“Lavoro, dignità e memoria: da Matteotti ai diritti di oggi”
Roma, 01.05.2026:- In occasione del Primo Maggio, la Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori, il nostro pensiero si unisce al ricordo di Giacomo Matteotti, figura simbolo della democrazia e del coraggio civile, che è stato anche Segretario della Camera del Lavoro di Ferrara. La sua voce, ferma nel denunciare lo sfruttamento, la violenza e l’ingiustizia sociale, rimane una bussola morale per chi ogni giorno difende il valore del lavoro libero, sicuro e dignitoso.
A un secolo dal suo sacrificio, l’Italia vive ancora sfide profonde legate al lavoro. Secondo l’INAIL, nel 2025 più di 1.090 persone hanno perso la vita sul lavoro – oltre mille nomi, mille famiglie spezzate – e i primi dati del 2026 non mostrano segnali di inversione di tendenza. Le morti sul lavoro non sono fatalità: sono la conseguenza di un sistema produttivo che troppo spesso antepone il profitto alla sicurezza, ignorando controlli, formazione e responsabilità.
Rendere il lavoro sicuro non è solo un dovere, ma un diritto costituzionale, parte integrante di quella libertà e giustizia per le quali Matteotti ha pagato con la vita.
Allo stesso tempo, l’Italia affronta una stagione di incertezza occupazionale. Come sottolineano CGIL, CISL e UIL, il tema centrale del 2026 è il “lavoro dignitoso”, in un contesto segnato da precarietà, salari stagnanti e diseguaglianze di genere. I dati CGIL indicano che il 10,2% degli occupati tra i 18 e i 64 anni vive in famiglie sotto la soglia di povertà. Questo significa che in Italia si lavora sempre di più, ma si vive sempre peggio: un’economia che non garantisce dignità non può dirsi giusta né sostenibile.
Serve un nuovo patto sociale che rimetta al centro la sicurezza, la stabilità e la giusta retribuzione come strumenti concreti per ricostruire fiducia, coesione e futuro.
Perché non c’è libertà senza indipendenza economica e dignità del lavoro.
Vincenzo Pirillo
Circolo Culturale "G. Saragat - G. Matteotti"

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