domenica 29 gennaio 2017

Protesi monocompartimentale ginocchio: il rispetto del corpo

Dolore acuto e costante, rigidità e limitazione dell'articolazione: l'artrosi invalidante che colpisce il ginocchio (gonartrosi) si può risolvere con la protesi monocompartimentale, una tecnica avanzata che ha convinto anche i pazienti più scettici o disinformati i quali, dopo l'intervento, sono tornati a svolgere le normali attività quotidiane con tempi di recupero rapidissimi, una qualità della vita migliorata, senza complicanze e senza traumi.

In che consiste la protesi monocompartimentale lo spiegheremo più avanti, ma il concetto che bisogna avere ben chiaro in mente è questo: la chirurgia ortopedica mini invasiva per l'impianto di protesi ginocchio, applicata da specialisti del settore come il Dott. Michele Massaro di Milano (noto in tutta Italia), non è più da questi considerata innovativa (esiste da oltre 15 anni).

E', semplicemente, la tecnica chirurgica ortopedica migliore (oltre a prevedere costi sociali ridotti) seppure molti ancora la considerino una novità perché non se ne parla abbastanza.

 

Protesi monocompartimentale ovvero parziale

Sono tante le crescenti testimonianze di pazienti che ringraziano i chirurghi specializzati in impianto di  protesi monocompartimentale mini invasiva.

Questi specialisti non si limitano a fare l'intervento: seguono,  assistono e consigliano i pazienti nel corso delle varie fasi, dalla prima visita fino alla totale guarigione, passando dal pre-ricovero alla fase post-operatoria e riabilitazione.

Perché consigliare una protesi totale ad un paziente quando si può ricorrere, in determinati casi, alla protesi parziale? Sì, perché protesi compartimentale significa questo: impiantare una protesi parziale intervenendo esclusivamente sul compartimento del ginocchio danneggiato, salvando il salvabile con estremo rispetto per il corpo umano.

Gli interventi di chirurgia ortopedica mini invasiva per l'impianto di una protesi monocompartimentale ginocchio richiedono materiali di indiscussa qualità.

 

Protesi monocompartimentale mini invasiva: il rispetto del corpo

E' possibile impiantare una protesi monocompartimentale o parziale ginocchio in quei casi in cui l'artrosi interessa uno solo o due dei compartimenti principali che costituiscono il ginocchio.

Le tre principali aree del ginocchio sono: mediale (interna), laterale (esterna) e femoro-rotulea (parte anteriore, tra rotula e femore).

Spesso, i chirurghi tradizionali decidono per la protesi totale pur potendo scegliere quella parziale allo scopo di non andare a toccare parti non compromesse dall'artrosi.

La chirurgia ortopedica mini invasiva rispetta il corpo tutte le volte che può, attraverso l'impianto di una protesi in metallo e plastica (più piccola di quella tradizionale) per ricostruire soltanto l'articolazione danneggiata, ripristinando la sua funzione, riducendo o eliminando del tutto il dolore.

La cartilagine e l'osso del compartimento sano non vengono sostituiti, uno o entrambi i legamenti crociati vengono preservati lì dove sia possibile, il chirurgo si concentra esclusivamente sulla parte compromessa.

Si può dire che tale protesi assecondi (e non pretenda di sostituire del tutto) la biomeccanica naturale del ginocchio: il movimento risulta fisiologico, i pazienti avvertono questa ricostruzione come più naturale rispetto a quella totale.

Preservando il legamento crociato anteriore (fondamentale per il movimento articolare), si ottengono risultati funzionali superiori: la cinematica del ginocchio è più naturale, simile a quella del ginocchio sano. Grazie alla protesi monocompartimentale mini invasiva, il paziente recupera la regolare funzionalità dell'articolazione più rapidamente e con risultati ormai testati, di sicuro successo.

 

Vantaggi e svantaggi

In sintesi, descriviamo vantaggi e svantaggi della protesi monocompartimentale rispetto a quella tradizionale. Iniziamo dai vantaggi:

-       Incisione chirurgica ridotta (circa 8 cm);

-       Durata ridotta dell'intervento (in genere, un'ora);

-       Perdita ematica, dolore, gonfiore e trauma ridotti al minimo;

-       Basso rischio di infezioni;

-       Conservazione dei legamenti crociati;

-       Tempi di recupero rapidissimi (permanenza in ospedale di 4-5 giorni, recupero totale nell'arco di 6 settimane).

 

Mediamente, la protesi dura dai 20 ai 25 anni e, una volta consumata, potrà essere sostituita con una tecnica semplice e meno rischiosa rispetto alla protesi totale tradizionale.

Quali sono gli svantaggi?

-       E' impossibile prevedere l'intensità del dolore o il suo andamento, dopo l'intervento;

-       Nel caso in cui l'artrosi progredisse andando a colpire i compartimenti (prima sani) del ginocchio, è necessario rimuovere la protesi monocompartimentale impiantando quella totale.

 

Sono rari i casi in cui si verificano complicazioni come infezione (che viene accuratamente prevenuta somministrando antibiotico, 24 ore prima e dopo l'intervento), coaguli di sangue nelle vene delle gambe o lesioni a nervi o vasi sanguigni.

Lo specialista consiglia la protesi parziale a pazienti con legamenti sani, che non soffrono di osteoporosi, artrite reumatoide, ginocchio valgo o varo con deformità superiore a 20 gradi.

L'intervento è indicato anche ai pazienti affetti da osteonecrosi del condilo femorale.

 

Protesi bi-monocompartimentale e bilaterale

E' possibile impiantare simultaneamente due protesi monocompartimentali nel ginocchio.

Questo tipo di protesi è chiamato, più esattamente, impianto bi-monocompartimentale ed è indicato nei casi in cui debbano essere sostituiti due dei tre compartimenti del ginocchio compromessi dalla gonartrosi.

E' pure possibile impiantare, contemporaneamente, una protesi in ognuna delle due ginocchia e, in questo caso, avremo la protesi bilaterale parziale.



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