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giovedì 29 aprile 2021

SOSAZIENDA RIPARTIRE DOPO IL COVID DRAGHI UN ESEMPIO

Notoriamente, ce lo insegna la Storia, ogni decennio c’è una crisi economica che si riflette sui mercati, ormai diventati globali per quell’effetto domino di cui può giovarsi o, allo stesso tempo soffrire, l’economia mondiale. La pandemia da COVID-19 e i conseguenti lockdowns internazionali hanno accelerato la cadenza della crisi, e molti imprenditori si sono trovati impreparati nell’affrontarla.  Il rischio più grande, quello da scongiurare a tutti i costi per ogni imprenditore, di piccola o media impresa che sia, è il fallimento.

In Italia, secondo le leggi vigenti pubblicate per la prima volta nel 1942, ogni domanda di fallimento per l'imprenditore diventa un obbligo quando l'astensione dalla richiesta produrrebbe un aggravamento dello stato di insolvenza, ed il fallito perde così la disponibilità dei propri diritti patrimoniali, che sono in sua vece esercitati dal curatore fallimentare. In parole più semplici, se ci si trova nella condizione di non poter pagare chi vanta dei crediti, qualunque creditore può presentare domanda di fallimento. Ma fallire non conviene mai! Nel minore dei casi c’è un processo, poi c’è la chiusura del fallimento, e passato questo lungo tempo si può aprire l’attività, anche se stavolta sarà più difficile avere crediti. Considerando il caso peggiore, invece, dichiarare fallimento significa non avere accesso a crediti o prestiti per svariati anni, essere iscritti ad una lista nera che marchia per un arco di tempo troppo lungo qualsiasi uomo volenteroso di voler ripartire. Se i conti sono in rosso, i creditori alla porta, i dipendenti non possono essere pagati, bisogna pur fare qualcosa. Ma come e quando? Perché fallire e rinunciare ad una riapertura immediata, con la volontà di rimettersi in gioco e di cercare nuove soluzioni?

Un imprenditore sull’orlo del fallimento non può, sicuramente, permettersi errori. Se la legge non ammette ignoranze, un aiuto valido è fondamentale per muoversi nel marasma di normative, regole e leggi che possono salvarci come imprenditori o come persone giuridiche. Proprio qui può arrivare in soccorso SOSOAZIENDA. Spiega Marsala, portavoce della società “Siamo un centro di consulenza legale fiscale e tributaria, operante da 20 anni in tutta Italia e non soltanto. I nostri uffici a  Milano e Como sono specializzati nell'assistenza e nella consulenza per le aziende in Crisi e gestione delle liquidazioni problematiche, attraverso i nostri collaboratori: Dottori Commercialisti, Revisori Legali dei Conti, Avvocati, Giuristi, esperti di rischi finanziari e, in una sola frase, risolutori di problemi”.

Continua il portavoce “lo staff di SOSAZIENDA può suggerire la soluzione migliore per valutare i rischi, cercare le soluzioni e ripartire. Se l’imprenditore si vede costretto al fallimento, allora noi stessi possiamo nominare un liquidatore, un professionista che guiderà il fallimento in modo indolore e assolutamente legale, senza macchiare indelebilmente l’imprenditore e per fornirgli nuove speranze e possibilità di ripartenza”. Ma allora può arrivare la luce alla fine del tunnel anche in un momento come questo? “Sì” chiosa Marsala: “L’esperienza maturata dai consulenti di SOSAZIENDA passerà al vaglio, attraverso uno studio approfondito, tutte le possibilità di chi, al momento, non naviga in ottime acque, considerando e suggerendo la migliore delle soluzioni possibili, foss’anche la chiusura dell’attività, ma una chiusura che, attraverso i liquidatori, darà nuove chances e nuova fiducia per un futuro migliore”.

 

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