L'opposizione (laica) dice di essere per la libertà di scelta, ma in realtà vuole solo la libertà di interrompere l'idratazione e l'alimentazione forzate negli stati vegetativi, mentre non si oppone alla dichiarazione autoritaria di "morte cerebrale".
Entrambi i fronti hanno creato una categoria di malati senza diritti (quella con lesioni cerebrali per malattia o incidente) ai quali si può impunemente asportare ghiandole linfatiche per la tipizzazione antigenica e non di rado praticare esami invasivi per valutare la qualità degli organi da trapiantare, nonché esami dannosi (test dell'apnea, angiografia cerebrale, etc.) per dichiarare d'autorità la "morte cerebrale" utilitaristica di Stato. Morte imposta sulla base di protocolli variabili col solo fine di procacciare organi, praticare sperimentazioni in vivo o liberare i letti.
Vogliamo il diritto di esenzione dalla dichiarazione di "morte cerebrale" a cuore battente, come già riconosciuto in altri Stati per individui e gruppi che la rifiutano su base religiosa, filosofica e scientifica.
Vogliamo il diritto di opposizione alle indagini strumentali del flusso ematico cerebrale invasive e pericolose anche mortali e di tutti gli esami dannosi previsti per avvalorare la tesi del "coma irreversibile", tra cui il dannoso test dell'apnea, in quanto strumenti di morte non di vita.
Vogliamo che l'intubazione non sia una pratica routinaria di tortura finalizzata all'espianto, trasformando le rianimazioni in "sale di eliminazione".
L'esclusione di una categoria di malati, tra cui i traumatizzati cranici, dalle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento delegittima la Proposta di legge all'esame dell'Aula in quanto incostituzionale (art. 2, 3, 13, 32).
MEGLIO SENZA LEGGE.
CONSIGLIO DIRETTIVO
Presidente
Nerina Negrello
vedi Comunicato Stampa n.2 del 7.3.2011
"Testamento biologico, il grande inganno"
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