Cerca nel blog

lunedì 20 febbraio 2012

PREMIO PINKROMA



COMUNICATO STAMPA

 

 

PREMIO PINKROMA

Vip e Istituzioni modello di best practice in favore delle donne

MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO - CASINA VALADIER - ORE 18.00

 

Mercoledì 22 febbraio alle ore 18.00 a Casina Valadier avrà luogo il Pink Roma Party per presentare il primo web magazine per le donne della Capitale Pinkroma.it.

 

Durante l'evento si svolgerà il PREMIO PINKROMA destinato a coloro, donne e uomini, che promuovono best practice e iniziative in favore delle donne. Di seguito i premiati 2012.

Nella categoria Istituzioni: Luciano Ciocchetti, Vice Presidente e Assessore alle Politiche del Territorio e Urbanistica della Regione Lazio, Lavinia Mennuni Delegata alle Pari Opportunità di Roma Capitale, Maria Grazia Passuello Presidente dell'Istituzione Solidea della Provincia di Roma.

Nella categoria Management: Mimi Kung, SVP Country Manager, American Express Italy. Nella categoria Giornalismo e Comunicazione Irene Pivetti. Nella categoria Cultura, Entertainment e Moda Stefano Dominella Presidente della Maison Gattinoni. Nella categoria Imprenditoria: Lavinia Biagiotti Cigna. Premio per l'Arte a Gina Lollobrigida. Il Premio speciale "Note d'Amore" va a Barbara De Rossi. Nella categoria Solidarietà all'Organizzazione Save The Children, ritirerà il premio Danilo Brugia attore e volto della campagna Every One per dire no alla mortalità infantile.

L'evento è organizzato dalla Tiziana Rocca Comunicazione.

 

Il premio Pink Roma alla sua prima edizione vuole promuovere e dare risalto a coloro che hanno promosso iniziative in favore delle donne e rappresentano un modello positivo per la società nella professione e nel management, nelle istituzioni, nel sociale, nel giornalismo e comunicazione, nell'imprenditoria e nella cultura, entertainment, moda e arte.

 

email: info@pinkroma.it                                                                                                            Roma 20.II.2012




FERRAIOLI (Italia dei Diritti-Liguria): Sanità: “Il C.M.C è un arricchimento per l'ASL non un'ostacolo - Ritorniamo ad una vera centralità del Cittadino".

La Spezia,lì 20 Febbraio 2012
 
Spettabile Redazione,
di seguito Vi trasmetto una breve nota stampa.
Nel ringraziarVi per la Vostra attenzione, colgo
l'occasione per salutarVi cordialmente.
Maurizio Ferraioli
Responsabile Regione Liguria
Italia dei Diritti
Tel.329-8256232
 
NOTA STAMPA
 
FERRAIOLI (Italia dei Diritti-Liguria): Sanità: "Il C.M.C è un arricchimento per l'ASL non un'ostacolo - Ritorniamo ad una vera  centralità del Cittadino".


Maurizio Ferraioli, coordinatore regionale Liguria dell'Italia dei Diritti, condivide totalmente quanto espresso nel documento rappresentato alla presenza del Direttore Generale dell'ASL e dell'Assessore Regionale alla Sanità. Il Comitato misto consultivo è troppo spesso sottovalutato nella sua funzione specifica che non vuole essere rivolta all'imposizione di strategie ma meramente organo consultivo e nella fattispecie, come sancito dalla Legge Regionale, consultato al fine di raccogliere e fornire informazioni sui servizi e vista la grande relazione con Cittadini e persone legate al mondo della sanità essere anche strumento propositivo nella discussione finalizzata a prendere eventuali provvedimenti da parte della Direzione dell'ASL. Ultimamente si parla spesso di un ritorno alla "Centralità del Cittadino" di un ritorno ad una Sanità vicina alle problematiche dei Cittadini e quindi volta ad adeguarsi alle necessità degli stessi ed allora quale miglior mezzo di ascolto del Comitato Misto Consultivo? Le Associazioni che ne fanno parte riescono ad avere un contatto diretto con i Cittadini /Utenti e raccolgono segnalazioni, malcontenti che se adeguatamente ascoltate potrebbero essere finalizzate ad un miglioramento dello stato attuale. Quando parliamo di liste d'attesa per esami diagnostici finalizzati alla prevenzione ci si rende conto che tale finalità viene spesso disattesa dai tempi eccessivamente lunghi che portano, purtroppo spesso, ad una diagnosi non precocemente confermata con gravissime ricadute sul paziente ed osservando il tutto anche in maniera pragmatica sul bilancio del'ASL. Un lavoro, quello svolto dal Comitato misto consultivo, importante che andrebbe incoraggiato, potenziato e stimolato dalla Direzione dell'ASL con lo scopo primario di ottenere un miglior funzionamento della Sanità nella nostra provincia. Il Comitato Misto Consultivo deve essere ritenuto un arricchimento e non un ostacolo all'operatività dell'ASL.

FERRAIOLI (Italia dei Diritti-Liguria): Sanità: “Il C.M.S è un arricchimento per l'ASL non un'ostacolo - Ritorniamo ad una vera centralità del Cittadino".

La Spezia,lì 20 Febbraio 2012
 
Spettabile Redazione,
di seguito Vi trasmetto una breve nota stampa.
Nel ringraziarVi per la Vostra attenzione, colgo
l'occasione per salutarVi cordialmente.
Maurizio Ferraioli
Responsabile Regione Liguria
Italia dei Diritti
Tel.329-8256232
 
NOTA STAMPA
 
FERRAIOLI (Italia dei Diritti-Liguria): Sanità: "Il C.M.S è un arricchimento per l'ASL non un'ostacolo - Ritorniamo ad una vera  centralità del Cittadino".


Maurizio Ferraioli, coordinatore regionale Liguria dell'Italia dei Diritti, condivide totalmente quanto espresso nel documento rappresentato alla presenza del Direttore Generale dell'ASL e dell'Assessore Regionale alla Sanità. Il Comitato misto consultivo è troppo spesso sottovalutato nella sua funzione specifica che non vuole essere rivolta all'imposizione di strategie ma meramente organo consultivo e nella fattispecie, come sancito dalla Legge Regionale, consultato al fine di raccogliere e fornire informazioni sui servizi e vista la grande relazione con Cittadini e persone legate al mondo della sanità essere anche strumento propositivo nella discussione finalizzata a prendere eventuali provvedimenti da parte della Direzione dell'ASL. Ultimamente si parla spesso di un ritorno alla "Centralità del Cittadino" di un ritorno ad una Sanità vicina alle problematiche dei Cittadini e quindi volta ad adeguarsi alle necessità degli stessi ed allora quale miglior mezzo di ascolto del Comitato Misto Consultivo? Le Associazioni che ne fanno parte riescono ad avere un contatto diretto con i Cittadini /Utenti e raccolgono segnalazioni, malcontenti che se adeguatamente ascoltate potrebbero essere finalizzate ad un miglioramento dello stato attuale. Quando parliamo di liste d'attesa per esami diagnostici finalizzati alla prevenzione ci si rende conto che tale finalità viene spesso disattesa dai tempi eccessivamente lunghi che portano, purtroppo spesso, ad una diagnosi non precocemente confermata con gravissime ricadute sul paziente ed osservando il tutto anche in maniera pragmatica sul bilancio del'ASL. Un lavoro, quello svolto dal Comitato misto consultivo, importante che andrebbe incoraggiato, potenziato e stimolato dalla Direzione dell'ASL con lo scopo primario di ottenere un miglior funzionamento della Sanità nella nostra provincia. Il Comitato Misto Consultivo deve essere ritenuto un arricchimento e non un ostacolo all'operatività dell'ASL.

FERRAIOLI (Italia dei Diritti-Liguria): Tutti Insieme per la Sicurezza.

La Spezia,lì 20 Febbraio 2012
 
Spettabile Redazione,
di seguito Vi trasmetto una breve nota stampa.
Nel ringraziarVi per la Vostra attenzione, colgo
l'occasione per salutarVi cordialmente.
Maurizio Ferraioli
Responsabile Regione Liguria
Italia dei Diritti
Tel.329-8256232
 
NOTA STAMPA
 
FERRAIOLI (Italia dei Diritti-Liguria): Tutti Insieme per la Sicurezza alla Spezia.

 

Il coordinatore regionale Liguria dell'Italia dei diritti Maurizio Ferraioli, si schiera dalla parte dell'Avv. Davide Bonanni e condivide pienamente la sua iniziativa popolare per l'incremento delle telecamere di sorveglianza nell'area limitrofa a piazza B. Brin. Iniziativa volta a riportare anche la sensazione di sicurezza a tutti coloro che vivono o lavorano in quell'area. Non sono per una capillarizzazione delle telecamere ma in certe aree, prosegue Ferraioli, l'utilizzo di tale strumento consentirebbe, in caso di reati, di raggiungere risultati investigativi migliori, di fungere da deterrente nei confronti di coloro che hanno un'alta propensione al crimine e creerebbe anche delle zone cosiddette "franche" dove il malcapitato in attesa dell'intervento delle Forze dell'Ordine potrebbe collocarsi essendo ripreso dalle stesse. Mi piace altresì l'idea di svincolare tale iniziativa da partiti politici in quanto, come Italia dei Diritti, riteniamo che il problema della sicurezza sia un problema che va affrontato con serenità e spirito collaborativo da tutte le forze politiche e non da una in particolare ed è per questo che chiedo a quanti si ritengono attori della vita politica cittadina di farsi promotori di tale iniziativa sensibilizzando, ognuno con i propri strumenti, l'amministrazione.

Riacquistare anche la sensazione di una maggiore sicurezza sarebbe un risultato eccellente e consentirebbe a tutti di vivere con maggiore serenità la nostra città.

Vernissage "Lunga Vita al Pop"

                                        

 

BI-PERSONALE DI ERETICA E DCGRAPHIC

DAL 24/02/2012 AL 8/03/2012

A CURA TOGACI

PROGETTO COMUNICATIVO

ALESSIO BRUGNOLI

selezione musicale ENEA

Il 24 febbraio l'Hula Hoop, il club eretico e irriverente nel cuore del Pigneto, in via De Magistris 91/93, prosegue la sua esplorazione del Contemporaneo con la mostra Lunga Vita al Pop, bipersonale degli artisti ERETICA e DCGRAPHIC.

Una mostra che afferma con forza due principi: l'attualità della Pop Art e la necessità di ampliare i confini di ciò che chiamiamo Arte.

Il Pop non è morto. Non è un ricordo nostalgico degli Anni Sessanta. Il Pop è anarchia. Il Pop è un grido di libertà.

ERETICA e DCGRAPHIC ci dicono questo, mostrando la vacuità delle icone con cui ogni potere ci rende schiavi-

Il secondo tema è nella dichiarazione d'orgoglio di chi fa arte digitale: non una sorella minore di media tradizionale, ma un linguaggio nuovo e di rottura. ERETICA e DCGRAPHIC non sono grafici, ma artisti vettoriali, alfieri di un modo nuovo di usare tavolozza e pennello che non  modifica foto preesistenti, ma si parte da zero e si costruisce interamente a mano libera su computer.

Così nasce un mondo nuovo che mischiando linguaggio colto alla street art, costringe lo spettatore a riflettere su se stesso e sul suo ruolo nel mondo.

Perché, come diceva il buon vecchio Frank Zappa

La mente è come un paracadute: funziona solo quando è aperto

 ALESSIO BRUGNOLI

 

Scrive :

 

A volte, pensando all'arte dell'ultimo secolo, mi viene in mente il panorama del Carso: una terra aspra e desolata che spaventa spesso il viaggiatore, ma cui, con un poco di pazienza, è possibile scovare delle esplosioni di bellezza. In cui bisogna evitare le trappole dei terreni franosi. Dove domina la sorpresa di fiumi sotterranei che scompaiono nel nulla, per riapparire  improvvisamente ad enorme distanza.

Così, nel Novecento linguaggi e tendenze che parevano essere sfumate, distrutte dalla Storia, rinascono come araba fenice dalle proprie ceneri.

Penso all'espressionismo che ha cambiato tante volte nome. O alle declinazioni del Futurismo. Oppure alla Pop Art.

A prima vista, questa può sembrare un fenomeno morto e sepolto. Un qualcosa fiorito negli anni del boom economico,  in cui la società era quasi ubriaca del il linguaggio di oggetti e simboli prodotto dalla Civiltà dei Consumi.

Ciò, più in America che in Europa, in cui il tutto è più problematico ed ambiguo,  ha portato ad una esaltazione dell'immagine, del prodotto e dell'Icona pubblicitaria è visto come liberazione dagli incubi e dalle tragedie del passato. Un immenso esorcismo dalla paura di esistere, compiuto tramite il Denaro.

E ciò paradossalmente è avvenuto tramite l'utilizzo di alcune istanze dell'espressionismo astratto: la  liberazione del l'Arte da ogni contenuto emotivo.

Ma a differenza di Pollock e compagni, la Pop Art non abbandona il Reale, inseguendo l'Idea platonica, ma lo identifica con l'Oggetto, a cui cerca di ridonare dignità estetica.  Ciò provoca il capovolgimento del concetto di leggibilità di un'opera d'arte.

Si esce dal mondo percettivo, l'esperienza del singolo individuo, il cardine delle avanguardie, alla globalità del confronto con il quotidiano.

Nel quadro sono integrati emblemi, segni, frammenti. Immagine e vita non si contrappongono più, ma devono somigliarsi. Per la seconda l'immagine è referente. Il suo valore è nel dialogo con la Cultura e con la Storia

Di tutto ciò cosa rimane ? A prima vista nulla… Da società opulenta, a volte volgare, ma piena di speranza e fiducia nel futuro, siamo passati ad una in crisi perenne, depressa e demoralizzata, con poca voglia di reagire alle sfide.

Il mondo reale, quello degli oggetti concreti, ha sempre minore centralità rispetto a quello del virtuale, delle icone che si propagano come memi nella rete.

Eppure la Pop Art, nelle sue declinazioni,  surreal, new, social, ha una nuova vita. Tanti artisti contemporanei vi si dedicano.

Questo per la consapevolezza che il Consumismo. on ha realizzato l'utopia, ma ha creato nuove distorsione. E la nuova Pop Art non fa che esplorare il lato oscuro delle Icone che il mondo contemporaneo crea. Un'esplorazione che può avvenire in maniera conservativa, citando il passato. Oppure contaminando il tutto con linguaggi alternativi, da quelli arcaici delle fiabe a quelli ipercontemporanei del fumetto.

Può essere una rievocazione malinconica e piena di ironia, come quella di Dcgraphicse di  Eretica. Lo so, molti mi guarderanno straniti e mi prenderanno per pazzo, dicendo

"Ma è soltanto grafica"

La stessa cosa che è successa ad un mio caro amico, uno dei più importanti artisti digitali italiani, che dopo il successo di una sua personale in una capitale europea,  si è presentato al Centro d'Arte Moderna, diretto da un nostro connazionale che lo ha preso a pernacchioni.

Ebbene, io rivendico pienamente il suo diritto, quello di Dcgraphics e di  Eretica di chiamarsi artisti. Tempi nuovi richiedono linguaggi e tecniche nuove. Fossilizzarsi nel passato, significa estinguersi. Come dicono in America

Change or die

L'Arte di di Dcgraphics e di  Eretica ha la dote di coniugare due esperienza estetiche diverse:  l'algida bellezza che richiama idealizzandolo il mondo passato dell'America di Happy Days e dell'infanzia e la sua dissacrazione.

Dissacrazione che nasce dal mostrare le cose come veramente sono, al di là di tutti gli infiocchettamenti che vogliamo aggiungerci: il potere anarchico dell'ironia.

E lo iato tra queste due percezioni differenti, costringe chi guarda a riflettere su stesso e sulla sua natura, minandone le certezze e ribadendo il valore profondo dell'Arte: non decorazione, ma riflessione profonda su se stessi, nel tentativo di diventare migliori.

 

 

 

A proposito di cedolare secca e di affitti in nero.

A proposito di cedolare secca e di affitti in nero.

Qui si riporta una situazione, sollevata dalle vittime al dr Antonio Giangrande, autore della collana editoriale "L'Italia del trucco, l'Italia che siamo" e presidente della "Associazione Contro Tutte le Mafie". Storia esemplare quanto si voglia, ma palesemente ingiusta per chi sente sulla propria pelle le sferzate dell'ingiustizia.

Siamo a Bologna, una città famosa per l’università e per attirare tantissimi studenti da ogni parte dell’Italia e del mondo. Famosa anche per la fortissima evasione fiscale sugli affitti a nero degli appartamenti per noi studenti! Il gioco è semplice: il padrone di casa stabilisce un rapporto di fiducia con un tramite, una persona che ha il compito di incassare i canoni all’interno dell’appartamento. Di solito l’incaricato o paga regolarmente come gli altri ragazzi, oppure ha delle facilitazioni... e il gioco è fatto.

La nuova cedolare secca (D. Lgs. 23/2011) è una legge che cerca di mettere fine a situazioni del genere! Finalmente l’inquilino a nero può autonomamente recarsi all’Agenzia delle Entrate e stipulare un normale contratto 4+4 anni, senza il consenso del proprietario evasore. Il premio per la regolarizzazione è la diminuzione dell’affitto fino al 90%!! Si tratta di una legge che prende in considerazione la difficoltà di dimostrare il pagamento a nero, schierandosi dalla parte del più debole. Il Comune di Bologna è in prima linea in questa campagna anti-evasione e noi siamo tra i primi, se non i primi, ad aver agito in tal senso.

Siamo 5 studenti che, applicato la cedolare secca, siamo stati prontamente denunciati dalla proprietaria di casa. Quest’ultima ha sporto una querela per appropriazione indebita d’immobile verso ignoti, qualificandoci come “sconosciuti abusivi”. Siamo andati in causa forti del nostro diritto ma il Giudice con provvedimento immediato ha brutalmente ordinato il rilascio dell’appartamento (nel giro di "massimo una settimana"!). Quindi senza tenere in considerazione l’evasione fiscale che si protraeva dal 2008, senza considerare il nostro nuovo contratto regolare, senza considerare i bonifici di pagamento al tramite, il giudice si è basato esclusivamente sulla mancanza di prove di pagamento diretto tra noi e la proprietaria. Ma il canone in nero è illegale e non rintracciabile per definizione. La cedolare secca (Art. 3) è stata creata apposta per questo.

Di nuovo, chi è a pagare le conseguenze? Naturalmente i più deboli!! Insomma, siamo stati denunciati da un evasore fiscale per aver portato alla luce il suo illecito, ma ci ritroviamo ad essere puniti per questo. In questi tempi, in cui l’evasione fiscale è al centro del dibattito pubblico e politico, in cui la crisi economica mette in difficoltà le famiglie che devono mantenere un figlio fuori sede nella speranza di un futuro migliore, in cui la lotta all’evasione si è riaffermata come dovere morale di noi cittadini prima di tutto, chiediamo il vostro sostegno per far luce su questa vicenda ingiusta: non deve rimanere taciuta! Diffondete!

Una perfetta storia italiana: nell’atto giudiziario, la proprietaria afferma di aver ceduto gratuitamente un grande appartamento in pieno centro a Bologna al figlio di un amico del suo agente immobiliare (sic), stante l’impossibilità a vendere a causa della stagnazione del mercato in quel periodo (la famosissima crisi immobiliare bolognese del 2008....ora ridete pure!), e non ci sarebbero stati pagamenti di canone.

Questa è la vicenda nei dettagli: Noi 5 studenti fuori sede ci ritroviamo a subentrare nella stessa casa in periodi diversi. Venuti a conoscenza delle “particolari” quanto ambigue modalità di pagamento ci rivolgiamo ad un’associazione che si occupa di promuovere la campagna contro gli affitti in nero, per chiedere informazioni sui rischi e/o le opportunità della nuova legge che avevamo noi stessi consultato via internet. L’associazione ci prospetta esclusivamente uno scenario idilliaco, senza alcun pericolo per noi (“siete protetti dallo Stato... è una campagna contro l’evasione fiscale che si basa su una legge e su un vostro diritto...pagheremo noi anche le spese legali in caso di causa civile”)... ma questa è un’altra storia. Il ragazzo “tramite” – all’estero in erasmus fino a ottobre 2011 - era titolare di un contratto di comodato d’uso gratuito (cioè: la proprietaria “regala” per 4 anni l’appartamento in centro a Bologna a un ragazzo semi-sconosciuto) palesemente finalizzato all’evasione fiscale: un canone mensile veniva pagato alla proprietaria fin dal 2008. Uno di noi ha conosciuto personalmente la proprietaria - o chi si qualificava come tale – che veniva direttamente in casa a prelevare l’affitto. In seguito effettuavamo bonifici bancari al ragazzo-tramite, il quale girava i soldi alla proprietaria. Stanchi di questa situazione di precarietà, abbiamo proposto al ragazzo-tramite di applicare la cedolare secca! Abbiamo deciso coraggiosamente di andare avanti nonostante lui stesse organizzando delle contromosse in accordo con la proprietaria per mandarci fuori di casa e continuare il nero. Il 7 novembre siamo andati all’Agenzia delle Entrate. Come per miracolo, in poche ore, diventiamo titolari di un contratto regolare, naturalmente dopo aver pagato una ragionevole quota di tasse arretrate. La nostra proprietaria di casa, venuta a conoscenza della situazione dal nostro “tramite”, ha sciolto il contratto di comodato e ci ha denunciato il giorno stesso per violazione di domicilio e appropriazione indebita di immobile. Nella denuncia depositata in caserma afferma di aver ricevuto una telefonata dal ragazzo-tramite che, tornato dall’erasmus, dichiarava di aver trovato nell’appartamento 5 persone a lui sconosciute che lo occupavano illegalmente. “La proprietaria è potente e non sapete in che guaio vi siete messi!!”- è stata una delle ultime frasi del ragazzo prima della fuga dall’appartamento! I carabinieri, due giorni dopo, sono venuti a controllare se ci fossero o meno segni di effrazione in casa: li abbiamo accolti un po’ increduli un po’ preoccupati spiegando al momento tutta la situazione. Non hanno trovato tracce di effrazione e sono andati via. La mattina seguente siamo stati chiamati in caserma. Il Luogotenente, lo stesso del giorno prima, si è mostrato molto comprensivo: la situazione era abbastanza chiara, eravamo tutt’altro che abusivi. Ci disse che la proprietaria, saputo che si trattava di giovani studenti, ci avrebbe voluto contattare al telefono per giungere a “un accordo”, chiaramente alle sue condizioni. Sconvolti per la denuncia insensata e per la richiesta della proprietaria che perdona degli abusivi in quanto ”sono ragazzi” decidiamo di continuare a far i valere i nostri diritti. La vicenda continua: le nostre famiglie, nelle rispettive città, ricevono una lettera dai toni non poco minacciosi dal legale della proprietaria: se non ce ne andiamo ci aspettano migliaia di euro da pagare e addirittura il carcere. A quel punto l’associazione che ci consigliò fino ad allora, dopo la fretta per ottenere una donazione (di circa 1300 euro), ci mette in contatto con un legale. La “signora non solo si è arricchita per anni con i soldi delle nostre famiglie e di tutte le famiglie di studenti che dal 2008 hanno transitato in questo appartamento, adesso dopo la risposta alle diffide, prosegue con l’atto per la comparizione in tribunale. Vuole i danni morali e non solo!! L’atto giudiziario è di per sé incredibile: la proprietaria avrebbe ceduto gratuitamente la casa al figlio di un amico del suo agente immobiliare (sic) stante la stagnazione del mercato in quel periodo, e non ci sarebbero stati pagamenti di canone.. Ci vengono chiesti “danni morali per la violenza con cui abbiamo spogliato la signora della sua proprietà e appropriazione di bottiglie di vino pregiate presenti nell’appartamento (????!!)” e vengono chiamati a testimoniare la violenza: il titolare di un agenzia immobiliare (?), il “tramite” e dulcis in fundo il Luogotenente dei carabinieri (???!!!?). Le tesi avanzate, si contraddicevano anche con ciò che la stessa proprietaria ha detto al processo! I lapsus della proprietaria, tra l’altro, erano continui:... “il canone di affitto...ehm...il comodato gratuito...” ; “io non ho mai ricevuto soldi...1600 euro erano per il condominio!.. il condomino non è stato mai pagato”...etc. I testimoni al momento non erano presenti, quindi non sappiamo se i suoi testimoni fossero realmente a conoscenza di essere stati citati. Alcuni nostri testimoni chiave, da noi stessi contattati, prima di essere citati, hanno reagito inspiegabilmente malissimo. Due ex inquilini, un dei quali aveva conosciuto di persona la proprietaria e un altro che le aveva consegnati direttamente i soldi per un lungo periodo, si sono rifiutata di darci una mano, nonostante un rapporto di amicizia e convivenza con uno di noi. Abbiamo chiesto esclusivamente di dire la verità e nient’altro che la verità e di risposta: una metaforica porta sbattuta in faccia.

Al processo che si è tenuto il giorno 16 febbraio, solo l’accusa è stata ascoltata e presa in considerazione. La proprietaria non ha fatto altro che parlare di un fantomatico incidente e della sua impossibilità di controllare prima chi abitasse la sua casa (una delle tante): “giudice guardi il dito!! Me lo sono rotto!! Giudice! Un pirata della strada mi ha travolto sulle strisce pedonali! Guardi ho la stampella!”. Se anche fosse vero, ci dispiace per la disavventura della signora, ma noi che colpa abbiamo? Premetto che la signora era perfettamente in forma...o perfettamente guarita. Ma se degli abusivi avevano sfondato la porta, perché i suoi parenti che hanno uno studio notarile sul nostro stesso pianerottolo non se ne sono mai accorti? Un giorno, tra l’altro, la sorella si è rivolta a uno di noi dicendo: “ tu sei una delle nuove inquiline, che bello! Tutti studenti vero?” (??!) Dopo questa farsa al limite dell’assurdo, Il giudice sorridendo con sufficienza dopo che abbiamo dichiarato che il canone veniva ritirato a mano dalla proprietaria stessa (mentre lo dicevamo la proprietaria ha detto al suo avvocato bisbigliano “era mia sorella...!”) ci ha chiesto cosa studiavamo...e basta!!

Il Giudice in questione, famoso per la sua lentezza nel prendere decisioni (persone attendono anni prima che si pronunci), il giorno dopo (venerdì 17) con una e-mail di un rigo comunica al nostro avvocato che dobbiamo lasciare immediatamente l’appartamento, dando la possibilità alla proprietaria di averne completa disponibilità in via di giudizio (quindi tra mesi, anni, mai??). Adesso dobbiamo lasciare l’appartamento? Sottostare a questa pronuncia ingiusta, fondata esclusivamente sulle dichiarazioni di una parte, senza prendere in considerazioni le prove a nostro vantaggio?Vorremmo andare avanti sperando che la verità trionfi, combattendo per i nostri diritti!!! La paura è che ancora e per l’ennesima volta solo i potenti verranno ascoltati... e questo ci tiene in un clima di tensione...Ci siamo appellati a un nostro diritto e chi di dovere non ha seguito le legge e ha basato l’intero processo sui dei racconti contraddittori di una parte senza considerarci! Una battaglia ad armi impari...

Grazie per averci dato voce, Giulia, Edoardo, Greta, Francesco, Emanuele.

Autorizzati alla pubblicazione. Il contatto è pubblico ed amicale. Se disturbo rispondi “Cancella”.

Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ONLUS

099.9708396 – 328.9163996

www.controtuttelemafie.it - www.telewebitalia.eu

 

 

 

 

Tutela api, Zanoni: Ue verifichi gli effetti dei pesticidi


Comunicato stampa 20 febbraio 2012

 

Tutela api, l'Ue verifichi gli effetti dei pesticidi

 

Andrea Zanoni (IdV) ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere alla Commissione europea  maggior controllo negli Stati membri sull'utilizzo dei pesticidi neonicotinoidi. "L'Ue deve fare di più per proteggere le sue api"

 

"L'Ue verifichi la corretta applicazione da parte degli Stati membri della direttiva 2010/21/UE, recentemente adottata, per affrontare il problema della riduzione delle api da miele causato dall'esposizione a pesticidi neonicotinoidi". Lo chiede Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, alla Commissione europea con un'interrogazione parlamentare promossa assieme al collega Pave Poc della Repubblica Ceca. "E' stato verificato che l'uso dei neonicotinoidi in agricoltura crea gravi danni e forti mortalità alle api e a tutti gli insetti impollinatori", spiega Zanoni.

 

La direttiva 2010/21/UE, che modifica l'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda le disposizioni specifiche relative a clothianidin, tiametoxam, fipronil e imidacloprid, è stata recentemente adottata dall'Ue per affrontare il problema della riduzione delle api da miele causato dall'esposizione a pesticidi neonicotinoidi. L'Eurodeputato, insieme anche al collega italiano Giommaria Uggias (IdV) e altri 11 colleghi di diversi gruppi politici e stati membri, chiede alla Commissione europea di verificare l'adozione delle nuove misure e di fornire dati specifici sulla reale efficacia delle nuove normative a prevenire la riduzione delle api da miele (per esempio, la direttiva 2010/21/UE e il regolamento (CE) n. 1107/2009).

 

Il leader ambientalista porta inoltre all'attenzione delle istituzioni europee lo studio "Pesticide Fact Sheet on Conditional Registration of Clothianidin", pubblicato il 30 maggio 2003 dall'agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente, secondo il quale "la sostanza clothianidin è altamente tossica per le api da miele in caso di contatto prolungato".

 

Zanoni si è già occupato della tutela delle api in Europa: il 15 novembre scorso ha cercato di fare passare al Parlamento europeo una risoluzione alternativa sulla "Salute delle api e apicoltura" che avrebbe rafforzato maggiormente la tutela di questi importantissimi insetti rispetto al testo approvato poi dall'Aula. "Non si può negare che sia comunque positivo il fatto che il Parlamento europeo abbia approvato finalmente un documento sulla protezione delle api, ma si poteva fare senza dubbio di più", aveva dichiarato Zanoni.

 

"In Italia l'utilizzo dei pesticidi del gruppo dei neonicotinoidi per il trattamento dei semi del mais in agricoltura ha comportato la distruzione di milioni di api con una perdita degli alveari dal 50 al 70 per cento e gravi danni agli apicoltori e all'ambiente – conclude l'Eurodeputato. L'Europa deve impegnarsi maggiormente e con più convinzione per difendere questo importantissimo patrimonio naturale,perché tutelare le api significa tutelare tutti gli insetti impollinatori, l'agricoltura, l'ambiente e l'intero ecosistema".

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni




Le bionde sono maggiormente propense al tradimento


LE BIONDE TRADISCONO DI PIÙ:
LO RIVELA UN SONDAGGIO DEL PORTALE
 
I capelli biondi, naturali o tinti che siano, fanno sentire le donne più sexy,
disinibite e propense a cercare un'avventura al di fuori della coppia:
lo afferma  un sondaggio di Incontri-ExtraConiugali.com
su un campione di 1.000 donne dai 25 ai 50 anni
 
 
La propensione al tradimento è maggiore nelle bionde piuttosto che nelle brune. Un sondaggio condotto da Incontri-ExtraConiugali.com, realizzato su un campione di mille donne di età compresa tra i 25 e i 50 anni, fornisce una versione aggiornata dei comportamenti sessuali delle italiane di oggi in funzione del loro colore di capelli, mettendo in evidenza come i capelli biondi, naturali o tinti che siano, facciano sentire le donne più sexy e più sicure. 
 
Secondo il sondaggio il 72% delle donne che hanno tinto i loro capelli di biondo si sentono più sexy, più glamour e più disinibite. E in effetti questo dato è anche confermato dal numero di bionde iscritte al portale Incontri-ExtraConiugali.com, che sono pari al 63% del totale delle iscritte di sesso femminile: una percentuale che denota come le bionde tendano maggiormente a tradire il loro partner, mentre le brune siano più tradizionaliste e un po' meno trasgressive.
 
«Il colore dei capelli può avere un impatto enorme su come le donne si percepiscono e si comportano ed è veramente notevole come le donne possano sentirsi così diverse quando sono bionde» commenta Alex Fantini, ideatore del portale Incontri-ExtraConiugali.com.
 
L'indagine rivela anche che il 36% delle brune pensano che i loro capelli scuri le rendano meno attraenti rispetto al biondo. Solo il 15% delle brune si percepiscono come "molto sexy" e solo il 28% come "sexy". Ma poi in fondo anche loro sono alla ricerca di nuove emozioni. E di fatti il 30% delle iscritte al portale Incontri-ExtraConiugali.com sono proprio brune.
 
E le rosse? «Anche le rosse sono tendenzialmente molto trasgressive. Che siano rosso fuoco o ramati, i capelli rossi rivelano tutta la bellezza di una donna fiera e passionale» risponde Alex Fantini. Sul portale Incontri-ExtraConiugali.com da lui ideato anche di rosse ce ne sono molte, ma naturalmente in proporzione alla rarità di questo colore che caratterizza oggi solo il 2% del totale della popolazione.
 
«Sempre fiammanti e misteriose –prosegue Alex Fantini– le rosse sono molto sensuali e disposte a concedersi diverse libertà. Ma poi gli uomini preferiscono le bionde». Ad ogni modo bionde, brune o rosse, di tipo mediterraneo o longilinee, sul portale Incontri-ExtraConiugali.com ce ne è per tutti i gusti: le donne disposte a trasgredire sul sito web 100% italiano che si rivolge a tutti coloro che cercano un'avventura al di fuori della coppia sono oltre 54 mila. Molte di loro hanno già un partner, ma ciò che le accomuna tutte è il bisogno di una novità nella loro vita. 
 
Attraverso il sito si entra dunque in contatto con altri utenti nella medesima situazione e che condividono le stesse aspettative. Collegandosi a www.Incontri-ExtraConiugali.com si ha accesso a un database di profili selezionati tra i quali cercare l'amante perfetto e passare poi a un appuntamento nella vita reale.




Modica (RG) - “Non solo Ippocrate”, con i Medici in vena si ride di…cuore al Teatro Garibaldi

Agli organi di Stampa

 

Modica (RG), 20/02/2012


"Non solo Ippocrate", con i Medici in vena si ride di…cuore al Teatro Garibaldi

 

 

Sabato 25 febbraio alle ore 20,30 al Teatro Garibaldi, nell'ambito di una serata di beneficenza organizzata dal Kiwanis club di Modica, l'Associazione culturale "Medici in vena" di Catania porterà in scena lo spettacolo "Non solo Ippocrate", scritto e diretto da Eugenio Barone. 

Lo spettacolo, dopo il fortunato esordio al Teatro Metropolitan di Catania lo scorso gennaio, approda per la prima volta al Teatro Garibaldi con l'obiettivo di bissare il successo etneo.

La serata è stata organizzata con il patrocinio del Comune di Modica e il contributo della Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Catania, della Banca Agricola Popolare di Ragusa, di Conad Sicilia, della Fondazione Confeserfidi e della Fondazione Grimaldi.

Sul palco si alterneranno una ventina tra attori, cabarettisti, comici, cantanti, musicisti e ballerini impegnati nei provini in vista di una fantomatica tournée parigina che non mancherà di suscitare risate…di cuore.  

"Medici in vena" è un'associazione no-profit nata da qualche anno sotto il patrocinio dell'Ordine dei Medici di Catania. L'Associazione riunisce quaranta medici, accomunati dalla passione per il teatro e lo spettacolo, che si esibiscono gratuitamente a scopo di beneficenza.

L'incasso della serata sarà interamente devoluto alla Caritas diocesana e alla Casa di accoglienza "don Giuseppe Puglisi" di Modica che ospita donne in difficoltà insieme ai loro figli.

«Due anni fa - ha affermato Giuseppe Barone presidente della Fondazione Grimaldi, che è stata tra gli enti promotori della serata - con i proventi di uno spettacolo dei "Medici in vena" siamo riusciti a comprare delle attrezzature mediche per il reparto di Pediatria dell'Ospedale Maggiore di Modica. Quest'anno ci auguriamo che il pubblico accorra numeroso per sostenere un'iniziativa benefica che consentirà di aiutare una struttura che ospita mamme e bambini in difficoltà».

Il biglietto d'ingresso si potrà acquistare dal 22 febbraio al botteghino del "Garibaldi" (ore 10-13 e 16-20) al costo di 10,00 euro. 

 

 

 

Info e contatti

Teatro Garibaldi, Corso Umberto I, 207-211 - Modica  

Tel: 0932-1972298 (botteghino).

Mail: info@teatrogaribaldi.it

 

21 Febbraio 2012 - Prosegue a Veglie la rassegna "Bookatini in maschera"

Martedì 21 Febbraio 2012 - Dalle ore 21.00

per la rassegna "Bookatini...in maschera"
il Bar Cafè di Veglie (Via Italia Nuova, 24)

presenta

"Giù la maschera"
Con Elio Coriano, Francesco Carrozzo, Francesco Pasca, Stefano Donno, Luciano Pagano

Prosegue la rassegna "Bookatini...in maschera", presso il Bar Cafè di Veglie (Via Italia Nuova, 24), con l'ultima giornata dedicata interamente al Carnevale.

Il Martedì Grasso di Bar Cafè, dopo gli appuntamenti con Franco Ungaro, Francesco Pasca e Paola Scialpi, sarà ancora dedicata al tema della maschera, questa volta con un punto di vista inedito dal titolo "Giù la maschera", dedicato all'intellettuale, all'artista, allo scrittore che intendono gettare la maschera e svelare se stessi e la propria produzione. Protagonisti della serata saranno gli scrittori e poeti Elio Coriano, Francesco Pasca, Francesco Carrozzo, Stefano Donno, Luciano Pagano.

Tutti i presenti sono invitati a partecipare a questo incontro mascherati, 'realmente' o 'virtualmente'. Dopo la performance verrà presentato un inedito “aperitivo d'autore” a cura del maestro di fornelli Antonio Caputo, e la sera proseguirà con una festa in maschera.

Nume tutelare della serata Pantalone. Maschera veneziana della metà del '500, rappresentante il tipico mercante vecchio, avaro e lussurioso. Questa figura era già presente nelle commedie erudite rinascimentali, ma la sua vera origine risale al personaggio del Magnifico che recitava nelle piazze accanto al servo Zanni, performando scene di grande comicità, che conquistarono i primi palcoscenici della Commedia all'improvviso o dell'arte.

domenica 19 febbraio 2012

Lettera al direttore ed alla redazione.

Lettera al direttore ed alla redazione.

Il Balzello dei Balzelli, specie se doppio, anzi triplo o addirittura quadruplo. Oppressi, pur non guardando “le purghe di Stato”. Si dice TV di Stato, quindi TV pubblica al servizio del cittadino, invece è un baraccone mangia soldi in mano ai partiti politici ed alla loro claque. Foriera di censura ed omertà non offre qualità, ma straguadagni a giornalisti e dirigenti politicizzati ed immeritata visibilità a personaggi senza arte ne parte. Come tutte le cose italiane l’abbonamento RAI è regolato ancora dalla normativa del tanto bistrattato periodo fascista. Alla sinistra in Tv questo non gli fa schifo.

Gli Abbonamenti Ordinari riguardano la detenzione nell’ambito familiare (abitazione privata) di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive. (art. 1 e 2 R.D.L. 21-2-1938 n. 246 e modificazioni successive).

Gli Abbonamenti Speciali riguardano la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive fuori dall'ambito familiare nell'esercizio di un'attività commerciale e a scopo di lucro diretto o indiretto: per esempio Alberghi, Bar, Ristoranti, Uffici etc..

In effetti la normativa, che si rifà a un Regio decreto del 1938 prevede che ‘apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive’ debbano pagare il canone che, per le aziende, è appunto speciale.

L'obbligo è stato istituito di fatto con l'articolo 1 del regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, con la seguente disposizione: "Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto. La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l'impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radiotelegrafici, fa presumere la detenzione o l'utenza di un apparecchio radio-ricevente"; il canone "speciale" di abbonamento alle radiodiffusioni è stato di fatto introdotto dall'articolo 2 del decreto legislativo luogotenenziale 21 dicembre 1944, n. 458, sostituendo il secondo comma dell'articolo 10 del regio decreto legge 23 ottobre 1925, n. 1917 con questa disposizione: "Qualora le radioaudizioni siano effettuate in esercizi pubblici o in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dell'ambito familiare, o gli apparecchi radioriceventi siano impiegati a scopo di lucro diretto o indiretto, l'utente dovrà stipulare uno speciale contratto di abbonamento con la società concessionaria". Tale norma introduce in modo più chiaro ed esteso il criterio di distinzione per l'applicazione del canone speciale e del canone ordinario. Corrisponde al vero che esiste l'obbligo di pagamento se si detiene in ufficio, studio o negozio un apparecchio televisivo (adatto alla ricezione delle trasmissioni). Tuttavia è importante evidenziare che il tutto non si applica nel caso di monitor non dotati di sintetizzatore di frequenza. Anche se in apparenza le pagine della Rai paiono dare la sensazione che si tratti di una disposizione riferita solo agli alberghi, bar, ed esercizi simili. Sottolineamo che l'obbligo c'è ANCHE PER UFFICI, NEGOZI, STUDI, indipendentemente dall'uso che ne viene fatto. Bisogna evidenziare che l'obbligo vale esclusivamente nel caso si tratti di un televisore dotato di sintonizzatore (o con un videoregistratore dotato di sintetizzatore), perché si tratta di apparecchi atti alla ricezione. Non esiste obbligo per i monitor "puri" che non sono in grado di decodificare il segnale trasmesso via etere, e per i lettori di cassette o CD (non videoregistratori) che si limitano a leggere il segnale del nastro. Del pari è giusto sottolineare il fatto che se non c'è apparecchio televisivo (ricordiamo che la RAI semplicemente "ci prova"), ovviamente non si deve pagare, e non si può essere obbligati a compiere alcuna azione in merito. Vale a dire non opererebbe il principio della presuntività; tuttavia potrebbe esserci una verifica di ispettori della Rai, che comunque per legge non possono procedere ad ispezioni personali, né reali né sulle persone, nè sui luoghi di lavoro in quanto la legge non prevede in capo ai medesimi un siffatto potere di agire che andrebbe, se posto in essere, denunciato immediatamente all'autorità giudiziaria perché integranti fattispecie di reati ben precisi. La Rai ha inviato un’ingiunzione di pagamento a 5 milioni di imprese chiedendo il pagamento del canone su qualsiasi apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo: personal computer, videofonini, videoregistratori, iPad e sistemi di videosorveglianza.

Finora, la giurisprudenza non sembra lasciare molte vie d’uscita. Nel 2007, con sentenza del 20 novembre, la Corte di Cassazione ha stabilito che «il canone di abbonamento radiotelevisivo non trova la sua ragione nell’esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente, da un lato, e l’ente Rai, che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, dall’altro, ma costituisce una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio de quo». Ancora più stringente la posizione della Corte costituzionale del 1988: «Se in un primo tempo sembrava prevalere la configurazione del canone come tassa, collegata alla fruizione del servizio, in seguito lo si è piuttosto riconosciuto come imposta, facendo leva sulla previsione legislativa dell’articolo. 15, secondo comma, della legge n. 103 del 1975, secondo cui il canone è dovuto anche per la detenzione di apparecchi atti alla ricezione di programmi via cavo o provenienti dall’estero (sentenza n. 535 del 1988)».

Per l’ADUC il computer è soggetto al pagamento del canone Rai? L’annosa questione è stata oggetto di suoi quesiti alla Rai, interpelli all’Agenzia delle Entrate e di interrogazioni parlamentari al ministero delle Comunicazioni (ora Sviluppo economico), ma mai è stata fornita una risposta in tal senso. La Rai ha infatti risposto di non sapere se il pc era soggetto al canone e che si avrebbe dovuto chiederlo all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, deputata alla riscossione di questa tassa, ha risposto di non saper rispondere e di aver girato il quesito al Ministero delle Comunicazioni. Ad oggi non risulta che il Ministero abbia preso decisioni in merito. Nonostante ciò, la Rai sta comunque sollecitando le aziende e i professionisti a pagare il canone anche per i “computer collegati in rete (digital signage e similari)”.

E poi pagare per cosa?

Nel caos della prima serata del "Festival di Sanremo 2012" qualcuno della Rai, tra l'incredibile blocco del sistema di voto e il sermone di Adriano Celentano si è dimenticato di far trasmettere pubblicità per 650 mila euro. Chi è questo qualcuno? Forse riuscirà a scoprirlo, dopo "accurate e prolungate indagini", il "commissario" Marano "inviato prontamente sul posto" per "riportare l'ordine" al "Teatro Ariston". Nell'attesa, comunque, una cortese richiesta: poiché la Rai continua a buttare via in mille modi i suoi soldi, smetta almeno di assillare gli "abbonati per forza", cento volte al giorno, con la sua richiesta di versare il rinnovo del canone. I boiardi di Stato stanno bene attenti a costringere gli utenti a mantenerli con balzelli odiosi nella non curanza dei pseudo rappresentanti dei cittadini sganasciati in Parlamento.

Non dimentichiamoci una cosa e per chi non lo sapesse la diciamo ora. Di non solo Rai è vittima “rapinata” il povero imprenditore che ha una tv o una radio. Già. Per questo c’è un altro balzello: la SIAE. Società italiana Autori ed Editori. Be’, sì un tributo a chi crea arte e la pubblica e la distribuisce bisogna riconoscerlo. Si ma non è finita. A questi si aggiunge un altro mungitore alla vacca collettiva. Ecco a voi UN RISCOSSORE MUSICALE ALLA PORTA.

Il dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ed autore del libro “L’Italia del trucco, l’Italia che siamo”, denuncia l’ennesima anomalia italiana. “Non tutti sanno – dice il presidente – che, in tema di intrattenimento musicale, le direttive dell’Unione Europea e la legge sul diritto d’autore (vedi gli articoli 72, 73 e 73 bis, Legge n. 633/1941) riconoscono e tutelano sia i diritti degli autori, che compongono i brani (gestiti dalla Società Italiana Autori ed Editori), sia i diritti dei discografici, che realizzano le registrazioni musicali (gestiti in maggior parte dalla Società Consortile Fonografici). Il consorzio SCF è oggi composto da case discografiche major e indipendenti ed attualmente  tutela i diritti discografici di oltre 280 imprese, rappresentative di larga parte del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia. Ciò significa, che per sentire un brano musicale registrato, in qualunque modo e forma, è necessario riconoscere anche un compenso al SCF, diritto autonomo rispetto a quanto dovuto alla SIAE. 

Ciò, per entrambi, avviene comunemente nei seguenti contesti:

      trasmissioni radiofoniche e televisive;

      trasmissioni via satellite;

      attività che utilizzano musica a scopo di lucro (es. discoteche, sfilate di moda, corsi di fitness);

      attività per le quali la musica in diffusione di sottofondo costituisce un elemento di valore aggiunto al business (es. bar, ristoranti, alberghi, esercizi commerciali, studi od esercizi professionali, oratori parrocchiali, circoli privati, feste patronali, ecc).

Il compenso è dovuto anche nel caso in cui la diffusione dell’opera avvenga senza fine di lucro (in auto o in casa). Ai sensi della legge sul diritto d’autore, non pagare i diritti alla SIAE o alla SCF comporta l’applicazione della sanzione penale, oltre che amministrativa. Per la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 00626/2007 resa l'8 giugno 2007 dalla terza sezione penale, la diffusione di musica registrata senza aver versato i diritti connessi alle imprese discografiche per la riproduzione dei brani musicali, in questo caso rappresentate da SCF, Società Consortile Fonografici, viola la legge sul diritto d’autore e assume rilevanza penale. Solo che il Conna, ente rappresentativo degli interessi di molte emittenti radiotelevisive, disconosce tale sentenza rilevando che l'articolo 180 della legge 633 del 22 aprile del 1941 dice che l'attività di intermediario è riservata in via esclusiva alla Siae e al punto 3 aggiunge che essa curerà la "ripartizione dei proventi medesimi fra gli aventi diritto". Un brutto colpo per i cittadini italiani, che dell’intrattenimento musicale fanno il loro stile di vita, salvo far finta di niente, fino a quando non si presenta qualcuno alla porta, che ce lo ricordi.”

Autorizzati alla pubblicazione. Il contatto è pubblico ed amicale. Se disturbo rispondi “Cancella”.

Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ONLUS

099.9708396 – 328.9163996

www.controtuttelemafie.it - www.telewebitalia.eu

 

 

15.02.2012: Menthalia, il debutto

COMUNICATO STAMPA

 

 

Grande successo per la serata inaugurale della società di comunicazione Menthalia ospite dell'Hotel Santa Lucia di Napoli.

 

 

È questa la suggestiva location scelta dalla neonata agenzia di comunicazione per il debutto in società. Serata in stile purple, come il colore sociale dell'azienda, che ha trasformato l'elegante hall dell'albergo partenopeo in una frizzante area lounge, in cui liberi professionisti, specialisti del settore medico e farmaceutico, si sono mescolati al fianco di artisti, giornalisti e professionisti della comunicazione, tra birra ghiacciata offerta dalla Pilsner Urquell e simpatici finger food.

 

Social networking, viral marketing e web communication il fil rouge della serata in cui, tra gioco e solidarietà, gli ospiti hanno aderito all'iniziativa "purple people", la community virtuale di Menthalia: un mondo viola dal DNA spiccatamente social, per essere aggiornati e coinvolti dalle novità e dagli eventi nel panorama della comunicazione.

 

Tra spunti creativi e networking professionale la serata ha ospitato anche la mostra fotografica "Faces" di Maurizio Visconti: un'esposizione di ritratti che portano alla luce i volti nascosti nel contesto urbano, attraverso rassomiglianze e corrispondenze tra oggetti e visi umani.

Piena la soddisfazione per la serata espressa da Marco Iazzetta, General Manager Menthalia, e da tutto il suo team, calorosa la partecipazione degli ospiti che sono intervenuti all'evento.

È il caso di dire: chi ben comincia…

 

 

 

Stefania Buonavolontà

Marketing & Communication

Mobile: +39 3287423108

Phone: +39 081 621911

E-mail: stefania.buonavolonta@menthalia.it

www.menthalia.it

Tutte le news della Rete le trovi sul:


Giornale online realizzato da una redazione virtuale composta da giornalisti e addetti stampa, professionisti di marketing, comunicazione, PR, opinionisti e bloggers. Il CorrieredelWeb.it vuole promuovere relazioni tra tutti i comunicatori e sviluppare in pieno le potenzialità della Rete per una comunicazione democratica e partecipata.

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.

L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.

Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License

CorrieredelWeb.it è un'iniziativa del Cav. Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista

indirizzo skype: apietrarota