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giovedì 23 novembre 2017

EDOARDO PASTEUR DANGEROUS MAN È L’ALBUM D’ESORDIO DEL SONGWRITER GENOVESE


Un sound fortemente influenzato dal rock d'autore d'impronta americana si fa perno di un percorso narrativo che, ponendo le proprie radici nella letteratura e nel cinema d'oltreoceano, sa coniugare a perfezione ricchezza di contenuti e capacità d'intrattenere.

"Dangerous man" è la raccolta di tredici pezzi scritti e cantati dal songwriter Edoardo Pasteur, col supporto di una band di validissimi musicisti (Luca Borriello, Giacomo Caliolo, Toni Colucci, Pino Di Stadio, Stefano Molinari, e Marco Biggi nel mixaggio e mastering), che sono riusciti a catturare le atmosfere suggestive evocate dall'autore. Lampanti appaiono le sonorità con netti riferimenti alla musica rock americana: dalla poesia in musica che spazia da Bruce Springsteen a Bob Dylan, fino ad arrivare al rock più strong di Robbie Robertson e alla classe di Leonard Cohen.




I testi – in inglese – strutturano tante piccole sceneggiature musicate. È chiara infatti l'influenza che sull'autore hanno avuto la letteratura americana e il grande cinema, con omaggi a cult movies come Big Fish di Tim Burton e al mitico The Warriors di Walter Hill, e ad autori come Cormac McCarthy, T.E. Lawrence, e Salinger. Accanto all'ascendente strettamente culturale non di seconda importanza appare lo sguardo all'attualità contemporanea.



GUARDA IL VIDEO DEL SINGOLO IN RADIO "I GOT A NAME"



TRACK BY TRACK

. L'album si apre con Big Fish, ispirato all'omonimo cult movie di Tim Burton. E si apre in grande, con questa musica suggestiva e grintosa, e con liriche asciutte e poetiche che raccontano la storia del main character, che si sovrappone al rapporto di ammirazione dell'autore nei confronti del padre, anch'egli un "big fish in a small pond", come l'eroe del film.

. Il secondo pezzo, Dangerous Man, ispirato da Seven Pillars of Wisdom di T.E. Lawrence, dà il titolo all'album e con la sua atmosfera onirica parla dei liberi pensatori, dei sognatori, uomini pericolosi da cui occorre stare alla larga.

. Il terzo pezzo è la suggestiva e commovente Brothers (Paris, 13th November 2015), dedicato alle vittime del Bataclan. "Raise your hands to the skies, west of Moon, east of Sun, hold your breath in a silent prayer, ask the wind the tale of life…".

. Fire (Prometeus Song) si rifà alla mitologia greca ed è la storia in salsa rock del fuoco rubato agli dei per farne dono agli uomini.

. Let it rain è una poetica ballad che trasmette magiche suggestioni.

. Princess gaze è una favola, che con le sue cornamuse e l'atmosfera affascinante da Highlands scozzesi racconta un incantesimo che si spezza grazie a una canzone d'amore.

. The Runaway train è la storia di un addio, di un appuntamento sul fiume per un ultimo bacio prima della partenza verso un simbolico Ovest.

. Hey hey you (The warriors) è un pezzo molto dylaniano, ispirato a un altro cult movie, I guerrieri della notte di Walter Hill, la storia della favolosa fuga di una gang giovanile in una New York notturna. Cattura le suggestioni e la magia della giungla d'asfalto metropolitana.

. Come sit by my fire è una sognante e suggestiva dichiarazione d'amore, con le sue liriche evocative e piene di poesia.

. Whatever it takes è ispirata a coloro che in tutti i tempi e a tutte le latitudini hanno attraversato i mari, veri o simbolici. Piena di fascino e di passione.

. I got a name è assieme una appassionata dichiarazione d'amore verso la vita e un'invettiva verso coloro che vogliono rubare i nostri sogni. "Frankly speaking, I don't give a damn" è una divertente citazione della battuta più famosa della storia del cinema, quel "francamente me ne infischio…" detto da Rhett Butler in Via col vento… E non manca una finale citazione kiplingiana, quell'unforgiving minute della poesia "If".

. Carry the fire è una struggente rock ballad, ispirata da The Road di Cormac McCarthy.

. E, per finire, un'autentica chicca, la sorprendente Child of the storm, che ospita la cantante EleNina Barberis, con una struggente recitazione in stile Leonard Cohen inframmezzata da una bellissima e appassionante parte cantata.

Autoproduzione

Pubblicazione album: 10 luglio 2017


BIO

Edoardo Dado Pasteur, songwriter genovese, fino a pochi anni applicava il suo entusiasmo e la sua creatività allo sport; correva le maratone grazie alle quali ha attraversato il mondo, intervallando le proprie settimane con duri allenamenti. Lasciate le scene agonistiche, si è trovato con una quantità di tempo libero fino ad allora impensata, e si è chiesto come impiegarlo. Un rapido esame delle cose che avrebbe voluto fare, e che aveva sempre rimandato. Ha pensato allora di mettere a frutto la sua vecchia passione per la scrittura (ha anche avuto l'onore della pubblicazione di un suo racconto per Canneto Editore) che ha dato origine a una produzione musicale sorprendente, grazie al supporto di una serie di musicisti di grande livello, da lui riuniti in un progetto chiamato Rolling Dice. La sua musica, di stampo americano, è ispirata dai grandi di quella tradizione: Springsteen, Bob Dylan, Robbie Robertson, e all'amore per la letteratura e per le suggestioni del cinema.

Contatti e social

Pagina Facebook www.facebook.com/Edoardo-Pasteur-Rolling-Dice-1129621510428526/






FABIO BIALE “IL BOLO ISTERICO” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “LA GRAVITÀ SENZA PESO”



Il poliedrico musicista già vincitore di un Premio Bindi di una Targa Tenco, sceglie ora uno swing alla "Django Reinhardt" per raccontare la tipica sensazione di nodo alla gola che opprime chi accumula rabbie senza mai liberarsene.


«Il bolo isterico è una fastidiosa sensazione di groppo in gola, come un dito che preme la base del collo, una cravatta troppo stretta. La medicina riconosce questo disturbo fin dall'antichità ma non si può dire che ne sia venuta a capo». Fabio Biale


Questa è una canzone che vuole essere un urlo (strozzato) liberatorio, una richiesta di consulto medico (gratuito, dopo tanto pagare a vuoto), un pretesto per mandare a quel paese tutto quello che rimane in gola e teniamo dentro fino a farci del male.





Il pezzo è estratto dall'album "La gravità senza peso". Nel disco, registrato da Rossano Villa presso l'Hilary studio di Sori e masterizzato da Marco Canepa, Fabio Biale è accompagnato da Riccardo Barbera (contrabbasso), Saverio Malaspina (batteria), Fabio Vernizzi (pianoforte), Stefano Ronchi (chitarre), Luca Falomi (chitarre), Marco Vescovi (chitarra manouche), Stefano Cabrera (violoncello), Giorgia Mammi (clarinetto).

Il disco è impreziosito dalla presenza di alcuni ospiti tra i quali Zibba, Dario Canossi dei Luf e l'attore Mauro Pirovano.


DICONO DI LUI


"Tra l'uno e l'altro innamoramento, a dare respiro alla narrazione, tristissimi ma al tempo stesso rivitalizzanti inni swing-manouche. Sembra di assistere alla messa in scena della goffagine sognante dello Sean Penn di "Accordi e Disaccordi" del malinconico Woody Allen".Marco Pancrex – VivaLowcost

 

"Un album in cui Fabio Biale dà molto della sua "artisticità", e al quale auguriamo che possa ricevere molto, in tutti i sensi, dagli ascoltatori". Francesca Rita Rombolà – Poesia e letteratura.it

 

"L'album La Gravità senza peso" di Fabio Biale è musicalmente bello, complesso, ben studiato, cantato e interpretato". Causaeffetto

 

"La gravità senza peso'' offre un'esperienza acustica intensa, capace di coinvolgere l'ascoltatore e permettergli di calarsi nella vita quotidiana raccontata sotto forma di canzoni, di sentirsi parte di ogni storia". Valeria Surace – Sharing Musica

 

"La musica è essere e non ha confini. Ascoltando quest'album ti ritrovi a non averli, a non credere che possano esistere e magari che la gravità sia veramente solo un'idea, sia veramente senza peso". Roberto Teofani – Lifestyle Madeinitaly



BIO


Fabio Biale, violinista, cantante e polistrumentista, dopo gli studi violinistici classici, si dedica alla musica tradizionale del mondo e alla musica d'autore, suonando con svariati artisti fra cui Lou Dalfin, Giorgio Conte, Flavio Oreglio, The Gang, Paolo Bonfanti, Giua.

Dal 2004 fa parte ufficialmente del gruppo i Luf, uscendone per la parte live nel 2011, pur collaborando ancora e comparendo come autore nell'album Mat e Famat del 2013.

Dal 2005 al 2013 è il violinista polistrumentista di Zibba e Almalibre con i quali pubblica tre album. Con loro vince, tra l'altro, il Premio Bindi 2011 con "Anche di lunedì" (di cui è coautore) e il premio Targa Tenco 2012 nella categoria "Album dell'anno" con Come il suono dei passi sulla neve. Dal 2013 è uno dei musicisti della band di musica irlandese Birkin tree. Insieme a Fabio Rinaudo, Michel Balatti e Filippo Gambetta fonda nel 2005 il gruppo di musica tradizionale ligure Liguriani. Con i Liguriani pubblica "Suoni dai Mondi Liguri" e "Stundai" presentati entrambi a La Stanza della Musica su RadioTre. Con i Liguriani partecipa a festival di grande rilevanza internazionale tra cui MITO 2010 e 2012 in Italia, l'International Folk Festival of Tolo d'Asturies 2009 in Spagna, Celtic connection 2011 in Scozia, Bardentreffen Festival 2015, TFF Rudolstadt 2013 e Rheingau Musik Festival 2012 e 2013 in Germania. Dal 2008 collabora, sia con i Liguriani, sia autonomamente, con l'attore Mauro Pirovano.

Nel 2012 pubblica il suo primo album solista "La sostenibile essenza della leggera".

Dal 2014 collabora come violinista e percussionista con Vittorio Ghielmi e Dorothee Oberlinger, Ensemble 1700 e Il Suonar Parlante, con i quali registra l'album "The passion of musick" per Sony / Deutsch Harmonia Mundi, vincendo il premio Echo Klassik 2015. Attualmente è in uscita con il secondo album solista che si intitola "La gravità senza peso".



Contatti e social


Sito www.fabiobiale.com

Facebook www.facebook.com/fabiobialemusic/?fref=ts

Instagram www.instagram.com/fabiobialemusic/?ref=Instagram%20Panda


#GalateoLinkedIn presenta una serie di regole per il social network professionale

Martedì 12 dicembre 2017 #GalateoLinkedIn sarà ospite di Reale Mutua

per presentare il primo Manifesto che raccoglie le buone regole di comportamento da adottare su LinkedIn

 

Torino 23 novembre 2017 - Si concluderà a Torino martedì 12 dicembre 2017 il tour di #GalateoLinkedIn, con un evento dedicato alla tanto attesa presentazione del primo Galateo di LinkedIn. Un Manifesto che nasce dalla sintesi delle regole raccolte dalla community di professionisti che hanno dato il loro contributo al progetto in questi 11 mesi di attività.

 

Il progetto #GalateoLinkedIn nasce dall'incontro tra Valentina Marini e Giada Susca, esperte nel campo delle Risorse Umane, con un particolare focus sull'impatto del digitale nel mondo del lavoro. Le due professioniste dallo scorso gennaio hanno alimentato in rete, attraverso un post diventato virale, un vivace dibattito intorno alla necessità di suggerire alcune regole di buon comportamento da utilizzare in rete, consapevoli che tutto ciò che è virtuale è comunque reale e richiede una specifica attenzione. Questo con il più grande obiettivo di mettere a fattor comune competenze e riflessioni e coltivare così un mondo digitale migliore.

Educazione al digitale, innovazione e collaborazione sono quindi gli elementi alla base di #GalateoLinkedIn.

 

Il progetto è stato realizzato anche grazie al contributo di tanti professionisti che a titolo volontario hanno dedicato tempo ed energia all'iniziativa: a partire dal Team composto da Andrea Solimene, Elena Grandinetti, Roberto Serranò, Giorgia Edvige Garrone, Simona Ruffino, Gabriele Garofalo e Valentino Magliaro, fino alle migliaia di utenti che si sono avvicinati al progetto in questi mesi.

 

A febbraio 2017 il coinvolgimento della community nel progetto è partito concretamente con un'indagine online, che in soli 20 giorni ha ricevuto il contributo di 1.481 professionisti. Con queste premesse #GalateoLinkedIn è andato in tour visitando alcune città italiane – tra cui Roma, Milano e Bologna – e coinvolgendo professionisti in interviste dedicate alla condivisione di casi di successo nell'utilizzo della piattaforma LinkedIn.

 

Tutti questi diversi contributi, on e offline, hanno permesso di arrivare alla stesura del primo Galateo della community, approvato da una Commissione di professionisti d'azienda ed esperti del tema. Il documento vuole essere di supporto all'attività che ogni utente svolge per aggiornarsi, sviluppare relazioni e ricercare opportunità su LinkedIn.

 

La presentazione dei risultati avrà luogo a Torino martedì 12 dicembre 2017, presso l'Auditorium della sede 'New Building Bertola' di Reale Mutua, a partire dalle ore 17.00. Dopo l'evento di Torino, il Manifesto verrà reso disponibile in rete, in coerenza con gli obiettivi di trasparenza e condivisione che ispirano da sempre il progetto.

 

Come ogni evento #GalateoLinkedIn, il Manifesto non sarà l'unico protagonista della serata. Sarà infatti previsto un "salotto live" con Speaker di aziende diverse che verrà moderato da Alessandro Donadio, autore del libro #HRevolution, HR Innovation Leader presso PwC, Founder di #socialorg e sostenitore del progetto sin dalle sue origini.

Il dibattito verrà scandito, inoltre, dalle rappresentazioni grafiche di Sara Seravalle e Monica Diari di "Visual stories - network Human Stories" – che si occupano di facilitazione visuale.

A conclusione della serata il consueto aperitivo di networking professionale.

 

Per partecipare all'evento è necessario iscriversi registrandosi all'indirizzo: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-manifesto-di-galateolinkedin-40167033679

 

Nota bene: GalateoLinkedIn non è ©LinkedIn.com nè è collegato al marchio, a società o persone riferibili a ©LinkedIn o ad aziende del gruppo ©LinkedIn. GalateoLinkedIn è un progetto nato spontaneamente dai contributi raccolti online a titolo gratuito e volontario, da soggetti che hanno inteso condividere le condotte e che, secondo la loro opinione e senza alcuna pretesa impositiva o sanzionatoria, sono coerenti con la partecipazione ad una comunità virtuale, per fini meramente illustrativi e senza scopo di lucro.

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Il progetto #GalateoLinkedIn

Nasce con l'obiettivo di far ragionare gli utenti sui comportamenti più opportuni da attuare in un social network professionale.

L'iniziativa è nata in rete a fine gennaio da un post provocatorio sul corretto utilizzo di LinkedIn. Vista l'alta viralizzazione del contenuto, il Team di #GalateoLinkedIn, guidato dalle Founder Valentina Marini e Giada Susca, ha deciso di raccogliere la sfida posta dalla rete: scrivere tutti insieme un galateo di buone regole di comportamento da adottare nelle relazioni professionali attraverso LinkedIn.

La Vision del progetto si sintetizza nella frase "COLTIVIAMO UN MONDO DIGITALE MIGLIORE".

Questi gli step del progetto:

-       febbraio 2017: viene lanciata un'indagine a cui partecipano più di 1400 persone con l'intento di interrogare la community sui comportamenti più efficaci da adottare sul social network dalla costruzione del profilo alla richiesta di collegamento.

-       marzo - aprile 2017: la restituzione dei dati raccolti nella indagine alla attraverso pillole settimanali commentate dalle due fondatrici

-       23 maggio 2017: il primo evento #GalateoLinkedin a Roma ospiti di 3M. Gli speaker coinvolti sono stati: Alessandro Donadio, Silvia Zanella e Matteo Lo Bue.

-       12 Giugno 2017: il secondo evento di #GalateoLinkedIn a Milano presso Maire Tecnimont. Gli speaker coinvolti sono stati: Luca Solari, Andrea Barchiesi, Matteo Lo Bue.

-       26 giugno 2017: il terzo evento di #GalateoLinkedIn a Bologna presso la Fondazione Aldini Valeriani. Gli speaker coinvolti sono stati: Alessandro Camilleri, Massimiliano Nucci.

-       settembre 2017: Il lancio delle interviste a CEO, Digital Officer, HRD e Influencer, raccolte e condivise in rete come ulteriori occasioni di ragionamento sull'utilizzo più efficace del social network. Le interviste, a cura della redazione del Team #GalateoLinkedin, sono consultabili al presente link: http://www.galateolinkedin.it/category/galateolinkedinblog/

-       ottobre-novembre 2017: #GalateoLinkedIn partecipa agli Smart Working Day a Roma e Napoli raccontandosi come progetto di best practice di successo in modalità remote working

-       12 dicembre 2017: #GalateoLinkedIn presenta il Manifesto del primo Galateo di LinkedIn all'evento finale a Torino

 

 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:

Giorgia Edvige Garrone - giorgiagarrone@gmail.com 


www.galateolinkedin.it - hello@galateolinkedin.it

LINKEDIN: https://www.linkedin.com/company/11068321/

FACEBOOK: https://www.facebook.com/galateolinkedin

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/galateolinkedin/?hl=it

TWITTER: https://twitter.com/galateolinkedin

YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UC_cOyWYE3C6nHesGAuOHzig

 

#GalateoLinkedIn

#MGL





Costituzione di una Banca Dati di appartamenti da adibire ad accoglienza dei richiedenti asilo sul territorio di Cori e Giulianello. Le domande entro il 15 Dicembre

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Il progetto elaborato dal Comune di Cori è stato finanziato dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo con oltre un milione e mezzo di euro per il 2017-2020. L'ente attuatore sarà la Cooperativa "Il Quadrifoglio".


L'Amministrazione comunale di Cori - Assessorato alle Politiche Sociali - ha predisposto l'avviso pubblico per la costituzione di una Banca Dati di appartamenti da adibire ad accoglienza dei richiedenti asilo sul territorio di Cori e Giulianello. Ciò in attuazione del progetto del Comune di Cori, finanziato dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo, nell'ambito dello "SPRAR - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati", per un ammontare complessivo che supera il milione e mezzo di euro, spalmato sulle annualità 2017, 2018, 2019, 2020.

La Cooperativa "Il Quadrifoglio", aggiudicataria del bando comunale, sarà l'ente attuatore dei servizi previsti. Si tratta di una realtà qualificata nel panorama degli attuatori locali, già impegnata nella realizzazione del sistema di accoglienza delineato dalle politiche integrative ministeriali. Al Comune di Cori il compito di predisporre la Banca Dati delle abitazioni disponibili, che presentino le caratteristiche previste dallo SPRAR, e renderla disponibile all'ente attuatore, favorendo l'incontro tra l'offerta e la richiesta di accoglienza.

L'ente attuatore selezionerà le strutture più idonee in base alle condizioni di fatto, alla vicinanza al centro del paese, alla presenza limitrofa di mezzi di trasporto e alla vicinanza con altri stabili già adibiti a tale scopo. I proprietari interessati dovranno presentare la domanda entro le ore 12:00 del giorno 15 Dicembre 2017, come indicato nell'avviso pubblico consultabile sul sito istituzionale www.comune.cori.lt.it nella sezione Amministrazione trasparente/Bandi di gara e contratti. Per maggiori informazioni e chiarimenti scrivere all'indirizzo email servizisociali@comune.cori.lt.it.

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Marco Castaldi
Ufficio Stampa & OLMR

M. +39 328 020 7278
ufficiostampamarcocastaldi@gmail.com

castaldimarco@gmail.com

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Comunicato Stampa AiFOS: la formazione del responsabile del rischio amianto

Comunicato Stampa

Un percorso formativo per i responsabili del rischio amianto

 

Un corso a Brescia il 13, 14 e 15 marzo 2018 per formare il responsabile del rischio amianto e favorire le conoscenze per la localizzazione, la caratterizzazione e la valutazione dei manufatti contenenti amianto.

 

Nel nostro paese sono ancora molte le strutture edilizie in cui sono in opera manufatti e/o materiali contenenti amianto dai quali può derivare una esposizione a fibre aerodisperse, specialmente in attività edili di ristrutturazione o demolizione di edifici. E le "fibre killer" dell'amianto, responsabili di varie patologie ad esito anche mortale, non sempre sono facilmente localizzabili e si annidano, oltre che nelle coperture, anche all'interno di strutture o finiture.

 

Proprio in relazione ai rischi correlati alla presenza di amianto nelle strutture edili, il Decreto ministeriale 6 settembre 1994, impone al proprietario dell'immobile e/o al responsabile dell'attività che si svolge sull'immobile, qualora si riscontri la presenza di materiali contenenti amianto (MCA), la nomina di una 'figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto', il cosiddetto "Responsabile del Rischio Amianto" (RRA).

 

Il problema è che per questa figura così importante, con competenze in materia di conoscenza e valutazione dei rischi correlati all'amianto, la normativa nazionale non ha ancora indicato il percorso formativo necessario e abilitante. E anche a livello regionale per la figura del Responsabile del Rischio Amianto - da non confondere con le figure degli addetti/coordinatori (30/50 ore) che si occupano delle attività di rimozione, smaltimento e bonifica - non sono state ancora emanate normative con indicazioni chiare su durata, enti formatori e contenuti dei corsi di formazione.

 

In relazione a queste lacune normative, per permettere un adeguato percorso di formazione dei Responsabili del Rischio Amianto, che tenga conto delle responsabilità e delle competenze necessarie, l'Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha organizzato a Brescia il 13, 14 e 15 marzo 2018 un corso di 24 ore in presenza dal titolo "Responsabile dei manufatti contenenti amianto con compiti di controllo e manutenzione​".

 

Rivolto a tecnici aventi il compito di controllare i manufatti contenenti amianto e di redigere i piani di manutenzione, a formatori della sicurezza, a consulenti, coordinatori e tecnici della prevenzione, il corso ha l'obiettivo di favorire le conoscenze per la localizzazione, la caratterizzazione e la valutazione dei manufatti contenenti amianto.

 

In particolare durante il corso verranno fornite le competenze necessarie per:

- riconoscere le diverse tipologie di materiali contenenti amianto ed il grado di rischio causato dall'esposizione ad esso;

- redigere il programma di controllo e manutenzione, l'informativa agli occupanti ed i report annuali.

 

Ricordiamo che per operare correttamente il Responsabile del Rischio Amianto deve:

- saper coordinare e gestire al meglio le attività di manutenzione sui materiali contenenti amianto;

- accertare la presenza di MCA per assistere il proprietario e/o il responsabile nelle attività di censimento;

- saper utilizzare le metodologie adeguate per la valutazione dei rischi associati alla presenza dei materiali;

- gestire le attività di custodia in modo codificato redigendo il piano di controllo e manutenzione sui MCA;

- conoscere le tecniche di bonifica e i rischi, oltre che i costi, a queste associate in modo da indirizzare al meglio il proprio committente;

- gestire adeguatamente la comunicazione del rischio.

 

Dunque il corso di 24 ore in presenza "Responsabile dei manufatti contenenti amianto con compiti di controllo e manutenzione" si svolgerà nei giorni del 13, 14 e 15 marzo 2018 (9.00/18.00), con esame pratico finale, a Brescia presso il palazzo CSMT, Università degli Studi di Brescia, Via Branze 45.

 

Questi alcuni degli argomenti affrontati nelle tre giornate: normativa italiana e regionale, tipologie materiali contenenti amianto, malattie connesse all'esposizione alle fibre di amianto, protezione dalle fibre, campionamento, monitoraggi delle fibre aerodisperse, metodologie di analisi, schede di censimento, indici di valutazione, valutazione del rischio amianto, programma di manutenzione e controllo,    informativa agli occupanti, requisiti operatori amianto e procedure bonifica, FAV,  gestione rifiuti, sorveglianza sanitaria, responsabilità e sanzioni, uso DPI, …

 

Il corso è valido come 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza e formatori qualificati seconda area tematica.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: http://aifos.it/home/formazione/corsi-qualificati/rischi-specifici/rischi-specifici/responsabile_dei_manufatti_contenenti_amianto_con_compiti_di_controllo_e_manutezione

 

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS - via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia - tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it  - info@aifos.it - formarsi@aifos.it

 

 

23 novembre 2017

 

Ufficio Stampa di AiFOS

ufficiostampa@aifos.it

http://www.aifos.it/

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Violenza sulle donne, ActionAid: istruzione e lavoro non bastano - disponibili foto e video

COMUNICATO STAMPA

Violenza sulle donne, ActionAid: istruzione e lavoro non bastano.
Per uscire dall'isolamento è necessaria l'indipendenza economica

In vista della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne del 25 novembre, ActionAid presenta il rapporto "Una via d'uscita dalla violenza"

23 novembre 2017 - Non basta avere un buon livello d'istruzione e un lavoro per raggiungere l'indipendenza da un partner violento. Lo rivela il rapporto "Una via d'uscita dalla violenza", che ActionAid lancia in vista della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne e che sarà presentato il 30 novembre al Parlamento Europeo a Bruxelles. Il rapporto, realizzato nel quadro del progetto europeo WE GO! (Women Economic-independence & Growth Opportunity) cofinanziato dalla Ue, oltre a fornire una serie di raccomandazioni a istituzioni nazionali ed europee in favore dell'adozione di politiche volte a supportare l'empowerment economico delle donne che hanno subito violenza, contiene i risultati di un'indagine condotta in collaborazione con alcuni centri antiviolenza (CAV) e finalizzata a definire il profilo delle donne che a questi si rivolgono.

Lo studio ha coinvolto 552 donne assistite dai CAV partecipanti al progetto in quattro Paesi europei: Bulgaria (1 centro), Grecia (6), Italia (3) e Spagna (2). Una delle più grandi lacune da colmare nell'analisi della violenza di genere è, infatti, la raccolta di dati di tipo socio-economico sulle donne, uno strumento che aiuterebbe non solo a comprendere meglio il fenomeno, ma soprattutto a capire quali azioni e politiche mettere in campo per rispondere ai bisogni delle donne che vogliono uscire da situazioni violente.

La raccolta dati ha riguardato vari aspetti. Tra questi età e livello d'istruzione, tipo di violenza subita e situazione economica. Il 32,5% delle donne che si rivolge ai CAV ha un'età compresa fra i 30 e i 39 anni, il 29,2% fra i 40 e i 49 anni, il 21,8% fra i 18 e i 29 anni e il 16,5 % ha 50 anni e oltre. La maggioranza delle donne ha un buon livello d'istruzione: il 38,8% ha infatti conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, mentre il 22,7% ha fatto studi universitari. Il 29,6% ha un livello d'istruzione che si ferma alla scuola primaria o secondaria di prima grado e solo il 9% ha un livello d'istruzione inferiore alla scuola primaria.

La violenza si svolge spesso tra le mura domestiche. Nella maggior parte dei casi, infatti, l'autore è il marito/compagno (41,7%) o l'ex-marito/ex-compagno (48,7%). Il periodo delle violenza è lungo: il 23,7% ha subito violenza per un periodo incluso fra i 5 e i 10 anni e il 26,5% per più di 10 anni. Se l'autore della violenza è il partner o il marito, la violenza ha una durata maggiore: in questo caso il 27% delle donne la subisce per un periodo compreso tra 5 e 10 anni e il 32,7% per più di 10 anni.

Il rapporto rivela che l'indipendenza economica è un fattore decisivo. L'82,5% delle donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza hanno un basso livello di indipendenza economica, contro il 17,5% che è economicamente indipendente. Il 40,9% delle donne che ha subito violenza lavora, mentre il 59,1% non ha un'occupazione. Il 73,7% ha figli a carico e solo il 13,3% vive in una casa propria, contro il 14,8% che ne condivide la proprietà con il marito/partner. Il 53% delle donne ha subito qualche forma di violenza economica[1]<file:///C:/Users/gabriele.carchella/Desktop/novembre%2025/Cs%20Un%2527uscita%20dalla%20violenza_23112017_FINALE.docx#_ftn1>: in particolare, il 22,6% dichiara di non avere accesso al reddito familiare, il 19,1% non può usare i suoi soldi liberamente, mentre il 17,6% afferma che le sue spese sono controllate dal partner. Il 16,9% non conosce nemmeno l'entità del reddito familiare, mentre il 10,8% non può lavorare o trovare un impiego.

"Come si evince dall'esperienza maturata direttamente dai CAV nel rispondere alle esigenze delle donne, fra i fattori che ostacolano l'uscita da situazioni di violenza domestica, c'è la mancanza di indipendenza economica delle donne che la subiscono - ha dichiarato Beatrice Costa, Responsabile Dipartimento Programmi di ActionAid Italia - E' per questo necessario mettere in campo azioni che rafforzino l'empowerment economico delle donne. In tal senso, bisogna partire dall'assicurare rilevazioni di dati periodiche su tutte le forme di violenza di genere e dal finanziare con risorse adeguate i centri antiviolenza in modo che possano realizzare programmi efficaci - conclude Beatrice Costa - ActionAid chiede alle istituzioni di sostenere i centri antiviolenza nel garantire lavoro e reddito alle donne che dicono no alla violenza. Inoltre, è indispensabile riconoscere l'importanza delle case di secondo livello – oltre che delle case rifugio - per assicurare non solo soluzioni abitative di emergenza, ma anche di medio-lungo periodo, e permettere alle donne di avere tempo per costruire la loro indipendenza economica."

Il progetto WE GO! ha rafforzato la risposta di sette centri antiviolenza nell'offrire alle donne una opportunità economica. Le donne che hanno subito violenza hanno bisogno di uscire dall'isolamento anche attraverso l'indipendenza economica. Lo dimostra anche una delle testimonianze raccolte da ActionAid in un centro antiviolenza: Milena ha sopportato la violenza di suo marito per un anno finché un giorno lui l'ha picchiata più forte e, soprattutto, davanti al loro bambino. In quel momento, Milena ha deciso di dire basta e ha chiamato i Carabinieri, che l'hanno portata in ospedale dove i medici le hanno dato una prognosi di 25 giorni. Milena ha deciso di denunciare il suo attuale ex-marito. E' stata accolta in un centro antiviolenza, dove ha frequentato dei corsi ed è stata supportata nella ricerca di un lavoro; ha fatto un primo tirocinio che l'ha portata poi a lavorare in un B&B. "Ora le acque si sono calmate. Mi sento sicura di me, mi sento bene. So che lavoro, che ho dei soldi: so che posso dare un futuro a mio figlio" dice Milena.

In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, ActionAid si mobilita anche sui social proponendo a tutti gli utenti di Facebook di utilizzare il picture frame No alla violenza sulle donne, presentando infografiche e storie per dare voce alle donne in Italia e all'estero. La instagrammer Sara Melotti racconterà inoltre su <https://www.instagram.com/saramelotti_/?hl=it> Instagram<https://www.instagram.com/saramelotti_/?hl=it>, <https://www.youtube.com/channel/UCbFr9Z51vkYZmEfbV2kaZLw> Youtube<https://www.youtube.com/channel/UCbFr9Z51vkYZmEfbV2kaZLw> e sul suo blog l'esperienza vissuta, a Bophal, in India, dove ActionAid sostiene ogni giorno numerose donne vittime di violenza.

Note: WE GO! - acronimo di Women Economic-independence & Growth Opportunity - è un progetto biennale cofinanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell'Unione europea e prevede il coinvolgimento di 15 Organizzazioni non profit in 7 Stati dell'Unione

Una sintesi del rapporto in lingua italiana: https://drive.google.com/open?id=1fA17QtotNBs7pqWDjnicUeOs36tzEGFz

Il racconto delle protagoniste. Le video testimonianze di Milena e Anna, due donne che si sono rivolte a un CAV italiano sono disponibili al seguente link: https://drive.google.com/open?id=16gupjOXJxGdjz5Mz6ouz_IPKR6YPm5B7

Le storie di Anna e Milena: https://drive.google.com/open?id=1crU-23uRen5D6fL784MgQJwWecrDNfD3

Foto disponibili al seguente link: https://drive.google.com/open?id=1Z0PeP4V4NZbgDR3EyKm3wLfDFPr_P1t7

Infografica disponibile al seguente link: https://drive.google.com/open?id=1jz8k2koodI5KR1FfMh5MvcoQ8CgYkPou

Segui la campagna di ActionAid per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne su <https://www.facebook.com/ActionAidItalia/> Facebook<https://www.facebook.com/ActionAidItalia/>,Twitter<https://twitter.com/ActionAidItalia> e <https://www.instagram.com/actionaiditalia/?hl=it> Instagram<https://www.instagram.com/actionaiditalia/?hl=it>

Il Progetto WE GO!
http://www.wegoproject.eu/

Per informazioni
Ufficio Pubbliche Relazioni e Media ActionAid Italia International
Barbara Antonelli, Capo Unità Relazioni Pubbliche e Media: Tel 06 45200526 - Cell: 3385706446 barbara.antonelli@actionaid.org<mailto:barbara.antonelli@actionaid.org>
Gabriele Carchella, Addetto Stampa, Tel. 06 45200526 – Cell. 3497603724 gabriele.carchella@actionaid.org<mailto:gabriele.carchella@actionaid.org>
Francesca De Santis, Local Media Relations Officer Cell. 3407202483 francesca.desantis@actionaid.org<mailto:francesca.desantis@actionaid.org>


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[1]<file:///C:/Users/gabriele.carchella/Desktop/novembre%2025/Cs%20Un%2527uscita%20dalla%20violenza_23112017_FINALE.docx#_ftnref1> E' stato possibile raccogliere dati su questa forma di violenza per 461 donne su 552

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