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lunedì 21 marzo 2016

Letture in braccio con i Quiet Book

Libri da toccare, sentire, odorare, esplorare. È l'iniziativa a partecipazione gratuita 'Letture in braccio', una delle tante organizzate in questo periodo dalla Libreria Anacleto di Cisterna di Latina. Una mattinata dedicata ai genitori e ai loro piccoli (0-36 mesi), con letture di storie e tematiche pensate per loro.

Ospite dell'ultimo appuntamento di domenica 20 Marzo, Laura Del Frate, la giovane di Cori, che ha fatto dei Quiet Book la sua artigianeria al servizio dei bambini, per i quali realizza a mano questi Libri Sensibili, fatti in tessuto o stoffa e personalizzati in base ai gusti dei genitori, all'età del bimbo e al sesso.

A gattoni su grandi tappeti, i bimbi hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con il Libro, in modo del tutto naturale e sin dalla tenerissima età. Insieme alle mamme e ai papà si è cercato di comprendere l'importanza della lettura ad alta voce e le modalità per avvicinarvi i bambini senza forzature.

Oltre ai materiali della Libreria Anacleto, i bimbi hanno scoperto i Quiet Book di Laura Del Frate, leggeri e resistenti, colorati e divertenti, ricchi di illustrazioni e attività sensoriali e didattiche, che consentono di allenare la manualità e stimolare l'immaginazione, la creatività e la coordinazione motoria.

Un incontro esperienziale dai notevoli benefici per la crescita del piccolo. Un adulto che legge ad alta voce ad un bambino compie un atto d'amore, e ciò ha risvolti importanti per lo sviluppo della sua personalità sul piano relazionale, emotivo, cognitivo, linguistico, sociale e culturale.

Laura Del Frate la ritroveremo con il suo stand in piazza Signina, a Cori, durante la Festa della Madonna del Soccorso. Sarà possibile vedere da vicino la varietà di modelli che possono essere prodotti, imparare ad usare questo originalissimo strumento di apprendimento per l'infanzia ed assistere al suo 'fantastico' lavoro.

Ferrovie Sud- Est: Asso-consum presenta un esposto alla Procura

Ferrovie Sud- Est: Asso-consum presenta un esposto alla Procura

 

L'Asso-consum,  associazione per la difesa dei consumatori degli utenti e dei cittadini, componente CNCU, si pronuncia in merito alla relazione elaborata dall'agenzia di consulenza Deloitte sul caso delle Ferrovie Sud-Est. Le 103 pagine del documento dell'agenzia depositato presso il ministero delle Infrastrutture fanno emergere una situazione a dir poco grave: negli ultimi dieci anni Ferrovie Sud est  ha accumulato 311 milioni di debiti e 1400 contenziosi. La causa: incarichi ai parenti, contratti, sprechi, compensi per i dirigenti e quant'altro.

Nello specifico l'associazione ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Bari affinchè venga accertato se:

a) per ogni incarico affidato sia presente l'autorizzazione da parte del direttore generale o amministrativo;

b) Se nella delibera di affidamento degli incarichi siano stati allegati i curricula degli affidatari e presenti attestazioni di competenza;

c)se sia stato creato un albo per le consulenze o in alternativa se sia stata presentata una manifestazione d'interesse;

d) se sia stata redatta una delibera per specificare le modalità di rimborso spese della presidenza e degli altri organi;

f) se all'interno delle delibere di affidamento delle consulenze sia stato impegnato un capito di spesa.

"Qualora risultino veri" dichiara il presidente Aldo Perrotta  "solo la metà dei punti esposti ci costituiremo parte civile nel processo."

 

Ufficio Stampa

Asso-consum

 

 

 

 

 

 

 

 ASSO-CONSUM

 Associazione per la difesa dei consumatori degli utenti e dei cittadini

Sede nazionale, Via Lombardia, 30 – 00187 Roma

tel. 06 97 61 19 16 - fax 06 97 61 20 46 – assoconsum.ufficiostampa@gmail.com  assoconsum@pec.it  www-asso-consum.it

C.F. e P.I. 07950490636

 

domenica 20 marzo 2016

Il Mistero della Porta Alchemica

Roma : nei suoi millenni di storia ha dominato il destino di gran parte dell'umanità, attraverso le grandiose figure di imperatori e papi. Oltre ai grandi personaggi della storia sono vissute in questa città personalità illustri in ogni campo della conoscenza, dell'arte, delle scienze occulte ed esoteriche.CI hanno  lasciato  marchi e  simboli, per trasmettere una conoscenza iniziatica che solo pochi sapienti possono decifrare e comprendere.

La summa di tutte le scienze metafisiche  e alchemiche si può ancora osservare  nella PORTA MAGICA di Piazza Vittorio. Celata dai resti monumentali di una fontana di epoca severiana, si erge la famosa Porta Alchemica, sorvegliata da due statue marmoree del dio egizio Bes. Sulla porta calcarea sono incise formule magiche, segni cabalistici ed ermetiche iscrizioni latine ed ebraiche.

Il nostro itinerario inizia da qui.

Giovedì 14 Aprile cercheremo di far luce sui misteri che la avvolgono. Avremo la possibilità di accompagnare  gli appassionati nell' area protetta e visitare i resti della porta.  Al termine  raggiungeremo il salotto  Caronte   per un seminario sull' interpretazione dei simboli su di essa  incisi.  Seguirà  un confronto , degustando un aperitivo e le specialità del Bistrot.

 Per INFO e PRENOTAZIONI inviare un'email a romaesoterica1618@gmail.com

Ci trovi su Facebook  alla pagina Roma Esoterica

Autoeducazione

 



"Però queste energie con le quali... la Sorgente della guida celeste, ha arricchito la realtà dell'uomo, sono latenti in lui, come la fiamma è celata nella candela e i raggi della luce sono potenzialmente presenti nella lampada. La radiosità di queste energie può essere oscurata dai desideri mondani come la luce del sole può essere nascosta sotto la polvere e la patina che ricoprono lo specchio. Né la candela, né la lampada possono accendersi senza aiuto e col loro solo sforzo, né potrà mai lo specchio riuscire a liberarsi dalla patina...".
"Costruitevi case che pioggia e inondazioni non possano mai distruggere e che vi proteggano dalle vicissitudini della vita".
  • La mia principale occupazione non è quella di procurarmi il piacere, gli agi, o di evitare il dolore, ma quella di dare un senso alla vita.
  • Per potermi educare è importante stabile (e ammettere) quanto grande sia il mio coraggio, per dirla in termini positivi (quanta angoscia abbia dentro).
  • Il confronto personale del singolo con altri non porta all'autoeducazione, ma comporta grandi svantaggi.
  • Per l'autoeducazione è estremamente importante stabilire quali fini remoti si vogliono raggiungere nella propria vita (essere il primo; il protagonista; piacere agli altri; essere buoni; sentirsi stimati; avere compassione per gli altri; voler diventare qualcosa di speciale; non commettere nessun errore; avere tutto sotto controllo; essere nel giusto - aspetti tipici di uno stile di vita chiaramente visibile nei ricordi dell'infanzia).
  • Consiste nel rendere conto a me stesso circa la sintonia tra il mio comportamento e le mie parole.
  • Conoscere tutti gli influssi ricevuti nell'infanzia è importante per l'autoeducazione. Il bambino si serve della sua situazione e delle impressioni ricevute per crearsi il suo stile di vita, il suo modo di procedere e le doti del suo carattere. Determinante è il posto che si attribuisce nella costellazione familiare, determinante la sua interpretazione personale degli avvenimenti familiari e l'atteggiamento che via via prende nel movimento continuo delle relazioni interpersonali tra i membri della famiglia.

CS - ATRANI. TORRENTE DRAGONE: DOPO 20 MESI SARANNO RIPULITE LE BRIGLIE. E POI?

CS - ATRANI, 20 marzo 2016

TORRENTE DRAGONE: DOPO 20 MESI SARANNO RIPULITE LE BRIGLIE. E POI?
Sarà l'Arcadis stavolta ad effettuare la manutenzione ma resta l'incertezza sugli interventi futuri


Tanto tuonò che piovve: dopo un'attesa lunga e ricca di spunti polemici, Genio Civile di Salerno e Arcadis comunicano che verranno finalmente ripulite le due briglie a pettine collocate lungo l'alveo del torrente Dragone, su cui non veniva effettuata manutenzione e pulizia dal 3 luglio del 2014.
Sembra così essersi sbloccata la pericolosa situazione di stallo, finita di recente anche nel mirino della Procura, evidenziata in tutte le sedi opportune dal Comune di Atrani e oggetto di interrogazione a risposta scritta da parte di Alberico Gambino, presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d'Italia a Palazzo Santa Lucia.
Sarà l'Arcadis a operare la tanto invocata manutenzione lungo l'asta torrentizia del Dragone, verbalizzando il 17 marzo l'inizio dei lavori finanziato coi fondi di cui all'OCDPC n°38 del 16.01.2013 (art. 1 c. 3, 4, 5). L'ordinanza, lo ricordiamo, è quella che favorisce e regola "il subentro della Regione Campania nelle iniziative per il definitivo superamento dell'emergenza per gli eccezionali eventi atmosferici nei comuni di Atrani e Scala".
Le risorse impiegate sono in disponibilità Regione-Arcadis, in virtù di una contabilità speciale di fondi stanziati dal Ministero delle Infrastrutture per completare gli interventi.
Tutto prevedibile, insomma, a conferma dell'inutilità della rincorsa alle competenze dei mesi passati. C'era bisogno di innescarla per ricordare alla Regione Campania quale importante responsabilità è chiamata ad assolvere circa il dissesto idrogeologico del territorio regionale?
Il Genio Civile di Salerno, come richiamato nella nota citata, in data 27.01.2016 ha eseguito un "sopralluogo puntuale sul torrente Dragone… accertando che materiale di diversa natura proveniente da monte ha completamente occluso i pettini delle briglie e di conseguenza il bacino retrostante si è totalmente riempito di materiale detritico-lapillo che normalmente defluiva fino a mare." Concludono i tecnici: "nelle condizioni attuali certamente non assolvono alla propria funzione… e necessitano, quindi di un intervento di rimozione del materiale depositatosi" informando la Regione di ciò che, da mesi, era visibile ad occhio nudo transitando dalla vicina strada provinciale. Alla fine del documento si evidenzia l'opportunità di inserire la manutenzione periodica delle opere di difesa "in un piano di protezione civile al fine di mantenerle in efficienza e assicurarne la funzionalità" allo scopo di non essere costretti ad intervenire, al loro riempimento, in somma urgenza. Un auspicio vago e indefinito che omette di specificare il soggetto principale: piano di protezione civile… di chi?
Eppure basterebbe solo un po' di concretezza per non ricorrere, ogni volta, alla "somma urgenza". Basterebbe inserire le briglie del Dragone in un piano di manutenzione ordinaria (la migliore prevenzione possibile!), finanziato ad esempio dalla Regione e magari anche dal Ministero dell'Ambiente. Un piano condiviso, insomma, mirato per fronteggiare il dissesto idrogeologico del territorio regionale, programmato con la destinazione di un finanziamento specifico e di specifico soggetto attuatore, come potrebbe essere la Comunità Montana dei Monti Lattari di cui fanno parte Ravello e Scala.
La Regione Campania ha già fatto in passato qualcosa del genere (delibera di Giunta Regionale n.818 del 30.12.2011 e relativo allegato): all'elenco di interventi "Sistemazione idrogeologica e manutenzione ordinaria/straordinaria del reticolo idrografico" finalizzati a ripristino della funzionalità idraulica e mitigazione del rischio inondazione degli alvei di competenza regionale, segue un finanziamento programmatico di interventi, molto simili a quelli necessari per le briglie del Dragone, e l'individuazione del soggetto attuatore.
Quelle briglie "mal concepite e realizzate" nel 2011 necessitano di pulizia continua, quasi dopo ogni evento piovoso. Un dato ormai chiaro a tutti che, oltre a far rimanere tutti i dubbi sulla reale utilità delle briglie, costringe di fatto a ripensare il criterio della "somma urgenza" in una programmazione sistematica e coerente degli interventi di manutenzione.
Perché se per questa volta verranno ripulite, non vi è nulla di certo rispetto alla prossima "somma urgenza", invocata troppe volte per rimediare all'assenza di "ordinaria amministrazione".
Restano da chiarire, dunque, quali saranno le azioni future e in che modo il nuovo corso di Palazzo S. Lucia vorrà indirizzare il proprio impegno concreto per la mitigazione dei rischi da dissesto idrogeologico e uscire finalmente da quegli stati di continua emergenza o "somma urgenza" che, da troppo tempo, hanno sostituito il regime "ordinario" nella gestione della sicurezza del territorio.

Cori: Giornata Mondiale della Poesia in ricordo di Cesare Chiominto ed Elio Filippo Accrocca

Ricorre domani, lunedì 21 Marzo, primo giorno di primavera, la Giornata Mondiale della Poesia istituita dall'UNESCO nel 1999 per riconoscere all'espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. La città di Cori, culla di rimatori di elevata qualità espressiva, ricorda due dei suoi illustri poeti, coloro che più di tutti, ognuno con i suoi tratti distintivi, hanno contribuito coi loro versi a rendere lustro ad un'intera comunità, oltre che a dare un significativo contributo all'evoluzione della poesia italiana.

         Cesare Chiominto (Cori 1920 – 2003), personalità artistica di alto livello, non solo locale, curò un inestimabile lavoro sul dialetto corese, condensando in tre opere, «Lo parlà forte della pora ggente», «Còri mé bbéglio», «Il dizionario corese italiano», una cultura millenaria, espressa nelle piccole cose di ogni giorno. Ha tratto ispirazione dalla quotidianità del lavoro dei campi, dei vetturali, dei pastori; dalle osterie ingoiate dalla civiltà del fast food; dalla continua frequentazione della povera gente, protagonista delle sue poesie. Districandosi tra il comico ed il drammatico, ha reso onore e dignità all'espressivo linguaggio dei contadini, arrivando a tradurre Marziale in corese.

         Elio Filippo Accrocca (Cori 1923 – Roma 1996, riposa a Cori) fu allievo ed amico di Giuseppe Ungaretti, decisivo per la sua formazione poetica. Annoverato tra i grandi poeti postbellici italiani, fu il capostipite del Gruppo di Portonaccio. La sua vita intensa e solcata da vari lutti familiari fu l'ispiratrice di versi dolorosi. Ma nelle sue opere ha cantato anche la città di origine, luogo dell'infanzia e della memoria del mondo antico, consapevole della sua fondazione leggendaria e della sua storia pre-romana, dove nacque da padre ferroviere, di umili origini popolane. Un artista e un intellettuale a tutto tondo, che seppe vivere intensamente il suo tempo, forte della sua fede nella poesia da lui definita "un remo per approdare nel nuovo millennio".  

Cori: presentate le due antiche tele sacre restaurate grazie ai fondi raccolti da CORARTE e al contributo dell’ICN-NAICI

In tanti hanno partecipato sabato pomeriggio, nella Chiesa di Santa Maria della Pietà, alla presentazione delle due antiche tele restaurare su impulso dell'Associazione CORARTE e grazie ai fondi da essa raccolti tramite varie iniziative e al contributo offerto dall'ICN-NAICI del Presidente Piero Morucci, presente all'evento e calorosamente ringraziato dai presenti.

Le due opere sono state riconsegnate alla collettività e verranno riposizionate nei loro luoghi originari. La secentesca 'Madonna del Soccorso con San Francesco e Sant'Agostino' tornerà nella chiesa di San Salvatore; il settecentesco 'Sposalizio della Vergine' invece al suo posto nella Chiesa di Santa Maria della Pietà.

Dopo il saluto di Don Angelo Buonaiuto, la storica dell'arte Antonina Ducci ha inquadrato i due dipinti nel panorama generale dell'arte di quei periodi. L'animatore di CORARTE, Piero Manciocchi, ha illustrato i risultati del restauro, confrontando il prima e il dopo l'intervento effettuato dalle restauratrici Sandra Martin e Luana Milita.

Il restauro è durato in tutto quattro mesi, due per ciascuna tela. Il cantiere, aperto al pubblico, era stato allestito nei locali della Parrocchia di Santa Maria della Pietà. Una classe terza della primaria di Cori ne ha fatto oggetto di un laboratorio di educazione all'immagine con l'insegnante Antonella Corbi, incentrato sulla lettura iconografica e reinterpretazione delle immagini.

"Il coinvolgimento della scuola è un aspetto fondamentale dell'intero progetto – ha sottolineato Piero Manciocchi - il restauro delle opere d'arte antiche deve essere l'occasione per riscoprirle da parte delle Comunità locale e tutti gli attori che sul territorio fanno cultura possono prendere spunto dal restauro per creare momenti di approfondimento."

La manifestazione si è conclusa con una bella notizia. Un nuovo benefattore finanzierà il restauro della prossima tela, 'Pentecoste', un'opera seicentesca custodita nella Chiesa di Santa Maria della Pietà e di grande rilevanza perché attribuita al noto pittore toscano Anastasio Fontebuoni, che lavorò a lungo a Roma per Papi e Cardinali.

Molti hanno contribuito acquistando il volume 'Tutela e valorizzazione del tempio d'Ercole a Cori tra Ottocento e Novecento' di Pier Luigi De Rossi. 100 copie sono state donate a CORARTE da Centro Stampa "la Piaia" di Sezze. CORARTE intende restaurare altre 15 tele tra Cori e Giulianello. Gli interessati a sposare la causa possono scrivere a piero.manciocchi@alice.it. L'auspicio è che questa idea possa diventare virale, cominciando ad estendersi in altri comuni limitrofi, in modo che ulteriori gruppi di persone diano vita a simili progettualità (SERMONETARTE, NORMARTE, PRIVERNARTE …) (foto di Vincenzo Pacifici).

Gli oli pontini si affermano al Premio Nazionale ‘Ercole Olivario’

L'olio pontino lascia il segno anche al Premio Nazionale 'Ercole Olivario'. Dopo i riconoscimenti ottenuti nelle scorse settimane al Sol D'Oro di Verona, al Concorso provinciale 'L'Olio delle Colline', al Concorso Internazionale 'Orciolo d'Oro' e al Concorso Regionale 'Orii del Lazio', gli olivicoltori della provincia di Latina si sono affermati anche alla XXIV edizione dell'autorevole concorso dedicato alle eccellenze olivicole italiane.

La manifestazione, organizzata dall'Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, in collaborazione con la Camera di Commercio di Perugia e il sostegno del Sistema Camerale Nazionale, delle associazioni dei produttori olivicoli, degli enti e delle istituzioni impegnate nella valorizzazione dell'olio di qualità italiano, si è conclusa sabato 19 Marzo, a Perugia con la premiazione dei vincitori.

L'Azienda Agricola Biologica Orsini di Priverno ha ottenuto il 1° posto nella sezione Oli Extravergine DOP – categoria Fruttato Medio, ricevendo anche la Menzione Speciale 'Olio Biologico'; l'Azienda Agricola Alfredo Cetrone di Sonnino è arrivata 2^ nella sezione Oli Extravergine DOP – categoria Fruttato Intenso; l'Azienda Agricola Adria Misiti di Sabaudia è giunta 2^ nella sezione Oli Extravergine di Oliva – categoria Fruttato Intenso.

Quest'anno partecipavano in tutto 249 etichette in rappresentanza di 17 regioni, con Lazio (47), Umbria (40) e Sardegna (26) in cima alla lista di adesioni. Gli altri iscritti provenivano da Puglia e Sicilia (24), Calabria e Abruzzo (19), Toscana (17), Campania (10), Liguria (6), Marche (4), Molise e Lombardia (3), Veneto, Basilicata ed Emilia-Romagna (2), Trentino (1). 100 i finalisti.

"La campagna olearia 2015/2016 si conferma di ottima qualità – commenta il Presidente del Capol Latina Luigi Centauri – questo risultato è ancor più rilevante perché conquistato in una vetrina prestigiosissima e importante momento di confronto per tutti gli attori del comparto olivicolo. Le nostre aziende hanno dimostrato ancora una volta di essere tre le eccellenze del panorama nazionale, capaci di valorizzare l'intero territorio caratterizzato dalla cultivar autoctona Itrana." 

Il Profeta-Araldo della Fede Bahá’í,
il Báb volle riprendere l’antica
festa del Naw-Rúz
introducendola nel suo nuovo Calendario in omaggio al Luogo Più Santo sia della Sua Rivelazione profetica e sia – come Lui stesso affermava - di Colui Che Dio avrebbe reso manifesto, in altre parole di Bahá’u’lláh, che al Báb seguì - immediatamente dopo la venuta di Questi - quale Manifestazione di Dio per l’epoca dell’adempimento di tutte le Profezie del passato e del superamento del ciclo adamico dell’umanità.
La prima citazione del Calendario Badí si ha dunque nel Bayán, nel Libro Madre della Rivelazione profetica del Báb.
Secondo il Calendario da Lui introdotto un giorno è il periodo compreso fra un tramonto ed il successivo calare del sole.
Il Naw-Rúz corrisponde invece con il primo giorno dell’anno.
Il Calendario Badí è basato sull'anno solare, in altre parole sul periodo che intercede fra due successivi ritorni del sole ad un medesimo punto equinoziale. Per questa ragione il Calendario Bahá’í è composto di 365 giorni, 5 ore e poco più di 50 minuti.
La ripartizione dell’anno Bahá’í non è su dodici mesi come nel Calendario Gregoriano, Islamico ed Ebraico, ma su 19 mesi di 19 giorni: per un computo complessivo di 361 giorni, con l'aggiunta di 4 giorni - che diventano 5 ogni 4 anni, negli anni bisestili - che sono chiamati in arabo Ayyám-i-Há, in altre parole Giorni Intercalari.

20 Marzo 2016: Felice Naw Rúz

Felice Naw Ruz






20 Marzo 2016: Felice Naw Rúz alle amiche ed amici Bahá’í, condividendo la gioia per il loro Capodanno


fiori nowroozLa Festività di Naw Rúz, celebrata il giorno in cui il sole entra nella costellazione dell’Ariete, ossia il giorno dell’equinozio di primavera, ha antiche origini.
Secondo la religione zoroastriana, che guidò la fioritura dell’antica civiltà persiana di Ciro, Dario e Serse, esso segna il capo d’anno. Con il diffondersi di questa civiltà anche questa festa si è diffusa nelle regioni circostanti.
Nel XIX secolo Bahá’u’lláh ( 1817-1892) ha scelto il Naw Rúz come inizio dell’anno per tutti coloro che seguono la Sua Fede. Per i bahá’í il Naw Rúz del 2014 dà inizio all’anno 171.
In poco più d’un secolo, la Rivelazione bahá’í si è sparsa in tutti i continenti, diventando la seconda religione del mondo per diffusione geografica dopo il Cristianesimo. Con essa anche l’osservanza del Naw Rúz si è molto diffusa.
Recentemente  l’Assemblea generale delle Nazioni Unite le ha dato un riconoscimento ufficiale.    Una relazione sulla risoluzione dell’ONU dice: “Questo pomeriggio [23 febbraio 2010] l’Assemblea generale ha riconosciuto la Giornata internazionale del Naw Ruz…
Secondo il preambolo della risoluzione sulla Giornata internazionale (A/64/L.30/Rev.2 documento), più di 300 milioni di persone in tutto il mondo celebrano  il Naw Rúz, che significa nuovo giorno… l’inizio del nuovo anno. Lo si festeggia da oltre 3000 anni nei Balcani, nel Caucaso, in Asia Centrale, nel Medio Oriente e in altre regioni. L’Assemblea ha invitato gli Stati membri che osservano questa festa a studiarne la storia e le tradizioni per diffonderne la conoscenza nella comunità internazionale e per organizzare eventi di commemorazione annuale.».
Per i bahá’í Naw- Rúz è soprattutto un giorno di rinnovamento spirituale. Il sorgere del nuovo sole della nuova primavera è simbolo del sorgere del nuovo Sole della nuova Rivelazione di Dio e quindi dell’Avvento di Bahá’u’lláh.
Come in primavera la terra si rinnova, così oggi la civiltà si sta rinnovando e accanto ai segni distruttivi delle antiche politiche fondate sulle guerre e sulle rivalità fra i popoli, incominciano a comparire nuovi segni di amicizia e comprensione, come questo riconoscimento internazionale della festa di un’antica cultura, oggi rinnovata.
Maria Augusta Favali

Naw Rúz



Naw Rúz
La Festività di Naw Rúz, celebrata il giorno in cui il sole entra nella costellazione dell’Ariete, ossia il giorno dell’equinozio di primavera, ha antiche origini. Secondo la religione zoroastriana, che guidò la fioritura dell’antica civiltà persiana di Ciro, Dario e Serse, esso segna il capo d’anno. Con il diffondersi di questa civiltà anche questa festa si è diffusa nelle regioni circostanti. Nel XIX secolo Bahá’u’llah ha scelto il Naw Rúz come inizio dell’anno per tutti coloro che seguono la Sua Fede. Per i bahá’í il Naw Rúz del 2010 dà inizio all’anno 167. In poco più d’un secolo, la Rivelazione bahá’í si è sparsa in tutti i continenti, diventando la seconda religione del mondo per diffusione geografia dopo il Cristianesimo. Con essa anche l’osservanza del Naw Rúz si è molto diffusa. Ora l’Assemblea generale delle Nazioni Unite le ha dato un riconoscimento ufficiale. Una relazione sulla risoluzione dell’ONU dice: (vedi ):
Questo pomeriggio [23 febbraio 2010] l’Assemblea generale ha riconosciuto la Giornata internazionale del Nowruz...
Secondo il preambolo della risoluzione sulla Giornata internazionale (A/64/L.30/Rev.2 documento), più di 300 milioni di persone in tutto il mondo celebrano il 21 marzo, Nowruz, che significa nuovo giorno... l’inizio del nuovo anno. Lo si festeggia da oltre 3000 anni nei Balcani, nel bacino del Mar Nero, nel Caucaso, in Asia Centrale, nel Medio Oriente e in altre regioni. 
L’Assemblea ha invitato gli Stati membri che osservano questa la festa a studiarne la storia e le tradizioni per diffonderne la conoscenza nella comunità internazionale e per organizzare eventi di commemorazione annuale.
Accogliendo con compiacimento l’inclusione di Nowruz negli elenchi del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO... il 30 settembre 2009, il testo della risoluzione rileva che la festa celebra «l’affermazione della vita in armonia con la natura, la consapevolezza del legame inscindibile tra il lavoro costruttivo e i cicli naturali di rinnovamento e l’atteggiamento premuroso e rispettoso verso le sorgenti naturali della vita».
Il testo è stato presentato dal rappresentante dell’Azerbaigian, il quale ha detto che la festa di Nowruz, essendo celebrata in molte parti del mondo con temi importanti per tutta l’umanità, ha incoraggiato il dialogo e la comprensione fra le culture. Il rappresentante dell’Iran, che ha preso la parola dopo che l’Assemblea aveva deliberato sul progetto, ha commentato il proprio consenso citando versi del poeta persiano Rumi Jalaluddin che cantano il tema festivo della rinascita «nel pianeta e nell’anima».
Per i bahá’í Naw Rúz è soprattutto un giorno di rinnovamento spirituale. Il sorgere del nuovo sole della nuova primavera è simbolo del sorgere del nuovo Sole della nuova Rivelazione di Dio e quindi dell’Avvento di Bahá’u’lláh. Come in primavera la terra si rinnova, così oggi la civiltà si sta rinnovando e accanto ai segni distruttivi delle antiche politiche fondate sulle guerre e sulle rivalità fra i popoli, incominciano a comparire nuovi segni di amicizia e comprensione, come questo riconoscimento internazionale della festa di un’antica cultura, oggi rinnovata.


Felice Naw Ruz ... dal Brasile

 

Con grande gioia e gratitudine a Dio, vorremmo congratularci per il Capodanno Baha'i.

Ogni nuovo anno è l'inizio di un nuovo ciclo, un ciclo di rinnovamento, come le stagioni.

'Abdu'l-Baha dice che l'anno nuovo è "come
una primavera spirituale, motivo di gioia e
 di felicità".

Il periodo di digiuno, prima del Nuovo Anno baha'i, è l'occasione che offre a tutti la possibilità,

attraverso la pratica della preghiera, lo studio delle Parole Sacre, della meditazione e di lodevoli iniziative, fare una valutazione interna e esaminare gli atteggiamenti che dobbiamo sviluppare se vogliamo raggiungiungere le qualità spirituali, i "gioielli di inestimabile valore" che Dio ci ha dato, e così, ci rinnoviamo per iniziare un nuovo ciclo.

Ogni nuovo ciclo porta con sè le forze che ci guidano allo sviluppo, sia individuale che collettivo.

Il Nuovo Anno annuncia un nuovo giorno e riflette la missione di Bahá'u'lláh, il Fondatore della Fede Baha'i, che è venuto ad inaugurare una nuova era per l'umanità, un'era a cui si riferisce come "Questo è il Giorno in cui i più eccellenti favori di Dio sono stati riversati sugli uomini, il Giorno in cui la Sua più potente grazia è stata infusa in tutte le cose create". "Il giorno in cui l'umanità può comprendere la Sua promessa e udire la Sua voce " .

Bahá'u'lláh ha rivelato insegnamenti e principi che portano la luce al cuore, la principale delle quali è l'unità dell'umanità il cui riflesso sono queste illuminanti parole: " è stato eretto il tabernacolo dell'unità, non consideratevi estranei gli uni gli altri. Voi siete i frutti di un medesimo albero e le foglie dello stesso ramo ", " la terra è un solo paese e l'umanità i suoi cittadini."

Per raggiungere questo obiettivo così glorioso, che rappresenta la fase della maturità dello sviluppo collettivo del genere umano, Dio ha dato gli esseri umani una vita nuova, con la forza spirituale necessaria a rompere ogni barriera che impedisce l'unità, come il razzismo, i pregiudizi religiosi, la disparità tra ricchi e poveri, i nazionalismi esasperati, e quindi di innalzare il vessillo della pace nel mondo, come previsto.

Invitiamo tutti a lavorare, in particolare, alla creazione di questa unità, che secondo Bahá'u'lláh, la sua luce è così potente ... che può illuminare il mondo intero, e con la fede consapevole che questo è il rimedio efficace per curare i mali che affliggono l'umanità.

Tutti possono partecipare, "il lavoratore, la casalinga, il figlio a scuola e l'insegnante, lo studente e il professore, l'artigiano e il contadino", e agendo, ognuno avrà la possibilità di testimoniare il vero significato della felicità come gli Scritti la Bahá'í dicono: "Il merito dell'uomo è nel servizio e nelle virtù e non nel perseguimento delle ricchezza e del benessere".

Nello scenario del mondo attuale, in cui i valori umani e le istituzioni laiche sono in rovina, la Comunità Baha'i, intrecciata in una rete globale, impegnata in un processo di costruzione di un mondo nuovo, un mondo più solidale e fraterno, attraverso l'operazione di un piano divinamente rivelato, che affronta la trasformazione spirituale degli individui, ponendo le basi per nuove strutture che soddisfano i requisiti del tempo presente, è disciplinata dalle disposizioni che, - agli occhi di Dio la più diletta di tutte le cose è la giustizia -.

In questo piano, alcune attività sono state messe in funzione e, attraverso le pratiche, sono testimoni di risultati eccellenti nella responsabilizzazione degli individui a contribuire al progresso dello sviluppo della comunità.

Tra questi vi è l'attività conosciuta come "circolo di studio", una metodologia partecipativa che da un lato offre ai suoi membri lo studio sistematico della Parola Sante e la sua applicazione nella vita quotidiana e dall'altro, aiuta allo sviluppo di competenze per il servizio alla comunità. Riunioni devozionali collettive di "comunione con il Creatore ... risveglio spirituale e la modellazione di un modello di vita che si distingue per il suo carattere devozionale. "

Rilevando la necessità di prendersi cura dei bambini e proteggerli da molti pericoli che li circondano, le classi offrono ai bambini un'istruzione spirituale volto a "sviluppare le loro facoltà spirituali e a stabilire le basi per un carattere corretto e nobile."

Vi è inoltre l'attuazione di un programma volto a aiutare i giovani "per formare una forte identità morale" nel periodo in cui "stanno attraversando una fase cruciale della loro vita e sono in grado di orientare le loro energie per il progresso della civiltà."

E' nostra speranza e la più fervida preghiera che tutti, nel corso di questo nuovo anno che inizia, desiderino impegnarsi in attività di servizio che promuovono l'unità del genere umano, il benessere e il progresso del prossimo e delle comunità.

In questo modo, saremo partecipi di questa gloriosa e straordinaria impresa, e scriveriamo il futuro lasciariando un segno nel corso della storia.

Auguri a tutti di un felice Anno Nuovo.

Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá'í del Brasile

http://www.bahai.org.br/noticias/noticias.asp

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