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martedì 18 marzo 2025

CHE GUEVARA tú y todos Un viaggio immersivo nella vita di una delle icone più leggendarie della storia moderna



Il Museo Civico Archeologico di Bologna ospiterà, dal 27 marzo al 30 giugno 2025, la mostra CHE GUEVARA tú y todos, un viaggio nella storia e nella vita di un uomo che ha segnato profondamente l'immaginario collettivo di intere generazioni, divenendo l'icona stessa del rivoluzionario: Ernesto Guevara de la Serna, universalmente conosciuto come Che Guevara.

 

Gli spazi del museo bolognese accoglieranno una significativa parte del vasto repertorio fotografico e documentaristico inedito dell'archivio del Centro de Estudios Che Guevara a L'Avana. La mostra offrirà al pubblico l'opportunità di esplorare, grazie a strumenti digitali e interattivi, i momenti cruciali della vita di Che Guevara, permettendo di scoprire la sua umanità, i suoi ideali e i suoi legami affettivi. Saranno contestualizzati gli eventi storici e geopolitici di un periodo cruciale, dagli inizi degli anni '50 alla fine degli anni '60 che ha profondamente influenzato più generazioni.

 

La mostra, ideata e realizzata da SIMMETRICO Cultura, è curata da Daniele Zambelli, Flavio Andreini, Camilo Guevara e María del Carmen Ariet Garcia, con una colonna sonora originale composta da Andrea Guerra. È prodotta da Alma e dal Centro de Estudios Che Guevara, il cui archivio è riconosciuto patrimonio di interesse "Memoria del Mondo" dall'UNESCO nel 2013, in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, l'Università IULM e il Settore Musei Civici | Museo Civico Archeologico Bologna, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, dell'Ambasciata di Cuba in Italia, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna.

 

La realizzazione del progetto ha visto la stretta collaborazione della moglie di Che Guevara, Aleida March, e del figlio Camilo Guevara, scomparso nel 2022, a cui l'intero progetto espositivo è dedicato.

 

Il significato del titolo: tú y todos

 

Il titolo della mostra, tú y todos, riprende un verso intenso e toccante di una poesia che Che Guevara scrisse alla moglie Aleida prima della sua partenza per la Bolivia, dove fu catturato e assassinato il 9 ottobre 1967, dopo un lungo interrogatorio.

Questo titolo sottolinea l'intento della mostra: restituire una dimensione intima e consapevole alla figura di Ernesto Che Guevara, distaccandola dal mito del guerrigliero intransigente e senza paura, costruito dai media dell'epoca, sia a favore che contro a seconda dello schieramento politico di appartenenza. La mostra racconterà l'uomo, il personaggio politico e il contesto storico in cui visse, attraverso oltre 2.000 documenti inediti, tra cui lettere, appunti, diari, fotografie scattate da lui stesso, immagini ufficiali e private, scritti autografi e video dell'epoca.

 

Un progetto per tutti

 

CHE GUEVARA tú y todos si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, con l'obiettivo di raccontare una figura iconica e contemporanea come quella di Che Guevara. La mostra pone il visitatore al centro, coinvolgendolo direttamente e rendendolo parte attiva dell'esperienza, attraverso un approccio innovativo alla divulgazione, il percorso mira a creare una connessione emotiva con i visitatori, proponendo una riflessione su tematiche ancora attuali. La visita non sarà un percorso passivo, ma un'esperienza vissuta attivamente, in cui il pubblico si sentirà parte integrante del racconto.

 

Il percorso espositivo

 

Il percorso della mostra è strutturato in tre livelli narrativi, ciascuno dei quali utilizza soluzioni multimediali specifiche e mirate, di particolare efficacia comunicativa:

Contesto storico e geopolitico

Il primo livello narrativo, di stampo giornalistico, introduce immediatamente il visitatore al quadro geopolitico dell'epoca, ponendo le basi per comprendere il contesto in cui Che Guevara ha vissuto e agito.

Biografia

Il secondo livello, di natura biografica, presenta materiali d'archivio inediti che ripercorrono gli eventi pubblici e privati della vita di Che Guevara: dai suoi celebri discorsi ufficiali alle riflessioni sull'educazione, la politica estera, l'economia, il significato della rivoluzione e la speranza nell'"Uomo Nuovo".

Dimensione intima

Il terzo livello, più intimistico, si sviluppa attraverso frammenti dei suoi scritti personali, come diari e lettere ai familiari e agli amici, fino alle registrazioni inedite delle poesie che Guevara compose per la moglie Aleida. Questo livello rivela i dubbi, le contraddizioni e le riflessioni che caratterizzavano l'uomo dietro il mito.

 

Una narrazione immersiva

 

La mostra si apre con una sfida simbolica per il visitatore: superare una "linea gialla". Una parete a fasce mobili, retroproiettata, mostra immagini edulcorate degli anni '50 – provenienti da Hollywood, dalla moda e dalla pubblicità delle grandi imprese consumistiche – che all'avvicinarsi del pubblico si dissolvono, rivelando un'altra realtà: quella della povertà, delle malattie, delle ingiustizie sociali e della mancanza di libertà, con un semplice passo riviviamo lo sconcerto del giovane Ernesto di fronte alla sofferenza degli ultimi e degli emarginati nei suoi viaggi in America Latina prima di diventare "Il Che".

 

Rientrando in Argentina, Ernesto annota: "Il personaggio che ha scritto questi appunti è morto quando è tornato a posare i piedi sulla terra d'Argentina, e colui che li riordina li ripulisce: "io", non sono io; perlomeno non si tratta dello stesso io interiore. Quel vagare senza meta per la nostra "Maiuscola America" mi ha cambiato più di quanto credessi". (Ernesto Guevara in Notas de viaje. 1952)

 

Superata questa soglia, il visitatore intraprende un viaggio nella vita di Ernesto Guevara, divenuto "El Che". Centinaia di pensieri, diari e lettere permetteranno di esplorare in modo approfondito una delle personalità più complesse e influenti del XX secolo.

La narrazione si snoda lungo una linea temporale arricchita da immagini storiche, filmati e registrazioni di discorsi, dal 1959 – "Anno della Liberazione" di Cuba – fino al 1967, l'anno della missione in Bolivia, l'ultima avventura.

Tre installazioni speciali, disseminate lungo il percorso, permettono al pubblico di incontrare non solo il personaggio storico, ma anche l'uomo, con le sue riflessioni e le sue emozioni.

 

Un finale stra-ordinario

 

La mostra si conclude con un'installazione multidimensionale, realizzata dall'artista americano Michael Murphy, pioniere della Perceptual Art. L'opera, intitolata Che: ritratto di Ernesto Guevara, è una ricostruzione tridimensionale del celebre ritratto del Che, capace di trasformarsi nella sua altrettanto iconica firma.

 

Il direttore artistico e curatore della mostra, Daniele Zambelli, racconta:

 

"Dopo due anni di lavoro, ciò che mi rimane di questo dialogo ideale con Ernesto Che Guevara è la scoperta di un uomo intenso, che ha dedicato tutto sé stesso al servizio di un'idea 'stramba': un'umanità che ha come imperativo morale l'evoluzione verso una società più giusta. Un intellettuale che ha trasformato l'utopia dell''uomo nuovo' in azione concreta, lavorando per costruire una società orientata al bene comune, una società che non dimentica gli ultimi. Un uomo che sentiva davvero, sul proprio volto, il bruciare dello schiaffo dato dal potere a una moltitudine di uomini e donne privati di speranza e dignità.

Dietro l'intellettuale e il rivoluzionario, però, ho scoperto anche la persona: fedele ai propri ideali, certo, ma anche attraversata da dubbi e incertezze. Le sue scelte, talvolta compiute con piena partecipazione, altre volte con sofferenza, sono sempre state una risposta a un imperativo morale di giustizia sociale, un impegno pagato sempre in prima persona.

Possiamo non essere completamente d'accordo con le sue idee o con i metodi adottati, ma resta per me profondo il rispetto per un uomo che non si è mai nascosto con ipocrisia dietro le parole, ma ha dato forma alle sue convinzioni attraverso le azioni, contribuendo a dare voce a chi non ne aveva.

Spero che la mostra permetta al pubblico, soprattutto ai più giovani, di instaurare un proprio dialogo ideale con il personaggio e con quel periodo storico così cruciale. Comprendere meglio il passato è essenziale per interpretare il presente che oggi viviamo".


Biglietti acquistabili su: https://www.ticketone.it/artist/che-guevara-tu-y-todos/

Al via il Concorso "Designer's Table" per ripensare gli oggetti da cucina italiani e coreani

Il contest è promosso da KOFICE, Korean Foundation for International Cultural Exchange, che porterà i progetti vincitori in mostra a Seoul e a Milano entro il 2025

 

 

Cercasi giovani design per reinterpretare la cultura del design in cucina. Questo l’obiettivo del concorso per il progetto "Designer’s Table", promosso da KOFICE, Korean Foundation for International Cultural Exchange, in occasione del "2024-2025 Anno di Scambio Culturale tra Corea e Italia", rivolto a giovani designer italiani e coreani.

Le iscrizioni per partecipare a "Designer’s Table" saranno aperte dal 17 marzo al 21 aprile, al termine del quale i vincitori potranno partecipare a un ciclo di mentoring, workshop e di esporre i propri progetti nelle principali capitali del design mondiale. Questo il link per partecipare: http://www.design.co.kr/event

 

Un concorso che premia le sinergie culturali

Ai giovani designer sarà chiesto di sviluppare un concept innovativo in ambito Craft & Design con l’obiettivo di esplorare e reinterpretare gli elementi che compongono la cultura del design italiana e coreana in cucina, tra cui stoviglie, piatti, posate e bicchieri per la tavola. L'iniziativa, che celebra la cooperazione culturale tra le due nazioni e promuove la conoscenza del design e dell’artigianato attraverso la fusione delle tradizioni dei due Paesi, offre anche un'importante visibilità internazionale, con mostre programmate a Seoul, in Corea, e a Milano, in Italia, a novembre 2025.

Caratteristiche e modalità di partecipazione

Il concorso è aperto a giovani designer provenienti sia dall’Italia che dalla Corea, che potranno presentare le loro proposte progettuali incentrate sulla creazione di un tavolo di design innovativo, in grado di unire estetica e funzionalità. I progetti selezionati saranno realizzati e presentati in occasione di un’agenda eventi che si svolgeranno nell’ambito delle iniziative di scambio culturale Italia -Corea.

 

 

La partecipazione al concorso, compresa tra il 17 Marzo e il termine ultimo del 21 Aprile, si intende gratuita, previo rispetto delle scadenze e delle modalità di iscrizione. Potranno partecipare al concorso giovani designer (dai 20 ai 39 anni) di nazionalità italiana residenti in Italia e attivamente impegnati nel campo dell'artigianato e del design, con conoscenza dell'inglese

Al termine del concorso saranno selezionati e premiati 6 designer meritevoli, che si saranno distinti per aver saputo cogliere e interpretare gli elementi che compongono la cultura del design in cucina italiano e coreano in chiave Craft & Design.

I vincitori saranno tra i protagonisti di due mostre che si svolgeranno nel mese di novembre 2025, rispettivamente in Corea (Seoul): Dal 12 al 20 novembre al Seoul Design Festival, Seochon Lounge e in Italia (Milano): Dal 20 al 30 novembre presso Corso Como 10.

 

Per informazioni: 

kofice.italy@gmail.com;

https://seoul.designfestival.co.kr/en/main/

https://opposite-double-668.notion.site/Korea-Italy-Young-Designer-Collaboration-Project-Designer-s-Table-1af873e43f36804d9db0d1078ff66eb4

 

 

KOFICE

La Korean Foundation for International Cultural Exchange (KOFICE) è un'istituzione incaricata dello scambio culturale internazionale designata dal Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica della Corea del Sud. KOFICE si dedica alle seguenti attività: eventi di scambio culturale bilaterale, networking globale, ricerca e studi e programmi di formazione professionale per esperti in settori correlati.

Polizze Catastrofali Obbligatorie per le Imprese: Scadenza Imminente e Novità su Cauzioni e Fideiussioni

Roma, 18 marzo 2025 – Il 31 marzo 2025 segnerà un'importante svolta per le imprese italiane: entrerà in vigore l'obbligo di sottoscrivere polizze responsabilità civile e catastrofali per tutelarsi dai rischi derivanti da eventi naturali estremi. Questo obbligo, introdotto dalla Legge 30 dicembre 2023, n. 213, riguarda tutte le aziende operanti sul territorio nazionale, con l'obiettivo di garantire maggiore sicurezza e stabilità economica.

Oltre alle nuove coperture obbligatorie, il governo ha introdotto aggiornamenti anche nel settore delle garanzie finanziarie per gli appalti pubblici. In particolare, le modifiche legislative prevedono una maggiore flessibilità nella stipula della fideiussione assicurativa, offrendo alle imprese un'alternativa vantaggiosa rispetto alle tradizionali garanzie bancarie. Questo cambiamento consente alle aziende di ridurre l'impatto sulle proprie linee di credito e di partecipare con maggiore facilità alle gare d'appalto.

Un altro aspetto rilevante riguarda la cauzione definitiva, che subirà modifiche nei criteri di calcolo e nelle modalità di presentazione, con l'obiettivo di semplificare gli adempimenti per le imprese e ridurre i costi associati alla partecipazione agli appalti pubblici.

Le aziende sono invitate a mettersi in regola entro la scadenza del 31 marzo 2025, per evitare sanzioni e possibili esclusioni dai benefici fiscali e dagli incentivi statali.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: whssrl.com

venerdì 14 marzo 2025

Le Nuove Normative 2025 Rivoluzionano il Settore delle Cauzioni Assicurative: Opportunità per le Imprese

Milano, 14 marzo 2025 – Le recenti modifiche legislative introdotte nel 2025 stanno trasformando il panorama delle cauzioni assicurative in Italia, offrendo alle imprese nuove soluzioni per gestire le garanzie richieste in ambito pubblico e privato.

Una delle principali innovazioni riguarda l'adozione della fideiussione assicurativa come alternativa alle tradizionali garanzie bancarie. Questo strumento consente alle aziende di partecipare alle gare d'appalto con maggiore flessibilità e minor impatto sulle proprie linee di credito. Inoltre, la riduzione della garanzia provvisoria al 2% dell'importo totale della gara, con possibilità di ulteriori riduzioni, rappresenta un significativo vantaggio economico per le imprese.

Un'altra novità riguarda la cauzione definitiva, che ora prevede condizioni più favorevoli per le aziende, facilitando l'accesso agli appalti pubblici e promuovendo una maggiore competitività nel mercato.

Inoltre, l'introduzione di polizze responsabilità civile obbligatorie per le imprese partecipanti alle gare d'appalto garantisce una maggiore tutela sia per le aziende stesse che per le stazioni appaltanti, assicurando una copertura adeguata contro potenziali rischi finanziari derivanti da richieste di risarcimento.

Queste riforme mirano a semplificare le procedure, migliorare la trasparenza e ridurre gli oneri economici per le imprese, rendendo il settore delle cauzioni assicurative più efficiente e accessibile.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: https://www.whssrl.com

giovedì 13 marzo 2025

Macchinari per gelato industriale: LAIeF cresce nel mercato globale

LAIeF cresce nel mercato globale con i suoi macchinari per il gelato industriale, protagonista alla BAPA Foodpro Expo a Dhaka, in Bangladesh e alla Feria del Helado a Guadalajara, in Messico.
 
Il mese di febbraio si è rivelato un periodo chiave per LAIeF, che ha consolidato la sua presenza internazionale partecipando a due tra le più importanti fiere del settore: la BAPA Foodpro International Expo in Bangladesh e la Feria Internacional del Helado y la Paleta in Messico. Due eventi strategici, in due continenti diversi, che hanno offerto all'azienda l'opportunità di rafforzare il proprio posizionamento globale e di presentare le ultime innovazioni nel campo dei macchinari per la produzione di gelato industriale.
BAPA Foodpro International Expo: il cuore dell'industria alimentare asiatica
Dal 25 al 27 febbraio, Dhaka ha ospitato la BAPA Foodpro International Expo, un evento di riferimento per l'industria F&B del panorama asiatico. La fiera ha visto la partecipazione di aziende provenienti da tutto il mondo, pronte a presentare soluzioni innovative e tecnologie all'avanguardia per rispondere alle esigenze di un mercato in continua espansione.
Per noi di LAIeF, essere presenti a questa fiera ha significato molto più che esporre i nostri macchinari per la produzione di gelato industriale: è stata un'occasione per entrare in contatto con nuovi partner, approfondire le esigenze del mercato asiatico e confermare la nostra capacità di offrire soluzioni su misura, efficienti e sostenibili. L'Asia, infatti, rappresenta un'area di crescita strategica, con una domanda sempre più elevata di prodotti di qualità e tecnologie capaci di ottimizzare la produzione industriale.
In particolare, il settore dei macchinari per la produzione di gelato industriale sta registrando un forte sviluppo in questa regione, grazie anche alla crescente richiesta di prodotti caseari e dolciari. LAIeF ha avuto modo di presentare le proprie tecnologie avanzate, in grado di migliorare l'efficienza produttiva e garantire elevati standard qualitativi, rispondendo alle esigenze di un'industria in evoluzione.
Feria Internacional del Helado y la Paleta: il cuore del gelato in America Latina
Pochi giorni dopo, dal 27 febbraio al 1 marzo, LAIeF ha fatto il suo ingresso alla Feria Internacional del Helado y la Paleta di Guadalajara, uno degli eventi più attesi per i professionisti del settore in America Latina. Questa edizione ha avuto un significato speciale, celebrando il 20° anniversario della fiera con un programma ricco di eventi, workshop e dimostrazioni dal vivo, tutte incentrate sulle ultime tendenze del mondo del gelato e dei ghiaccioli.
Essere presenti in Messico ha rappresentato per noi di LAIeF un'opportunità per rafforzare i legami con il mercato latinoamericano, dove la produzione del gelato industriale è in forte espansione. L'azienda ha potuto mostrare le proprie soluzioni progettate per garantire qualità, efficienza e personalizzazione ai produttori locali. La crescente domanda di attrezzature innovative nel settore del gelato in America Latina conferma il potenziale di espansione in questa regione, e LAIeF si è posta come partner ideale per le aziende che desiderano investire in tecnologie all'avanguardia.
Un'azienda sempre più globale nel mercato del gelato industriale
La partecipazione a questi due eventi sottolinea l'ampia portata dell'espansione di LAIeF nel mercato globale del gelato industriale. Ormai presente in tutti i continenti, l'azienda continua a crescere, portando innovazione e affidabilità nei mercati più dinamici del mondo. L'obiettivo rimane chiaro: supportare le aziende del settore con tecnologie all'avanguardia, capaci di rispondere alle esigenze del mercato globale del gelato industriale e di anticipare le sfide del futuro.
Con una visione orientata alla qualità, all'innovazione e alla sostenibilità, LAIeF conferma ancora una volta il proprio ruolo di protagonista nel settore dei macchinari per la produzione di gelato industriale:
  • Macchine lineari e rotative per la produzione industriale di gelati su stecco, personalizzabili in tutti i loro componenti (stampo, dosatore, stecchinatrice, granellatore, linea di confezionamento) e idonee per una produzione di qualità di un numero elevato di gelati.
  • Differenti capacità di produzione: fino a 22.000 pezzi.
  • Macchine sandwich per la produzione di gelati biscotto: una vasta gamma che varia in funzione di flessibilità e capacità: da 3.000 fino a 15.000 gelati-biscotto all'ora.
  • Macchine per torte gelato estruse: il prodotto finale viene estruso in continuo su vassoi di plastica, trasportati con una catena a pioli lungo la linea di produzione.
  • Macchine incartatrici in acciaio inox, realizzate per le specifiche esigenze di una fabbrica di gelato, dove umidità e lavaggi con agenti chimici mettono a dura prova i materiali utilizzati.
  • I nostri Top Products, per ottenere gelati su misura per ogni nostro cliente
E il viaggio continua, con nuove sfide e opportunità all'orizzonte.
 
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU www.laief.it/macchinari-gelato-industriale-laief-mercato-globale/


mercoledì 12 marzo 2025

L’amore disonesto è l’assoluto protagonista del nuovo libro del raccontastorie

Prevista per fine marzo l'uscita del nuovo attesissimo libro di Giuseppe Bianco

Uno scritto capace di toccare corde intime, un viaggio nei labirinti del cuore.

 

 

L'opera risulta di grande impatto. I racconti propongono una carrellata di vicende e situazioni, mettendo in luce le diverse sfumature dell'amore, soprattutto quando si presenta e richiede di essere ascoltato, vissuto, senza farsi domande e senza pianificazioni.

Ogni racconto mette in risalto emozioni e sensazioni diverse, tutte intense e ineludibili.
La raccolta è caratterizzata da uno stile personale ben delineato, il ritmo della narrazione è incalzante
e permette al lettore di calarsi all'interno di ogni racconto e assaporare l'atmosfera che lo caratterizza.

Tutti i racconti - ben strutturati, dinamici e coinvolgenti - propongono storie che appassionano e sconvolgono, toccano aspetti intimi e profondi, lasciando un'impronta tangibile.

Appuntamento a fine marzo per questo nuovo viaggio che lascerà un segno, sicuramente destinato a far discutere e riflettere.

Non ci resta che allacciare le cinture e viaggiare sulle ali di queste nuove, inimmaginabili emozioni.

 

 

Il racconta storie Bianco – Ufficio stampa

Rita Esposito

 

FB Il raccontastorie Bianco

 

 

Carlo De Carli Corollario

 

Carlo De Carli Corollario

Dal 17 marzo al 7 maggio 2025, la mostra Carlo De Carli Corollario, al Politecnico di Milano, riporta in primo piano l’opera di De Carli, tra i protagonisti dell’architettura e del design italiano del secondo dopoguerra.

Arredi, disegni, modellini, dipinti e ciclostilati originali delle sue lezioni consegnati ogni giorno agli studenti, editoriali scritti per le riviste da lui dirette – Il Mobile Italiano (1957-1960) e Interni (1967-1971) – fino a biglietti, lettere e disegni di amici e colleghi come Carlo Mollino, Gio Ponti, Luigi Moretti, Lucio Fontana, Roberto Sambonet, Marco Zanuso, Giovanni Muzio e Mario Sironi. Sono tra i materiali inediti e originali, mai esposti in numero così rilevante e in un’unica occasione, al centro della mostra Carlo De Carli Corollario, organizzata e ospitata dal Politecnico di Milano dal 17 marzo al 7 maggio 2025 e curata da Lola Ottolini, Margherita De Carli, Claudio Camponogara, Gianni Ottolini e Roberto Rizzi.

L’opera e il pensiero di Carlo De Carli – vincitore del premio Compasso d’Oro nel 1954, il primo della storia – sono oggi quanto mai attuali: il suo approccio sperimentale nell’uso di materiali tradizionali e nuovi, spinti al limite delle loro potenzialità; l’esattezza del disegno nella definizione delle forme dell’architettura e dell’arredo e, soprattutto, l’idea fondativa di Spazio Primario, dove solo l’azione dell’uomo e la sua relazione con l’ambiente e con l’oggetto ne definiscono il senso. Per De Carli non esiste infatti un sostanziale cambiamento di pensiero tra il disegno di una casa o di una sedia: entrambi sono basati sull’attenzione ai gesti e alla vita di chi abita; cambiano solo gli specifici aspetti funzionali e le possibili declinazioni materiche ed estetiche.

Carlo De Carli Corollario indaga la filosofia progettuale dell’architetto attraverso molteplici approfondimenti, i “corollari” appunto, che ricomposti in un quadro d’insieme ne descrivono metodo e linee di ricerca: Il pensiero e le parole, Il regalo della pittura, Corrispondenze di sensi, Attualità dei mobili, Trame espositive, Ricerca in architettura, Il progetto del mobile, L’insegnamento e la scuola.


Carlo De Carli Corollario

17 marzo – 7 maggio 2025

Lunedì – venerdì, ore 10.00 – 19.00 | Ingresso libero | Opening: lunedì 17 marzo, ore 18.00

Politecnico di Milano, via Ampère 2, Spazio mostre Guido Nardi, Edificio 11, piano terra

A cura di: Lola Ottolini, Margherita De Carli, Claudio Camponogara, Gianni Ottolini, Roberto Rizzi
Con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano e di ADI Lombardia

Allestimento: Sixplus Architetti

Progetto grafico: Cristina Ottolini

Comunicazione: in.circle

Si ringraziano: GUBI, Cassina, Franzi, HI LITE Next, Falegnameria Invernizzi, Pacifici, Alveco



 


Carlo De Carli

Carlo De Carli, milanese, classe 1910, ha progettato edifici pubblici e privati, interni e arredi, conducendo contemporaneamente una vasta attività di ricerca e didattica. Professione, riflessione teorica e insegnamento sono per De Carli un unico grande ambito per confermare il valore del progetto di architettura. Da giovane architetto, è entrato nello studio di Gio Ponti, con cui ha collaborato per anni in ambito professionale e accademico, succedendogli nel 1962 come docente di Architettura degli Interni al Politecnico di Milano. Ha realizzato numerosi elementi d’arredo, collaborando con le principali industrie italiane del mobile, come Cassina e Tecno, e ha promosso numerose iniziative tese a incrementare e qualificare la collaborazione tra produttori e designer. In anni recenti, diverse aziende italiane e straniere hanno intrapreso processi di riedizione di alcuni suoi mobili con estrema attenzione alle intenzioni originarie del progettista e con altrettanta attenzione alla valorizzazione dell’attualità del suo design. Nel 1954, con la sedia 683 prodotta da Cassina, ha vinto il primo Compasso d’Oro e il premio Good Design del MoMA; nel 1957, con la poltrona Balestra prodotta da Tecno, il Gran Premio dell’XI Triennale. Sempre nel 1957, ha fondato il giornale Il Mobile Italiano con cui ha sostenuto il rilancio dei tradizionali centri produttivi del mobile. Dal 1966 al 1971 ha diretto la Rivista dell’arredamento, a cui ha cambiato il nome in Interni, orientandone così il nuovo corso. Docente ordinario di Architettura degli interni, Arredamento e Decorazione, dal 1965 al 1968 è stato preside della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove ha insegnato fino al 1986. Fortemente legato al mondo dell’arte, ha collaborato con artisti come Lucio Fontana, Aligi Sassu, Agenore Fabbri, Umberto Milani, in quell’intreccio tra arte e architettura che ha contraddistinto l’opera dei maestri del secondo dopoguerra. Legame testimoniato in modo approfondito dalla mostra Carlo De Carli Corollario.


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