lunedì 20 luglio 2026

ROMA, REGIMENTI (FI): SU ALBERI NON BASTA GIOCO DEI NUMERI, SERVONO CURA, SICUREZZA E PROGRAMMAZIONE

Roma, 20 luglio – «Quasi trentamila alberi abbattuti in poco più di quattro anni non possono essere liquidati contrapponendo semplicemente il numero delle nuove piantumazioni. Un albero adulto non è immediatamente sostituibile con una giovane pianta: occorrono molti anni prima che questa possa assicurare gli stessi benefici in termini di ombra, assorbimento dell’anidride carbonica, qualità dell’aria e mitigazione delle temperature. Il patrimonio arboreo di Roma non può essere governato attraverso un mero saldo numerico, ma deve essere tutelato come una vera infrastruttura ambientale». 

Lo dichiara Luisa Regimenti, Assessore al Personale, Polizia locale, Enti locali, Sicurezza urbana, Università della Regione Lazio e Segretario di Forza Italia Roma.

«Il bilancio arboreo del Campidoglio conferma le criticità che Forza Italia denuncia da tempo: assenza di una programmazione strutturale, manutenzione insufficiente e una gestione troppo spesso fondata sull’emergenza. Quando la manutenzione viene trascurata o le potature sono effettuate con modalità e tempistiche inadeguate, le alberature si indeboliscono e possono trasformarsi in un pericolo per i cittadini, come dimostrano i numerosi crolli registrati in occasione del maltempo».

«Gli abbattimenti necessari per ragioni di sicurezza devono essere accompagnati da valutazioni tecniche trasparenti e puntuali, accessibili ai cittadini, e da piani di sostituzione calibrati sulle caratteristiche dei territori: il Campidoglio chiarisca tempi, modalità e tipologie delle nuove piantumazioni, garantendo essenze idonee e soprattutto la loro cura e sopravvivenza nel tempo».

«In una città sempre più esposta alle ondate di calore, alla crescita delle temperature e agli effetti della cementificazione, gli alberi adulti rappresentano una risorsa insostituibile. Producono ossigeno, assorbono anidride carbonica e inquinanti, offrono ombra e contribuiscono a ridurre il fenomeno delle isole di calore. Le nuove alberature sono indispensabili, ma possono richiedere dai 10 ai 20 anni prima di sviluppare una chioma capace di fornire un significativo effetto di raffrescamento. Per questo piantare nuovi alberi non può diventare l’alibi per rinunciare alla cura di quelli esistenti».

«Forza Italia chiede all’amministrazione Gualtieri un cambio di passo: il rafforzamento del Servizio Giardini, un monitoraggio continuo e capillare del patrimonio arboreo, manutenzioni programmate, informazioni verificabili sugli abbattimenti e sulle sostituzioni e un vero piano di forestazione urbana. Roma ha bisogno di alberi curati e sicuri, non di una contabilità utilizzata per nascondere l’assenza di una visione», conclude Regimenti.

“MATTEOTTI DIVISIVO”: PIRILLO (CIRCOLO SARAGAT MATTEOTTI), BACCINI E LA DESTRA DI FIUMICINO, L’IPOCRISIA DEL CAMBIACASACCA E L’ANIMA NERA CHE CANCELLA L’ANTIFASCISMO

Roma, 20.07.2026 :- La vergognosa bocciatura in Consiglio comunale della mozione per dedicare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti non è solo un affronto alla memoria repubblicana, ma la fotografia perfetta del cinismo e dell'ipocrisia che guidano l'amministrazione di Fiumicino.
Il sindaco Mario Baccini — campione olimpico di acrobazie trasformiste e cambiacasacca, passato con disinvoltura attraverso un’infinità di sigle e casacche pur di restare a galla e gestire il potere — svela oggi la sua vera natura. Dietro il paravento di un presunto "centrismo moderato" e la maschera del peggior democristiano di lungo corso, Baccini si conferma il perfetto esecutore e complice delle istanze più reazionarie della destra locale.
Il suo e quello della sua maggioranza è un cerchiobottismo repellente e codardo. Prima votano contro l'intitolazione bollando il martire socialista come "divisivo"; poi, travolti dalla gogna mediatica e dall'indignazione generale, cercano pavidamente di correre ai ripari facendosi ripresentare una mozione "edulcorata" dai propri consiglieri. Un testo bis dal quale, con chirurgica vigliaccheria ideologica, è stata scientificamente cancellata ogni singola parola: "fascismo", "antifascismo" e "regime".
Volevano ricordare Matteotti nascondendo chi lo ha assassinato! Una doppiezza nauseante, che svela un'anima nera e nostalgica incapace di fare i conti con la storia. La verità è che il camaleontico Baccini soffre di un'agghiacciante asimmetria morale: quando si è trattato di intitolare spazi a figure simboliche della destra, la sua giunta non ha sollevato alcun dubbio sulla "divisività". Il filtro censorio e il veto burocratico scattano solo ed esclusivamente quando c'è da pronunciare la parola antifascismo.
A Baccini e ai suoi alleati ricordiamo che la storia non si sbianchetta con i trucchetti da politicanti da cabotaggio. A sancire l'imprescindibile statura etica di Matteotti sta un atto scolpito nelle istituzioni: il 10 giugno 2024, nel centenario dell'assassinio per mano dei sicari di Mussolini, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso solenne omaggio al monumento del deputato socialista. Il Capo dello Stato ne ha consacrato la figura come pilastro fondamentale della libertà di tutti gli italiani. Inoltre, il 27 maggio scorso la Camera dei Deputati ha intitolato a Giacomo Matteotti lo scranno numero 14, quello in cui sedeva prima di essere assassinato, applicando una targa con il nome del martire antifascista ed una che ricorda il celebre discorso del 30 maggio 1924; oggi quello scranno è patrimonio nazionale, non verrà più assegnato a nessun deputato, imperitura memoria del coraggio di opporsi ad ogni forma di regime totalitarista! Definire Matteotti "divisivo" o amputare la storia del suo martirio significa porsi deliberatamente fuori dal perimetro della Costituzione.
Di fronte a questa deriva reazionaria e trasformista, il tempo dell'attesa è finito: Auspico una massiccia reazione morale e civile, per Giacomo Matteotti, per la libertà e per non dimenticare!
Chiamo fin da ora tutte le forze democratiche, il popolo progressista, la società civile, i lavoratori e i giovani a una grande mobilitazione politico-elettorale su scala nazionale.
Dobbiamo smascherare nelle piazze questa destra ambigua e i suoi opportunisti da piccolo cabotaggio, difendendo la Repubblica e restituendo onore alla memoria dei nostri martiri. Abbiamo gli strumenti democratici, in primis la chiamata alle urne, è ora di rimandare i fasci nelle fogne!
Vincenzo Pirillo
Presidente del Circolo Culturale “Giuseppe Saragat - Giacomo Matteotti”
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Circolo Culturale "G. Saragat - G. Matteotti"
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