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FSI-USAE
SICILIA
Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione USAE
ROMA(00155) viale E.Franceschini n. 73
Tel 06.42013957 Fax 06.42003671
COMUNICATO STAMPA
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| Coronavirus, sit-in della Fsi-Usae a Messina: "A Musumeci chiediamo tamponi rapidi per chi entra in Sicilia e due soli ospedali per malati Covid"
Grande partecipazione al sit-in, organizzato dalla Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, tenutosi questa mattina a Messina, al viale della Libertà presso la Marina del Nettuno. Obiettivo: reclamare e sensibilizzare sul rischio che il recente aumento dei contagi da Covid-19 possa trasformarsi in pericolosi focolai. Ha partecipato una delegazione della Fsi-Usae Sicilia composta da Segretari Territoriali provenienti dalle province siciliane, dirigenti sindacali e associati del sindacato e addetti del settore sanità, infermieri, tecnici, oss.
I segretari territoriali delle province della Fsi-Usae hanno replicato anche alle dichiarazioni e all'ordinanza di ieri del Presidente della Regione Nello Musumeci: "D'accordo sui controlli ai migranti, il governo centrale non può ammassarli come nei campi di concentramento o nei ghetti ma deve fornire strutture idonee. I siciliani sono stati storicamente sempre accoglienti e solidali ma questo non significa lasciare sola la Sicilia nel gestire continuamente l'arrivo dei migranti, situazione aggravata dall'emergenza Covid. I migranti, alcuni positivi al Covid, che vivono in condizioni disumane scappano dal Centro di Pian del Lago di Caltanissetta mettendo a rischio la vita dei cittadini siciliani, stessa cosa nelle tensostrutture allestite a Porto Empedocle e a Lampedusa, centri che stanno scoppiando. Sono persone umane e tali vanno trattate", dichiara Calogero Coniglio, segretario regionale.
"Al Presidente ribadiamo che per la prevenzione durante questa emergenza Covid, i controlli sui migranti non sono sufficienti, non si possono fare i tamponi solo ai voli che provengono da 4 Stati individuati con alti contagi ma su tutti i voli che arrivano negli aeroporti siciliani da qualsiasi parte dell'Italia e dell'Europa, stessa cosa nello stretto di Messina. L'estate è finita, inizia il contro esodo. Il traffico auto sarà ordinario, molto inferiore, prettamente di lavoratori pendolari e autotrasportatori. Stessa cosa per le ferrovie, con i tagli del governo, i treni da e per il nord sono solo due al giorno. La situazione, quindi, è facile da monitorare negli aeroporti, nei porti e agli sbarchi sullo stretto di Messina predisponendo presidi sanitari fissi", spiega Coniglio.
La Sicilia si prepara ad affrontare l'autunno e la Fsi-Usae propone di farlo con uno strumento rapido per tenere sotto controllo la diffusione del Covid-19, mettendo in sicurezza tutti gli ingressi nella Regione, con i test rapidi, certificati dall'Ausl della Romagna in collaborazione con l' Istituto ortopedico Rizzoli-Sant'Orsola di Bologna e l'Istituto nazionale malattie infettive "L. Spallanzani" di Roma. Si tratta di test che, hanno due vantaggi: la rapidità e il costo minore a carico del sistema sanitario. I test della ricerca dell'antigene vengono infatti eseguiti mediamente in 12-13 minuti, mentre per i tamponi classici occorre aspettare un tempo medio tra le 3 e le 6 ore. Inoltre, a fronte dei 15-20 euro di costo per il tampone classico, la spesa per un test rapido si aggira sugli 8-12 euro. In questo modo, negli aeroporti, porti e sullo stretto di Messina sarà possibile valutare, senza far perdere tempo ai passeggeri, subito le persone con Covid-19 e isolarle in attesa di un'eventuale conferma con test molecolare e permetterà una maggiore efficienza e sicurezza per i siciliani, consentendo di mantenere gli ospedali 'puliti' per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.
"Per la difesa del servizio sanitario regionale la seconda proposta della Fsi-Usae Sicilia è di utilizzate solo due strutture dedicate per i malati Covid, una per la Sicilia occidentale e una per quella orientale, per decongestionare le attività delle 17 aziende, dove la presenza di positivi al Coronavirus può rendere inoperosi gli altri reparti. Si è verificato, infatti, che i pazienti acuti e cronici affetti da patologie non Covid, per la paura del contagio, hanno rinunciato a curarsi con gravi danni per la loro salute".
"Coinvolgeremo alle nostre iniziative tutte le parti in causa, istituzioni, cittadini e lavoratori ed è necessario che il governo regionale e centrale si attivino in questa direzione essendo responsabili della sanità pubblica", conclude Coniglio.
I Segretari provinciali e componenti della Segreteria Regionale Fsi-Usae Salvatore Ballacchino, Salvatore Bracchitta, Salvatore Di Natale, Renzo Spada, Maurizio Cirignotta e Pier Paolo Di Marco La Fsi-Usae Sicilia chiedono, pertanto, di correre ai ripari prevedendo misure speciali per chi proviene da fuori regione, per contenere e arginare al meglio il rischio di nuovi focolai. "Chiediamo, pertanto, un'ordinanza che preveda l'obbligo di sottoporre a test rapido obbligatorio le persone che entrano in Sicilia, e attendiamo adesso di essere tempestivamente convocati dal Presidente della Regione". |
Città di Palermo
Consiglio Comunale
Piazza Pretoria n.1 c.a.p. 90133
Tel. 0917402418 - fax 091 7402418
COMUNICATO STAMPA
SABRINA FIGUCCIA: "LA STRADA PER BELLOLAMPO E' ORMAI DIVENTATA UNA DISCARICA"
"Odori nauseabondi, rifiuti lasciati a marcire sotto il sole infuocato lungo tutto il corso della strada, ma soprattutto il pericolosissimo percolato che ristagna dappertutto. E' questo il desolante e preoccupante quadro che offre la strada provinciale numero 1, che da Borgo Nuovo porta alla discarica di Bellolampo".
Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell'Udc di Palermo, che prosegue: "Da tempo i tanti abitanti della zona segnalano le pessime condizioni della strada, ma finora nessuno è intervenuto. E gli interrogativi sono davvero tanti, a cominciare dalle decine di camion che, dopo aver raccolto i rifiuti in città, salgono in discarica per le operazioni di frazionamento e, da lì, scendono per andare a depositare i rifiuti nelle discariche di mezza Sicilia.
Come viaggiano questi camion? A tenuta stagna? E le loro ruote, prima di lasciare la discarica di Bellolampo, vengono pulite e disinfettate, o fanno avanti e indietro lungo le strade della nostra regione con le ruote sporche? Chi è deputato a verificare questi particolari?
Sono tutte domande che ho posto stamattina al sindaco Orlando in un'interrogazione urgente, soprattutto per dare un risposta ai cittadini palermitani giustamente preoccupati per la propria salute".
Palermo, 20 agosto 2020
Comunicato stampa
UIV (AIRBUS): VINO ITALIANO SI SALVA DA NUOVO ROUND DAZI AGGIUNTIVI USA
ABBONA (PRESIDENTE UIV): VITTORIA GRAZIE AD AZIONE CONGIUNTA SETTORE E ISTITUZIONI. ORA VINO FUORI ANCHE DA DIGITAL TAX
EXPORT: ITALIA A +1,8% NEL SEMESTRE, FRANCIA A -25,3%
(Roma, 13 agosto 2020). "Ancora una volta l'Italia del vino rimane fuori dalla disputa commerciale Airbus. Non ci sarà alcun dazio aggiuntivo negli Stati Uniti sui vini del nostro Paese, almeno per questo nuovo round. Nell'esprimere soddisfazione e gratitudine per quanto fatto in Italia e negli Usa a vari livelli dal settore, dall'indotto e dalle istituzioni, riteniamo questo un successo – fondamentale ma purtroppo non definitivo – della diplomazia in un mercato che vale circa un quarto delle nostre esportazioni di vino nel mondo". Lo ha detto oggi il presidente dell'Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona, a commento della decisione relativa al rinnovo dei dazi imposti dal rappresentante del Commercio americano (Ustr) nell'ambito dell'indagine Airbus.
"Ora - ha aggiunto Abbona - confidiamo che l'azione politico-diplomatica combinata che ha visto protagonisti, tra gli altri, il sottosegretario agli Esteri, Ivan Scalfarotto, e l'Ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, e oltre 27mila commenti anti-dazi pervenuti dai Paesi interessati agli uffici del Commercio americano, si concentri sull'indagine Usa relativa alla cosiddetta digital tax approvata l'anno scorso dal Governo italiano. L'obiettivo è scongiurare ancora una volta una ritorsione commerciale che si rivelerebbe perdente per l'Italia, l'Europa e gli Stati Uniti. Per questo servirà intensificare il dialogo incoraggiando, anche in sede europea e internazionale, un percorso di cooperazione con gli Stati Uniti sui due fronti aperti. Dobbiamo assolutamente - ha concluso il presidente UIV - evitare che il vino possa divenire nuovamente bersaglio di dispute alle quali è completamente estraneo".
Secondo le elaborazioni su base dogane dell'Osservatorio del Vino di UIV, gli Stati Uniti rappresentano il primo buyer di vino al mondo e l'Italia è tornata a essere il primo Paese fornitore, con un valore delle vendite nel primo semestre di quest'anno fissato a quasi 1 miliardo di dollari, in crescita sia a volume (+2,9%) che a valore (+1,8%) sul pari periodo 2019. La Francia, colpita dai dazi aggiuntivi e principale competitor oltreoceano, nello stesso periodo ha registrato una perdita a valore del 25,3%; anche la Spagna ha pagato dazio alle ritorsioni commerciali accusando un -12,3%. Tra i vini made in Italy, il cui risultato è ancor più significativo se si considera anche il calo complessivo delle importazioni di vino negli Usa (-10%, a 2,8 miliardi di dollari), gli spumanti (+4,7%) fanno meglio a valore rispetto ai fermi imbottigliati (+1,3%), che rimangono la tipologia più venduta con un controvalore di 742 milioni di dollari. In forte difficoltà invece i fermi imbottigliati francesi che, vittime dei dazi aggiuntivi, chiudono il semestre a -37%.
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COMUNICATO STAMPA DELL'UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DEL 31-07-20
Istat: vendite giugno, +12,1% su mese
Unc: rimbalzo deludente
Su gennaio, vendite non alimentari -2,1%
Secondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite al dettaglio salgono del 12,1% rispetto a maggio.
"Rimbalzo deludente. A giugno era lecito attendersi un recupero maggiore rispetto al mese precedente, considerato che solo dal 18 maggio avevano riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio rimaste chiuse per oltre due mesi, dal 12 marzo. Invece le vendite non alimentari, quelle che dovevano beneficiare della fine del lockdown, registrano un rialzo del 24,4%, positivo ma insufficiente per far registrare un dato positivo rispetto a giugno 2019, segnando una perdita del 4,4%" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.
"Anche considerando, come fa l'Istat, il confronto con gennaio 2020 e i due indici destagionalizzati, è vero che lo scontamento è di 1,1 punti, ma per le vendite totali, quelle non alimentari sono ancora inferiori di quasi il doppio, -2,1%, che sale a -2,5% facendo il confronto con febbraio, ultimo mese pre-emergenza Covid" conclude Dona.
Valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio (dati destagionalizzati)
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| Totale | Alimentare | Non alimentare |
| Giu 2020 – Gen 2020 | -1,1 | 0,4 | -2,1 |
| Giu 2020 – Feb 2020 | -1,9 | -1,1 | -2,5 |
| Giu 2020 – Mag 2020 | 12,1 | -0,6 | 24,4 |
Fonte: UNC su elaborazione dati Istat
"Ci sono circa 120.000 domande nuove, dovute ai nuovi decreti, che sono arrivate in queste settimane e la cui lavorazione, se non è rapida, creerà un doppio problema: il mancato saldo della precedente ondata con quella nuova. Insomma ci sono circa 120.000 domande a ieri che sono adesso giacenti all'istituto, la stima che facciamo noi e che con intensità diverse mancano da 400 a 800 mila pagamenti, alcuni sono più recenti da fare altri sono invece incancreniti". Così Gugliemo Loy, presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Inps, a 24 Mattino su Radio 24. Sui dati, Loy aggiunge: "Da qualche settimana non escono dall'istituto Inps i dati completi sulla cassa integrazione, lo dico con chiarezza. Arrivano solo i dati su quanti sono stati pagati, cioè il punto finale di un percorso che l'azienda fa quando chiede la cassa integrazione. Questo oblio fa pensare che ci sono ancora una serie di problematiche da risolvere".
Carabinieri Piacenza – Tofalo, sottosegretario alla Difesa, a 24 Mattino su Radio 24: "Inasprire le pene per chi delinque in divisa"
"Io sono per la linea durissima, queste persone, una volta accertati i fatti, dovranno perdere il lavoro, dovranno lasciare la divisa, chiedere scusa 100 volte e pagare con il carcere. Io alzerei anche le pene per chi sceglie di fare questo percorso che non è un percorso obbligatorio, servire il paese è il più grande dei privilegi". Così Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa, a 24 Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. Tofalo aggiunge: "Chi fa un percorso del genere deve avere dei valori di vita ben più solidi di altri, arrivare a queste deviazioni fa molto molto male, ecco perchè io aumenterei le pene per chi delinque in divisa".