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sabato 14 ottobre 2023

PRESENTAZIONE DEL LIBRO LA "CAMERA SEGRETA" DEL PALAZZO SCARAMPI DI CAIRO MONTENOTTE, di DELFI PRAMPOLINI

COMUNICATO STAMPA



PRESENTAZIONE DEL LIBRO


LA "CAMERA SEGRETA" DEL PALAZZO SCARAMPI DI CAIRO MONTENOTTE


di DELFI PRAMPOLINI



Venerdì 20 ottobre, ore 20:30

Biblioteca Civica di Cairo Montenotte (SV)

Via Ospedale Baccino 28


INGRESSO LIBERO




Venerdì 20 ottobre alle 20:30, presso la Biblioteca Civica "F.C. Rossi" di Cairo, verrà presentato il libro LA "CAMERA SEGRETA" DEL PALAZZO SCARAMPI DI CAIRO MONTENOTTE, opera prima dell'Avvocato Delfi Prampolini.

Edito da CARTA BIANCA, il libro è interamente dedicato alla città di Cairo e al suo splendido centro storico, in cui si celano affascinanti tracce del passato che vengono ripercorse dall'autore attraverso un'analisi approfondita, documentata con dovizia di riferimenti.

Delfi Prampolini si sofferma in particolare sugli aspetti storico-giuridici legati alla nascita del Comune di Cairo in epoca medievale. Ma non mancano, nel testo, svariati aneddoti e curiosità sulla storia e sul folclore locale sconosciute alla maggior parte dei cairesi che sproneranno il lettore ad addentrarsi nelle vie del borgo con maggiore interesse e una rinnovata attenzione.

La visita alla "camera segreta", corredata dalle indicazioni fornite dall'autore circa il suo utilizzo in epoca tardo-medievale, sarà il momento clou di una serata alla scoperta dei tesori nascosti del territorio.



Delfi Prampolini nasce a Cairo Montenotte (SV) nel 1946. Inizia gli studi classici al ginnasio, presso i Padri Scolopi di Carcare, e dopo il liceo a Genova consegue la maturità classica presso il prestigioso Istituto "Andrea Doria". Sempre a Genova si iscrive al corso di laurea in giurisprudenza e consegue il relativo diploma con una tesi di storia del diritto italiano sul diritto privato negli statuti tre-seicenteschi di Cairo. Superato l'esame di stato inizia la libera professione forense che lo vede impegnato per circa 40 anni come avvocato civilista e penalista. Per un triennio assume la carica di vice pretore nella Pretura di Cairo Montenotte, impegnandosi anche a tenere corsi di diritto e procedura penale presso l'Unitre di Carcare e di Cairo, oltre a preparare, nelle materie che gli competono, gli allievi della Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte per ben 11 corsi. Appassionato di storia locale, si cimenta in questo lavoro sulla propria città alternando momenti di puntuale rigore storico-giuridico ad altri, di più agevole respiro, dedicati alla narrazione del folclore locale.


Cairo Montenotte, 14 ottobre 2023


Casa Editrice CARTA BIANCA

Direttore editoriale: Franco Fenoglio



venerdì 13 ottobre 2023

Un oscuro capitolo della storia irlandese dal XVIII secolo ai giorni nostri: le Case Magdalene

Nel cuore tenebroso della storia irlandese, le Case Magdalene emergono come un capitolo oscuro e inquietante. Queste istituzioni, attive per oltre due secoli e mezzo, dal 1765 fino all'alba del terzo millennio, erano sotto la supervisione del governo irlandese, che spesso delegava le operazioni quotidiane a terzi. 


Le condizioni all'interno di queste lavanderie erano di una severità estrema. Un numero considerevole di donne, stimato in decine se non centinaia di migliaia, venivano rese prigioniere. Queste donne erano sottoposte a un silenzio forzato, a una sorveglianza incessante, a abusi emotivi e fisici di notevole gravità e a una totale privazione delle opportunità educative.
 

Gli abusi perpetrati all'interno delle Case Magdalene hanno persistito ininterrottamente dal momento della fondazione dello Stato Libero d'Irlanda nel 1922 fino alla conclusione del XX secolo. I governi successivi hanno scelto di trascurare la situazione, nonostante fossero a conoscenza delle condizioni all'interno di queste istituzioni. La denominazione "Stato Libero d'Irlanda" risulta essere un titolo effimero per uno Stato in cui le donne venivano detenute secondo la legge irlandese, diventando di fatto prigioniere. Queste donne, vittime di uno Stato e di una cultura criminale, erano obbligate a lavorare, principalmente nelle lavanderie, poiché queste istituzioni dovevano essere autosufficienti e generavano profitti, probabilmente anche per coloro che avevano interessi nell'esistenza di queste strutture.
 

Nel 1993, una rivelazione sconcertante ha rivelato le operazioni criminali di queste istituzioni: tombe anonime di 155 donne nei terreni di una di queste lavanderie. In risposta a questa scoperta, nel 2013 lo Stato irlandese ha emesso un'apologia formale e il governo ha istituito, almeno nominalmente, un programma di risarcimento per le donne sopravvissute. Tuttavia, nel 2020 i media irlandesi hanno riportato che non tutte le sopravvissute hanno ricevuto il dovuto risarcimento, seppur modesto. Infatti, il risarcimento complessivo per ogni vittima ammonterebbe a circa 38.000 euro in un paese dove lo stipendio annuo medio si aggira intorno ai 50.000 euro.
 

Fino ad oggi, il governo irlandese non ha ancora confessato il suo ruolo in questi abusi perpetrati contro migliaia di donne. In un tentativo di distogliere l'attenzione, i politici irlandesi hanno continuato a scaricare tutte le responsabilità sulle suore che gestivano le operazioni quotidiane di queste strutture per conto dei vari governi irlandesi che si sono succeduti nel corso dei decenni. Un tentativo di depistaggio che getta un'ombra ancora più cupa su questa già oscura vicenda.

È inconcepibile che un'istituzione così nota come le Case Magdalene potesse operare all'interno della Repubblica d'Irlanda senza alcun controllo da parte del governo. Infatti, per una parte di politici europei e l'intera opinione pubblica, tale vicenda meriterebbe di essere portata davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea insieme ai governanti irlandesi che si sono resi responsabili negli ultimi anni.

giovedì 12 ottobre 2023

Cattedrali, il nuovo singolo di Francesco Marzio

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COMUNICATO STAMPA con preghiera di diffusione 

Cattedrali, il nuovo singolo di Francesco Marzio

Una melodia che unisce follia e passione, "Cattedrali" è un inno all'amore eterno che resiste alle distanze e al trascorrere del tempo.

 

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 Dal 12 ottobre arrivano singolo e video ufficiale di Cattedrali, il nuovo singolo di Francesco Marzio (distribuzione MTmusic) che è un inno all'amore incondizionato, alla passione, e alla forza dei ricordi. Con la sua melodia coinvolgente e i testi toccanti, questa canzone punta a catturare i cuori degli ascoltatori, ricordandoci che l'amore vero è eterno e che i ricordi più preziosi possono riportarci indietro nel tempo, facendoci rivivere quegli amori speciali che plasmano le nostre vite.

 

La canzone 'Cattedrali' è frutto della collaborazione di Marzio con il producer Filadelfo Castro e l'autore Stefano Paviani e affronta il tema di un amore a distanza vissuto con un cuore che batte a 4000 all'ora, tra momenti di follia e passione. 

 

 

Francesco Marzio:

"Sebbene due persone possano allontanarsi, l'amore che condividono rimane indistruttibile. Spesso, nelle notti più incantate, si fa strada il ritorno nel passato, permettendoci di rivivere quei momenti unici, gli amori straordinari che lasciano un'impronta indelebile nella nostra vita e ci accompagnano per sempre."

 

"È un'esperienza di nostalgia positiva, un viaggio nell'archivio dei ricordi che riporta in vita le emozioni di quegli amori speciali, quelli che fanno davvero la differenza nella nostra vita e che portiamo con noi per sempre."

 

Il video ufficiale, prodotto da Marjal Production e scritto da Francesco Marzio, Jacopo Andreoli e Andrea De Bonis, è stato diretto dagli stessi autori, e ha come protagonista principale l'influencer Maria Soccorsa La Forge. Si tratta di un connubio esplosivo di passione, sensualità e colpi di scena, caratterizzato da immagini suggestive che lasciano un'impronta indelebile e che invitano a una scoperta avvincente.

 

Un Amore Lontano: La canzone dipinge il quadro di un amore che si è separato fisicamente, ma che continua a bruciare nei cuori dei protagonisti. Due persone possono allontanarsi geograficamente, ma l'amore che condividono è immutabile, come una fiamma eterna che arde nel loro intimo. 

È un inno all'essenza stessa dell'amore, che supera le barriere dello spazio e del tempo.

 

 


 

 

 

Mostra gratuita dello scultore Park Eun Sun a Milano per l'anniversario della nascita della Corea del Sud

 

 

Dal 13 al 18 ottobre a Palazzo Litta la Galleria Contini presenta “il Ritmo delle Pietra” ingresso gratuito dalla 10 alle 18

 

 

In occasione della Celebrazioni per l’anniversario della Fondazione della Corea, il Consolato Generale della Repubblica di Corea organizza la mostra Il Ritmo della Pietra con la Galleria Contini ospitando i capolavori di Park Eun Sun nei saloni settecenteschi di Palazzo Litta in Corso Magenta, 24 a Milano, prestigiosa sede del Ministero della Cultura. Il lavoro dello scultore unisce la cultura orientale d’origine a quella occidentale d’adozione, dando vita a una scultura fortemente iconica, che mediante l’utilizzo di geometrie fluide e lineari si pone l’obiettivo di trasmettere l’essenza stessa dell’esistenza. Con Il Ritmo della Pietra saranno esposte sia opere in marmo e granito policromi che bronzee. Le sculture e installazioni, con il geometrismo e la sinuosità tipici di Park, si sposano quasi in un dialogo per opposti con gli ambienti barocchi di Palazzo Litta. L’opera dello scultore risponde inoltre a una sfida ben precisa: quella di utilizzare un materiale antico per poter dare vita a forme che appartengono al contemporaneo. Spostandosi tra i saloni, l’esperienza espositiva è scandita dal ritmo delle creazioni del maestro in un alternarsi di colori e forme plastiche, declinate anche nelle creazioni “luminose” che identificano la parte più recente della produzione di Park, iniziata durante il periodo della pandemia. Con queste innovative creazioni il maestro mette in luce nuove possibilità tecnologiche a supporto del suo genio creativo: sfere marmoree svuotate e riempite di luce danno una voce nuova all’eternità classica ed elegante delle infinite sfumature del marmo. La mostra è ospitata a Palazzo Litta dal 13 al 18 ottobre, ed è da intendersi essa stessa, oltre alle opere che la compongono, un’installazione. Per un numero limitato di giorni l’esposizione trascenderà tempo e spazio, facendo dialogare la grande arte contemporanea con il fasto del barocco, l’arte coreana con la cultura italiana, grazie all’armonia delle creazioni del maestro Park Eun Sun. Il Console Generale della Repubblica di Corea, Kang Hyung Shik, ha espresso l’augurio che la mostra Il Ritmo della Pietra, ospitata presso la prestigiosa Sede Regionale del Ministero della Cultura, contribuisca a migliorare la comprensione della bellezza e del valore dell’arte coreana in Italia e rappresenti un’opportunità per espandere ulteriormente l’amicizia e la cooperazione tra i due Paesi

martedì 10 ottobre 2023

Adattare i moduli fotovoltaici all'installazione finale

 

Non solo estetica, potenza e dimensioni. In fase di progettazione di impianti fotovoltaici i parametri tecnici dei moduli devono sposarsi con le condizioni specifiche di una determinata installazione

 

Quando si progetta un impianto fotovoltaico sia che si tratti di una piccola installazione residenziale, che di un impianto su scala commerciale -industriale o di una grande centrale su scala utility, è importante che tutti i componenti lavori in perfetta sinergia. Come non sbagliare? Lo spiega Jerzy Rudnicki, Senior Product Manager di Risen Energy in un editoriale pubblicato su Rinnovabili.it. La prima questione da considerare, scrive Rudnicki, è cosa influisce sulla resa di un impianto fotovoltaico. Sia i fattori esterni, come le condizioni meteorologiche, il posizionamento e il collegamento dei pannelli, l’ombreggiamento, lo sporco, l’affidabilità dell’inverter ecc. che quelli relativi ai moduli stessi. In questo secondo caso è necessario fare attenzione a 4 criteri, i cui valori possono essere facilmente reperiti nelle schede di catalogo disponibili: l’efficienza del modulo, l’efficienza del retro (fattore bifacciale) nel caso di pannelli bifacciali, il coefficiente di temperatura e la perdita di efficienza. Ma non solo.

Perché non è consigliabile utilizzare moduli fotovoltaici ad alta potenza in installazioni residenziali?

Iniziamo con un’installazione su tetto residenziale. I moderni moduli per micro installazioni sono di dimensioni relativamente ridotte e relativamente leggeri. Ad esempio, il modulo Risen RSM40-8-410M (410 W) pesa 21 kg e, se posizionato verticalmente a terra, è alto al massimo quanto il suo installatore (175 cm). Tali parametri faciliteranno l’installazione su tetti dalle forme limitate e spesso complicate (si pensi alle pendenze e all’ombreggiatura). Un modulo grande non solo sarà più difficile da spostare fino al tetto, ma avrà anche opzioni di montaggio limitate (ad esempio, opzioni di montaggio orizzontali limitate).

Un altro problema è la compatibilità con l’inverter. I moduli di grandi dimensioni hanno spesso parametri di corrente aumentati, adattati agli inverter su scala utility. Il realtà tali pannelli possono essere collegati a un piccolo inverter domestico e funzionerà nella maggior parte dei casi. Sfortunatamente, l’efficienza di tale installazione, specialmente nelle giornate di sole, sarà limitata e senza alcun ritorno per gli utenti.

Perché non utilizzare moduli fotovoltaici a bassa potenza per installazioni commerciali e su larga scala?

A parte il fatto che spesso i moduli delle piccole installazioni sono monofacciali – quindi, in pratica perderemmo il potenziale vantaggio del retro dei bifacciali – il loro utilizzo in grandi progetti aumenterebbe inutilmente i costi indirettamente legati ad essi. Stiamo parlando di cavi, lavori di sterro o persino strutture di supporto.

Quali sono queste spese extra?

E’ necessario osservare la topologia di un tipico impianto fotovoltaico. I moduli fotovoltaici sono collegati in serie in stringhe e queste sono solitamente collegate direttamente all’inverter. Una struttura residenziale avrà una di queste stringhe, al massimo due. Una commerciale ne avrà molti. Per questo motivo, ottimizzandone i costi, si cercherà di progettare stringhe con il maggior numero possibile di moduli, in modo che, a parità di potenza totale dell’impianto, il numero delle prime sia il più basso possibile. Ogni stringa è collegata singolarmente all’inverter. Aumentando le sue dimensioni a scapito della sue quantità, otterrai un risparmio. La dimensione massima della stringa dipende dai parametri di tensione dei moduli stessi, dove il limite è la tensione massima consentita dell’inverter sul lato CC.

Facendo i calcoli, possiamo vedere che per realizzare un impianto ad esempio con una potenza di 4 MW, utilizzando i moduli delle piccole installazioni precedentemente menzionati, RSM40-8-410M con una potenza di 410 W, dovremmo costruire 295 stringhe con una dimensione massima (33 moduli per stringa). Utilizzando i moduli più diffusi con una potenza superiore di 550W e tecnologia delle celle M10 (182mm), ridurremo efficacemente il numero minimo di stringhe, raggiungendo anche i 4 MW di potenza installata.

Un’ulteriore analisi mostra allo stesso modo il vantaggio dei moduli con celle G12 grandi (210 mm) rispetto alle M10 più piccole. Ebbene, i moduli con tecnologia G12, aventi la stessa potenza, ma una corrente più alta e una tensione più bassa, ridurranno nuovamente il numero necessario di stringhe.

L’ultimo elemento è aggiungere al confronto un modulo di tipo N ad alta efficienza con tecnologia ad eterogiunzione (HJT), ad esempio il modello RSM110-8-575-BHDG, G12 con una potenza di 575W. Qui otteniamo un numero di stringhe simile a quello del caso precedente, ma poiché siamo di fronte ad una notevole differenza di efficienza a favore dell’HJT, a parità di potenza di progetto, nel caso di moduli HJT occuperemo circa il 4,35% di terreno in meno. E, grazie a questo, risparmieremo su cavi, lavori di sterro e costruzione.

Link: https://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/adattamento-moduli-fotovoltaici-tipo-installazione


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