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giovedì 22 novembre 2018

RISTOPIU LOMBARDIA SPA ARCHIVIATO ESERCIZIO 2017 CON RISULTATI DI BILANCIO IN NETTA CRESCITA OLTRE 15 MILIONI DI EURO DI FATTURATO E PIU' 25% DI UTILE

 

 

L’azienda presieduta da Giuseppe Arditi ha chiuso il “rapporto annuale di bilancio – esercizio 2017” con numeri importanti. Il marchio leader nel settore enogastronomico è arrivato sui green grazie a Golf People Club Magazine.

Dai consensi arrivati dal mondo del golf, dove è entrata nel 2017 grazie a Golf People Club Magazine, ai successi aziendali.

 

 

 

 

  

 

Giuseppe Arditi ,  presidente Ristopiù Lombardia SpA , ritratto al termine della riunione di presentazione dei dati di bilancio dell’ esercizio 2017 unitamente al noto consulente aziendale Stefano Masullo , autore di 23 best sellers aziendali tra cui uno adottato nel 1999 come testo obbligatorio di esame dall’ Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano , a Debora Gotti , responsabile marketing Ristopiù Lombardia SpA ed a Ruggero De Lazzari , chef Ristopiù Lombardia SpA .  

 

 

  

 

  

 

Una veduta di insieme degli ospiti presenti al termine della riunione di presentazione dei dati di bilancio dell’ esercizio 2017 , ritratti mentre gustano il raffinato percorso enogastronomico preparato personalmente da Ruggero De Lazzari , chef Ristopiù Lombardia SpA ed intrattengono e sviluppano relazioni personali e professionali .

 

 

Ristopiù Lombardia SpA , 500.000 euro di capitale sociale interamente versato , con sede operativa a Varedo e direzione generale a Milano in via Monte Napoleone , una delle organizzazioni commerciali più importanti ed apprezzate in Regione Lombardia nel settore enogastronomico , attiva nel mercato dell’ HO.RE.CA. Hotellerie – Restaurant – Cafè – Catering , ha approvato il Rapporto Annuale di Bilancio relativo all’ esercizio 2017 , registrando un risultato in netta crescita , sia per quanto riguarda il fatturato , 15.520.406 di euro (+ 7,5 %) , contro i 14.435.495 di euro del 2016 che per l’ utile 267.217 euro ,(+ 25%) , contro 213.538 euro del 2016 .    

 

 

Ristopiù Lombardia SpA , costituita , nell’ attuale e moderna forma societaria , nel 2000 , dall’ attuale presidente Giuseppe Arditi , autore del volume edito da Franco Angeli intitolato Il Bar di Successo , e del libro Colazione Perfetta edito dalla casa editrice Ristopiù Lombardia ,  trae origine dalla trasformazione dell’azienda fondata nel 1952 dal padre , Demetrio Arditi .

Ristopiù Lombardia Spa , rappresenta una delle eccellenze aziendali della Brianza distinguendosi per alcune caratteristiche qualitative peculiari e distintive che la pongono ai vertici della propria categoria quali  

 automazione informatica e digitale ;

 tracciabilità in tempo reale dei beni in consegna ;

formazione continua delle risorse umane ;

attività di comunicazione e marketing.

 Ristopiù Lombardia Spa , vanta coefficienti aziendali di livello superiore di solidità economica e patrimoniale riassumibili nel seguente quadro sinottico riassuntivo :

fatturato globale superiore ai 15 milioni di euro ;

4.000 metri quadrati di magazzino dotati di celle frigorifere ;

 400 metri quadrati suddivisi tra uffici direzionali , operativi , spazi degustazione , cucina , bancone bar , aula formazione ;

 47 risorse umane interne ;

36 consulenti commerciali ;

 4.000 referenze disponibili a catalogo ;

25 automezzi refrigerati e non per il trasporto e consegna ;

3.700 clienti nelle provincie di Milano , Monza Brianza , Lecco , Como e Varese suddivisi tra 2.800 bar , 700 ristoranti e 200 hotel .

Ristopiù Lombardia SpA , annovera tra i propri consiglieri di amministrazione Donatella Rampado  , responsabile dell’area formazione , è un riconosciuto ed autorevole formatore e consulente aziendale , autore di ben tre best seller aziendali editi da Franco Angeli , denominati rispettivamente : - SelfBrand: Fate di Voi Stessi un Autentico Brand ” , – “ 5 Modi Efficaci per Crescere , dalla Customer Care alla Customer Service ” , –  “ SelfBrand L’ Evoluzione “ .

Ristopiù Lombardia SpA è socio fondatore del Consorzio Ursa Major , struttura presieduta da Giuseppe Arditi.

Consorzio Ursa Major è attivo e presente su tutto il territorio nazionale , svolgendo la delicata e strategica funzione di centrale di acquisto a beneficio degli aderenti , vantando i seguenti numeri operativi :

14 organizzazioni societarie commerciali ;

 

oltre 60 milioni di euro di fatturato globale sviluppato ;

 

9.500 referenze totali a catalogo ;

 

35.000 clienti serviti suddivisi tra 13.000 Bar , 12.000 Ristoranti , 5.000 Hotel e 5.000 panetterie con annessa pasticceria e caffetteria ;

 

160 risorse umane interne ;

 

200 consulenti commerciali .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Innamorate di un uomo più vecchio: in cerca di papà o di maturità?


E SE LUI FOSSE PIU GRANDE?

Usciresti con un uomo maturo? L'attrazione che scatta è semplicemente il gusto del proibito? È solo sesso o può nascere qualcosa di più? Scoprilo con Aristofonte.com, sito di incontri dedicato alle donne che prediligono gli uomini più grandi. 
 
«Abbiamo una differenza di età di 24 anni ma da quando ci conosciamo siamo le persone più felici della terra, la nostra è una bellissima storia d'amore cominciata sul portale Aristofonte.com. Ora siamo sposati da 8 anni ed abbiamo una bambina ed un bambino. Sono sicura di essere stata fortunata nell'aver trovato un uomo vero e non posso pensare a un padre migliore per i miei figli» sostiene una delle prime ragazze ad iscriversi nel 2006 ad Aristofonte.com, sito di incontri dedicato alle donne che prediligono gli uomini più grandi.

Le coppie con una grande differenza di età sono guardate ancora oggi con scetticismo. Il dato di fatto, però, è che questa tipologia di coppie sta aumentando, a testimoniare come, in amore, l'età non è un problema insormontabile. Naturalmente, come avviene in tutte le coppie, possono sorgere dei problemi, che è bene risolvere tempestivamente.

Anche nel mondo dello spettacolo le coppie con una grande differenza di età sono tante. Tra le più note e durature anche quelle formate da Harrison Ford e Calista Flockhart e da Michael Douglas e Catherine Zeta Jones, che -nonostante i momenti di crisi- sembrano essere veramente inossidabili. Ciò che conta è infatti sapere affrontare insieme le difficoltà che la vita ci pone, al di là di ogni differenza, età in primis.

A volte sovviene anche il dubbio che non sia proprio amore disinteressato, che di mezzo ci sia la fama, la visibilità e naturalmente il conto in banca. Ma si tratta di casi molto circoscritti. «Le ragazze preferiscono un uomo più grande perché è un uomo vero, sicuro, galante e poetico, un partner maturo in grado di ricoprirle di attenzioni, un compagno con cui potersi confrontare» sostengono i responsabili di Aristofonte.com, il primo sito in Italia specificamente dedicato alle donne che prediligono gli uomini più grandi, attivo dal 2006.

Escluse le ragazzine che si infatuano del professore, nella vita quotidiana sono davvero tante le donne che si innamorano di un uomo con qualche anno di più: 15, 20 anni o addirittura 30 anni di differenza. Lei bella, giovane e con tutta la vita davanti. Lui con i capelli grigi e tanta esperienza alle spalle.

Ma cosa cercano veramente le donne che si innamorano di un uomo più grande? Una figura paterna o semplicemente un uomo un po' più maturo dei soliti trentenni che ancora vivono con i genitori? Forse un po' di tutte e due le cose.

«Un compagno più avanti con gli anni è sicuramente più saggio, più posato, più pronto a prendersi degli impegni. Ha esperienza di relazioni con le donne ed anche sotto le lenzuola» aggiungono i responsabili di Aristofonte.com.

«Ho 25 anni e da circa 4 frequento un uomo di 48 anni, la nostra storia è stata spesso travagliata a causa dei numerosi ostacoli incontrati. Ma continuiamo a vederci e a stare insieme. Credo davvero di avere trovato una persona speciale e che con uomini più giovani sarebbe difficile ricreare questa armonia. Il nostro legame è forte e non si spegne. È davvero la mia anima gemella» sostiene un'altra delle iscritte ad Aristofonte.com.

E tu? Usciresti mai con un uomo maturo? L'attrazione che scatta è semplicemente il gusto del proibito? È puro sesso o può nascere davvero qualcosa di più? Per scoprirlo basta iscriversi su Aristofonte.com e per le donne è totalmente gratuito.

Però non bisogna banalizzare. Non si risolve tutto affermando che le ragazze maturano più in fretta e quindi trovano i coetanei noiosi e poco adatti a soddisfare le loro esigenze. E neanche riducendo la questione ad un fatto di ormoni per cui il 40enne in piena crisi di mezz'età vuole sentirsi di nuovo giovane e forte. Sicuramente questi due fattori contano, hanno la loro importanza, ma non sono tutto.

Su cosa si basa allora l'attrazione per un uomo più grande? Cosa spinge giovani donne tra le braccia di un partner che spesso ha 10 anni più di loro? «La nostra società oggi ci lascia infinite scelte. La nostra immaginazione è libera di volare lontano e di cercare di mettere in pratica le proprie fantasie. Se l'attrazione scatta per un uomo più grande perché è carismatico, perché ragiona come nessun altro, perché sa come prendere una donna, perché ha esperienza, perché guarda la giovane ragazza che ha di fronte come nessuno dei suoi coetanei è in grado di fare -o fosse anche per il gusto del proibito- non c'è assolutamente niente che sia in grado di fermarla» spiegano gli esperti.

Certo, una relazione con un uomo più grande all'inizio può spaventare. «Ma è esattamente come accade in tutte le altre coppie si tratta di conoscersi, di trovare un punto di incontro, di amarsi, di far combaciare le proprie esigenze» concludono i responsabili di Aristofonte.com.


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UN PORTALE DI INCONTRI PER GIOVANI DONNE ED UOMINI DI SUCCESSO

Aristofonte.com nasce nel 2006 con la missione di unire le anime gemelle, rivolgendosi agli uomini desiderosi di incontrare donne più giovani, sulla scia del fenomeno che prende il nome dall'ateniese Aristofonte, attivo in politica già intorno al 403 a.C. e famoso anche perché amava frequentare ragazze molto giovani.

«Se una volta erano solo gli uomini più grandi a preferire le ragazze più giovani, oggi sono proprio le donne più giovani a scegliere uomini molto più grandi di loro sia per una storia d'amore che per un'avventura» raccontano i responsabili di Aristofonte.com.

Un sempre crescente numero di ragazze cercano uomini molto più grandi di loro, ma la tendenza oggi si presenta con una diversa connotazione poiché sta crescendo anche il numero di donne che per una relazione predilige uomini più giovani ed anche il numero di uomini e donne secondo i quali l'amore non conosce età.

Aristofonte.com si è così riposizionato in maniera trasversale, rivolgendosi ai single di tutte le età per una vasta gamma di potenziali relazioni, dall'amicizia al matrimonio. Oggi il sito consente dunque di trovare partner più giovani o più grandi, per costruire un rapporto o più semplicemente per fare nuove amicizie.

Cosa cercano le ragazze più giovani? Il 45% delle iscritte ad Aristofonte.com cerca una storia d'amore seria, il 40% un'avventura ed il 15% un'amicizia.
 
La tendenza Aristofonte.com è diventata la nuova tendenza del 2018, che vede un vero e proprio boom a Roma e Milano. Il 68% delle romane ed il 72% delle milanesi sarebbero felici di sperimentare una relazione con un uomo più grande.
 
Il sito sta raccogliendo numerose adesioni sia tra il pubblico maschile, prevalentemente uomini di successo quali professionisti, imprenditori e manager, che tra quello femminile. Le ragazze che frequentano gli uomini maturi lo fanno perché in loro trovano esperienza e sicurezza.
 
«L'uomo maturo è più raffinato, ha vissuto il mondo un po' di più, è di solito più colto e più istruito e può parlare con te di una pluralità di temi da cui imparare. I miei coetanei, invece, sono interessati solo al calcio, alla televisione e ai videogiochi» commenta una delle iscritte ad Aristofonte.com.

German Pavilion at the Venice Biennale 2019: an Interview with Curator Franciska Zólyom

My Art Guides, 22 Nov 2018



German Pavilion at the Venice Biennale 2019: an Interview with Curator Franciska Zólyom

vdb

We interviewed Franciska Zólyom, curator of the German Pavilion 2019, following the press conference in which the artist to represent Germany at the upcoming Venice Biennale was announced. The curator has provided us with first hand insight into the project she's working on with artist Natascha Süder Happelmann.


Mara Sartore: How do you feel about being chosen to curate the German Pavilion?

Franciska Zólyom: It is an exciting project indeed. I could feel this soon after I was informed that I was selected as curator of the German Pavillon. It was an extremely inspiring process to figure out what kind of artistic realisation I'd like to propose for the audience of the Venice Biennial. As a visitor I have attended the biennial several times and I like the ambience of the Giardini as well as all the discoveries in the pavilions spread throughout the city of Venice.

Mara Sartore: During the recent press conference the artist was announced by Helene Duldung, the artist's own spokeswoman who said: 'The artist chosen for the presentation at the German Pavilion at the Biennale di Venezia 2019 is …. Natascha Süder Happelmann.' A new name in the art world actually, no one had heard of the artist and she herself didn't say a word, her head was hidden under a stone made of papier-maché. That was an intentional misspelling of Natascha Sadr Haghighian. Tell us a bit about this issue…

Franciska Zólyom: Names are powerful. They not only designate beings and things they also constitute, determine and identify them. By doing so they also distinguish, separate them from each other and ascribe meaning and value to them. In art there are again and again „names" that you supposedly shouldn't miss. However in my understanding art is a continuous search for forms of expression for ways to depict and to imagine the world in ways we don't know yet. In this sense it is important to look for alliances, connections and affinities between forms of being. To overcome demarcations and the effects of discrimination that they entail.

Mara Sartore: Could you tell us something about the way yourself and the artist will respond to theme of this year's biennale, "May You Live in Interesting Times"?

Franciska Zólyom: We didn't know about Ralph Rugoff's concept when we started to conceptualise the project. His statement is inspiring in that it asks for the imaginative potential and critical agency of art. I think that visitors will gain awareness of the specific context in which the main exhibition is embedded.


Image on top: Franciska Zólyom © Stefan Fischer


Read the full interview on My Art Guides.


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PRESENTATO A ROMA IL PROGETTO #CRESCEREINSIEME



Con cortese richiesta di pubblicazione e diffusione,
cordiali saluti,
Caterina Falomo

In allegato:
- comunicato stampa
- i partner del progetto
- abstract Istat, conferenza stampa
- abstract Il Melograno, conferenza stampa
- abstract Kairos, conferenza stampa
- abstract Mam&co, conferenza stampa
- scheda progetto
- locandina 



PRESENTATO A ROMA IL PROGETTO #CRESCEREINSIEME

Percorsi di prevenzione della povertà educativa, nel Lazio, per nuclei mamma-bambino in difficoltà

 

È stato presentato giovedì 15 novembre 2018, a Roma, con una conferenza stampa e un convegno il progetto "#CRESCEREINSIEME. Percorsi di prevenzione della povertà educativa per nuclei mamma-bambino in difficoltà". Obiettivo principale del progetto è integrare e mettere a sistema i servizi rivolti ai nuclei vulnerabili mamma-bambino, vale a dire famiglie monogenitoriali in difficoltà economica e/o sociale, composte dalla madre sola con uno o più figli di età inferiore ai 6 anni.

 

Alla conferenza stampa ha preso parte la dott.ssa Mira Savioli dell'ISTAT che ha evidenziato come in Italia, nel biennio 2015/2016, i nuclei familiari monogenitore in cui è presente almeno un figlio minore sono pari a 1 milione 34 mila, vale a dire il 15,8% del totale dei nuclei con figli minori. Solo i 63,8% delle madri sole lavora, l'11,8% è disoccupata e il 24,4% è inattiva. Di queste, ben il 45% dichiara "scarse" le proprie condizioni economiche e l'11,8% vive in condizioni di povertà assoluta. Purtroppo il fenomeno è in preoccupante crescita.

«È importante centrare l'attenzione sul nucleo inscindibile madre-figlio – ha sottolineato il dott. Martino Rebonato della Cooperativa Sociale Kairos, Responsabile del Progetto – nucleo spesso dato per scontato dalle Istituzioni, dalle leggi, dalla società. Il progetto intende agire contemporaneamente su più versanti, in modo che le donne possano mantenere la loro autonomia, il lavoro, abbiano un sostegno psicologico e non siano lasciate sole».

Al convegno di apertura, patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma – Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, hanno preso parte l'Assessora regionale alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli, la dott.ssa Liliana Leone per l'Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale, il dott. Salvatore Carbone Portavoce della Rete "Mam&Co" delle strutture e dei servizi per nuclei vulnerabili mamme-bambino, la dott.ssa Arianna Droghei della cooperativa sociale Kairos, la dott.ssa Luana Panichi dell'associazione Il Melograno e la dott.ssa Nicoletta Goso dell'associazione Rimettere le Ali onlus.

 

L'Assessora Troncarelli ha manifestato l'ampia disponibilità della Regione Lazio a sostenere il progetto e a intessere un dialogo costruttivo con tutte le associazioni aderenti, in quanto «l'obiettivo principale è costituire un Polo regionale che si occupi dei Minori a 360 gradi, con un aiuto concreto quelle donne che sono sole con figli minori a carico» e ha  conu019annunciato uno stanziamento di risorse aggiuntivo di 300.000 euro per il 2019, a sostegno del Terzo Settore.

 

Il progetto – in media partnership con Dire e con Famiglia Cristiana – intende accompagnare le mamme sole con bambini verso il pieno raggiungimento dell'autonomia, sia economica (attraverso un adeguato supporto alla ricerca di una casa e di un lavoro), sia genitoriale (attraverso azioni di sostegno psicologico e supporto alla genitorialità), sia relazionale (attraverso il consolidamento di reti di famiglie solidali e di forme di "welfare leggero") e contribuire a combattere la povertà educativa dei bambini.

 

È promosso da 14 organizzazioni con un'esperienza pluriennale sul territorio regionale, ha una durata triennale ed è finanziato dell'Impresa Sociale Con i Bambini attraverso il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.

 

La Regione Lazio ha accompagnato e sostenuto attivamente il processo aggregativo da cui è scaturito il progetto, anche attraverso il finanziamento nel 2015 del progetto "Famiglie e servizi in rete"che ha favorito la nascita e il consolidamento di Mam&Co., la Rete dei servizi e delle strutture per i nuclei vulnerabili mamma-bambino del Lazio. Oggi tale realtà riunisce 21 organizzazioni,costituendo il principale organismo di rappresentanza di questo settore, ed ha collaborato alla stesura dello Schema del Piano Sociale Regionale.

 

Per informazioni: percorsiconibambini.it/crescereinsieme/ – facebook.com/Crescereinsieme.Progetto/

Ufficio stampa: SuLLeali Comunicazione Responsabile, Caterina Falomo - 346 8513723 - caterina.falomo@sulleali.it

E' UN CONTINENTE PERDUTO regia di Francesca Caprioli_ dal 29 novembre al 1 dicembre_ Teatro Studio Eleonora Duse




COMUNICATO STAMPA

Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico"

È UN CONTINENTE PERDUTO

da "LA CASA DEL SONNO" di Jonathan Coe

Drammaturgia e Regia Francesca Caprioli

29 e 30 novembre -1 dicembre 2018 ore 20:00

 Teatro Studio "Eleonora Duse"

Via Vittoria, 6- Roma

 

Dal 29 novembre al 1 dicembre al Teatro Studio Eleonora Duse l'Accademia Nazionale "Silvio d'Amico" presenta "È un continente perduto", spettacolo diretto da Francesca Caprioli, vincitore della menzione speciale del Premio di Produzione Carmelo Rocca 2018. Il Premio, indetto dall'Accademia d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" con il contributo di SIAE, Società italiana degli Autori ed Editori, è intitolato a Carmelo Rocca, storico Direttore dello spettacolo dal vivo e del cinema del MIBACT, nonché Presidente e membro del Consiglio di Amministrazione dell'Accademia, istituzione che ha sempre sostenuto con particolare attenzione, promuovendo il debutto e l'immissione professionale delle giovani generazioni di attori e registi.

Lo spettacolo, tratto dal romanzo "La Casa del sonno" dello scrittore inglese Jonathan Coe, è specchio e anamnesi delle fobie e delle nevrosi di questo nostro tempo.

Su una scogliera a getto sull'oceano c'è una vecchia casa: nel 1990 è un campus universitario, nel 2018 una clinica per i disturbi del sonno. Lo stesso luogo, le stesse persone, un tempo diverso e diviso. È UN CONTINENTE PERDUTO si articola in cinque capitoli, come le cinque fasi del sonno. Inizia oggi, nel  presente, mentre il passato e il ricordo prendono sempre più spazio fino a cancellare  e confondere il tempo dello spettacolo. La storia comincia ora, continua ieri e finisce nell'immaginazione del sogno.

"Un testo con un eroe ermafrodito, un uomo-donna che ha compreso la nostra epoca fredda e, come lei, s'è fatto plastica."- annota Francesca Caprioli. "Una rappresentazione spietata per  svergognare i tabù di una società che, in preda al panico, continua a cercare una risposta organica alle sue piaghe spirituali: lo sentiamo, questo bisogno disperato che qualcuno indaghi su di noi, ma per capire di cosa siamo fatti, non ci restano che gli esami del sangue, e quando li facciamo, la gioia non è sapere di essere in salute, bensì rendersi conto che c'è ancora qualcosa di vivo dentro le vene. Questo spettacolo grida allo spettatore di rivoltarsi contro la società della tecnologia, dell'ipocondria e della terapia, degli organi stampati al computer, e di riflettere su un chiaro e semplice fatto: per quanto ci si sforzi di allontanarsi dalla natura e di guardarla dall'alto, per quanto si voglia vivere nel futuro, l'unica verità è il nostro passato, la nostra memoria e l'amore. E'  nostro dovere, da umani, trovare il coraggio di affrontarli. Trovare il coraggio di dormire, di essere indifesi. Trovare la forza di essere veramente, completamente, svegli. "

Con Massimiliano Aceti, Gabriele Anagni, Carlotta Mangione, Eleonora Pace, Nika Perrone, Paola Senatore


In allegato, comunicato stampa con cortese richiesta di pubblicazione e diffusione, e foto.

Resto a disposizione per accrediti stampa e richieste di intervista. 

Cordiali Saluti.

 Ufficio Stampa

Maresa Palmacci

Tel. 348 0803972; mail: palmaccimaresa@gmail.com


INFO:

Ingresso libero (fino ad esaurimento posti) con prenotazione obbligatoria:

Info line  334 1835543

Attivo dal 24 novembre 2018 (dal lunedì al sabato ore 10.00-13.00 e 14.00-17.00)

 

 


mercoledì 21 novembre 2018

Per la "Google Zeitgeist" ,è il foggiano Eugenio Gargiulo, l’avvocato più “cliccato” e “seguito” in Italia, sul web, nel 2018!

Google Zeitgeist : E’ il foggiano Eugenio Gargiulo, l’avvocato più “cliccato” e “seguito” in Italia, sul web, nel 2018!

Puntuale , come ogni fine anno, Google ha presentato la classifica dei termini più ricercati in tutto il mondo, offrendo la consueta sintesi dello ‘spirito del tempo’ .

Gli elenchi della sua autorevole “ Google Zeitgeist” sono basati sui termini di ricerca per i quali è stato rilevato un picco di traffico nell’anno rispetto al precedente.

Da tali classifiche si evince che ,nel 2018 gli italiani,navigatori del web, hanno cercato più spesso ‘come’, che ‘cosa’, o ‘chi’. Sarà la turbolenza che ha contraddistinto l’anno, tra disastri naturali e terremoti politici, la gente in tutto il mondo ha chiesto al motore di ricerca come fare le cose più disparate, dall’origine degli incendi al dar voce alla propria personale protesta.

Per quanto riguarda l’Italia, la top ten del 2018 è una sintesi di televisione, sport e disastri naturali: Confrontando la top 10 del 2017 con quella del 2018, non ci sono grosse variazioni, ma si segnala l’ingresso del dominio principale di “mediaset.it” e di un noto sito di video porno. Da notare come, la percentuale di traffico mobile di quest’ultimo, sia pari al 97% del totale. Segno del fatto che le tendenze di fruizione video, in generale, avvengono oramai quasi esclusivamente da dispositivi mobili.

Nella top 11-50 troviamo una predominanza di 3 tipologie di siti:

  • siti di meteo;
  • siti porno;
  • siti di informazione/news.

Inoltre ci sono brand importanti come “Ebay” (che perde la top 10 rispetto allo scorso anno), “Booking” e “Netflix”, nonché il sito informativo più seguito dedicato al cibo, “Giallozafferano”.

Tra le graduatorie, cosiddette “di nicchia”, in quanto meno popolari , spicca l’exploit realizzato da un semi-sconosciuto legale pugliese, Eugenio Gargiulo, 48 anni da Foggia, che è risultato per l’ennesima volta , in questo ultimo lustro,l’avvocato italiano più “cliccato” ,“seguito” e più popolare in Italia ,nell’anno 2018, sui vari social.

Difatti tra Facebook, Twitter, Instagram ,conta attualmente su circa mezzo milioni di “seguaci”, escludendo dal conteggio il suo canale personale YouTube ,dove ha postato numerosi video in materia di recensioni e commenti giuridici.

Pertanto, il motore di ricerca più importante e tecnologicamente più avanzato del web, che gestisce attualmente oltre 150 milioni di ricerche al giorno, ha rilevato, quindi, in una delle sue tante classifiche annuali di settore , basate sulla valutazione degli incrementi annuali sugli accessi alle pagine ed ai contenuti della rete, che l’avvocato foggiano Eugenio Gargiulo, è risultato, per l’anno 2018, il legale italiano più digitato ed apprezzato dalla “rete”.

La chiave del successo sul web dell’avvocato Eugenio Gargiulo si deve, oltre che alla sua personale caparbietà e dedizione al mondo del web, certamente al tipo di temi giuridici, trattati su siti importanti ed autorevoli, come “reportonline.it “, sempre attualissimi, nonchè ai commenti di sentenze giudiziarie, con un linguaggio comune e comprensibile a tutti gli internauti, perfino ai “non tecnici” del diritto!

Foggia, 21 novembre 2018

MediPragma Cancro TEV: potenzialmente fatale e spesso sconosciuta

Roma 20 novembre 2018 – Daiichi Sankyo Italia ha presentato oggi alla stampa il rapporto di MediPragma "Cancro e tromboembolismo venoso: il peso della convivenza sui pazienti", una ricerca realizzata in Italia con interviste ai pazienti oncologici in terapia eparinica per il tromboembolismo venoso, al fine di comprendere, attraverso testimonianze dirette, l'impatto di questa condizione di co-morbilità sulla vita quotidiana di chi ne è afflitto e le strategie di coping attuate per gestirla. Una correlazione, quella tra cancro e TEV, che è seria, frequente e potenzialmente fatale, eppure spesso ignorata o sottovalutata dai pazienti stessi, che non sono sempre adeguatamente preparati dagli specialisti ad affrontarla. E' questo uno degli aspetti principali emersi dalla ricerca, di cui hanno discusso eminenti cardiologi, ematologi, oncologi e rappresentanti di associazioni di pazienti.

Il cancro viene oggi considerato un fattore di rischio cardiovascolare perché si associa ad una aumentata incidenza di eventi tromboembolici, infatti il TEV è una co-morbilità particolarmente frequente e ricorrente nel paziente con cancro, con un'incidenza di sei volte superiore rispetto alla popolazione generale, e ne costituisce la seconda causa di morte dopo la neoplasia stessa1. Il tromboembolismo venoso (o tromboembolia venosa) insorge con la formazione di un coagulo di sangue all'interno di una vena profonda, di solito negli arti, o nella pelvi (Trombosi Venosa Profonda), e se un frammento del coagulo si stacca e viaggia fino ad ostruire le arterie polmonari determina una embolia polmonare. Studi su pazienti sopravvissuti al cancro hanno dimostrato che circa un terzo di essi muore per malattia cardiovascolare1. 
 Di tutti i casi di TEV il 20% si verifica proprio nel paziente oncologico, e ciò dipende da vari fattori quali il tipo di tumore, lo stadio e l'estensione del cancro, l'età, l'immobilizzazione, la chirurgia e alcuni trattamenti chemioterapici.1 "La correlazione tra queste patologie è ormai al centro dell'attività assistenziale e di ricerca dell'ematologia italiana, soprattutto da quando le nuove terapie hanno cronicizzato la maggior parte delle neoplasie ematologiche prima incurabili, rendendo particolarmente importante il ruolo delle alterazioni coagulative - specialmente la trombosi venosa e l'embolia polmonare- legate alle neoplasie stesse o alla loro terapia", ha spiegato il Prof. Sergio Siragusa, Vice Presidente S.I.E Società Italiana Ematologia, commentando gli ultimi dati di letteratura scientifica.
Il rischio è maggiore nei primi mesi fino a due anni dopo la diagnosi, e il rischio di recidiva persiste anche successivamente. 
Inoltre, i pazienti oncologici in trattamento per TEV hanno sopravvivenza minore, prognosi peggiore e costi sanitari più elevati rispetto a coloro che non soffrono di eventi tromboembolici.2 Durante la chemioterapia il rischio di TEV è fino a 7 volte maggiore se paragonato ai pazienti senza cancro.  

"Per tutte queste ragioni, la conoscenza da parte dei medici e dei pazienti delle problematiche legate al TEV è fondamentale – ha dichiarato il Prof. Antonio Russo, Ordinario di Oncologia Medica presso l'Università degli studi di Palermo - dal momento che queste sono molto correlate con il processo neoplastico poiché ne impattano il management e la prognosi". Le linee guida ESMO sottolineano da diversi anni che il TEV ha importanti risvolti sia sulla prognosi dei pazienti oncologici sia sulla loro qualità di vita eppure, nonostante sia una complicanza a volte devastante e potenzialmente fatale, gli stessi oncologi spesso sottostimano questo tipo di tossicità e di riflesso molti pazienti non seguono cure adeguate3. A sottolineare la necessità di informare e sensibilizzare innanzitutto pazienti e caregiver e in secondo luogo istituzioni e operatori sanitari sui rischi di questa patologia correlata al cancro  è stato il Prof. Francesco De Lorenzo, Presidente della Coalizione europea dei pazienti oncologici (ECPC) e Presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) il quale ha dichiarato che: "Il rischio di trombosi correlato al cancro è pressoché ignorato non soltanto dai malati italiani, ma anche da quelli di numerosi Paesi europei e a dimostrarlo chiaramente sono i risultati  di un sondaggio europeo condotto da ECPC sul livello di consapevolezza dei pazienti oncologici sui rischi della trombosi: il 72% dei pazienti intervistati ha rivelato di non essere consapevole di correre un maggiore rischio di TEV, e per il 28% di coloro che invece ne erano consapevoli, la conoscenza della patologia è avvenuta solo dopo averla sperimentata, ma il livello di comprensione delle implicazioni si è dimostrato comunque basso. Un altro dato rilevante riguarda le modalità con cui ne sono venuti a conoscenza, solo il 13% dei pazienti ha ricevuto informazioni in merito da medici ospedalieri e il 6% dai medici di base, mentre gli altri hanno fatto ricerche personali o si sono confrontati con parenti e amici".

Cancro e tromboembolismo venoso: il peso della convivenza – La voce dei pazienti

Una scarsa consapevolezza che emerge con evidenza dalla ricerca italiana MediPragma, che rileva come il peso del tromboembolismo venoso e della terapia eparinica giunga come inaspettato e imponderato per i pazienti oncologici, costituendo una possibilità che spesso diventa realtà e alla quale non erano stati preventivamente preparati dallo specialista di riferimento. Ne deriva una minimizzazione e banalizzazione della gravità del TEV rispetto al cancro, sia da parte del medico che del paziente, che considerano la relativa terapia, rispetto alle preoccupazioni dettate dal cancro, come un fatto transitorio e ineludibile, nonostante emergano chiaramente le difficoltà di una somministrazione quotidiana di eparina: una terapia percepita come invasiva, definita anche come "scolapasta" per via delle numerose iniezioni che causano ematomi addominali e dolore alla somministrazione che spesso, tra l'altro, richiede l'aiuto di un caregiver. Il conflitto tra le strategie di coping e sottovalutazione e la realtà della gestione della terapia, intaccano ulteriormente la tenuta psicologica e la voglia di combattere del paziente che è già di per sé un paziente fragile che ha dovuto affrontare un percorso ad ostacoli: diagnosi di tumore, chemioterapia e/o radioterapia, diagnosi di TEV, inizio della terapia eparinica. 
A ciò si aggiunge la perdita di autonomia del paziente che generalmente a seguito della trombosi e delle difficoltà di movimento, vede stravolta la sua routine quotidiana, non riesce più ad uscire da solo e trova difficile svolgere in modo indipendente anche banali attività come salire le scale.  
Le interviste delineano dunque un impatto devastante sulla vita dei pazienti e dei loro familiari e caregiver, che ha un prezzo altissimo a livello psicologico, economico e sociale. L'insorgenza del TEV in pazienti con tumore può comportare, infatti, l'allontanamento dal lavoro e l'isolamento sociale, e un conseguente peso sui familiari, che da "attori secondari" con ruolo di sostegno psicologico e morale per il paziente che sfida il cancro, passano all'improvviso ad essere co-protagonisti nella gestione della terapia della trombosi, con un supporto che diventa fisico/pratico (somministrazione e/o promemoria del farmaco, supporto alle attività quotidiane etc). L'impossibilità di essere autosufficienti e l'allettamento seppur temporaneo a causa del TEV, faticano ad essere accettati dal paziente in quanto rappresentano inconsciamente una indiretta percezione di sconfitta nei confronti del tumore. Emerge dunque il bisogno insoddisfatto di coloro che sono afflitti da questa condizione, un maggiore supporto da parte dei medici non solo nella preparazione di ciò che devono affrontare ma una vicinanza rassicurante e costante che risolva loro i dubbi sulla gestione pratica della terapia, come quelli relativi a sede, modalità e tempi di iniezioni dopo la comparsa degli ematomi.
 
 "Siamo particolarmente orgogliosi di presentare questa ricerca, soprattutto per la metodologia con cui è stata condotta, ovvero ascoltando direttamente la voce dei pazienti, che corrisponde a quello che è da sempre l'impegno di Daiichi Sankyo. I pazienti non sono numeri o statistiche e noi continuiamo ad ascoltare i bisogni insoddisfatti di coloro che soffrono di patologie, co-morbilità e condizioni per vari motivi trascurate, e a lavorare per offrire loro una risposta - ha spiegato Massimo Grandi Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – E siamo felici di collaborare con le associazioni di pazienti come FAVO al raggiungimento di questo traguardo, che però non deve restare un obiettivo dei singoli, che siano medici, aziende o associazioni, ma deve diventare uno scopo comune, con l'attuazione di sinergie tra istituzioni, professionisti sanitari con varie specializzazione mediche, e soprattutto con il coinvolgimento dei pazienti che devono restare al centro del nostro agire".


Bibliografia

1.N.Maurea et al., Tromboembolismo venoso e fibrillazione atriale nel paziente oncologico, G Ital Cardiol 2018;19(9 Suppl 1):3S
2. D. Imberti et al.,Antithrombotic Therapy for Venous Thromboembolism in patients with cancer: expert guidance, Expert Opinion on Pharmacotherapy 2018, 19:11, 1177–1185
3. Le complicanze tromboemboliche nel paziente con cancro: le linee guida ESMO, CASCO- vol.1, n.2 – ottobre-dicembre 201


Fonte: Daiichi Sankyo

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