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venerdì 15 aprile 2016

Campagna Soci APS Baha'i Gianni Ballerio

L'Associazione Bahà'ì di Promozione Sociale 




nasce nel 2003, ha realizzato circa 250 progetti nazionali e 6 di cooperazione internazionale e a tutt’oggi è presente ed attiva in tutte le regioni italiane.
L'attuazione di progetti come risposta ai bisogni sociali sono la peculiarità principale dell'Associazione che, tramite i suoi associati individua e realizza interventi a favore della cittadinanza.

L'Associazione, nella sua azione, si ispira ai principi bahà’ì e attua progetti a livello locale, nazionale e internazionale, con finalità di carattere educativo, sociale, civile, culturale e di ricerca etica-spirituale, promuovendo la parità uomo donna, l'educazione ai diritti umani, i valori della dignità umana, l'unità della razza umana, la consultazione come mezzo per il superamento di problematiche ed antagonismi, il superamento d’ogni forma di pregiudizio.

L’Associazione coopera con tutti coloro che, nei più svariati campi delle attività umane, si impegnano a favore dello sviluppo di una cultura e di una civiltà di pace 
e 


mette a disposizione 

servizi gratuiti 


di progettazione attività, consulenza amministrativa – legale – fiscale - grafica e stampa, 

ufficio stampa, formazione, spazio internet, assicurazione RC per le iniziative, stand informativi, finanziamenti per i progetti, accesso data base progetti già realizzati,

accompagnamento per apertura nuova sede locale APS Bahà'ì

e ...





Presentazione dell'Associazione


La Tua Immaginazione Conta



per il contributo del  5x1000, scrivi nella dichiarazione dei redditi: C.F. 80056390547


Per informazioni o sulle modalità di adesione e pagamento quota associativa anno 2016 
30 euro adulti, 10 euro età inferiore ai 25 anni):

348 700 8150  




Sindacato SGB scrive all'Assessore Montalbano Comune di Monza - garanzia di salrio e diritti per le lavoratrici sugli appalti

 

 

 

 

 

 

All'Assessore Rosario Montelbano

p.c. Sindaco di Monza

Comune di Monza

Monza, 14 aprile 2016

Oggetto: appalti "attività ausiliarie di supporto ai servizi educativi presso               gli asili nido Cazzaniga, Cederna, Libertà, San Fruttuoso, San Rocco, Triante" e "servizi educativi nell'area della disabilità nell'ambito del settore dei servizi sociali" del Comune di Monza attualmente in scadenza e/o proroga – tutela delle lavoratrici e lavoratori.

In una fase di persistente crisi economica, SGB ritiene che l'amministrazione del Comune di Monza, quale erogatore di lavoro (committente) attraverso la messa al bando di appalti in gestione ad operatori economici privati esterni (cooperative, etc), debba sviluppare una politica utile a garantire le condizioni economiche e normative dei lavoratori "privati" che operano sui servizi in qualità di dipendenti di imprese vincitrici dell'appalto.

In sostanza, in coincidenza di cambi di appalto, con continuità dello stesso personale che "transita" da un datore di lavoro ad un altro, il Comune di Monza deve farsi garante del non arretramento delle condizioni dei lavoratori esterni che operano sull'appalto in concomitanza e con la garanzia della fornitura di servizi qualificati e importanti, quali quelli indicati in oggetto, per la cittadinanza e le famiglie.

Per questo motivo è importante che nella fase amministrativa di preparazione dei bandi e dei capitolati dei futuri appalti per i servizi in oggetto, appalti in prossimità di scadenza e/o in proroga,  l'amministrazione debba riportare nei capitolati di appalto le condizioni minime, economiche e normative, affinché il cambio di appalto non si trasformi in un arretramento delle condizioni dei lavoratori.

Come Sindacato Generale di Base SGB, a tutela delle lavoratrici e lavoratori attualmente in essere sugli appalti in oggetto, chiediamo all'Amministrazione del Comune di Monza un impegno preciso per l'indizione dei nuovi bandi/capitolati che non contemplino  modifiche significative, cioè di garantire l'ammontare delle stesse risorse economiche stanziate sugli appalti in oggetto, recuperando, tra l'altro, eventuali riduzioni avvenute in corso d'opera. Ciò vuol dire, nel concreto, non ridurre il monte ore e il salario dei lavoratori che

 

 

"transiteranno" con nuovi operatori economici che gestiranno quali vincitori del bando e della gestione dell'appalto. 

Si chiede, inoltre, un impegno preciso affinché, nelle condizioni riassunte nel capitolato d'appalto a tutela delle lavoratrici, siano garantite le clausole sociali nel passaggio di appalto e il mantenimento della disciplina dell'art. 18 ante Dlgs 23/2015 (Jobas Act) al fine di fermare una progressione verso la precarizzazione delle condizioni dei lavoratori coinvolti nel cambio di appalto.

In sintesi, il Sindacato SGB chiede all'Amministrazione del Comune di Monza un impegno politico preciso per porre nei prossimi capitolati di appalto, di cui all'oggetto, le seguenti condizioni:

  • Non applicazione del Dlgs. 23/2015 (tutele crescenti del Jobs Act). E' possibile chiedere la non applicazione lasciando alle parti (impresa e sindacato) la stesura dell'accordo necessario in coincidenza della stesura, ex art. 37 CCNL Cooperative Sociali;

 

  • Mantenimento delle clausoli sociali in tutti i cambi appalto (stesso inquadramento contrattuale, mantenimento dell'anzianità acquisita, stesso monte ore settimanale, etc);

  • Garanzia dell'assunzione delle lavoratrici e lavoratori con contratti a tempo determinato con loro trasformazione a contratti a tempo indeterminato;

  • Responsabilità solidale in capo alla ditta/ente appaltante per l'intero ciclo lavorativo.

Come sindacato ci rendiamo disponibili ad ulteriori incontri utili all'approfondimento delle richieste.

Si rimane in attesa di un vostro riscontro.

                                                             Distinti saluti.

                                                  Sindacato Generale di Base SGB

                                                    Franco Calandri  (3470162717)

 

giovedì 14 aprile 2016

ALFONSO DE PIETRO: “LA CANZONE DI RITA” E' IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO DAL SUO NUOVO ALBUM “DI NOTTE IN GIORNO”

 
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Un brano dedicato a una giovane siciliana ribelle e testimone di giustizia.
 
Rita Atria ha 17 anni nel 1992, quando si suicida. È una giovane siciliana, figlia e sorella di mafiosi, che, dopo gli omicidi del padre e del fratello, decide di rivelare tutto quello che sa degli affari della sua famiglia con la politica e l’economia del tempo. Dopo la strage di via d’Amelio si sente perduta, sola: anche Paolo Borsellino, il giudice a cui ha riservato le sue rivelazioni, unico riferimento rimastole, è stato assassinato. La bara della “picciridda” arriva nel suo paese, Partanna (TP), dove l’hanno definita “fimmina lingua longa e amica degli sbirri” e viene accompagnata al cimitero da poche donne. La madre, che l’ha rinnegata, spaccherà la lapide a martellate. Per 21 anni rimarrà una tomba senza nome. Dal 2013 ce n’è una su cui è inciso “La verità vive”.
 
 
Il vincitore dei premi “Musica contro le mafie” (2012), “Agenda Rossa Borsellino” (2013), “Cultura contro le mafie” (2014) torna con un nuovo lavoro discografico dal titolo DI NOTTE IN GIORNO che nasce con il patrocinio di LIBERA e con una presentazione di don LUIGI CIOTTI.
Le canzoni raccontano disperazione e speranza, disagio collettivo e lotta per i diritti, indifferenza e riscatto. Ricordano alcuni martiri civili: Giancarlo Siani, Lollò Cartisano e Rita Atria.
Inoltre il nuovo album presenterà una suggestione musicale nuova: una cifra stilistica di “canzone d'autore vestita di jazz”, anche in virtù della collaborazione con musicisti molto apprezzati nel panorama jazzistico nazionale ed internazionale, che vantano collaborazioni con artisti quali Bollani, Rava, Lee Konitz, Phil Woods, Gianmarco, Tommaso, Urbani, e molti altri.
 
 
DICONO DI LUI:
 
“Tutto l’album è assolutamente unico, un insieme di brani come una cascata di gemme purissime, difficile dire quale sia la più preziosa...” Alberto Salerno, QuadriProject
 
“Un bel disco che traduce la sua missione in missione di tutti, emozioni e condivisioni...” Alessio Primio, 100 Decibel
 
“Una parata di grandi ideali e nomi che pesano a presentare questo nuovo disco di Alfonso De Pietro... Un disco importante insomma”. Maria Stefania Bochicchio, Full Song
 
“Sono 12 canzoni nuove, 12 capisaldi che sostengono per intero e con fermezza una linea di condotta morale che non ammette scuse e giri di parole...” Marco Vittoria su Vento Nuovo
 
“Un disco verso cui sedere, ascoltare, riflettere e sicuramente goderne del bel suono…” Red, Sound36
 
“Musica sociale che lotta contro le mafie armata di buon gusto...” Alessandro Riva, Musicletter
 
“Ancora la grande forza poetica della canzone d’autore di Alfonso De Pietro intrisa di metafora, di vita quotidiana, di belle emozioni...” Blog della Musica
“Al primo ascolto emerge subito la bellezza degli arrangiamenti in chiave Jazz. I testi non sono da meno, tutti tesi a scardinare l’indifferenza culturale e sociale del nostro paese nei confronti di temi importanti...” Associazione Aspettando Godot
 
“Il disco porta con sé il carico di grandi messaggi che De Pietro veicola con gusto tra metafore e romanticismo, tra dure realtà e poche altre variazioni sul tema...” Marco Vigliani, Sound Contest
 
“Fosse anche notte fonda ma per lui e per quello che porta con sé la sua musica, le finestre di questo salotto devono venir spalancate alla luce di tutti. Perché è così e così dev’essere sempre...” Il salotto di Malcom, Radio Tweet Italia
“Alfonso De Pietro è un’anima che porta con sé valori imprescindibili e poesie che non si oscurano al crepuscolo, ma si fanno racconto, il racconto che si fa vita in ognuno di Noi...” Marco Zordan, Indiepercui

 
BIO
Alfonso De Pietro in 10 punti.
1. Compositore, autore, chitarrista, cantante, educatore. Campano di origine, toscano di adozione.
2. Laureato in Scienze Politiche, presso l’Università di Pisa, oltre alla didattica musicale, a tenere concerti e a produrre e rappresentare opere di Teatro-Canzone, mi occupo di Formazione: educatore, docente e tutor per giovani drop-out (dispersione scolastica) e area del disagio.
3. Dopo aver fatto parte di diversi gruppi, con un’intensa attività live pluriennale, dopo aver scritto per il teatro e il cinema, da solista nel 2011 ho pubblicato per Storie di Note (Musica&Ideali) il cd (IN)CANTO CIVILE, con le PARTECIPAZIONI STRAORDINARIE di CLAUDIO LOLLI, don ARMANDO ZAPPOLINI, IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI – con i PATROCINI di LIBERA, AVVISO PUBBLICO, CASA MEMORIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO, C.N.C.A. (Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza)
4. Parte di una delle recensioni più significative ed emblematiche.“(In)canto civile”: album apodittico per un’ideale Spoon River del III Millennio. Come si vede e si sente De Pietro non difetta di coraggio, e nemmeno di convinzione e slancio ideali (che il dio delle note d’autore gliene renda merito: l’augurio è che possa preservarli intatti per altri cento lavori come questo), il suo album è intriso di speranza, voglia di dire, credere, crescere, denunciare, sognare, solidarizzare. (Mario Bonanno)
5. Premi Nazionali ricevuti: MUSICA CONTRO LE MAFIE 2012, AGENDA ROSSA Borsellino 2013, CULTURA CONTRO LE MAFIE 2014
6. Tra i tantissimi concertied eventi, a seguito di questa uscita discografica, si segnalano in particolare: Presentazione ufficiale del cd alla FESTA NAZIONALE di LIBERA a FIRENZE. Apertura dei concerti di CLAUDIO LOLLI, Il Parto delle Nuvole Pesanti, Pippo Pollina. Numerose partecipazioni ad eventi a tema Legalità con don LUIGI CIOTTI ed i magistrati PIERO GRASSO, ETTORE SQUILLACE GRECO, FRANCESCO MESSINEO, NICOLA GRATTERI, e gli amici e colleghi del Pool con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: GIUSEPPE AYALA e LEONARDO GUARNOTTA. Partecipazione a TRAME, Festival nazionale letteratura contro le mafie. Partecipazione all’appuntamento annuale a CINISI (PA), organizzato da CASA MEMORIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO con i Modena City Ramblers. Debutto a PARIGI, presso la sede Anpi Les Garibaldiens e al Petit Théâtre du Bonheur, a Montmartre.
7. (IN)CANTO CIVILE (IN)FORMAZIONE è il Laboratorio ideato e condotto nelle Scuole: scrittura creativa collettiva e musica d’insieme per Rappresentazioni di poesia, racconti e canti di memoria e di riscatto, per progetti di Educazione alla cittadinanza attiva e alla responsabilità.
8. Per E!STATE LIBERI! - l’Organizzazione di LIBERA, Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, che coordina l’attività nei Campi di LIBERA TERRA - da qualche anno porto concerti e conduco i Laboratori presso i Beni confiscati alle mafie in Sicilia, Calabria e Campania, incontrando e coordinando centinaia di ragazzi, giovani ed adulti provenienti da tutta Italia, partecipanti ai Campi di formazione e volontariato, che Libera attiva ogni anno.
9. La scrittura dei brani per il nuovo cd riporta ancora alla musica che abbia anche una funzione sociale, stavolta per una "canzone d'Autore vestita di jazz”. I contenuti raccontano disperazione e speranza, disagio collettivo, indifferenza e riscatto, e ricordano alcune vittime di mafia; scrittura musicale, esecuzioni acustiche ed arrangiamenti, articolati e raffinati, sono vicini al mondo del jazz, sia per la formazione strumentale (chitarra, pianoforte, contrabbasso, sax, tromba, batteria), sia per la presenza di affermati jazzisti
10. In cantiere: una RAPPRESENTAZIONE di Teatro-Canzone che raccolga le esperienze artistiche e d’impegno sociale degli ultimi anni; un LIBRO-DIARIO/CD in cui si racconteranno i viaggi non solo musicali attraverso le realtà delle Cooperative di LIBERA TERRA, in un percorso di diritti e dignità; un’ASSOCIAZIONE CULTURALE per la promozione del teatro-canzone civile.
 
 
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Sconfitta grazie ad ESET Mumblehard, la famigerata botnet di server Linux specializzata in spam






                           Sconfitta grazie ad ESET Mumblehard, la famigerata botnet di server Linux specializzata in spam

4000 i sistemi compromessi dalla botnet al momento della chiusura, alcuni localizzati in Italia

Roma, 14 Aprile 2016 – ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, annuncia di aver debellato Mumblehard, la botnet di migliaia di sistemi Linux infettati, in azione da ben cinque anni. L'analisi ha rivelato che al momento della chiusura ci fossero nella botnet circa 4000 sistemi localizzati in 63 paesi differenti, Italia compresa. L'operazione è stata condotta da ESET in collaborazione con CyS-Centrum LLC e la Polizia Informatica dell'Ucraina.
I ricercatori ESET, che circa un anno fa avevano pubblicato una prima analisi della botnet, avevano registrato un dominio che fungeva da server C&C per la componente backdoor di Mumblehard al fine di stimare la dimensione e la distribuzione della botnet. Ciò aveva spinto gli autori del malware ad eliminare i server e gli IP compromessi tranne uno, situato in Ucraina, rimasto sotto il diretto controllo degli attaccanti.  E proprio prendendo il controllo di questo ultimo server infetto che ESET è riuscita, grazie alla collaborazione della Polizia Informatica dell'Ucraina, a smantellare la botnet.
In base ai dati raccolti dal server sinkhole di ESET è ora possibile segnalare i server infetti, attività svolta in collaborazione con Il Computer Emergency Response Team in Germania, CERT-Bund. Per evitare future infezioni, gli esperti di sicurezza di ESET consigliano di aggiornare le applicazioni web ospitate sui server – inclusi i plugin – e di proteggere gli account amministrativi da un'autenticazione a due fattori.
E' possibile avere ulteriori dettagli sulla chiusura della botnet Mumblehard al seguente link: http://www.welivesecurity.com/2016/04/07/mumblehard-takedown-ends-army-of-linux-servers-from-spamming/
 
































Materasso in Memory Foam: il nuovo I-FO@M THERMO con microsfere PCM

L'effetto termoregolatore ed ammortizzante del materasso in Memory Foam viene perfezionato da particolari microsfere integrate nei prodotti I-FO@M THERMO.

 

 

Se il materasso classico è fondamentale per il nostro benessere, il materasso in Memory Foam è stato studiato per offrire il massimo in fatto di traspirabilità e postura corretta durante il sonno e fa la differenza sulla qualità del nostro riposo.

Questo tipo di materasso mantiene ciò che promette: ha un supporto anallergico, traspirante ed antiacaro ma, soprattutto, supera il concetto stesso di 'comodo' e fa di più: durante il sonno si 'aggiusta' alla forma della postura in base alla temperatura corporea sprigionata e si adatta alla nostra struttura.

Il sonno di qualità migliora la vita e qualsiasi supporto che si riveli 'amico' del dolce dormire è il benvenuto.

 

Le caratteristiche del Memory Foam

Il Memory Foam è stato inizialmente impiegato dalla NASA nelle missioni aerospaziali.

Si tratta di un materiale costituito da uno strato in schiuma viscoelastica (elastica e resistente) composta da sostanze naturali, simile alla spugna in fatto di consistenza.

A livello funzionale, il materasso in Memory Foam si 'aggiusta' al peso ed al calore del nostro corpo supportando perfettamente le zone cruciali e mantenendo la corretta postura della colonna vertebrale mentre dormiamo.

Riduce la compressione tra noi e il materasso distribuendo questa pressione in modo uniforme sulla superficie del materasso. In questo modo, elimina la fastidiosa pressione su muscoli e colonna vertebrale che si avverte, spesso, di notte.

Il meccanismo è questo: asseconda i movimenti adottati durante il sonno a seconda del calore che il corpo sprigiona, assicurando elevati livelli di comfort.

Inoltre, assicura il massimo della traspirabilità perché ottimizza la circolazione dell'aria all'interno del materasso in Memory Foam impedendo la formazione di umidità e di acari, responsabili di allergie.

Viene sempre più richiesto come supporto ideale di materassi in lattice, a molle o in poliuretano e se ne consiglia l'uso anche in caso di degenza a letto per lunghi periodi perché è antidecubito.

 

Il materasso in Memory Foam a 3 strati e 7 zone differenziate

La distribuzione ideale del peso corporeo e della conseguente pressione che si crea tra noi e il materasso è stata chiamata, appunto, sostegno differenziato.

L'obiettivo principale di questa tecnologia è ridurre, se non eliminare, la tensione dei nervi e dei muscoli per il giusto e naturalmente corretto riposo delle articolazioni e della colonna vertebrale.

Esistono sul mercato diversi modelli di materassi in Memory Foam.

I materassi termici a 3 strati e 7 zone differenziate proposti sul sito www.materassimemoryfoam.org con  brevetto I-FO@M THERMO offrono una maggiore soluzione ammortizzante e sono certificati con Presidio Medico di Classe 1.

I materiali e la lavorazione sono garantiti made in Italy al 100% e riportano la certificazione CE, CERI-PUR e Oeko Tex rispettando appieno le normative di sicurezza, salute ed igiene UNI-EN.

La particolarità della schiuma I-FO@M THERMO, oltre a fungere da termoregolatore per ottenere il microclima ideale, è data dalle microsfere Phase Changing Material (PCM), che funzionano da veri e propri accumulatori di calore amplificando l'azione termoregolatrice nel materasso Memory Foam.

Ciascuno dei 3 strati ha la sua funzione peculiare: lo strato in Memory Foam ha un effetto micromassaggiante, quello centrale ammortizza la struttura ed il peso del corpo, mentre il terzo strato lo sostiene perfettamente.

Il costo dei materassi in Memory Foam  I-FO@M THERMO si può detrarre dalle tasse.

 

Nota stampa - ANIMALI, M5S: GOVERNO APPLICHI NOSTRE PROPOSTE ‘SALVA-LUPO’


ANIMALI, M5S: "GOVERNO APPLICHI NOSTRE PROPOSTE 'SALVA-LUPO'"


Roma, 14.04.2016 – "Il ministero dell'Ambiente risponda ai numerosi atti parlamentari del M5S, interrogazioni e risoluzioni sulla gestione e tutela del lupo in Italia, e applichi l'ordine del giorno 5stelle, approvato lo scorso 18 febbraio in occasione del voto alla Camera sul Collegato Agricolo, che ha impegnato il Governo a monitorare, con tanto di censimento, la popolazione del lupo, applicare il Piano quinquennale d'azione per la conservazione della specie e, soprattutto, vietare ogni azione volta all'abbattimento che sarebbe consentito dalla deroga alla Direttiva Habitat inserita proprio nel Piano del Ministero dell'Ambiente". Lo affermano in una nota congiunta i deputati M5S Paolo Bernini, Massimiliano Bernini, Mirko Busto, Chiara Gagnarli e Patrizia Terzoni.
"Il Ministero dell'Ambiente ha consentito che si utilizzassero fondi pubblici per realizzare un Piano inammissibile, ascientifico e irricevibile la cui realizzazione è stata affidata ad una Onlus, mentre avrebbe dovuto redigerlo l'Ispra, braccio tecnico-scientifico del Dicastero, come previsto dalle normative vigenti. Come già fatto nelle interrogazioni precedenti, chiediamo di nuovo al Governo: se abbia contezza della strage di lupi in corso, se intenda far valere il presupposto giuridico fondamentale che annovera i lupi tra le specie particolarmente protette e che per questo chiunque li uccida, oltre a commettere un reato, causa un danno anche economico poiché questi appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. Pretendiamo che l'Esecutivo rispetti l'impegno assunto in Parlamento con l'approvazione dell'ordine del giorno 5stelle che prevede, tra le altre cose, l'eliminazione della deroga alla Direttiva Habitat che consentirebbe l'uccisione del lupo, e che il ministero dell'Ambiente garantisca la corretta applicazione della legge 281/91 sul contrasto al randagismo, in modo da prevenire la confusione tra attacchi dovuti a cani inselvatichiti e quelli legati al lupo, anche in considerazione del rischio che si possa lucrare sull'eventuale responsabilità del lupo", hanno concluso i parlamentari 5stelle.





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Serena Pellegrino (Sinistra Italiana): voto SI al referendum di domenica. La perdita posti di lavoro è un ricatto infondato in un settore ad altissima automazione.


COMUNICATO STAMPA.
14 aprile 2016.

Serena Pellegrino (Sinistra Italiana): voto SI al referendum di domenica. La perdita posti di lavoro è un ricatto infondato in un settore ad altissima automazione.
Il 73 per cento delle piattaforme è da eliminare: le poche unità operative rendono una manciata di euro in royalties allo Stato. L'unica produzione significativa è la ruggine sui tralicci.
http://www.serenapellegrino.it/voto-si-al-referendum-lunica-produzione-significativa-delle-trivelle-la-ruggine-infondato-il-ricatto-occupazionale/

 " Domenica 17 aprile, il popolo italiano è chiamato a decidere la fine di quella che, con un neologismo, possiamo chiamare l'era petrolitica: un balzo evoluzionistico, che acceleri la troppo lenta conversione del sistema energetico e produttivo nazionale alle energie rinnovabili e che ci faccia compiere scelte politiche e legislative coerenti agli impegni presi a Parigi  durante la 21ma Conferenza delle Parti, la COP 21."
Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino (SI) vice presidente in commissione Ambiente alla Camera dei Deputati. E prosegue: " Nessuna argomentazione a favore del no è sostenibile, la serie di disastri ambientali che si susseguono ne è la prova. Se non sono sufficienti le cronache e le previsioni tragiche sul climate change, leggiamole cifre."
" Il più subdolo dei ragionamenti, perché tocca la piaga aperta di un Paese in terribile crisi economica, è quella della contrazione dei posti di lavoro. La parola ai numeri: 1 miliardo di euro investito in fossili genera 500 posti di lavoro, lo stesso miliardo investito in rinnovabili ne genera 17.000.
Annullando gli incentivi alle energie rinnovabili la contrazione dei posti di lavoro è stata significativa. Nel 2012 il numero degli occupati nel settore delle rinnovabili era pari a 37mila, nel 2013 siamo passati a 34mila, 30mila nel 2014 e 26mila nel 2015. Proviamo a togliere i sussidi alle fossili, pari a 14,7 miliardi annui, e operiamo in regime di business as usual utilizzando gli stessi parametri di concorrenza e competitività. Penso che la bilancia penderebbe decisamente a favore delle rinnovabili.
 
Unico problema: la ricchezza generata con le rinnovabili si distribuisce anziché concentrarsi in poche mani."
Pellegrino chiarisce: "Il 73% delle piattaforme entro le 12 miglia dalle coste sono già da eliminare. Sono non operative, non eroganti o erogano così poco da non versare neppure un centesimo di royalties nelle casse pubbliche.
Queste strutture sono vecchie e obsolete hanno esaurito il loro ciclo di produzione e devono essere rimosse prima che il mare e la ruggine provochino cedimenti nella struttura, con il rischio di causare ulteriori disastri ambientali.
Delle 88 strutture entro le 12 miglia, che fanno capo a 31 concessioni di coltivazione degli idrocarburi, 42 hanno più di 30 anni, ovvero sono state costruite prima dell'entrata in vigore della legge n. 349 del 1986 che ha introdotto nel nostro ordinamento la Valutazione di Impatto Ambientale.
 
Inoltre ben 35 non sono di fatto in funzione: 6 risultano "non operative", 28 sono classificate come "non eroganti", mentre un'altra risulta essere di supporto a piattaforme "non eroganti". Dunque, il 40% di queste piattaforme resta inoperante in mezzo al mare.
Ci sono poi altre 29 piattaforme che sono considerate "eroganti" ma da anni hanno una produzione tale da rimanere costantemente sotto la franchigia, cioè sotto la soglia di produzione pattuita 
- pari a 50 mila tonnellate per il petrolio, 80 milioni di metri cubi standard per il gas - questo esenta i petrolieri dal pagamento delle royalties. In sintesi, quasi un terzo delle piattaforme entro le 12 miglia non versa le royalties alle casse pubbliche.
Solo 24 piattaforme operano a regime estraendo idrocarburi al di sopra della franchigia. Tutte impiegano pochissimo personale perché sono prevalentemente automatizzate. E nessuna di queste, anche se con referendum dovessero vincere i SI, cessarebbe l'attività poiché le autorizzazioni hanno durata trentennale e per tutte è previsto che restino efficaci fino alla naturale scadenza."
" Tutto cambierebbe - conclude la parlamentare -
 se le compagnie petrolifere, a fine concessione, ripristinassero a loro spese lo stato di fatto, come prevede la normativa europea, e come vogliamo ottenere con l'abrogazione della  norma oggetto di referendum. Eviteremmo così l'ennesima  l'ennesima infrazione comunitaria ai danni delle casse dello Stato; inoltre si genererebbe uno strepitoso volano occupazionale ,
utilizzando manodopera locale.
Temiamo invece che questa concessione ad libitum sia un ennesimo regalino alle compagnie petrolifere per non obbligarli a riconsegnarci la bellezza dei nostri mari."




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Nasce l’Indice del vivere bene in montagna - Valtaro (PR) 17, 18 e 19 giugno 2016


Comunicato Stampa AiFOS: workshop e convegni a Bologna su sanità e emergenze

Comunicato Stampa

Come migliorare la sicurezza nella sanità e nelle emergenze

Sono aperte le iscrizioni per la partecipazione agli eventi, convegni e workshop, organizzati da AiFOS a Exposanità di Bologna dal 18 al 20 maggio sulla sicurezza nel comparto sanità e nella gestione delle emergenze.
 
La sicurezza nelle strutture sanitarie e nella gestione delle emergenze riguarda non solo un considerevole numero di operatori, ma anche un altrettanto considerevole numero di ospiti e pazienti, ad esempio di strutture ospedaliere e di residenze socio-sanitarie.
Per la sicurezza di questi luoghi e durante le emergenze è necessario verificare di conoscere e attuare adeguatamente tutte le buone prassi necessarie.
 
Ad esempio laddove sia presente un cantiere ospedaliero sono stati valutati attentamente tutti rischi interferenziali? Si è in grado di valutare e gestire correttamente le emergenze tenendo conto della sicurezza degli operatori che intervengono? Le residenze socio – assistenziali sono in grado di far fronte alle emergenze per la sicurezza dei lavoratori e degli ospiti?
 
Per rispondere a queste domande l'Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizzerà diversi eventi dal 18 al 20 maggio 2016 durante Exposanità, la 20° mostra internazionale al servizio della sanità e dell'assistenza, che si terrà al quartiere fieristico di Bologna. 
 
A proposito deirischi interferenziali, ricordiamo quanto sia importante in tutti i cantieri, specialmente laddove intervengano nelle attività lavorative una pluralità di soggetti, un'attenta analisi dei rischi correlati alle interferenze derivanti dalla sovrapposizione di attività lavorative diverse. Può essere necessaria in questi casi una valutazione che è raccolta, con diverse eccezioni riportate nel Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008), nel DUVRI, il documento unico di valutazione dei rischi interferenti. Si ricorda in particolare che nei settori di attività a basso rischio, che devono essere ancora individuati da apposito decreto ministeriale, la prevenzione dei rischi da interferenze può essere realizzata con l'individuazione di un incaricato, in possesso di adeguati requisiti, che sovrintenda alle attività di cooperazione e di coordinamento tra committente, appaltatori e subappaltatori.  
 
Riguardo invece alle residenze socio sanitarie non bisogna dimenticare che la gestione delle emergenze e dell'eventuale evacuazione in queste strutture deve essere garantita in ogni momento e in tutti i giorni dell'anno, ad esempio anche nelle ore notturne e nei giorni festivi.
 
Presentiamo le iniziative dell'Associazione AiFOS a Exposanità di Bologna partendo dai due workshop dedicati ai rischi interferenziali e alla gestione delle emergenze nelle residenze socio assistenziali.
 
Workshop:I Rischi interferenziali nel cantiere dell'ospedale
Valutare e gestire i diversi rischi che le attività da svolgere in un cantiere ospedaliero comportano (sia all'interno dello stesso che interferendo con le ordinarie attività lavorative), è un compito assai complesso. Spetta al Coordinatore della sicurezza - in accordo con il Servizio Prevenzione e Protezione ospedaliero, la committenza e la direzione lavori - redigere e far rispettare un crono-programma dettagliato che tenga conto di tutti gli attori presenti nello sviluppo di un cantiere temporaneo e mobile, in questo caso specificatamente riferito all'ambito ospedaliero. È inoltre fondamentale che il Coordinatore della sicurezza: a) indichi quali sono le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive necessarie per eliminare o ridurre al minimo i rischi; b) effettui le verifiche che quanto previsto venga adottato; c) adegui, se necessario, il piano di sicurezza e di coordinamento in base all'evoluzione dei lavori ed alle problematiche riscontrate.
Docente: Geom. Stefano Farina.
Mercoledì 18 maggio 2016 dalle 15.00 alle 17.00
Exposanità, Sala Involucro Ospedale - Pad.26 - Corsia B
Valido per il rilascio di n. 2 crediti per RSPP, ASPP, RLS e Coordinatori della sicurezza.
 
Workshop:La gestione delle emergenze nelle Residenze Socio–Assistenziali
Tutti gli ambienti di vita e di lavoro devono essere pronti ad affrontare un'emergenza che comporti, in alcuni casi, anche l'evacuazione dalla struttura di lavoratori e pazienti/ospiti.
L'evacuazione deve avvenire nel minor tempo possibile, ma sempre in modo organizzato, efficace e sicuro. Questi saranno i contenuti del workshop, durante il quale verrà analizzata nello specifico la gestione delle emergenze nel contesto peculiare delle Residenze Socio-Assistenziali (RSA).
Docenti: Massimiliano Longhi, Gianpaolo Caputo.
Venerdì 20 maggio 2016 dalle 9.15 alle 11.15
Exposanità, Sala Involucro Ospedale - Pad.26 - Corsia B
Valido per il rilascio di n. 2 crediti per RSPP, ASPP, RLS e Coordinatori della sicurezza.
 
Inoltre il 19 maggio 2016 dalle 14.30 alle 17.00 si terrà a Exposanità - Sala Notturno, Centro Servizi Blocco D - il convegno "L'attività di Protezione Civile e Associazioni di Volontariato nella gestione delle emergenze".
 
Infatti diventa sempre più importante, nel contesto storico attuale, saper valutare e gestire le emergenze tenendo conto di diversi fattori di rischio legati anche alla sicurezza degli operatori che intervengono durante una situazione di pericolo.
 
Durante il convegno verranno presentati alcuni casi di studio utili per promuovere l'adozione di buone prassi nella gestione delle emergenze.
 
I relatori del convegno:
- Stefano Farina
- Massimiliano Longhi
- Gianpaolo Caputo
- Ines Foresti
- Gregorio Barberi
 
Ricordiamo che il convegno è valido per il rilascio di 2 crediti per Formatori della Sicurezza (Area tematica n. 2 Rischi Tecnici) ai sensi del Decreto Interministeriale 06/03/2013.
 
 
Questo è il link per avere informazioni e iscriversi agli eventi:
 
 
 
Per informazioni:
Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it   - info@aifos.it  - convegni@aifos.it
 
 
14 aprile 2016
 
 
Ufficio Stampa di AiFOS
 
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I 5 segreti degli psicoterapeuti per far durare l'amore

Scopriamo insieme i segreti per una relazione duratura

L’amore ha la data di scadenza?
Le relazioni amorose sono sempre piu’ fragili: la durata media di un matrimonio viene stimata sui quindici anni e sempre meno persone scelgono di sposarsi, convivere o dar vita ad una coppia stabile.
Sembra proprio che una volta finita la fase della luna di miele, la passione e l’entusiasmo degli inizi diventino un pallido ricordo.
Le ricerche condotte da J. Gottman, uno dei maggiori esperti dell’argomento, hanno evidenziato come poche coppie arrivino al divorzio per una reale incompatibilità di carattere.
Secondo lo studioso, la maggior parte dei divorzi dipende da un progressivo affievolirsi dei sentimenti d’amore, rispetto e ammirazione verso il partner. In altre parole, il divorzio non sarebbe inevitabile ma dipenderebbe da un incapacità di coltivare l’intesa dei primi tempi.

La “ricetta” per il divorzio
A far separare una coppia sarebbe il clima di indifferenzareciproca che subentra in molti coppie dopo i primi anni.
Il dialogo latita: con il partner si parla sempre di meno, esolo per ” comunicazioni di servizio”, il sesso diventa routine,e pian piano i coniugi cominciano a cercare all’esterno le soddisfazioni e gli stimoli che il rapporto di coppia non da piu’.
Non necessariamente si tradisce, ma si comincia a investire sempre di piu’ in amicizie e attività esterne alla coppia trascurando la relazione.
Il rapporto con il proprio compagno/a perde progressivamente importanza: si preferisce confidarsi e chiedere consiglio ad altre persone che non siano il partner (che è spesso l’ultimo/a a sapere le cose).
Nella coppia è ormai regna la distanza emotiva: non si è piu’ due persone che si amano ma due coinquilini che si dividono le spese e le incombenze domestiche oppure, nel migliore dei casi, una coppia di genitori che sta insieme per i figli.
Quando una coppia raggiunge questo grado di distacco reciproco, il divorzio o chiedere l'aiuto di un  consulente matrimoniale Milano sembra essere l’unica opzione disponibile per uscire da questa dolorosa situazione.

Consigli inefficaci per una coppia in crisi
Uno dei consigli piu’ comuni che viene dato ad una coppia in crisi è quello di cercare di recuperare il clima di romanticismo e passione degli inizi con romantiche cenette a lume di candela o vacanze in qualche posto esotico.
Viene consigliato alle coppie, magari sposate da diversi anni, di comportarsi come gli inizi del corteggiamento: lei deve vestirsi in modo provocante e lui tornare a casa con un mazzo di rose rosse.
Triste a darsi, questi rimedi non funzionano mai o al massimo possono rivelarsi dei palliativi incapaci di ”curare” un malessere di coppia ormai radicato.
Come sanno bene tutte le persone con un rapporto di coppia stabile, quello che conta è la considerazione e il
rispetto con cui si tratta il partner ogni giorno e non il gesto brillante una tantum.
Spesso si riserva piu’ attenzione e cortesia agli estranei mentre alla persona con si è scelto di condividere l’esistenza si riserva un trattamento ai limiti della maleducazione.
Con il nostro partner ci permettiamo quello che non ci permetteremmo mai con un collega o con un amico: musi lunghi, silenzi, scortesia, cattivo umore, critiche. Come far rivivere allora la passione degli inizi?

Amicizia e rispetto sono le basi di un rapporto duraturo
Gli studi psicologici sulle relazioni di coppia hanno evidenziato che amicizia e rispetto reciproco sono le basi di un rapporto duraturo e felice i veri segreti del suo successo.

Le coppie che rimanevano felicemente sposate non sono meglio assortite rispetto alle coppie che divorziano ma la differenza principale è mentre le coppie infelici si concentrano sugli aspetti negativi del partner e della relazione, le coppie felici fanno l’opposto.
In particolare, le coppie che durano considerano il partner il loro migliore amico.
Questo significa che le coppie felici hanno una buona conoscenza del partner: conoscono i suoi sogni, le sue paure,  i dettagli della sua vita, le persone che frequenta, le sfide professionali che sta affrontando.
Con il compagno/a hanno una relazione privilegiata rispetto a quella con altre persone: è lui/lei il primo con cui parlano quando hanno un problema o devono prendere una decisione e tengono in elevata considerazione la sua opinione.

Le coppie felici mostrano accettazione reciproca e si trattano con premura e rispetto anche nella quotidianità.
Nelle relazioni sane ciascuno dei partner supporta i progetti e le iniziative dell’ altro.
Come raggiungere questo stato di grazia? Secondo Gottman si deve partire dal costruire una forte base di amicizia, rispetto e supporto reciproco che deve sempre essere presente nella ricerca dell'anima gemella e il rapporto (se non ci sono delle dinamiche patologiche) migliorerà progressivamente.

 

Mettiamo in chiaro le responsabilità degli RSPP

Nel mondo del lavoro e in particolare nelle aziende italiane è sempre più importante garantire la sicurezza dei lavoratori. A questo scopo il D.Lgs. 81/2008 ha definito la figura dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) all’interno della azienda , figura preposta alla gestione e all’organizzazione del sistema appartenente alla prevenzione e alla protezione dai rischi.

Ma questa mansione implica anche responsabilità che investono sia l’addetto RSPP che il datore di lavoro.

Scopriamo, con l’aiuto Riccardo P., esperto nella sicurezza sul lavoro e nella formazione dei lavoratori, quali siano i limiti e quale sia l’iter formativo di questa figura essenziale.

Domanda: Da chi viene nominato l’RSPP?

Riccardo: Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è un professionista esperto in sicurezza, può essere interno all’azienda oppure un professionista esterno, ma deve venir designato direttamente dal Datore di Lavoro per gestire tutta quella sfera di attività che rientrano nel servizio di prevenzione e protezione dai rischi (SPP).

Si tratta di un obbligo non delegabile che ha il Datore di Lavoro (secondo la normativa Datore di Lavoro, prevista dall’art. 17, comma 1, lettera B del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Esiste anche la possibilità, ma solo in alcune tipologie di aziende (individuate dall’art. 34 comma 1 ed allegato II del D. Lgs. 81/2008), che sia lo stesso Datore di Lavoro a ricoprire il ruolo dell’RSPP.

Domanda: Come si forma un RSPP in azienda?

Riccardo: Che si tratti dello stesso Datore di Lavoro, di un dipendente interno oppure di un consulente esterno, l’RSPP dovrà frequentare dei corsi di formazione Monza della durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti ed alle attività lavorative svolte.

Sono corsi formazione RSPP quinquennali suddivisi in differenti parti, i famosi moduli A,B e C, il primo è il corso di ingresso e gli altri aggiornamenti.

Domanda: Con chi collabora l’RSPP?

Riccardo: il preposto collabora strettamente, oltre con il Datore di Lavoro, anche con il Medico e il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza.

Insieme, queste figure, sono chiamate a stilare il Documento per la Valutazione dei Rischi e, sempre assieme a queste figure, è chiamato anche a presenziare a riunioni periodiche indette dal Datore di Lavoro.

L’RSPP poi dovrà gestire l’insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi, esterni o interni all’azienda, finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dei rischi, come sancito dall’articolo 2 comma 1 lettera l del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Domanda: Quali mansioni dovrà svolgere, più in dettaglio, l’RSPP?

Riccardo: Anche qui la legislazione ci viene in aiuto, l’art 33, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. stabilisce le mansioni del preposto all’interno dell’azienda.

Suo è il compito di individuare e valutare le fonti di rischio presenti sul posto di lavoro e, di conseguenza, individuare le possibili soluzioni, nel rispetto della normativa vigente e alla specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale. Una volta individuate le fonti di rischio sarà sua responsabilità elaborare le misure preventive e protettive ed assicurarsi che siano correttamente messe in atto.

Dovrà partecipare a consultazioni in merito alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché alle riunioni con le altre figure chiave per la sicurezza a cui abbiamo accennato prima.

Dovrà fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi e proporre i programmi di informazione e formazione destinati a questi ultimi sulle procedure di primo soccorso, antincendio ed evacuazione e fornire a ciascuno di loro informazioni specifiche sui rischi legati all’attività che svolge in azienda. Dovrà coordinare le attività dei suoi collaboratori, agli addetti del SPP e del Medico Competente.

Domanda: Quali sono le responsabilità penali che potrebbe trovarsi a fronteggiare?

Riccardo: non vi è uno specifico sistema di responsabilità penali per l’RSPP, ma questo non significa che non possa incorrervi in caso di reati gravi o di imperizia.

Insieme al Datore di Lavoro infatti, risponde per ogni incidente o infortunio che sia riconducibile ad una situazione pericolosa che avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare (Cass. Pen. Sez. IV 27.01.2011 n. 2814).

Questo per ricordarci sempre che la sicurezza sul posto di lavoro non è un gioco o uno scherzo ma una precisa responsabilità che non può essere presa sottogamba per assicurarci luoghi di lavoro sicuri e adeguati ad una concezione moderna dell’impiego.

 

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