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giovedì 7 settembre 2023

ManageEngine: come usare al meglio questa preziosa suite software?

ManageEngine è una suite di software progettata per aiutare le aziende a svolgere in modo efficiente le operazioni IT, migliorare la produttività, aumentare il livello di sicurezza informatica e, in generale, ottimizzare la gestione delle risorse tecnologiche, dal funzionamento delle reti ai servizi di help-desk. Data l'ampia gamma di strumenti e funzionalità che offre, è bene valutare con attenzione ciò che serve alle proprie specifiche esigenze. Come? Ce lo spiegano gli esperti di Gruppo Trade, grazie a un'esperienza ventennale nel mondo dell'IT management.


Milano, luglio 2023. Per valutare quali funzionalità di ManageEngine sono più adatte alla propria impresa, bisogna innanzitutto effettuare un'analisi approfondita dei processi aziendali e valutare quali, tra questi, siano più carenti dal punto di vista gestionale: potrebbe essere la gestione dei ticket di assistenza, o il monitoraggio delle prestazioni delle applicazioni, la sicurezza dei dati e molto altro ancora. 

A questo fine occorre coinvolgere i responsabili IT dei diversi dipartimenti, nonché, idealmente, gli utenti dei relativi servizi, per raccogliere feedback concreti e puntuali su carenze e punti di forza. 

Fatto ciò, bisogna comprendere quali sono gli strumenti di ManageEngine funzionali a risolvere il problema, tenendo presente due parametri principali: flessibilità (quanto si può adattare questo tool alle specifiche esigenze della mia azienda?) e scalabilità. Senza dimenticare che ogni azienda è un caso a sé.   

L'importanza di una consulenza affidabile 

L'affidabilità della consulenza è cruciale in questo processo. Un partner affidabile si occuperà della valutazione preliminare e della configurazione dei prodotti scelti ad hoc per la vostra azienda, fornirà supporto in tutte le fasi successive all'implementazione (come aggiornamenti di sistema ed eventuali integrazioni) e infine rimarrà a disposizione per fornire un'assistenza a 360 gradi, in grado di risolvere criticità e imprevisti in qualunque momento essi si presentino.

Gruppo Trade è partner certificato ManageEngine: è proprio dalla profonda conoscenza del software che deriva il know-how necessario per fornire consulenze specialistiche avanzate, oltre alle licenze e ai servizi di configurazione, manutenzione e assistenza. 


venerdì 1 settembre 2023

Fausto Meli. InVisibilia


In occasione della diciottesima edizione di Photofestival, una delle principali manifestazioni dedicate alla fotografia in Italia, MADE4ART è lieto di presentare presso la propria sede nel cuore di Brera, il quartiere dell'arte nel centro di Milano, una mostra di opere dell'artista fotografo Fausto Meli a cura di Gigliola Foschi. 

"InVisibilia" si pone in continuità con la recente esperienza alla fiera internazionale di fotografia MIA Fair di Milano, dove lo spazio MADE4ART ha esposto una selezione di opere della serie "Folded paper loves to voyage" di Meli, ora affiancate da alcuni soggetti inediti che ben rappresentano ogni sfumatura di questo articolato e poetico progetto. Con il suo lavoro l'artista racconta il delicato equilibrio tra ambiente ed essere umano attraverso un dialogo immaginario tra luoghi esplorati e origami; le fotografie sono stampate su carta giapponese washi bianco naturale, utilizzata anche per gli origami stessi, rimandando a un ideale di purezza e ritrovata armonia. 

Come precisa Fausto Meli, «l'origami, testimone inanimato in ascolto di una Natura antropizzata, diventa simbolo della ricerca di nuove connessioni tra Uomo, Natura, Cosmo, Storia, Memoria, in un immaginifico metaforico viaggio di ricognizione in un Tempo ed uno Spazio universali». Attingendo in parte ai ricordi d'infanzia e all'antica tradizione delle tavole illustrate, l'origami si fa presenza simbolica dell'uomo e della donna contemporanei nella loro voglia e necessità di esplorare il mondo che li circonda, ma anche se stessi. 

La personale di Fausto Meli è visitabile dal 14 al 28 settembre 2023; opening giovedì 14 settembre dalle ore 18 alle 20, per gli altri giorni apertura al pubblico il lunedì dalle ore 15 alle 19, dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 19 e il sabato dalle ore 10 alle 13. In occasione della serata di apertura, presso la sede di MADE4ART è in programma anche la presentazione del volume "InVisibilia" edito da Gente di Fotografia nel 2023, contenente tutte le immagini della serie "Folded paper loves to voyage". 
 
Fausto Meli. InVisibilia 
a cura di Gigliola Foschi 

14 - 28 settembre 2023 
Opening giovedì 14 settembre ore 18 - 20 
Orari dal 15 settembre: lunedì ore 15 - 19, martedì - venerdì ore 10 - 19, sabato ore 10 - 13 
Ingresso gratuito, su appuntamento 
Si invita a verificare sempre sul sito Internet di MADE4ART eventuali aggiornamenti sugli orari e le modalità di accesso allo spazio 

MADE4ART 
Spazio, comunicazione e servizi per l'arte e la cultura 
Via Ciovasso 17, Brera District, 20121 Milano, Italia 
Fermate metropolitana Lanza, Cairoli, Montenapoleone 

lunedì 21 agosto 2023

Eni: la strategia di decarbonizzazione per il settore marittimo

 

Disegnata la rotta verso il "net zero" a partire dall'analisi dell'evoluzione tecnologica dei motori e dalla disponibilità di vettori energetici low carbon e delle relative infrastrutture

 

 

Per immaginare una strategia realistica, efficiente e sostenibile di decarbonizzazione del trasporto marittimo non basta fissare il punto d'arrivo. E' necessario mettere a sistema le competenze di tutti gli stakeholder per disegnare il percorso tappa dopo tappa. E' quello che ha fatto Eni lo scorso 11 luglio a Roma portando allo stesso tavolo armatori, aziende produttrici di motori navali, certificatori, rappresentanti della logistica energetica, associazioni di settore e Amministrazione Pubblica. L'appuntamento è stato l'occasione per presentare la roadmap per la decarbonizzazione del settore marino, frutto del lavoro multidisciplinare di oltre 40 esperti del comparto. Tre intensi mesi di lavoro che sono serviti a disegnare la rotta verso le zero emissioni, analizzando il contesto normativo, il mercato navale, l'evoluzione tecnologica dei motori e la disponibilità, anche in termini infrastrutturale, di vettori energetici a ridotta intensità carbonica.

Il risultato è un lavoro multidimensionale e multidisciplinare, necessario all'industria ma anche a chi nella pratica dovrà definire le norme e i regolamenti. Lo studio ha preso in considerazione la flotta navale attuale e futura, le tecnologie propulsive, i vettori energetici disponibili, il loro prezzo e le loro prestazioni, ma anche le relative esigenze infrastrutturali e il costo delle emissioni.

Sulla carta le opzioni sono molteplici. Come ricordato dagli autori dell'analisi, oggi esiste una lunga lista di prodotti con interessanti potenzialità ai fini della decarbonizzazione del settore marittimo. Dai biocarburanti come l'HVO e il FAME alle versioni bio del GPL e del GNL, dall'ammoniaca al metanolo, dai carburanti sintetici (e-fuel) all'idrogeno. Ma non tutti potranno giocare un ruolo rilevante da subito, sia per una questione prettamente di maturità tecnologica che per via del necessario sviluppo infrastrutturale e di filiera. La transizione energetica marittima per dimensioni e caratteristiche avrà bisogno di evolversi strada facendo per tenere assieme sostenibilità, competitività e sicurezza.

Nel breve termine (2030-2035) l'opzione più verde, accessibile, economica e flessibile è rappresentata dai biocarburanti liquidi e gassosi già presenti sul mercato, e in particolare l'HVO, acronimo di Hydrotreated Vegetable Oil. I suoi punti di forza? E' ottenuto dalla lavorazione di lipidi di scarto rinnovabili, può essere utilizzato già oggi nei motori in miscela al 50% con carburanti tradizionali senza modifiche tecnologiche, ma si presta anche all'uso in purezza nei nuovi motori. Ma soprattutto permette di raggiungere riduzioni nelle emissioni di CO2eq tali da rispettare gli obblighi normativi immediati così come quelli a medio e lungo termine. A titolo di confronto il suo impiego permette di abbattere tra il 60 e il 90% delle emissioni di carbonio (in funzione della tipologia di carica biogenica) rispetto al carburante tradizionale sull'intero ciclo di vita. E a differenza di vettori energetici come l'ammoniaca o l'idrogeno, non richiede modifiche infrastrutturali o logistiche.

Discorso non troppo dissimile per il biocarburante FAME, prodotto attraverso la transesterificazione di oli vegetali. Quest'ultimo, tuttavia, a fronte di una decisa economicità offre però prestazioni più scadenti in quanto si tratta di un prodotto meno stabilizzato, che richiede particolari operazioni di movimentazione all'interno delle navi.

Sempre sul breve termine un ruolo potenziale lo ha anche il GNL. In questo caso le sfide si focalizzano più che altro sulla domanda, le infrastrutture e ovviamente le emissioni, sebbene più basse di quelle carburanti navali tradizionali. E in futuro sistemi di cattura della CO2 a bordo delle navi potrebbero dare un'ulteriore mano. Il bio GNL alleggerirebbe sicuramente l'impronta di carbonio ma andrebbe incrementata l'offerta e abbassati i costi.

Lo studio annovera tra le opzioni per il medio termine il metanolo – interessante soprattutto se prodotto da rifiuti – ma oggi ancora troppo costoso ed energeticamente impegnativo.

Sono considerate opzioni per il lungo periodo invece l'ammoniaca e l'idrogeno ma con tutte le sfide del caso: dall'abbattimento dei costi tecnologici a questioni prettamente ambientali e di sicurezza. Su tempi lunghi si muovono anche gli e-fuels, per i quali tuttavia si prevede invece uno sviluppo per lo più legato al trasporto terrestre, che lascerà ben poco spazio alle imbarcazioni.

Dall'analisi, dunque, l'HVO emerge come il vettore favorito. Un risultato che non sorprende dal momento che l'olio vegetale idrogenato rappresenta una soluzione già rodata e disponibile. Un prodotto in grado di accelerare la transizione energetica marittima senza dover aspettare nuovi motori o infrastrutture. In questo campo Eni ha da tempo costruito un solido know-how. La società produce già il biocombustibile nelle sue bioraffinerie di Venezia e Gela attraverso la tecnologia proprietaria Ecofining™ e ha da poco siglato un accordo con RINA per svilupparne assieme l'impegno nel trasporto navale. Un'intesa di ampio respiro che guarda all'immediato ma anche al futuro. L'accordo prevede infatti di sviluppare altri vettori energetici sostenibili, come ad esempio l'idrogeno e l'ammoniaca nella versione verde o blu. E la realizzazione di iniziative che coinvolgano la loro intera catena logistica così come l'adozione di metodologie certificate per il computo "tassonometrico" dei benefici emissivi lungo tutta la value chain.

 

Link: https://www.rinnovabili.it/mobilita/navigazione-sostenibile/decarbonizzare-il-trasporto-marittimo-strategia

 

 

 

 

 

 

 


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venerdì 18 agosto 2023

Mantieni la pizza calda e croccante appena sfornata, con le scatole per asporto pizza Martinelli

Scatole per asporto della pizza: L'arte di conservare la freschezza con i prodotti dello Scatolificio Martinelli

In un mondo, il nostro, dove la pizza è più di un semplice cibo, ma una vera e propria icona culturale, come assicurarsi che mantenga la sua fragranza e calore? La risposta è semplice eppure essenziale: la scatola in cartone per la pizza da asporto.

L'Inconfondibile cartone per pizza

Chi non ha mai visto o toccato quella scatola, di solito quadrata, dalle dimensioni 33 x 33 x 3 cm con quei fori strategici per la fuoriuscita del vapore? È forse la quintessenza dell'efficienza. Un design tanto semplice quanto efficace. Ma, perché è così universale? Proprio come una buona ricetta, quando qualcosa funziona alla perfezione, non ha bisogno di ulteriori modifiche. E non c'è dubbio, se ordinate una pizza da asporto ovunque nel mondo, vi verrà servita in questa iconica confezione.

Storia delle scatole per pizza

Mentre oggi diamo per scontato il design tradizionale delle scatole per pizza, c'è una storia affascinante dietro la loro invenzione. Le prime scatole erano in metallo o cartone spesso, ma col tempo si è optato per il cartone micro-onde, grazie alla sua leggerezza, costo ridotto ed alla capacità di conservare il calore.

Scatolificio Martinelli: sinonimo di qualità

Scatolificio Martinelli non è solo un nome, ma un marchio di garanzia. Le loro scatole per asporto pizza in cartone sono realizzate in microonda con copertine in carta kraft. Questa non è una scelta casuale, ma il risultato di valutazioni approfondite. Il peso, la grammatura, tutto è calibrato per trattenere il calore e mantenere la pizza al punto giusto di croccantezza e sapore.
Ma che dire dell'importanza del branding? La superficie esterna dell'imballaggio, candida come una tela, è una tela bianca pronta a raccontare la storia del vostro brand, permettendovi di personalizzarla con la vostra grafica e logo.

Il Processo di produzione

La produzione delle scatole per pizza segue un rigido controllo qualità. Dall'acquisto del cartone, alla lavorazione, fino alla stampa e alla consegna, ogni fase è monitorata per garantire il massimo della qualità e del rispetto delle "rigidissime" norme vigenti per il settore.

Perché cartone microonda e carta kraft?

Immaginate di assaporare una pizza appena sfornata, con una temperatura tra i 60 e gli 80 gradi e un'umidità palpabile. Se incanalassimo questo calore e queste caratteristiche in un "comune" cartone, il risultato sarebbe una pizza flaccida e senza vita. Una delusione, non è vero? Il cartone microonda con copertina kraft è la risposta ideale: resiste all'umidità, trattiene il calore e possiede la giusta robustezza per garantire un trasporto efficace, garantendo che ogni morso sia come un ritorno direttamente in pizzeria.

Aspetti ambientali e sostenibilità

Un altro aspetto cruciale delle scatole per pizza dello Scatolificio Martinelli è la sostenibilità. Il cartone è biodegradabile e riciclabile, facendo delle scatole una scelta eco-friendly. Inoltre, l'azienda è costantemente alla ricerca di metodi e materiali sempre più sostenibili per ridurre l'impatto ambientale.

Il potere del branding non va sottovalutato. Immaginate la vostra pizza preferita: non è solo il sapore, ma anche l'esperienza di aprire quella scatola e vedere il logo del vostro ristorante preferito. Una vera e propria forma di pubblicità!

Personalizzazione e grafica

Non basta avere una scatola di alta qualità. La personalizzazione, dalla scelta dei colori al design del logo, gioca un ruolo fondamentale nel definire la percezione del cliente sulla vostra pizzeria. Una grafica accattivante e unica può fare la differenza.

L'offerta completa dello Scatolificio Martinelli

Ma la produzione dello Scatolificio Martinelli non si limita ai soli box pizza. Oltre alle iconiche scatole per pizza, realizzano una gamma vastissima di imballaggi e confezioni per il trasporto take away di altri alimenti. Dai contenitori per il classico cibo di strada agli eleganti vassoi e contenitori per pasticceria. E come sempre, l'attenzione al dettaglio e la personalizzazione sono al centro della loro filosofia. Se volete saperne di più o ordinare le vostre scatole personalizzate, Scatolificio Martinelli è a vostra completa disposizione.

Conclusione

Per finire vorrei ricordarvi che l'arte dell'asporto non riguarda solo il cibo, ma anche come viene presentato e consegnato. Con la giusta scatola, potete garantire che la vostra pizza arrivi a destinazione calda, fragrante e deliziosa, proprio come appena sfornata.

giovedì 17 agosto 2023

Guida del serramentista: 6 domande alla sostituzione degli infissi

La sostituzione degli infissi di casa comporta sempre un investimento di tempo e denaro, per questo motivo occorre valutare bene ogni aspetto prima di imbarcarsi in una impresa che può avere un profondo impatto. Quali sono, quindi, le domande giuste da porsi prima di iniziare?

Perchè sostituire gli infissi di casa

Arriva un momento in cui finestre e porte smettono di funzionare come di deve, questi sono elementi vitali in una abitazione e non si può permettere che la loro usura possa rovinare il comfort nostro e della nostra famiglia. Infissi usurati e logori non sono più efficienti in termini di isolamento termico e acustico.

I segni più evidenti che può essere arrivato il momento di procedere alla sostituzione degli infissi sono:

  • Bollette più salate: se noti che le tue bollette iniziano a diventare più care, probabilmente i tuoi infissi iniziano a essere meno performanti. Infissi usurati e non più isolanti sono responsabili per circa il 30% della dispersione di calore di una abitazione;
  • Condensa sui vetri: degli infissi usurati, datati o non correttamente installati, possono permettere la creazione di un ponte termico tra interno e esterno. Questo causa condensa sulle superfici dei serramenti e sui muri e, di conseguenza, può dar vita alla formazione di muffe pericolose.
  • Aumento del rumore esterno: l'isolamento acustico (o la sua mancanza) è un altro segnale che sta arrivando il momento di sostituire i nostri infissi. Soprattutto se viviamo in contesti urbani, il rumore può essere una fonte di fastidio notevole.

Le 6 domande da porre alla sostituzione degli infissi

Se iniziamo a riscontrare uno o più dei problemi sopra elencati, può essere il momento di procedere alla sostituzione degli infissi. Per procedere al meglio, è sempre meglio mettersi nelle mani di serramentisti esperti e certificati. Per assicurarci di essere in buone mani possiamo procedere a porre una serie di domande mirate:

  1. Quale è il tipo di abitazione? La scelta del tipo di infisso varia a seconda che tu abiti in u condominio, piuttosto che in una villetta.
  2. Quale è lo stile della casa? Conoscere lo stile della casa ci aiuta nella scelta dello stile degli infissi e dei materiali.
  3. Dove è posizionata l'abitazione? Se desideriamo una soluzione a impatto zero, la scelta dei materiali può variare a seconda dell'ubicazione.
  4. Come sono orientate le finestre? Le finestre ricevono luce e calore in maniera differente se affacciano a settentrione o a meridione, di conseguenza le protezioni e le schermature dovranno essere adeguate.
  5. Che tipo di vetro è il più adatto? La scelta del vetro per i serramenti è un altro punto importante, ad esempio, se sono presenti delle schermature o meno, la scelta del vetro cambierà.
  6. Quale è il tuo stile di vita? Quanto vivi la tua abitazione? Rientri solo saltuariamente o la vivi 24 ore su 24? E hai una famiglia che condivida gli ambienti di casa? Sono tutti fattori importanti nella scelta degli infissi.

Qualità dell'infisso e della posa certificata

Ma queste domande sono solo la punta dell'iceberg, per quello che riguarda le domande da porsi alla sostituzione di infissi e serramenti. Occorre, naturalmente, affrontare altri punti importanti e, un serramentista professionista, potrà guidarvi nelle varie questioni maggiormente tecniche e burocratiche.

La posa in opera dell'infisso è fondamentale quanto la sua scelta. Per assicurarvi di ottimizzare il vostro investimento, vi raccomandiamo di rivolgervi a installatori qualificati in grado di effettuare, a regola d'arte, di una posa certificata degli infissi.

La certificazione degli installatori dimostra la loro esperienza e la loro abilità per garantirti il miglior risultato.

Manutenzione ordinaria e straordinaria

Esistono anche delle precisazioni di natura burocratica da fare sulla sostituzione degli infissi. Soprattutto nella differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria degli infissi.

Si parla di manutenzione ordinaria quando non si cambiano il modello o i rivestimenti delle finestre (per alcuni comuni anche il cambio di colore può considerarsi modifica ordinaria) e si mantiene la forma, la dimensione e le caratteristiche delle finestre precedenti. Infine, l'intervento deve ottimizzare il livello energetico dell'abitazione.

Se la sostituzione degli infissi rientra in un intervento più ampio di ristrutturazione, che comprenda anche la modifica della tipologia, forma o apertura degli infissi, o addirittura l'apertura di nuovi vani per finestre, allora si parla di manutenzione straordinaria.

Quali sono le novità introdotte con il nuovo decreto antincendio?

E’ stato pubblicato da INAIL un nuovo documento tecnico sulle novità in merito alla prevenzione incendi sui luoghi di lavoro. La normativa infatti, negli ultimi anni, ha visto diverse evoluzioni e, lo scopo di questo documento è quello di accrescere la consapevolezza in merito ai contenuti dei nuovi Decreti Antincendio e alla loro messa in pratica.

Il testo analizza i 3 decreti ministeriali che, nel 2021, hanno modificato (sviluppando a anche abrogando) la normativa già in essere.

Primo decreto: manutenzione attrezzature, impianti e sistemi di sicurezza antincendio

Il primo decreto dà indicazioni sulla corretta manutenzione delle attrezzature, degli impianti e dei sistemi di sicurezza antincendio.

È costituito da un articolato normativo e da due allegati: “Criteri generali per manutenzione, controllo periodico e sorveglianza impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio” e “Qualificazione dei manutentori di impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio”.

Secondo decreto: gestione dei luoghi di lavoro

Il secondo si focalizza sulla gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza, sulle caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio; comprende anche i corsi di formazione per gli addetti antincendio e per i formatori.

È costituito da un articolato normativo e da cinque allegati: “Gestione della sicurezza antincendio in esercizio”, “Gestione della sicurezza antincendio in emergenza”, “Corsi di formazione e aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio”, “Idoneità tecnica per addetti al servizio antincendio”, “Corsi di formazione e di aggiornamento dei docenti dei corsi antincendio”.

Terzo decreto: valutazione dei rischi d’incendio

Il terzo infine riguarda la valutazione dei rischi d’incendio, e le conseguenti misure di prevenzione, protezione e gestionali da attuare per la riduzione degli stessi.

Il decreto fornisce, nell’Allegato I, specifiche indicazioni per la progettazione della sicurezza antincendio dei luoghi di lavoro a basso rischio di incendio.

Viene introdotto un vero e proprio MINI-CODICE per la valutazione del rischio di incendio e vengono specificate nel dettaglio le misure di prevenzione e protezione, nonché le misure organizzative e gestionali antincendio che devono essere adottate nei luoghi di lavoro cosiddetti a basso rischio di incendio, rinviando i luoghi di lavoro non ricadenti fra quelli a basso rischio di incendio al Codice di prevenzione incendi (o alle regole tecniche di prevenzione incendi “tradizionali”, qualora applicabili).

Il decreto contiene le misure intese ad evitare l’insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze, qualora esso si verifichi, e si propone quale regola tecnica per i luoghi di lavoro privi di specifica regola tecnica. L’approccio proposto ricalca quello del Codice di prevenzione incendi, sebbene con contenuti in forma ridotta e semplificata; il decreto è costituito da un articolato normativo e da un solo allegato.

Statistiche sugli infortuni causati da incendi o esplosioni

Il documento termina con una parte di statistiche relative agli infortuni gravi causati da incendi o esplosioni, soffermandosi ad analizzarne le cause, in larga parte dovute al mancato rispetto o all’inadeguata conoscenza delle norme di sicurezza.

Non possiamo mai ricordare abbastanza spesso quanto la conoscenza sia uno dei fattori chiave della prevenzione antincendio e, in generale, della sicurezza sul lavoro. Grazie all'opera di enti riconosciuti per la sicurezza sul lavoro è possibile effettuare corsi di formazione antincendio per tutti i lavoratori di una azienda.

 

Obblighi dell'amministratore di condominio sulla sicurezza dell'acqua

Con il nuovo decreto 18/2023 sono entrati in vigore nuovi obblighi per l'amministratore di condominio in materia di salute dell'acqua negli impianti condominiali, vediamo assieme in cosa consistono questi obblighi.

La vecchia normativa su acqua e manutenzione impianti

Quello di assicurare la qualità dell'acqua a uso sanitario e alimentare nei condomini e nelle abitazioni è una priorità dei legislatori e delle amministrazioni. Per garantire questa qualità, negli ultimi 20 anni, sono stati effettuati due importanti interventi normativi, entrambi per attuare direttive comunitarie.

Innanzitutto il D.Lgs. n.31/2001, in seguito modificato dal D.Lgs. n.27/2002, attuava la direttiva comunitaria 98/83. Questa direttiva, con l'art. 5, comma 2, andava a definire gli obblighi e le responsabilità delle figure coinvolte nella distribuzione dell'acqua a uso alimentare.

Purtroppo, questa prima normativa, è divenuta causa di perplessità e incomprensioni: lasciava intendere che, gli obblighi di verifica sull'acqua del gestore del servizio idrico, si fermassero al punto di consegna, ovvero il contatore. Di conseguenza, l'amministratore avrebbe dovuto garantire la salubrità dell'acqua dal punto si consegna al rubinetto.

Questa situazione si è protratta fino al 10 Giugno del 2004. In questa data, il legislatore, ha finalmente chiarito la questione: con una nota del ministero è stato specificato che, per quanto riguarda gli edifici abitativi, l'amministratore di condominio ha l'obbligo di svolgere il controllo dello stato di adeguatezza e di manutenzione dell’impianto ai sensi dell’articolo 2051 del codice civile. Si specifica anche che non sta a lui controllare lo stato dell'acqua dal contatore ai rubinetti (gli artt. 7 ed 8 del D.Lgs. n.31/2001).

Quello del monitoraggio periodico della qualità dell’acqua restava una buona prassi: con cadenza periodica gli amministratori potevano effettuare controlli, avvalendosi dell'ASL, per verificare la presenza di batteri, oltre i limiti di legge.

Il Decreto 18/2023 e la verifica delle acque potabili

Con il Decreto Legislativo n.18 del 23 Febbraio 2023, la situazione è radicalmente cambiata. Questo attua la direttiva UE 2020/2184 e abroga la legislazione precedente.

Il nuovo decreto prevede, in maniera esplicita, che la responsabilità dell'acqua ad uso umano, nei condomini, dal punto di consegna (il contatore) al punto d'uso (i rubinetti dei vari appartamenti), venga attribuita all'amministratore. Se questo dovesse mancare, l'onere ricade sui proprietari degli immobili.

L'amministratore dovrà effettuare la valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni, come le pompe di sollevamento acqua che garantiscono il corretto afflusso agli appartamenti. Altro obbligo previsto, quello di adottare le misure preventive e correttive per ripristinare la qualità dell'acqua in caso di problemi.

La normativa implementa anche, con il comma 4 dell'articolo 9, l'obbligo di formazione, a cura delle Regioni, per i gestori dei sistemi, gli idraulici e gli altri professionisti che operano nei settori dei sistemi di distribuzione idrici interni.

In questo modo, il decreto, nelle intenzioni del legislatore, ha lo scopo di:

  • tutelare la salute dei condomini contro gli effetti della contaminazione dell'acqua;
  • migliorare l'accesso all'acqua destinata al consumo umano.

Rimangono invariati gli obblighi per il gestore idrico integrato, la cui responsabilità si interrompe al punto di consegna.

Sanzioni e obblighi per l'amministratore condominiale

L'articolo 23 del Decreto prevede sanzioni particolarmente onerose per l'amministratore di condominio. Queste possono variare a seconda della gravità dell'omissione accertata dalle autorità sanitarie. Si tratta di pene pecuniarie che possono andare da un minimo di 5000 euro a un massimo di 30000 euro se si tratta del mancato rispetto dei parametri elencati nell'allegato I, parti A e B. Le sanzioni variano da 4.000 a 24.000 euro in caso di inosservanza dell'obbligo di implementazione di valutazione e gestione del rischio.

A mitigare l'onere sulle spalle degli amministratori, contribuiscono il già citato obbligo di formazione dei professionisti che gestiscono i sistemi di distribuzione idrici interni e le aziende per l’installazione dei sistemi di gestione acqua, effettuato con le Regioni, e l'obbligo all'autorità sanitaria di informare il consumatore su come adempiere al meglio agli obblighi del decreto.

 

mercoledì 16 agosto 2023

Matteotti: Pirilo, l’importanza della memoria, oggi cerimonia a Riano a 99 anni dal ritrovamento del corpo di Matteotti

16.07.2023 -: Oggi a 99 anni dal quel tragico 16 agosto 1924, verrà deposta una corona di fiori nel luogo del ritrovamento del corpo dell'On. Matteotti.
La cerimonia, voluta dall'Amministrazione comunale di Riano, verrà coordinata da Luigi Dell'Orso, attento ed attivissimo delegato del Sindaco Luca Abbruzzetti alle celebrazioni del centenario dall'uccisione di Giacomo Matteotti, con la partecipazione ed il sostegno della Sezione G. Matteotti - RETE ANPI Flaminia Tiberina, della Rete Nobavaglio - liberi di essere informati, della Spi Cgil e del nostro Circolo Culturale Sargat Matteotti.

Il ritrovamento di quel corpo martoriato, a Riano nella macchia di Quartarella, fu il tragico ma scontato epilogo di quelle settimane d'angoscia successive al sequestro, nelle quali del
deputato socialista ed antifascista non si trovava traccia. 
La salma era in avanzato stato di decomposizione tanto che per il suo riconoscimento fu necessaria una perizia odontoiatrica. E li la triste conferma, quello era il cadavere di Giacomo Matteotti, rapito e assassinato il 10 giugno da sicari fascisti!
…Era il 16 agosto del 1924, quasi un secolo fa… la nostra libertà oggi si fonda anche sul Suo sacrificio e su quello di tante donne e tanti uomini che diedero la vita per combattere il fascismo, ricordare questi martiri della democrazia dovrebbe essere un sentire più che un dovere!
Per questo auspico una numerosa partecipazione alla cerimonia odierna, per Giacomo Matteotti, per non dimenticare! 


Enzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale "Saragat-Matteotti"

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Circolo Culturale "G. Saragat - G. Matteotti"
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venerdì 11 agosto 2023

Pellet e scorte per l'inverno: conviene pensarci adesso!

Fare scorte di pellet durante il prestagionale è sempre una mossa saggia. Ma come calcolare la giusta quantità di pellet da acquistare per averne abbastanza durante l'inverno? Gli esperti di Pellet1 svelano tutti i fattori da tenere in considerazione.


Milano, luglio 2023. Proprio adesso siamo nel pieno del periodo prestagionale per il settore del pellet: i mesi caldi vedono infatti un ribasso dei prezzi di tale prodotto, e sono perciò il momento migliore per fare scorte a prezzi convenienti. 


Ma determinare la quantità esatta di cui si ha bisogno per tutto l'inverno non è un'impresa semplice!


Per calcolare il proprio fabbisogno di pellet e avere così una stima quanto più esatta della quantità da comprare per non rimanere al freddo e non dover fare ulteriori acquisti, gli esperti di Pellet 1, che di biomasse se ne intendono, raccomandano di tenere a mente alcuni fattori chiave:


- dimensioni e isolamento termico dell'ambiente;

- potenza della stufa e tiraggio della canna fumaria;

- condizioni del proprio impianto di riscaldamento;

- la regione geografica e le proprie abitudini (per quante ore al giorno si tiene accesa la stufa);

- ma soprattutto, la qualità e il tasso di umidità del pellet usato.

Un esempio concreto

Immaginiamo, ad esempio, una persona che lavora da casa e vive, in Italia, in un appartamento di circa 90 mq: avrà bisogno di tenere accesa la stufa a pellet dalle 8 alle 10 ore al giorno, in media. 


Con una stufa da 10Kw efficiente, un buon tiraggio della canna fumaria e una casa ben isolata termicamente, il consumo si aggirerà intorno ai 0.25 kg all'ora per ogni Kilowatt di potenza della stufa: ossia, questa persona userà circa 2,5 kg all'ora, più o meno 1 sacco e mezzo al giorno.


Un bancale di pellet, la misura standard con cui questo prodotto è venduto, comprende di norma tra i 65 e i 70 sacchi da circa 15 kg, per un totale di circa una tonnellata di pellet: questo significa che con un bancale la persona nel nostro esempio coprirà quasi un mese e mezzo di riscaldamento!



martedì 8 agosto 2023

Ferragosto con Calicidicinema Lu Mière al Parco archeologico Rudiae


 





Gentili Colleghi ricevo e inoltro volentieri questa bella iniziativa ferragostana
grazie per l'attenzione e buon Ferragosto!

Eccezionale appuntamento Lù MIÈRE calicidicinema nel giorno di Ferragosto!
Ospiti nell'ultramillenario anfiteatro del "Parco archeologico di Rudiae, grazie alla valente iniziativa "PicNic experience" (appuntamenti settimanali cadenzati da un'amplia scelta culturale ) si proietterà il film " La parmigiana" (1963, Antonio Pietrangeli) elogiando e ricordando, durante l'introduzione di Antonio Manzo, la mitica eterea attrice Catherine Spaak.

Tratto dal romanzo omonimo di Bruna Piatti (1910-1979), attrice protagonista  è Catherine Spaak nei panni di Dora che abita con lo zio prete in un piccolo paese di campagna. La vita di provincia però le va stretta, prima seduce Giacomo, un seminarista in vacanza, poi scappa con lui a Riccione. Ha inizio così una peregrinazione sentimentale che la porta tra le braccia di diversi uomini; quando decide di tornare con Nino, (interpretato dall'indimenticabile Nino Manfredi) per il quale in fondo prova davvero un po' d'amore, scopre che questi è mantenuto da Iris, una donna più anziana di lui. Dora comprende allora che non necessariamente ha bisogno del sostegno di un uomo per vivere e volta pagina.
La cantina che supporterà la imperdibile serata sarà: "Funiati" (San Pancrazio Salentino). Sarà inoltre possibile gustare per l'occasione un' ottima "parmigiana di ferragosto".

Martedì 15 agosto dalle ore 19,30  Parco archeologico Rudiae
Per costi e prenotazioni: 3761798201


sabato 5 agosto 2023

Strage di Bologna: Pirillo (Circolo Saragat Matteotti), inaccettabili dichiarazioni del portavoce della Regione Lazio, Rocca pretenda dimissioni o lo allontani


Roma, 05.08.2023 -: Il fatto stesso che il Portavoce della regione Lazio sia un ex terrorista nero la dice lunga sulla vera natura politica di "Flagelli" d'Italia e dei suoi accoliti! 
Purtroppo bisogna constatare come anche il governatore Rocca -che pur bene aveva fatto in seno alla Croce Rossa-  si sia dovuto allineare ai diktat della Führer Meloni in tema di "collocamento mirato" dei suoi fedelissimi, che di certo non hanno problemi di reddito di cittadinanza… anzi a spese dei contribuenti si sentono liberi di rinnegare una delle peggiori pagine della storia italiana, con spregio delle vittime e dei loro familiari!
Tutto questo è da ritenersi inaccettabile, le affermazioni del portavoce sono da condannare senza se e senza ma, e le contromisure devono essere concrete! Il Presidente Rocca deve pretendere le scuse seguite da dimissioni, in alternativa deve scattare l'allontanamento!
Non è possibile pensare di farla franca da ogni e qualunque azione e dichiarazione solo perché appartenenti alla rinnovata "casta".
L'Italia merita qualcosa di meglio, i cittadini meritano maggiore rispetto.
Noi non possiamo accettare tutto questo!
Resistenza ad oltranza!!!

Vincenzo Pirillo, Presidente del Circolo "Saragat-Matteotti" Roma

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Circolo Culturale "G. Saragat - G. Matteotti"
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Corrispondenza: via Giuseppe Benedetto Dusmet 15/a - 00168 Roma
Sede storica: via Rosa Guarnieri Carducci 12 - 00145 Roma 
Facebook: @CircoloSaragatMatteotti
mobile: +39.329.032.35.17 
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giovedì 3 agosto 2023

La nuova soluzione di ABB sugli azionamenti raffreddati a liquido

Durante il funzionamento tutti gli azionamenti tendono normalmente a scaldarsi e richiedono necessariamente un sistema di raffreddamento per funzionare in maniera ottimale. Ciò, tuttavia, pone una serie di vincoli sia a livello di progettazione che di logistica e manutenzione. Nella gran parte delle applicazioni, il raffreddamento avviene con l’aria e necessita di spazi idonei alla ventilazione, manutenzioni frequenti senza tuttavia poter garantire efficienze elevate. L’alternativa può essere quella di impiegare inverter con sistemi di rimozione del calore con fluidi liquidi al posto dell’aria. Sono i cosiddetti liquid-cooled drives e offrono vantaggi significativi in termini di compattezza, efficienza e modularità. ABB è in pole position da anni nello sviluppo di questa tecnologia, con decine di casi studio nel settore del trasporto marino e dell’industria, fino ad arrivare alle difficili applicazioni nel mining e nell’Oil&Gas. ABB offre un’ampia gamma di soluzioni come l’ACS880LC, una versione all’avanguardia di inverter che garantisce potenze di quasi il 50% maggiori con gli stessi consumi dei modelli precedenti.

 

Perché usare l’acqua? Semplice, si tratta di un fluido oltre 23 volte più efficiente nel trasferire calore rispetto all’aria (motivo per cui nei caloriferi di casa viene usata la prima e non la seconda). Nei liquid-cooled drives, il liquido estrae calore dagli inverter e lo dissipa tramite scambiatori con efficienze che possono superare il 98%. Gli azionamenti ABB raffreddati a liquido utilizzano una miscela a base d’acqua, con additivi per evitare corrosione e congelamento.

 

Non c’è rischio di cortocircuito? Come noto, acqua ed elettricità non vanno mai troppo d’accordo, ma il sistema refrigerante dei drives ACS880LS di ABB opera a flussi e pressioni particolarmente basse e ciò riduce al minimo la probabilità di perdite. Senza contare che il liquido additivato ha una conduttività elettrica molto inferiore a quella dell’acqua pura, minimizzando il rischio di corto o arco elettrico, nella remota ipotesi che qualche goccia di liquido venisse in contatto con i componenti delle linee.

 

Che differenza c’è tra un sistema raffreddato ad acqua e uno ad aria? Prendiamo un inverter da 6 MW di potenza: la macchina può arrivare a produrre 150 kW di calore di processo durante il suo funzionamento, calore che viene asportato dal fluido, sia esso aria o un liquido. Nel caso dell’aria, per aumentare lo scambio termico, il drive va installato in ambiente ventilato, che può essere predisposto all’umidità, a temperature troppo elevate o eccessivamente basse. Per non parlare della polvere o dei gas corrosivi, fattori da tenere in considerazione, perché spesso presenti nei siti industriali. Insomma, un tradizionale azionamento raffreddato tramite ventilazione potrebbe avere vite utili ridotte per tutte queste ragioni. Nel caso dell’acqua, invece, il calore di processo viene convogliato verso un circuito esterno tramite uno scambiatore e una pompa, per essere eventualmente “riciclato” in altre fasi della produzione. Un sistema raffreddato a liquido necessita anche di manutenzioni meno frequenti, non essendoci filtri e condotti dell’aria da pulire per garantire il flusso di raffreddamento adeguato. I drives della serie ACS880LC a raffreddamento liquido sono realizzati all’interno di una scocca sigillata ermeticamente, eliminando quindi la necessità di prevedere uno spazio extra attorno all’azionamento, condotti dell’aria adiacenti o chiller nello stesso ambiente. In questo modo viene ridotto a zero anche il rischio di esposizione a polveri o detriti, che potrebbero danneggiare il drive.

 

 

Link: https://www.rinnovabili.it/energia/efficienza-energetica/azionamenti-raffreddati-a-liquido-avanguardia-abb/

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