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giovedì 17 novembre 2016

Castellone. Archeologia di un centro minore del Lazio Meridionale. La conferenza a Cori


Sabato 19 Novembre, alle ore 16.30 il secondo appuntamento con il ciclo di convegni 'Tra città e territorio. Novità nella ricerca storica, archeologica e archivistica'

Sabato 19 Novembre, alle ore 16.30, presso la sala conferenze del Museo della Città e del Territorio di Cori si terrà il secondo appuntamento con il nuovo ciclo di convegni e presentazioni 'Tra città e territorio. Novità nella ricerca storica, archeologica e archivistica' organizzato dalla Direzione scientifica del Museo, in collaborazione con il Comune di Cori e le associazioni culturali Arcadia e Amici del Museo.

'Castellone. Archeologia di un centro minore del Lazio Meridionale' è il titolo dell'incontro durante il quale verrà presentato il lavoro condotto da Roberta Trifelli, per la tesi di laurea magistrale in Archeologia - Sapienza Università di Roma, guidata dal prof. Domenico Palombi e correlata dalla dott.ssa Nicoletta Cassieri - Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell'Etruria Meridionale.

Lo studio rappresenta una prima raccolta di documentazione archeologica inerente il territorio in località Castellone, ubicato nel comune di Cisterna di Latina (LT), confinante a nord est con il comune di Cori. Eruditi e storici locali già dal 18° secolo riportano una sommaria testimonianza del valore storico del sito e soltanto negli anni Sessanta del secolo scorso l'area viene indagata da archeologi, uniche testimonianze scientifiche che si possiedono attualmente.

Già dagli anni Ottanta del Novecento si propose di identificare il sito sorto sulla collinetta del Castellone con la piccola città di Ulubrae, menzionata nelle fonti latine e documentata da ritrovamenti epigrafici riportanti il poleonimo nell'areale tra Velletri, Cori, Cisterna di Latina e Sermoneta, ma ad oggi mancava una documentazione archeologica che potesse affermare la natura urbana del sito di Castellone.

Le informazioni necessarie sono state recuperaste da diverse fonti: testimonianze orali, ricognizioni sul campo, lettura stereoscopica di fotografie aeree degli anni Quaranta del Novecento, ricerche archivistiche su notizie riguardanti materiali provenienti da Castellone, ora dispersi. Grazie alla comparazione dei dati, si è potuto redigere una carta archeologica della zona, strumento indispensabile per ricerche future.

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

Anna Fabbrini. Luci del Nord

a cura di Vittorio Schieroni, Elena Amodeo

M4A-MADE4ART, Milano
23 novembre - 5 dicembre 2016
Inaugurazione mercoledì 23 novembre, ore 18.30

 

Lo spazio Made4Art di Milano è lieto di presentare una mostra personale dell'artista e fotografa Anna Fabbrini con una selezione di scatti rappresentativa della sua produzione artistica più recente, frutto di un viaggio nella Lapponia svedese a contatto con la natura e i paesaggi estremi di quei luoghi carichi di bellezza e incanto.

L'esposizione, a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni, comprende una serie di opere che ritraggono l'aurora boreale, lavori nei quali i colori, le luci e le linee sinuose ritratti dall'obiettivo di Anna Fabbrini restituiscono all'osservatore composizioni astratte di straordinaria poesia, non un fenomeno ottico, ma «la traccia di un miracolo». Accanto alla serie Aurora Boreale viene esposta presso Made4Art una selezione di fotografie in bianco e nero dal titolo Abisko National Park, scenari magici e soffusi dove la presenza della neve e del ghiaccio è preponderante ed essi coprono ogni cosa, dando vita a immagini di grande rigore che rimandano al silenzio e alla meditazione.

La mostra Luci del Nord, con data di inaugurazione mercoledì 23 novembre, è un'immersione nei territori inesplorati dell'interiorità, luoghi che vanno al di là di coordinate spaziotemporali e riferimenti geografici lasciando il posto a veri e propri paesaggi dell'anima. L'esposizione è aperta al pubblico fino al 5 dicembre; un evento M4E-MADE4EXPO ed Expo in Città.

Anna Fabbrini. Luci del Nord
a cura di Vittorio Schieroni, Elena Amodeo

23 novembre - 5 dicembre 2016
Inaugurazione mercoledì 23 novembre, ore 18.30
Lunedì ore 16 - 19, martedì - venerdì ore 10 - 13 / 16 - 19
Sabato pomeriggio su appuntamento

Catalogo della mostra - Collana Made4Art
disponibile in sede in copia cartacea o scaricabile dal sito Internet in versione digitale

M4A-MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l'arte e la cultura
Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano, 20144 Milano
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872

Un progetto M4E-MADE4EXPO
Un evento Expo in Città

 

QNAP presenta i nuovi NAS TS-531X e TS-x31P, con processore Annapurna Labs, per rispondere alle esigenze delle piccole e medie imprese

QNAP® Systems, Inc. ha annunciato oggi il lancio di TS-531X e della serie TS-x31P, NAS caratterizzati da processore Annapurna Labs, performance e affidabilità di alto livello e un rapporto qualità-prezzo molto competitivo, per soddisfare pienamente le necessità del mercato SMB.

Nel dettaglio, TS-531X è una soluzione NAS versatile a 5-bay, dotata di due porte SFP+ da 10GbE integrate, ideale per applicazioni che richiedono elevata larghezza di banda, come trasferimento file ad alta velocità, editing video online, archiviazione e virtualizzazione. TS-531X include Container Station, che consente agli utenti di sviluppare e distribuire rapidamente le applicazioni IoT e supporta VJBOD (Virtual JBOD), un metodo economico per espandere la capacità di altri QNAP NAS sfruttando lo spazio di archiviazione inutilizzato. TS-531X è alimentato da un processore Annapurna Labs Alpine AL-341 quad-core da 1.4 GHz e utilizza una RAM DDR3 da 2GB/8GB (espandibile a 16GB). Grazie a due porte da 1GbE, due porte SFP+ da 10GbE integrate e porte SATA 6Gb/s peer HDD e SSD, TS-531X è in grado di raggiungere fino a 1723MB/s di velocità di throughput. Questo modello è caratterizzato anche da un motore di crittografia accelerato hardware e da un supporto cache SSD, che garantisce sicurezza senza influire sulle prestazioni. TS-531X è una soluzione cloud privata protetta per le PMI. Supporta la condivisione di file cross-platform per Windows®, Mac® e Linux/UNIX e Windows AD, i servizi directory LDAP e Windows ACL, per migliorare l'efficienza di impostazione delle autorizzazioni. Le funzioni di backup, ripristino e sincronizzazione (tramite RTRR, Rsync, FTP o CIFS/SMB) sono anche integrate nell’app Hybrid Backup Sync, consentendo agli utenti di sincronizzare in modo efficiente le attività di backup su altri QNAP NAS, server remoti e cloud storage.  

La serie TS-x31P, comprendente i modelli TS-131P, TS-231P e TS-431P, è un NAS all-in-one per archiviazione di dati, backup, condivisione e gestione centralizzata, ideale per ambienti domestici e piccoli uffici. Alimentata da un processore Annapurna Labs Alpine AL-212 dual-core da 1.7 GHz, una RAM DDR3 da 1GB, supporto per i dischi rigidi SATA 6Gb/s e per gli SSD, la serie TS-x31P offre prestazioni di trasferimento dati ad alta velocità ed eccellenti performance multitasking con un throughput fino a 225 MB/s. La serie è inoltre dotata di motore di crittografia hardware in grado di fornire velocità di trasferimento superiori a 180 MB/s con una crittografia di volume completa AES 256 bit. Gli utenti possono gestire e condividere a livello centrale foto, musica e video con Photo Station, Music Station, e Video Station. Anche l'accesso remoto e la gestione dei file archiviati sul NAS TS-x31P è estremamente facile con le app mobili di QNAP (Qphoto, Qmusic, Qvideo, Qfile, e Qmanager).

Le due nuove soluzioni NAS QNAP offrono un'ampia gamma di eccellenti applicazioni utili a migliorare la produttività. Container Station fornisce tecnologie di virtualizzazione avanzate e container QIoT per trasformare il NAS in una piattaforma cloud IoT privata per un rapido sviluppo di stack IoT. QmailAgent consente agli utenti di gestire a livello centrale più account e-mail dai servizi e-mail e server IMAP più comuni. Qcontactz consente la centralizzazione di informazioni di contatto, fornendo una maggiore organizzazione delle risorse di rete aziendali. Notes Station consente agli utenti di creare appunti digitali sul loro cloud privato, di collaborare e condividere i contenuti con amici e colleghi. TS-531X supporta anche il motore di ricerca full-text Qsirch, che consente di individuare rapidamente i file e supporta la ricerca attraverso i file .eml archiviati nel NAS. Con TS-x31P, invece, gli utenti possono gestire e condividere a livello centrale foto, musica e video con Photo Station, Music Station, e Video Station e possono inoltre installare Surveillance Station per creare una soluzione di videosorveglianza di rete con 2 canali gratis per la telecamera IP.

Specifiche principali:

·        TS-531X-2G: RAM DDR3 2GB (2GB x 1)

·        TS-531X-8G: RAM DDR3 8GB (8GB x 1)

Processore quad-core Annapurna Labs Alpine AL-314 da 1.4GHz; crittografia accelerata hardware; RAM DDR3 SODIMM da 2GB/8GB (espandibile a 16GB); SSD o HDD hot-swap da 2.5”/3.5” SATA da 6Gbps; 2 porte SFP+ da 10 Gigabit, 2 porte Gigabit RJ45; 1 slot PCIe Gen2 ( x2); 3 porte USB 3.0.

·        TS-131P: modello tower a 1 bay; 1 porta LAN Gigabit

·        TS-231P: modello tower a 2 bay; 2 porte LAN Gigabit

·        TS-431P: modello tower a 4 bay; 2 porte LAN Gigabit

Processore Annapurna Labs Alpine AL-212 dual-core da 1.7 GHz, RAM DDR3 da 1GB; 3.5"/2.5" SATA 6Gb/s, HDD o SSD 3Gb/s con swapping a caldo; 3 porte USB 3.0; slot di sicurezza Kensington.

Disponibilità

TS-531X e TS-x31P sono già disponibili. Per ulteriori dettagli su altre soluzioni QNAP NAS e informazioni sull'acquisto, visitare www.qnap.com

 

 

Ufficio Stampa QNAP

Paola Sinigaglia, mobile: +39.340.1065021, skype: paola.sinigaglia1

Marzia Romeo, mobile: +39.339.4896886, skype: marzia.ro

press@paolasinigaglia.it

 


Controllo malware effettuato

mercoledì 16 novembre 2016

LOOPEN “GIUNGLA IN MOVIMENTO” È IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO DALL’EP “NON SI PUÒ +”



La routine esistenziale derivata dalla vita che scorre in una metropoli descritta con gli occhi del giovane rapper.


"Giungla in movimento" è una canzone che parla dello stress provocato dalla rete soffocante che attanaglia la gente di città, attraverso la chiave musicale e stilistica del rap.




Guarda il liryc video su Youtube



Questo brano è il secondo singolo dell'Ep di esordio per LoopEn, nonché il risultato di tre anni e mezzo di lavoro e preparazione. Posto al crocevia tra un rap italiano volutamente cantautorale e le influenze musicali trip hop, house ed etniche, questo lavoro ha un fil rouge concettuale: in ogni canzone è presente una situazione critica, che però non rimane sterile, ma sfocia nell'immaginazione di soluzioni nobilitanti. Da qui la scelta del titolo: se l'iniziale "Non si può" – unito poi alla croce del "+" – può far trasparire una critica (o un'amara constatazione), è sotto il secondo senso della croce che si trova il messaggio ottimista: dal pessimismo realista della critica si passa alla possibilità di una "resurrezione", in qualsiasi modo desideriamo declinarla.




Le tracce dell'Ep "Non si può +":


  1. GIUNGLA IN MOVIMENTO – la metropoli corre e soffoca le persone, ma qualcuno la guarda da un altro punto di osservazione.

  2. NON SI PUO' PIU' PAGARE – un pugno nello stomaco dell'indifferenza comune.

  3. E VA BENE COSÌ – l'amore è vita nelle piccole e grandi cose della quotidianità, oltre ogni stereotipo.

  4. SOLO DISTANTI – il sentimento è più forte della geografia, fisica e mentale.

  5. LA STORIA DI PEPPINO – il racconto della vita di Peppino Impastato, eroe dimenticato.



BIO

Nato a Milano il 17 giugno 1998, Giorgio Viganò, in arte LoopEn, avvia la sua attività musicale nel 2011, frequentando l'ambiente dell'hip hop milanese. E' il bisogno di scrivere che trova inizialmente nel rap la sua strada. Portando avanti gli studi classici e musicali, nel 2013 collobora gli Istentales in "Sogni ad Occhi aperti", contenuto nell'omonimo album del gruppo sardo, e intensifica l'attività dal vivo. Fra le altre partecipazioni Voci di Maggio in piazza a Sassari, Barrio's di Milano, Mendel di Milano in apertura degli Assalti Frontali, festa europea della musica ad Abbiategrasso, Mandrio di Correggio in apertura del concerto di Alberto Bertoli.

Nell'ottobre 2015 partecipa ad Area Sanremo.

Nel 2016, dopo un lavoro di preparazione durato tre anni ed un percorso musicale contaminato dai generi e connotato dal peso delle parole, LoopEn è pronto alla pubblicazione del primo Ep di inediti dal titolo "Non si può +", preceduto dall'uscita in radio del primo singolo "Non si può più pagare".

Oggi LoopEn è finalista al "Premio Bertoli" oltre che in fase di collaborazione artistica con Roberto Vecchioni.


Produzione artistica e management Eros Cristiani.




CONTATTI & SOCIAL:


Sito: www.loopen.it


Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1565407930393607


Twitter: https://mobile.twitter.com/en_loop?cn=cmV0d2VldA%3D%3D&refs%20rc=email


Youtube: https://m.youtube.com/channel/UCo4ghbCICU2088ok2gnLJ9Q/featured

ANDREA LA CAUSA “VORREI FOSSE UN SOGNO” È IL SINGOLO IN ROTAZIONE RADIOFONICA



Un brano che incita alla positività e alla rinascita rispetto alle difficoltà della vita.
andrea-la-causa-vorrei-fosse-un-sogno-doc
Un controverso rapporto con una delle figure chiave della propria esistenza come quella del padre, o la consapevolezza della fugacità dei nostri giorni che ispirano sempre nuovi interrogativi ai quali non è possibile dare subito soluzione, trovano nella musica ed in particolar modo nel brano, il comune denominatore in grado di guidare il proprio cammino. Un grido interno riesce finalmente a spezzare il silenzio e a divenire nuova dimensione d'amore, che proprio attraverso la musica riesce ad impreziosire di nuovi contenuti la vita di ogni essere.
Etichetta: EGP Production
BIO
Andrea La Causa nasce a Catania l'1 Agosto 1987. Ha da sempre nutrito una forte passione per la musica, che ha trovato approfondimento attraverso gli studi di pianoforte cominciati all'età di 6 anni, e lo studio di tecnica vocale, espressione corporea, canto degli armonici e formazione dell'artista, con il maestro Armando Nilletti, tenore presso il Teatro Bellini di Catania. E' stato corista dell'ensemble vocale a voci pari "Secret Chord" diretto dal maestro Salvatore Disca (genere musica sacra e profana (dal Rinascimento ad oggi), accanto allo spiritual, al gospel, al folklore popolare siciliano, toccando anche la pop-music) e cantante del gruppo acustico "Pop On The Road" (insieme a Claudia Puglisi, Elisabetta Anfuso e Vittorio Distefano). Tra i concorsi canori ai quali ha partecipato troviamo il 4° Festival della canzone di Ficarazzi, il concorso Spada d'oro 2013, il concorso Vela 2015. Nel Maggio del 2015 partecipa alla prima edizione di EGP Song Festival. Nell'estate del 2016, l'etichetta EGP Production, interessata all'inedito scritto a quattro mani e composto da Andrea La Causa e Pierluigi Napoli, decide di promuovere il nuovo singolo dal titolo "Vorrei che fosse un sogno'' interpretato dal cantante.

Contatti e social

Produzioni ecosostenibili. Premiato lo zafferano di Cori

Quinto Marafini ha ricevuto il riconoscimento in occasione del convegno conclusivo del progetto "Stradafacendo … Stradagustando" per il contributo offerto alla promozione del turismo ecosostenibile lungo la via Francigena del Sud.

Lo zafferano di Cori è stato premiato da Konsumer Italia "per il suo attivo contributo sui territori della Francigena per un Turismo Ecosostenibile rispettoso dei diritti e dei doveri del cittadino consumatore". Il riconoscimento è stato consegnato a Quinto Marafini dal Presidente dell'associazione consumeristica Fabrizio Premuti, quale produttore laziale dei Mercati della Terra Slow Food che opera nel totale rispetto dell'ambiente. Lo zafferano di Cori infatti è coltivato in modo completamente naturale e manuale. 

La cerimonia si è svolta a Roma martedì 15 Novembre nella Sala Tirreno del Palazzo della Regione Lazio, a margine del convegno conclusivo di presentazione dei risultati del progetto "Stradafacendo … Stradagustando", finanziato dalla Regione Lazio nell'ambito del programma generale delle iniziative a vantaggio dei consumatori denominato "Regione Lazio per il cittadino consumatore IV" (art. 148, comma 1 L. 23.12.2000 n. 388 – D.M. 21/03/2013 – DD. 2/07/2013), e aggiudicato da Konsumer Italia.

Il progetto voleva far conoscere ai consumatori le aree del basso Lazio, il loro patrimonio culturale, architettonico, tradizionale e paesaggistico, ma anche le numerose eccellenze locali. L'iniziativa ha promosso usi e costumi dei percorsi della Francigena del sud, compresi tra la via Prenestina e la Via Appia, e il significato dell'ecosostenibilità in tutti gli ambiti, compreso quello del turismo, tema strettamente connesso ai diritti dei turisti sanciti dal Codice del Consumo, rilanciati e valorizzati anche in questa occasione.

Quinto Marafini ha iniziato nel 2009 a sperimentare la produzione dello zafferano purissimo in stimmi. Un'esperienza di successo, che nel 2011 ha consentito la commercializzazione del Crocus Sativus, che sulle colline coresi ha trovato un terreno fertile. I bulbi, impiantati entro il mese di Agosto, fioriscono tra metà Ottobre e metà Novembre. I fiori vengono raccolti con gran cura al mattino presto. Lo stesso giorno della raccolta lo zafferano viene sottoposto a un lungo e delicato processo per essere trasformato nella preziosa spezia.

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

martedì 15 novembre 2016

La vera magia si fa in Accademia. Nasce la prima Accademia di Esoterismo a Torino con uno scopo sociale antitruffa.

Dall'impegno dell'Associazione Scialabba Ottone, già nota sul territorio piemontese
per l'organizzazione dell'Esoterica Festival Torino 2017, nasce e prende vita
l'Accademia delle Arti Esoteriche, Olistiche e Sciamaniche con oltre 50 corsi a
calendario. L'Accademia Esoterica mette a disposizione uno sportello antitruffa in cui
i cittadini potranno recarsi dal lunedì al venerdì dalle 15,00 alle 18,00 per avere
supporto su rapporti in essere o avuti in passato con sedicenti maghi e cartomanti che
li abbiano raggirati. Il progetto antitruffa si propone inoltre di divulgare attraverso
materiale informativo e spettacoli itineranti nei vari punti di aggregazione, tutte le
informazioni necessarie per non cadere nella rete di chi usa l'esoterismo per
abbindolare le persone.
Armate dunque le bacchette e che le lezioni abbiano inizio!

Accademia Esoterica
Associazione Scialabba Ottone
Via Grazia Deledda 18 10024
Moncalieri (Torino)
Segreteria:366.537.36.42
Ufficio Stampa: 342.7508911
Ufficio Marketing: 349.36.79.973




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Associazione Culturale Scialabba Ottone
Organizzazione per la vita nel mondo
Via Grazia Deledda 18 - Moncalieri (TO)
Tel. 3493679973 - 3427508911

La rassegna "All'Esquilino, un incontro con l'artista Ruggero Savinio"

La rassegna "All'Esquilino, un incontro con l'artista..." è lieta di presentare Ruggero Savinio


"Grimm, Il re del Monte d'Oro", olio su tela, 2014, 160x130.


Sabato 19 Novembre, 2016 via Poliziano, 43 scala C, citofono 308.
Per l'esiguità dello spazio è necessario la conferma all'incontro all'email



  Ruggero Savinio nasce a Torino nel 1934. Per tradizione familiare (figlio di Alberto Savinio, nipote di Giorgio de Chirico) si avvicina molto presto al mondo dell'arte, incoraggiato dal padre. A soli quindici anni inizia a frequentare lo studio dello zio a Roma. Trascorsa l'infanzia e la prima giovinezza a Roma, dove frequenta il Liceo classico e la Facoltà di Lettere, nel 1958 parte per Parigi dove rimane fino al 1961, e dove soggiornerà successivamente dal 1965 al 1968. 
  Nel 1956 tiene a Roma, con due amici pittori, una mostra presentata da Giuseppe Ungaretti. La sua prima personale, organizzata a Milano nel 1962, è seguita da numerose esposizioni in Italia e all'estero. A Milano si trasferisce nel 1968, ma dal 1984 ritorna a Roma. Nel 1986 gli viene assegnato il Premio Guggenheim per la pittura. Nello stesso anno viene invitato all'Art International Exposition di Chicago ed espone due volte a New York in mostre personali nel 1990 e nel 1991. Nel 1988 e nel 1995 partecipa alla Biennale di Venezia con una sala personale. Dal 1995 è Accademico di San Luca. 
  Sono state allestite retrospettive delle sue opere in prestigiose sedi pubbliche: a Sciacca, ex convento di San Francesco, 1989; a Conegliano Veneto, Palazzo Sarcinelli, 1992; a Milano, Castello Sforzesco, 1999; a Roma, Vicolo Valdina, a cura della Camera dei Deputati, 2001; a Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, 2012; a Ascoli Piceno, Forte Malatestiano, 2015. 
  Oltre che alla pittura, si dedica anche alla scrittura. Ha pubblicato, fra gli altri, L'età dell'oro (Milano, Scheiwiller, 1981); Percorsi della figura (Roma, La Cometa, 1992); Ombra portata (Milano, Anabasi, 1992); Paesaggio con figura (Firenze, Le Lettere, 1996); Tra casa e bottega, Edizioni dell'altana, Roma; Passaggio della colomba, Libri Scheiwiller, Milano 2008; Cartavoce, Pagine d'Arte, Lugano 2011.    Ha collaborato con numerose riviste, come «Paragone», «La Tartaruga», «Linea d'ombra», «Nuovi Argomenti». Suoi racconti sono pubblicati nell'antologia Racconti italiani del Novecento, I Meridiani, Mondadori, Milano, 2001, a cura di Enzo Siciliano.



Catia Bastioli Terna: “la vera scommessa è l’interconnessione”

L'ad Del Fante: sviluppo infrastrutturale e difesa ecologica sono le due gambe della crescita industriale.
Occorre saper guardare a lungo termine e investire nella tutela del territorio come fattore di competitività per l'azienda. "Così ha fatto ad esempio Terna, quando, già anni fa, ha eliminato 1.700 vecchi tralicci – liberando un'area di circa 17 km quadrati – installato 800 sostegni 'monostelo' e costruito linee elettrice eco sostenibili", ha spiegato Giuseppe Lasco, capo divisione Corporate affairs di Terna.

Matteo Del Fante Terna

ROMA – Conciliare esigenze di sviluppo economico e tutela ambientale sarà la nuova sfida del futuro delle aziende. Per vincerla, occorre una strategia di "sicurezza integrata", basata sull'unificazione di processi di tutela del territorio e del lavoro. Con questo spirito, Terna ha lanciato sette "nuove regole per la sicurezza dell'ambiente", presentate durante un convegno all'Hotel Parco dei Principi martedì a Roma.
Per la Presidente di Terna, Catia Bastioli, "finora abbiamo conosciuto un modello dissipativo che ha diviso ambiente e produzioni". Bisogna, invece, creare ponti tra mondi che considerati separati, perché, come "la vera scommessa è l'interconnessione": istituzioni, imprese grandi e piccole, filiere elettriche e territorio devono lavorare insieme.

Il primo step passa da un cambio di prospettiva dell'impresa sul tema dell'ambiente, non più ostacolo allo sviluppo ma risorsa da tutelare. Occorre saper guardare a lungo termine e investire nella tutela del territorio come fattore di competitività per l'azienda. "Così ha fatto ad esempio Terna, quando, già anni fa, ha eliminato 1.700 vecchi tralicci – liberando un'area di circa 17 km quadrati – installato 800 sostegni 'monostelo' e costruito linee elettrice eco sostenibili", ha spiegato Giuseppe Lasco, capo divisione Corporate affairs di Terna.

Altro punto è dotarsi di una governance ambientale, che indichi chiaramente incarichi e ruoli, meglio ancora se integrata con quella della sicurezza sul lavoro. Poi investimenti nella formazione del personale, per creare professionalità specifiche e una cultura: solo nel 2014 Terna ha erogato 72000 ore dedicate a sicurezza e ambiente. Attenzione anche al tema della prevenzione, per cui è necessario dotarsi di uno strumento di risk management, che agisca a monte degli eventi e riesca a tenerli sotto controllo. Connesso a questo punto è il monitoraggio integrato a 360 gradi di tutte le fasi dei 230 cantieri di Terna attivi in tutta Italia, per un valore di 2,8 miliardi di euro. Infine, una certificazione ambientale dei fornitori qualificati per selezionare le aziende più virtuose. "Ad oggi sono più di 400 le imprese qualificate che lavorando con noi", ha aggiunto Lasco.

"La storia di Terna dimostra che tanto più la sicurezza e la tutela dell'ambiente assumono una valenza strategica nella vita delle imprese, tanto maggiore è la crescita anche economica delle stesse. Serve un nuovo patto che coinvolga tutti gli attori affinché sviluppo infrastrutturale e tutela dell'ambiente vengano percepiti non più come antagonisti, ma come le due gambe su cui far camminare la crescita industriale del paese", ha spiegato l'amministratore delegato di Terna, Matteo Dal Fante.

Del resto, anche la consapevolezza delle imprese sta cambiando. Secondo un'indagine condotta dall'Istituto Piepoli per Terna, ben il 61% delle aziende intervistate giudica positivo per il proprio sviluppo un innalzamento degli standard ambientali da perseguire, mentre per il 76% considerare l'ambiente come motore centrale dell'economia è una grande opportunità.

"Il fatto che una grande azienda come Terna metta sostenibilità economica e ambientale insieme è una novità impensabile fino a 10 anni fa. Adesso tutta questa sensibilità va messa in un ecopiano strategico per il paese, perché non ci sarà crescita senza tutela dell'ambiente. Le parole chiave devono essere quattro: scienza, tecnologia, semplificazione e visione", ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

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Il nodo dell'elettrodotto siciliano. Lasco: "Noi rispettiamo le regole"

ROMA – Giuseppe Lasco, capo divisione Corporate affairs di Terna, giorni fa il Tribunale del riesame ha confermato il sequestro del pilone 40 dell'elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi, arrivato in seguito alle proteste di cittadini e associazioni ambientaliste. Qual è la vostra posizione?
"La volontà di Terna è quella di rispettare le regole. Anzi, noi stessi vogliamo essere fautori di una linea condivisa con gli enti locali e con i territori. Per quanto riguarda Sorgente-Rizziconi siamo tranquilli: siamo stati responsabili, abbiamo posto in essere tutti i comportamenti idonei a rispettare quelle che sono le regole normative. Sono sicuro che, approfondendo bene nel merito la questione, si dimostrerà che abbiamo rispettato le regole in maniera assoluta".
Quindi crede che i lavori riprenderanno?
"Me lo auguro, questo stop è un danno. Ed è anche un rischio per il sistema elettrico siciliano e lo sviluppo infrastrutturale dell'intero paese. Si tratta di un'opera fondamentale, necessaria e importante per la regione. Proprio per questo auspico che le cose vadano per il verso giusto, tutto ritorni nella normalità e l'opera venga riportata a compimento".

Fonte: Quotidiano di Sicilia

segnalazione mostra

Sophie Von K, una mostra di Marcello Tedesco, a cura di Samuele Menin.

Inaugurazione martedì 22 novembre alle 18.00, la mostra rimarrà aperta fino al 16 dicembre 2016.

Spazio 74\b, Via Bisceglie 74/b, 20152 Milano
tel. +39 0248302441
email: spazio74b@gmail.com


Normalmente si pensa ad una matrice come ad un "modello" entro cui versare un materiale liquido come gesso, resina, gomme, o nel caso di un processo di stampa da inchiostrare.

Una pratica con cui ottenere delle copie tutte uguali ed identiche a se stesse. Errato.

Niente di più falso. Ogni copia avrà una sua identità e diversità e sarà diversa dalla propria matrice, dal proprio "archetipo" perché cambieranno le condizioni ambientali, la pressione, ecc..

Marcello Tedesco è partito proprio da qui per approcciarsi alla pratica dell'incisione, lui normalmente scultore, ha deciso di riflettere sul ruolo della matrice e della sua riproducibilità portandone allo scoperto i limiti e le potenzialità. Per fare questo ha creato e trattato delle carte normalmente utilizzate in edilizia con acqua, cemento, metalli, ruggini, ottenendo fogli unici e irriproducibili su cui stampare un proprio disegno raffigurante un calice circondato da serpenti.

Un simbolo proposto e riproposto, in mostra, dall'artista, avvalendosi anche di differenti tecniche incisorie, che simboleggiando la forza primordiale "archetipa" della terra e della natura protetta e rigenerata dai serpenti diviene rappresentazione della stessa pratica incisoria:

Calice-matrice-creazione della materia

/ serpenti-copie-divulgazione della saggezza

A livello personale questa sua ricerca mi ha portato a riflettere di come ogni aspetto della nostra vita è dettato da una matrice e da delle copie, noi stessi siamo il frutto dell'incontro tra due archetipi un uomo-una donna in cui alternativamente sono sia stampo che sostanza inchiostrante in un processo di riproduzione-duplicazione.

La pratica dell'incisione non è poi così distante dall'atto di dare la vita, di dare amore.

Quindi quale modo migliore per titolare questa mostra se non il nome di Sophie Von K un omaggio voluto rendere da Marcello Tedesco, a Sophie Von Kühn amore prematuramente perso dal poeta tedesco Novalis, un amore mai consumato, un'incisione mai stampata.



Chi e perché ha ucciso Aldo Moro. Ne parla l’On. Gero Grassi a Giulianello di Cori


Giovedì 17 Novembre, alle ore 18:00, presso la sala 'Quinto Sellaroli' del centro socio culturale 'Il Ponte', il racconto del presidente della DC rapito ed ucciso dalle Brigate Rosse attraverso la lettura dei documenti di Stato nel Centenario della sua nascita e a 35 anni dal suo omicidio.

Giovedì 17 Novembre, alle ore 18:00, presso la sala 'Quinto Sellaroli' del centro socio culturale 'Il Ponte' di Giulianello – Cori (LT), interverrà l'On. Gero Grassi, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, che fornirà un racconto del presidente della DC rapito ed ucciso dalle Brigate Rosse attraverso la lettura dei documenti di Stato. L'iniziativa è organizzata dall'Associazione culturale 'La Stazione' con il patrocinio del Comune di Cori in occasione del Centenario della nascita e a 35 anni dall'omicidio di Moro.

A Terlizzi (BA), durante un comizio, Aldo Moro prese in braccio un bambino di 5 anni. Era Gero Grassi, oggi vice presidente del gruppo PD alla Camera dei Deputati e membro della commissione parlamentare istituita nel 2014 per portare alla luce aspetti ancora non chiari su uno dei casi più controversi della storia italiana: il rapimento di Aldo Moro avvenuto il 16 Marzo 1978 ad opera delle Brigate Rosse. Dopo 55 giorni di prigionia, il corpo esanime dello statista fu ritrovato il 9 Maggio dentro il portabagagli di un'automobile posteggiata in Via Caetani, a Roma.

Gero Grassi ama definirsi l'ultimo moroteo 'in servizio'. Fermamente convinto che la verità storica sul caso Moro non sia ancora emersa, ritiene sempre valida l'espressione di Carlo Bo, Rettore dell'Università di Urbino, che parla, nel 1979, di 'Delitto di abbandono'. Gira l'Italia per parlare di Aldo Moro e scoprire cosa sia veramente accaduto, per dare giustizia ad un uomo e consegnare ai cittadini un'Italia più civile, più democratica, più libera, più sicura. Dal 2014 ad oggi ha già tenuto 300 manifestazioni sul tema.

Vanno chiariti ancora soprattutto gli ultimi 5 giorni del rapimento di Aldo Moro, il periodo di maggiore nebulosità. La mancata liberazione conclusa improvvisamente con l'omicidio. Le Brigate Rosse potrebbero essere state aiutate dai servizi segreti italiani deviati, che facevano capo alla P2; dai servizi segreti stranieri – KGB o Mossad – e dalle omissioni internazionali di stati come Regno Unito, Bulgaria e Stati Uniti. Inoltre a che ora precisa è stato ucciso? Dove precisamente? È stato davvero Gallinari? Nella sua prigione è entrato qualcun altro?

Anche il magistrato Ferdinando Imposimato, già ospite della città di Cori, aveva evidenziato zone d'ombra avvalorate da testimonianze scritte e orali raccolte nel suo libro 'I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia. Perché Aldo Moro doveva morire? La storia vera'. Il Presidente Andreotti e il Ministro dell'Interno Cossiga sarebbero stati informati del piano elaborato oltreoceano per spingere le Brigate Rosse ad uccidere Moro. Il KGB avrebbe pedinato Moro e lo stesso avrebbero fatto i servizi segreti italiani per tenere informato Cossiga. Sarebbe stato Cossiga a bloccare il blitz per liberare Moro l'8 Maggio del 1978 ordinato dal generale Dalla Chiesa e dal commissario Schiavone. Sembrerebbe inoltre che Cossiga sapesse già che in quell'auto ci fosse il corpo di Moro, trovato 3 ore prima che venissero avvertiti i familiari della vittima e le autorità.

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

"Online il videoclip di La Ballata di Hiroshi"

 

 

Comunicato stampa - La ballata di Hiroshi

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ILENIA PASTORELLI

LA BALLATA DI HIROSHI

 
È online il videoclip di La Ballata di Hiroshi,
il singolo interpretato da Ilenia Pastorelli,
la protagonista del film campione d'incassi

"Lo chiamavano Jeeg Robot"

CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO

 

È disponibile online il video ufficiale di La Ballata di Hiroshi, girato dal regista Domick Tambasco con la fotografia di Paolo Hanzo Morretta, che vede protagonista l'attrice Ilenia Pastorelli.

Il singolo è ispirato al film campione di incassi e vincitore di sette David di Donatello e due Nastri d'argento "Lo chiamavano Jeeg Robot", uscito nel 2016, diretto e prodotto da Gabriele Mainetti e scritto da Nicola Guaglianone e Menotti, di cui llenia Pastorelli è la protagonista.

L'attrice interpreta con passione e intensità questa ballata, il cui testo è stato scritto da Fabio Di Ranno e Nicola Guaglianone.
Le musiche sono a cura di Fabio Di Ranno e Dario Vero, solido team al lavoro su tanti progetti anche per tv e cinema.

Nel film, omaggio alla serie manga e anime "Jeeg robot d'acciaio", Alessia, la protagonista femminile - interpretata da Ilenia Pastorelli - crede che Hiroshi Shiba - l'eroe della serie -esista nel mondo reale e lo identifica con Enzo, il protagonista, interpretato da Claudio Santamaria.

La canzone rilegge la pellicola in pochi minuti di parole e musica e unisce e gioca con generi e stili musicali: c'è il mood da anime giapponese insieme al pop italiano delle soundtrack anni '70 e anche la tradizione delle ballate romane.

Roma è al centro della scena anche nel videoclip, che vede la protagonista attraversare alcuni dei luoghi simbolo della Capitale come il Ponte della Musica del quartiere Flaminio, Castel Sant'Angelo e Piazza del Popolo, ma anche la fredda e dura periferia di Corviale, trasmettendo i contrasti e le contraddizioni di questa città.

 

REGIA: Dominick Tambasco
FOTOGRAFIA: Paolo Hanzo Morretta
PRODUZIONE ARTISTICA: Fabio Di Ranno, Nicola Guaglianone e Dario Vero
ARRANGIAMENTO: Fabio Di Ranno e Dario Vero
ORCHESTRAZIONE: Dario Vero
VOCE: Ilenia Pastorelli
PIANOFORTE & KEYBOARDS: Fabio Di Ranno
CHITARRE E BASSO: Dario Vero
BATTERIA: Massimiliano Chiapperi
REGISTRATO, MISSATO E MASTERIZZATO @ PlayRec Studio, Roma

 

BIOGRAFIE

 
Dario Vero, chitarrista, compositore e produttore, si divide tra l'attività in studio e quella live. Dopo aver conseguito il diploma di conservatorio si specializza presso il prestigioso Berklee College of Music. Tra le principali collaborazioni come musicista e/o compositore: Steve Vai (SteveVaiFestival), Arctic Plateau (uscita prevista 2017), Novembre (Ursa european tour 2016), Kat Parsons, Mimosa, Fùrnari, #LeRagazze, i Cesaroni, Ilenia Pastorelli, Silvia Salemi e molti altri.  È autore di numerose colonne sonore per film, telefilm, cartoni animati e produzioni internazionali. Tra queste: Ciao Napoleone, Sissi la giovane imperatrice, Eddie is a Yeti, Segreti, Freddy Hotel, Lucky Red, Eagle Pictures, Warner Bros.
 
Fabio Di Ranno, sceneggiatore e story editor ha scritto alcune delle serie tv che più hanno incontrato il gradimento del pubblico negli ultimi anni. Tra queste Le ali, Gente di Mare, Agrodolce, I CesaroniRecentemente si è avvicinato al mondo dei cartoni animati, lavorando come headwriter e regista in alcune produzioni internazionali (Ciao Napoleone, Dinofroz, The Drakers, Sissi la giovane imperatrice).  Da alcuni anni è attivo anche in campo musicale come autore, compositore e produttore di sigle per tv series (Mi chiamo Sissi, We areThe Drakers, Atomicron) e pop songs (Le ragazze dell'estate, Dici Amici, La ballata di Hiroshi).
 
Ilenia Pastorelli, attrice romana, ha debuttato sul grande schermo proprio nel film "Lo chiamavano Jeeg Robot" ottenendo grossi consensi da critica e pubblico per la sua prova attoriale. Per la sua interpretazione viene candidata ai David di Donatello 2016 come migliore attrice protagonista, risultando la vincitrice. Nel 2016 è la protagonista assieme a Raoul Bova del videoclip di Biagio Antonacci dal titolo One Day. Sempre nello stesso anno è una delle interpreti del nuovo film di Laszlo Barbo, dal titolo Niente di serio. Da luglio 2016 debutta come conduttrice televisiva presentando assieme a Fabrizio Biggio il programma di approfondimento cinematografico Stracult, in onda su Rai 2.
Nicola Guaglianone è uno sceneggiatore di cinema e televisione. Ha lavorato per numerose case di produzione – tra cui Magnolia, Palomar, Publispei – sviluppando e scrivendo serie tv o come story e script editor. Ha firmato il soggetto e la sceneggiatura di cortometraggi come Basette e Tiger Boy, entrambi diretti dal regista Gabriele Mainetti. Nel 2016, l'uscita di due film di cui ha scritto soggetto e sceneggiatura: Lo Chiamavano Jeeg Robot , e Indivisibili, quest'ultimo in programma alle Giornate degli Autori di Venezia 73.

 

 

Il brano viene distribuito, eventualmente in anteprima rispetto alla data di pubblicazione, al solo fine di:

  • con riferimento alle emittenti radiofoniche e alle webradio, inserirlo nella propria programmazione (successivamente alla "Radio date", laddove indicata), contro regolare pagamento dei proventi per diritti connessi dovuti a fronte di tale utilizzo;
  • con riferimento ai DJ, inserirlo nella programmazione delle proprie esecuzioni nei locali pubblici, contro regolare pagamento dei proventi per diritti connessi dovuti a fronte di tale utilizzo;
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