattili e sanzionati pesantemente quelli senza requisiti d' idoneità, meglio definiti come "lager".
4. che vengano agevolati i programmi per la sterilizzazione GRATUITA o a prezzo contenuto per i cani e gatti di proprietà soprattutto al sud e nelle aree con più alta emergenza e carenza di fondi.
5. che i comuni effettuino controlli a tappeto per verificare che tutti i cani di proprietà (con particolare attenzione per i cani dei cacciatori) sul territorio siano microchippati e vengano applicate le multe come da legge in vigore per i proprietari trasgressori.
6. che tutte le asl effettuino tempestivamente tutte le registrazione all'anagrafe in sospeso da anni canina o felina nazionale, dei cani e gatti microchippati.
Al fine reperire e sanzionare i proprietari come nel caso di questo Bracco abbandonato per strada nel napoletano, è stato investito, recuperato con difficoltà dai una volontaria è poi deceduto dopo una lunga agonia. Era chiappato e tatuato, ma non si è mai riusciti a risalire al proprietario!!
http://www.youtube.com/watch?v=OvHuUioWjto
7. che vengano fatte le opportune indagini per identificare i responsabili di maltrattamenti, abbandoni, avvelenamenti ed uccisione, e che i responsabili vengano realmente puniti e sanzionati pesantemente come da leggi in vigore, anche se minorenni! Ed inoltre chiediamo venga fatta in proposito una campagna anti-omertà, che incentivi le persone a denunciare i reati su animali anche in forma anonima.
8. che i comuni promuovano tramite le associazioni animaliste locali campagne di informazione sul tema dei diritti degli animali e sensibilizzazione per l'adozione dei cani e gatti nei canili gattili e rifugi, nelle piazze, attraverso i media e nelle scuole.
9. che venga istituito un unico numero verde nazionale attivo tutti i giorni 24h per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali. All'attuale numero verde 800 253608 non risponde nessuno e vi sono molti altri numeri promossi dalle associazioni animaliste a cui inviare sms o chiamare che sono operativi solo a livello regionale o in brevi e non precisati periodi. Questo è motivo di confusione ed inefficacia del servizio.
10. che venga rafforzato il monitoraggio sul commercio dei cuccioli sia per gli allevamenti che per i privati, italiani ed esteri e venga abolito il commercio di animali sul web! Che vengano inoltre sanzionati chi agevola in ogni modo il commercio illegale dei cuccioli (come quello dall'est Europa che un business da 300.000 euro!!) e venga fatta informazione e sensibilizzazione del problema tramite i media.


Firma :TURTURICI LILLA di NETTUNO(ROMA)














Festa del Torrone di Cremona 2010: itinerari turistici

Itinerari Turistici per Torrone & Torroni

 

Soggiorni di due o tre giorni in occasione dell'attesa Festa del Torrone di Cremona,

 Torrone & Torroni, in calendario il 19, 20 e 21 novembre prossimi.

 

Diverse le possibilità per visitare la splendida città di Cremona durante le tre giornate di eventi e divertimento in cui la città si riempie di turisti e curiosi proveniente da ogni parte d'Italia e da oltre confine; da non perdere i percorsi per scoprire il fascino della città di Cremona tra cultura, tradizione e dolci degustazioni gastronomiche.

 

Le iscrizioni alle proposte di itinerari turistici sono quindi aperte; sono state ideate soluzioni  diverse per vivere e scoprire la città di Cremona e partecipare ai numerosi eventi organizzati appositamente per l'occasione. Di seguito due programmi: il primo per il sabato e la domenica, il secondo per chi non vuole rinunciare alla magia della cena di gala prevista per venerdì 19 novembre nella fascinosa cornice di Palazzo Trecchi, con un menù elaborato per l'occasione da un famoso chef, e che vedrà il coinvolgimento delle autorità cittadine, di numerosi giornalisti e rappresentanti della realtà imprenditoriale locale.

 

 

Prima proposta

Sabato 20 Novembre – CREMONA

Alle ore 15 incontro con la guida direttamente nella hall per effettuare una visita panoramica del centro

storico: Piazza del Comune, la piazza principale della città; il Torrazzo, simbolo per eccellenza della città, che domina dall'alto dei suoi 111 mt e svolge le funzioni di torre campanaria; il Duomo, uno dei più insigni edifici religiosi dell'Italia settentrionale, l'ottagonale Battistero, il duecentesco Palazzo Comunale e la Loggia dei Militi. In Palazzo Comunale, nella "Sala Violini", si potranno ammirare alcuni capolavori della liuteria classica cremonese, fra i quali : il violino 'Carlo IX  di Francia' di Andrea Amati del 1566, 'l'Hammerle' di Nicolò Amati del 1658, il celeberrimo 'Cremonese' di Antonio Stradivari del 1715 (uno dei suoi migliori esemplari), il 'Quarestani' di Giuseppe Guarneri del 1689 , lo 'Stauffer' di Giuseppe Guarneri del Gesù del 1734, il 'Clisbee' altro prezioso Stradivari e gli ultimi due capolavori di Antonio Stradivari: il violino 'Vesuvius' lasciato in eredità a Cremona da Remo Lauricella e il violoncello ex Cristiani 'Stauffer 1700'.  La visita prosegue con il Teatro Ponchielli , uno dei più antichi teatri italiani, ricostruito nel 1806, il cui interno è riccamente decorato con stucchi color oro e avorio. Resto del pomeriggio a disposizione. Cena in ristorante con menù tipico cremonese.

 

Domenica 21 Novembre – CREMONA

Prima colazione buffet. Intera giornata da dedicare a questa grande 'kermesse' della Festa del Torrone, che si tiene nelle piazze del centro storico e sotto gli antichi portici, con la possibilità di partecipare ai numerosi eventi organizzati per l'occasione: degustazioni, mostre fotografiche e pittoriche, convegni, pièces teatrali e laboratori per bambini.

 

 

 

Seconda proposta

 

Venerdì 19 Novembre – CREMONA

Arrivo a Cremona e tempo libero da trascorrere visitando la kermesse. In serata, Cena di Gala Inaugurale della Festa del Torrone, presso la splendida cornice di Palazzo Trecchi.

 

Sabato 20 Novembre- CREMONA

Colazione in hotel e mattinata libera.

Nel pomeriggio: incontro con la guida e inizio visita guidata dei principali monumenti. Piazza delComune, maggior vanto artistico della città; il Torrazzo, simbolo per eccellenza di Cremona, alta 111 metri; il Duomo, che conserva al suo interno un notevole ciclo di affreschi del '500; l'ottagonale

Battistero, con la collezione di Pietre Romaniche della Cattedrale; il duecentesco Palazzo Comunale e la Loggia dei Militi. Presso il Palazzo Comunale, visita della Sala dei Violini, dove si potranno ammirare autentici capolavori della famosa tradizione liutaria della città. La visita proseguirà con il Teatro Ponchielli, antico teatro ricostruito nel 1806 dopo un rovinoso incendio; Chiesa di Sant' Agostino, nella quale è possibile ammirare la cappella Cavalcabò con affreschi di scuola bembesca ed una tavola d'altare del Perugino; Piazza Sant' Agata, centro dell'espansione urbana medioevale fuori dalle antica mura romane, che ospita: Palazzo Trecchi, Palazzo Cittanova e la Chiesa di Sant' Agata, del 1077, che conserva la preziosa Sacra Tavola, opera di un anonimo pittore del XIII secolo. La visita si concluderà nei giardini pubblici di Piazza Roma, sorti nel 1870 sul luogo ove sorgeva la Chiesa ed il Convento di San Domenico, dove sarete nuovamente coinvolti dall'atmosfera gioiosa di questa grande Festa del Torrone. Cena in un ristorante tipico cremonese.

 

Domenica 21 Novembre - CREMONA

Colazione in hotel e tempo libero da dedicare alla kermesse nelle piazze del centro storico e sotto gli antichi portici, con la possibilità di partecipare ai numerosi eventi organizzati per l'occasione: degustazioni, mostre fotografiche e pittoriche, convegni, pièces teatrali e laboratori per bambini.

 

 

 

I dettagli delle offerte sono consultabili sul sito www.festadeltorronecremona.it

 

Oppure direttamente presso le agenzie turistiche

www.guindaniviaggi.it - incoming@guindaniviaggi.it

www.flightover.com -  incoming@flightover.com

 

 



--
Stefania De Ciechi, Simona Nava
-----------------------
Ufficio Stampa Festa del Torrone di Cremona
"Torrone & Torroni"
tel. 340.5099523/ 347.7255581
e-mail: festatorronecremona@gmail.com

Festa del Torrone di Cremona 2010: un assaggio degli eventi

Il torrone, la musica e il violino

Ricco di eventi il calendario degli appuntamenti per l'edizione 2010 di "Torrone & Torroni"

 

Il classico accostamento torrone-musica-violino sarà il protagonista di questa nuova edizione della Festa del Torrone di Cremona - "Torrone & Torroni" che, dal 19 al 21 Novembre, animerà il centro storico della cittadina lombarda.

 

Un ricco calendario di eventi tra novità e riconferme, accompagnati dalla mascotte dell'evento, il simpatico Cremoncino, nato nel 2009 dalla collaborazione col Centro Fumetto Andrea Pazienza: si inizia con l'ormai celebre rievocazione storica del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti passando poi, forte dei successi riscontrati nelle scorse edizioni, all'assegnazione del Torrone d'Oro a un personaggio cremonese di popolarità nazionale; fra i nuovi appuntamenti, Alta Cucina al torrone l'evento degustazione che vedrà impegnato un famoso chef che metterà a disposizione del pubblico la sua abilità culinaria  presentando creazioni a base di torrone per una cucina "fuori dall'ordinario" e Violino in barrique, l'incontro-degustazione nella cornice di una suggestiva liuteria, dove un maestro liutaio e un esperto sommelier illustreranno il suggestivo percorso parallelo tra il processo di produzione di alcuni vini e la creazione degli strumenti della famiglia del violino: in entrambi i casi il legno e il tempo giocano un ruolo fondamentale, il legno come materiale vivo, dotato di una propria identità e di un proprio respiro, e il tempo come protagonista assoluto in grado di cambiare e condizionare il risultato finale, nel bene o nel male, di entrambi.  Riconfermati i laboratori dedicati ai bambini, sistemati in vari punti della città, pensati per l'intrattenimento dei più piccoli con animazioni, letture e laboratori che avranno come temi principali la cucina e la musica.

 

La liuteria e la musica sono però le vere novità dell'edizione 2010; un portfolio di iniziative e incontri per raccontare il violino nelle sue diverse espressioni, a sottolineare il dna musicale che caratterizza la città di Cremona. Il violino  giocherà il ruolo del protagonista e sarà il file rouge che legherà eventi che toccano diversi ambiti: il teatro, con una pièce dedicata al prezioso strumento, il cinema, con la proiezione di un film con protagonista la musica, l'arte, con mostre fotografiche e pittoriche, fino all'originale Talk Show ViolinViolino "Tutto quello del violino che avete sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere".

 

Immancabile anche quest'anno la cena di gala: sulla base del successo riscontrato nelle scorse edizioni, si conferma come appuntamento di apertura della manifestazione l'elegante convivio in programma per la serata di venerdì 19 novembre, presso la prestigiosa cornice di palazzo Trecchi.

 

Un crescendo di iniziative che nei tre giorni si avvicenderanno per condurre allo spettacolo finale: nella suggestiva immagine della piazza del comune di Cremona, ruoteranno intorno all'immagine del violino le coreografie del corpo di ballo, i danzatori su trampoli e l'eleganza degli strumenti ad arco, rendendo lo spettacolo un breve ma travolgente viaggio emotivo nella musica e nell'animo di questo magico strumento.

 

www.festadeltorronecremona.it



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Stefania De Ciechi, Simona Nava
-----------------------
Ufficio Stampa Festa del Torrone di Cremona
"Torrone & Torroni"
tel. 340.5099523/ 347.7255581
e-mail: festatorronecremona@gmail.com

Randagismo

Alla cortese attenzione:
• del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi
• del Ministro della salute, On. Ferruccio Fazio
• del Sottosegretario alla salute, On. Francesca Martini
• del Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla
• degli organi di controllo ministeriali
• degli uffici del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti
• dell' Ordine dei Medici Veterinari
• dei medici veterinari della Task Force per la "Tutela degli animali d'affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager"


La Legge 281/91 è entrata in vigore 1991 e nonostante siano passati quasi vent'anni la situazione del randagismo in Italia è tutt' altro che risolta.
La Lav ha stimato che i cani randagi in Italia sono circa 1.000.000, di questi circa 149.500 sono ospitati in canili attrezzati.
I cani di proprietà poi, sono all'incirca 6.000.000 e ogni anno ne vengono abbandonati circa 45.000.
Da questo articolo di un'autorevole testata:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/18/1002815-randagi_leggi_sono_vengono_applicate.shtml
si evince che le leggi in materia di diritti degli animali vengono applicate soprattutto al Nord, ma questo non vale per le regioni del Sud dove infatti il problema del randagismo è decisamente fuori controllo.
Le regioni del Sud lamentano, mancanza di fondi, di strutture e di risorse, per questo i cani vengono lasciati liberi sul territorio, in realtà alla base di questo problema ci sono ragioni culturali e le speculazioni sui fondi destinati al randagismo.
In 20 anni questi fenomeni si sono palesati, ma di fatto, ad oggi non c'è stato alcun intervento concreto per migliorare questa situazione. In Parlamento giacciono dieci proposte di legge per migliorare la Legge 281/'91, al fine di ridefinire le competenze locali che vedono anche i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti. In molte asl (soprattutto al sud) dove in questi anni sono stati inseriti i microchip o effettuato il tatuaggio ai cani di proprietà, sono indietro di anni con le registrazioni all'anagrafe canina sia regionale che nazionale!!! Per cui, se il cane viene abbandonato o smarrito o rubato, non si riuscirà mai a risalite al proprietario.
È stato stabilito, inoltre che i comuni, singoli o associati, debbano provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione e il risanamento dei canili comunali esistenti e costruire nuovi rifugi laddove non esistono.. Si tratta di operazioni aggiuntive a quelle analoghe predisposte da ogni Servizio veterinario Asl. C'è poi da aggiungere che la riqualificazione dei canili sanitari e dei rifugi da parte dei Comuni, con i fondi messi a disposizione dalle Regioni, resta una delle ragioni principali del fenomeno della speculazione legato al mondo degli appalti dei canili.

Le leggi quindi ci sono ma vengono disattese non solo dai cittadini, ma anche dagli organi istituzionali preposti, anzi sembra che in certe aree italiane, specialmente al sud, i randagi costituiscano una risorsa di fondi e il loro proliferare, una benedizione …!!!

In alcuni Comuni poi, dove i cani vengono lasciati moltiplicarsi e in situazioni di degrado da terzo mondo, quando la situazione sfugge al controllo o succede qualcosa di eclatante, come aggressioni da branco, c'è un rimbalzo di responsabilità tra Sindaci, Prefetto e Procura per la mancata vigilanza e nello scarica barile generale si punta il dito su quelle povere bestie, piegate o incattivite dall'incuria e dagli abusi degli umani e si pensa che l'unica soluzione sia la soppressione! In altri casi i sindaci diventano affama-randagi e impongono ordinanze che vietano di sfamare oltre ai cani anche i gatti randagi (come e questo servisse a non farli moltiplicare o a farli sparire), per non parlare delle morie dovute alle esche avvelenate (dei cittadini che decidono di farsi giustizia da soli!), per cui queste povere bestie vengono condannate a morire di inedia o tra le atroci sofferenze del veleno.
Tutto questo è inacettabile!
Le storie tragiche dei cani e i gatti randagi le conosciamo tutti, questo non è solo un problema relativo alla sicurezza sulle strade, alla prevenzione di malattie, al pericolo di aggressione dei branchi, all'empatia fra esseri senzienti o al comune senso morale e civile (che non è poco): qui c'è una grave violazione delle leggi in primo luogo da parte delle istituzioni e di conseguenza dai cittadini ed una "strana gestione" dei finanziamenti destinati alla risoluzione dello stesso!
E nel frattempo l'emergenza rimane e la gente, le piccole associazioni di volontari, i singoli amanti degli animali, si auto-tassano cimentandosi in gare di solidarietà sul web per salvare cani e gatti vittime di abbandoni e/o maltrattamento, contribuire nelle cure mediche e nella manutenzione di canili e rifugi, oppure offrendo la propria casa e le proprie cure a cani o gatti malconci che non trovano posto in altro luogo se non la strada e promuovendo le adozioni, anche a distanza.

E i soldi stanziati dallo stato e destinati proprio a per queste cose dove finiscono????

Gli animalisti, i volontari e la gente comune sono indignati e chiedono al governo di intervenire in maniera severa!
I cittadini vogliono potersi fidare delle istituzioni! La gente per bene che crede nei valori umani e civili deve poter contare sull'appoggio delle istituzioni anche perchè ci sono leggi e fondi a riguardo. Se i responsabili di abbandoni e maltrattamenti fossero sanzionati come da legge, considerati i numeri che ci sono al sud, nelle casse di questi comuni entrerebbero i fondi necessari per le spese anti-randagismo che adesso lamentano di non poter sostenere!!!!
Chiediamo quindi MAGGIORE PRESENZA DEL GOVERNO nel CONTROLLO L'OSSERVANZA DA PARTE DEI CITTADINI, COMUNI ED ISTITUZIONI LOCALI PREPOSTE, DELLE LEGGI ANTI-RANDAGISMO IN VIGORE e SERIE INDAGINI E SANZIONI PER ABBANDONI E MALTRATTAMENTI nelle aree a più alto rischio, come il Sud Italia.
In sintesi in questa lettera /petizione chiediamo:

1. che vi sia un controllo del governo e delle regioni sulla coerenza nella gestione da parte dei comuni dei fondi destinati al randagismo.
2. che i comuni adottino "sul serio" tutti i cani e gatti randagi sul territorio sia quelli liberi "di quartiere" che quelli ospitati nei canili e gattili, microchippandoli e registrandoli all'anagrafe nazionale canina o felina e provvedano alla sterilizzazione soprattutto delle femmine, sanzionino qualsiasi abuso su di loro e provvedano alle relative spese veterinarie per la cura e la profilassi da rabbia, leismaniosi, rogna, antiparassitaria ecc... Effettuino inoltre continui monitoraggi in collaborazione con le asl, le forze dell'ordine i vigili urbani e le associazione di volontari, per individuare nuovi randagi o i gruppi di cani che potrebbero diventare pericolosi per provvedere in maniera adeguata ad un paese civile.
3. che vengano effettuati controlli sui canili e gattili e sanzionati pesantemente quelli senza requisiti d' idoneità, meglio definiti come "lager".
4. che vengano agevolati i programmi per la sterilizzazione GRATUITA o a prezzo contenuto per i cani e gatti di proprietà soprattutto al sud e nelle aree con più alta emergenza e carenza di fondi.
5. che i comuni effettuino controlli a tappeto per verificare che tutti i cani di proprietà (con particolare attenzione per i cani dei cacciatori) sul territorio siano microchippati e vengano applicate le multe come da legge in vigore per i proprietari trasgressori.
6. che tutte le asl effettuino tempestivamente tutte le registrazione all'anagrafe in sospeso da anni canina o felina nazionale, dei cani e gatti microchippati.
Al fine reperire e sanzionare i proprietari come nel caso di questo Bracco abbandonato per strada nel napoletano, è stato investito, recuperato con difficoltà dai una volontaria è poi deceduto dopo una lunga agonia. Era chiappato e tatuato, ma non si è mai riusciti a risalire al proprietario!!
http://www.youtube.com/watch?v=OvHuUioWjto
7. che vengano fatte le opportune indagini per identificare i responsabili di maltrattamenti, abbandoni, avvelenamenti ed uccisione, e che i responsabili vengano realmente puniti e sanzionati pesantemente come da leggi in vigore, anche se minorenni! Ed inoltre chiediamo venga fatta in proposito una campagna anti-omertà, che incentivi le persone a denunciare i reati su animali anche in forma anonima.
8. che i comuni promuovano tramite le associazioni animaliste locali campagne di informazione sul tema dei diritti degli animali e sensibilizzazione per l'adozione dei cani e gatti nei canili gattili e rifugi, nelle piazze, attraverso i media e nelle scuole.
9. che venga istituito un unico numero verde nazionale attivo tutti i giorni 24h per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali. All'attuale numero verde 800 253608 non risponde nessuno e vi sono molti altri numeri promossi dalle associazioni animaliste a cui inviare sms o chiamare che sono operativi solo a livello regionale o in brevi e non precisati periodi. Questo è motivo di confusione ed inefficacia del servizio.
10. che venga rafforzato il monitoraggio sul commercio dei cuccioli sia per gli allevamenti che per i privati, italiani ed esteri e venga abolito il commercio di animali sul web! Che vengano inoltre sanzionati chi agevola in ogni modo il commercio illegale dei cuccioli (come quello dall'est Europa che un business da 300.000 euro!!) e venga fatta informazione e sensibilizzazione del problema tramite i media.Con osservanza Gabriella Pellegreffi Milano


sei un essere umano ?? hai un cuore?? nn cestinare..leggi

Alla cortese attenzione:
• del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi
• del Ministro della salute, On. Ferruccio Fazio
• del Sottosegretario alla salute, On. Francesca Martini
• del Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla
• degli organi di controllo ministeriali
• degli uffici del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti
• dell' Ordine dei Medici Veterinari
• dei medici veterinari della Task Force per la "Tutela degli animali d'affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager"


La Legge 281/91 è entrata in vigore 1991 e nonostante siano passati quasi vent'anni la situazione del randagismo in Italia è tutt' altro che risolta.
La Lav ha stimato che i cani randagi in Italia sono circa 1.000.000, di questi circa 149.500 sono ospitati in canili attrezzati.
I cani di proprietà poi, sono all'incirca 6.000.000 e ogni anno ne vengono abbandonati circa 45.000.
Da questo articolo di un'autorevole testata:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/18/1002815-randagi_leggi_sono_vengono_applicate.shtml
si evince che le leggi in materia di diritti degli animali vengono applicate soprattutto al Nord, ma questo non vale per le regioni del Sud dove infatti il problema del randagismo è decisamente fuori controllo.
Le regioni del Sud lamentano, mancanza di fondi, di strutture e di risorse, per questo i cani vengono lasciati liberi sul territorio, in realtà alla base di questo problema ci sono ragioni culturali e le speculazioni sui fondi destinati al randagismo.
In 20 anni questi fenomeni si sono palesati, ma di fatto, ad oggi non c'è stato alcun intervento concreto per migliorare questa situazione. In Parlamento giacciono dieci proposte di legge per migliorare la Legge 281/'91, al fine di ridefinire le competenze locali che vedono anche i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti. In molte asl (soprattutto al sud) dove in questi anni sono stati inseriti i microchip o effettuato il tatuaggio ai cani di proprietà, sono indietro di anni con le registrazioni all'anagrafe canina sia regionale che nazionale!!! Per cui, se il cane viene abbandonato o smarrito o rubato, non si riuscirà mai a risalite al proprietario.
È stato stabilito, inoltre che i comuni, singoli o associati, debbano provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione e il risanamento dei canili comunali esistenti e costruire nuovi rifugi laddove non esistono.. Si tratta di operazioni aggiuntive a quelle analoghe predisposte da ogni Servizio veterinario Asl. C'è poi da aggiungere che la riqualificazione dei canili sanitari e dei rifugi da parte dei Comuni, con i fondi messi a disposizione dalle Regioni, resta una delle ragioni principali del fenomeno della speculazione legato al mondo degli appalti dei canili.

Le leggi quindi ci sono ma vengono disattese non solo dai cittadini, ma anche dagli organi istituzionali preposti, anzi sembra che in certe aree italiane, specialmente al sud, i randagi costituiscano una risorsa di fondi e il loro proliferare, una benedizione …!!!

In alcuni Comuni poi, dove i cani vengono lasciati moltiplicarsi e in situazioni di degrado da terzo mondo, quando la situazione sfugge al controllo o succede qualcosa di eclatante, come aggressioni da branco, c'è un rimbalzo di responsabilità tra Sindaci, Prefetto e Procura per la mancata vigilanza e nello scarica barile generale si punta il dito su quelle povere bestie, piegate o incattivite dall'incuria e dagli abusi degli umani e si pensa che l'unica soluzione sia la soppressione! In altri casi i sindaci diventano affama-randagi e impongono ordinanze che vietano di sfamare oltre ai cani anche i gatti randagi (come e questo servisse a non farli moltiplicare o a farli sparire), per non parlare delle morie dovute alle esche avvelenate (dei cittadini che decidono di farsi giustizia da soli!), per cui queste povere bestie vengono condannate a morire di inedia o tra le atroci sofferenze del veleno.
Tutto questo è inacettabile!
Le storie tragiche dei cani e i gatti randagi le conosciamo tutti, questo non è solo un problema relativo alla sicurezza sulle strade, alla prevenzione di malattie, al pericolo di aggressione dei branchi, all'empatia fra esseri senzienti o al comune senso morale e civile (che non è poco): qui c'è una grave violazione delle leggi in primo luogo da parte delle istituzioni e di conseguenza dai cittadini ed una "strana gestione" dei finanziamenti destinati alla risoluzione dello stesso!
E nel frattempo l'emergenza rimane e la gente, le piccole associazioni di volontari, i singoli amanti degli animali, si auto-tassano cimentandosi in gare di solidarietà sul web per salvare cani e gatti vittime di abbandoni e/o maltrattamento, contribuire nelle cure mediche e nella manutenzione di canili e rifugi, oppure offrendo la propria casa e le proprie cure a cani o gatti malconci che non trovano posto in altro luogo se non la strada e promuovendo le adozioni, anche a distanza.

E i soldi stanziati dallo stato e destinati proprio a per queste cose dove finiscono????

Gli animalisti, i volontari e la gente comune sono indignati e chiedono al governo di intervenire in maniera severa!
I cittadini vogliono potersi fidare delle istituzioni! La gente per bene che crede nei valori umani e civili deve poter contare sull'appoggio delle istituzioni anche perchè ci sono leggi e fondi a riguardo. Se i responsabili di abbandoni e maltrattamenti fossero sanzionati come da legge, considerati i numeri che ci sono al sud, nelle casse di questi comuni entrerebbero i fondi necessari per le spese anti-randagismo che adesso lamentano di non poter sostenere!!!!
Chiediamo quindi MAGGIORE PRESENZA DEL GOVERNO nel CONTROLLO L'OSSERVANZA DA PARTE DEI CITTADINI, COMUNI ED ISTITUZIONI LOCALI PREPOSTE, DELLE LEGGI ANTI-RANDAGISMO IN VIGORE e SERIE INDAGINI E SANZIONI PER ABBANDONI E MALTRATTAMENTI nelle aree a più alto rischio, come il Sud Italia.
In sintesi in questa lettera /petizione chiediamo:

1. che vi sia un controllo del governo e delle regioni sulla coerenza nella gestione da parte dei comuni dei fondi destinati al randagismo.
2. che i comuni adottino "sul serio" tutti i cani e gatti randagi sul territorio sia quelli liberi "di quartiere" che quelli ospitati nei canili e gattili, microchippandoli e registrandoli all'anagrafe nazionale canina o felina e provvedano alla sterilizzazione soprattutto delle femmine, sanzionino qualsiasi abuso su di loro e provvedano alle relative spese veterinarie per la cura e la profilassi da rabbia, leismaniosi, rogna, antiparassitaria ecc... Effettuino inoltre continui monitoraggi in collaborazione con le asl, le forze dell'ordine i vigili urbani e le associazione di volontari, per individuare nuovi randagi o i gruppi di cani che potrebbero diventare pericolosi per provvedere in maniera adeguata ad un paese civile.
3. che vengano effettuati controlli sui canili e gattili e sanzionati pesantemente quelli senza requisiti d' idoneità, meglio definiti come "lager".
4. che vengano agevolati i programmi per la sterilizzazione GRATUITA o a prezzo contenuto per i cani e gatti di proprietà soprattutto al sud e nelle aree con più alta emergenza e carenza di fondi.
5. che i comuni effettuino controlli a tappeto per verificare che tutti i cani di proprietà (con particolare attenzione per i cani dei cacciatori) sul territorio siano microchippati e vengano applicate le multe come da legge in vigore per i proprietari trasgressori.
6. che tutte le asl effettuino tempestivamente tutte le registrazione all'anagrafe in sospeso da anni canina o felina nazionale, dei cani e gatti microchippati.
Al fine reperire e sanzionare i proprietari come nel caso di questo Bracco abbandonato per strada nel napoletano, è stato investito, recuperato con difficoltà dai una volontaria è poi deceduto dopo una lunga agonia. Era chiappato e tatuato, ma non si è mai riusciti a risalire al proprietario!!
http://www.youtube.com/watch?v=OvHuUioWjto
7. che vengano fatte le opportune indagini per identificare i responsabili di maltrattamenti, abbandoni, avvelenamenti ed uccisione, e che i responsabili vengano realmente puniti e sanzionati pesantemente come da leggi in vigore, anche se minorenni! Ed inoltre chiediamo venga fatta in proposito una campagna anti-omertà, che incentivi le persone a denunciare i reati su animali anche in forma anonima.
8. che i comuni promuovano tramite le associazioni animaliste locali campagne di informazione sul tema dei diritti degli animali e sensibilizzazione per l'adozione dei cani e gatti nei canili gattili e rifugi, nelle piazze, attraverso i media e nelle scuole.
9. che venga istituito un unico numero verde nazionale attivo tutti i giorni 24h per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali. All'attuale numero verde 800 253608 non risponde nessuno e vi sono molti altri numeri promossi dalle associazioni animaliste a cui inviare sms o chiamare che sono operativi solo a livello regionale o in brevi e non precisati periodi. Questo è motivo di confusione ed inefficacia del servizio.
10. che venga rafforzato il monitoraggio sul commercio dei cuccioli sia per gli allevamenti che per i privati, italiani ed esteri e venga abolito il commercio di animali sul web! Che vengano inoltre sanzionati chi agevola in ogni modo il commercio illegale dei cuccioli (come quello dall'est Europa che un business da 300.000 euro!!) e venga fatta informazione e sensibilizzazione del problema tramite i media.

10 buoni motivi per scegliere Hotmail
Alla cortese attenzione:
• del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen.
Maurizio Sacconi
• del Ministro della salute, On. Ferruccio Fazio
• del Sottosegretario alla salute, On. Francesca Martini
• del Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla
• degli organi di controllo ministeriali
• degli uffici del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la
nutrizione e la sicurezza degli alimenti
• dell' Ordine dei Medici Veterinari
• dei medici veterinari della Task Force per la "Tutela degli animali d'
affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager"


La Legge 281/91 è entrata in vigore 1991 e nonostante siano passati quasi vent'
anni la situazione del randagismo in Italia è tutt' altro che risolta.
La Lav ha stimato che i cani randagi in Italia sono circa 1.000.000, di questi
circa 149.500 sono ospitati in canili attrezzati.
I cani di proprietà poi, sono all'incirca 6.000.000 e ogni anno ne vengono
abbandonati circa 45.000.
Da questo articolo di un'autorevole testata:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/18/1002815-
randagi_leggi_sono_vengono_applicate.shtml

si evince che le leggi in materia di diritti degli animali vengono applicate
soprattutto al Nord, ma questo non vale per le regioni del Sud dove infatti il
problema del randagismo è decisamente fuori controllo.
Le regioni del Sud lamentano, mancanza di fondi, di strutture e di risorse,
per questo i cani vengono lasciati liberi sul territorio, in realtà alla base
di questo problema ci sono ragioni culturali e le speculazioni sui fondi
destinati al randagismo.
In 20 anni questi fenomeni si sono palesati, ma di fatto, ad oggi non c'è
stato alcun intervento concreto per migliorare questa situazione. In Parlamento
giacciono dieci proposte di legge per migliorare la Legge 281/'91, al fine di
ridefinire le competenze locali che vedono anche i Servizi Veterinari Asl in
genere colpevolmente assenti. In molte asl (soprattutto al sud) dove in questi
anni sono stati inseriti i microchip o effettuato il tatuaggio ai cani di
proprietà, sono indietro di anni con le registrazioni all'anagrafe canina sia
regionale che nazionale!!! Per cui, se il cane viene abbandonato o smarrito o
rubato, non si riuscirà mai a risalite al proprietario.
È stato stabilito, inoltre che i comuni, singoli o associati, debbano
provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la
sterilizzazione e il risanamento dei canili comunali esistenti e costruire
nuovi rifugi laddove non esistono.. Si tratta di operazioni aggiuntive a quelle
analoghe predisposte da ogni Servizio veterinario Asl. C'è poi da aggiungere
che la riqualificazione dei canili sanitari e dei rifugi da parte dei Comuni,
con i fondi messi a disposizione dalle Regioni, resta una delle ragioni
principali del fenomeno della speculazione legato al mondo degli appalti dei
canili.

Le leggi quindi ci sono ma vengono disattese non solo dai cittadini, ma anche
dagli organi istituzionali preposti, anzi sembra che in certe aree italiane,
specialmente al sud, i randagi costituiscano una risorsa di fondi e il loro
proliferare, una benedizione …!!!

In alcuni Comuni poi, dove i cani vengono lasciati moltiplicarsi e in
situazioni di degrado da terzo mondo, quando la situazione sfugge al controllo
o succede qualcosa di eclatante, come aggressioni da branco, c'è un rimbalzo di
responsabilità tra Sindaci, Prefetto e Procura per la mancata vigilanza e nello
scarica barile generale si punta il dito su quelle povere bestie, piegate o
incattivite dall'incuria e dagli abusi degli umani e si pensa che l'unica
soluzione sia la soppressione! In altri casi i sindaci diventano affama-randagi
e impongono ordinanze che vietano di sfamare oltre ai cani anche i gatti
randagi (come e questo servisse a non farli moltiplicare o a farli sparire),
per non parlare delle morie dovute alle esche avvelenate (dei cittadini che
decidono di farsi giustizia da soli!), per cui queste povere bestie vengono
condannate a morire di inedia o tra le atroci sofferenze del veleno.
Tutto questo è inacettabile!
Le storie tragiche dei cani e i gatti randagi le conosciamo tutti, questo non
è solo un problema relativo alla sicurezza sulle strade, alla prevenzione di
malattie, al pericolo di aggressione dei branchi, all'empatia fra esseri
senzienti o al comune senso morale e civile (che non è poco): qui c'è una grave
violazione delle leggi in primo luogo da parte delle istituzioni e di
conseguenza dai cittadini ed una "strana gestione" dei finanziamenti destinati
alla risoluzione dello stesso!
E nel frattempo l'emergenza rimane e la gente, le piccole associazioni di
volontari, i singoli amanti degli animali, si auto-tassano cimentandosi in gare
di solidarietà sul web per salvare cani e gatti vittime di abbandoni e/o
maltrattamento, contribuire nelle cure mediche e nella manutenzione di canili e
rifugi, oppure offrendo la propria casa e le proprie cure a cani o gatti
malconci che non trovano posto in altro luogo se non la strada e promuovendo le
adozioni, anche a distanza.

E i soldi stanziati dallo stato e destinati proprio a per queste cose dove
finiscono????

Gli animalisti, i volontari e la gente comune sono indignati e chiedono al
governo di intervenire in maniera severa!
I cittadini vogliono potersi fidare delle istituzioni! La gente per bene che
crede nei valori umani e civili deve poter contare sull'appoggio delle
istituzioni anche perchè ci sono leggi e fondi a riguardo. Se i responsabili di
abbandoni e maltrattamenti fossero sanzionati come da legge, considerati i
numeri che ci sono al sud, nelle casse di questi comuni entrerebbero i fondi
necessari per le spese anti-randagismo che adesso lamentano di non poter
sostenere!!!!
Chiediamo quindi MAGGIORE PRESENZA DEL GOVERNO nel CONTROLLO L'OSSERVANZA DA
PARTE DEI CITTADINI, COMUNI ED ISTITUZIONI LOCALI PREPOSTE, DELLE LEGGI ANTI-
RANDAGISMO IN VIGORE e SERIE INDAGINI E SANZIONI PER ABBANDONI E MALTRATTAMENTI
nelle aree a più alto rischio, come il Sud Italia.
In sintesi in questa lettera /petizione chiediamo:

1. che vi sia un controllo del governo e delle regioni sulla coerenza nella
gestione da parte dei comuni dei fondi destinati al randagismo.
2. che i comuni adottino "sul serio" tutti i cani e gatti randagi sul
territorio sia quelli liberi "di quartiere" che quelli ospitati nei canili e
gattili, microchippandoli e registrandoli all'anagrafe nazionale canina o
felina e provvedano alla sterilizzazione soprattutto delle femmine, sanzionino
qualsiasi abuso su di loro e provvedano alle relative spese veterinarie per la
cura e la profilassi da rabbia, leismaniosi, rogna, antiparassitaria ecc...
Effettuino inoltre continui monitoraggi in collaborazione con le asl, le forze
dell'ordine i vigili urbani e le associazione di volontari, per individuare
nuovi randagi o i gruppi di cani che potrebbero diventare pericolosi per
provvedere in maniera adeguata ad un paese civile.
3. che vengano effettuati controlli sui canili e gattili e sanzionati
pesantemente quelli senza requisiti d' idoneità, meglio definiti come "lager".
4. che vengano agevolati i programmi per la sterilizzazione GRATUITA o a
prezzo contenuto per i cani e gatti di proprietà soprattutto al sud e nelle
aree con più alta emergenza e carenza di fondi.
5. che i comuni effettuino controlli a tappeto per verificare che tutti i cani
di proprietà (con particolare attenzione per i cani dei cacciatori) sul
territorio siano microchippati e vengano applicate le multe come da legge in
vigore per i proprietari trasgressori.
6. che tutte le asl effettuino tempestivamente tutte le registrazione
all'anagrafe in sospeso da anni canina o felina nazionale, dei cani e gatti
microchippati.
Al fine reperire e sanzionare i proprietari come nel caso di questo Bracco
abbandonato per strada nel napoletano, è stato investito, recuperato con
difficoltà dai una volontaria è poi deceduto dopo una lunga agonia. Era
chiappato e tatuato, ma non si è mai riusciti a risalire al proprietario!!
http://www.youtube.com/watch?v=OvHuUioWjto
7. che vengano fatte le opportune indagini per identificare i responsabili di
maltrattamenti, abbandoni, avvelenamenti ed uccisione, e che i responsabili
vengano realmente puniti e sanzionati pesantemente come da leggi in vigore,
anche se minorenni! Ed inoltre chiediamo venga fatta in proposito una campagna
anti-omertà, che incentivi le persone a denunciare i reati su animali anche in
forma anonima.
8. che i comuni promuovano tramite le associazioni animaliste locali campagne
di informazione sul tema dei diritti degli animali e sensibilizzazione per l'
adozione dei cani e gatti nei canili gattili e rifugi, nelle piazze, attraverso
i media e nelle scuole.
9. che venga istituito un unico numero verde nazionale attivo tutti i giorni
24h per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali.
All'attuale numero verde 800 253608 non risponde nessuno e vi sono molti altri
numeri promossi dalle associazioni animaliste a cui inviare sms o chiamare che
sono operativi solo a livello regionale o in brevi e non precisati periodi.
Questo è motivo di confusione ed inefficacia del servizio.
10. che venga rafforzato il monitoraggio sul commercio dei cuccioli sia per
gli allevamenti che per i privati, italiani ed esteri e venga abolito il
commercio di animali sul web! Che vengano inoltre sanzionati chi agevola in
ogni modo il commercio illegale dei cuccioli (come quello dall'est Europa che
un business da 300.000 euro!!) e venga fatta informazione e sensibilizzazione
del problema tramite i media.

Alessia Morari

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