L'obiettivo è trattenere (sequestrare) per un anno presso alcune strutture universitarie e aziende ospedaliere di alta specialità quei corpi per esercitazioni chirurgiche, chimiche e radiologiche che ovviamente richiedono un corpo vivo per studiarne le reazioni, così come già avviene con le cavie animali impunemente. Un cadavere vero non avrebbe reazioni e perciò non servirebbe alla sperimentazione. Quindi è fuor di luogo il camuffamento praticato dai relatori che ostentano parole come post mortem, dopo la morte, salma, cadavere, cercando di confondere i cittadini.
E' evidente che dopo l'uso e l'abuso praticato in vivisezione su quei corpi vivi dai luminari della chirurgia e della sperimentazione, quei corpi torturati vanno prima o poi alla morte vera in arresto cardiocircolatorio e respiratorio. E' solo a questo punto che quei corpi, finalmente morti, vengono passati alle esercitazioni degli studenti per dissezione anatomica. Ma per questo scopo vige già una legge (DPR 285/90).
A lato della propaganda delle istituzioni sanitarie e delle loro organizzazioni di volontariato finanziate per confondere la verità, l'Azienda Sanitaria Locale dove ha sede il Centro di riferimento che ha fatto la sperimentazione, pagherà le spese del trasporto, nonché quelle di tumulazione. Questa forma indiretta di pagamento, vietata per gli organi quindi anche per il corpo, va a ricattare la povertà. Le famiglie povere, spinte dall'indigenza, saranno private per un anno perfino della sepoltura che serve a rielaborare la perdita.
I "balabiot" del Parlamento non hanno ancora emanato, dopo 12 anni, il Decreto Attuativo della L. 91/99 art 5, per la manifestazione di volontà negativa o positiva all'espianto, ciononostante hanno la faccia tosta di proporre altre schedature-trappole, presso i Centri di riferimento e gli uffici di Stato civile. Il relatore precisa che il testamento olografo va "redatto senza particolari formalità... datato e sottoscritto di mano del testatore... non richiede per la sua validità la presenza di testimoni o di un notaio". Nulla di più adatto per falsificare i documenti di donazione.
Abbiamo già illustrato alla Commissione Affari Sociali nell'Audizione del 2005 l'assurdità di queste reiterate proposte e chiesto un'ulteriore Audizione, sperando che si tratti di ignoranza e non di programmato crimine.
Presidente - Nerina Negrello
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