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venerdì 17 giugno 2016

E' stata una serata che rimarrà a lungo nei cuori dei numerosi presenti quella che è avvenuta nel Canavesano in modo estemporaneo. Fulcro del grande evento è stato il raffinato Recital LE STAGIONI DELL'AMORE del poeta Andrea Brusa totalmente vocato alla sua famiglia.

In particolare ha riscosso un clamoroso successo la seconda parte dello spettacolo che ha visto la straordinaria presenza sul palco dell'Autore nel rispondere alle domande degli spettatori.
Il pubblico si e' guardato il recital, è vero, solo alcuni tossiscono, ma è lo stesso pubblico, la stessa platea che gode riguardando i vecchi film romantici o le commedie di Eduardo. Quella platea allora non è poi così ottusa come qualcuno dice.
"Io però non credo", dice l'autore "nelle rivoluzioni programmatiche, né in quelle pacate né in quelle colorate, dico solo che essere diversi non è difficile.
Riuscire ad aumentare il numero di gente che viene agli spettacoli è un altro discorso, complesso, che non deve però trasformarsi in programma politico né in piano pedagogico: deve rimanere ciò che è: una BELLA scrittura. la gente poi arriva".
Infine riesce a emozionare con la sua straordinaria voce, lasciando tutti a bocca aperta nel rivolgersi ai suoi cari in una sorta di monologo non programmato, ma tratto dal suo ultimo libro LA VIA DEI MIRACOLI presto in versione cartacea in libreria: "Ci fu un tempo in cui trascorrevo le mie giornate tentando di spiccare il volo, con ali presi in prestito, ali che sembravano così potenti da sorvolare gli oceani, così forti da compiere qualunque traversata che poi le restituii per costruire le mie, per poter volare libero verso il cielo blu tutto mio, ali di cristallo fragili, tali da frantumarsi al minimo fruscio, ali di cartapesta che potevano assumere molteplici sembianze, ali di ghiaccio che evaporavano al contatto di soffi di calore, ali tarpate, ali d'Angelo… invisibili erano a gli occhi del mondo ma erano le mie. Non ho potuto mai solcare i cieli e fendere l'aria, ma almeno ero felice e ogni tanto decollavo per vedere il mondo da un'altra seppur vicina prospettiva, un mondo sempre sognato per colorare la realtà e continuare a sognare. Io non abbando mai i miei sogni. Solo un sogno cullato saprà dipingere la grigia realtà. Solo una realtà di colori, saprà ridarci la voglia di vivere. Vivo sognando e sognando vivrò… è questo il segreto della vita. Cerco i miei sogni e tra le sue braccia la vita. Cerco i miei sogni… nella sua luce il mio stabile sorriso. Vivo i miei sogni… tra i suoi sentieri alberati gli anni creduti persi. Apro le ali dei miei sogni, la realtà non conta il vero, essa è ammantata dal grigiore voluto da chi ci vuole figli scaltri ed io ne aggirerò l'inganno immergendomi nel sogno di una vita. Sogno quando l'anima mia ha sete di speranza. Sogno e nel grigiore del vivere io coglierò i colori più belli. Il sogno è quell'aquilone che non ha mai teso al cielo. Il sogno è quella stella che non abbiamo mai osato sfiorare. Sogno e di quel sogno alimenterò la mia vita. Lascerò che il suo scorrere come limpido ruscello mi trascini in un vortice di inusuali piaceri, e quando cullati dal suo dondolare mi sentirò attraversare dal suo dolce canto, mi concederò pienamente al suo vibrare, ed in quel sentire io ascolterò la mia più grande emozione. Sogno e nel volo ritroverò il sentiero di luce che a me è riservato... e ritroverò mia moglie e la mia figliola… Io SOGNERO'!! Via amo famiglia mia!!"

Foto tratta dal MON COEUR dello stesso autore

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