sabato 23 maggio 2026

Turismo: Riccardo Verona (An.bti - Confcommercio), "Sul caro carburante dal Governo scelte miopi, unidirezionali e incomprensibili


Turismo: Riccardo Verona (An.bti - Confcommercio), "Sul caro carburante dal Governo scelte miopi, unidirezionali e incomprensibili                                            

 

‘’È con reale stupore, tristezza e impotenza che apprendiamo il contenuto dell’ennesimo decreto carburanti che vara di nuovo aiuti per le stesse categorie e ancora una volta ignora chi, in Italia, trasporta la cosa più preziosa che c’è, la vita delle persone e la loro mobilità. Ed è con ancor maggior incredulità che constatiamo che, pur di accontentare categorie che da sempre sono ampiamente e continuamente sostenute, sia stato tranciato per tutti lo sconto sulle accise del diesel, portato ora a soli 10 centesimi. Taglio dagli effetti catastrofici e tra l’altro non annunciato e non evidenziato in alcun modo. È avvilente constatare come, un Paese considerato a vocazione turistica, si volti dall’altra parte davanti alle richieste di aiuto di una categoria del turismo che da mesi lavora in condizioni inaccettabili ed al contempo porti avanti scelte drastiche pur di accontentarne delle altre. In tutti i Paesi d’Europa, la categoria dei bus turistici nazionale riceve aiuti strutturali per il rinnovo del parco mezzi, il recupero fisso delle accise sul gasolio, supporto costante e considerazione solida, e nel nostro Paese, il più bello ed il più turistico di tutti, questa categoria non riesce ad avere un briciolo di considerazione nemmeno nei momenti di crisi chiara e palese. Nessuna risposta è mai arrivata alle nostre lettere, nessuna convocazione, nessuno tra le Istituzioni ha sentito in questi mesi il bisogno o almeno il dovere di chiedere a questi imprenditori quali sono le loro attuali condizioni di lavoro. Imprenditori che acquistano bus da mezzo milione di euro con le loro sole forze, che sono colpiti da costi inverosimili in tutti i Comuni Italiani, che lottano con la carenza di autisti cronica e una burocrazia illogica, e che oggi, con il costo del gasolio a livelli insostenibili, si voltano per cercare la mano dello Stato e trovano un vuoto ingiustificato ed ingiustificabile. Si trovano ad ogni costo centinaia di milioni per gli altri segmenti del trasporto e non si trovano 20 milioni di euro per una categoria allo stremo mai aiutata e mai considerata. Questa non è equità, chiediamo rispetto e pretendiamo dignità per la categoria dei bus turistici Italiani e continueremo a chiederla e pretenderla, giorno dopo giorno”. Così Riccardo Verona, Presidente An.bti - Confcommercio, Associazione Nazionale Bus Turistici Italiani.




Ufficio Stampa AN.BTI Confcommercio



domenica 17 maggio 2026

I taxisti sono poveri. Perché non liberalizzano?


ADUC


I taxisti sono poveri. Perché non liberalizzano?

Secondo  dati 2024 dell’Agenzia delle Entrate, diffusi da IlSole24Ore, i taxisti italiano sono decisamente poveri.

Su un campione di sette province il reddito medio lordo è di 18.983 euro (1.582 al mese). I più agiati a Firenze con 25.606, seguono Milano con 23.741, Bologna sui 19mila, mentre Roma è quasi a 17mila.

Se pensiamo alle rivendicazioni che questa categoria costantemente avanza per mantenere il controllo del mercato, contro ogni  possibilità di liberalizzazione, dobbiamo dedurne che o sono incapaci di far tesoro delle loro conquiste oppure italiani e turisti sono talmente spaventati delle loro esose tariffe, che fanno volentieri a meno dei loro servizi.

Forse è il caso che, come accade nel cosiddetto mondo libero, la liberalizzazione venga presa in considerazione. Con concorrenza che dovrebbe favorire, grazie ad aumento di domanda e offerta, la loro ricchezza. Del resto, così avviene in tutti i Paesi in cui il mercato non è controllato da alcune corporazioni o dallo Stato.

Lo diciamo con spirito altruistico. Nonostante alcune corporazioni di taxisti abbiano denunciato Aduc: ritengono di essere  stati diffamati e ostacolati perché potessero esercitare il loro mestiere con tranquillità e serenità. Forse non è proprio così, visti i risultati economici ufficiali del loro lavoro e Aduc che insiste per liberalizzazione, conseguente aumento dell'offerta e tariffe meno esose.

Un invito a ogni singolo taxista perché rimetta in discussione le scelte politiche, proprie e delle  proprie associazioni. Forse ne vale la pena.

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC