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giovedì 14 aprile 2011

Intervista di Alessia Mocci ad Emanuele Casula ed al suo 2012 Obama’s Burnout

Emanuele Casula è nato a Cagliari nel 1975. "2012 Obama's Burnout" è la sua prima pubblicazione, edita nel 2011 dalla casa editrice Robin
Edizioni di Roma. Un romanzo " non apocalittico ma sull'apocalisse" che nasce dal bisogno di confrontarsi, ascoltarsi, leggersi e dalla
conoscenza che Emanuele ha potuto assimilare durante la sua permanenza in un Kibbutz ed in Africa. "2012 Obama's Burnout" vede come
protagonista assoluto un uomo, il Dottore, che cerca di migliorare le sorti del suo Paese; è accompagnato in quest'avventura di poche
giornate da Abraham( il nome del capostipite dei monoteismi ndr) e soprattutto da l'Esperto, personaggio particolare che riesce a
sbalordire persino lo scettico Dottore. Omicidi, catastrofi, guerre civili ed un 21 dicembre 2012 che terrorizza.
Emanuele è stato molto
gentile e disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita e sulla sua opera. Buona lettura!

A.M.: A bruciapelo: un libro sul
2012 i lettori si devono aspettare l'ennesima catastrofe stile Hollywood?

Emanuele Casula: Apocalisse significa rivelazione di ciò che è
nascosto: è proprio questo il punto. Secondo me l'uomo sta per cambiare, è prossimo a vedere la Verità presente nel cosmo, è prossimo a
diventare padrone di se stesso e del suo libero arbitrio. Una guerra mondiale è l'ideale per impedire che ciò avvenga. Nel libro voglio
dire chiaramente proprio questo: non aspettatevi dal Mondo Divino e Spirituale una catastrofe ma piuttosto aprite gli occhi perché sarà
l'uso del nostro Libero Arbitrio a causare una catastrofe "etica" in senso positivo. Una volta aperti gli occhi la Verità apparirà
semplice, inscalfibile, vicina: esterna e divina. Come immagino nel libro, per chi l'ha letto e per chi lo leggerà.


A.M.: Quando e perché
nasce l'idea di "2012 Obama's Burnout"?

Emanuele Casula: Molti collegano questo libro alla mia esperienza nel Kibbutz od a quella in
Africa. Se vogliamo sì, nel senso che nei viaggi non ho fatto che appurare che davvero ogni popolo, ogni creatura ha le sue ragioni e che i
casini ora li stiamo facendo noi occidentali con la nostra incapacità di capire gli altri. Andare in un altro paese significa chiedere il
permesso, ascoltare e confrontarsi ma per troppo tempo siamo andati ad insegnare ciò che nemmeno noi sappiamo o pratichiamo: libertà,
democrazia, religione. Il libro è nato da questo: ognuno ha da conoscere se stesso e mettersi alla prova non andare a devastare altri paesi
liberi di fare ciò che vogliono.


A.M.: Il Dottore. Il personaggio principale del thriller è totalmente frutto della tua fantasia oppure
ha una qualche base reale?

Emanuela Casula: Il Dottore. Eh, diciamo che il Dottore impersonifica tutte le persone che mandano avanti i
nostri paesi nonostante tutto. Come dice un mio amico scozzese: l'Italia per com'è dovrebbe implodere ma evidentemente c'è gente che lavora
e paga per tutti gli altri che non lo fanno. Il Dottore infatti è rispettoso delle istituzioni così come delle persone che gli ruotano
intorno, soprattutto ad esempio dell'autista del truck, un uomo costretto a guidare di nascosto nonostante il blocco stradale governativo
pur di sopravvivere economicamente. Anche con gli immigrati: il Dottore non li tratta da "negri" (come paradossalmente si fa negli aiuti
umanitari) ma come gente "coi controcazzi" da cui pretende molto più che venire a lavorare in occidente come schiavi. Il Dottore lavora sul
ciglio di una catastrofe, se ne frega di tutto perché il suo compito vero è assolvere ciò per cui è nato, rinuncia anche a vivere come gli
altri, forse all'amore: è una persona piena di difetti e problemi ma vuole solo essere sincero davanti a sé stesso, a chi ama ed al
divino.


A.M.: L'esperto: un antagonista neutrale. Puoi utilizzare cinque aggettivi per descriverci questa figura?

Emanuele Casula: Mi
chiedi 5 aggettivi? Io ti do cinque parole in sequenza per descriverlo: rappresenta tutto ciò che ignoriamo e che verrà rivelato. Torno col
concetto di prima: l'uomo vive accanto a cose abnormi e sconvolgenti, basterebbero un paio di passaggi logici deducibili per capire che la
vera follia è vivere per come viviamo, e cioè ignorando tutto.


A.M.: La guerra in Medio Oriente. Un tema scottante. È piuttosto
affascinante che il tuo libro palesi ciò che nella realtà sta accadendo, pensi che con il 2012 possa davvero portare scompiglio nella
popolazione mondiale?

Emanuele Casula: Su questo avrei molto da dire. Come dice il Dottore: è ovvio quello che accadrà in Iraq, è come se
un premio Nobel per la Chimica unisse dei reagenti esplosivi e si stupisse dell'esplosione. Per sintetizzare te la pongo così: se degli
stranieri arrivano nel tuo paese, ti prendono le ricchezze, ti mettono in carcere senza motivo, ti stuprano chi ami, ti uccidono i tuoi
figli, ti distruggono e disprezzano il tuo stile di vita, ti torturano e ti seviziano e poi quando ormai sei pieno di odio e follia ti
liberano mettendoti un mitra in mano e ti dicono: ora sei un uomo libero in democrazia, che cosa fai? Dimmi tu cosa faresti. Io mi
preoccuperei. Io mi preoccupo. Uso questa metafora per indicare i paesi che tutti noi occidentali (non gli americani) abbiamo devastato ed
ora li mettiamo con la democrazia in mano. La democrazia richiede stabilità, pace sociale, rispetto e non terrore, vendetta e guerre
civili. Anzi, la democrazia è tremenda in situazioni instabili. Ma chi sta al potere lo sa benissimo cosa ha fatto e dove stiamo andando.
Io ho solo provato ad immaginare le conseguenze logiche di ciò che abbiamo fatto a quei popoli, le reazioni che avranno nell'arco di mesi
non di anni. Ed ora vedrete cosa succederà quando Al Maliki formerà il governo irakeno. E provate ad immaginare adesso Israele in mezzo a
queste democrazie instabili. Fate 1+1. Quanto fa?


A.M.: Social network ed editoria. Dove si arriverà?

Emanuele Casula: Piuttosto invece
possiamo parlare di solitudine da una parte e dei media (compresi i social network) ed editoria dall'altra. Della nostra solitudine si
cibano i media che scelgono cosa imporci in un'offerta abnorme mentre tutti noi parliamo e nessuno si ascolta. Possiamo avere anche
migliaia di amici virtuali ma se i media decidono che un autore (cantante, regista, attore, scrittore etc.) è cool allora lo diventa e
vende. Ma così come siamo tutti scrivono e nessuno legge. L'editoria sopravvive comunque anche solo nel pubblicare migliaia di libri per
cui si copre sempre le spese. Il discorso è: se un autore fosse valido e scomodo, dal vertice l'editoria non avrebbe interesse a lanciarlo,
mentre dalla base nessuno lo ascolterebbe. Quindi in ogni caso la vincono i media di potere che male che vada si coprono le spese.


A.M.:
Secondo te, qual è il target di lettori che apprezzano una lettura come "2012 Obama's Burnout"?

Emanuele Casula: Se il lettore non si fa
scoraggiare dalla paura di leggere l'ennesima catastrofe il libro è per chi si ferma, si guarda in faccia col vicino, col collega, col
partner, con se stesso e dice: ok, adesso è la terra di Latte e Miele, ma fra qualche settimana sarà un casino come in Giappone. Come
possiamo non accorgerci? Continuiamo a prenderci per il culo?


A.M.: Hai già presentato ufficialmente il libro?

Emanuele Casula: Allora
sto organizzando per Roma, Bologna e sicuramente Cagliari. Ben accetta qualsiasi collaborazione (qualsiasi cosa venga in mente a chi
legge).


A.M.: Tornando indietro cambieresti qualcosa di "2012 Obama's Burnout"?
Emanuele Casula: A questo punto mai guardarsi indietro
anche se la tentazione è forte. L'imperfezione è insita in noi umani, l'importante è mirare a migliorarsi.


A.M.: Hai qualche novità
editoriale nascosta nel tuo hard disk?

Emanuele Casula: Negli ultimi anni ho imparato solo una cosa: parlare senza fare non serve ad un
emerito cazzo. Come direbbe il Dottore.


Ringraziando Emanuele per le risposte accurate e chiare vi lascio il link di una recensione di
"2012 Obama's Burnout":
http://oubliettemagazine.com/2011/03/23/2012-obama%E2%80%99s-burnout-di-emanuele-casula-robin-edizioni/
Sito per
ordinare il libro ed il link della rivista letteraria nella quale l'autore scrive mensilmente:
http://www.robinedizioni.it/2012-obamas-
burnout
http://www.lunarionuovo.it/?q=node/281
Alessia Mocci
Responsabile dell'Ufficio Stampa di Emanuele Casula

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