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giovedì 15 novembre 2018
Al via la personale di Valentina Colella da Amy-d Arte Spazio Milano
Jobciak: i giovani riprendono il lavoro (la parola all’esperto)
Bisogna fotografare la realtà giovanile: come rendere palese il modo in cui i giovani vedono il mondo? Ecco la risposta: non c'è strumento migliore di un video. Oggi, il video è ovunque. E' una buona idea dare voce ai ragazzi, attraverso gli strumenti con i quali sono soliti esprimere loro stessi. Parte da questo assunto Job Ciak – i giovani riprendono il lavoro, il primo video contest organizzato da Uil e Uil.tv.
E' tramontato il mito del posto fisso: la parola d'ordine è flessibilità. Sono all'ordine del giorno lo smartworking e l'impresa 4.0. Pensate a come si rivolgono a tale realtà coloro che, di età non ancora matura, cercano il primo posto di lavoro, tentano di affermarsi professionalmente, formano le proprie competenze. Se volete saperlo, date loro la parola, domandatelo a loro, guardando i loro video.
E per chi i video vorrebbe girarli? La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti i cittadini, di qualsiasi nazionalità di età compresa, naturalmente, tra i 18 e i 35 anni.
La seconda edizione sarà presentata venerdì 16 novembre in via Enrico Albanese a Palermo, nella sede della Uil Sicilia alle ore 15,30.
Bisogna inviare un video entro il 15 febbraio 2019.
Può partecipare al concorso esclusivamente l'autore, il quale può proporre un unico video. In presenza di più autori la domanda di iscrizione deve essere posta in essere da uno solo di essi, allegando un'autocertificazione che attesti l'avvenuta delega da parte dei co-autori.
Sono ammesse al concorso soltanto opere originali ed elaborate o sottotitolate in lingua italiana, di qualsivoglia stile di narrazione e genere, tecnica video e tipologia narrativa. Le opere devono avere una durata massima di 20 minuti, compresi i titoli di coda.
Ma come fare un buon video?
Abbiamo chiesto a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l'internazionalizzazione d'impresa. Si è espresso in questo modo.
Bisogna essere coerenti quando si comunica con un video?
"I docenti più à la page parlano di 'comunicazione coerente e continuativa'. A me piace trasmettervi quella che è la mia soluzione. Mi sono accorto che esistono delle regole ben precise, che se vengono seguite (senza farcene però un tormento) portano sempre a miglioramenti costanti. La soluzione è vecchia come il mondo, ma si può riassumere in "se devi fare una cosa e non la sai fare, falla fare a chi è capace. Oppure studia come farla bene".
Come fare bene un video, dunque? Ha qualche segreto?
"Ogni video che ho girato ha avuto questo schema. Si tratta delle mie sei regole della mia comunicazione (altri dicono 9, alcuni 12, e chi più ne ha più ne metta…) e non è detto che funzionino anche per voi. Ma, poiché ho elaborato uno schema mentale, ve le suggerisco.
1. Idea — quello che dico deve essere originale
2. La variazione dell'idea — Se quello che devo dire è trito e ritrito, devo trovare un modo originale per dirlo. Devo porre creatività non nel contenuto, ma nello svolgimento. In una rete americana, si sono inventati l'idea di programmare un telegiornale che riportasse le notizie più rilevanti della giornata. Non è una grande idea. Sì, ma nessuno, prima di allora, aveva letto il telegiornale spogliandosi. Era nato in quell'istante nakednews. Ognuno, se crede, può dissentire (anch'io), ma funziona.
3. Tono — la credibilità. Quel che dico deve essere riconosciuto come qualcosa di attendibile
4. Ritmi — facciamo in modo di non addormentarci con la telecamera in mano. Un montaggio ritmico è coinvolgente, ma non facciamone neanche uno da crisi epilettica
5. Stile — Se decidiamo di fare una serie di video e non un video spot, cerchiamo di mantenere sempre lo stesso stile
a. Una testa
b. Un contenuto
c. Un tono di voce (non inteso solo come il volume)
d. Una durata
e. Una chiusura
6. Crescita — è la cosa più difficile da misurare. Se hai finito le cose da dire… basta. Spegni la registrazione, altrimenti annoiamo".
BARI – PRIMO SEMINARIO SUL BENESSERE ALCALINO
Youtube, internet e i copyright (il quadro della situazione)
Le aziende internet saranno ritenute direttamente responsabili per qualsiasi violazione del copyright nei contenuti condivisi sulla loro piattaforma?
E' passato al Parlamento europeo, in settembre, un testo che lo afferma. Ora l'analisi passa agli stati membri. Si svolgeranno negoziati tra essi e le istituzioni europee: se ne parlerà per più di un anno.
Si crea una divergenza di opinioni, come appare chiarissimo a prima vista, tra Youtube e Parlamento europeo in merito al diritto d'autore.
Una problematica che può diventare polemica e allargarsi a macchia d'olio, anche più di quanto non sia già avvenuto, dato il numero di persone che utilizzano Youtube. Susan Diane Wojcicki è un'imprenditrice statunitense, attuale Ceo del colosso. Nelle pagine del Financial Times, critica l'approccio del Parlamento europeo, definendolo "unrealistic", irrealistico. L'incertezza costringerebbe, comunque, Youtube "a bloccare un video, sulla base dell'articolo 13". Se si moltiplica questo rischio "per le dimensioni di YouTube, dove in un minuto si caricano più di 400 ore di video, le responsabilità legali diventano un peso economico ingestibile". Si tratta del secondo sito web più visitato al mondo, alle spalle solamente di Google. Ma torniamo, per un momento, alla realtà del nostro microcosmo. Poniamo che abbiamo realizzato un video aziendale: dove bisogna caricarlo? Abbiamo chiesto chiarimenti a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l'internazionalizzazione d'impresa. Queste le sue parole.
Che fare quando il nostro video è pronto?
"Se pensate di essere il nuovi Fellini, e il video che avete girato per l'azienda nella quale lavorate ha riscontrato l'ok della direzione, bene è arrivato il momento di caricarlo on line, affinché la vostra notorietà (come regista) e dell'azienda (che vi paga uno stipendio per quello che fate), prenda il volo".
In quali piattaforme è opportuno caricare il video?
"On line ci sono decine di portali gratuiti su cui poter appoggiare le nostre riprese, ma uno su tutti primeggia. E' certamente Youtube (già citato).
Diciamo però dove è inopportuno mettere i video, ovvero su LinkedIn. LinkedIn, come è noto, è un portale estremamente professionale e consultato per lo più in ufficio. È chiaro che un video, ma soprattutto l'audio di un video, possono disturbare. È inoltre una piattaforma (per le cause di cui sopra) usata molto poco da mobile, ma questo dato è in forte evoluzione. Essendo una piattaforma ancora consultata da desktop per la maggior parte degli utilizzi, ha un orientamento orizzontale".
E poi?
"Facebook, lo si sa, è un altro social (che conosciamo tutti). A differenza di LinkedIn, Facebook è solitamente consultato fuori dalle aziende. Anzi i firewall (muri di fuoco, ma molto più semplicemente barriere all'intero della rete aziendale) di molte aziende hanno messo proprio Facebook come sito vietato, dopo che hanno rilevato che i propri dipendenti vi si connettevano per alcune decine di minuti al giorno. Quindi abbiamo detto che è in uso all'esterno degli ufficio e che solitamente è consultato attraverso l'App dedicata. A meno che non siate la Ferragni, difficilmente qualcuno vorrà consumare banda per vedere il vostro video aziendale.
Ma concentriamoci su Youtube! Che cosa aggiungiamo?
"Che dire. È nato nel 2005, come piattaforma di condivisione video (video sharing) e consente a chiunque di caricare i propri video in maniera molto semplice. È il secondo motore di ricerca dopo Google (che ne detiene la proprietà dal 2006). È molto comodo nella consultazione, ha un "motore di raccomandazione" che ti propone i video in funzione di ciò che hai visto e del tempo che hai dedicato alla visione del video. In realtà è possibile inibire il suggerimento del video (provate a pensare se, alla fine del mio video, il sistema mi proponesse lo stesso prodotto, ma proposto dalla concorrenza), ma si deve incorporare il video all'interno del proprio sito (anche se è molto facile da fare, è un'operazione tecnica). È un componente che viene utilizzato sempre più spesso per attività di Seomix, quando cioè cerco qualcosa su Google. Se ho buoni tag (codici da inserire quando pubblico un video) questo (il video) mi si propone nella Serp (la pagina che contiene i risultati del motore di ricerca).
Ci sono 4 miliardi di video visualizzati al giorno, ma è un dato che si evolve alla velocità della rete. 400 milioni di visualizzazioni da dispositivi mobili al mese sono un buon numero.
Molte volte, quando si parla di social, Youtube non viene neanche menzionato, perché gli youtuber o videoblogger in Italia non ricoprono ancora un ruolo riconosciuto come gli infuencer di Facebook. Ma quando un fornaio vuole comprare una nuova impastatrice, come fa a capire come funziona? Sfoglia un catalogo, oppure guarda un video? E quando un imprenditore che ha come business le impastatrici per il pane deve far vedere i propri prodotti, che cosa fa? Propone di sfogliare un libro oppure si affida a Youtube?
Trascurare Youtube per un'azienda, sia essa grande o piccola, è un peccato mortale, vuoi perché è gratuito, vuoi perché a differenza di altri sistemi è molto consultato. Youtube rappresenta la destinazione principale di tutti i video caricati o line ed è la destinazione naturale di tutti gli utenti che vogliono guardare un video".
Il numero di persone che utilizzano Youtube fa pensare a un bagno di folla. Ecco che si può parlare di opinion leader.
Jobciak: i giovani riprendono il lavoro (la parola all’esperto)
Bisogna fotografare la realtà giovanile: come rendere palese il modo in cui i giovani vedono il mondo? Ecco la risposta: non c'è strumento migliore di un video. Oggi, il video è ovunque. E' una buona idea dare voce ai ragazzi, attraverso gli strumenti con i quali sono soliti esprimere loro stessi. Parte da questo assunto Job Ciak – i giovani riprendono il lavoro, il primo video contest organizzato da Uil e Uil.tv.
E' tramontato il mito del posto fisso: la parola d'ordine è flessibilità. Sono all'ordine del giorno lo smartworking e l'impresa 4.0. Pensate a come si rivolgono a tale realtà coloro che, di età non ancora matura, cercano il primo posto di lavoro, tentano di affermarsi professionalmente, formano le proprie competenze. Se volete saperlo, date loro la parola, domandatelo a loro, guardando i loro video.
E per chi i video vorrebbe girarli? La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti i cittadini, di qualsiasi nazionalità di età compresa, naturalmente, tra i 18 e i 35 anni.
La seconda edizione sarà presentata venerdì 16 novembre in via Enrico Albanese a Palermo, nella sede della Uil Sicilia alle ore 15,30.
Bisogna inviare un video entro il 15 febbraio 2019.
Può partecipare al concorso esclusivamente l'autore, il quale può proporre un unico video. In presenza di più autori la domanda di iscrizione deve essere posta in essere da uno solo di essi, allegando un'autocertificazione che attesti l'avvenuta delega da parte dei co-autori.
Sono ammesse al concorso soltanto opere originali ed elaborate o sottotitolate in lingua italiana, di qualsivoglia stile di narrazione e genere, tecnica video e tipologia narrativa. Le opere devono avere una durata massima di 20 minuti, compresi i titoli di coda.
Ma come fare un buon video?
Abbiamo chiesto a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l'internazionalizzazione d'impresa. Si è espresso in questo modo.
Bisogna essere coerenti quando si comunica con un video?
"I docenti più à la page parlano di 'comunicazione coerente e continuativa'. A me piace trasmettervi quella che è la mia soluzione. Mi sono accorto che esistono delle regole ben precise, che se vengono seguite (senza farcene però un tormento) portano sempre a miglioramenti costanti. La soluzione è vecchia come il mondo, ma si può riassumere in "se devi fare una cosa e non la sai fare, falla fare a chi è capace. Oppure studia come farla bene".
Come fare bene un video, dunque? Ha qualche segreto?
"Ogni video che ho girato ha avuto questo schema. Si tratta delle mie sei regole della mia comunicazione (altri dicono 9, alcuni 12, e chi più ne ha più ne metta…) e non è detto che funzionino anche per voi. Ma, poiché ho elaborato uno schema mentale, ve le suggerisco.
- Idea — quello che dico deve essere originale
- La variazione dell'idea — Se quello che devo dire è trito e ritrito, devo trovare un modo originale per dirlo. Devo porre creatività non nel contenuto, ma nello svolgimento. In una rete americana, si sono inventati l'idea di programmare un telegiornale che riportasse le notizie più rilevanti della giornata. Non è una grande idea. Sì, ma nessuno, prima di allora, aveva letto il telegiornale spogliandosi. Era nato in quell'istante nakednews. Ognuno, se crede, può dissentire (anch'io), ma funziona.
- Tono — la credibilità. Quel che dico deve essere riconosciuto come qualcosa di attendibile
- Ritmi — facciamo in modo di non addormentarci con la telecamera in mano. Un montaggio ritmico è coinvolgente, ma non facciamone neanche uno da crisi epilettica
- Stile — Se decidiamo di fare una serie di video e non un video spot, cerchiamo di mantenere sempre lo stesso stile
- Una testa
- Un contenuto
- Un tono di voce (non inteso solo come il volume)
- Una durata
- Una chiusura
- Crescita — è la cosa più difficile da misurare. Se hai finito le cose da dire… basta. Spegni la registrazione, altrimenti annoiamo".
Save the Date - Invito 16 novembre 2018 ore 20.00
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Comunicato Stampa AiFOS: il focus group per la valutazione dello stress
Comunicato Stampa
Il focus group per la valutazione del rischio stress lavoro correlato
Il 13 dicembre 2018 a Brescia un corso permetterà di raggiungere una piena consapevolezza teorica e pratica del metodo del "focus group" applicato alla valutazione approfondita dello stress lavoro correlato.
Riguardo alla fase di valutazione approfondita dello stress lavoro correlato le indicazioni della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 6, D.Lgs. 81/2008) prevedono la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori in relazione ad alcuni fattori/indicatori oggetto della valutazione preliminare. E, sempre in relazione alla valutazione di questo rischio, l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) raccomanda l'effettuazione della fase approfondita della valutazione del rischio stress lavoro-correlato già a completamento della fase preliminare.
Come valutare correttamente la percezione dei lavoratori?
Se le modalità utilizzate per la valutazione delle percezioni dei lavoratori possono essere diverse (questionari, focus group, interviste semistrutturate, …), il focus group è uno strumento molto versatile che si caratterizza per la capacità, in un confronto diretto con i lavoratori, di far emergere opinioni, esperienze, elementi di criticità e spunti di miglioramento.
Esistono corsi per aiutare gli operatori ad affrontare nel modo migliore la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori? C'è un percorso formativo che permetta di conoscere e applicare correttamente il metodo del focus group?
Il focus group e la valutazione del rischio stress
Proprio per fornire agli operatori le competenze nell'utilizzo degli strumenti necessari ad un'efficace valutazione del rischio stress lavoro correlato, l'Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 13 dicembre 2018 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo "FOCUS GROUP: Strumento per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato".
Il corso si prefigge di condurre ad una piena consapevolezza teorica e pratica del metodo applicato alla valutazione approfondita dello stress lavoro correlato.
Al termine del percorso formativo, che prevede anche attività esperienziali, il discente sarà in grado di mettere in atto questa metodologia, organizzando e gestendo le sedute di focus group finalizzate alla valutazione del rischio da stress lavoro correlato.
Lo strumento del focus group
Il focus group è uno strumento di indagine che si realizza attraverso un'intervista rivolta ad un gruppo omogeneo di persone per approfondire un tema e particolari aspetti di un argomento. È un metodo che è in grado di esplorare in modo approfondito opinioni, atteggiamenti e comportamenti di una collettività approfondendo anche gli atteggiamenti correlati alle scelte comportamentali.
L'utilizzo di questa tecnica permette di fare emergere anche situazioni di lavoro potenzialmente pericolose, spesso non riscontrabili con altre attività di valutazione, e trovare le soluzioni migliorative.
Il principale obiettivo dei focus group è, dunque, quello di coinvolgere i lavoratori nell'individuazione dei rischi lavorativi al fine di analizzarli in profondità, identificarne le reali cause e poter adottare idonee ed efficaci misure di prevenzione.
Il programma del corso di Brescia
Il corso di 8 ore in presenza "FOCUS GROUP: Strumento per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato" si tiene dunque il 13 dicembre 2018 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.
Gli argomenti del corso:
- Elementi di metodologia
- Metodo qualitativo e /o quantitativo
- Organizzazione e gestione del Focus Group
- Conclusione del Focus Group e piano d'azione susseguente
- Le dinamiche di aula
- Esercitazioni role playing
- Debriefing
Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP di tutti i macrosettori ATECO e 3 ore per formatori terza area tematica.
Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/comunicazione/comunicazione/focus_group_strumento_per_la_valutazione_del_rischio_da_stress_lavoro_correlato
Segnaliamo che le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, nonché le spese di viaggio e soggiorno, sono integralmente deducibili - entro il limite annuo di 10.000 euro - come previsto dall'articolo 9 della Legge 22 maggio 2017, n° 81 (cosiddetto "Jobs Act dei lavoratori autonomi").
Per informazioni:
Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia - tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it - formarsi@aifos.it
15 novembre 2018
Ufficio Stampa di AiFOS
L'Orchestra giovanile "Impullitti" invitata dall'Accademia pianistica "Ferruccio BUsoni" A San Lazzaro di Savena
L'Accademia pianistica internazionale "Ferruccio Busoni" ha organizzato un momento di musica al Centro socio-culturale La Terrazza, via del Colle.1, Ponticella di San Lazzaro di Savena. Sabato 15 dicembre alle ore 18,00
L'Orchestra della scuola di musica "A. Impullitti", solisti: Nicolò Pellegrino all'oboe, Agnese Rava e Lorenzo D'Elia al violino, si esibirà con le musiche di Mozart, Rossini, Brahms, Shostakovich, Morricone e in brani a tema natalizio.
L'evento, patrocinato dal Comune di San Lazzaro di Savena, è a ingresso libero.
mercoledì 14 novembre 2018
ANTEPRIMA ASSOLUTA DEL FILM “LA PARTITA”: IL 20 NOVEMBRE AL NUOVO CINEMA AQUILA IN OCCASIONE DEL RIFF
In anteprima assoluta, a Roma il 20 novembre al Nuovo Cinema Aquila alle ore 20:30 in occasione del RIFF si terrà la proiezione del film "La Partita".
Sarà presente all'evento tutto il cast tra cui Francesco Pannofino, Alberto Di Stasio, Giorgio Colangeli, Stefano Ambrogi, Lidia Vitale e Simone Liberati. Gli attori e il regista presenteranno il film in sala.
Una partita di pallone nella periferia romana. Tutta la storia de "La Partita", opera prima di Francesco Carnesecchi, ruota attorno a questi 90 minuti.
Sul campo non si deciderà solo il risultato del campionato. Il presidente, l'allenatore e il capitano della squadra si giocheranno il destino della propria vita.
Un film drammatico che, per ambientazione e personaggi, ha il sapore della commedia italiana mentre il ritmo incalzante del montaggio è quello dei film d'azione americani, soprattutto quelli sportivi, dove l'adrenalina cresce con il trascorrere del tempo. La Partita è un film sul calcio che non parla di calcio ma di quelle scelte, giuste e sbagliate, che ci cambiano per sempre.
LA PARTITA
Regia di Francesco Carnesecchi
Prodotto da Andrette Lo Conte per Freak Factory
Coprodotto da Wrong Way Pictures
In collaborazione con Duel Produzioni, Pyramid Factory
Il Documentario di Enzo De Camillis “Le Periferie di Roma e il Movimento Democratico” in concorso al Rome Independent Film Festival il 19 novembre al Nuovo Cinema Aquila
Dopo il successo ottenuto con il premio cinematografico dedicato alle Maestranze, "La Pellicola d'Oro" di cui è fondatore e Direttore Artistico e la Mostra "P.P. Pasolini: Io so…" da lui realizzata e ospitata a Buenos Aires, De Camillis torna a parlare della Capitale, con un documentario dedicato alle Periferie di Roma nel 1947, con le testimonianze dell'ex Sindaco di Roma Francesco Rutelli, Roberto Morassut, Marisa Rodano, fondatrice UDI (Unione Donne Italiane) nel 1943, fino agli anni '70 con i sindaci Argan, Petroselli e Vetere, a confronto con l'abbandono delle periferie della politica di oggi. Arricchito con immagini di repertorio dell' Aamod.
Enzo De Camillis debutta al cinema nel 1977 come aiuto scenografo di Dante Ferretti nel film "Il Mostro" di Luigi Zampa. Ad oggi ha alle spalle 60 film come scenografo.
Nel 1987 riceve il "Premio Qualità per la Scenografia" dal MIBAC per il film "Il Coraggio di parlare". Nel 2009 dirige "19 giorni di massima sicurezza" con Luisa Ranieri e "Uno studente di nome Alessandro" con Valentina Carnelutti che gli ha fatto ricevere il Premio Speciale Nastri D'Argento nel 2012. Nel 2014, invece, realizza il docufilm "Un intellettuale in borgata" con Leo Gullotta, premiato al Festival Omovis di Napoli e al Festival Internazionale L. Bizzarri.
Palazzo Pucci Events&Academy - "Wedding Club Zankyou", special guest Max Mara Bridal
| Buon pomeriggio,
ti invio l'invito e il press kit del "Wedding Club Zankyou" di martedì 20 novembre prossimo alle 10.30 a Palazzo Pucci, in via de Pucci 2 a Firenze, dal titolo "Il perfetto matrimonio made in Italy che incanta gli stranieri", organizzato dal portale di matrimoni Zankyou.it in collaborazione con Palazzo Pucci Events&Academy e la wedding planner Anna Frascisco.
Si parlerà di Moda Bridal grazie alla presenza di Max Mara con la sua collezione di abiti da sposa. Durante la mattinata le future spose, presenti all'evento, potranno prendere appuntamento con il team stilistico di Max Mara Bridal presso lo store Max Mara di Via Dè Tornabuoni a Firenze per una consulenza personalizzata.
Inoltre, verranno illustrati interessanti dati relativi al settore Destination Wedding raccolti dal Centro Studi Turistici di Firenze.
A disposizione per ulteriori informazioni, un cordiale saluto.
Guendalina
Wedding Club Zankyou approda a Firenze
IL PERFETTO MATRIMONIO MADE IN ITALY CHE INCANTA GLI STRANIERI
A Firenze, Moda Bridal e Destination Wedding all'insegna della bellezza e dell'eleganza italiana sono i temi dell'incontro organizzato da Zankyou.it in collaborazione con Palazzo Pucci Events&Academy e la wedding planner Anna Frascisco il 20 novembre. Protagonista d'eccezione, nella sontuosa cornice di Palazzo Pucci, la collezione di abiti da sposa Max Mara.
Moda, arte e paesaggi da sogno. "Il perfetto matrimonio made in Italy che incanta gli stranieri" è il titolo dell'evento organizzato dal portale di matrimoni Zankyou.it, in collaborazione con Palazzo Pucci Events&Academy, il prossimo martedì 20 novembre a Palazzo Pucci in via de' Pucci 2 a due passi dal Duomo a Firenze. Moda Bridal e Destination Wedding all'insegna della bellezza e dell'eleganza italiana sono i temi dell'incontro inserito nell'ambito dei "Wedding Club Zankyou", format itinerante ideato dal portale di nozze Zankyou.it, organizzato per l'occasione con il supporto dell'Event Planner Anna Frascisco.
Per arricchire con un ulteriore contenuto di stile ed eccellenza, verrà allestito uno special display dedicato alla collezione di abiti da sposa Max Mara Bridal. Durante la mattinata le future spose, presenti all'evento, potranno inoltre prendere appuntamento con il team stilistico di Max Mara Bridal presso lo store Max Mara di Via Dè Tornabuoni a Firenze per una consulenza personalizzata. Wedding dress romantici, ma moderni, da comporre liberamente con accessori studiati - coprispalle, veli e headpieces - o anche capi inediti nel guardaroba della sposa come la tuta o piccole e raffinate giacchine biker style.
Operatori del settore nozze, esperti di moda, istituzioni, giornalisti e futuri sposi sono i protagonisti dell'atteso appuntamento che prevede una serie di interventi legati alle potenzialità della città di Firenze e della Regione Toscana nell'ambito del Destination Wedding a livello nazionale e internazionale grazie alle prelibatezze della sua cucina, a paesaggi da sogno, un patrimonio artistico e architettonico e dimore storiche come lo stesso Palazzo Pucci.
Tra gli speech, confermate le presenze di Gianni Stanzani, co-owner e CEO di Palazzo Pucci Events&Academy; Carlotta Ferrari, Direttrice di Tuscany for Weddings - divisione Destination Florence CVB; Alessandro Tortelli, Direttore Scientifico del Centro Studi Turistici di Firenze e di Assessori e nomi legati alla Regione Toscana.
Ogni anno un numero sempre maggiore di coppie straniere sceglie l'Italia come luogo per celebrare il suo matrimonio per la sua storia, le bellezze del patrimonio artistico e culturale, il paesaggio, il fascino e il romanticismo dei luoghi, il cibo. Come risulta dalla indagine svolta dal Centro di Studi Turistici di Firenze - associazione senza scopo di lucro composta da operatori pubblici e privati creata nel 1975 - per mettere a fuoco al meglio il fenomeno e offrire spunti di riflessione agli operatori del settore.
Secondo i dati più recenti, in attesa dell'aggiornamento previsto per gennaio/febbraio 2019, il Destination Wedding è un settore in forte crescita. Il 2016 ha visto l'Italia come cornice di ben 8.085 eventi, con oltre un milione e trecentomila presenze e un volume d'affari che supera i 440 milioni di euro, e che coinvolge ben 53.000 gli esperti di nozze italiani. Molti stranieri che si sposano in Italia non organizzano infatti l'evento in forma autonoma, ma si affidano a professionisti in loco stanziando budget pari a una media di 54.516 euro per ogni evento. In testa alla classifica con il 27,6% le coppie inglesi, che nel 2016 hanno portato 365mile presenze con una media di 54 invitati e di 59.000 euro spesi a cerimonia. Seguono con il 21% le coppie americane, con una media di 37 invitati e un budget di 45.000 euro a cerimonia. Con un certo distacco seguono gli sposi provenienti dall'Australia (8,9% del mercato), Germania (5,3%), Canada (4,5%), per cerimonie celebrate con riti civili e simbolici dal valore di 50.000 euro circa ciascuna. Tra le regioni più gettonate c'è la Toscana, scelta per le ville e le dimore storiche dove celebrare riti civili.
"Il Destination Wedding è un fenomeno in crescita in Italia già nel 2017 e soprattutto nel 2018, con conseguenze importanti non solo per l'immagine del nostro paese, ma anche per le ricadute economiche in diversi settori ed è per questo che da tempo lo stiamo monitorando". Alessandro Tortelli, direttore del Centro Studi Turistici di Firenze, spiega così la nascita del rapporto "Destination Weddings in Italy e Tuscany", il report di aggiornamento che periodicamente viene pubblicato dal centro studi fiorentino sull'andamento del fenomeno dei matrimoni di stranieri in Italia. "Sicuramente i dati della Toscana dimostrano che la nostra regione è leader in questo settore e Firenze rappresenta sicuramente la città toscana più importante" prosegue Tortelli, responsabile anche del settore ricerca di CST Firenze. "Per questo nel 2018 stiamo conducendo una analisi a tappeto su tutti i comuni per verificare le potenzialità di crescita di questo fenomeno attraverso una disamina attenta degli ultimi dati e delle location scelte".
Concluderà l'evento un Light Lunch gentilmente offerto da Bachini e Bellini sulle note di The Three Tenors in Florence. Si ringraziano per la collaborazione i partner ufficiali dell'evento: Letterink – Letterpress & Design Studio, Scenografie Floreali, Pastiglie Leone, Morlotti Studio e d-Video.
About Zankyou Da ormai dieci anni il portale Zankyou è il punto di riferimento su scala internazionale nel settore nozze per tutti coloro che sognano un matrimonio glamour. Quattro portali in uno attorno a cui gravita solo il meglio per un Grande Giorno da sogno.
Zankyou è infatti: - un sito web gratuito dove condividere tutte le informazioni del ricevimento, con oltre 350.000 utenti registrati ogni anno Eventi by Zankyou (click for details) Wedding Club: Milano 2016 | Lago di Como 2016 | Roma 2017 | Bologna 2017 | Lago Maggiore 2017 | Napoli 2017 | Puglia 2017 | Portofino 2017 | Puglia 2018 | Roma 2018 Web&Weddings: IED Milano 2017 | IID Perugia 2018
About Anna Frascisco Event Planner Inserita da Zankyou, per il terzo anno consecutivo, nella classifica dei dieci migliori Event and Wedding Planner d'Italia, Anna Frascisco è un brand di caratura mondiale. Ultimo riconoscimento internazionale è la nomination agli Elle International Bridal Awards 2018 come unica professionista italiana nella categoria Best World Wedding Planner.
About Max Mara Bridal Per rispondere alle esigenze delle spose di oggi la collezione Max Mara Bridal si rinnova ogni stagione unendo materiali preziosi, dettagli ricercati e grande savoir faire sartoriale a linee pratiche, eleganti e attuali. Wedding dress romantici, ma moderni, da comporre liberamente con accessori studiati. Massima attenzione alle esigenze della cliente, ricchezza dell'assortimento, disponibilità celere in tutte le taglie e perfezione del servizio sono elementi cardine della filosofia del prêt-à-porter del mondo Max Mara, che ritroviamo anche, e soprattutto, per il progetto Bridal.
About Palazzo Pucci Events&Academy Palazzo Pucci Events&Academy è realtà recentemente costituita da affermati professionisti del settore e dalla Fondazione Spazio Reale, che gestisce gli eventi a Palazzo Pucci e a Spazio Reale, centro congressuale multifunzionale di 25.000 mq con vocazione formativa, sportiva e ristorativa a Firenze Nord. Può contare su una struttura di alto livello in grado di fornire l'organizzazione e la gestione di progetti e servizi per eventi a società e privati.
LA STORIA DI PALAZZO PUCCI L'edificio di via de' Pucci 2 ha una storia importante, testimoniata dalle preziose opere artistiche di cui è ricco. Il primo nucleo risale al 1480, quando Antonio Pucci acquistò in questa zona case ed orti. Successivamente vi furono ampliamenti e interventi architettonici eseguiti da illustri architetti e artisti quali Giovanni da San Giovanni, Jacopo Chiavistelli e Giovanni Domenico Ferretti. Nel 1901 viene dichiarato patrimonio artistico nazionale dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti. Ciò che rende famoso il palazzo, oltre al fascino dei grandi saloni grazie ad affreschi, tele, sculture di pregio, è la vicenda criminosa di cui la finestra murata al piano terra, all'angolo con via dei Servi, resta testimone: la "congiura dei Pucci". La famiglia Pucci fu alleata dei Medici per lungo tempo, almeno fino al 1559, quando Pandolfo Pucci incarica due sicari di colpire il Granduca Cosimo I proprio dalla finestra del palazzo, mentre si recava in corteo alle celebrazioni religiose nella Basilica in piazza della Santissima Annunziata. Scoperto, viene impiccato insieme ai suoi complici e la finestra da cui si appostarono i sicari murata per sempre, a ricordo dell'evento e per punizione della famiglia.
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