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lunedì 20 luglio 2026

ROMA, REGIMENTI (FI): SU ALBERI NON BASTA GIOCO DEI NUMERI, SERVONO CURA, SICUREZZA E PROGRAMMAZIONE

Roma, 20 luglio – «Quasi trentamila alberi abbattuti in poco più di quattro anni non possono essere liquidati contrapponendo semplicemente il numero delle nuove piantumazioni. Un albero adulto non è immediatamente sostituibile con una giovane pianta: occorrono molti anni prima che questa possa assicurare gli stessi benefici in termini di ombra, assorbimento dell’anidride carbonica, qualità dell’aria e mitigazione delle temperature. Il patrimonio arboreo di Roma non può essere governato attraverso un mero saldo numerico, ma deve essere tutelato come una vera infrastruttura ambientale». 

Lo dichiara Luisa Regimenti, Assessore al Personale, Polizia locale, Enti locali, Sicurezza urbana, Università della Regione Lazio e Segretario di Forza Italia Roma.

«Il bilancio arboreo del Campidoglio conferma le criticità che Forza Italia denuncia da tempo: assenza di una programmazione strutturale, manutenzione insufficiente e una gestione troppo spesso fondata sull’emergenza. Quando la manutenzione viene trascurata o le potature sono effettuate con modalità e tempistiche inadeguate, le alberature si indeboliscono e possono trasformarsi in un pericolo per i cittadini, come dimostrano i numerosi crolli registrati in occasione del maltempo».

«Gli abbattimenti necessari per ragioni di sicurezza devono essere accompagnati da valutazioni tecniche trasparenti e puntuali, accessibili ai cittadini, e da piani di sostituzione calibrati sulle caratteristiche dei territori: il Campidoglio chiarisca tempi, modalità e tipologie delle nuove piantumazioni, garantendo essenze idonee e soprattutto la loro cura e sopravvivenza nel tempo».

«In una città sempre più esposta alle ondate di calore, alla crescita delle temperature e agli effetti della cementificazione, gli alberi adulti rappresentano una risorsa insostituibile. Producono ossigeno, assorbono anidride carbonica e inquinanti, offrono ombra e contribuiscono a ridurre il fenomeno delle isole di calore. Le nuove alberature sono indispensabili, ma possono richiedere dai 10 ai 20 anni prima di sviluppare una chioma capace di fornire un significativo effetto di raffrescamento. Per questo piantare nuovi alberi non può diventare l’alibi per rinunciare alla cura di quelli esistenti».

«Forza Italia chiede all’amministrazione Gualtieri un cambio di passo: il rafforzamento del Servizio Giardini, un monitoraggio continuo e capillare del patrimonio arboreo, manutenzioni programmate, informazioni verificabili sugli abbattimenti e sulle sostituzioni e un vero piano di forestazione urbana. Roma ha bisogno di alberi curati e sicuri, non di una contabilità utilizzata per nascondere l’assenza di una visione», conclude Regimenti.

“MATTEOTTI DIVISIVO”: PIRILLO (CIRCOLO SARAGAT MATTEOTTI), BACCINI E LA DESTRA DI FIUMICINO, L’IPOCRISIA DEL CAMBIACASACCA E L’ANIMA NERA CHE CANCELLA L’ANTIFASCISMO

Roma, 20.07.2026 :- La vergognosa bocciatura in Consiglio comunale della mozione per dedicare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti non è solo un affronto alla memoria repubblicana, ma la fotografia perfetta del cinismo e dell'ipocrisia che guidano l'amministrazione di Fiumicino.
Il sindaco Mario Baccini — campione olimpico di acrobazie trasformiste e cambiacasacca, passato con disinvoltura attraverso un’infinità di sigle e casacche pur di restare a galla e gestire il potere — svela oggi la sua vera natura. Dietro il paravento di un presunto "centrismo moderato" e la maschera del peggior democristiano di lungo corso, Baccini si conferma il perfetto esecutore e complice delle istanze più reazionarie della destra locale.
Il suo e quello della sua maggioranza è un cerchiobottismo repellente e codardo. Prima votano contro l'intitolazione bollando il martire socialista come "divisivo"; poi, travolti dalla gogna mediatica e dall'indignazione generale, cercano pavidamente di correre ai ripari facendosi ripresentare una mozione "edulcorata" dai propri consiglieri. Un testo bis dal quale, con chirurgica vigliaccheria ideologica, è stata scientificamente cancellata ogni singola parola: "fascismo", "antifascismo" e "regime".
Volevano ricordare Matteotti nascondendo chi lo ha assassinato! Una doppiezza nauseante, che svela un'anima nera e nostalgica incapace di fare i conti con la storia. La verità è che il camaleontico Baccini soffre di un'agghiacciante asimmetria morale: quando si è trattato di intitolare spazi a figure simboliche della destra, la sua giunta non ha sollevato alcun dubbio sulla "divisività". Il filtro censorio e il veto burocratico scattano solo ed esclusivamente quando c'è da pronunciare la parola antifascismo.
A Baccini e ai suoi alleati ricordiamo che la storia non si sbianchetta con i trucchetti da politicanti da cabotaggio. A sancire l'imprescindibile statura etica di Matteotti sta un atto scolpito nelle istituzioni: il 10 giugno 2024, nel centenario dell'assassinio per mano dei sicari di Mussolini, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso solenne omaggio al monumento del deputato socialista. Il Capo dello Stato ne ha consacrato la figura come pilastro fondamentale della libertà di tutti gli italiani. Inoltre, il 27 maggio scorso la Camera dei Deputati ha intitolato a Giacomo Matteotti lo scranno numero 14, quello in cui sedeva prima di essere assassinato, applicando una targa con il nome del martire antifascista ed una che ricorda il celebre discorso del 30 maggio 1924; oggi quello scranno è patrimonio nazionale, non verrà più assegnato a nessun deputato, imperitura memoria del coraggio di opporsi ad ogni forma di regime totalitarista! Definire Matteotti "divisivo" o amputare la storia del suo martirio significa porsi deliberatamente fuori dal perimetro della Costituzione.
Di fronte a questa deriva reazionaria e trasformista, il tempo dell'attesa è finito: Auspico una massiccia reazione morale e civile, per Giacomo Matteotti, per la libertà e per non dimenticare!
Chiamo fin da ora tutte le forze democratiche, il popolo progressista, la società civile, i lavoratori e i giovani a una grande mobilitazione politico-elettorale su scala nazionale.
Dobbiamo smascherare nelle piazze questa destra ambigua e i suoi opportunisti da piccolo cabotaggio, difendendo la Repubblica e restituendo onore alla memoria dei nostri martiri. Abbiamo gli strumenti democratici, in primis la chiamata alle urne, è ora di rimandare i fasci nelle fogne!
Vincenzo Pirillo
Presidente del Circolo Culturale “Giuseppe Saragat - Giacomo Matteotti”
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giovedì 16 luglio 2026

SAVE THE DATE. CONFAPI E FIAP AL MIMIT: IL 23 LUGLIO IL CONVEGNO "LIBRO BIANCO MADE IN ITALY 2030". INTERVERRÀ IL MINISTRO URSO

Roma, 23 luglio 2026, ore 10.00 – Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Palazzo Piacentini, Sala degli Arazzi, Via Veneto 33), alla presenza del Ministro Adolfo Urso, si terrà il convegno "Libro Bianco Made in Italy 2030: manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale", dedicato al ruolo della logistica e del trasporto merci come leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano.

Interverranno il Ministro Urso, il presidente di Confapi Cristian Camisa e il presidente di FIAP Roberto Scarpa, i direttori delle due associazioni Andrea Paparo (Confapi) e Alessandro Peron (Fiap), Alberto Carnevale Maffè (SDA Bocconi), Damiano Frosi (PoliMi), Paolo Quercia (Centro Studi Mimit).

L'incontro sarà anche l'occasione per presentare l'ingresso e collaborazione sulle filiere produttive della FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali in Confapi – Confederazione italiana della piccola e media industria privata.

Ingresso su accredito all'indirizzo stampa@confapi.org; i giornalisti accederanno da via Molise 2.


CONFAPI – È la principale organizzazione datoriale italiana rappresentativa di MidCap e Pmi industriali private, colonne portanti del sistema produttivo del nostro Paese: oltre 116.000 aziende per 1,2 milioni di addetti. Fondata nel 1947, ha 81 sedi territoriali (18 regionali, 63 provinciali) e 13 unioni di categoria.
Nata all'indomani della fine della seconda guerra mondiale, è al centro del dibattito economico-sociale e interlocutore delle istituzioni in tema di politiche economiche, fiscali e di welfare. Nel 2027 si celebreranno gli 80 anni dalla nascita.


CONFAPI - Confederazione italiana della piccola e media industria privata

Via della Colonna Antonina, 52 - 00186 Roma - T: 00 39 06 690151 - F: 00 39 06 6791488
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lunedì 13 luglio 2026

Pirillo (Circolo Saragat – Matteotti), CEDU, la "Vittoria di Pirro" del Grande Oriente d’Italia: quando il diritto cancella i doveri massonici!

Pirillo (Circolo Saragat – Matteotti), CEDU, la "Vittoria di Pirro" del Grande Oriente d’Italia: quando il diritto cancella i doveri massonici!


La condanna dell'Italia a Strasburgo per il sequestro degli elenchi del 2017 è un successo legale, ma sul piano etico rappresenta un cedimento strutturale. Perché, nel rispetto dei principii morali come osservando gli “Antichi Doveri” e le Costituzioni massoniche, i vertici avrebbero dovuto collaborare spontaneamente con lo Stato.


ROMA, 13.07.2026: – La notizia del pronunciamento della Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) in favore del Grande Oriente d'Italia (GOI) è stata accolta da Palazzo Giustiniani con i toni delle grandi vittorie democratiche. Strasburgo ha sancito che il maxi-sequestro degli elenchi degli iscritti, ordinato nel 2017 dalla Commissione Antimafia, allora presieduta dall’On. Rosy Bindi, fu un atto arbitrario e privo di garanzie giuridiche. Una vittoria legale ineccepibile, si dirà. Eppure, grattando la superficie del tecnicismo giuridico, quella del GOI rischia di rivelarsi una clamorosa vittoria di Pirro.

Il vero problema, infatti, sta a monte. E non riguarda i codici dello Stato, ma il codice genetico, Morale ed Etico di un’istituzione nobile e plurisecolare come la Massoneria.

Il dovere di fedeltà allo Stato e le leggi della Repubblica: Per comprendere la portata di quella che – a ben vedere – si configura come una profonda sconfitta dei valori iniziali, bisogna tornare alle fondamenta della Libera Muratoria. Nelle Costituzioni massoniche, nei rituali e nei celebri "Antichi Doveri" (i Landmarks ed i Charges di Anderson del 1723, base della massoneria moderna), il rapporto con l'autorità civile è chiarissimo: “il massone è un cittadino pacifico, tenuto a osservare rigorosamente le leggi del Paese in cui risiede e a non ribellarsi mai ai magistrati o ai poteri costituiti!”.

Davanti a una richiesta formale di un organo dello Stato – qual è una Commissione parlamentare antimafia– l'etica e la morale massonica avrebbero dovuto dettare una sola strada: la consegna spontanea e trasparente di quegli elenchi, magari “accompagnata” da un pool di “Fratelli” in grado di spiegare il contenuto delle Liste; un operazione che non solo avrebbe reso onore ai principi libero-muratori ma avrebbe anche avuto il merito di verificare i nominativi, offrendo a tutti gli “iscritti” alla massoneria la garanzia di non condividere questo percorso iniziatico con persone chiare e trasparenti e non con ombre, visto anche il “caso” di Occhionero, Tumbarello ed altri.

Arrivare allo scontro frontale, alzare le barricate legali e trascinare la Repubblica Italiana davanti a un tribunale internazionale non è un atto di difesa della tradizione, ma il suo esatto ribaltamento. Una bruta macchia sul curriculum della massoneria tricolore.

Il primato dell'Etica sul formalismo giuridico: Chi difende la linea del GOI sostiene che il ricorso fosse necessario per tutelare la privacy dei singoli fratelli e l'autonomia dell'associazione da un "vizio di forma" e da un abuso di potere politico. Ma la Massoneria non è un sindacato, né un partito o un'associazione di categoria qualsiasi che si aggrappa ai cavilli procedurali. È (o dovrebbe essere) una scuola di perfezionamento interiore e di elevazione etica e morale.

Il giuramento prestato sull'Altare dal Libero Muratore non lascia spazio a interpretazioni: si promette solennemente di rispettare gli Organi dello Stato. Nel momento in cui i vertici scelgono di anteporre il formalismo giuridico europeo all'obbedienza civile e alla trasparenza verso lo Stato, si consuma un corto circuito ideale.

Se i membri di una Loggia sono, come da statuto, cittadini probi, onesti e rispettosi della legalità (si tenga presente che per l’adesione è prevista anche la consegna del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti) che cosa c'era da nascondere o da proteggere dietro i tecnicismi dei ricorsi? …a pensare male si fa peccato ma spesso, troppo spesso, ci si indovina!

Una sconfitta della Tradizione: Insomma, seppur la sentenza della CEDU dice che l'Italia ha sbagliato le procedure, la Storia massonica dice che i suoi vertici hanno fallito la prova dell'identità. Mostrarsi riluttanti alla collaborazione con le istituzioni pubbliche, fino al punto di farsi "scassinare" gli archivi per poi lamentarsene a Strasburgo, ha alimentato proprio quel velo di sospetto e quel pregiudizio anti-massonico che l'Istituzione dichiara costantemente di voler combattere.

Per questo i festeggiamenti per la sentenza della CEDU lasciano l'amaro in bocca a chi guarda alla Massoneria per la sua statura filosofica ed Etica e per la levatura Morale. Questa "vittoria di Pirro" non cancella la realtà: aver preferito lo scontro fazioso al Dovere della Tradizione è la dimostrazione che, a volte, per vincere una causa si può perdere la propria anima! Ricordando una massima latina: Res iudicata facit de albo nigrum, speriamo solo che questa inversione sia solo materiale e non anche spirituale!

Per concludere, da iscritto alla massoneria, e sottolineo “iscritto” perché “Massone” si diventa con impegno dedizione coerenze sacrificio e soprattutto senza secondi fini, perché la Massoneria, come il Cristianesimo, è una pratica di vita, posso solo essere dispiaciuto per la deriva presa da questa antica e nobilissima Istituzione, d’altra parte la massoneria è anche una associazione di persone che, come tutte le associazioni, è fatta di uomini, e gli uomini, si sa, sbagliano, ma non dimentichiamo: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!

AGDGADU!


Vincenzo Pirillo

 




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Allarme rientrato a Brescia, scongiurato rischio esplosione in città.


Uploaded ImageL'intervento decisivo del CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici, ente no profit istituito dal MASE con DM 02/02/2026 n. 32), tempestivamente allertato dalla ACR Reggiani, per 5 kg di acido picrico, altamente esplosivo, ritrovati durante la bonifica dei laboratori ex Caffaro.


Nelle stesse ore, un morto a Casalbordino (CH) e due giorni prima altre vittime a Rieti.


Roma, 13 luglio 2026 – Il rischio di una esplosione potenzialmente catastrofica è stata sventata venerdì scorso a Brescia grazie alla competenza e al tempestivo intervento del CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici)

Circa 5 kg di acido picrico sono stati rinvenuti durante le operazioni per la messa in sicurezza e la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia-Caffaro.

Il materiale, ritrovato in un laboratorio abbandonato da anni, situato in Via Francesco Nullo 8, si presentava in stato di massima pericolosità: secco, disidratato e cristallizzato

In queste condizioni, l'acido picrico diventa un esplosivo primario estremamente instabile, con un potenziale distruttivo paragonabile a diversi chilogrammi di tritolo e un'onda d'urto stimata di 7.3 km/s, superiore persino a quella dello stesso tritolo. Una minima vibrazione o variazione di temperatura avrebbe potuto innescare una detonazione devastante nel cuore del centro abitato.

Uploaded ImageL'allarme è stato lanciato da Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir, che, analizzando le immagini trasmessegli, ha compreso l'imminente pericolo. "Dalle foto inviatemi dall’ACR Reggiani, azienda che si sta occupando della bonifica, cui va riconosciuto il merito di aver immediatamente compreso la pericolosità della situazione e del prodotto rinvenuto, ho capito subito che eravamo di fronte a una bomba a orologeria," dichiara Trebucchi. "Ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e ho chiesto di allertare immediatamente Artificieri e Vigili del Fuoco. Con il caldo di questi giorni, il rischio di un'esplosione spontanea era altissimo".

Le Forze dell'Ordine e i Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto, hanno informato la Prefettura di Brescia, che ha valutato l'evacuazione di un'area di 1,5 km, scongiurata solo grazie alla rapida gestione della minaccia. 

È emersa, tuttavia, una criticità procedurale: non trattandosi di un ordigno esplosivo improvvisato (IED), in quanto mancante di dispositivo di innesco, la rimozione non rientrava nei protocolli standard degli Artificieri. 

Per colmare questo vuoto operativo, il CoGePir ha immediatamente messo a disposizione della Prefettura il proprio braccio operativo, la società Torpex S.p.A., con i suoi massimi esperti di fama internazionale, a partire da Danilo Coppe (“Mr. Dinamite” nella docuserie TV), che hanno neutralizzato sul posto e poi rimosso l'esplosivo, successivamente trasportato dalla Cigala Trasporti, storica azienda specializzata nel trasporto esplosivi da quasi un secolo, anch’essa parte della filiera CoGePir, in una cava, appositamente evacuata, per il brillamento.

Uploaded Image"Ieri potenzialmente si sono salvate delle vite," continua Trebucchi. "Questo caso dimostra l'importanza cruciale di un Sistema di Gestione come il CoGePir: subito disponibile nei confronti del soggetto pubblico o privato che si trova ad affrontare un pericolo che non sa come gestire, con alte competenze, capace di agire da anello di congiunzione tra Istituzioni, normative ambientali e normative di pubblica sicurezza. Un plauso va al MASE ed alle Istituzioni che hanno riconosciuto il nostro ruolo strategico. Ed un plauso va anche alle aziende coinvolte nella bonifica, perché identificare immediatamente e correttamente il rischio coinvolgendo subito e senza esitazioni i soggetti competenti, specializzati nella gestione dello stesso, è stato fondamentale per evitare conseguenze drammatiche”.

L'episodio di Brescia è un esempio emblematico di sinergia vincente, ma è anche il sintomo di un problema nazionale: la gestione dei materiali esplodenti diversi dagli esplosivi civili e militari, è spesso sottovalutata. 

Lo stesso acido picrico viene reperito abbandonato in centri di ricerca, università, ospedali e persino scuole (a Genova, a maggio, è stata evacuata una scuola per il ritrovamento di una piccola quantità dello stesso nel laboratorio scientifico).

La cronaca dell’ultima settimana è una scia di sangue, con morti e feriti gravi a Casalbordino (Chieti), dove negli ultimi cinque anni tre sinistri nello stesso stabilimento hanno causato sette vittime e in provincia di Rieti, dove l'esplosione di una fabbrica pirotecnica ha causato due vittime.

In quella stessa fabbrica, solo tre anni prima, ci furono altre tre morti. L'azienda, significativamente, risultava del tutto sconosciuta al CoGePir. 

Uploaded ImageQuesto particolare dovrà essere oggetto di approfondimento di indagini: la partecipazione al sistema nazionale di gestione è un obbligo che discende da norma primaria, come recentemente chiarito dal Ministero dell’Ambiente, e se non si adempie allo stesso obbligo, non si può legittimamente operare sul mercato nazionale.

Pertanto verrebbe da chiedersi come quella fabbrica potesse essere stata autorizzata dalla competente Prefettura, in assenza di tale prerequisito obbligatorio, e di conseguenza come quell’azienda gestisse gli scarti di produzione, che seppur si qualificano come rifiuti, mantengono integra la loro pericolosità intrinseca data dalla capacità esplodente.

L'appello del CoGePir alle Istituzioni

"Ogni esplosione in una fabbrica non a norma è una sconfitta per lo Stato e una tragedia annunciata," afferma Piervittorio Trebucchi. "Agire sull'emergenza non basta. È ora di passare alla prevenzione sistematica".

Il CoGePir è il sistema di gestione nazionale, riconosciuto dal MASE (DM 02/02/2026 n. 32), la cui adesione è obbligatoria per legge per produttori e importatori di articoli pirotecnici. Il Consorzio opera sotto la vigilanza dei Ministeri dell'Ambiente e dell'Interno per garantire la tracciabilità e lo smaltimento sicuro dei rifiuti esplodenti, rispondendo sia al Testo Unico Ambientale (TUA) sia a quello di Pubblica Sicurezza (TULPS).

Uploaded Image"Chiediamo un'intensificazione drastica e sistematica dei controlli da parte delle Forze dell'Ordine e delle Prefetture," conclude Trebucchi. "Verificare l'iscrizione al CoGePir, ed i conseguenti adempimenti sul portale dello stesso circa l’effettivo immesso sul mercato, è il primo passo per distinguere un'azienda legale da una 'bomba' sociale e ambientale. Se un produttore opera fuori dal nostro sistema, pur consapevole che l’iscrizione è obbligatoria, probabilmente ha buoni motivi per scegliere di rimanere “invisibile”, ed i suoi prodotti e rifiuti diventano fantasmi pericolosissimi di cui si perdono le tracce fino alla prossima esplosione. Le prefetture devono avere piena consapevolezza che non possono rilasciare licenze di fabbricazione ad aziende che non partecipano ad un sistema di gestione riconosciuto per i propri rifiuti esplodenti”.

Nel 2025 il CoGePir ha raccolto e gestito in sicurezza oltre 51.000 kg di rifiuti pirotecnici e nei primi sei mesi del 2026 ha già trattato oltre 40.000 kg

Questo dimostra l'efficacia del sistema, ma rappresenta solo la punta dell'iceberg. Il "sommerso" è una minaccia che può essere sconfitta solo con il pugno duro dello Stato per smettere, finalmente, di contare i morti.


mercoledì 8 luglio 2026

Venerdì 10 luglio STEFANO MASSINI al FESTIVAL DI VILLA ARCONATI con "La forza del simbolo"

Buongiorno,* di seguito il comunicato stampa della serata con **STEFANO MASSINI che con lo **spettacolo "La forza del simbolo" unisce* *la 38° edizione del FESTIVAL DI VILLA ARCONATI con il FESTIVAL DELLA BELLEZZA. * A questo link - https://drive.google.com/drive/folders/1aC09_JXJfNAFFsN49BXzFN2ySb1io91A - il *presskit completo (comunicati e immagini*) per tutte le serate del Festival. Per ogni richiesta di informazioni aggiuntive potete contattarci ai recapiti sotto indicati. Grazie per l'attenzione, A presto! Paola Monica Passoni - 342 1662800 - monicapassoni88@gmail.com Paola Conforti per Casi Umani - 333 6216324 - paola@casiumani.it ------------------------------------------------------------------------ Venerdì 10 luglio 2026 *STEFANO MASSINI* *“La forza del simbolo”* ** Alle 21:00, primo settore € 19,00 + ddp, secondo settore € 17,00 + ddp, terzo settore € 14,00 + ddp Il *Festival della Bellezza* si intreccia con il Festival di Villa Arconati, in un appuntamento che vedrà protagonista *Stefano Massini*. /L’allusività del linguaggio, le narrazioni, la creazione dell’immaginario./ Scrittore, drammaturgo e narratore italiano, Stefano Massini è noto per essere il primo e unico autore italiano ad aver vinto un Tony Award (l’Oscar del teatro americano) nel 2022, con la sua opera “Lehman Trilogy”. Ha vinto inoltre prestigiosi premi letterari come il Premio Campiello Selezione, il SuperMondello e, in Francia, il Prix Médicis e il Prix Meilleur Livre Étranger. Massini è anche un “raccontastorie” molto amato dal grande pubblico per la sua capacità di rendere la cultura pop e accessibile. Nel gennaio 2026 ha presentato lo speciale “Io, Vladimir” e ha partecipato al Festival di Sanremo 2024 con Paolo Jannacci con un brano sulle morti sul lavoro. *STEFANO MASSINI - “La forza del simbolo” Venerdì 10 luglio, alle 21. Primo settore € 19,00 + ddp, secondo settore € 17,00 + ddp, terzo settore € 17,00 + ddp.* Festival di Villa Arconati, 38ª edizione -- *paola conforti* media relations casi umani via quadronno 24, 20122 milano mob. +39 333 6216324

STAR A PARMA - STAR CHEFS DINNER IL PROGETTO IDEATO DA SIMON’S FOOD E ORGANIZZATO CON MICHELA PAINI DEVOLVE 30 MILA EURO ALL’ASSOCIAZIONE NOI PER LORO ODV

COMUNICATO STAMPA

STAR A PARMA - STAR CHEFS DINNER IL PROGETTO IDEATO DA SIMON’S FOOD E ORGANIZZATO CON MICHELA PAINI DEVOLVE 30 MILA EURO ALL’ASSOCIAZIONE NOI PER LORO ODV

Il progetto a carattere regionale STAR ha portato a Parma 5 Chef stellati e 5 Chef presenti nella Guida Michelin dell’Emilia-Romagna, con ospite d’onore il Pastry Chef e volto televisivo Damiano Carrara. L’evento ha accolto 200 ospiti a cena e ha potuto contare sul sostegno di Partner d’eccellenza, contribuendo a fornire un significativo aiuto all’Associazione Noi per Loro ODV.

PARMA –   La prima edizione di Star Chefs Dinner, ospitata presso il Circolo di Lettura e Conversazione di Parma, si è rivelata un successo, sia per la significativa raccolta fondi sia per il clima di convivialità e condivisione che ha saputo creare. L’evento ha infatti consentito di devolvere 30.000 euro a favore di Noi per Loro ODV, associazione che da oltre quarant’anni sostiene i bambini oncologici dell’Ospedale Maggiore di Parma e le loro famiglie.

IL PROGETTO E GLI ORGANIZZATORI, SIMON’S FOOD E MICHELA PAINI

STAR, acronimo di Solidarietà, Tavola, Accoglienza e Rete, è un progetto benefico di carattere regionale nato a Parma da un’idea di Simon’s Food, food blogger e social media manager. L’iniziativa è sviluppata e organizzata in collaborazione con Michela Paini, organizzatrice di eventi e congressi con esperienza di volontariato in ambito pediatrico. Fondato sui valori della collaborazione, dell’empatia e della solidarietà, STAR ha dato vita lunedì 20 aprile 2026 a una serata dal duplice valore, umano e gastronomico, capace di unire l’eccellenza dell’alta cucina a un concreto gesto di sostegno. L’evento ha accolto 200 ospiti e riunito cinque Chef Stellati e cinque Chef in Guida Michelin, provenienti da tutta l’Emilia-Romagna, che hanno realizzato un esclusivo menu di cinque portate, ispirato alle cinque punte di una stella. Ogni piatto è stato una reinterpretazione contemporanea delle tradizioni gastronomiche del Ducato di Parma e Piacenza, valorizzandone sapori, storia e identità. La serata si è conclusa con la creazione di un dessert esclusivo firmato dal celebre Pastry Chef e volto televisivo Damiano Carrara, suggellando un’esperienza che ha saputo unire alta cucina, territorio e solidarietà.

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L'ideatore Simon's Food con la co-organizzatrice Michela Paini
  Ph. Francesca Vecchi

 

“Il desiderio, mio e di Simone, era quello di creare una serata dal doppio valore: umano e gourmet – ha spiegato Michela Paini -. Una cena in cui la tavola, il nostro luogo del cuore, fosse protagonista insieme alla beneficenza. Abbiamo immaginato fin dalle prime battute un momento conviviale e ironico, proprio come siamo noi, in cui tutti potessero sentirsi delle vere STAR. In questi mesi siamo stati accompagnati da personalità diverse ma affini, che hanno messo a disposizione gratuitamente le proprie competenze, fin da quando tutto era poco più di una bozza scritta a matita. È stato un primo viaggio, non privo di difficoltà, che ha fatto evolvere l’idea iniziale restando sempre fedele ai nostri valori. La scelta di riservare l’esclusività ai partner che ci hanno dato fiducia, ciascuno nella propria categoria merceologica, nasce dalla volontà di valorizzarli con rispetto, risalto e coerenza. Siamo felici di aver portato a Parma, in un evento dal respiro regionale, chef provenienti da tutta la regione, insieme a partner locali e realtà artigianali, per farli conoscere e apprezzare dai nostri ospiti. Siamo inoltre orgogliosi di poter consegnare un contributo significativo all’Associazione Noi per Loro ODV e di aver vissuto una sala viva, sorridente e partecipe, in cui ogni ospite si è sentito a proprio agio, con l’opportunità di scoprire nuove realtà e creare nuove connessioni”.

“È stata sicuramente un’esperienza complessa – ha aggiunto Simone -, ma il risultato è stato molto bello perché ci ha permesso di creare un team coeso. È un gruppo che ho scelto personalmente, prima di tutto sulla base dei rapporti umani: persone che hanno dedicato un anno del loro tempo tra riunioni e organizzazione, per amicizia e per fare beneficenza. Voglio ringraziare la famiglia Spigaroli, in particolare Benedetta, per la professionalità con cui è stata gestita la sala; Michela che mi ha accompagnato in tutto questo percorso; Antonella che è entrata in corsa seguendo gli allestimenti; e naturalmente tutti gli chef, dal welcome buffet ai protagonisti della cena, che hanno deciso di aderire mettendo a disposizione la loro creatività e reinventando i piatti. Un grazie anche agli sponsor, alle cantine e a tutte le persone che hanno partecipato e lavorato al progetto: è stato davvero un lavoro di squadra. Il fatto che le persone ci abbiano chiamato per ringraziarci, che siano state bene, abbiano mangiato bene e si siano sentite a loro agio, è il risultato più evidente di un gruppo che ha funzionato davvero”.

L’ASSOCIAZIONE DESTINATARIA DEI FONDI FINALI

L’associazione beneficiaria dei fondi raccolti è Noi Per Loro ODV, guidata dalla presidentessa Nella Capretti. Da oltre quarant’anni, l’associazione sostiene i bambini oncologici dell’Ospedale di Parma e le loro famiglie, offrendo un aiuto concreto, economico e psicologico nei momenti più difficili del percorso di cura. Grazie al suo impegno costante, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per chi affronta la malattia.

“Questa donazione ci permetterà di sostenere circa nove mesi dei nostri progetti – ha detto Nella Capretti, presidente di Noi per Loro ODV –: dal supporto alle famiglie al sostegno psicologico, dalle attività per i bambini alla formazione del personale sanitario, fino alla gestione degli alloggi per chi arriva da lontano. È un aiuto concreto”.

IL TEAM

STAR è un gruppo variegato di professionisti e personalità provenienti da esperienze differenti, accomunati dall’impegno e dalla passione nella realizzazione del progetto.

L’identità visiva del progetto è stata curata dall'Identity Designer di Reggio Emilia Davide Reggiani, mentre gli allestimenti sono stati seguiti dalla Luxury Wedding Planner di Parma Antonella Zamboni. La direzione della sala è stata curata da Luciano Spigaroli, CEO Ristorante al Cavallino Bianco, Polesine Parmense con Benedetta Spigaroli, Event Manager e Direttrice di Antica Corte Pallavicina, Polesine Parmense. L'assistenza degli ospiti è stata seguita dalla Tour Leader bresciana Erica Corioni. I trasferimenti dal driver locale Enrico Battilocchi. La narrazione dell’evento ha preso vita attraverso gli scatti dello Still Life & Food Photographer milanese Ioris Premoli e della Wedding Photographer di Parma Francesca Vecchi affiancati dalle riprese di Davide Bianchi, Videomaker & Drone Pilot parmigiano. Il sito web è stato realizzato dall’Agenzia di Parma Dedeho, mentre l’ufficio stampa è stato coordinato dalla giornalista parmigiana Chiara De Carli e dalla food writer Asia Torreggianti. La comunicazione social è stata affidata a Francesco Lia, giornalista parmigiano, in collaborazione con VisitParma, mentre il video conclusivo è stato prodotto dalla Digital Media Agency di Parma Mayonese. Nel corso della serata, il racconto degli abbinamenti tra vini e piatti ha preso forma grazie agli interventi della parmigiana wine storyteller Veronica Rossi, che ha accompagnato gli ospiti alla scoperta del percorso enogastronomico. A condurre l’evento è stato il barese Mario Bolivar, collaboratore di Identità Golose e del Gambero Rosso, che ha guidato gli ospiti attraverso i momenti salienti della serata con energia e coinvolgimento.

LA CENA

La cena si è svolta presso il Salone San Paolo, con un menu articolato in cinque portate, ispirate alle cinque punte della stella simbolo del progetto. Ogni piatto è stato realizzato a quattro mani da uno Chef stellato Michelin e da uno Chef presente nella Guida Michelin, in un dialogo gastronomico che ha saputo coniugare creatività, tecnica e valorizzazione del territorio. A fare da cornice alla serata è stata una tavola concepita come un racconto visivo dall’Art Director Antonella Zamboni, costruita attraverso materie semplici e immediatamente riconoscibili. Accanto al pane, protagonista simbolico della composizione, patate, radici di zenzero e piccoli fiori blu hanno dato vita a un paesaggio organico e quasi scultoreo. L’atmosfera, ispirata all’eleganza informale di un bistrot contemporaneo, è stata intima e accogliente, illuminata da una luce soffusa che ha valorizzato forme, texture e materiali. Un allestimento pensato per accogliere gli ospiti con naturale raffinatezza, che ha trasformato la tavola in un paesaggio vivo e narrativo, capace di accompagnare e anticipare l’esperienza gastronomica.

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Il Salone San Paolo
  Ph. Francesca Vecchi

 

 

GLI CHEF

La serata si è aperta con un welcome buffet affidato agli Chef Francesco Ambrosini (Ristorante Locanda Stendhal da Francesco, Sacca di Colorno, Parma), Carlo Belloni (Borgo20 Bistrot, Parma), Federico Pettazzoni e Mario Zamboni (Comfort Home Restaurant, San Giorgio di Piano, Bologna), Chiara Masino e Giuseppe Mazzocca (Coce Bakery, Parma) con proposte dedicate alla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche del territorio. Accanto a loro, i prodotti dei Partner: il formaggio Grana Padano di Casearia F.lli Dotti (Reggio Emilia), il salmone di FoodLab Srl (Polesine Zibello, Parma), il prosciutto di Gallina Mario S.p.A. (Lagrimone, Parma), le ostriche di I.WAI Food S.r.l. (Colturano, Milano) e il prosciutto arrosto di I Cottinforno Srl (Parma).

L’accoglienza degli ospiti è stata accompagnata dai cocktail del bartender e mixologist Mattia Schiaretti (Choice Cocktail Bar, Parma), realizzati con i Gin d’Autore di Almayer Society di Bologna, e dai vini di Umberto Cavicchioli e Figli, presentati dalla Master Brand Ambassador Stefania Vitullo.

Ad aprire il percorso gastronomico la “Tartare di Trota” (Gel di maracuja e basilico) firmata dallo Chef 1 Stella Michelin Simone Bravaccini (Ristorante del Lago, Bagno di Romagna, Forlì-Cesena) e lo Chef Michelin Demis Aleotti (Ristorante Bottega Aleotti, Crevalcore, Bologna), seguita dalla rilettura dell’erbazzone “La pizza che voleva essere erbazzone” dello Chef 1 Stella Michelin Andrea Incerti Vezzani (Cà Matilde, Rubbianino di Quattro Castella, Reggio Emilia) e lo Chef Michelin Ciro Sieno (Enigma Restaurant, Reggio Emilia). A seguire, “Nador“ (Gazpacho di piselli e crescione) dello Chef 1 Stella Michelin Jacopo Malpeli (Osteria del Viandante, Rubiera, Reggio Emilia) e lo Chef Michelin Elia Otgianu (Trattoria Brisla, Parma).

 

 

Il primo piatto, “Rosette Emiliane” (Rosette di erbetta con anguilla caramellata), è stato realizzato dalla Chef 1 Stella Michelin Aurora Mazzucchelli (Casa Mazzucchelli, Sasso Marconi, Bologna) e lo Chef Michelin Dimitri Harding (Ristorante La Valle, Fidenza, Parma), mentre il secondo, “ll Maiale nero di Parma” (Guancia brasata, xo di cotechino e carciofo insalata di musetto, radicchio e cioccolato) ha visto la firma dello Chef 1 Stella Michelin Mattia Trabetti (Alto Ristorante, Fiorano Modenese, Modena) e lo Chef Michelin Mirko Pacifico (Trame Restaurant, Valdobbiadene, Treviso). Il dessert “Quando torna il verde” (Crema di riso agli agrumi, gel di agrumi, nespole fresche e spuma di asparago selvatico) è stato affidato al Pastry Chef e volto televisivo Damiano Carrara (Atelier Damiano Carrara, Lucca).

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Gli Chef e il Pastry Chef Damiano Carrara
     Ph. Ioris Premoli

 

I PARTNER

Un numeroso gruppo di Partner ha condiviso la visione, i valori e le finalità di STAR, contribuendo concretamente alla sua realizzazione e al conseguimento dei suoi obiettivi.

Gold Partner: Casearia F.lli Dotti (Reggio Emilia), FoodLab Srl Polesine Zibello, Parma), Gallina Mario S.P.A. (Lagrimone, Parma), I.WAI Food S.r.l. (Colturano, Milano), Lesaffre Italia(Trecasali, Parma), Molino Dalla Giovanna  (Gragnano Trebbiense, Piacenza), Ristorante Baia Blu (Baja Sardinia, Sassari).
Silver Partner: Coop Alleanza 3.0 (Villanova, Bologna), I Cottinforno Srl (Parma), Gruppo Zatti (Parma), The Fork Manager (Milano).
Food&Beverage Partner: Acqua San Bernardo (Cuneo), Almayer Society (Bologna), Cantina Leone Conti (Faenza), Cantina Puianello (Reggio Emilia), Cantina Villa Venti (Longiano, Forlì-Cesena), Centro Agroalimentare di Parma (Parma), Macelleria Fratelli Rizzieri 1969 (Ferrara), Umberto Cavicchioli&Fratelli (San Prospero, Modena).
Partner Tecnici: 128bpm Studio Eventi (Parma), A Mano libera Calligrafia di Elena Filippi (Reggio Emilia), Affettatrice B.M&L (Parma), Casa Bondi 1926 (Milano), CTRL Print (Parma), Fioreria Il Chiosco di Lidia (Poviglio, Reggio Emilia), Francesca Vecchi Photography (Parma), Goeldlin Collection (Nola, Napoli), Gruppo AudioServizi (Salsomaggiore Terme, Parma), Journey in Italy (Milano), La Verde Impresa di Pulizie (Parma), Noleggio eventi (Guastalla, Reggio Emilia), Omar Acerbi Art (Parma), ONAV (Sezione di Parma), SunIce (Forlì-Cesena), UPI Ufficio Promozioni Italia (Parma).
Media Partner: Gazzetta di Parma (Parma)
Radio Ufficiale: Radio Bruno (Carpi, Modena)  
Cultural Partner: Museo Glauco Lombardi (Parma)
Star Supporter: Casa Editrice Usborne Italia (Milano)
Hospitality Partner: Le Logge Parma Temporary Living (Parma) e Hotel Stendhal (Parma)


Il Progetto ha contato sul Patrocinio del Comune di Parma, dell'Università di Parma, del Servizio Sanitario della Regione Emilia-Romagna, di Visit Emilia e della Regione Emilia-Romagna.

Star è star insieme, star bene, star uniti, star a tavola, perché insieme si va molto più lontano.

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