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mercoledì 13 maggio 2026

Sicilia en Primeur 2026: il vino siciliano si racconta tra cultura, territori ed esperienze

Sicilia en Primeur 2026: il vino siciliano si racconta tra cultura, territori ed esperienze

 

Oltre 100 giornalisti internazionali, dodici tour operator, 56 aziende e cinque giornate di approfondimenti, degustazioni, talk ed enotour per la XXII edizione firmata Assovini Sicilia.  

Presentato il report della vendemmia 2025: “l’anno della fiducia e qualità ritrovata”

Si chiude il 16 Maggio con la degustazione solidale aperta al pubblico

 

Palermo, 13 maggio – Sicilia en Primeur accoglie più di 100 giornalisti da tutto il mondo in questa sua XXII edizione che ha preso il via all’Oratorio dei Bianchi l’11 maggio con il convegno di apertura dedicato all’approfondimento del tema dell’enoturismo. L’evento, ideato da Assovini Sicilia nel 2004, quest’anno ha scelto il claim “Taste the Island. Live the Story” per sottolineare come l’esperienza legata al vino è viva e abbraccia non solo le cantine ma il territorio, l’arte, la storia.

La manifestazione prevede cinque giornate di incontri, degustazioni, approfondimenti, visite nelle aziende associate.

 

Da questo pomeriggio parte proprio il viaggio nel cuore della Sicilia del vino: dodici enotour che condurranno la stampa nazionale e internazionale alla scoperta delle diverse anime vinicole, a testimonianza di un format che fa del territorio il suo protagonista. E per la prima volta, ci saranno anche dodici tour operator che si uniranno al viaggio nei territori a conferma che per Assovini Sicilia l’enoturismo è un comparto che ha bisogno di una strategia specifica.

 

Martedì 12 maggio, il settecentesco Real Albergo delle Povere, appena ristrutturato, ha ospitato le 56 aziende protagoniste di questa edizione che hanno presentato le anteprime dialogando direttamente con i giornalisti. L’iniziativa ha dato spazio anche alle nuove realtà emergenti del territorio, valorizzando tutte le voci del vino siciliano. La sera, Palazzo Sant’Elia è stato il luogo scelto per il Wine Party organizzato in onore di tutti i partecipanti e degli stessi produttori. La cena ha visto anche la partecipazione de La Sicilia di Ulisse, che rinnova la propria collaborazione con Assovini Sicilia con l’obiettivo di promuovere insieme l’eccellenza enologica e gastronomica della regione. Nel corso della serata, il menù è stato arricchito dallo show cooking di tre chef dell’associazione: Nino Ferreri di Limu, Vincenzo Sansone di Cortile Pepe e il Presidente Tony Lo Coco de I Pupi.

 

Oggi, negli stessi luoghi si è svolta la degustazione tecnica assistita dai sommelier AIS con oltre quattrocento etichette - preceduta dalla presentazione del Report Vendemmia 2025 - e i talk dedicati a temi culturali che ruotano attorno al vino.

Il racconto dell’annata 2025, a cura delle enologhe Lorenza Scianna, Maria Carella e Serena Cancemi, è stato anche un viaggio nei diversi areali siciliani: dall’Etna all’estremo occidente. Per l’enologa Serena Cancemi, “nell’areale centro-sud (Agrigento e Caltanissetta), il 2025 è stato l'anno della qualità ritrovata, caratterizzato da un'inversione di tendenza che vede un incremento dei volumi del 20% e una sanità delle uve pari al 100%. La vendemmia è stata uno spartito perfetto: dalle varietà precoci di agosto fino al Nero d'Avola di ottobre, ogni vitigno ha potuto completare il proprio ciclo senza sovrapposizioni, preservando acidità vibranti e profili aromatici nitidi”.

“Un’annata classica" è anche quella che ha caratterizzato l’areale dell’Etna dove per l’enologa Maria Carella “la vendemmia 2025 ha accentuato le differenze intrinseche tra i versanti dell'Etna: mentre il Nord ha beneficiato di una maturazione lenta e lineare, il Sud ha sfruttato l'ottima riserva idrica per bilanciare la sua naturale esuberanza solare. Elevata la qualità delle uve grazie alle ottime condizioni sanitarie ed all’ equilibrio eccellente tra zuccheri e acidità”. “Annata solare ma non calda nell’areale del ragusano – continua l’enologa Carella- con vini dalla grande espressività aromatica, scorrevoli, moderni e territoriali”.

Secondo il report, la vendemmia 2025 ha restituito fiducia ai viticoltori e ai tecnici che dopo due anni difficili hanno visto la pianta tornare alla sua normale fisiologia .

“I vini bianchi- commenta Lorenza Scianna- presentano aromaticamente una nitida impronta varietale, esaltata da freschezza e piacevolezza di beva. Non ci sono asperità fenoliche che spesso compaiono in annate calde. Le varietà a bacca rossa della zona costiera, in particolare Nero d’Avola e Frappato mostrano maggiore intensità colorante e una fragranza gustativa fresca e polposa. Nelle zone di alta collina, due delle varietà protagoniste, Catarratto e Perricone potranno raccontare a lungo l’annata vissuta. Per il bianco tensione acida, complessità aromatica e  maturità cellulare con caratteristiche note di pompelmo all’olfatto e al gusto. Per il rosso, lunga maturazione e buon equilibrio della pianta hanno conferito al vino buona tessitura e ampio spettro aromatico”.

 

Ad aprire il programma degli approfondimenti è stato il talk “Il valore culturale del vino nella Cucina Italiana e le diverse forme di comunicazione”, moderato dal giornalista Francesco Seminara (Il Gusto- La Repubblica) con gli interventi di Gaetano Basile, giornalista e scrittore, Francesco Mangiapane, ricercatore in Semiotica all’Università di Palermo. Gaetano Basile ha offerto una riflessione sulla cultura gastronomica siciliana e italiana, tra memoria, tradizione popolare, linguaggi del cibo e identità dei territori. Mangiapane ha approfondito il rapporto tra vino, cibo e comunicazione, analizzando come i linguaggi dell’enogastronomia contribuiscano a costruire valore culturale e immaginario attorno ai territori.

A seguire si è tenuto il talk “Generazione Next presenta: Dalla destinazione all’esperienza: il viaggio delle nuove generazioni”, con Federico Tosazzi, founder di Odex e produttore di viaggi WeRoad. Il confronto, promosso dal gruppo Generazione Next nato all’interno di Assovini Sicilia, ha acceso i riflettori sui nuovi modelli di viaggio e sulle aspettative delle giovani generazioni nei confronti dell’esperienza enoturistica.

Nel pomeriggio l’ultimo appuntamento con  “Vigna e cantina: paesaggio e contenitore culturale”, il talk dedicato al rapporto tra architettura, paesaggio, arte contemporanea e luoghi del vino. Protagoniste dell’incontro sono state Patrizia Pozzi, architetto del paesaggio, e Agata Polizzi, storica dell’arte e curatrice indipendente. Il confronto ha posto al centro la vigna non solo come spazio produttivo, ma come paesaggio culturale, luogo in cui natura, progetto, memoria e identità territoriale si intrecciano. La cantina è stata raccontata come contenitore culturale capace di accogliere esperienze, linguaggi artistici e nuove forme di relazione con il pubblico.

 

Con Sicilia en Primeur vogliamo raccontare una Sicilia autentica, contemporanea e profondamente legata alle proprie radici. Il vino oggi non è soltanto espressione produttiva, ma linguaggio culturale, esperienza di viaggio e strumento di relazione tra territori e persone. Questa manifestazione rappresenta per Assovini Sicilia un’occasione preziosa per condividere con il mondo il valore della nostra identità, il lavoro delle aziende e la straordinaria ricchezza enologica e umana dell’isola”, La scelta della città di Palermo per questa edizione si allinea con la visione della nostra associazione di valorizzare il patrimonio artistico e culturale delle nostre città. La bellezza di Palermo e dei luoghi che hanno ospitato questa edizione è quella di una città che vive dello splendore del passato e  che conserva ancora dei gioielli poco noti”- ha dichiarato Mariangela Cambria, presidente Assovini Sicilia.

 

Gran chiusura il 16 Maggio al Real Albergo delle Povere di Palermo (Corso Calatafimi 217) con la degustazione solidale aperta al pubblico dalle ore 17.30 alle 23.30, il cui ricavato andrà in beneficenza alla Croce Rossa Italiana, comitato di Palermo.  Oltre alla degustazione dei vini siciliani delle aziende associate, ci sarà la possibilità di partecipare ai laboratori gastronomici a cura della Gastronomia Armetta ( link per l’acquisto del ticket su Vivaticket).



Banca Etica sceglie Ancona per l'assemblea dei soci e delle socie e ospita l'intervento del vescovo di Beirut


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Banca Etica sceglie Ancona per l'assemblea dei soci e delle socie

OSPITE SPECIALE IL VICARIO DI BEIRUT, CÉSAR ESSAYAN, CHE INTERVERRA’ CON UNA RIFLESSIONE SULLA PACE, LA SITUAZIONE DEL LIBANO E LA FINANZA DISARMATA 

Il 16 maggio la Mole Vanvitelliana di Ancona ospita l'assemblea annuale delle persone e organizzazioni socie di Banca Etica, che sono oltre 50 mila tra Italia e Spagna. La giornata si aprirà al contesto internazionale ospitando l’intervento del vicario apostolico di Beirut dei Latini. 

Ancona, 11 maggio 2026Banca Etica ha scelto Ancona per tenere la propria assemblea annuale dei soci e delle socie il prossimo 16 maggio all’Auditorium Orfeo Tamburi della Mole Vanvitelliana. L’assemblea annuale è il cuore della democrazia partecipativa di Banca Etica, banca cooperativa nonché primo - e tuttora unico - istituto bancario italiano dedito esclusivamente alla finanza etica. L'appuntamento di Ancona si svolge in contemporanea e in collegamento video con Vigo, in Spagna, dove si trova la base sociale di Fiare Banca Etica, la filiale iberica del Gruppo. L’assemblea è chiamata votare il bilancio e il rinnovo del Comitato Etico. La giornata di lavori sarà impreziosita dalla testimonianza di Monsignor César Essayan, vicario apostolico di Beirut dei Latini, sulla drammatica crisi in Libano, sulle prospettive di pace e il bisogno di una finanza disarmata:

«Dopo 51 anni di guerre, crisi socioeconomiche, distruzioni e soprattutto morti, è ora - malgrado la guerra in corso - di gridare “Basta!”. Non vogliamo più accompagnare la sopravvivenza. Dobbiamo rendere possibile la vita perché abbiamo visto persone rialzarsi, abbiamo visto la speranza riaccendersi. Ma oggi la domanda non è più soltanto cosa possiamo fare: è cosa vogliamo davvero cambiare».

Banca Etica in Ancona: i numeri di un territorio virtuoso

La scelta di Ancona premia un territorio dove la finanza etica è una realtà consolidata e in crescita. Al 31 marzo 2026, la filiale di Ancona registrava dati operativi significativi: oltre 68,8 milioni di euro di impieghi erogati a sostegno di famiglie e imprese, e una raccolta complessiva che supera gli 89,5 milioni di euro. Con 2.714 conti correnti attivi e 1.784 soci locali che hanno sottoscritto oltre 3,2 milioni di euro di capitale sociale, la Banca supporta numerose eccellenze locali. Tra le diverse realtà finanziate da Banca Etica nella provincia, si distinguono progetti ad alto impatto come l'azienda B-Corp Tea Natura, specializzata in cosmetica e detergenza ecologica; il bioparco sociale Vita da Pacos, che promuove l'inclusione attraverso il contatto con gli animali, e il microbiscottificio Frolla, una cooperativa sociale che offre opportunità lavorative a ragazzi con disabilità. Queste esperienze dimostrano come il credito possa diventare uno strumento di rigenerazione sociale e ambientale per l'intera provincia.

Oltre 25 anni di storia: il Gruppo Banca Etica oggi

Nata nel 1999 a Padova, Banca Etica è l'unica istituzione bancaria italiana interamente dedicata alla finanza etica. In oltre un quarto di secolo, dalla banca si è sviluppato un Gruppo che nel tempo è cresciuto e oggi costituisce una sorta di ecosistema integrato e completo, includendo la capogruppo Banca Etica e la filiale spagnola, Fiare Banca Etica, poi ci sono le due società di gestione del risparmio (Etica Sgr e IMPact SGR), Cresud - specializzata in microfinanza e cooperazione - e due fondazioni culturali omologhe, una in Italia e una Spagna. Al 30 aprile 2026, i numeri di Banca Etica testimoniano una solidità crescente:

  • Capitale sociale: ha raggiunto e superato i 100 milioni di euro complessivi.

  • Soci e clienti: la base sociale conta oltre 50 mila persone socie tra Italia e Spagna, con una clientela che sfiora le 120 mila unità.

  • Raccolta e impieghi: la raccolta diretta è di quasi 2,8 miliardi di euro, mentre gli impieghi ammontano a oltre 1,3 miliardi di euro: nel 2025 il credito è cresciuto dell’8% rispetto al 2024 (a fronte del +0,9% del sistema).

Banca Etica continua così a dimostrare che un modello economico alternativo è non solo possibile, ma necessario ed efficace per portare risorse finanziarie e strumenti all’economia sociale e di impatto, per costruire un futuro di pace e sostenibilità.

Spazio alla musica la sera di venerdì

Ad anticipare l’assemblea, la sera del 15 maggio Ancona ospiterà l'Unica Festival, un evento gratuito dedicato soprattutto ai ragazzi e alle ragazze presso il Circolo Arci Eresia. La serata sarà animata dalla musica elettronica, indie e cantautoriale di tre artiste di rilievo: Giulia Mei, Livrea e Dj Lasof. L'iniziativa nasce per creare un momento di condivisione e divertimento, avvicinando sempre più le nuove generazioni ai valori della finanza etica e  dell'economia solidale. L'accesso all'evento è gratuito con tessera Arci, fino ad esaurimento posti: è pertanto necessaria la registrazione online tramite la compilazione di un form su Eventbrite.

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Banca Etica è la prima e tuttora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera da più di 25 anni su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali e consulenti e grazie ai servizi di home e mobile banking. Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta più di 50 mila soci e 100 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di oltre 2,7 miliardi di euro e finanziamenti per circa 1,3 miliardi di euro a favore di iniziative di organizzazioni, famiglie e imprese nei settori della cooperazione e innovazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell'ambiente, turismo responsabile, agricoltura biologica, diritto alla casa, legalità. Banca Etica aderisce ai principali network internazionali della finanza etica: Global Alliance for Banking on Values (GABV) e Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative (Febea). Il Gruppo Banca Etica include Etica Sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comuni di investimento etici, e IMPact SGR, società specializzata nell’impact investing quotato delegata alla gestione dei fondi; Fondazione Finanza Etica, che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza; Cresud che offre risorse finanziarie e servizi di assistenza a organizzazioni di microfinanza, produttori di commercio equo e solidale, associazioni e ONG in America Latina, Africa ed Asia. In Spagna è attiva Fiare Banca Etica, con uffici e filiali in alcune città .

martedì 12 maggio 2026

Le Rouge et le Noir à Brera

Biagio Battaglia, Hans März, Miriam Selvetti, Marilena Visini
a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni


MADE4ART
Via Ciovasso 17, Milano | Brera District
21 maggio - 15 giugno 2026
Inaugurazione giovedì 21 maggio ore 18 - 20


A distanza di oltre dieci anni dalla prima esposizione incentrata sul rapporto tra il rosso e il nero, tenutasi presso la precedente sede nel quartiere “Tortona” di Milano, MADE4ART è ora lieto di presentare presso l’attuale spazio in Via Ciovasso 17 a Brera, il quartiere dell’arte nel centro della città meneghina, una nuova selezione di lavori creati da quattro artisti che hanno affrontato il tema sulla base delle loro sensibilità e specificità tecniche, artistiche ed espressive.

Protagonisti del progetto Biagio Battaglia, Hans März, Miriam Selvetti e Marilena Visini: gli artisti selezionati da MADE4ART hanno focalizzato la propria attenzione su uno dei due colori oppure su entrambi, sul loro dialogo e sulla loro apparente contrapposizione, creando opere pittoriche nelle quali contrasto e armonia si toccano.

Le Rouge et le Noir à Brera è un vero e proprio omaggio a un colore, il rosso, da sempre legato a concetti quali “emozione”, “amore”, “passione”, “calore”, impiegato dagli artisti sin dai tempi più antichi per rappresentare sentimenti profondi e intensi legami affettivi; accanto al rosso appare il nero, che incarna l’antitesi, il mistero, il silenzio, gli aspetti più intimi e nascosti della nostra interiorità. Il rosso e il nero sorprendono e coinvolgono l’osservatore, rappresentando, con il loro accostamento, con la loro profonda diversità e con l’incontro con gli altri colori, le infinite sfumature delle emozioni umane.

L’inaugurazione di “Le Rouge et le Noir à Brera” si terrà giovedì 21 maggio 2026 dalle ore 18 alle 20; a partire 22 maggio e fino al 15 giugno l’esposizione sarà accessibile negli orari di apertura della sede, dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 18, con gentile richiesta di appuntamento di visita alla mostra; lo spazio sarà chiuso per Festività martedì 2 giugno.

Le Rouge et le Noir à Brera
Biagio Battaglia, Hans März, Miriam Selvetti, Marilena Visini
 
21 maggio - 15 giugno 2026
Inaugurazione giovedì 21 maggio ore 18 - 20
Dal 22 maggio la mostra è visitabile su appuntamento negli orari di apertura della sede: martedì - venerdì ore 10 - 18
Spazio chiuso il 2 giugno
Ingresso gratuito, su appuntamento
Si invita a verificare sempre sul sito Internet e i social network di MADE4ART eventuali aggiornamenti sugli orari e le modalità di accesso allo spazio

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Ciovasso 17, Brera District, 20121 Milano, Italia
Fermate metropolitana Lanza, Cairoli, Montenapoleone
www.made4art.it, info@made4art.it, +39.02.23663618

(nell'immagine: opera di Biagio Battaglia)  
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lunedì 11 maggio 2026

ROMA. CINGHIALI: ANIMALISTI ITALIANI CONTRO L’ACCORDO DELLA REGIONE LAZIO PER GLI ABBATTIMENTI


La Regione Lazio ha trionfalmente annunciato l’accordo di collaborazione con Roma Capitale per affrontare l'emergenza cinghiali in città, sovvenzionando con 200 mila euro, nostri, gli interventi sul territorio romano.

L’emergenza cinghiali è un problema causato dai ripopolamenti a scopo venatorio sviluppati per decenni con esemplari provenienti dall’Europa dell’est, più robusti e prolifici della specie autoctona e le cui popolazioni, per la scarsità di predatori naturali, si stanno espandendo.

Sia la periferia romana che quartieri meno periferici costituiscono una forte attrattiva per questi animali per il facile reperimento di rifiuti alimentari nei cassonetti della spazzatura, nelle micro discariche ai bordi delle strade, nei siti di foraggiamento non protetti per animali domestici.

Ma l’accordo annunciato, in realtà, rimane in gran parte lettera morta come morti saranno i cinghiali in virtù degli “interventi di contenimento”.

Infatti il protocollo d’intesa, firmato nel 2019 tra Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Roma Capitale, per la gestione del cinghiale (Sus Scrofa L.) nel territorio di Roma Capitale, prevede tra l’altro di:  

Operare nel rispetto degli animali quali esseri senzienti, riducendo al minimo lo stress nelle operazioni di contenimento.

Individuare e rendere disponibile una struttura regionale in grado di ricevere gli animali vivi catturati (oasi per cinghiali).

Provvedere alla pulizia delle aree pubbliche e aree verdi nel territorio ed evitare l’eccessiva crescita della vegetazione e la bonifica delle micro discariche su scarpate e cigli stradali.

Attuare una pulizia costante di cassonetti e cestini.

Installare recinzioni a protezione dei tratti stradali e delle zone più frequentate.

Promuovere e sostenere iniziative volte all’individuazione di metodi alternativi agli abbattimenti selettivi.

Tutto questo è stato fatto? No!

E lo si può anche vedere tutti i giorni intorno, nella città.

Solo la parte relativa al “controllo diretto” sarà, in definitiva, implementata: gli abbattimenti.

Commenta il presidente di Animalisti Italiani Walter Caporale: “Come sempre le soluzioni attuate dalle istituzioni si muovono solo nella direzione cruenta e facile degli abbattimenti di animali innocenti e il problema, frutto di scelte approssimative e colpevoli di enti venatori già in anni passati e inattività e inefficienza attuale degli enti preposti, continuerà a riproporsi ciclicamente. A pagare, come sempre, saranno gli unici incolpevoli. I cinghiali.”




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domenica 10 maggio 2026

EIIS Summit 2026, grande partecipazione per la prima giornata: Roma Capitale internazionale del dialogo su innovazione e sostenibilità

EIIS Summit 2026, grande partecipazione per la prima giornata:
Roma Capitale internazionale del dialogo su innovazione e sostenibilità

 

 Roma, 8 maggio 2026 - Grande partecipazione e confronto internazionale all’Acquario Romano per la prima giornata dell’European Innovation for Sustainability Summit 2026, l’evento promosso da EIIS – European Institute of Innovation for Sustainability – in partnership con Roma Capitale e IFAD, che ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca, organizzazioni internazionali e nuove generazioni attorno ai grandi temi della transizione sostenibile.

Una giornata intensa di dialoghi e momenti di networking che ha trasformato Roma in un laboratorio internazionale di idee e visioni sul futuro, affrontando temi centrali come governance dell’intelligenza artificiale, innovazione tecnologica, adattamento climatico, sostenibilità delle filiere produttive e nuovi modelli di leadership. Protagonisti del Summit anche i giovani, attraverso ideathon e format partecipativi che hanno messo al centro il contributo delle nuove generazioni nella costruzione delle strategie del domani.

Tra gli ospiti e speaker della prima giornata figure di rilievo del panorama istituzionale, economico e accademico internazionale, tra cui Jeffrey Sachs, con uno speech sul futuro degli SDG.

Con questo Summit Roma consolida il proprio ruolo di piattaforma internazionale dove istituzioni, imprese, mondo della ricerca e nuove generazioni collaborano per costruire risposte concrete alle grandi trasformazioni del nostro tempo. In questi giorni la Capitale è stata al centro di un confronto globale su intelligenza artificiale, clima, innovazione e sostenibilità, mostrando una visione di città capace di mettere in connessione sviluppo economico, inclusione, innovazione e attrazione degli investimenti all’interno di una strategia comune.

La Casa delle Tecnologie Emergenti, gli Ideathon, il protagonismo dei giovani e il dialogo con grandi realtà internazionali dimostrano che Roma ha saputo attivare un ecosistema credibile, aperto e dinamico, capace di generare innovazione pubblica, creare opportunità e produrre valore per il territorio. Un lavoro che rafforza il posizionamento internazionale della Capitale e conferma la volontà di Roma di essere sempre più un laboratorio di futuro, capace di attrarre talenti, investimenti e nuove energie per costruire sviluppo sostenibile e migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine”, ha dichiarato l’Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale, Monica Lucarelli.

Al centro della prima giornata anche il tema della capacità di leggere e interpretare i segnali del cambiamento per trasformarli in azioni concrete e strategie condivise.

Il primo passo per realizzare il futuro che vogliamo è vederlo. Il futuro si nasconde nei dati che ignoriamo, nelle conversazioni che non ascoltiamo e nelle domande che non ci facciamo. Avere oggi questi dati ci permette di decodificare il pensiero delle generazioni future, fornendoci la bussola necessaria per capire come agire da oggi in poi.
Il problema non è la mancanza di segnali, ma la nostra incapacità di vederli e metterli a sistema. Il Summit nasce per rispondere a questa urgenza: connette i punti, smette di osservarli singolarmente e li trasforma in strategia e azione. Perché il futuro non è un evento lontano, ma una domanda posta dal presente
”, ha dichiarato Andrea Geremicca, Direttore Generale di EIIS.

L’edizione 2026 dell’EIIS Summit proseguirà domani con una seconda giornata di lavori dedicata alle grandi sfide della transizione sostenibile e dell’innovazione responsabile. In programma anche la cerimonia finale di premiazione degli EIIS Awards, momento simbolico del Summit, che celebrerà idee, progetti e protagonisti capaci di distinguersi per visione, impatto e capacità di costruire nuove traiettorie di sviluppo sostenibile. Un appuntamento conclusivo che conferma Roma come crocevia internazionale di confronto, creatività e futuro.

SuperEnalotto, stasera jackpot da 162,1 milioni: caccia alla combinazione vincente, Napoli e Roma le province più fortunate d’Italia

SuperEnalotto, stasera jackpot da 162,1 milioni: caccia alla combinazione vincente, Napoli e Roma le province più fortunate d’Italia

 

ROMA – Il jackpot del SuperEnalotto continua la sua crescita: in caso di "6” centrato nel concorso di oggi, sabato 9 maggio, il fortunato vincitore – come riporta Agipronews – conquisterà ben 162,1 milioni di euro, già nella top-di tutti i tempi.

Il regolamento del SuperEnalotto ricorda che per presentare la ricevuta originale il vincitore ha a disposizione 90 giorni, a partire dalla pubblicazione del Bollettino Ufficiale sul sito ufficiale.

La riscossione – con cifre di questo tenore - deve avvenire esclusivamente presso gli Uffici Premi di Sisal S.p.A (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) in via Ugo Bassi 6 a Milano o in Viale Sacco e Vanzetti 89 a Roma. Se la schedina vincente è stata giocata online, oltre a presentare la stampa della giocata vincente, servirà fornire un documento di identità valido e il codice fiscale.

Il vincitore dovrà però fare i conti anche con l'erario. In Italia è in vigore la cosiddetta "tassa sulla fortuna", che prevede un prelievo fiscale del 20% sulla parte della vincita eccedente i 500 euro. In questo caso, il prelievo ammonterebbe a poco meno di 32 milioni di euro: il vincitore – in caso di “6” oggi 9 maggio – potrebbe portare così a casa un importo netto leggermente inferiore ai 130 milioni di euro.

Mentre Molise e Valle d’Aosta cercano ancora il primo “6”, la Campania guida la classifica nazionale della fortuna: in regione sono stati messi a segno più "6" in assoluto, con ben 19 vincite record. Un primato che la vede staccare il Lazio, fermo a quota 16, e l'Emilia-Romagna a 13. Tra le province comanda Napoli che, al pari di Roma, è la città che ha festeggiato più volte il jackpot, raggiungendo quota 14.

Spazio anche alle curiosità: la combinazione più giocata in assoluto in ogni concorso rimane 1-2-3-4-5-6. Ma la vera curiosità emerge guardando le altre "top 5" delle giocate. Gli italiani giocano "disegnando" sulla schedina: le verticali perfette delle sequenze 7-22-37-52-67-82 o 15-30-45-60-75-90 o in diagonale come 7-21-35-49-63-77 e 13-27-41-55-69-83, quasi come se la combinazione vincente fosse il codice di sblocco di uno smartphone.

EMT/Agipro

DAZI USA, FRESCOBALDI (UIV): MINACCE E BOCCIATURE GENERANO INCERTEZZA, RATIFICA ACCORDI TURNBERRY MALE NECESSARIO

Comunicato stampa

DAZI USA, FRESCOBALDI (UIV): MINACCE E BOCCIATURE GENERANO INCERTEZZA, RATIFICA ACCORDI TURNBERRY MALE NECESSARIO


USWTA: DAZI DANNO REALE E DIFFUSO PER ECONOMIA AMERICANA, CALO ATTORNO AL 30% DELLE ETICHETTE IN RISTORANTI


EXPORT PRIMO TRIMESTRE GIÙ DEL 20%, ATTESO MINI RIMBALZO AD APRILE

(Roma, 8 maggio 2026). “In materia di dazi americani, le recenti minacce e bocciature amplificano l’incertezza: per le imprese è un danno che si aggiunge al danno. La speranza per gli imprenditori del vino è poter ridurre, per quanto possibile, l’indeterminatezza attraverso la ratifica l’accordo di Turnberry, ben consapevoli che comunque non faremo festa per questo”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi in seguito alla bocciatura della Corte del Commercio internazionale ai nuovi dazi globali e alle tempistiche dettate dal presidente Trump per il rispetto dell’accordo commerciale siglato in Scozia lo scorso agosto.


Secondo Uiv, come previsto i dazi hanno indebolito l’export verso gli Usa ma anche e soprattutto la filiera e la rete commerciale americana, come rilevato nei giorni scorsi dalla United States Wine Trade Alliance (Uswta) con un commento ufficiale al dibattito pubblico sulle misure da adottare per i nuovi dazi. Secondo gli importatori, distributori, produttori, ristoratori ed enotecari dell’Uswta, infatti, i dazi hanno messo in ginocchio l’economia interna del settore con un “danno reale, diffuso e sostenuto da aziende americane lungo tutta la filiera del vino, con un calo delle vendite tra il 5% e il 15% o anche superiore”. Una “riduzione del portafoglio” evidente anche nella ristorazione (dove i vini europei generano margini lordi del 60%): in tutto il Paese - secondo Datassential - i menu propongono infatti il 37% in meno di etichette di vino bianco e il 26% in meno di etichette di vino rosso.


Lato Italia, secondo l’Osservatorio Uiv il calo dell’export nel 2025 è stato del 9,2% (-178 milioni di euro) con un -23% solo nell’ultimo semestre dello scorso anno. Il primo trimestre di quest’anno ha chiuso con un gap tendenziale attorno al -20% (-105 milioni di euro): si tratta del peggiore inizio di anno dal 2022, anche se, per l’Osservatorio, dopo 9 mesi di “rosso” già ad aprile i valori delle vendite sono attesi in leggera risalita.

Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini (Ennevifoto)


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