venerdì 26 maggio 2017

Facebook ADS, uno strumento che può portare al successo le PMI Italiane

Se ci interrogassimo sul potenziale dei social network, saremmo in grado di coglierne i vantaggi per il business, allontanandoci per un attimo da un'ottica orientata soltanto al loro utilizzo per motivi di svago? Se riflettiamo su quanto peso abbiano le notizie che vi circolano possiamo avere facilmente la risposta: investire sui social network per il proprio business oggi è fondamentale.

 

Come funziona la pubblicità su FaceBook?

Parecchi imprenditori italiani non hanno ancora trovato il coraggio di avventurarsi nelle acrobazie di Adwords o FaceBook ADS.

Questo perché la gestione di questi mezzi appare ancora complicata e a volte poco trasparente: può capitare che alcuni tentativi si traducano in fallimenti in termini di tempo e di risorse.

 

Roberto Pagano, fondatore di WRP, dopo avere sperimentato di persona queste difficoltà, ha dato voce alle numerose richieste espresse dai clienti e ha introdotto, insieme al team di WRP srl, il Social Funnel IperTop in grado di fornire alle aziende clienti una soluzione completa per le esigenze di marketing online delle piccole e medie imprese italiane.

 

Come Funziona la pubblicità su Facebook con il Social Funnel IperTop?

  • Il cliente decide il budget ed indica i benefici dei prodotti e servizi offerti;
  • lo Staff di IperTop configura la campagna su FaceBook, determina il target e il pubblico, sceglie testi ed immagini idonee alla campagna;
  • il Social Funnel IperTop provvede alla sincronizzazione dei dati degli utenti interessati sulla piattaforma FaceBook con il database disponibile all'interno dell'Area Riservata IperTop gestibile con un comodo CRM.

 

Se a un primo sguardo potrebbe non invogliare investire in una campagna pubblicitaria su internet perché rappresenta per certi versi un universo poco esplorato, basti pensare al notevole ROI ottenuto dalle PMI in seguito alla fiducia affidata all'esperienza ventennale dello staff di IperTop (https://www.ipertop.it.

 

giovedì 25 maggio 2017

Rifiuta per anni di fare sesso con il marito perché disoccupato: il Tribunale le addebita la separazione e la priva dell’assegno di mantenimento!

Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali)

Rifiuta per anni di fare sesso con il marito perché disoccupato: il Tribunale le addebita la separazione e la priva dell'assegno di mantenimento!

"Chi non lavora, non fa l'amore….questo mi ha detto ieri mia moglie", cantava nel 1970 Adriano Celentano.  Ed il principio espresso nella nota canzone del "supermolleggiato" più famoso d'Italia, era stato preso alla lettera da una moglie  47enne della provincia di  Foggia  che ,poiché non sopportava psicologicamente lo stato di "disoccupato" del marito , aveva deciso categoricamente di rifiutare ogni forma di "prestazione sessuale" nei confronti del povero coniuge, costretto così ad anni di forzata astinenza affettiva morale e ,soprattutto, fisica.

Conseguentemente il matrimonio ultradecennale tra i due coniugi ,divenuti distanti fisicamente a causa di questa ostinata forma di ritorsione della moglie, che intendeva punire in questo modo il marito, reo di non fare abbastanza per cercarsi un'occupazione lavorativa redditizia, era naufragato nonostante i tentativi inutili di salvare il salvabile da parte dell'avvilito uomo, e sfociato in una separazione giudiziale nella quale la moglie aveva chiesto al tribunale l'addebito della separazione nei confronti del coniuge e l'assegnazione di un assegno di mantenimento.

Ma il Tribunale di Foggia, competente territorialmente, con una recentissimo provvedimento giurisprudenziale ha ribaltato la situazione, non accogliendo le istanze della moglie "rinunciataria nei confronti del sesso coniugale" , addebitandole la separazione e,soprattutto, non concedendole alcun assegno di mantenimento a favore.

Rifacendosi ad un precedente orientamento della Suprema Corte di Cassazione,espresso in una sua ordinanza, il Tribunale di Foggia ha evidenziato ,nel proprio provvedimento, come rifiutarsi di avere rapporti sessuali con il proprio coniuge, costituisca una violazione degli obblighi di assistenza morale e materiale previsti dal codice civile. Tuttavia il rifiuto di fare sesso può essere giustificato se la coppia è già in crisi per motivi pregressi. In tal caso per chi non adempie ai cosiddetti "doveri coniugali" non scatta l'addebito. Con il risultato che se si tratta della moglie, e questa ha un reddito più basso dell'uomo, può anche chiedere l'assegno di mantenimento. (in tal senso vedasi, Cass. ord. n. 4756/17 del 23.02.17)

Di norma, non ci si può rifiutare di fare sesso nell'ambito del matrimonio, purché le pratiche non siano svilenti della figura del coniuge e rientrino nella "normalità" di un sano rapporto di coppia. Di fronte all'occasionale "no", determinato dalle più svariate esigenze o indisponibilità, la costrizione fisica può,infatti, divenire addirittura "violenza sessuale".

Tuttavia – continua il Tribunale di Foggia - il rifiuto sistematico di adempiere ai propri doveri coniugali costituisce illecito civile, tant'è che è motivo per ottenere la separazione con addebito. Quindi, chi si rifiuta di fare sesso con il marito o con la moglie rischia di dover rinunciare al mantenimento se il suo reddito è inferiore all'altro. Non rischia però di doverlo versare visto che l'addebito non è una sanzione!

Ma quando ci si può rifiutare di avere rapporti sessuali con il coniuge? Sull'argomento interviene l'avv. Eugenio Gargiulo, il quale spiega che,in un unico caso non c'è responsabilità per chi dice "no": quando il rifiuto ai rapporti non è la causa principale della crisi coniugale che porta la coppia alla separazione, ma esso è il riflesso di una situazione già compromessa. La coppia che litighi dalla mattina alla sera, che abbia smesso oramai da tempo di avere contatti anche verbali o di assistersi reciprocamente, di essere fedele l'uno con l'altro o di convivere è già una coppia "mezza-separata". Non si può quindi imporre anche il rapporto fisico se manca l'amore!

In definitiva – conclude l'avv. Eugenio Gargiulo - per evitare che il rifiuto ad avere rapporti sessuali possa essere considerato motivo di responsabilità, in quanto conseguenza di una rottura pregressa, si può chiedere al giudice di ascoltare le dichiarazioni testimoniali di alcuni «amici della coppia». Questi devono confermare i comportamenti tenuti dai coniugi e che la «rottura» è da collegare alle evidenti «incompatibilità caratteriali» che hanno reso difficili i rapporti tra moglie e marito.

Nel caso specifico, invece, ben ha fatto il Tribunale di Foggia a "punire" il comportamento assolutamente avvilente della moglie nei confronti del coniuge, atteggiamento sostenuto psicologicamente esclusivamente dalla rabbia repressa che la donna provava nel vedere il marito senza lavoro!!!

Foggia, 25 maggio 2017                                            avv. Eugenio Gargiulo

 

Simple Group: opportunità per il mercato del vino tra Italia e Russia

Buonasera,

in allegato invio il comunicato stampa “Simple Group: opportunità per il mercato del vino tra Italia e Russia”.

Cordiali saluti.

 

 

 

 

Cantiere di Comunicazione

Via Emanuele Filiberto 7A - 20149 - Milano

Tel. 02 87383.180

www.cantieredicomunicazione.com

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Comunicato Stampa AiFOS: convegno su privacy e normativa

Comunicato Stampa

Privacy: la nuova frontiera della sicurezza

 

Il 28 giugno a Gariga di Podenzano (PC) in un convegno gratuito si presentano le novità del nuovo regolamento europeo 679/2016 in materia di privacy e i principali cambiamenti da introdurre nelle aziende per garantire la protezione dei dati personali.

 

In una società caratterizzata dalla continua diffusione e impiego di informazioni, spesso veicolate e gestite dalle recenti tecnologie informatiche, diventa sempre più importante la tutela del diritto alla privacy. Un diritto che riguarda soprattutto il diritto di accedere, controllare e tutelare l'uso e la circolazione dei dati personali e che in Italia è normato dal Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo n. 196/2003) e da altri atti normativi nazionali e internazionali.

 

ln particolare il 25 maggio 2016 è entrato in vigore il nuovo Regolamento (Ue) 679/2016 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Un Regolamento che diventerà obbligatorio dal 25 maggio 2018, ma che nel frattempo può essere utilizzato in parallelo al D.Lgs. 196/2003, lasciando alle imprese due anni di tempo per intraprendere il necessario percorso di miglioramento adeguando il sistema di gestione dei dati personali alle nuove normative europee.

 

Quali sono le novità in materia di protezione dei dati personali? Qual è l'impatto sulle aziende per garantire la protezione dei dati? Come dovranno essere modificati gli organigrammi aziendali?

 

Per rispondere a queste domande e cercare di fare chiarezza sulla protezione dei dati personali, l'Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) - in collaborazione con "A&T Ambiente Tecnologia Formazione" - ha organizzato il convegno di studio e approfondimento "Privacy: nuova frontiera della sicurezza. Il regolamento Ue 679/2016" che si terrà il 28 giugno 2017 a Gariga di Podenzano (PC).

 

Il convegno chiarirà i contenuti del Nuovo Regolamento Europeo per la tutela e la difesa dei dati personali e sensibili, illustrando in modo chiaro i principali cambiamenti che dovranno essere introdotti nell'organigramma aziendale per garantire la protezione dei dati. Si entrerà, ad esempio, nella individuazione degli operatori coinvolti e delle nuove figure di riferimento che sono richieste dal regolamento 679/2016, sottolineando anche la difficoltà di informare i titolari designati ad applicare il Regolamento.

L'evento ha lo scopo di delineare le responsabilità, i doveri, gli obblighi e i compiti di tutti i soggetti coinvolti con un accenno importante sulle sanzioni previste dal regolamento europeo. E, infine, saranno analizzati gli strumenti di tutela delle nuove professionalità che si andranno a formare ed inserire nei vari ambienti di lavoro.

 

Ricordiamo che il regolamento prevede, ad esempio, la designazione del responsabile della protezione dei dati, una nuova figura professionale, sconosciuta in Italia ma già nota in altri paesi.

In particolare l'articolo 37 del regolamento indica che il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento designano un responsabile della protezione dei dati ogniqualvolta:

'a) il trattamento è effettuato da un'autorità pubblica o da un organismo pubblico, eccettuate le autorità giurisdizionali quando esercitano le loro funzioni giurisdizionali;

b) le attività principali del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento consistono in trattamenti che, per loro natura, ambito di applicazione e/o finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; oppure

c) le attività principali del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento consistono nel trattamento, su larga scala, di categorie particolari di dati personali di cui all'articolo 9 o di dati relativi a condanne penali e a reati di cui all'articolo 10'.

 

Il convegno "Privacy: nuova frontiera della sicurezza. Il regolamento Ue 679/2016" si terrà dunque il 28 giugno, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, a Gariga di Podenzano (PC), presso il Centro Congressi Galileo in via Galileo Galilei, 3.

 

Gli interventi:

 

- Dott. Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS

- Ing. Adalberto Biasiotti, Titolare Secur Comp

- Ing. Fabio Garzia, Docente di Sistemi Security presso l'Università di Roma e Direttore Tecnico della Srp Engineering

- Avv. Roberto Scavizzi, Avvocato e docente universitario a contratto presso università private

- Giuseppe Pancini, Broker assicurativo

- Dott.ssa Loredana Bossi, Direttore Centro di Formazione AiFOS A&T Ambiente Tecnologia Formazione

 

Il link per iscriversi al convegno:

http://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/privacy_nuova_frontiera_della_sicurezza

 

Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria. E a tutti i partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 3 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa), RSPP/ASPP e RLS.

 

Per informazioni e iscrizioni:

Direzione AiFOS: via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia - tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it - convegni@aifos.it  

 

 

25 maggio 2017

 

Ufficio Stampa di AiFOS

ufficiostampa@aifos.it

http://www.aifos.it/

 

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NOTA STAMPA - ESET rafforza la strategia sul canale: al via gli ESET Partner Meetings




ESET rafforza la strategia sul canale: al via gli ESET Partner Meetings
Il GDPR e i nuovi attacchi ransomware al centro degli incontri
 
Roma, 25 maggio 2017 – Si è tenuto venerdì 19 maggio a Milano il primo degli ESET Partner Meetings, che inaugura una serie di incontri organizzati da ESET per accrescere e rafforzare la strategia rivolta al canale, da sempre elemento chiave della crescita dell'azienda in Italia.
ESET, che in Italia conta più di 3000 rivenditori, 60 dei quali con le massime certificazioni, è da sempre molto attenta alla crescita e alla formazione dei propri partner, che sono sempre proattivi nel recepire le nuove necessità di mercato e che devono avere le conoscenze e gli strumenti necessari per potersi accreditare come consulenti di fiducia dei propri clienti.
D'altra parte Il concetto di sicurezza informatica è in continua evoluzione e abbraccia oggi sfere sempre più larghe del vivere quotidiano: basti pensare alla tutela dei dati ed alle nuove soluzioni per la crittografia e l'autenticazione a due fattori suggerite dal nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), oltre che alle nuove minacce ransomware che proprio negli ultimi periodi hanno dato prova di grande pericolosità, come dimostrato dal recente caso Wannacry. C'è poi l'aspetto legato alla protezione dei minori, sempre più richiesta dagli utenti finali, insieme alla protezione dei dispositivi mobile e all'Internet of Things e nello specifico alla protezione del router, primo punto di attacco degli hacker sulla rete domestica.
La sicurezza informatica è dunque diventata un concetto a 360° e la più importante opportunità di business che un rivenditore deve cogliere è quella di accreditarsi come consulente di fiducia del cliente, sia privato che business, e di proporre una rosa di prodotti il più vasta possibile, in linea con le esigenze sopra descritte.
 
"Le esigenze di protezione e la richiesta di soluzioni per la sicurezza sono aumentate su tanti fronti, portando ad una crescita generale del settore in tutti i segmenti, in special modo quelli che riguardano il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati." – afferma Giuseppe Gatto, Business Development Manager di ESET Italia, che prosegue: "Le aziende del settore propongono oggi soluzioni che garantiscono una protezione totale, che tiene conto di queste nuove esigenze di sicurezza. Questo approccio non è però ancora del tutto consolidato né tra rivenditori né tra gli utenti e la sfida che ci poniamo con gli ESET Partner Meetings, oltre a rafforzare il rapporto con i nostri partner, è quella di incoraggiare l'utilizzo, oltre che del semplice antivirus, anche delle soluzioni di sicurezza informatica che garantiscono una protezione completa ed in linea con le nuove esigenze".
Oltre agli ESET Partner Meetings, ESET offre ai propri rivenditori una serie di iniziative tra cui i corsi e i webinar gratuiti, aperti al pubblico ma molto più spesso riservati solo ai partner, in cui gli esperti di ESET approfondiscono i principali trend tecnologici del momento.
Per ulteriori informazioni su ESET visitare il sito www.eset.it
 
Elisabetta Giuliano
Communication Consultant
Mobile: + 39 3289092482














Comunicato stampa: Birra valore condiviso

BIRRA VALORE CONDIVISO

 

 

Il settore della birra crea ricchezza per l’Italia. Questo, in sintesi, quanto emerso dal primo rapporto promosso dall'Osservatorio Birra della Fondazione Birra Moretti.

 

Ammonta a 7,8 miliardi di euro il valore condiviso creato dall’industria della birra

pari a 0,48% del PIL italiano 2015

 

 

Milano, 23 maggio 2017 – In occasione dell’appuntamento con HEINEKEN Incontra, l’Osservatorio Birra presenta il primo rapporto: “Birra valore condiviso” a cura di Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia. L’analisi stima la creazione di valore condiviso che il settore ha generato nel nostro Paese nel 2015, esaminandone gli impatti sul sistema economico nazionale e sui consumatori. La ricerca evidenzia, inoltre, il contributo del comparto Ho.Re.Ca. e il ruolo del consumatore.

 

LA CREAZIONE DI VALORE: UNO SGUARDO D’INSIEME

L’assunto di partenza è che un’impresa rappresenti un moltiplicatore di sviluppo capace di creare valore non solo per sé stessa (azionisti e dipendenti), ma anche di produrre un effetto leva positivo sul sistema economico. Nello specifico, il valore condiviso creato dall’industria della birra è stato di circa 7,8 miliardi di euro in Italia nel 2015, pari allo 0,48% del PIL italiano, 4,16 volte il fatturato delle aziende produttrici di birra e 4,25 euro di valore condiviso creato per litro di birra venduta. Un settore che produce quasi 2 miliardi di euro di salari lordi, pari allo 0,19% dei consumi delle famiglie. Questi numeri, sommati alla crescita dei consumi degli ultimi due anni (sono saliti a 31,5 i litri/anno bevuti mediamente dagli italiani nel 2016, rispetto ai 30,8 del 2015) e alla crescente immagine della birra (l'Italia è il Paese europeo dove il livello di reputazione della birra è più alto, con un punteggio reputazionale di 78,2 contro una media europea di circa 65,5) confermano che il settore sta oggi vivendo nel nostro Paese quella che può essere definita “La Primavera della Birra”.

 

 

LE PERSONE AL CENTRO DEL VALORE CONDIVISO

Sul fronte occupazione, emerge un dato estremamente significativo: sono 87.668 i dipendenti della filiera italiana, che si traducono in 22,6 posti di lavoro per ogni dipendente delle aziende produttrici di birra.

LA VALUE CHAIN DEL SETTORE DELLA  BIRRA

L’analisi prende in esame tutte le fasi della filiera, dall’approvvigionamento delle materie prime, alla produzione della birra, fino alla distribuzione e vendita al consumatore finale, in Italia nel 2015. La stima considera non solo gli effetti diretti della produzione di birra (valore aggiunto, contribuzione fiscale, ecc.), ma anche quelli indiretti (fornitori e clienti), i consumi indotti e le ricadute degli investimenti pubblici. È quindi evidente che il concetto di valore condiviso si traduce in strategie che migliorano la competitività dell’impresa, producendo al contempo ricadute positive sul sistema economico e sociale nel quale opera. La generazione di benessere diffuso sviluppa e rafforza i legami tra l’industria e la società.

 

A MONTE DELLA CATENA: I FORNITORI

Il calcolo del valore condiviso creato dai fornitori delle aziende produttrici di birra (ricadute indirette), pari a 273,3 milioni di euro, è stato suddiviso in tre macro categorie: agricoltura (non sono stati considerati i prodotti importati), industria (maltatura dell’orzo, packaging, fornitura di energia elettrica e gas, macchinari e attrezzature industriali) e servizi (marketing, comunicazione, manutenzione attrezzature e servizi di consulenza).

 

 

PRODUZIONE: L’INDUSTRIA DELLA BIRRA

Il calcolo delle ricadute dirette considera le aziende con stabilimenti in Italia, che generano un valore condiviso di 1.451 milioni di euro. Questo dato comprende il valore aggiunto (425,5 milioni di euro), le accise, comprese quelle sui prodotti importati (619 milioni di euro) e le ricadute indotte (406,6 milioni di euro).

LOGISTICA: A VALLE E A MONTE DELLA PRODUZIONE

Le aziende di logistica hanno creato un valore condiviso per 68,6 milioni di euro e comprendono le attività a valle della produzione (dagli stabilimenti produttivi ai distributori) e quelle della distribuzione (dai distributori ai venditori finali).

 

 

DISTRIBUZIONE E VENDITA: IL RUOLO NELLA CREAZIONE DI VALORE CONDIVISO

Distribuzione e vendita rappresentano le fasi di maggiore impatto nella creazione di valore condiviso con un valore pari a 6.041,2 milioni di euro. Vengono considerate la vendita da parte dei distributori ai rivenditori finali e la vendita al consumatore finale, suddivisi tra On-trade (Ho.Re.Ca., per un valore di 4.850,5 milioni di euro) e Off-trade (GDO e retail, per un valore di 1.190,7 milioni di euro). I quantitativi considerati in questa fase comprendono la birra prodotta in Italia, al netto di quella esportata, e le birre straniere importate e commercializzate nel nostro Paese.

 

 

HO.RE.CA.: UN CONTRIBUTO DETERMINANTE

Nella distribuzione, il settore dell’Ho.Re.Ca. copre il 58,5% circa del totale del valore condiviso coerentemente con l’andamento positivo della ristorazione registrato negli ultimi anni in Italia, rispetto alla media europea. La spesa alimentare delle famiglie fuori casa rappresenta il 35,51% del totale (Fonte Fipe).

Il ruolo di questo canale per l’industria birraria ha una duplice valenza: produttore di valore per la filiera  birraria, in particolare per i punti di consumo, e divulgatore della cultura della birra. Larga parte dei consumatori (79,3%) ritiene importante il modo in cui viene servita. L’importanza dell’Ho.Re.Ca. nei consumi di birra è anche collegata con il ruolo dei pubblici esercizi come contesti di socializzazione. L’Ho.Re.Ca. ha quindi un ruolo chiave per innalzare l’immagine e la reputation del prodotto, oltre che per promuoverne il consumo. In quest’ottica l’innovazione gioca un ruolo determinante sotto diversi profili: tecnologico, come per esempio il caso “Blade” di Heineken per la birra alla spina; di prodotto, con l’introduzione di specialites, ad esempio le birre regionali di Birra Moretti; di reputazione, grazie alla collaborazione con chef stellati per abbinamenti birra/cibo.

 

IL CONSUMATORE: DOPPIO VALORE

Il consumatore ha un ruolo chiave nell’industria, le sue scelte, sono alla base dell’andamento dei consumi e determinano il mix di prodotti e la marginalità complessiva. Ottiene valore dal prodotto birra sotto un duplice profilo sia in termini di prodotto di qualità a un prezzo accessibile (benefit tangibile) sia di prodotto che dà soddisfazione e piacere (benefit intangibile). È un dato di fatto che, nonostante la stagnazione dei consumi, la birra stia mostrando segnali positivi, sia in termini di consumi (+1,6% nel 2016 in Italia) sia di apprezzamento da parte dei consumatori. È evidente come, anche in questo caso, giochi un ruolo di primo piano il tema dell’innovazione: le indagini sui consumatori indicano, infatti, un’apertura verso le novità di prodotto, la curiosità e la disponibilità a sperimentare a fronte della percezione della birra come uno dei settori più innovativi tra quelli delle bevande. Grazie ai progressi sopra citati (in ambito tecnologico, di prodotto e di reputazione) il consumatore può godere di un’ampia offerta di beni e servizi a un prezzo accessibile.

 

 

Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti – cantiere@cantieredicomunicazione.com

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www.osservatoriobirra.it - www.fondazionebirramoretti.it

 

Segnaliamo l'evento del 2 giugno 2017 in VALLE SAVENA per trascorrere una meravigliosa giornata

VENERDI' 2 GIUGNO 2017

I CAMPANILI DELL'ALTA VALLE SAVENA IN CONCERTO: 

ore 9,30 - Raduno delle squadre nei campanili e sonate libere
ore 11,00 Tutti i campanili suoneranno le 36 dell'Annunziata
ore 12,30 A Bibulano pranzo assieme a tutti i campanari
per prenotazioni Gabriele 3334065283

VISITE GIUDATE ALLE CHIESE DEL LOIANESE

0re 10.00 concerto delle campane a Bibulano a seguire visita della chiesa 
ore 11,30 partenza per Roncastaldo passeggiata da Bibulano a Roncastaldo organizzata nell'ambito di "Passi di salute"---arrivo a Roncastaldo con possibilità di pranzo convenzionato con trattoria "da Angela" tel. 3396241381 – iscrizione obbligatoria- partecipazione gratuita tel. 051-6543617
ore 15.30visita giudata alla chiesa di Roncastaldo

ore 16.30 CONCERTO "TRIO VOCE CLARINETTO E PIANOFORTE" A RONCASTALDO 

Ginevra Schiassi - Soprano
Luca Troiani - Clarinetto
Claudia D'Ippolito - Pianoforte) 

mercoledì 24 maggio 2017

LISA GIORÈ “PARLO DI TE” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “LE VIE DELL’INSONNIA”


La cantautrice senese descrive in musica l'iter evolutivo di una storia d'amore: dai primi passi fino alla trasformazione che accompagna i cambiamenti caratteriali dei due protagonisti.



"Parlo di te" è la lucida analisi dell'evoluzione di una storia d'amore che è cambiata col tempo insieme alle persone che l'hanno vissuta e che attraversando la scoperta dei difetti dell'altro, le intemperanze caratteriali e tutto ciò che è accaduto negli anni, è maturata fino a diventare un rapporto solido e sereno.



"Le vie dell'insonnia" è un album dall'identità musicale eclettica. Una radice pop-cantautorale sfiora in ogni brano rock ed elettronica, swing e folk. Si viaggia fra brani ritmati e pieni di cambi di tempo repentini a altri più eterei e sofisticati, senza perdere mai di vista il senso della melodia.


DICONO DI LEI

"Incanto surreale e fantastico con il suo timbro di voce, per questo motivo si respirano ovunque tonalità e sapori di boschi e fiabeschi dipinti...Red, Sound 36

"Le vie dell'insonnia dunque, eccezion fatta per questo e pochi altri passaggi, non si vuole mescolare sugli scaffali dei tanti tutti uguali". Luca Marsi, Full Song

"Un lavoro sentito e ricco di ispirazione." Marco Vittoria, Vento Nuovo

"Lisa Giorè dalla sua ha l'incanto di chi conosce ciò di cui parlaGianluca Clerici, Just Kids Magazine

"Piace al primo ascolto per la leggerezza nel trattare temi pesanti. È questo il segreto della musica pop, e la giovane Lisa Giorè, sembra averlo capito al primo disco. Vedremo in seguito …" Alligatore

"Voce sicura e duttile, testi solidi e intelligenti senza sbavature, musiche e arrangiamenti raffinati, il tutto arriva con naturalezza estrema benché non sia affatto immediato, easy listening per intenderci." Shake, Grandi Palle di Fuoco

"La Giorè non sceglie mai cose scontate nè tantomeno scrive testi filiformi e snelli per una conversazione popolare: l'intimità e l'introspezione passa anche attraverso metafore e allegorie che delle volte sanno di epico e altre volte di "psichedelicamente" personali." Exit Well

"È un esordio importante, questo ''Le vie dell'insonnia'', parecchio positivo sul piano musicale come su quello testuale: Lisa Giorè è una giovane promessa del cantautorato nostranoMusic Map

"Alla faccia dell'esordio! Mi sembra l'opera, il lavoro, e l'impegno di una cantautrice navigata ed esperta che ha tanto, ma tanto, da dire e, soprattutto da cantare!" Vanni Versini, Onda Musicale

"Un disco ispirato e sinceramente reale ". Box Musica

"Un album dall'anima eclettica; il pop e lo stile della cantautrice sposano in ogni traccia del disco il rock, con un occhio anche all'elettronica più d'avanguardia, poi a chiudere in originalità vi sono puntate allo swing e al folk. (…) Album consigliatissimo ma attenzione a non rimanerne stregati." Quadri Project

"Un disco di musica leggera italiana, un lavoro squisito che sceglie con cura il target di pubblico adatto ad un simile ascolto." Marco Vigliani, Sound Contest

"Un susseguirsi di canzoni ricercate sia a livello testuale, armonico e di arrangiamenti, una fatica che ha sicuramente dell'ottimo per essere un esordio". Giovanni D'Iàpico, Audiofollia

"Lisa Giorè dimostra di avere le idee ben chiare e di avere tutte le capacità per realizzare le sue idee. Il risultato finale è una passeggiata su sentieri di erba alta a piedi scalzi: una sensazione di libertà contagiosa." Viva Low Cost

"È un progetto molto ben curato, da cui traspare l'impegno e la passione per la musica della Giorè." Marco Selvaggio, Musica intorno

"C'è una forte atmosfera creata da un intrigante intreccio di sonorità (quasi) acustiche leggere e delicate." Clip Bands

"Un disco di matrice pop che sa spaziare dal folk, allo swing, all'elettronica e nel quale ogni brano è una storia a sé. Decisamente un lavoro degno di un orecchio sensibile e attento." Cinzia Canali, Non Sense Mag

"Le vie dell'insonnia è un disco che vale la pena di ascoltare, ma non solo, è un disco con cui è molto facile fare amicizia e condividere momenti della quotidianità" Eleonora Montesanti, La Musica Rock


Etichetta: Volume! Discografia Moderna
Distribuzione: Boxtune/Believe Digital

BIO
Elisa Giorello, in arte Lisa Giorè, nasce a Siena nel 1986. Bassista per ripiego, cantante per ostinazione, cantautrice tardiva, è cresciuta immersa nella collezione di musicassette e cd della madre, sviluppando una precoce predilezione per i lavori di Alice, Franco Battiato e Matia Bazar. A quindici anni inizia a studiare musica partendo dalla chitarra, per poi scegliere il canto moderno come materia principale già l'anno seguente ed aggiungendo infine lo studio del basso elettrico dieci anni dopo, durante un momento di crisi personale in cui aveva deciso di abbandonare il canto. Scrive i primi inediti intorno al 2010, ma il progetto legato a questi si arena più volte fino ad essere abbandonato. Nel 2014, decisa a riprendere in mano i brani rimasti incompiuti, ricomincia la ricerca di musicisti disposti a collaborare, in seguito alla quale arriva l'incontro con il chitarrista Leonardo Montalbano, seguito dal batterista Nicolò Grascelli e da Debora Porciello, pianista e flautista con cui la cantante collaborava già da tre anni: nasce così La Fabbrica di Polvere, la band con cui il progetto di inediti riuscirà finalmente a trovare una concretizzazione. Dal 2016 in poi decide di presentarsi come solista utilizzando per la prima volta lo pseudonimo Lisa Giorè, pur continuando a collaborare in studio e nei live con i tre amici: a settembre è uscito il primo album le vie dell'insonnia, una raccolta di dieci brani che raccontano gli anni di un'evoluzione avvenuta attraverso turbolente tempeste cerebrali.


Contatti e social


Campo Dall'Orto RAI, CdA ha bocciato il piano news

Il CdA Rai ha bocciato il piano news proposto dal Direttore Generale Campo Dall'Orto. Fiducia incrinata e probabile azzeramento dei vertici.

Raccontano osservatori dei residui branchi di elefanti che in occasione di imminenti catastrofi ambientali, i pachidermi generalmente si suicidano, con una ritualità precisa che vede gli anziani, sollecitati dalle femmine, assicurarsi che i più giovani seguano il destino deciso, per poi seguirli nell'atto estremo. Non sempre le elefantesse arrivano a darsi la morte.

Con un atavico ritorno alla natura il consiglio di amministrazione della Rai sembra aver messo in scena una macabra rappresentazione del suicidio degli elefanti.

I più anziani, che non mancano in consiglio, sollecitati dalla presidentessa, hanno spinto i più giovani sul ciglio del burrone, spingendo prima di tutti giù il direttore generale Campo dall'Orto. Una scena davvero indecorosa oltre che paradossale. Dopo mesi di retorica sulle nuove linee di comando che avrebbero assicurato al vertice di Viale Mazzini poteri e procedure per guidare il rinnovamento senza dover pagare i tradizionali pedaggi ai casellanti del CdA, ora si assiste allo spettacolo che il più accreditato, internazionalmente, manager del sistema televisivo italiano, viene umiliato e paralizzato da un'allegra combriccola di pensionati e mestieranti inviati in consiglio  da singole lobbies politiche per curare i loro affari. Con una presidentessa che non fa mistero di voler sostituire il suo direttore generale con se stessa.

Ora la Rai si trova ad avere il poco invidiabile primato di essere l'unica azienda televisiva europea senza una bussola nel pieno della transizione al digitale, mentre avanzano le offerte multimediali dei competitor privati e mentre anche i possibili partner, come Telecom ed Enel, si stanno mettendo in proprio.

In tutto questo appare singolare il silenzio sostanziale dei giornalisti, visto che il pomo della discordia è proprio il piano di riorganizzazione delle news. L'Usigrai, il mitico sindacato dei giornalisti RAI, dopo aver seguito distrattamente, non senza qualche compiacimento, le prime baruffe in consiglio, che costarono il posto al responsabile del progetto di riorganizzazione dell'informazione Carlo Verdelli, oggi grida al Tutti a casaMa tutti chi?

Qui il rischio è che dopo decenni di riforma vagheggiata dell'azienda, e mai realizzata per il continuo bradisismo di veti e sommosse interne, neanche ci si accanisca più sulla Rai, ma, come per l'Alitalia, si arrivi alla conclusione che il carrozzone sia irriformabile.

Il nodo vero riguarda proprio un presidio nazionale, una TV nazione, nel momento in cui la transizione al digitale rende strategici linguaggi ed infrastrutture e soprattutto fondamentale per un paese il controllo di quelle forme di intelligenza artificiale che guidano la viralità dell'informazione. Cosa accadrà se la RAI si afflosciasse? L'Italia potrebbe essere il primo grande paese europeo a non avere più un soggetto proprio, autonomo e sovrano, nel processo di organizzazione dei linguaggi con cui parlare al mondo.

Ma la questione presenta anche un versante politico: il nuovo vertice Rai è stato voluto dall'allora premier e segretario del PD Renzi, voluto ed usato per liberarsi di qualche imbarazzo (Ballarò e TG3). Ora può una leadership politica che si caratterizza per l'innovazione e la discontinuità tornare a centellinare le vecchie lottizzazioni in una Rai che affonda?

Ci si gioca molto della propria reputazione, così come il Paese si sta giocando molto della sua possibilità di mantenersi competitivo nella nuova economia della comunicazione. Mentre gli elefanti barriscono sul ciglio del burrone.

Fonte: News and Coffee

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