Roma, 20.07.2026 :- La vergognosa bocciatura in Consiglio comunale della mozione per dedicare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti non è solo un affronto alla memoria repubblicana, ma la fotografia perfetta del cinismo e dell'ipocrisia che guidano l'amministrazione di Fiumicino.
Il sindaco Mario Baccini — campione olimpico di acrobazie trasformiste e cambiacasacca, passato con disinvoltura attraverso un’infinità di sigle e casacche pur di restare a galla e gestire il potere — svela oggi la sua vera natura. Dietro il paravento di un presunto "centrismo moderato" e la maschera del peggior democristiano di lungo corso, Baccini si conferma il perfetto esecutore e complice delle istanze più reazionarie della destra locale.
Il suo e quello della sua maggioranza è un cerchiobottismo repellente e codardo. Prima votano contro l'intitolazione bollando il martire socialista come "divisivo"; poi, travolti dalla gogna mediatica e dall'indignazione generale, cercano pavidamente di correre ai ripari facendosi ripresentare una mozione "edulcorata" dai propri consiglieri. Un testo bis dal quale, con chirurgica vigliaccheria ideologica, è stata scientificamente cancellata ogni singola parola: "fascismo", "antifascismo" e "regime".
Volevano ricordare Matteotti nascondendo chi lo ha assassinato! Una doppiezza nauseante, che svela un'anima nera e nostalgica incapace di fare i conti con la storia. La verità è che il camaleontico Baccini soffre di un'agghiacciante asimmetria morale: quando si è trattato di intitolare spazi a figure simboliche della destra, la sua giunta non ha sollevato alcun dubbio sulla "divisività". Il filtro censorio e il veto burocratico scattano solo ed esclusivamente quando c'è da pronunciare la parola antifascismo.
A Baccini e ai suoi alleati ricordiamo che la storia non si sbianchetta con i trucchetti da politicanti da cabotaggio. A sancire l'imprescindibile statura etica di Matteotti sta un atto scolpito nelle istituzioni: il 10 giugno 2024, nel centenario dell'assassinio per mano dei sicari di Mussolini, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso solenne omaggio al monumento del deputato socialista. Il Capo dello Stato ne ha consacrato la figura come pilastro fondamentale della libertà di tutti gli italiani. Inoltre, il 27 maggio scorso la Camera dei Deputati ha intitolato a Giacomo Matteotti lo scranno numero 14, quello in cui sedeva prima di essere assassinato, applicando una targa con il nome del martire antifascista ed una che ricorda il celebre discorso del 30 maggio 1924; oggi quello scranno è patrimonio nazionale, non verrà più assegnato a nessun deputato, imperitura memoria del coraggio di opporsi ad ogni forma di regime totalitarista! Definire Matteotti "divisivo" o amputare la storia del suo martirio significa porsi deliberatamente fuori dal perimetro della Costituzione.
Di fronte a questa deriva reazionaria e trasformista, il tempo dell'attesa è finito: Auspico una massiccia reazione morale e civile, per Giacomo Matteotti, per la libertà e per non dimenticare!
Chiamo fin da ora tutte le forze democratiche, il popolo progressista, la società civile, i lavoratori e i giovani a una grande mobilitazione politico-elettorale su scala nazionale.
Dobbiamo smascherare nelle piazze questa destra ambigua e i suoi opportunisti da piccolo cabotaggio, difendendo la Repubblica e restituendo onore alla memoria dei nostri martiri. Abbiamo gli strumenti democratici, in primis la chiamata alle urne, è ora di rimandare i fasci nelle fogne!
Vincenzo Pirillo
Presidente del Circolo Culturale “Giuseppe Saragat - Giacomo Matteotti”
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Circolo Culturale "G. Saragat - G. Matteotti"
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