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mercoledì 2 settembre 2026

Taccola, storia di un cognome

GENEALOGIA E DIFFUSIONE DEL COGNOME TACCOLA

Il tessuto dei cognomi in Italia si presenta spiccatamente eterogeneo. Accanto a denominazioni familiari distribuite uniformemente lungo la penisola, ve ne sono altre fortemente radicate in porzioni geografiche assai limitate. Ad esempio, a fronte della vastissima e capillare diffusione del cognome Rossi in quasi ogni territorio regionale, si contrappongono nuclei storici indissolubilmente legati a patrie specifiche, quali Sanna all'interno della Sardegna o Innocenti nella regione Toscana.

In questo scenario, la vicenda del cognome Taccola costituisce un caso geografico e sociolinguistico di straordinaria eccezionalità. La sua presenza non risponde semplicemente a logiche regionali o provinciali; si tratta invece di una stirpe legata a un lembo di terra minuscolo, circoscritto nel territorio comunale di Vicopisano, all'interno della provincia di Pisa, e marcatamente nella frazione di Uliveto Terme. Una simile e persistente concentrazione locale nei secoli dimostra un'inconsueta stabilità nei flussi demografici e un profondo attaccamento al luogo d'origine, elementi unici negli studi genealogici del nostro Paese.

L'eccezionalità del fenomeno si accentua ulteriormente risalendo alla genesi del nome, connessa a una memoria storica di primissimo piano. Questo lignaggio trae infatti origine da Mariano di Jacopo Vanni, figura eminente definita dagli storici contemporanei come l'"Archimede di Siena" e comunemente noto con lo pseudonimo di “il Taccola”. Tale appellativo derivava dalla conformazione pronunciata del suo profilo nasale, che richiamava la forma del becco della taccola, uccello appartenente alla famiglia dei corvidi.

Venuto al mondo nella città del Palio in data 4 febbraio 1381, Mariano si distinse nell'epoca dell'Umanesimo quale pilastro fondante dell'ingegneria del Rinascimento. Le sue geniali creazioni (che includevano apparati per il sollevamento di carichi edili, innovazioni idrauliche e dispositivi oggi considerati imprescindibili, quali il respiratore subacqueo e la gru edile) impressero una svolta decisiva all'evoluzione della scienza e della tecnica nel mondo allora noto. Con ogni probabilità, i suoi lavori ispirarono gli ingegneri dei periodi successivi, inclusi Francesco di Giorgio Martini e Leonardo da Vinci; i disegni di quest'ultimo mostrano infatti evidenti affinità di stile con i progetti di Mariano.


Il Riconoscimento Imperiale e la Genesi del Nome di Famiglia

Prima ancora che il nucleo familiare assumesse la configurazione attuale, Mariano di Jacopo Vanni godeva di solida stima presso i più alti regnanti dell'epoca. Le fonti d'archivio attestano che importanti personalità richiesero le sue prestazioni ingegneristiche. Tra queste vi fu Sigismondo di Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, il quale, colpito dal valore delle sue intuizioni tecniche, si avvalse ripetutamente della sua opera instaurando con lo scienziato un legame di stretta confidenza. Il monarca lo inserì nella propria corte personale conferendogli inizialmente la qualifica di familiaris — un titolo di prestigio volto a sancire una formale tutela e vicinanza. Successivamente, come massimo riconoscimento per l'ininterrotta e preziosa attività prestata a beneficio dell'Impero, nel 1433 lo insignì del titolo di Conte Palatino; una dignità nobiliare superiore rispetto a quella del Conte ordinario, volta a decretare l'appartenenza diretta al “palazzo” imperiale.

Fino a quel momento storico, l'erudito aveva impiegato il soprannome ispirato al volatile per firmare i propri scritti, tra cui il De ingeneis e il De machinis, celebri compendi di ingegneria idraulica e civile destinati a fare scuola nelle epoche successive. In seguito al conferimento del rango nobiliare, quell'appellativo venne adottato come vero e proprio cognome ereditario. Coerentemente, lo stemma araldico della casata presenta nella sezione superiore l'aquila imperiale bicefala (munita di due teste), mentre nella porzione inferiore mostra l'effigie di una taccola poggiata sopra un compasso; la composizione configura ciò che nella disciplina araldica viene denominato “arma parlante”, poiché illustra visivamente e in modo immediato il nome della famiglia.

Il passaggio generazionale di questo titolo comitale presenta tuttavia una peculiarità sul piano giuridico. Mariano, unito in matrimonio con Nanna, non ebbe eredi maschi in grado di ereditare il titolo secondo i dettami della legge salica. Dalla loro unione nacque nel 1428 soltanto una figlia, Alba. Mossi dall'intento di preservare perpetuamente la memoria del celebre scienziato, i decreti dell'imperatore stabilirono tramite un provvedimento speciale che la dignità di Conte Palatino potesse trasmettersi in via ereditaria anche alla linea femminile, per sempre. In forza di tale solenne disposizione, il vecchio soprannome si tramutò in un cognome ereditario capace di superare le barriere tradizionali della genealogia, trasformando l'identificativo personale di Mariano nella denominazione ufficiale della sua discendenza.


L'Attività Idraulica sull'Arno e il Radicamento nel Pisano

Il territorio della provincia di Pisa costituì lo scenario principale per i più rilevanti interventi e rilievi idraulici condotti da Mariano. In quel periodo storico il corso dell'Arno seguiva la sua traiettoria naturale, scorrendo a ridosso delle mura del centro di Vico Pisano. Lo scienziato fu incaricato di risolvere le complesse problematiche di gestione territoriale, connesse sia alla salvaguardia militare della frontiera d'acqua dalle minacce della Firenze guelfa, sia al contenimento delle periodiche piene del fiume. Attraverso i suoi studi pionieristici, Mariano esaminò con precisione la regolarizzazione delle correnti e l'impiego ottimale delle risorse idriche nei pressi del borgo fortificato. In questo modo pose i fondamenti teorici per il governo delle acque, anticipando e orientando le imponenti opere di rettifica e deviazione fluviale attuate nel secolo successivo sotto la dinastia dei Medici.

Sotto il profilo geografico, l'area di Vicopisano occupa una posizione chiave nella provincia di Pisa, situata in una zona collinare alle pendici orientali del Monte Pisano, per poi estendersi verso la pianura storicamente segnata dal letto dell'Arno. Fu proprio nel corso di questi prolungati periodi di studio in terra pisana che l'ingegnere rimase affascinato dalle caratteristiche collinari e dalla fertilità del luogo. Apprezzando il potenziale agrario della zona, Mariano scelse di impiegare i guadagni delle sue attività per comprare un'estesa proprietà terriera, ricca di storici vigneti e rigogliosi uliveti.

In base alle ricostruzioni storiche frammentarie e all'esame di antiche cartografie idrografiche, i vasti possedimenti fondiari della famiglia Taccola si estendevano per numerosi ettari tra Vico Pisano e Oliveto (l'odierna Uliveto Terme). La proprietà includeva verosimilmente la sorgente termale nota all'epoca come “Bagno Antico”, la quale rappresenta oggi il cuore degli stabilimenti termali di Uliveto Terme, luogo in cui viene effettuato l'imbottigliamento della nota acqua minerale effervescente naturale. L'antica e comprovata presenza dei membri della casata in questa specifica area toscana individua in Mariano Taccola il capostipite originario del cognome nella zona, legando indissolubilmente il nome dei Taccola alle vicende storiche di Vicopisano.


L'Evoluzione Storica e i Diversi Rami della Casata

Col passare dei secoli, il naturale incremento dei portatori del cognome Taccola nel comune di Vicopisano favorì la nascita di percorsi genealogici assai differenziati. Molto prima dell'inizio del XX secolo, la linea legata al titolo comitale si era già scissa dalle varie diramazioni locali. Questa progressiva frammentazione dell'antico ceppo originario diede vita a linee collaterali, prive di legami di parentela diretta con l'asse nobiliare principale. I componenti di tali rami intrapresero differenti carriere professionali; tra queste emerse l'imprenditoria commerciale d'eccellenza. Questo specifico ramo associò il nome di famiglia alla storica tradizione del marchio Taccola 1895, azienda specializzata nella manifattura artigianale di liquori e amari tipici avente sede proprio ad Uliveto Terme.

Un secondo filone si distinse in ambito sportivo con figure come Mauro Taccola e il celebre Giuliano Taccola, quest'ultimo attaccante della Roma tra gli anni cinquanta e sessanta. Altri esponenti si dedicarono alla politica, all'artigianato e all'imprenditoria locale.

Parallelamente, la linea nobiliare diretta giunse intatta all'epoca contemporanea preservando il patrimonio fondiario anche attraverso unioni tra consanguinei, come quella tra Lancillotto Taccola e la cugina Gisella.


Dal Secolo Scorso all'Epoca Contemporanea

La continuità del titolo di Conte Palatino si tramandò attraverso i passaggi generazionali che portarono il ramo nobiliare da Bino Taccola a Pisa, per poi transitare a Firenze e infine a Prato. Qui nacquero i figli Rosa, Annamaria, Raffaello, Francesco e Lucia; la primogenita Rosa ereditò la dignità comitale. Dalle unioni di Rosa nacquero Claudio Lancillotto (con Claudio Martinelli) e successivamente Giuseppe e Deborah Cinzia (con l'imprenditore Vittorio Nacci).

Il vertice attuale della casata è rappresentato dal Conte Palatino Claudio Lancillotto Martinelli Taccola (noto come Claudio Martinelli), il quale unisce una carriera manageriale alla gestione dei fondi di famiglia, mantenendo saldo il legame storico con Vicopisano e Uliveto Terme.

Le vicende dei Taccola testimoniano il legame profondo tra una dinastia, il suo ingegno rinascimentale e l'originario territorio d'elezione.


Giovanni Amadei


martedì 1 settembre 2026

"La Notte" di Irene Sotgiu con Pauz

DAL 1 SETTEMBRE SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI
IL SINGOLO
“LA NOTTE RMX”
DI
IRENE SOTGIU feat. PAUZ
UNA VERSIONE PIANO E VOCE DE “LA NOTTE” DI ARISA .
Dal 1 Settembre è disponibile su tutte le piattaforme e su Youtube il nuovo singolo di Irene Sotgiu, in collaborazione con Pauz, “La Notte” RMX, una reinterpretazione de “La Notte” di Arisa .
Il brano è accompagnato dal Videoclip per la regia di Ginny .
Era da anni che sognavo di scrivere qualche barra su LA NOTTE di Arisa” dice Pauz, “Credo che sia una delle canzoni più belle di tutta la musica Italiana, uno di quei pezzi che non mi stancherei mai di ascoltare”.

La canzone è reinterpretata dalla bravissima Irene Sotgiu, che collabora con Pauz dal 2016.
“Irene meritava più spazio, cosi’ quando ho iniziato a scrivere la strofa ho pensato subito di farla ricantare a lei, e a sentirla cantare in studio mi vennero i brividi ” .

Ho scritto quelle barre in pochi minuti, ispirato dal ritornello e dalle melodie del pianoforte, cosi’ mi è venuta subito un istantanea, ovvero la storia d’amore tra un Soldato che parte, e la sua donna che non aspetta altro di riabbracciarlo”.
L’attrice del video è la bellissima fotomodella Ambra, che tra una scena e l’altra ci accompagna tra le varie vie del centro di Genova, come se fossimo a passeggiare con lei.
Con Ambra ci sentimmo qualche mese prima, con la promessa di farla recitare nel nuovo video, e lei ne fu subito entusiasta.
E’ stata naturale sin dal primo ciak, non abbiamo avuto nemmeno bisogno di riguardare le clip con la regista, era già tutto perfetto cosi’ ”.
Alla regia appunto, c’è
Ginny, alla terza esperienza nei video di Pauz.
“E nata per far questo, siamo andati d’accordo sin dal primo Video, la sua calma e professionalità nel girare, sono qualcosa da cui trarre ispirazione, è bravissima”.


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mercoledì 26 agosto 2026

Reminder | Conferenza stampa Confapi - Lo stato di salute delle PMI industriali italiane | 28 agosto, ore 11.30


INVITO CONFERENZA STAMPA

 

Lo stato di salute delle PMI industriali italiane

 

Indagine congiunturale – I semestre 2026
Aspettative per il II semestre 2026

 

Presenta i risultati
Cristian Camisa
Presidente Confapi
Vicepresidente European Entrepreneurs – CEA-PME

 

Sede Confapi
Via della Colonna Antonina 52, II piano – Roma

 

28 agosto 2026
Ore 11.30

 

Per accrediti e informazioni
stampa@confapi.org

 


CONFAPI – È la principale organizzazione datoriale italiana rappresentativa di MidCap e Pmi industriali private, colonne portanti del sistema produttivo del nostro Paese: oltre 116.000 aziende per 1,2 milioni di addetti. Fondata nel 1947, ha 81 sedi territoriali (18 regionali, 63 provinciali) e 13 unioni di categoria.
Nata all'indomani della fine della seconda guerra mondiale, è al centro del dibattito economico-sociale e interlocutore delle istituzioni in tema di politiche economiche, fiscali e di welfare. Nel 2027 si celebreranno gli 80 anni dalla nascita.


CONFAPI - Confederazione italiana della piccola e media industria privata

Via della Colonna Antonina, 52 - 00186 Roma - T: 00 39 06 690151 - F: 00 39 06 6791488
www.confapi.org

martedì 25 agosto 2026

Simone Colombo. On the road

a cura di Gina Ingrassia

 

MADE4ART

Via Ciovasso 17, Milano | Brera District
16 - 23 settembre 2026
Inaugurazione mercoledì 16 settembre ore 18 - 20


Simone Colombo torna a Milano con una nuova mostra dal titolo "On the road" allo spazio d’arte MADE4ART di Brera.


Dopo il debutto romano, Simone Colombo approda a Milano con una nuova mostra ospitata nella suggestiva cornice di Brera, presso lo spazio d’arte MADE4ART.

Dal 16 al 23 settembre 2026 il pubblico potrà incontrare un nuovo nucleo di opere che segna un ulteriore passaggio nella ricerca dell’artista.

La mostra, a cura di Gina Ingrassia, presenta lavori recenti e una serie di opere realizzate per l’occasione, nate da un percorso pittorico in continua trasformazione.

La mostra è realizzata con il sostegno di Maison du Voyage, realtà che ha accompagnato il progetto contribuendo alla sua realizzazione.

 

La pittura di Colombo si configura come un viaggio nella materia e nella percezione: non un percorso verso un’immagine già definita, ma un processo aperto nel quale forme, colori e superfici emergono progressivamente attraverso una continua relazione tra gesto, tempo e imprevedibilità.

La pratica di Simone Colombo si fonda su un equilibrio delicato tra controllo e apertura all’imprevisto. L’artista non costruisce un’immagine secondo un progetto prestabilito, ma crea le condizioni perché essa possa manifestarsi attraverso successive trasformazioni. Acrilici, smalti, oli, grafite, gesso, pastelli a cera, biro, materiali recuperati e sostanze di diversa natura convivono sulle superfici lignee delle sue opere, dando vita a una stratificazione nella quale ogni elemento conserva la propria memoria.

Il gesto pittorico diventa così un processo di accumulo e sottrazione: la materia viene distribuita, modificata, bruciata, levigata fino a raggiungere superfici leggere e luminose, dove le tracce del processo rimangono come segni sospesi tra apparizione e scomparsa.

È proprio questa tensione tra presenza e dissoluzione a caratterizzare la ricerca di Colombo. La sua astrazione non nasce da una semplificazione del reale, ma dalla sedimentazione di un tempo operativo fatto di azioni, reazioni e trasformazioni. Le opere non raccontano né rappresentano: invitano lo sguardo a sostare in uno spazio aperto, dove l’immagine continua a rivelarsi lentamente.

La mostra milanese si pone dunque come una nuova soglia nel percorso dell’artista: un ulteriore capitolo di una ricerca che considera la pittura non come un punto di arrivo, ma come un territorio in continua esplorazione.

Come scrive la curatrice Gina Ingrassia, “ogni opera custodisce una direzione più che una destinazione”.

Come un paesaggio da attraversare, la pittura di Colombo continua a modificarsi nel tempo e restituisce allo spettatore uno sguardo rinnovato: il viaggio non è soltanto quello verso un luogo diverso, ma quello che trasforma il modo stesso con cui guardiamo ciò che abbiamo davanti.

 

Simone Colombo. On the road
a cura di Gina Ingrassia


16 - 23 settembre 2026

Inaugurazione mercoledì 16 settembre ore 18 - 20

Dal 17 settembre la mostra è visitabile con appuntamento negli orari di apertura della sede: lunedì ore 15 - 18, martedì - venerdì ore 10 - 18, sabato ore 10 - 13

Si invita a verificare sempre sul sito Internet e i social network di MADE4ART eventuali aggiornamenti sugli orari e le modalità di accesso allo spazio

 

Con il sostegno di Maison du Voyage
www.maisonduvoyage.it


MADE4ART

Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Ciovasso 17, Brera District, 20121 Milano, Italia
Fermate metropolitana Lanza, Cairoli, Montenapoleone
www.made4art.it, info@made4art.it, +39.02.23663618

 

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mercoledì 5 agosto 2026

L’estate degli italiani cambia volto: due su tre scelgono la convivialità vicino casa

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L’estate degli italiani cambia volto: due su tre scelgono la convivialità vicino casa

La nuova edizione del Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra accende i riflettori su un’estate 2026 fatta di prossimità, spontaneità e momenti condivisi: borghi, sagre, tavolate tra amici e spazi informali diventano i nuovi luoghi della convivialità. 

In questo scenario, la birra si conferma protagonista della socialità estiva: il 66% degli italiani la immagina soprattutto a casa propria o a casa di amici e parenti, il 50% in ristoranti e pizzerie, il 47% nei locali e il 39% a sagre o feste di paese. 

Una trasformazione che riflette l’evoluzione degli stili di vita e delle occasioni di consumo, sempre più orientate ad autenticità, qualità del tempo condiviso e consumo consapevole, con una crescente apertura verso le birre low e no alcol


Milano, 5 agosto 2026 - L’estate 2026 racconta una nuova idea di socialità. Non sono più soltanto le grandi destinazioni o le vacanze da cartolina a definire l'estate degli italiani, ma momenti semplici, spontanei e condivisi, vissuti sempre più nei luoghi della quotidianità. La convivialità si sposta vicino casa, tra cene in terrazza, grigliate con amici, sagre di paese, borghi da riscoprire e serate all’aperto, ridefinendo i rituali dell’estate italiana. In questo contesto, la birra si conferma una presenza naturale e trasversale, accompagnando con semplicità i momenti di socialità e di condivisione che caratterizzano la stagione estiva.

Sono queste le principali evidenze emerse dall’ultima indagine realizzata da Ipsos Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, l’Osservatorio permanente che analizza i trend e l’evoluzione del comparto brassicolo attraverso lo sguardo dei consumatori, della filiera e dell’Associazione. In questa seconda edizione del 2026, il CIB approfondisce come stanno cambiando i luoghi della socialità estiva e il ruolo che la birra continua a ricoprire all’interno di momenti sempre più informali, autentici e consapevoli. Uno scenario che trova conferma anche nei dati dell’Annual Report 2025 di AssoBirra, secondo cui i consumi di birra in Italia si sono mantenuti nel 2025 oltre i 21 milioni di ettolitri, confermando una sostanziale tenuta del comparto, mentre il segmento delle birre low e no alcol ha quasi raddoppiato la propria incidenza sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9% in un solo anno.


NUOVI LUOGHI, NUOVI RITUALI: DOVE SI VIVE LA SOCIALITÀ ESTIVA


Secondo la ricerca, la birra è immaginata come protagonista soprattutto a casa propria o di amici e parenti (66%), a conferma della centralità crescente degli spazi domestici e semi-domestici come luoghi della convivialità estiva. Seguono i ristoranti e le pizzerie (50%), i locali come bar, pub e birrerie (47%) e le sagre o feste di paese (39%), che confermano il valore delle occasioni di socialità diffuse e del legame con il territorio.

Anche i contesti più informali e all’aria aperta contribuiscono a delineare questa nuova geografia della socialità: il 30% associa la birra a picnic e grigliate, il 28% alla spiaggia o agli stabilimenti balneari e il 23% a concerti o festival. Più contenute, ma comunque significative, le quote relative a parchi e aree verdi (17%), gite in giornata nei borghi o piccoli paesi (16%) e piazze o centri storici (16%), segnali di un’estate che trova valore non solo nelle vacanze vere e proprie, ma anche nei momenti vissuti vicino casa.

"I dati di questa edizione del CIB raccontano un cambiamento interessante: la socialità estiva si costruisce sempre più attorno a momenti semplici, accessibili, autentici, nei quali la birra si inserisce trasversalmente e trova uno spazio naturale", commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra. "Non è più soltanto la bevanda associata alle vacanze o al consumo fuori casa tradizionale, ma quella che accompagna una quotidianità estiva fatta di relazioni, spontaneità e condivisione: un’evoluzione che riflette stili di vita più vicini ai territori e ai nuovi bisogni dei consumatori. Non sorprende, quindi, che anche l'Annual Report 2025 di AssoBirra abbia evidenziato una sostanziale tenuta dei consumi e una forte accelerazione del segmento low e no alcol: due dinamiche che raccontano un comparto capace di evolvere continuamente insieme ai consumatori".


LA BIRRA COME LINGUAGGIO DELLA CONVIVIALITÀ


Se cambiano i luoghi della socialità, resta forte l’insieme di valori che gli italiani associano alla birra nei momenti di incontro. La convivialità è il valore più citato (51%), seguita da relax (47%), divertimento (40%), leggerezza e semplicità (37%). Completano il quadro spontaneità (30%), qualità (27%), autenticità (21%) e tradizione (19%).

Nel complesso emerge il profilo di una bevanda capace di inserirsi con naturalezza e di integrarsi nei nuovi rituali della stagione estiva: non solo protagonista delle occasioni speciali, ma presenza naturale nei momenti di convivialità quotidiana, dalle cene improvvisate alle tavolate tra amici, fino alle serate in piazza e alle feste di paese.

Le differenze generazionali confermano questa lettura. Per la Gen Z la birra è maggiormente legata al divertimento (43%), per i Millennials prevale la dimensione del relax (51%), mentre per la Gen X è soprattutto espressione di convivialità (62%) e, più delle altre generazioni, anche di qualità (32%). Tre sensibilità diverse che convergono però in una stessa direzione: la birra come facilitatore di momenti autentici e condivisi.


L’ASCESA DELLE ALTERNATIVE LOW E NO ALCOL: TRA QUALITÀ DEL TEMPO E CONSUMO PIÙ CONSAPEVOLE


L’estate che emerge dalla ricerca non è fatta solo di leggerezza, ma anche di una maggiore attenzione al senso delle occasioni vissute. Il dato più interessante, in questa prospettiva, è che la birra si inserisce in un contesto in cui conta sempre di più la qualità del tempo condiviso.

Questa evoluzione si riflette anche nel modo in cui i consumatori guardano alle alternative disponibili. Accanto alla birra tradizionale, infatti, cresce lo spazio delle birre low e no alcol, ormai ampiamente conosciute e sempre meno percepite come un prodotto di nicchia. Un’evoluzione che trova riscontro anche nei dati dell’Annual Report 2025 di AssoBirra, che evidenziano come il segmento low e no alcol abbia registrato nel 2025 la crescita più significativa dell’intero comparto, arrivando a rappresentare il 3,9% del mercato, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. La loro funzione non è quella di sostituire il consumo tradizionale, ma di ampliare le occasioni di socialità, offrendo una possibilità in più per vivere con equilibrio momenti conviviali diversi tra loro, dalla pausa informale all’aperitivo, fino ai contesti in cui entrano in gioco esigenze funzionali come la guida o il desiderio di leggerezza.


IL FUORI CASA INTERPRETA LA NUOVA ESTATE: LA PAROLA A ITALGROB


In questo quadro, il punto di vista della distribuzione Horeca offre una lettura complementare del fuori casa che cambia, tra ritorno alle occasioni di prossimità, valorizzazione dei territori e nuove opportunità per il canale. Un punto di vista che richiama il ruolo di Italgrob, la Federazione Italiana dei Distributori Horeca, come interlocutore diretto dei pubblici esercizi e motore di iniziative ed eventi sul territorio.

“Non parlerei di una vera e propria trasformazione del fuori casa italiano, quanto di una riscoperta: sagre, feste di paese e locali di quartiere rappresentano il primo embrione dei consumi fuori casa, un Horeca ante litteram che risponde alla voglia di socialità e di territorio degli italiani”, dichiara Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob - Federazione Italiana dei Distributori Horeca. “Non c’è sagra in Italia che non coinvolga un distributore: le innumerevoli feste della birra che caratterizzano l’estate italiana all’aria aperta sono essenzialmente il frutto del lavoro e dell’impegno dei distributori sui loro territori. Oggi questa dimensione territoriale assume un valore ancora più forte: il fuori casa estivo non è soltanto consumo, ma esperienza, relazione e scoperta delle identità locali. La distribuzione Horeca svolge un ruolo di raccordo tra produttori, pubblici esercizi e comunità, contribuendo a valorizzare eventi e occasioni di socialità che rappresentano un patrimonio unico del nostro Paese. È proprio questa capacità di leggere i territori e accompagnarne l’evoluzione che rende il nostro settore un elemento fondamentale della nuova estate italiana”.

Un ruolo che si conferma centrale anche nell’accompagnare i pubblici esercizi verso i nuovi trend di consumo: dalla lettura dei dati sulle preferenze dei clienti alla formazione, fino allo sviluppo delle birre low e no alcol, un segmento la cui crescita porta con sé anche il lavoro di posizionamento svolto dalla distribuzione specializzata.

“Il ruolo della distribuzione Horeca è stato ed è fondamentale nel trasformare la crescita delle birre low e no alcol in un’opportunità concreta per il canale”, conclude Portaccio. “Un risultato costruito su informazione e formazione, asset sempre più strategici per accompagnare il settore in questa fase di crescita”.

Aon sarà il nuovo Official Supplier del Venezia FC per le prossime due stagioni

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Aon sarà il nuovo Official Supplier del Venezia FC per le prossime due stagioni

Venezia, Italia – 5 agosto 2026 Il Venezia FC e Aon, azienda leader a livello globale nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano, annunciano una partnership per le stagioni sportive 2026/2027 e 2027/2028.

L'accordo vede Aon entrare per la prima volta come Official Supplier del Club arancioneroverde, mettendo a disposizione competenze specialistiche e servizi di consulenza a supporto della società. La collaborazione nasce dalla condivisione di valori quali professionalità, visione di lungo periodo, lavoro di squadra e attenzione al territorio. Attraverso questa partnership, Aon conferma il proprio impegno al fianco di realtà sportive che rappresentano eccellenze italiane e che condividono un approccio orientato alla crescita e all'innovazione.

Nell'ambito dell'accordo, Aon affiancherà il Venezia FC nella gestione dei rischi, offrendo l'esperienza dei propri professionisti e soluzioni consulenziali dedicate, con l'obiettivo di supportare il Club nel proprio percorso di sviluppo.

Giuseppe Faragò, Vice Presidente Esecutivo e Chief Commercial Officer di Aon, ha commentato: "Siamo orgogliosi di affiancare il Venezia FC, una realtà che rappresenta un'eccellenza sportiva e imprenditoriale del nostro Paese. Questa partnership conferma il legame storico di Aon con il mondo dello sport, un settore nel quale mettiamo quotidianamente a disposizione competenze, consulenza specialistica e una profonda esperienza nella gestione dei rischi. Condividiamo, inoltre, valori come professionalità, impegno e capacità di affrontare le sfide con visione e determinazione, elementi che sono alla base del successo tanto nello sport quanto nel business."

Alessandro Spadoni, Area Manager Nord Est e Board Member di Aon ha aggiunto: " Per Aon questa collaborazione ha un significato che va oltre la dimensione sportiva. Sostenere una società così profondamente radicata nel territorio significa per noi rafforzare ulteriormente la vicinanza alle comunità locali e alle realtà che ne rappresentano l'identità e l'eccellenza. Crediamo che lo sport sia un potente motore di aggregazione e crescita e siamo felici di contribuire, insieme al Venezia FC, a generare valore per il territorio e per le persone che lo vivono ogni giorno."

Nicola Boscaro, Chief Revenue Officer di Venezia FC ha concluso “Siamo lieti di dare il benvenuto ad Aon nella famiglia arancioneroverde come nostro nuovo Official Supplier. Questa partnership riflette la direzione che vogliamo intraprendere, ossia costruire relazioni solide con realtà che condividono ambizione di crescita, attenzione al tessuto locale e vocazione internazionale. Il supporto e la competenza di Aon nella gestione dei rischi rappresentano un valore aggiunto importante per il Venezia FC in un momento di grande sviluppo e siamo certi che questa collaborazione porterà benefici concreti al Club.”

In foto da sinistra a destra: Giuseppe Faragò, Vice Presidente Esecutivo e Chief Commercial Officer di Aon; Nicola Boscaro, Chief Revenue Officer di Venezia FC e Alessandro Spadoni, Area Manager Nord Est e Board Member di Aon

VENEZIA FC

Il Venezia FC è la società di calcio professionale di Venezia. Il Club storico è conosciuto per la sua ricerca dell'eccellenza sportiva e dell'integrità, unite alla sua missione di responsabilità sociale, sviluppo comunitario, arte e tutela di Venezia. Situato sull'isola lagunare di Sant’Elena, il Club gioca allo Stadio Pier Luigi Penzo, il secondo stadio più antico d'Italia, situato accanto al quartiere della Biennale di Venezia. Per gran parte della sua storia, il Venezia ha giocato nelle prime due serie del campionato italiano. Uno dei risultati più significativi del Club è stata la vittoria della Coppa Italia nel 1940-41. Più recentemente, il Venezia è stato promosso dalla Serie D alla Serie C, poi alla Serie B tra il 2015 e il 2020 e infine alla Serie A nel 2021 e nel 2024. Il Venezia ha ottenuto la promozione nella stagione 2025/26 e tornerà a giocare in Serie A nel 2026.

Aon

Aon plc (NYSE: AON) ha come mission quella di aiutare a prendere decisioni migliori, per tutelare e arricchire la vita delle persone.

Grazie ad approfondimenti analitici, un’esperienza integrata a livello globale in materia di rischi e capitale umano e soluzioni personalizzate a livello locale, i nostri Colleghi forniscono ai Clienti, in oltre 120 Paesi, la chiarezza e la fiducia necessarie a prendere decisioni migliori, che contribuiscono a proteggere e a far crescere le loro attività.

giovedì 23 luglio 2026

Polizia di Stato: Viareggio, intercettata auto con a bordo circa 1000 dispositivi esplosivi stipati nell’abitacolo e nel bagagliaio.

Uploaded ImagePOLIZIA DI STATO: VIAREGGIO, INTERCETTATA AUTO CON A BORDO CIRCA 1000 DISPOSITIVI ESPLOSIVI STIPATI NELL’ABITACOLO E NEL BAGAGLIAIO.

VIAREGGIO, 23 LUG – Nella tarda serata del 20 luglio, durante un ordinario servizio di vigilanza stradale lungo l’autostrada A12, finalizzato a garantire la sicurezza dei trasporti, gli Agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Viareggio procedono a quello che sembrava essere un ordinario controllo di un’autovettura con targa francese e dei suoi occupanti, ma che di lì a poco avrebbe rivelato qualcosa di anomalo.

Difatti l’assetto del veicolo non ha convinto del tutto i poliziotti, che procedevano, pertanto, ad un controllo approfondito del mezzo e dei suoi occupanti, presso i locali della Sottosezione di Viareggio.

L'ispezione minuziosa del mezzo ha rivelato, infatti, qualcosa di sorprendente: l'abitacolo e il bagagliaio dell'autovettura erano letteralmente stipati di articoli pirotecnici rientranti nella IV Categoria degli esplosivi ai sensi del TULPS. Nello specifico, si trattava di circa 1000 razzi di segnalazione nautici, per un peso complessivo lordo stimato tra i 500 e i 600 kg, trasportati senza alcuna misura di sicurezza o autorizzazione.

Uploaded ImageI due occupanti del mezzo, cittadini francesi, dopo essere stati sottoposti a fotosegnalamento presso il Commissariato di Forte dei Marmi, sono stati denunciati in stato di libertà per trasporto abusivo di materiale esplodente, ovvero in assenza di apposita licenza.

Il materiale sequestrato è stato trasferito presso una struttura idonea individuata dal CoGePir, Consorzio Gestione Pirotecnici, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Quanto accaduto in una notte come tante, durante un ordinario servizio di vigilanza lungo una delle principali arterie stradali della Toscana, conferma ancora una volta, l’impegno della Polizia di Stato, oltre che per la sicurezza della circolazione, anche per il rispetto delle regole per la sicurezza dei trasporti, perché la strada possa diventare davvero un luogo sicuro.

Si precisa che nei confronti degli indagati, in considerazione dell’attuale fase del procedimento, sussiste la presunzione di innocenza, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile. 

lunedì 20 luglio 2026

ROMA, REGIMENTI (FI): SU ALBERI NON BASTA GIOCO DEI NUMERI, SERVONO CURA, SICUREZZA E PROGRAMMAZIONE

Roma, 20 luglio – «Quasi trentamila alberi abbattuti in poco più di quattro anni non possono essere liquidati contrapponendo semplicemente il numero delle nuove piantumazioni. Un albero adulto non è immediatamente sostituibile con una giovane pianta: occorrono molti anni prima che questa possa assicurare gli stessi benefici in termini di ombra, assorbimento dell’anidride carbonica, qualità dell’aria e mitigazione delle temperature. Il patrimonio arboreo di Roma non può essere governato attraverso un mero saldo numerico, ma deve essere tutelato come una vera infrastruttura ambientale». 

Lo dichiara Luisa Regimenti, Assessore al Personale, Polizia locale, Enti locali, Sicurezza urbana, Università della Regione Lazio e Segretario di Forza Italia Roma.

«Il bilancio arboreo del Campidoglio conferma le criticità che Forza Italia denuncia da tempo: assenza di una programmazione strutturale, manutenzione insufficiente e una gestione troppo spesso fondata sull’emergenza. Quando la manutenzione viene trascurata o le potature sono effettuate con modalità e tempistiche inadeguate, le alberature si indeboliscono e possono trasformarsi in un pericolo per i cittadini, come dimostrano i numerosi crolli registrati in occasione del maltempo».

«Gli abbattimenti necessari per ragioni di sicurezza devono essere accompagnati da valutazioni tecniche trasparenti e puntuali, accessibili ai cittadini, e da piani di sostituzione calibrati sulle caratteristiche dei territori: il Campidoglio chiarisca tempi, modalità e tipologie delle nuove piantumazioni, garantendo essenze idonee e soprattutto la loro cura e sopravvivenza nel tempo».

«In una città sempre più esposta alle ondate di calore, alla crescita delle temperature e agli effetti della cementificazione, gli alberi adulti rappresentano una risorsa insostituibile. Producono ossigeno, assorbono anidride carbonica e inquinanti, offrono ombra e contribuiscono a ridurre il fenomeno delle isole di calore. Le nuove alberature sono indispensabili, ma possono richiedere dai 10 ai 20 anni prima di sviluppare una chioma capace di fornire un significativo effetto di raffrescamento. Per questo piantare nuovi alberi non può diventare l’alibi per rinunciare alla cura di quelli esistenti».

«Forza Italia chiede all’amministrazione Gualtieri un cambio di passo: il rafforzamento del Servizio Giardini, un monitoraggio continuo e capillare del patrimonio arboreo, manutenzioni programmate, informazioni verificabili sugli abbattimenti e sulle sostituzioni e un vero piano di forestazione urbana. Roma ha bisogno di alberi curati e sicuri, non di una contabilità utilizzata per nascondere l’assenza di una visione», conclude Regimenti.

“MATTEOTTI DIVISIVO”: PIRILLO (CIRCOLO SARAGAT MATTEOTTI), BACCINI E LA DESTRA DI FIUMICINO, L’IPOCRISIA DEL CAMBIACASACCA E L’ANIMA NERA CHE CANCELLA L’ANTIFASCISMO

Roma, 20.07.2026 :- La vergognosa bocciatura in Consiglio comunale della mozione per dedicare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti non è solo un affronto alla memoria repubblicana, ma la fotografia perfetta del cinismo e dell'ipocrisia che guidano l'amministrazione di Fiumicino.
Il sindaco Mario Baccini — campione olimpico di acrobazie trasformiste e cambiacasacca, passato con disinvoltura attraverso un’infinità di sigle e casacche pur di restare a galla e gestire il potere — svela oggi la sua vera natura. Dietro il paravento di un presunto "centrismo moderato" e la maschera del peggior democristiano di lungo corso, Baccini si conferma il perfetto esecutore e complice delle istanze più reazionarie della destra locale.
Il suo e quello della sua maggioranza è un cerchiobottismo repellente e codardo. Prima votano contro l'intitolazione bollando il martire socialista come "divisivo"; poi, travolti dalla gogna mediatica e dall'indignazione generale, cercano pavidamente di correre ai ripari facendosi ripresentare una mozione "edulcorata" dai propri consiglieri. Un testo bis dal quale, con chirurgica vigliaccheria ideologica, è stata scientificamente cancellata ogni singola parola: "fascismo", "antifascismo" e "regime".
Volevano ricordare Matteotti nascondendo chi lo ha assassinato! Una doppiezza nauseante, che svela un'anima nera e nostalgica incapace di fare i conti con la storia. La verità è che il camaleontico Baccini soffre di un'agghiacciante asimmetria morale: quando si è trattato di intitolare spazi a figure simboliche della destra, la sua giunta non ha sollevato alcun dubbio sulla "divisività". Il filtro censorio e il veto burocratico scattano solo ed esclusivamente quando c'è da pronunciare la parola antifascismo.
A Baccini e ai suoi alleati ricordiamo che la storia non si sbianchetta con i trucchetti da politicanti da cabotaggio. A sancire l'imprescindibile statura etica di Matteotti sta un atto scolpito nelle istituzioni: il 10 giugno 2024, nel centenario dell'assassinio per mano dei sicari di Mussolini, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso solenne omaggio al monumento del deputato socialista. Il Capo dello Stato ne ha consacrato la figura come pilastro fondamentale della libertà di tutti gli italiani. Inoltre, il 27 maggio scorso la Camera dei Deputati ha intitolato a Giacomo Matteotti lo scranno numero 14, quello in cui sedeva prima di essere assassinato, applicando una targa con il nome del martire antifascista ed una che ricorda il celebre discorso del 30 maggio 1924; oggi quello scranno è patrimonio nazionale, non verrà più assegnato a nessun deputato, imperitura memoria del coraggio di opporsi ad ogni forma di regime totalitarista! Definire Matteotti "divisivo" o amputare la storia del suo martirio significa porsi deliberatamente fuori dal perimetro della Costituzione.
Di fronte a questa deriva reazionaria e trasformista, il tempo dell'attesa è finito: Auspico una massiccia reazione morale e civile, per Giacomo Matteotti, per la libertà e per non dimenticare!
Chiamo fin da ora tutte le forze democratiche, il popolo progressista, la società civile, i lavoratori e i giovani a una grande mobilitazione politico-elettorale su scala nazionale.
Dobbiamo smascherare nelle piazze questa destra ambigua e i suoi opportunisti da piccolo cabotaggio, difendendo la Repubblica e restituendo onore alla memoria dei nostri martiri. Abbiamo gli strumenti democratici, in primis la chiamata alle urne, è ora di rimandare i fasci nelle fogne!
Vincenzo Pirillo
Presidente del Circolo Culturale “Giuseppe Saragat - Giacomo Matteotti”
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Circolo Culturale "G. Saragat - G. Matteotti"
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Corrispondenza: via Giuseppe Benedetto Dusmet 15/a - 00168 Roma
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