La Regione Lazio ha trionfalmente annunciato l’accordo di collaborazione con Roma Capitale per affrontare l'emergenza cinghiali in città, sovvenzionando con 200 mila euro, nostri, gli interventi sul territorio romano.
L’emergenza cinghiali è un problema causato dai ripopolamenti a scopo venatorio sviluppati per decenni con esemplari provenienti dall’Europa dell’est, più robusti e prolifici della specie autoctona e le cui popolazioni, per la scarsità di predatori naturali, si stanno espandendo.
Sia la periferia romana che quartieri meno periferici costituiscono una forte attrattiva per questi animali per il facile reperimento di rifiuti alimentari nei cassonetti della spazzatura, nelle micro discariche ai bordi delle strade, nei siti di foraggiamento non protetti per animali domestici.
Ma l’accordo annunciato, in realtà, rimane in gran parte lettera morta come morti saranno i cinghiali in virtù degli “interventi di contenimento”.
Infatti il protocollo d’intesa, firmato nel 2019 tra Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Roma Capitale, per la gestione del cinghiale (Sus Scrofa L.) nel territorio di Roma Capitale, prevede tra l’altro di:
Operare nel rispetto degli animali quali esseri senzienti, riducendo al minimo lo stress nelle operazioni di contenimento.
Individuare e rendere disponibile una struttura regionale in grado di ricevere gli animali vivi catturati (oasi per cinghiali).
Provvedere alla pulizia delle aree pubbliche e aree verdi nel territorio ed evitare l’eccessiva crescita della vegetazione e la bonifica delle micro discariche su scarpate e cigli stradali.
Attuare una pulizia costante di cassonetti e cestini.
Installare recinzioni a protezione dei tratti stradali e delle zone più frequentate.
Promuovere e sostenere iniziative volte all’individuazione di metodi alternativi agli abbattimenti selettivi.
Tutto questo è stato fatto? No!
E lo si può anche vedere tutti i giorni intorno, nella città.
Solo la parte relativa al “controllo diretto” sarà, in definitiva, implementata: gli abbattimenti.
Commenta il presidente di Animalisti Italiani Walter Caporale: “Come sempre le soluzioni attuate dalle istituzioni si muovono solo nella direzione cruenta e facile degli abbattimenti di animali innocenti e il problema, frutto di scelte approssimative e colpevoli di enti venatori già in anni passati e inattività e inefficienza attuale degli enti preposti, continuerà a riproporsi ciclicamente. A pagare, come sempre, saranno gli unici incolpevoli. I cinghiali.”
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