
Sicilia en Primeur 2026: il vino siciliano si racconta tra cultura, territori ed esperienze
Oltre 100 giornalisti internazionali, dodici tour operator, 56 aziende e cinque giornate di approfondimenti, degustazioni, talk ed enotour per la XXII edizione firmata Assovini Sicilia.
Presentato il report della vendemmia 2025: “l’anno della fiducia e qualità ritrovata”
Si chiude il 16 Maggio con la degustazione solidale aperta al pubblico
Palermo, 13 maggio – Sicilia en Primeur accoglie più di 100 giornalisti da tutto il mondo in questa sua XXII edizione che ha preso il via all’Oratorio dei Bianchi l’11 maggio con il convegno di apertura dedicato all’approfondimento del tema dell’enoturismo. L’evento, ideato da Assovini Sicilia nel 2004, quest’anno ha scelto il claim “Taste the Island. Live the Story” per sottolineare come l’esperienza legata al vino è viva e abbraccia non solo le cantine ma il territorio, l’arte, la storia.
La manifestazione prevede cinque giornate di incontri, degustazioni, approfondimenti, visite nelle aziende associate.
Da questo pomeriggio parte proprio il viaggio nel cuore della Sicilia del vino: dodici enotour che condurranno la stampa nazionale e internazionale alla scoperta delle diverse anime vinicole, a testimonianza di un format che fa del territorio il suo protagonista. E per la prima volta, ci saranno anche dodici tour operator che si uniranno al viaggio nei territori a conferma che per Assovini Sicilia l’enoturismo è un comparto che ha bisogno di una strategia specifica.
Martedì 12 maggio, il settecentesco Real Albergo delle Povere, appena ristrutturato, ha ospitato le 56 aziende protagoniste di questa edizione che hanno presentato le anteprime dialogando direttamente con i giornalisti. L’iniziativa ha dato spazio anche alle nuove realtà emergenti del territorio, valorizzando tutte le voci del vino siciliano. La sera, Palazzo Sant’Elia è stato il luogo scelto per il Wine Party organizzato in onore di tutti i partecipanti e degli stessi produttori. La cena ha visto anche la partecipazione de La Sicilia di Ulisse, che rinnova la propria collaborazione con Assovini Sicilia con l’obiettivo di promuovere insieme l’eccellenza enologica e gastronomica della regione. Nel corso della serata, il menù è stato arricchito dallo show cooking di tre chef dell’associazione: Nino Ferreri di Limu, Vincenzo Sansone di Cortile Pepe e il Presidente Tony Lo Coco de I Pupi.
Oggi, negli stessi luoghi si è svolta la degustazione tecnica assistita dai sommelier AIS con oltre quattrocento etichette - preceduta dalla presentazione del Report Vendemmia 2025 - e i talk dedicati a temi culturali che ruotano attorno al vino.
Il racconto dell’annata 2025, a cura delle enologhe Lorenza Scianna, Maria Carella e Serena Cancemi, è stato anche un viaggio nei diversi areali siciliani: dall’Etna all’estremo occidente. Per l’enologa Serena Cancemi, “nell’areale centro-sud (Agrigento e Caltanissetta), il 2025 è stato l'anno della qualità ritrovata, caratterizzato da un'inversione di tendenza che vede un incremento dei volumi del 20% e una sanità delle uve pari al 100%. La vendemmia è stata uno spartito perfetto: dalle varietà precoci di agosto fino al Nero d'Avola di ottobre, ogni vitigno ha potuto completare il proprio ciclo senza sovrapposizioni, preservando acidità vibranti e profili aromatici nitidi”.
“Un’annata classica" è anche quella che ha caratterizzato l’areale dell’Etna dove per l’enologa Maria Carella “la vendemmia 2025 ha accentuato le differenze intrinseche tra i versanti dell'Etna: mentre il Nord ha beneficiato di una maturazione lenta e lineare, il Sud ha sfruttato l'ottima riserva idrica per bilanciare la sua naturale esuberanza solare. Elevata la qualità delle uve grazie alle ottime condizioni sanitarie ed all’ equilibrio eccellente tra zuccheri e acidità”. “Annata solare ma non calda nell’areale del ragusano – continua l’enologa Carella- con vini dalla grande espressività aromatica, scorrevoli, moderni e territoriali”.
Secondo il report, la vendemmia 2025 ha restituito fiducia ai viticoltori e ai tecnici che dopo due anni difficili hanno visto la pianta tornare alla sua normale fisiologia .
“I vini bianchi- commenta Lorenza Scianna- presentano aromaticamente una nitida impronta varietale, esaltata da freschezza e piacevolezza di beva. Non ci sono asperità fenoliche che spesso compaiono in annate calde. Le varietà a bacca rossa della zona costiera, in particolare Nero d’Avola e Frappato mostrano maggiore intensità colorante e una fragranza gustativa fresca e polposa. Nelle zone di alta collina, due delle varietà protagoniste, Catarratto e Perricone potranno raccontare a lungo l’annata vissuta. Per il bianco tensione acida, complessità aromatica e maturità cellulare con caratteristiche note di pompelmo all’olfatto e al gusto. Per il rosso, lunga maturazione e buon equilibrio della pianta hanno conferito al vino buona tessitura e ampio spettro aromatico”.

Ad aprire il programma degli approfondimenti è stato il talk “Il valore culturale del vino nella Cucina Italiana e le diverse forme di comunicazione”, moderato dal giornalista Francesco Seminara (Il Gusto- La Repubblica) con gli interventi di Gaetano Basile, giornalista e scrittore, Francesco Mangiapane, ricercatore in Semiotica all’Università di Palermo. Gaetano Basile ha offerto una riflessione sulla cultura gastronomica siciliana e italiana, tra memoria, tradizione popolare, linguaggi del cibo e identità dei territori. Mangiapane ha approfondito il rapporto tra vino, cibo e comunicazione, analizzando come i linguaggi dell’enogastronomia contribuiscano a costruire valore culturale e immaginario attorno ai territori.
A seguire si è tenuto il talk “Generazione Next presenta: Dalla destinazione all’esperienza: il viaggio delle nuove generazioni”, con Federico Tosazzi, founder di Odex e produttore di viaggi WeRoad. Il confronto, promosso dal gruppo Generazione Next nato all’interno di Assovini Sicilia, ha acceso i riflettori sui nuovi modelli di viaggio e sulle aspettative delle giovani generazioni nei confronti dell’esperienza enoturistica.
Nel pomeriggio l’ultimo appuntamento con “Vigna e cantina: paesaggio e contenitore culturale”, il talk dedicato al rapporto tra architettura, paesaggio, arte contemporanea e luoghi del vino. Protagoniste dell’incontro sono state Patrizia Pozzi, architetto del paesaggio, e Agata Polizzi, storica dell’arte e curatrice indipendente. Il confronto ha posto al centro la vigna non solo come spazio produttivo, ma come paesaggio culturale, luogo in cui natura, progetto, memoria e identità territoriale si intrecciano. La cantina è stata raccontata come contenitore culturale capace di accogliere esperienze, linguaggi artistici e nuove forme di relazione con il pubblico.
“Con Sicilia en Primeur vogliamo raccontare una Sicilia autentica, contemporanea e profondamente legata alle proprie radici. Il vino oggi non è soltanto espressione produttiva, ma linguaggio culturale, esperienza di viaggio e strumento di relazione tra territori e persone. Questa manifestazione rappresenta per Assovini Sicilia un’occasione preziosa per condividere con il mondo il valore della nostra identità, il lavoro delle aziende e la straordinaria ricchezza enologica e umana dell’isola”, La scelta della città di Palermo per questa edizione si allinea con la visione della nostra associazione di valorizzare il patrimonio artistico e culturale delle nostre città. La bellezza di Palermo e dei luoghi che hanno ospitato questa edizione è quella di una città che vive dello splendore del passato e che conserva ancora dei gioielli poco noti”- ha dichiarato Mariangela Cambria, presidente Assovini Sicilia.
Gran chiusura il 16 Maggio al Real Albergo delle Povere di Palermo (Corso Calatafimi 217) con la degustazione solidale aperta al pubblico dalle ore 17.30 alle 23.30, il cui ricavato andrà in beneficenza alla Croce Rossa Italiana, comitato di Palermo. Oltre alla degustazione dei vini siciliani delle aziende associate, ci sarà la possibilità di partecipare ai laboratori gastronomici a cura della Gastronomia Armetta ( link per l’acquisto del ticket su Vivaticket).
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