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lunedì 20 aprile 2020
Tutti gli apparecchi acustici per ogni bisogno dei pazienti - Starkey
Per Carlo Spinelli (IDD) ospedali ed RSA della Lombardia vere e proprie bombe al CoVid-19
Il portavoce del movimento Italia dei Diritti per l'emergenza da CoVid-19 mette in risalto i comportamenti quanto meno discutibili della sanità Lombarda nella gestione dei primi casi di CoVid-19 e anche a epidemia ormai conclamata per i quali quando tutto sarà finito il governatore Attilio Fontana dovrà rispondere
Roma 20 Aprile 2020: Ormai stiamo convivendo da oltre due mesi con questo mostro a cui è stato dato nome CoVid-19 infatti questo è il tempo trascorso da quel 21 Febbraio quando si è avuta la certezza che il virus era arrivato anche nel nostro Paese partendo dalla Lombardia che ancora oggi è la regione che più ha pagato le conseguenze di questo dannato Coronavirus. Ma perché la regione considerata il motore dell'Italia ha pagato e sta ancora oggi pagando un tributo così alto alla malattia? Prova a dare una spiegazione Carlo Spinelli portavoce del movimento Italia dei Diritti per l'emergenza da CoVid-19 :" Sicuramente qualche cosa a livello organizzativo in Lombardia non ha funzionato dal momento che da quando è iniziata questa pandemia la regione ha registrato più decessi dell'intera Cina ( stando perlomeno ai numero ufficiali che ci giungono dal sol levante ) ed un numero impressionante di positivi. Andando a ritroso nel tempo proviamo ad analizzare i comportamenti tenuti dalle strutture sanitarie lombarde e dall'amministrazione regionale della Lombardia. C'è da dire che, in base a quanto emerso dalle indagini condotte da esperti del settore, il virus pare fosse presente nella regione già dagli inizi del mese di Gennaio quando alcuni pazienti sono stati trattati come se fossero stati vittime di una polmonite più aggressiva del solito, è probabile che già queste persone fossero positive al CoVid-19. Allora però per scongiurare la presenza del virus – prosegue Spinelli - bastava fornire alcune informazioni sulle frequentazioni dei pazienti nei giorni precedenti ai sintomi, era sufficiente non aver frequentato persone che avevano avuto in qualche modo legami con la Cina per scongiurare il virus. Questo è capitato intorno la metà di Febbraio all'ospedale di Codogno, precisamente il 18 quando si presentò al pronto soccorso quello che è stato poi definito il paziente numero 1, i sintomi riconducevano al Coronavirus, ma non avendo avuto frequentazioni con persone legate alla Cina, dopo due ore venne rimandato a casa. Lo stesso però si ripresentava, in condizioni più gravi, nel cuore della notte e veniva ricoverato. Dopo due giorni grazie all'intuizione e alle insistenze di una anestesista, alla quale pare sia stato detto che si sarebbe dovuta assumere la responsabilità dei costi di quell'esame, al paziente n° 1 veniva effettuato il tampone la cui risposta, dava esito positivo. Ecco quindi che quei tre giorni ( ed i successivi due quando i sanitari ancora non avevano ricevuto indicazioni su come comportarsi dopo l'accertamento del primo caso di CoVid-19 ) sono stati fondamentali per la diffusione del virus. A questo punto fu disposta la chiusura del pronto soccorso per la sanificazione degli ambienti e nella zona intorno a Codogno sono state prese la prime iniziative da parte dei sindaci di chiusura della scuole e locali dove si potevano creare aggregazioni. La stessa cosa però non è stata fatta ad Alzano Lombardo – va avanti ancora Carlo Spinelli - dove il primo paziente riconosciuto positivo, è stato ricoverato ( prima di essere sottoposto a tampone ) per 6 giorni in medicina e dove il pronto soccorso è rimasto chiuso solo qualche ora per poi riaprire senza sanificazione ; non solo ma una paziente ricoverata dal 12 dello stesso mese in medicina per scompensi cardiaci, ha visto la sua situazione clinica man mano peggiorare; morirà la notte tra il 21 ed il 22 per grave insufficienza respiratoria. Il 13 Marzo anche il marito della signora morirà a causa del Coronavirus. Non è stato mai accertato se il decesso della paziente è dipeso dal CoVid-19 ma tutto lo fa pensare. Di conseguenza per dieci giorni nel reparto di medicina probabilmente era ricoverata una pazienta affetta dal virus. Le domande che ci poniamo sono molte - continua il portavoce IDD - perché non si è pensato di chiudere l'ospedale di Alzano Lombardo? Perché i pazienti che sono transitati per l'ospedale ed i visitatori che in quei giorni si sono recati presso la struttura ospedaliera non sono stati rintracciati, tracciati e monitorati? E soprattutto perché in questo caso non si è pensato di chiudere la zona circostante Alzano Lombardo? Non è stato fatto neanche quando l'ISS il due marzo in una nota invitava ad istituire una zona rossa tra il comune lombardo e Nembro cosa che avrebbe potuto tranquillamente fare anche il governatore Attilio Fontana visto che rientrava nei suoi poteri. Non si è chiuso perché l'area interessata è altamente industrializzata e si temevano forti ripercussioni economiche? Non lo sappiamo, siamo coscienti però che questi sono stati errori, quest'ultimo in particolare, molto gravi che hanno favorito la diffusione violenta del virus. La bomba al Covid-19, come l'abbiamo definita, è stata innescata quindi già dai primi giorni di febbraio ma la sua costruzione risale a tempi non sospetti, potrebbe essere lo stesso sistema sanitario lombardo la causa di tutto. La sanità Lombarda infatti e in gran parte stata privatizzata ( si dice per favorire alcuni personaggi vicini ad una certa fascia politica ma di questo ne parleremo in altra occasione ) e quello che ha fatto diventare la Lombardia una eccellenza sanitaria potrebbe in questo caso, aver avuto un effetto boomerang e ci spieghiamo meglio; in una struttura privata – spiega Spinelli - un posto letto può significare anche 5000/6000 euro al giorno di conseguenza per queste strutture dichiarare il ricovero di un paziente affetto da CoVid-19 ( quando ancora non erano state adibite le strutture ad hoc ) poteva significare chiusura della struttura e ridistribuzione dei pazienti e se anche questi provvedimenti fossero stati solo temporanei ( il tempo di effettuare la sanificazione ) avrebbero apportato un danno economico. Con questo non vogliamo dire che le strutture private abbiano nascosto pazienti affetti da Coronavirus, ma il sospetto è più che giustificato. C'è poi il piano per fronteggiare le pandemie che la Lombardia dieci anni fa approvò sotto la Guida Roberto Formigoni e che venne attuato durante la pandemia H1N1 ( influenza suina ) già in quel caso il piano si presentò lacunoso in molti punti sia per le strutture sanitarie, che per il personale medico soprattutto dal punto di vista formativo ed informativo, sia per la gestione delle RSA (residenza sanitaria assistenziale per anziani ), fortunatamente in quel caso il virus mostrò un quadro clinico modesto e non ci furono grosse conseguenze negative. La regione però si prese l'impegno di rivedere quel piano in base all'esperienza fatta ma in questi dieci anni nessuno ha apportato modifiche a quel piano che è rimasto chiuso in un cassetto con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. C'è poi da dire anche che la Lombardia è la regione che più ha trattato il CoVid-19 con l'ospedalizzazione dei pazienti infatti sono stati ricoverati circa il 66% dei malati da Coronavirus a fronte ad esempio del 25% del Veneto (tanto per citare una regione colpita alla pari della regione lombarda dal virus ) che non ha caso è riuscita a fronteggiare meglio la diffusione della Pandemia. Il virologo Roberto Burioni aveva avvertito, già al verificarsi dei primi casi, che il virus andava combattuto isolando i pazienti affetti mettendo proprio in guardia la regione lombarda su come, possibili errori nella gestione della pandemia, avrebbero portato a gravi conseguenze, i pazienti quindi ( quelli che naturalmente non necessitavano di trattamenti particolari come l'intubazione ad esempio) andavano curati e monitorati a domicilio in modo da poter avere meno contatti possibili con altre persone, questo non è stato fatto e di conseguenza gli ospedali sono diventati delle vere e proprie bombe al CoVid-19. A Febbraio poi si sono verificate anche circostanze sfortunate – va avanti ancora l'esponente IDD - che sicuramente non hanno aiutato come il treno alta velocità Milano – Salerno deragliato il 6 Febbraio a Ospedaletto Lodigiano; chi è intervenuto per i rilievi non usava le mascherine in quanto ancora si era ben lontani dal pensare che il Coronavirus avrebbe causato un numero così alto di contagiati. Da li a qualche giorno invece alcuni di coloro che sono intervenuti sul posto sono risultati poi positivi tra i quali anche alcuni funzionari delle forze dell'ordine appartenenti a caserme e questure dalle quali il 19 febbraio sarebbero partiti addetti per il servizio d'ordine della partita di Calcio Atalanta – Valencia disputata allo stadio San Siro. Anche questo episodio ha contribuito in maniera non indifferente alla diffusione del virus; 45.000 tifosi arrivati a Milano con treni, bus ed aerei che hanno frequentato pub, bar e ristoranti del capoluogo lombardo e che sicuramente hanno fatto da vettori per il contagio. 5.000 di quei tifosi provenivano da Valencia guarda caso uno dei maggiori focolai spagnoli del CoVid-19. Per finire parliamo della RSA per anziani, sono già scattate le indagini per accertare se ci sono state o meno violazioni dei protocolli di sicurezza e si è partiti dal Pio Albergo Trivulzio che ritorna agli onori della cronaca in negativo dopo quasi trent'anni quando proprio dal PAT partì l'inchiesta mani pulite. In questo caso si indaga sul comportamento della struttura nella gestione degli anziani con una ventina di nuovi ricoverati a epidemia ormai conclamata e sulla delibera della regione Lombardia firmata l'otto marzo quando si era in piena emergenza con zone rosse già istituite; la delibera dava il via libera alle RSA per ospitare anziani colpiti dal virus che non potevano essere ricoverati per tenere liberi i posti letto negli ospedali e favorire il ricovero dei pazienti più gravi ed il PAT era la struttura incaricata allo smistamento di questi anziani che sarebbero dovuti rimanere isolati dagli altri ospiti. Il risultato ha portato ad un aumento esponenziali di decessi nelle strutture ( 180 solo al PAT). C'è poi il problema dell'uso dei dispositivi di protezione come le mascherine che pare, proprio al PAT, fossero vietate; vedere infermieri con le mascherine, si diceva, impauriva gli anziani ricoverati. E su questo – prosegue Spinelli - si sono già aperte le indagini. Questo dunque, in parte, è quanto è successo in Lombardia che non a caso è la regione che più sta pagando dazio al CoVid-19. A fine emergenza speriamo si faccia luce su questi episodi che hanno e stanno condannando a morte molti nostri compatrioti, è giusto indagare checché ne dica Salvini che avrebbe dichiarato, come riportano alcuni organi di informazione, che invece di mandare medici ed infermieri nelle strutture sanitarie si stanno mandando le forze dell'ordine; vogliamo dire al leader leghista che carabinieri, polizia e guardia di finanza non fanno il loro dovere solo quando si tratta di indagare personaggi di altre forze politiche, la sanità è ormai a gestione regionale e se ci sono state colpe e negligenze che hanno portato danno alla salute dei cittadini è giusto che chi ha sbagliato paghi. Se è vero che nel Lazio ( una regione a caso ) le colpe di una sanità inefficiente vengono imputate al governatore Nicola Zingaretti – chiude Spinelli - ci sembra giusto che se ci sono state carenze nella gestione dell'emergenza sanitaria da CoVid-19 le colpe ricadono su chi governa la regione Lombardia".
Ufficio stampa Italia dei Diritti
Cell. 3929442156
domenica 19 aprile 2020
Dopo l'emergenza Coronavirus, ancora più innovazione per ripartire
Infatti, il contraccolpo che si è verificato all’interno del tessuto aziendale e, quindi, del mondo del lavoro è di estrema rilevanza e non può che destare una profonda preoccupazione a tutti i livelli.
I dati sono particolarmente significativi: un recente report di InfoJobs, piattaforma italiana per la ricerca di lavoro on line, evidenzia che il 72% delle aziende ha attivato lo Smart Working (impattando 1 lavoratore su 7) e ciò ha rappresentato la prima volta per il 56% delle aziende e per il 79% dei lavoratori.
Inoltre, per quanto attiene al futuro dello Smart Working, il 71% dei lavoratori interpellati ha dichiarato che...
Segue su:
https://www.technoretail.it/news/item/3250-dopo-l-emergenza-coronavirus-ancora-piu-innovazione-per-ripartire.html
CORONAVIRUS, DONAZIONE STRAORDINARIA DI CONSERVE ITALIA AL BANCO ALIMENTARE
venerdì 17 aprile 2020
HANIA "Al centro di un amore" il primo Ep della band capitolina
"Emozioni in equilibrio" arriva dopo il successo del singolo d'esordio "AL CENTRO DI UN AMORE" che ha superato le 500.000 visualizzazioni (https://youtu.be/Z_rk3xvNwmw) e ha dominato per oltre 1 mese le principali classifiche indipendenti radiofoniche italiane.
Il nuovo singolo estratto dall'EP "AL CENTRO DI UN AMORE" è già in tutti i digital store e parla della ricerca di equilibrio che l'uomo compie nella sua esistenza. L'ep presenta la direzione artistica di Gianni Testa ed è stato scritto da Vito Iacoviello con il supporto di Giacomo EVA.
- E' al superamento delle crisi esistenziali, date da momenti di profonda tristezza e dagli errori commessi, che emergono le rinascite più illuminanti, le gioie più memorabili. Concludiamo che le tensioni sono complementari alle risoluzioni, come due poli che si alternano necessariamente. Ci serve vivere emozioni forti che collidono in un'unica cosa: l'equilibrio -
Il gruppo di stampo pop/rock è composto dal cantante Vito Iacoviello (già noto per aver partecipato al programma TV, in onda su Canale 5, All Together Now), Michele Kraisky (chitarra), Laura Candela (Basso) e Luca Zamberti (Batte-ria).
Tra le numerose apparizioni ed i concerti live della band spicca fra tutte l'esibizione a Sanremo in Piazza Colombo sul prestigioso palco del Nutella Stage, durante il Festival.
E' stato realizzato un home video per presentare questa nuova uscita discografica, quello ufficiale uscirà prossimamente: https://www.youtube.com/watch?v=nhEVpDFhrFU
Ecco la tracklist dell'EP:
AL CENTRO DI UN AMORE
Autori: Runco Giacomo, Iacoviello Vito Antonio
Compositori: Runco Giacomo, Samuele Casale, Niccolò Coveri, Gaudenzi Giulio
Direzione artistica Gianni Testa, arrangiamenti Matteo Caretto, registrata presso Scene Music Studio Roma
Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=Z_rk3xvNwmw
EMOZIONI IN EQUILIBRIO
Autori: Runco Giacomo, Iacoviello Vito Antonio
Compositori: Runco Giacomo, Samuele Casale, Niccolò Coveri, Gaudenzi Giulio
Direzione artistica Gianni Testa, arrangiamenti Matteo Caretto, registrata presso Scene Music Studio Roma
IO & TE
Autori: Runco Giacomo, Iacoviello Vito Antonio
Compositori: Runco Giacomo, Samuele Casale, Niccolò Coveri, Gaudenzi Giulio
Direzione artistica Gianni Testa, arrangiamenti Matteo Caretto, registrata presso Scene Music Studio Roma
CLAUSTROFOBICO
Autori: Giovanni Segreti Bruno, Vito Iacoviello, Gianni Testa, Matteo Caretto
Compositori: Gianni Testa, Vito Iacoviello, Matteo Caretto
La band, al momento sotto contratto con l'etichetta discografica Joseba Publishing, con la direzione artistica di Gianni Testa, sta preparando un nuovo progetto con Giacomo EVA (Amici di Maria, ed autore per Francesco Renga, Dear Jack).
"Il rock non è arte, è il modo in cui parla la gente normale" (Billy Idol)
CORONAVIRUS: SOLO PER 0,15% PIENA IMMUNITÀ POST-CONTAGIO
giovedì 16 aprile 2020
Zalando amplia la Business Platform per aiutare i brand durante l'emergenza Coronavirus
Tale progetto permetterà ai partner di connettersi più agevolmente alla piattaforma targata Zalando e, quindi, di accedere alla sempre crescente base dei clienti dell’azienda stessa che annovera, al 31 Marzo 2020, circa 32 milioni di utenti attivi, evidenziando un incremento annuale pari al +17%.
In merito, Rubin Ritter, Co-CEO di Zalando, dichiara: “Nelle scorse settimane, abbiamo adottato misure decisive per proteggere i nostri dipendenti e la nostra azienda dall’impatto del Coronavirus. Per il futuro, concentreremo i nostri sforzi e investimenti sull’accelerazione della strategia della nostra piattaforma durante questa crisi. Per l’industria del fashion, è questo il momento di passare on line e possiamo fare la differenza supportando i nostri partner per far crescere il loro business sulla nostra piattaforma”.
Nel dettaglio, viene offerto un immediato supporto ai propri brand partner tramite il...
Artiness vince il bando Action for 5G con una soluzione di telemedicina da remoto
AiFOS: convegno via webinar su coronavirus e lavoro
Comunicato Stampa
Webinar gratuito: lavoro e sicurezza ai tempi del Coronavirus
- Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS
- Lorenzo Fantini, Direttore dei Quaderni della Sicurezza AiFOS, avvocato giuslavorista
- Andrea Cirincione, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Formatore esperto di Sicurezza sul Lavoro: L'esperienza delle RSA, come motivare e tutelare gli operatori sanitari
- Elena Egivi, RSPP di Colla s.p.a., "Noi in seconda linea", l'esperienza dell'azienda alimentare
- Federico Trolese, RSPP di Geofor s.p.a. socio unico Retiambiente s.p.a., Raccolta e smaltimento rifiuti: come è cambiato il lavoro durante la pandemia
- Alessandro De Chellis, Consulente e facilitatore, Il lavoro prosegue anche da casa: il benessere degli smartworker durante l'emergenza
- Giuseppe Nordio, Formatore e Consulente, "Cronache dal fronte: io, RSPP, positivo al Coronavirus. La mia esperienza da ricoverato in ospedale"
- Rocco Vitale, Presidente AiFOS
martedì 14 aprile 2020
COVID e Cuore: nuovo portale web per supportare gli specialisti
I soggetti con malattie cardiovascolari pregresse e fattori di rischio cardiovascolare possono avere un rischio più alto di ammalarsi di COVID-19 oltre che una prognosi peggiore. Inoltre, sebbene nella maggior parte dei casi i sintomi da COVID-19 siano prevalentemente respiratori, ci sono report dai quali emergono quadri di insufficienza cardiaca acuta, aritmie, ipotensione, tachicardia e un alto numero di eventi concomitanti soprattutto nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Per supportare i sanitari nel trattamento di questi pazienti, è stato creato il nuovo portale 'COVID e Cuore', su iniziativa dell'IRCCS Multimedica con il contributo non condizionato di Daiichi Sankyo Italia.
Roma, 14 aprile 2020 – Secondo quanto emerge dalla letteratura scientifica finora disponibile, i soggetti con malattie cardiovascolari pregresse e fattori di rischio cardiovascolare possano avere un rischio più alto di ammalarsi di Covid-19oltre che una prognosi peggiore. Data l'eccezionalità e la rapida evoluzione dei fenomeni connessi alla pandemia causata dal SARS-CoV-2, la condivisione tempestiva e continua di informazioni ed esperienze cliniche provenienti da ospedali di diverse parti del mondo risulta fondamentale per gestire al meglio questo tipo di pazienti. Per accelerare tale condivisione e allineare tutti gli operatori sanitari in cardiologia, nasce il nuovo portale 'COVID e Cuore', un'iniziativa dell'IRCCS Multimedica di Milano, realizzata con il contributo non condizionato di Daiichi Sankyo Italia.
Il portale sarà attivo per 6 mesi, con accesso riservato ai medici, e raccoglierà e si aggiornerà con la letteratura scientifica riguardante il rapporto tra SARS-CoV-2 e malattie cardiovascolari. "Le esigenze ospedaliere nella gestione di pazienti con Covid-19 stanno richiedendo, per gli operatori sanitari in cardiologia, l'acquisizione di competenze da altre discipline nonché la modulazione dei protocolli organizzativi e di gestione delle patologie e degli interventi cardiologici. - Ha spiegato Gian Franco Gensini, Direttore Scientifico IRCCS MultiMedica di Milano, e coordinatore del comitato scientifico del progetto COVID-19 e Cuore. - Questo strumento di condivisione nasce con l'obiettivo di mettere a fuoco gli elementi utili a comprendere il rapporto tra Coronavirus e le problematiche cardiovascolari connesse, contribuendo così a costituire una guida per assicurare la gestione più efficace e sicura per i pazienti e per il personale sanitario durante questa pandemia."
Covid 19 e apparato cardiovascolare. Sebbene nella maggior parte dei casi i sintomi da COVID-19 siano prevalentemente respiratori, ci sono report dai quali emergono quadri di insufficienza cardiaca acuta, aritmie, ipotensione, tachicardia e un alto numero di eventi concomitanti soprattutto nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. (1) Inoltre, una metanalisi di 6 studi includenti 1527 pazienti con SARS-CoV-2 ha riportato una prevalenza di ipertensione, malattie cardio- e cerebrovascolari e diabete rispettivamente del 17.1%, 16.4% e 9.7%.(2)
I pazienti che hanno richiesto ricovero in terapia intensiva erano più frequentemente affetti da queste comorbidità rispetto a coloro che non hanno richiesto ricovero in terapia intensiva. In un'ampia analisi condotta in Cina, è stata anche osservata una letalità più elevata in pazienti con malattie cardiovascolari (10.5%), diabete (7.3%) e ipertensione arteriosa (6.0%), rispetto a quanto osservato nella popolazione generale degli affetti da COVID-19 (2.3%).(3) Alcuni dati iniziali sulla popolazione italiana sembrano confermare l'aumentato rischio di letalità in soggetti con queste comorbidità.(4)
Questi e altri dati sono disponibili sul portale con la relativa bibliografia costantemente aggiornata e una sezione repository che raccoglie i commenti relativi ai più recenti articoli scientifici pubblicati nella letteratura internazionale. "Sono già emersi, ad esempio, alcuni elementi che spingono alla riflessione su alcune terapie farmacologiche utilizzate ampiamente nel trattamento delle malattie cardiovascolari, il cui impatto sulla patologia COVID-19 è ancora da definire compiutamente (ad esempio, ACE-Inibitori e sartani), o che potrebbero avere effetti e interazioni con terapie applicate a pazienti affetti da COVID-19 (esempio, beta-bloccanti), o ancora terapie proposte per COVID-19 con possibili ripercussioni cardiache (es: aritimie gravi da clorochina). Questa iniziativa, quindi vuole avere il ruolo di uno strumento snello, ed in continuo aggiornamento per i medici interessati a queste problematiche", ha commentato Giuseppe Ambrosio, Direttore della Cardiologia dell'Università di Perugia e membro del Comitato di Coordinamento Scientifico di COVID-Cuore.
Le altre sezioni del portale. Oltre alla letteratura scientifica, il sito contiene anche una sezione webinar, con funzioni avanzate per la condivisione e votazione in tempo reale, uno spazio per sottoporre al comitato scientifico le proprie esperienze cliniche sul tema, e una sezione 'domande e risposte', attraverso le quali si mettono in evidenza gli aspetti principali dei rapporti tra SARS-CoV-2 e malattie cardiovascolari nella gestione del paziente con storia di malattie cardiovascolare a rischio di COVID-19 oppure del paziente con storia cardiovascolare che sviluppa questa nuova malattia, sia per quanto riguarda gli aspetti diagnostici che le interazioni farmacologiche; infine si mettono in rilievo aspetti organizzativi di tipo ambulatoriale e ospedaliero volti alla protezione del personale sanitario e dei pazienti.
L'indagine Delphi. Un altro aspetto interessante del progetto, è l'utilizzo dell'indagine "Delphi", uno dei metodi più noti ed usati per guidare la formazione di un'opinione condivisa da un panel di esperti indipendenti, in mancanza di evidenze forti o linee guida strutturate, al fine di supportare le scelte al letto del paziente. Il raggiungimento di tale opinione condivisa richiede un metodo strutturato in più fasi, per raccogliere informazioni dal patrimonio conoscitivo di ciascun esperto in materia ed elaborare infine una conclusione operativa.
Il progetto "Covid e cuore" dispone di un comitato scientifico autorevole, coordinato da Gian Franco Gensini, Direttore Scientifico IRCCS MultiMedica, Milano, Giuseppe Ambrosio, Direttore Dipartimento di Medicina, Università di Perugia, IRCCS MultiMedica, Milano, Serafina Valente, Segretario Generale ANMCO, Direttore Cardiologia, AOU Le Scotte, Siena. La Faculty comprende specialisti in Cardiologia, Medicina Interna, Pneumologia, Infettivologia, Epidemiologia, Farmacologia, Immunologia, Gatroenterologia, Rianimazione, Medicina d'urgenza e altri settori.
Fonte: https://bit.ly/34xHE0a
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Contatti
Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti Valeria Carbone Basile
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Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di migliorare a livello globale gli standard di cura e colmare i diversi bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una "Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica", Daiichi Sankyo è impegnata nella creazione di nuove terapie per l'oncologia e in altre aree di ricerca incentrate su malattie rare e disordini immunitari. Per maggiori informazioni visita il sito www.daiichi-sankyo.it
1) Istituto superiore sanità. Epicentro.
2) Li B, Yang J, Zhao F et al. Prevalence and impact of cardiovascular metabolic diseases on COVID-19 in China. Clin Res Cardiol 2020
3) Wu Z, McGoogan JM. Characteristics of and Important Lessons From the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Outbreak in China: Summary of a Report of 72314 Cases From the Chinese Center for Disease Control and Prevention. JAMA 2020
4) Porcheddu R, Serra C, Kelvin D, Kelvin N, Rubino S. Similarity in Case Fatality Rates (CFR) of COVID-19/SARS-COV-2 in Italy and China. J Infect Dev Ctries 2020;14:125-128
Carlo Spinelli (IDD) svela i retroscena del MES e le bugie politiche
Il portavoce del movimento Italia dei Diritti per l'emergenza da CoVid-19 cerca di fare chiarezza sul MES che ha acceso tante polemiche tra i politici italiani, in modo che gli italiani possano da soli senza strumentalizzazioni capire da che parte sta la verità.
Roma: Continua la moda tutta italiana di polemizzare e di fare propaganda politica alle spalle di chi soffre e muore. Si sono spenti ( per il momento ) i riflettori sui migranti ma si è accesa aspra la polemica sulla gestione dell'emergenza da Coronavirus, e ogni argomento è buono per scatenare le liti tra le opposte fazioni politiche che siedono sugli scranni del parlamento italiano. Italia dei Diritti, tramite il suo portavoce ufficiale per l'emergenza da CoVid-19 Carlo Spinelli cerca di fare chiarezza una volta per tutte sul Mes, su chi lo ha voluto, chi lo ha votato e a cosa porterebbe una rinuncia allo strumento che otto anni fa il parlamento europeo scelse per fronteggiare le emergenze economiche dei Paesi membri della comunità europea." Il progetto Mes nasce nel 2010 quando il governo italiano era guidato da Silvio Berlusconi con un esecutivo composto dal Popolo delle Libertà ( composto da Forza Italia e dagli ex di Alleanza Nazionale divenuti poi Fratelli d'Italia ) e dalla Lega Nord. L'undici Luglio del 2011 l'allora ministro delle finanze Giulio Tremonti portò presso il parlamento europeo il via libera dell'Italia per l'entrata in funzione del Meccanismo Europeo di Stabilità benestare quindi che sarebbe arrivato da una maggioranza che vedeva anche l'onorevole Giorgia Meloni quale ministro per le politiche giovanili, e l'On. Matteo Salvini esponente di un partito che allora era favorevole al Mes. Lo strumento che doveva garantire liquidità ai paesi della comunità europea in difficoltà economiche – prosegue Spinelli - fu ratificato dai 17 paesi dell'area euro e venne esteso anche ai Paesi membri che non avevano aderito alla moneta unica e divenne esecutivo nel 2012 ( un anno prima rispetto alla sua data di entrata in vigore inizialmente prevista per il 2013). A questo punto l'Italia prese atto dell'istituzione del Mes e, sotto il governo tecnico di Mario Monti lo votò con il favore del PD, del PDL ( del quale rammento sempre facevano parte coloro che poi sarebbero divenuti Fratelli d'Italia ) con il voto contrario della Lega Nord, mentre l'On. Giorgia Meloni si defilò dalla votazione risultando assente in aula, quindi, è vero che la Meloni non ha votato a favore del Mes ( come invece fecero coloro del suo stesso partito ) ma neanche votò contro, semplicemente non partecipò a quella votazione. Quindi per riassumere la prima votazione a favore del Mes nel 2011 vide il benestare di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega, la seconda, quando ormai lo strumento era divenuto a tuti gli effetti normativa europea, vide l'approvazione di PD, Forza Italia e Fratelli d'Italia con l'assenza di Giorgia Meloni. A questo punto entra in scena la polemica di questi giorni – va avanti ancora Carlo Spinelli - con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, durante la conferenza stampa indetta per comunicare alla popolazione italiana il prolungamento delle restrizioni, attaccava duramente i leader dell'opposizione accusandoli di mentire sul Mes; sicuramente il presidente Conte ha sbagliato i tempi e i modi è quindi criticabile il suo comportamento dovuto forse ai continui attacchi che il suo esecutivo sta subendo in materia di gestione dell'emergenza da CoVid-19 ma questo non giustifica affatto le sue esternazioni durante un messaggio istituzionale all'Italia. Questo ha scatenato le repliche in particolar modo di Salvini e della Meloni, giustificate sicuramente dal comportamento non consono del Premier italiano ma che non dovevano sfociare in notizie false o quantomeno poco precise. Innanzitutto il Mes non è stato firmato dal governo attuale ma come abbiamo visto, la sua entrata in vigore risale al 2012, così come non è vero che l'On. Meloni ha votato contro questo strumento in quanto, come abbiamo visto anche in questo caso, lei non si è mai opposta al documento ne nel 2011 quando il ministro Tremonti portò l'ok dell'Italia al Mes ( ricordo sempre che la Meloni era un ministro di quel governo Berlusconi ) ne nel 2012 quando risultò assente alla votazione. In tutto questo Forza Italia ( che votò a favore del Mes ) sta facendo finta di niente non potendo incolpare il premier Conte ma neanche prendendosi le colpe ( o i meriti dipende dai punti di vista ) di uno strumento che l'allora premier Silvio Berlusconi aveva voluto. Ma cosa succede se l'Italia rinuncia al Mes? Il governo italiano insieme ad altri stati europei – va avanti ancora il portavoce IDD - propone per fronteggiare l'emergenza finanziaria la messa sul mercato europeo degli eurobond ( o coronabond come li ha definiti qualcuno ) proposta osteggiata in particolar modo dalla Germania ( anche se c'è stata una timida apertura da parte della Merkel ), dall'Olanda e dall'Austria ( paesi a guida centrodestra con esecutivi che vedono al governo anche esponenti del PPE quello stesso PPE casa politica europea di Forza Italia ). Quindi se il nostro Paese dovesse rinunciare al Mes e gli eurobond non venissero istituiti ci potremmo trovare senza aiuti economici per fronteggiare la crisi economica del dopo CoVid-19. Ma quanto arriverebbe all'Italia tramite il fondo salvastati? Circa 39 miliardi di euro – continua Spinelli – da restituire in dieci anni: liquidità fresca ora ma un impegno economico non indifferente per i prossimi anni a venire. Ecco quindi come quel governo Berlusconi ( ed i suoi alleati ) dieci anni fa ci hanno condannati portando l'ok italiano per il Mes in Europa. Questa in sintesi è la storia del Meccanismo Europeo di Stabilità al quale hanno già fatto ricorso negli anni passati Grecia, Portogallo, Irlanda e Cipro, a al quale forse saremo costretti a far ricorso anche noi, magari l'Europa ci verrà incontro con qualche piccola agevolazione, magari ci accontenteranno su qualche nostra richiesta se ricorriamo a qualche piccolo ricattino politico, perché l'Italia comunque – Conclude Spinelli – essendo la terza forza rconomica europea è un Paese importante per l' Europa e nessuno vorrebbe la sua uscita dall'Eurozona".
Ufficio stampa Italia dei Diritti
Cell. 3929442156
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