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venerdì 2 febbraio 2018

Spinelli IDD: Il "legittimo" ricatto di Almaviva

Parla il coordinatore provinciale romano del movimento Italia dei Diritti candidato consigliere alla regione Lazio per Civica Popolare Carlo Spinelli:" A novembre un giudice del tribunale del lavoro di Roma aveva dato ragione a 153 lavoratori licenziati dal call center reintegrandoli al lavoro, appena due mesi dopo una sua collega conferma i licenziamenti respingendo il ricorso collettivo".

Roma 31 Gennaio: Dopo un anno dai 1666 licenziamenti da parte di Almaviva, 153 lavoratori  che avevano intentato un ricorso collettivo contro il colosso dei call center si sono visti riassunti e di nuovo licenziati questa volta per mano dei giudici del tribunale del lavoro di Roma " Nel giro di due mesi ci sono state due sentenze contradditorie – ad intervenire sul caso è Carlo Spinelli coordinatore provinciale romano dell'Italia dei Diritti e candidato consigliere alla regione Lazio per Civica Popolare – infatti se prima il giudice Umberto Buonassisi aveva sentenziato il reintegro dei 153 lavoratori, la sua collega Donatella Casari ha invece giudicato legittimi i licenziamenti. Il primo aveva accusato l'azienda di illegittima discriminazione licenziando infatti chi non aveva accettato una diminuzione di retribuzione e TFR a parità di orario e di mansione, salvando invece chi invece si è piegato a questo che ha tutta l'aria di un ricatto, la seconda invece punta il dito sul fatto che gli ex dipendenti romani si sono lamentati di aver subito un trattamento diverso da quello che l'azienda ha tenuto nei confronti dei lavoratori napoletani in esubero quando invece Almaviva aveva proposto le stesse condizioni dei secondi che sono state rifiutate dai lavoratori della sede romana licenziati. In pratica – prosegue Spinelli – i licenziamenti sono stati legittimi perché i dipendenti avrebbero dovuto accettare un decurtamento dello stipendio e dell'accantonamento del TFR, quindi stesse ore di lavoro, stesse mansioni, ma meno soldi. Non mi sembra giusto che per lavorare bisogna sottostare a queste che sono delle vere e proprie forme di ricatto che potrebbero, in seguito a questa sentenza, essere riprese da altre aziende. Sta di fatto che la querelle continua, anche perché i 153 ex dipendenti Almaviva hanno tutta l'intenzione, giustamente, di andare a fondo alla questione e noi di Italia dei Diritti seguiremo da vicino la vicenda a supporto dei lavoratori licenziati. Per chiudere – chiosa Spinelli – qualche  piccola domanda; perché quando chiamiamo compagnie telefoniche, elettriche o del gas italiane la vocina registrata ci dice che la risposta verrà effettuata dalla Romania o dall'Albania? Perché quindi le commesse delle aziende italiane non vengono affidate a call centre italiani? Perché favorire il lavoro in paesi stranieri e aumentare la disoccupazione in Italia? Ed infine perché i soldi delle aziende italiane devono finire all'estero invece di circolare in Patria? Lascio a voi le risposte".

Ufficio stampa Italia dei Diritti Lazio

e-mail idd.regionelazio@gmail.com

 


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