sabato 10 giugno 2017

17/ 24 giugno | Luce e Blu | Giuliano Cardellini | Magliano in Toscana (GR)


COMUNICATO STAMPA                                                Roma 10 giugno 2017

Galleria Arti in corso - Magliano in Toscana (Gr)
Mostra personale di Giuliano Cardellini
Luce e Blu
17-25 giugno 2017

A cura di Sveva Manfredi Zavaglia
Testo critico di Giusy Emiliano

Magliano in Toscana - Sabato 17 giugno 2017 alle ore 18.30, nell'antico borgo di Magliano presso l'associazione culturale e galleria d'arte contemporanea Arti in Corso, si inaugura la mostra "Luce e Blu" dell'artista Giuliano Cardellini curata da Sveva Manfredi Zavaglia.
Per l'occasione saranno esposte dieci opere scultoree a muro e realizzate con tecnica mista, delle serie : "Ambiente Blu Cardellini", "Trasparenze metalliche, "Led d'amore" e "Uova di vita" in cui la materia è protagonista assoluta. "L'artista_ come sostiene la curatrice _ propone un'ampia riflessione sui temi che nel tempo hanno coniugato poesia e arti visive, tracciando nuovi modi di vedere l'intangibile".
"Anima laboriosa" per la ricchezza emotiva e la ricerca rigorosa di linguaggi inediti, Cardellini è un artista poliedrico, di grandissima personalità, pittore, scultore, poeta, sempre alla ricerca di nuovi idiomi artistici e sfide tematiche. Nelle opere in mostra, in cui incide brevi versi poetici, leggibili dall'ombra proiettata sul muro grazie all'incisione o delineati da luci a led, la lamiera sostituisce il supporto tradizionale della tela, Le opere in blu, le stesse che danno ragione del nome dell'esposizione, presentano una gradazione scura ma luminosa, frutto di una precisa ricerca cromatica. Qui la materia diventa spessa e mentre crea figure, compone una sorta di atolli formati da materiali ferrosi e di risulta. Come scrive Giusy Emiliano nel testo critico che accompagna il catalogo: "Egli utilizza oggetti residuali "rubati" alla meccanica come viti, bulloni e dadi, accompagnando il pubblico all'interno di un racconto onirico. La materia, quindi, si adagia sulla tela cristallizzata e viene avvolta da un colore blu intenso, perde il suo peso specifico per definire un nuovo ruolo quale è chiamata a interpretare".
La tecnica e il linguaggio usati da Cardellini negli ultimi lavori, dove i versi poetici sono presenti nei titoli o si fondono in elaborati materici, creando quadri-scultura in cui anche il colore vivo contribuisce a creare un'unità estetica/concettuale, potrebbero far pensare a una ripresa della corrente della poesia visiva (la corrente di avanguardia degli anni '60- '70). Ma ciò avviene solo in parte poiché non solo i toni sono smorzati ma prevalgono connotazioni ironiche e di spirito dissacratorio tipiche di una temperie storica precisa, mentre in Cardellini si predilige l'aspetto intimista e lirico, l'osservazione della natura, la percezione dei sentimenti.

Il 24 giugno, alle ore 18.30,  l'artista Giuliano Cardellini terrà una performance poetica, presentata dalla scrittrice e giornalista Dianora Tinti.

Bio
L'artista Giuliano Cardellini vive a Morciano di Romagna, dove continua la sua ricerca e lavora come artista e poeta nel suo Atelir d'Arte GC.  Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Ha esposto a Pesaro, Cattolica, Rimini, Verona, Gubbio, Osaka, Rio de Janeiro, Londra,  Monte Carlo, Reggio Emilia, Preganziol e New York. A settembre sarà anche in mostra a Roma. www.giulianocardellini.com.

"Luce e Blu" di Giuliano Cardellini dal 17 al 25 giugno 2017
ARTI in CORSO :  Piazza del Popolo -  Magliano in Toscana (Gr)
Vernissage 17 giugno 2017 alle  h. 18.30 - 22
Performance poetica dell'artista : 24 giugno 2017 h 18.30

Info
Orari mostra: dal lunedì al giovedì 18.30 - 21.30
Venerdì-sabato -domenica 11-12.30 /18.30- 21.30
A cura di : Sveva Manfredi Zavaglia- smanfredizavaglia@gmail.com
Testo critico : Giusy Emiliano
Email : giulianocardelliniartista@gmail.com
Press office Artpressagency.it di Anna de Fazio Siciliano –
annasicilianodefazio@gmail.com


stefano carlino



Il dopo "Amici" di Stefano Carlino

Chiusa la parentesi di "Amici"con la band Nevenera oggi si presenta con il suo primo singolo dal titolo "Senza far rumore", un brano scritto e arrangiato dallo stesso Stefano 

Ancora una volta il Salento, terra di grandi artisti musicali, offre un nuovo talento…..parliamo di Stefano Carlino, classe '90, una voce che ricorda molto i Negramaro, un ragazzo riservato ma molto determinato ad inseguire il suo sogno di cantautore, ossia far conoscere ad un pubblico più vasto la sua musica.

Stefano inizia a muovere i suoi passi nel mondo musicale in tenera età, infatti a soli 5 anni comincia a studiare musica e canto.
Negli anni che seguono frequenta vari stage di musica con nomi famosi, studia tecnica vocale con i maestri Faiulo e Toma, prosegue lo studio della tastiera e della chitarra classica, approfondisce lo studio del canto moderno, jazz,pianoforte ed Ear Treaining..

Partecipa a numerosi concorsi nazionali e internazionali classificandosi sempre nelle prime posizioni davanti a giurati del calibro di Mogol, Luca Pitteri, ecc

Dopo vari anni di didattica ed esperienza nel campo della musica inizia a comporre inediti.

Nel 2016 entra e ottiene insieme alla sua band "Nevenera" il banco della scuola più famosa d'Italia, AMICI DI MARIA DE FILIPPI.
Nel 2017 firma come autore diversi brani per le RED MUSIC (Edizioni Musicali dei vari Fedez, J Ax, Rovazzi ecc)

Dal 13 giugno partirà da Lamezia Terme il suo tour "Tour 2.0 Stefano Carlino", mentre il singolo si può acquistare su itunes e su tutti i digital store.

https://itunes.apple.com/album/id1231962257?ls=1&app=itunes
https://open.spotify.com/album/3sotFhwfZ261VCuiOnKmOV
 

https://www.facebook.com/stefanocarlinomusic


NASCE A LECCO IL PROGETTO PER UNA LOMBARDIA PIU’ FELICE

«Progetto Lombardia Felice è un'iniziativa che nasce dal basso e punta in alto: cioè alla felicità delle persone. Immagine sintetizzata dal contesto lecchese, uno dei più meravigliosi scenari naturali e paesaggistici italiani, che parte dal piano del lago, dalla calma delle acque, e sale verso la corona delle vette. E' lo scenario che ha accolto la mia rinascita, dopo la crisi del fallimento professionale e della solitudine umana», così Paolo Goglio, autore e produttore televisivo, sottolinea la mission del "progetto di felicità" che sarà lanciato a Lecco venerdì 16 giugno (ore 20,45), con un evento organizzato presso l'auditorium della Banca Popolare di Sondrio (via Previati), aperto a tutti (fino a esaurimento posti, prenotazioni a lombardiafelice@gmail.com). «Lombardia Felice – aggiunge Renato Paccagnella, responsabile Neolife per la Lombardia e coordinatore dell'iniziativa - è un progetto multimediale che ingloba la crescita culturale, la consapevolezza del rapporto positivo con l'ambiente, l'opportunità di generare maggior benessere fisico ed economico, la possibilità di esprimere talenti, competenze artistiche e valori professionali». L'obiettivo è favorire un innovativo incontro tra mondi: scientifico, olistico, bioenergetico, filosofico, naturalistico e filantropico, attraverso eventi, seminari, incontri pubblici, momenti formativi individuali e di gruppo. «Dalla nutrizione alle terapie orientali, dal rapporto con la natura all'espressione artistica, fino alle tecniche di comunicazione, l'azione degli specialisti di Lombardia Felice è volta a diffondere un'autentica coscienza della felicità e del positivo che si può incontrare in ogni luogo, dentro e fuori di se'». Durante la serata di presentazione, oltre agli interventi di Paccagnella (già allenatore federale di ginnastica artistica e "allevatore di campione" come Jury Chechi e Igor Cassina) e di Vinicio Piras, maestro di arti orientali della salute e fondatore dell'Unib (Unione italiana budo e naturopatia orientale),  sarà proiettato il film "Cerchi di Luce", interamente realizzato dallo stesso Goglio, con nuove tecniche di ripresa in soggettiva e di post-produzione. «Le sequenze in cui è protagonista l'ambiente naturale sono di una tale purezza e vividezza da far "ascoltare" anche la voce del silenzio. E' la narrazione di un tragitto umano figurato nella ricerca di se stessi e di una nuova dimensione di felicità, dopo un crollo dovuto a un lutto, un fallimento, una separazione, una crisi esistenziale».  «Per la prima volta – aggiunge Goglio - un film autobiografico e autoprodotto si propone come uno strumento di autoanalisi, per stimolare riflessioni e confronti,  fornendo anche strumenti utili per riaccendere quella voce interiore che sa guidarci verso il positivo. Nel mio caso, ho voluto dare voce a messaggi che ho ricevuto nel momento di maggior crisi, in cui probabilmente si è amplificata la mia sensibilità. E ancora oggi, che continuo a riceverne, non so dare un nome a questa dinamica di comunicazione. Di sicuro, ottengo risposte molto importanti per me e cerco di tramandarle, anche attraverso le mie produzioni video».  Il lavoro di Goglio è ispirato anche dall'attività dell'Associazione San Giuseppe Imprenditore, che con il presidente Lorenzo Orsenigo sostiene il progetto Lombardia Felice come opportunità di rinascita umana e professionale per imprenditori in difficoltà, già aiutati dal Telefono Arancione, servizio gratuito di supporto psicologico e tecnico. 
 
Ufficio stampa:  Daniele Garavaglia, 392.3694041, lombardiafelice@gmail.com 
 

venerdì 9 giugno 2017

17 giugno, alle ore 21.00, Castello Sforzesco dei Milano, in scena "Carmen & Bolero" del Balletto di Milano, nell'ambito della Rassegna "Estate Sforzesca" organizzata dal Comune di Milano

 

Estate Sforzesca: anche il Balletto di Milano tra i protagonisti

Il 17 giugno  al Castello va in scena la seduzione di Carmen & Bolero

Nell'attesa della partenza per il Marocco dove è ospite d'eccezione in rappresentanza dell'Italia, il Balletto di Milano è tra le compagnie cittadine ospiti dell'Estate Sforzesca 2017, Rassegna organizzata dal Comune di Milano nella cornice straordinaria del Castello Sforzesco.    

Eccezionalmente in scena al di fuori dell'abituale sede, il Teatro di Milano, la Compagnia sabato 17 giugno alle 21 presenterà la serata in due atti "Carmen & Bolero", una delle sue produzioni di maggior successo.

Poche opere hanno avuto tanta fortuna come Carmen di Bizet, un capolavoro che ha visto numerose riletture in forme artistiche diverse dalla lirica: cinema, musical, danza. Il Balletto di Milano presenta una lettura che apre a nuove interpretazioni senza tradire la tradizione ed avvalendosi di una modernizzazione della messa in scena e stile firmata Marco Pesta.

Alessia Campidori è Carmen... Femme fatale e nell'immaginario collettivo quintessenza di femminilità e seduzione, donna libera che non appartiene a nessuno, gitana che crede nelle carte e nel Destino. In quel Destino, uno straordinario Alessandro Torrielli, che sin dalla prima scena l'accompagna e che attraverso le carte si svela: l'amore... il tradimento... la morte... Don Josè, il torero Escamillo e Micaela, rispettivamente Alessandro Orlando, Federico Mella e Marta Orsi, sono gli altri interpreti principali di questo balletto ricco di coreografie coinvolgenti realizzate sulle celeberrime musiche di Georges Bizet: dalla famosissima Habanera, alle danze Aragonese ed Andalusa, alla Danza del Toreador.

Nella seconda parte Boléro, il brano più celebre di Maurice Ravel, che nella versione del Balletto di Milano assume nuovi significati: da gioco di seduzione e attrazione verso un'essere simile, ad un moltiplicarsi di incontri. I corpi sinuosi dei protagonisti, Angelica Gismondo e Alessandro Torrielli, prendono vita in un fascio di luce iniziale per poi creare intrecci e figure di straordinario impatto nel crescendo musicale e coreografico che vede coinvolto l'intero ensemble.


Carmen / Bolero

Castello Sforzesco Milano - sabato 17 giugno ore 21.00
Serata di balletto in due atti su musiche di G. Bizet e M. Ravel

Coreografie: A. Omodei, A. Mortelliti, F. Veratti

Ideazioni sceniche: M. Pesta


Info e prevendita: Teatro di Milano, Via Fezzan 11, Milano tel. 02 42297313 –teatrodimilano@outlook.it  online tickets: www.teatrodimilano.com 

A partire da € 15.00 oppure direttamente al botteghino la sera dello spettacolo. 


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Milani&Cadeo
Comunicazione&PR

info@milanicadeo.it

Patrizia Milani 339.65.61.812 

Caterina Cadeo 333.700.53.50



Le informazioni contenute nella presente comunicazione  sono riservate 
e  in ogni caso destinate esclusivamente alla persona/e indicate. 
La diffusione a soggetti terzi  è proibita.  Se avete ricevuto questo messaggio per errore, Vi preghiamo di contattarci immediatamente. Grazie
I Vostri dati saranno trattati ai sensi del Codice Privacy,  esclusivamente per le attività professionali connesse al rapporto in essere. I titolari sono Patrizia Milani e Caterina Cadeo
 



PATRIZIA FIANDRINI NEWS

Una splendida giornata in una delle più belle città del mondo, Roma, ha visto sorgere ufficialmente il Brand Patrizia Fiandrini la cui artefice, Patrizia Fiandrini, non certo nuova del settore (trenta anni di façon per i maggiori marchi italiani) ha fin dalle prime uscite lanciato un messaggio forte ed inequivocabile:  

- qualità, stile, artigianalità, sostanza.

Contro corrente e grande coraggio in un settore dove il "rumor" decide quasi sempre le scelte stilistiche Patrizia Fiandrini ha proposto la sua visione recuperando la "magia" degli anni 50 e 60, rielaborandola in chiave moderna e proiettandola verso un futuro mai statico e sempre in evoluzione.

Rebecca, la prima collezione ufficiale, Helena, la collezione 2015/16 e da ultimo Maddalena (2016/17) si dissociano dalle "tendenze" e puntano sulla persona, centrale in tutte le sue linee, mai scontata e protagonista del proprio stile.

La designer ottiene fin dall'inizio grande riscontro ed apprezzamento ma non si accontenta e non si plaude ma decide di rivisitare le proprie idee interessata assolutamente al soddisfacimento di un target trasversale per età ed esigenza .

Patrizia Fiandrini ci mette la faccia dichiarandolo in occasione di una intervista presso il proprio Atelier Umbro ed anticipa l'impegno da cui è presa tanto da trascurare i principali palchi del fashion nazionale ed internazionale.

Materie prime di primissima scelta, alternate tra Pellami ovini, shearling a pelo lungo, capi in pelle elasticizzata, seta, tessuto in crepe, mikado in seta, pizzo, organza, lana e cachemire sono alla base delle proposte Fiandrini unite all'Handmade totalmente realizzato presso il proprio laboratorio sartoriale di Marsciano.

Fin dalla scesa in campo la stilista si è affidata allo Studio Del Vecchio il cui titolare respira Fashion & Glamour dai primi anni 80 e che sviluppa strategie di comunicazione e marketing esclusivamente elaborate sull'anima del brand.

Riconfermato il team 2017/18:

-          Per la realizzazione video il giovane operatore Federico Mancuso,

-          Per la Fonia Aldo Azzaro

-          Per i servizi fotografici Raimondo Luciani

-          Per il Trucco e Parrucco l'Hair Stylist Tony Prosia

Per la collezione Uomo/Donna di quest'anno hanno indossato in maniera superba Eleonora Puglia (Testimonial del brand e nota alle cronache recenti per la sua relazione con l'attore Jago Garcia) e Dario Mariti (scelto dalla "Martini" per l'ultima campagna internazionale)


Lino Del Vecchio
(+393347462809)




Le informazioni, i dati e le notizie contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati sono di natura privata e come tali possono essere riservate e sono, comunque, destinate esclusivamente ai destinatari indicati in epigrafe. La diffusione, distribuzione e/o la copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita, sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore, vi preghiamo di distruggerlo e di darcene immediata comunicazione anche inviando un messaggio di ritorno all'indirizzo e-mail del mittente. 

This e-mail (including attachments) is intended only for the recipient(s) named above. It may contain confidential or privileged information and should not be read, copied or otherwise used by any other person. If you are not the named recipient, please contact (e-mail dell'azienda) and delete the e-mail from your system. Rif. D.L. 196/2003. 

promozione COSA FAI OGGI al Circo Massimo

Buongiorno,

scrivo dalla Delegazione FAI di Roma. Qualche giorno fa vi abbiamo inviato il nostro comunicato stampa circa l’evento di domani COSA FAI OGGI. Il rito e i mestieri presso il Mitreo del Circo Massimo. Tuttavia in questi giorni non abbiamo trovato alcun riferimento a questa iniziativa sul vostro sito. Vorremmo sapere gentilmente se avete intenzione di pubblicarlo o meno e, in caso, per quale ragione;, in modo da comprendere come poter promuovere i nostri eventi culturali futuri anche attraverso di voi.

 

Un cordiale saluto,

 

Delegazione FAI di Roma

Piazza Enciclopedia Italiana, 50

00186 Roma

Tel.06-6879376

Fax.06-6879149

 

La falegnameria come azienda digitale.



 


U

 









Mi piacerebbe riportare a tutti coloro che avranno un minuto da spendere l'esperienza di una piccola realtà artigiana che ha compreso l'importanza e le potenzialità (sempre più irrinunciabili oramai per chiunque voglia fare impresa, a qualunque livello) offerte dalla rete.

Parlo di un piccolo laboratorio di falegnameria con una storia ventennale alle spalle, la Falegnameria Battiston di Pasiano, nel pordenonese. Il signor Emilio ha deciso di affiancare all'attività tradizionale della falegnameria di famiglia una produzione Limited Editions composta da 100 pezzi e tutta una serie di oggetti quali complementi, tavolini, lampade,... che vengono venduti unicamente online, abbattendo così tutti i costi che comporterebbe la vendita tradizionale.

Il brand in questione si chiama BOTTEGAPROGETTO. Si è voluto mantenere all'interno del nome proprio la caratteristica principale di questa iniziativa, la "BOTTEGA", alla quale si affianca "PROGETTO" a rappresentare l'incontro tra l'artigiano ed il designer progettista. Per avviare tutto ciò serviva trovare qualcuno che avesse delle idee originali per poi poterle trasformarle in prodotti finiti. In questa prima fase sono stati selezionati Alfredo Simonit, Sotirios Papadopoulos e Andrea Santarossa; tre designer con storie e produzioni molto differenti, esattamente ciò che cerca BOTTEGA PROGETTO: non una coerenza stilistica, bensì oggetti dalla personalità unica e ben definita che portino con sè un alto valore estetico e funzionale. L'unico elemento comune a tutti sarà il legno, in tante essenze, ma sempre legno e questo per mantenere quel rapporto tra prodotto e artigianato che non mancherà mai nelle produzioni di Bottega Progetto.

Come accennavo all'inizio la falegnameria diventa anche azienda digitale proprio perchè internet e i social saranno gli elementi principali per far conoscere ed evolvere questo importante e (a suo modo) unico progetto. Bottega Progetto è la dimostrazione pratica di come anche una piccola realtà locale possa (e debba) espandere la sua realtà operativa in un mercato in continuo movimento e questa sfida riguarda tutti, dal piccolo artigiano alla grande azienda.




Cordiali Saluti

Giuseppe Vendramini   

Comunicazione di impresa

Team DomiMagazine

Cell. 393 9600481

T +39 0422 801067 
E giuseppe.vendramini@gmail.com


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giovedì 8 giugno 2017

COMUNICATO STAMPA N. 12 - Errori nella diagnosi di morte cerebrale


 
 
INTERVISTA AL DOTT. HERMANN DEUTSCHMANN trascritta e tradotta dal dr. Armin Benedikter membro della Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente.L'importanza di questa intervista sta nel fatto che la critica parte da un medico appartenente al sistema trapiantistico istituzionale (ha diretto il servizio di emergenza della DSO della Bassa Sassonia). La conoscenza di questi errori dovrebbe imporre un blocco dei trapianti. Vedi www.antipredazione.org sezione "Video"
 
Abbreviazioni:
BÄK = Bundesärztekammer (Camera federale dei medici della Germania)
DSO = Deutsche Stifung für Organtrans-plantation (Fondazione tedesca per il trapianto d'organi)
 
ERRORI NELLA DIAGNOSI DI MORTE CEREBRALE
NON È CERTA COME LA MORTE
 
Il neurologo dott. Hermann Deutschmann ritiene molto delicata la diagnosi relativa alla morte cerebrale. Per parecchi anni il dott. Deutschmann ha diretto il servizio di emergenza della DSO della Bassa Sassonia. Durante tale attività notò che molti medici dei reparti di rianimazione hanno poca esperienza nella diagnosi della morte cerebrale. Questi casi il dott. Deutschmann li ha documentati in uno studio successivo.
 
Abbiamo esaminato circa 230 pazienti in un periodo di circa 5 anni ed abbiamo constatato i requisiti in base ai quali i medici curanti pensavano che si fosse in presenza di una morte cerebrale: invece per circa il 30% di questi pazienti la morte cerebrale non era in atto. Ciò significa che manifestamente c'è una grande incertezza relativa alla diagnosi di morte cerebrale, nonostante che, secondo i criteri già fissati dalla BÄK, si dovrebbe pensare che tale esame sia relativamente semplice e dovrebbe di per sé essere accessibile ad ognuno – così lo formula anche la BÄK, la quale dice che nei reparti di rianimazione si riesce ad individuare la morte cerebrale anche senza grandi sussidi tecnici.
 
Allora anche i primi verbali di morte cerebrale sono stati compilati così?
 
Sì, anche, nella misura del 20-30% abbiamo riscontrato anche dei verbali di morte cerebrale redatti da preesaminatori, ma tali verbali erano utilizzabili solo raramente, perché erano compilati in maniera sbagliata. Non si trattava del fatto che si esprimeva una diagnosi sbagliata, ma si trattava in genere del fatto che i fogli erano compilati in maniera sbagliata, che per es. dei requisiti che devono essere adempiuti non erano documentati, che parti dell'esame che devono essere documentate, non erano documentate, e, nel caso più grave, che il cosiddetto test dell'apnea (ndr test dannoso imposto dai protocolli), il quale costituisce il decisivo ultimo esame per dichiarare la morte cerebrale non era documentato, ma che ciò nonostante questo verbale di morte cerebrale era compilato come tale e si dava persino atto con la sottoscrizione che il paziente era già morto.
 
Quali sono le fonti principali di errori, che cosa va garantito assolutamente affinché si possa fare una tale diagnosi?
 
In linea di principio devono essere rispettati dei requisiti, cioè si deve aver chiarezza sui quesiti: Di che cosa si era ammalato il donatore? Che cosa ha cagionato la sua morte cerebrale? E ciò deve essere verificato tramite una checklist e va confermato in conformità. Ne fanno parte delle cose banali le quali al giorno d'oggi non dovrebbero costituire un problema presso nessun reparto di rianimazione: non ci devono essere delle grossolane deviazioni da parte degli elettroliti, cioè i sali del corpo devono essere in regola, non ci devono essere estreme deviazioni da parte della glicemia, il che infatti forse potrebbe dar l'illusione che si sia in presenza di morte cerebrale, e dev'essere chiaro se tale lesione sia una lesione cerebrale primaria o secondaria, perché ciò ha degli effetti sul modo in cui sarà poi da eseguire l'esame.
Noi della commissione di ricerca, come principio e indipendentemente dal fatto se fosse assolutamente necessario o meno, abbiamo utilizzato un esame tecnico. Nella commissione di ricerca si è quasi esclusivamente impiegato l'esame EEG e l'ecografia Doppler, in alcuni casi anche entrambi contemporaneamente nel corso del medesimo esame. In tali occasioni abbiamo rilevato che l'ecografia Doppler è molto più sensibile o suscettibile nella propria significatività, perché ci sono dei referti non univoci, e per tale motivo l'ecografia Doppler, che di per sé è una procedura relativa al sistema circolatorio, in molti casi non è idonea per constatare se la funzione cerebrale si sia del tutto spenta. Un po' più affidabile é stato in proposito l'EEG.
 
Ma la BÄK finora non ha nemmeno richiesto una diagnostica comparativa, il che ovviamente viene al momento messo in discussione. Ciò per Lei è necessario?
 
Per la nostra commissione di ricerca e per me personalmente l'esame tecnico è indispensabile, in proposito non ho il minimo dubbio, non dubito minimamente che ciò si possa fare soltanto con l'ausilio di un esame tecnico perché ci sono molte imponderabilità che magari uno non le sospetta nemmeno, per es. il fatto che siano stati assunti dei medicinali i quali possono falsificare la constatazione della morte cerebrale o almeno possono dar l'illusione che si sia in presenza di morte cerebrale, e ciò può in larga misura essere escluso mediante l'esame tecnico, e in tale contesto, in linea di principio, si deve fare anche un esame tossicologico, cioè si deve accertare se il paziente abbia ricevuto una dose rilevante di analgesici, di tranquillizzanti o di altre sostanze, per es., ciò che sarebbe la cosa più grave, un distensivo per i muscoli, a causa dei quali ogni reazione potrebbe essere soppressa.
 
Ma questo esame di laboratorio è obbligatorio per determinati medicinali o è rimesso alla discrezionalità di chi esamina?
 
L'esame di laboratorio non è obbligatorio, anzi. La BÄK nelle proprie direttive emanate nel 1997 o nel 1998, fa una descrizione molto complessa di come sia da maneggiare tale esame, ma tale descrizione nella situazione concreta, almeno a mio avviso, è poco utile. E per tale motivo, penso sia in ogni caso molto più semplice e rassicurante per tutte le persone coinvolte che per particolari medicinali venga effettuata la rispettiva analisi.
 
Lei in occasione dello studio successivo da Lei effettuato, per quanto ho letto, ha riscontrato anche 8 casi in cui la morte cerebrale era accertata con dei test clinici, ma poi la diagnostica comparativa ha dato un altro risultato.
 
Infatti noi con l'esame aggiuntivo comparativo guardiamo se sussista ancora una chance di vita e rispettivamente se ci siano ancora dei segni di vita. Se come segno di vita prendiamo l'EEG che dimostra ancora certe oscillazioni mentre i criteri clinici di morte cerebrale sono pienamente adempiuti, allora è esclusa la constatazione di morte cerebrale.
D'altro canto un'ecografia con indizi secondo i quali la circolazione sanguigna nel cervello si è ancora conservata, esclude la constatazione assoluta della morte cerebrale, ragion per cui uno si deve concentrare su altre cose, impiegando eventualmente altri tipi di esame.
 
Ma noi da una parte cerchiamo segni di vita, dall'altra parte cerchiamo delle chance di sopravvivenza per altri.
 
Ma Lei si augurerebbe che ci fosse una formazione per gli addetti alla diagnosi di morte cerebrale? Che ci fossero veri e propri corsi per insegnare come sia da fare correttamente?
 
Io mi augurerei che la BÄK creasse la possibilità di una formazione per la diagnosi di morte cerebrale, con un corso di alcuni giorni, anche con istruzioni pratiche, facendo in modo che esista questa caratteristica di qualificazione, il che significa anche un'ulteriore sicurezza per la popolazione.
 
Sussiste il pericolo che, se basta il solo esame clinico, la diagnosi di morte cerebrale possa essere effettuata da chi non ne ha idee esatte?
 
Questo pericolo sussiste effettivamente, particolarmente quando qualcuno l'ha fatto molti anni fa. Se penso a come ho fatto la diagnostica di morte cerebrale 30 anni fa e come la faccio oggi, allora nel frattempo ho imparato molto, allora penso che una volta io non lo abbia fatto in maniera così sicura come oggi. Chi lo fa raramente rischia anche di fare qualche sbaglio, non necessariamente una diagnosi sbagliata, ma di fare cose non conformi alle regole.
 
Ma non esiste un'analisi standardizzata degli errori, mediante la quale i casi in cui qualcosa è andato storto, vengano di routine inoltrati ad un determinato organismo competente?
 
No, non esiste.
 
Ma come allora si vuole che si impari qualcosa dagli errori compiuti?
 
Nel team consiliare per mezzo dei nostri fogli di garanzia di qualità abbiamo fatto in modo di discutere all'interno del team, e così abbiamo anche raggiunto la nostra certezza come andassero gestite le situazioni critiche, e in ultima analisi ciò nel 2009 ha comportato la pubblicazione di un articolo in riviste specializzate, nel quale abbiamo esposto come si dovevano affrontare le questioni particolari che si presentano in casi singoli, ma tali spiegazioni non si trovano così facilmente nelle esposizioni della BÄK, e quindi le stesse direttive della BÄK per molte cose che si presentano nella vita pratica non sono utili.
 
Ma come posso dare alla popolazione l'illusione che tutto sarebbe completamente sicuro, che non vi può essere assolutamente alcun errore, se non c'è un'analisi degli errori? Lei come medico come la pensa in proposito?
 
Si dovrebbe in ogni caso rendere possibile l'analisi degli errori, tramite una buona organizzazione che vi sta dietro. Io qui intravedo effettivamente la possibilità che la BÄK inserisca ciò nella propria responsabilità complessiva, nel complesso dei propri compiti.
 
Ciò che non capisco tanto bene: come mai adesso si fa una nuova legge sui trapianti, ma non si tiene anche conto di questa analisi degli errori? A Lei risulta comprensibile per quale motivo tale analisi non viene prevista?
 
Ecco, sarebbe stata una buona occasione per revisionare adesso anche le direttive finora in atto e le conseguenze che ne derivano, e per cambiare varie cose, purtroppo si è persa questa occasione.
 
Lei si augurerebbe che tali modifiche fossero fatte presto?
 
Certamente, assolutamente, e io volentieri collaborerei, se ci fosse ancora la possibilità di apportare modifiche.
 
Quali possono essere i motivi per cui non lo si è fatto finora?
 
La BÄK, a mio avviso, finora si è sempre sforzata di non rendere pubblici i problemi, perché si teme che in tale maniera qualcuno potrebbe essere disilluso, che qualcun'altro possa diffonderli e che qualcuno eventualmente possa ingigantire problemi piccoli. Laddove a mio avviso a proposito della diagnosi della morte cerebrale non esistono problemi piccoli, ma semmai soltanto problemi grandi, e per tale motivo si deve procedere con estrema accuratezza. Infatti se lì qualcosa va storto, ne sorgeranno problemi immensi.
Ma penso anche che si debba coltivare una certa cultura degli errori, non in pubblico, ma almeno all'interno delle cerchie di specialisti si dovrebbero discutere i problemi apertamente. Ed anche ciò, penso, finora è stato omesso.
 
Perché questi team consiliari, i quali si sono dati da fare per collaborare ed anche per analizzare i possibili errori, sono stati aboliti dalla DSO?
 
Io adesso posso parlare soltanto per il team consiliare della regione Nord: tale team, così come era composto, venne più o meno sciolto per meri motivi economici, vale a dire molti di coloro che operavano per il team consiliare si sono ritirati perché si sentivano discriminati dai modelli di finanziamento della DSO, e precisamente non discriminati perché c'erano troppi pochi soldi, ma perché ce n'erano troppi per il singolo intervento, il che da noi veniva ritenuto una cosa più o meno indecente.
 
Ma se non si sa con certezza quale sarà il risultato che ne uscirà, perché tale finanziamento sarebbe indecente?
 
In verità noi abbiamo considerato ciò che veniva pagato come una taglia, cioè l'esaminatore era spinto ad aver successo... ma certo, non lo si può dire così...
 
Sì, va bene, Lei dice che non si può parlare di una "tangente", è vero?
 
No, no, ma ciò nonostante nelle nostre discussioni l'abbiamo così denominata.
 
Ci sono stati anche dei casi in cui si esaminava semplicemente in maniera sbagliata, in cui si facevano degli errori?
 
Ci sono stati casi del genere, casi singoli, in cui per es. era stato omesso il test dell'apnea e tuttavia era stato compilato un verbale, con valutazioni del tutto sbagliate nell'esame aggiuntivo... Io personalmente una volta ho assistito ad un caso in cui per un bambino venne fatto un EEG e nell'EEG c'erano state alte oscillazioni...., che lì poi come referto si parlava di una linea zero che però non era mai stata una linea zero. Inoltre al momento dell'esame clinico il bambino aveva ancora respirato per cui la morte cerebrale era da escludersi in maniera chiarissima, ma soltanto la valutazione dell'esame tecnico era erronea.
 
Come ha reagito il medico al quale ciò era successo?
 
Era molto colpito. Ciò costituiva un evidente segno del fatto che egli non aveva praticamente nessuna esperienza della diagnosi di morte cerebrale, visto che ciò proprio per i pediatri era una cosa molto rara, almeno se si pensa che la faccenda è avvenuta 6 o 8 anni fa.
 
Se Lei descrive così le cose, lo Stato agisce forse in maniera colposa se non si preoccupa in prima persona di questa diagnosi, ma se la facesse fare ad un'organizzazione privata?
 
Ho un doppio atteggiamento verso la DSO, perché stimo i collaboratori della stessa, ma penso che la DSO non sia in grado di ristrutturarsi da sola, e probabilmente essa dovrà essere anche abolita e sostituita con un'altra organizzazione che forse lo fará meglio.
 
E perché lo Stato permette tutto questo andazzo?
 
Lo Stato è contento di avere qualcuno che lo fa. La BÄK sostiene lo Stato, pare almeno, in questa situazione, e laddove non c'è un attore, lì in ultima analisi non c'è neanche un giudice, e lì allora non si sarà costretti a cambiare nulla.
 
Il dott. Hermann Deutschmann è deceduto nell'ottobre 2014.
 
Intervista di: Silvia Matthies
Relazione: Dr.med.Regina Breul + Silvia Matthies
DRB Production
2015
Lega Nazionale Contro
la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente
COMUNICATO STAMPA
ANNO XXXIII n. 12
08 Giugno 2017
 
Per la tua personale difesa scarica la Carta-Vita d'opposizione all'espianto da www.antipredazione.org - sezione "Difenditi e Sostienici"
 
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660


I nuovi cristalli smart da 6 mm di Grandform

I nuovi cristalli smart da 6 mm di Grandform


Pavia, 7 giugno 2017 – È stato recentemente presentato il nuovo catalogo Shower 2017 di Grandform che propone una offerta idroterapica rinnovata anche dal punto di vista dei box doccia. Il bagno diventa sempre più una stanza a misura del proprio benessere grazie alla funzionalità e alla qualità estetica dei nuovi cristalli smart da 6 mm, i nuovi concept doccia che sono in grado di impreziosire la stanza da bagno con un elemento di arredo che risponde a qualsiasi esigenza.

Anche stavolta i materiali di qualità superiore fanno la differenza: il piacere della doccia diventa maggiore grazie ai nuovi box doccia 6 mm Filo, Frame, Pivot e Screen che propongono una vasta scelta di soluzioni e di finiture. Personalizzare il proprio benessere consente di trasformare l'ambiente in un luogo confortevole e raffinato, modulabile e dalle elevate prestazioni.

I prodotti Grandform coniugano un'estetica moderna con la migliore funzionalità: il box doccia dei sogni è il 6 mm Filo, che propone una struttura essenziale con ante scorrevoli e porte in vetro senza cornice. La microguida montata sul piatto doccia, le lastre scorrevoli completamente trasparenti e la sottile guida montata sul piatto rendono Filo un prodotto eccellente: a proposito di eccellenza, presentiamo Frame, il box doccia 6 mm con maniglia, cornici e carrelli perfettamente funzionali.


I meccanismi scorrevoli sono un must anche per Pivot, che propone un design moderno e lussuoso combinato a un gioco di geometrie perfettamente equilibrato. La stessa eleganza e raffinatezza che ritroviamo in Screen, con lastra di vetro e profilo cromato di ancoraggio al muro: questi box doccia rendono l'ambiente bagno ancora più rilassante, il luogo perfetto per dedicarsi a una quotidiana doccia energizzante.



Per informazioni:

GRANDFORM

www.grandform.it

SFA Italia S.p.A.

Via del Benessere n. 9
Siziano (PV)

Tel.: +39 0382 6181

Cell.: +39 0382 618200

Saligia | Andrea Chisesi | ex Chiesa del Carmine |18 giugno | Taormina |



Roma, 8 giugno 2017                                                                      COMUNICATO STAMPA


"SALIGIA" mostra personale di ANDREA CHISESI
a cura di Marcella Damigella
Domenica 18 giugno, ore 19.00, ex Chiesa del Carmine a Taormina

Il Comune di Taormina, in collaborazione con
l'Associazione TraOrmina Forum e l'Atelier Andrea Chisesi
inaugurano la mostra "SALIGIA"


Domenica 18 giugno, alle ore 19.00, negli spazi della ex "Chiesa del Carmine" di Taormina, si terrà l'inaugurazione della mostra Saligia dell'artista Andrea Chisesi, organizzata dal Comune di Taormina, e realizzata in collaborazione con l'Associazione TraOrmina Forum e l'Atelier Andrea Chisesi.

L'esposizione, dal titolo altamente enigmatico (è l'acronimo dei 7 vizi capitali) racconta, attraverso 36 opere, dislocate tra nicchie e cappelle antiche, quanto complessa e connotata sia già la percezione della debolezza umana nel sentire comune. Accidia, superbia, lussuria, sono davvero vizi o non piuttosto opportunità di felicità per l'uomo e la donna?

La mostra, che durerà fino al 20 agosto, è ospitata nell'ex Chiesa del Carmine di Taormina. Edificata in stile barocco, nel 1666, a pianta centrale, fu più volte saccheggiata dai saraceni. Molto più tardi, dopo essere stata radicalmente distrutta dai bombardamenti del 1943, fu ricostruita e da quel momento sconsacrata, diventando sede di mostre prestigiose. L'anno scorso è stata oggetto di uno scavo archeologico durante il quale è emersa una cripta antica che ospiterà la prima istallazione dell'artista.

 Bio
Andrea Chisesi nasce a Roma nel 1972. A Milano, nel 1998 apre lo studio "Andrea Chisesi photografer". Inizialmente si occupa di fotografia ma comincia già a sperimentare quella tecnica che lui stesso definirà "Fusione", l'unione di pittura e fotografia.  Dopo 10 anni, apre il suo primo atelier di pittura a Milano, solo nel 2013 si trasferisce a Siracusa dove apre la sua galleria e tuttora vive.

Durante la serata Andrea Chisesi sarà disponibile a incontrare i giornalisti per le interviste.

Info
Saligia. Mostra di Andrea Chisesi.
18 giugno – 20 agosto
Ex Chiesa del Carmine, Taormina
Orari: aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 24.00

Contatti
atelierchisesi@gmail.com
info@andreachisesi.com
http://www.andreachisesi.com
Via Capodieci 43 Siracusa, Italia

Uffici stampa
Artpressagency.it  di Anna de Fazio Siciliano -annasicilianodefazio@gmail.com T.349.15.05.237
Francesco Russo ufficiostampa@francescorusso.org-  T-3332483974

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