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sabato 11 gennaio 2020

In arrivo a Tricase il presidente Andrea Maroè per la Quercia di Vallonea

Il presidente della Giant Trees Foundation, Andrea Maroè con la sua èquipe,
a Tricase dal 13 al 15 gennaio per esaminare la Quercia di Vallonea

Si apre la fase più delicata del contest europeo:
Dopo l'assegnazione del titolo Albero dell'anno 2019 che la comunità si mobiliti per far assegnare alla "Quercia dei cento cavalieri" l'ambito riconoscimento


Da Udine a Tricase. Dalle parole ai fatti. Una delegazione della Giant Trees Foundation, la Onlus che sostiene l'importanza della tutela e della salvaguardia dei grandi alberi e promotrice del contest internazionale, sarà aTricase il prossimo 13, 14 e 15 gennaio nel solco dello spirito del contest che assicura anche il supporto tecnico gratuito da parte del comitato scientifico di Giant Trees Foundation per il mantenimento dello stato di salute o la cura di eventuali problematiche dell'albero stesso. 
«Saremo a Tricase per effettuare delle riprese e produrre una documentazione fotografica da presentare per il contest europeo oltre che per stabilire gli interventi migliori per la gestione di eventuali problemi fitopatologici e di salvaguardia della pianta» – anticipa telefonicamente il presidente della Fondazione Andrea Maroè agronomo, arboricoltore, istruttore e tree climber professionista e responsabile tecnico alberi monumentali della regione Friuli Venezia Giulia.
Lui, che ha scalato in treeclimbing le vette di oltre diecimila alberi in giro per il mondo e misurato, quando ancora non ci aveva pensato nessuno, le sequoie americane, salirà sulla Quercia di Vallonea per un primo approccio conoscitivo con la pianta tanto amata dai salentini e dai pugliesi. «Il risultato straordinario che si è raggiunto finora è stato dettato dal rapporto emotivo che lega la pianta alla sua gente, non abbiamo premiato forse la più bella ma sicuramente quella che maggiormente è "radicata" con il proprio territorio». Chiarisce il presidente che è fiducioso nella candidatura  della Quercia di Vallonea al contest europeo ma c'è bisogno di un ulteriore sforzo, di sensibilizzare l'intero territorio così come è avvenuto nella prima parte del concorso. «Il secondo step è più delicato, ci piacerebbe che nascesse un movimento mediatico che porterebbe per la prima volta l'Italia con la Quercia di Vallonea a vincere il contest e ciò significherebbe dare un valore aggiunto alla tutela dei grandi alberi monumentali, una risorsa di bellezza e di storia del patrimonio naturale del Belpaese.»
"Un riconoscimento, Italian Tree of the year 2019quello ritirato ad Udine che riempie di orgoglio la nostra famiglia e che dimostra ancora una volta l'attaccamento della comunità al nostro albero. Per noi la quercia è solo "La grande signora"», commenta la biologa Mila Boso de Nitto. In epoca mussoliniana, negli anni 20 e poi negli anni 70 la costruzione di infrastrutture ha rappresentato un pericolo per la nostra Quercia che si è salvata grazie alla mobilitazione della sua gente. La sua stessa posizione, posta ad un bivio sulla strada che porta al mare, lo testimonia. «Lei è forte e resistente ma si vede già che è anziana. Prima aveva il rigoglio di una pianta spettacolare, adesso ha ridotto la chioma».
Sarà infatti la Quercia  di Vallonea (Tricase – Puglia) a rappresentare l'Italia in Europa nell'ambito del Premio  Tree Of The Year 2020. A decretarlo, lo scorso 30 novembre a Villa Florio di Buttrio (Udine)  nell'ambito delconvegno internazionale Giant Tree Days, il comitato scientifico della Giant Trees Foundation dopo l'incredibile risultato di preferenze registrate attraverso la piattaforma web del concorso dedicato alle piante monumentali che ha visto posizionarsi lì in vetta – è il caso di dirlo - con i 350800 consensi registrati proprio la Quercia di Vallonea che ha distaccato gli altri esemplari in gara ovvero la Quercia di Fossalta della zona veneta di Portogruaro (110.198 voti), il Leccio dell'Etna  (64.040 voti) e la Quercia delle Checche della Val d'Orcia in provincia di Siena (62.264 voti).


GTF, La Fondazione "Perché alle radici del mondo c'era un albero e solo gli alberi ci possono salvare"

LA Giant Trees Foundation, che ha sede a Tarcento (Udine)  è una fondazione senza scopo di lucro nata per conoscere, difendere e tutelare i grandi alberi. Dalla conservazione della biodiversità e dalla salvaguardia delle grandi foreste può dipendere infatti la prosecuzione della nostra stessa esistenza. Ecco perché la GTF si propone come obiettivo primario la conoscenza dei grandi alberi attraverso la loro corretta individuazione, il loro studio e la loro tutela. In questa maniera ritiene di poter contribuire in maniera efficace anche ad uno sviluppo ecosostenibile, sia delle popolazioni direttamente coinvolte con la vita della foresta, sia di tutta l'umanità. Con le sue spedizioni e iniziative culturali in varie parti del mondo pone l'attenzione alle interconnessioni esistenti tra la vita dell'uomo e dell'albero, per valorizzarle e migliorare di conseguenza la convivenza tra alberi e esseri umani.
Il comitato scientifico, che garantisce la bontà dei progetti di ricerca e di sviluppo, è costituito da illustri scienziati internazionali che studiano il mondo arboreo ma anche da esperti di altre discipline perché vuol essere uno sguardo a 360 gradi sul rapporto uomo-albero capace di esaltare, le proprietà fondamentali ancora poco valorizzate di questi grandi e ancestrali esseri che da milioni di anni ci proteggono, il più delle volte, a nostra insaputa. www.gianttrees.org

Il contest
Il contest "Tree Of The Year" è un concorso internazionale che nasce nel 2011 per valorizzare la storia degli alberi monumentali, la loro connessione con la popolazione, il territorio e l'ambiente.  Di anno in anno, il numero dei Paesi partecipanti ha continuato a crescere. Per la prima volta, dal 2019, l'Italia è presente ed attiva.
Ogni anno vengono scelti quattro alberi rappresentativi del territorio, scelti mediante una valutazione internazionale, e proposti attraverso un sondaggio online che raccoglie le preferenze dei propri estimatori. Nel 2019 il contest ha scelto le querce e la Quercia di Vallonea si è aggiudicato il primo step con il titolo di Tree of the Year 2019 per l'Italia e concorrerà alla fase internazionale durante lo step successivo che la vedrà competere con i vincitori degli altri round tenutisi nei Paesi europei, per aggiudicarsi il titolo di European Tree of the Year  che sarà assegnato nel 2020.

La Quercia di Vallonea
Posta su un bivio in una proprietà privata che divide i due sensi del traffico sulla strada che porta al mare, la provinciale Tricase-Tricase Porto, la Quercia di Vallonea è l'albero più antico del Salento: 700 anni, 700 metri quadrati di foltissima chioma ed un tronco di 4,25 metri.  Candidata a diventare patrimonio nazionale dell'UNESCO già nel 2000 il WWF l'ha identificata come "Albero-Simbolo" del Salento e della Puglia. Tra le leggende che ha suggerito nel tempo la sua maestosità c'è quella che la lega al re Federico II. Si narra che, in seguito agli scontri avvenuti a Barletta, trovò riparo durante un temporale con la sua armata proprio sotto la sua chioma, per questo viene chiamata la Quercia dei cento cavalieri.
Il suo nome scientifico è Quercus aegylops, sottospecie macrolepis, ed è originaria della Macedonia. In Italia cresce solo nel Salento  che ospita una piccola colonia di questa sottospecie e tale peculiarità la rende ancora più preziosa come preziosa è stata la presenza di questi alberi per l'economia del territorio: le loro ghiande, ricche di tannino, una sostanza colorante utile per la concia, sono state fondamentali per lo sviluppo nel sud Salento della lavorazione delle pelli. La quercia che appartiene alla famiglia De Nitto ricade nel Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase e rientra in quella parte della campagna tricasina che abbraccia il boschetto di Vallonee o Falanide con oltre 60 di questi alberi su un'area di circa 4.925 metri quadri. Il bosco con i suoi bellissimi esemplari in via di estinzione sono inseriti nell'ambito degli itinerari turistico-culturali finanziati dalla Comunità Europea e ritenuti monumenti arborei da conservare e tutelare.

Ancora segnalazioni di disservizi al NOC di Ariccia

Ancora segnalazioni di disservizi al NOC di Ariccia
Carlo Spinelli ( IDD ) denuncia ancora casi di malasanità che vedono protagonista il NOC che doveva essere il fiore all'occhiello della sanità laziale.
Roma 11 Gennaio 2020: Il nuovo anno purtroppo non ha portato miglioramenti nella sanità laziale, in particolar modo nella struttura ospedaliera che secondo i vertici regionali doveva essere il fiore all'occhiello della sanita della regione Lazio; il NOC. A denunciare un nuovo disservizio è il responsabile provinciale romano del movimento Italia dei Diritti Carlo Spinelli:" Abbiamo ricevuto purtroppo una nuova segnalazione di un caso di malasanità che si sarebbe  verificato presso il Nuovo Ospedale dei Castelli; un paziente ricoverato presso la struttura ariccina, proveniente da altra struttura sanitaria dove era in degenza per altre problematiche, è stato trasferito presso il NOC per una frattura al femore. Al paziente, sofferente di altre patologie alcuni anche gravi – continua Spinelli – venivano somministrati anche farmaci salvavita o comunque di vitale importanza ebbene dopo il ricovero presso il NOC, al paziente la somministrazione di questi farmaci  è stata sospesa senza che ai famigliari venisse data giustificazione. Gli stessi famigliari del paziente hanno quindi contattato la struttura sanitaria di provenienza del loro congiunto che prontamente ha inviato all' Ospedale dei Castelli tutta la documentazione dove venivano riportati i farmaci del quale il paziente necessitava, ma, a quanto ci ha riferito la figlia dell'uomo ricoverato, la somministrazione di questi farmaci di vitale importanza non è ancora avvenuta mettendo a rischio quindi la vita stessa del paziente. I famigliari – prosegue l'esponente IDD – sono preoccupati a tal punto da prendere in considerazione la possibilità di far trasferire l'uomo in altra struttura per una totale mancanza di fiducia verso i sanitari che operano nel NOC e stanno seriamente pensando di denunciare l'accaduto alle autorità competenti. La struttura, aperta in tutta fretta alla fine del 2018, torna quindi a far parlare di se in senso negativo e forse sarebbe il caso dopo le tante segnalazioni e l'insoddisfazione di moltissimi utenti che chi di dovere intervenga per predisporre controlli e verificare l'effettivo funzionamento dell'Ospedale dei Castelli. E pensare – conclude Spinelli – che questo ospedale a detta del presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti doveva essere l'eccellenza della sanità laziale; e meno male".
Ufficio stampa Italia dei Diritti provincia di Roma

REMIND CS CONCERTO DEL 12 GENNAIO ORE 19.30 "BEETHOVEN, UN MUSICISTA AL CENTRO DELLA STORIA" A CURA DELLA CAMERA MUSICALE ROMANA



GENTILISSIMI,

Sono ad invitarVi al concerto che si svolgerà all'interno della X Stagione Concertistica di Musica a cura della Camera Musicale Romana e sotto la Direzione artistica del Soprano Elvira Maria Iannuzzi.

Da quest'anno la stagione concertistica 2019-2020 si è spostata in centro presso la Cripta della chiesa di Santa Lucia del Gonfalone.

 

Pertanto faccio gentile richiesta di pubblicazione e diffusione tramite i vostri mezzi d'informazione e comunicazione del concerto "Beethoven: un musicista al centro della storia", musiche di Musiche di L. V. Beethoven.

Esegue:

 

Giovanni Auletta, pianoforte

 

dal testamento di Heiligenstadt, 6 ottobre 1802

"O voi, uomini che mi reputate o definite astioso, scontroso o addirittura misantropo, come mi fate torto! Voi non conoscete la causa segreta di ciò che mi fa apparire a voi così. Il mio cuore e il mio animo fin dall'infanzia erano inclini al delicato sentimento della benevolenza e sono sempre stato disposto a compiere azioni generose..."

                                                                                                                      L. van Beethoven

 

 Il percorso umano e artistico di un compositore che, per la prima volta nella Storia, è pienamente consapevole del suo ruolo centrale nella Storia dell'uomo, come intellettuale ed espressione della temperie Illuministica e poi Romantica. 

Il programma che apre la seconda parte della X Stagione della Camera Musicale Romana prevede tre Sonate, considerate emblema della sua travagliata esperienza musicale.

 


Il concerto che avrà luogo domenica 12 gennaio 19.30, si svolgerà presso la Cripta della chiesa di Santa Lucia del Gonfalone.

Inoltre colgo occasione per invitarvi a presenziare accreditandovi subito scrivendo a alessandro.decadi@gmail.com, vi aspetto.

Per ogni ulteriore chiarimento resto a Vostra completa disposizione.

 

Chiedo possibilmente un gentile riscontro alla Vs. pubblicazione.

 

Grazie

Cordialmente

Ufficio Stampa e comunicazione Camera Musicale Romana

Alessandro Decadi cell. 334 8321395

 

Per accrediti stampa: alessandro.decadi@gmail.com

 

Camera Musicale Romana Via delle Carceri, 8 – Cripta della chiesa di Santa Lucia del Gonfalone.

www.cameramusicaleromana.it

 

 

  

CAMERA MUSICALE ROMANA

Cripta della Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone

Domenica 12 gennaio ore 19:30

"Beethoven: un musicista al centro della storia"

Musiche di L. V. Beethoven

 

 

dal testamento di Heiligenstadt, 6 ottobre 1802

"O voi, uomini che mi reputate o definite astioso, scontroso o addirittura misantropo, come mi fate torto! Voi non conoscete la causa segreta di ciò che mi fa apparire a voi così. Il mio cuore e il mio animo fin dall'infanzia erano inclini al delicato sentimento della benevolenza e sono sempre stato disposto a compiere azioni generose..."

                                                                                                                      L. van Beethoven

 

Programma

L. V. Beethoven

Sonata per pianoforte op. 13 in do minore "Patetica"

Sonata op. 81a in Mi bemolle Maggiore "Les Adieux"

Sonata op. 110 in La bemolle Maggiore

 

 

 

 

Eseguono:

 

Giovanni Auletta, pianoforte

 

 

 

 

CRIPTA DELLA CHIESA DI SANTA LUCIA DEL GONFALONE

Via delle Carceri, 8 - Roma

 

 

 

Ingresso / Ticket € 15,00 - ridotto € 10,00 ( riservato ai soci, ai minori di anni 18, agli over 65 e agli studenti universitari e di conservatorio purché muniti di libretto)

 

Nuova sede:

Cripta della Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone

via delle Carceri, 8 -  Roma 

 

 

Servizio gratuito di prenotazione (vivamente consigliata)

 

Info e prenotazioni:

cameramusicaleromana@gmail.com

www.cameramusicaleromana.it

Tel.: +39 333 45 71 245/ 3498256457

 

giovedì 9 gennaio 2020

"Percy's song" il graphic novel di Martina Rossi, edizioni Phoenix Publishing, viene presentato a Napoli il 18 gennaio 2020 alla Fumetteria Alastor in via Mezzocannone

Percy's song il graphic novel di Martina Rossi, edizioni Phoenix Publishing, viene presentato a Napoli il 18 gennaio 2020 alla Fumetteria Alastor in via Mezzocannone  


Viene presentato a Napoli il graphic novel Percy's song di Martina Rossi, edizioni Phoenix Publishing, sabato 18 gennaio 2020 alle ore 17:30 alla Fumetteria Alastor in via Mezzocannone 7.

Con l'autrice dialoga Ruben Curto (fumettista, muralista, vignettista, illustratore, docente e cofondatore del Collettivo Nube), con un intervento registrato dell'attore e doppiatore Jacopo Calatroni (voce italiana di Spider-Man nel videogioco Marvel's Spider-Man e di Akira Fudo/Devilman nella serie Crybaby). Modera Francesco Saverio Tisi, vicedirettore della Phoenix.  
Saranno presenti gli editori.

Inoltre, all'acquisto dell'albo, sarà effettuata un'estrazione che permetterà ad un fortunato di portarsi a casa un'illustrazione originale dell'autrice, realizzata per l'occasione.
Euro 11,50 per 56 pagine d'arte. Un fumetto colorato, dalle tinte tenui e le linee morbide, che si fa sfogliare e leggere con piacere.
Si narra la storia romantica e malinconica di Percy, che si sveglia dopo un lungo sonno, senza ricordare nulla del suo passato. L'unica cosa che sa è di essere morto. Da qui la sua dolorosa epopea: scoprire la maniera in cui è deceduto, abbandonando così "la terra di mezzo" in cui è prigioniero, assurgere al regno dei morti e lasciarsi finalmente andare alla bramata pace eterna.

Il tratto del disegno è delicato, i colori morbidi. La storia, commovente e al tempo stesso spietata. Un contrasto che non passa inosservato.
"È un tipo di narrazione tipico delle fiabe", spiega l'autrice "parlare di qualcosa di oscuro, rendendolo però più confortevole. Credo che a volte, per raccontare qualcosa di forte o che probabilmente genererà un disappunto nel lettore, sia importante utilizzare una forma che lo metta a proprio agio, in condizione di ascoltare. Se avessi creato fin da subito un contesto oscuro e angosciante, il lettore sarebbe stato sulla difensiva fin dalla prima pagina, non prestando la giusta attenzione al messaggio".
È la prima volta che l'artista scrive una storia in cui deve occuparsi da sola di tutto: dallo script al lettering. "Ho provato a schematizzare il lavoro", aggiunge "partendo da un'idea molto generica e andando a definire pian piano i dettagli. Leggendo e rileggendo, confrontando Percy con altri fumetti, studiando il modo di creare di fumettisti affermati".
Martina Rossi nasce nel 1989 a Recanati, dove si avvicina fin da piccola al mondo del fumetto e dell'illustrazione. Consegue il diploma presso l'Istituto d'Arte "G. Cantalamessa" a Macerata e si trasferisce infine a Roma, per approfondire le competenze fumettistiche. Dopo aver concluso il suo percorso di studi alla Scuola Romana dei Fumetti, inizia a lavorare come ritrattista e copertinista per autori indipendenti. Da qui nascono le prime collaborazioni con gli scrittori Pierluigi Curcio e Orietta Cicchinelli. Nello stesso periodo lavora come illustratrice per il quotidiano "Metro Roma". Approda nel 2016 alla casa editrice "Lo Scarabeo", illustrando un mazzo di tarocchi dedicato al Piccolo Principe. Al momento lavora come colorista per la casa editrice BellaFe e come autrice per l'Americana Studio.

Centric PLM™ Powers Digital Initiatives for Multi-Brand MAXRIENY



CAMPBELL, Calif., January 9, 2020 – Centric Software® is delighted to announce the release of a success story about its customer, MAXRIENY.

MAXRIENY is a CC Universe brand, and was co-founded by Kevin Wong and his wife, Sara Wong. The brand had specific target segments in mind right from the start — fans of European medieval castle themes and fantasy elements. In just five years, sales surpassed 0.7 billion RMB in China's already saturated ladies apparel market.
Kevin Wong, Founder and CEO of CC Universe reflects on the product development challenges presented to their multi-business brand:

"Our multi-brand and multi-business model corporate development strategy would have created an enormous workload if we continued to operate with disparate systems and offline data. The company's priority is establishing a sharing platform that allows us to store all product creative and data."

Today, with Centric's Fashion PLM in place, there is a streamlined way for CC Universe to obtain consistent data. Team members can track product development by brand and business model, which greatly improves the management capacity of their Product Center.

Adrian Lian, who heads CC Universe's IT Department, comments on Centric's synergy with innovation, "Centric Fashion PLM has always been at the forefront of applications and innovations in the fashion and retail industry. The PLM system provides a fundamental platform for integrating upstream and downstream supply chain systems."

How did Centric Fashion PLM empower a multi-brand strategy for MAXRIENY and CC Universe?
MAXRIENY 
MAXRIENY was launched in 2007, and its parent company CC Universe was co-founded by Kevin Wong and his wife, Sara Wong. The couple transformed their family-owned apparel manufacturing operations into Shenzhen CC Universe Fashion Design Co., Ltd. Kevin handles strategic investments and organizational innovation, while Sara takes full charge of design for MAXRIENY, their main brand, as well as product management. MAXRIENY is highly inspired by the European retro elements, as the design of the brand is known to present unique, fantasy styles with the sense of inner power. It is one of the most popular emerging designer brands. Sara believes that fashion is never just about a fancy garment but it is also the expression of art.

Centric Software
From its headquarters in Silicon Valley, Centric Software provides a Digital Transformation Platform for the most prestigious names in fashion, retail, footwear, luxury, outdoor and consumer goods. Centric's flagship Product Lifecycle Management (PLM) platform, Centric 8, delivers enterprise-class merchandise planning, product development, sourcing, quality and collection management functionality tailored for fast-moving consumer industries. Centric SMB provides innovative PLM technology and key industry learnings for emerging brands. Centric Visual Innovation Platform (VIP) offers a fully visual, transformative experience via large touch-screens and mobile devices, revolutionizing group decision making and creative collaboration while dramatically condensing time to market and product innovation. Centric Software is majority-owned by Dassault Systèmes (Euronext Paris: #13065, DSY.PA), the world leader in 3D design software, 3D Digital Mock Up and PLM solutions.
Centric Software has received multiple industry awards and recognition, including being named by Red Herring to its Top 100 Global list in 2013, 2015 and 2016. Centric also received various excellence awards from Frost & Sullivan in 2012, 2016 and 2018.
Centric Software is a registered trademark of Centric Software Inc.. All other brands and product names may be trademarks of their respective owners.

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