sabato 2 luglio 2016

GUERRA DEL GRANO: ATTIVAZIONE DELLA CUN E PIANO CEREALICOLO PER SUPERARE L’EMERGENZA

I 5 Stelle invocano al ministro Martina i tanto attesi decreti attuativi della 91/2015 con cui il deputato L'Abbate (M5S) ha istituito le Commissioni Uniche Nazionali e presentano, al contempo, una risoluzione per rilanciare il comparto con le misure di un piano cerealicolo

La crisi che ormai da tempo interessa il settore cerealicolo nazionale ha toccato il culmine con l'ultima riunione presso la Borsa Merci di Foggia dove non si è stati in grado neppure di fissare il nuovo prezzo, sceso drammaticamente addirittura sotto i 20 euro al quintale. Una crisi imperante da tempo e che rappresenta una vera e propria emergenza a cui risulta sempre più necessario, e non più rimandabile, individuare misure di contenimento della pesante situazione di mercato, unitamente ad una ristrutturazione complessiva della filiera. Tra le criticità più significative, di un comparto che opera in un contesto internazionale estremamente instabile e condizionato da una serie di dinamiche non strettamente correlate con la "legge della domanda e dell'offerta", si rilevano sicuramente l'elevata frammentazione della superficie colturale, con costi del terreno e di impresa nettamente superiori ad altre realtà e conseguente perdita di competitività da parte delle imprese nazionali, gli elevati costi di produzione e diminuzione costante dei prezzi, che costringe gli agricoltori a lavorare spesso sottocosto, l'eterogeneità e lo spontaneismo delle produzioni e l'attività di ricerca varietale raramente collegate agli andamenti reali dei consumi. Ad alimentare le debolezze del settore contribuiscono, poi, le nuove strategie dell'industria di trasformazione: l'organizzazione e la concentrazione degli operatori comporta esigenze di fornitura che la filiera non sembra saper soddisfare. 

"Non si può attendere oltre, è fondamentale intervenire nel più breve periodo possibile con decisioni concrete ed utili al comparto – commenta il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – I versanti su cui è necessario adoperarsi, dunque, sono molteplici ma principalmente due: il prezzo e l'organizzazione della filiera. Come dimostrato dall'esposto della Codacons sulla forbice dei prezzi tra costi di produzione e quelli finale di acquisto al consumatore, risulta oltremodo impellente che il Governo si adoperi per produrre quei decreti che darebbero attuazione al mio emendamento alla legge 91/2015 con cui sono state eliminate le vetuste Borse Merci (datate 1913) e sostituite con le Commissioni Uniche Nazionali, la cui naturale sede per il grano sarebbe Foggia".

Lo strumento della Cun, introdotta dal Movimento 5 Stelle, è stato invocato anche dalla consigliera regionale Rosa Barone (M5S), presente con alcuni rappresentanti sindacali all'ultima burrascosa riunione della borsa merci foggiana. "Con questo strumento e con i relativi regolamenti che rispettino i principi di trasparenza e ostacolino i conflitti di interessi – dichiara la portavoce 5 Stelle – il Governo creerebbe finalmente quel legame tra industria e mondo produttivo in modo tale che il prezzo remuneri i costi di produzione, anche attraverso i cosiddetti accordi di filiera".

Sul versante dell'organizzazione della filiera, il deputato L'Abbate (M5S) ha presentato, inoltre, una risoluzione in Commissione Agricoltura a Montecitorio per predisporre urgentemente un piano nazionale del settore cerealicolo. "Come per il piano olivicolo che siamo riusciti ad ottenere dopo una lunga battaglia in Parlamento ma che attende ancora i decreti attuativi del ministro Martina – dichiara il parlamentare 5 Stelle – anche quello cerealicolo prevede numerose misure per superare l'emergenza della guerra del grano. Dalla promozione delle Organizzazioni di Produttori (OP) e Interprofessionali (OI) con una più equilibrata distribuzione del valore nel sistema produttivo nazionale agli accordi di filiera, dal piano proteico nazionale nell'ottica di una visione integrata di sistemi colturali sostenibili che consentano di qualificare anche le produzioni cerealicole incluse quelle del settore mangimistico a sostegno delle filiere zootecniche di qualità  - prosegue L'Abbate (M5S) – all'ammodernamento della filiera a partire dal settore sementiero, agricolo ed industriale di trasformazione mediante l'attribuzione di risorse dedicate ed il sostegno alla costituzione di  Gruppi operativi con i fondi FEASR. E, infine, con la promozione per la valorizzazione delle produzioni di qualità e salubri, la loro innovazione tramite il trasferimento delle conoscenze della ricerca tecnologica e scientifica. Purtroppo, dobbiamo recuperare in pochissimo tempo anni di immobilismo e di mancata visione strategica del comparto agricolo, abbandonato a se stesso e fatto vivere passivamente di contributi. Il tutto – conclude il deputato pugliese – in uno scenario globalizzato che favorisce l'importazione di materie prime estere a basso costo".




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Delegazione cinese in visita a Cori

Una rappresentanza di 12 persone ha visitato le cantine Cincinnato e Marco Carpineti. Tra loro 4 dirigenti del CECC, 5 funzionari pubblici di Taicang, 3 imprenditori e 1 addetta dell'Ambasciata. L'obiettivo coinvolgere i viticoltori a promuovere la cultura del vino in Cina.

         Una delegazione cinese di 12 persone ha fatto visita venerdì mattina prima alla Cantina ed Agriturismo Cincinnato e poi all'Azienda Agricola Biologica Marco Carpineti. La rappresentanza era formata da 4 dirigenti del China Economic Cooperation Centre (CECC), struttura del Dipartimento Esteri del PCC che si occupa di cooperazione internazionale e facilitazione degli scambi commerciali e 5 funzionari pubblici di Taicang, città di 500mila abitanti nella provincia del Jiangsu, sulle sponde del Fiume Azzurro, vicina a Shangai. 

         Con loro anche 1 addetta dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese e 3 imprenditori di due importanti società, Country Garden Group e Taicang Jinxinsheng Trade Limited Company. La prima è artefice della modernizzazione urbanistica ecosostenibile di molte città cinesi, che grazie ai suoi progetti si sono dotate di servizi innovativi, nel rispetto della storia, del paesaggio e della salute. La seconda invece è un colosso della commercializzazione del bevarage e modello di riferimento per tante attività locali di settore.

         In collaborazione con queste due imprese, l'Amministrazione comunale di Taicang sta realizzando un Wine Culture Experience Center, una struttura al passo coi tempi per la promozione della cultura del vino, nella quale troveranno ospitalità i vini europei. La deputazione in questi giorni è in giro per l'Italia con l'obiettivo di coinvolgere produttori di vino che possano vendere loro i propri prodotti o costruire insieme operazioni mirate alla diffusione del vino italiano in Cina.

         Erano presenti il Sindaco di Cori Tommaso Conti e gli Assessori Mauro De Lillis e Fausto Nuglio,  quest'ultimo ha curato i rapporti con il gruppo cinese, composto da Liu Jinghua, Ma Guoliang, Liu Quankao e Liu Wenwen, per il CECC; Qian Wenhui, Cao Feng, Yang Xiaofeng, Zhang Yi e Yang Jian, per il Comune di Taicang; Lyu Yajun e Chen Dun per il Country Garden Group; Meng Liping per la Taicang Jinxinsheng Trade Limited Company. C'erano inoltre: Liu Yijun, per l'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese; Giovanna Trisorio per la Cincinnato; Marco, Paolo e Isabella Carpineti.

         Nelle due realtà produttive, tra le più importanti del territorio, oltre a degustare l'enologia di qualità corese, gli amici cinesi hanno visto da vicino come si producono eccellenti vini da vitigni autoctoni, recuperati e valorizzati, con tecnologie all'avanguardia rispettose delle tradizioni. Visibilmente soddisfatti, hanno manifestato tutto il loro gradimento per la giornata, rivolgendo un invito ufficiale nella loro città alle istituzioni e agli operatori economici ed esternando la volontà di consolidare un rapporto di amicizia e scambio e commerciale.

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

CORINALDO JAZZ FESTIVAL 2016 – XVIII Edizione

Con l'aria d'estate arriva come ogni anno, puntuale e sempre ricco di stile, il calendario dei concerti di Corinaldo Jazz, l'amato festival organizzato dall'associazione culturale Round Jazz nello scenario di uno dei borghi più belli d'Italia.
Siamo alla diciottesima edizione e le serate da segnarsi sull'agenda sono quattro, nel mese di agosto, tutte con inizio alle 21.45 e, come tradizione vuole, seguite da jam session imperdibili per gli appassionati di jazz e di buona musica in generale, ai 9 Tarocchi.

Il trio di Luigi Tessarollo aprirà la rassegna venerdi 5 agosto nel luogo più scenografico di Corinaldo, la scalinata della Piaggia con ingresso libero.
Luigi Tessarollo, docente di chitarra jazz al Conservatorio di Milano, oltre che raffinato compositore ha pubblicato oltre 30 cd in qualità di leader e co-leader con alcuni dei migliori musicisti jazz italiani e internazionali. Tessarollo presenta con questo trio d'eccezione un concerto di forte impatto e di alto livello artistico che coinvolge totalmente anche il pubblico più profano. Si esibirà con Enzo Zirilli alla batteria e Davide Liberti al contrabasso.

Il 6 agosto, sabato, presso l'incantevole Piazza Santo Spirito, il concerto ad ingresso libero, del Lorenzo Tucci sparkle trio, con il leader alla batteria, Luca Mannutza al piano e Luca Fattorini al contrabbasso.

Lorenzo Tucci, batterista e jazzista di fama internazionale, per questo nuovo trio, decide di eseguire tutti "originals" di sua composizione e due omaggi, a due compositori eleganti e sensibili, Pino Daniele e Sting. I brani spaziano da atmosfere intimistiche e riflessive a ritmiche più complesse e articolate, senza perdere di vista l'importanza della melodia, che Tucci in questo progetto vuole esaltare. Il trio è molto attento a tutto quello che accade nel panorama musicale Internazionale, lasciandosi influenzare da tutte le varie forme e sonorità. Tutto si fonde in uno stile di jazz moderno/contemporaneo, nel quale i tre si sentono a proprio agio, tessendo insieme al leader trame dal sapore nuovo, vivace, moderno, dando vita ad uno stile di jazz che ha ancora molto da dire.

Domenica 7 agosto, presso la Piazza del Terreno, per la prima volta sul palco corinaldese, Uri Caine, Franco Ambrosetti e Stefano Senni trio presenteranno il progetto "From Bach to Miles and Trane". Uri Caine è considerato il pianista che rappresenta al meglio una generazione di artisti che hanno sviluppato un percorso di ricerca musicale che contamina musica classica, jazz e improvvisazione, uno dei sentieri più impervi e affascinanti della contemporaneità. Partendo dall'improvvisazione delle variazioni Goldberg, proseguiranno con alcune composizioni di Bach, di Miles Davis e di Coltrane e altri in un programma variato e sfizioso tendente a dimostrare l'assoluta attualità della musica barocca per quanto attiene alle sequenze armoniche. La convincente tromba di Ambrosetti ed il solido accompagnamento di Senni, daranno origine ad una musica a larghissimo spettro eseguita con ardore, sentimento, energia e passione.

Ultimo appuntamento quello di lunedi 8 agosto, sempre nella Piazza del Terreno, con The Golden Circle. Nel 1965 al Golden Circle, locale jazz di Stoccolma, Ornette Coleman – dopo una lunga assenza dalle scene - registra un doppio album live dalle sonorità e timbriche innovative. E' il suo primo album con la Blue Note e rappresenterà una chiave di volta della sua carriera.
Da questo live leggendario prendono spunto 4 grandi jazzisti Italiani: Rosario Giuliani al sax, Fabrizio Bosso - tromba, Enzo Pietropaoli - contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria, formano un "cerchio d'oro" immaginario, dove racchiudono le loro esperienze, abbandonano per una volta i panni di leader e mettono al servizio di una band vera e propria tutta la loro grandezza di interpreti e compositori. Non si tratta solo di un tributo ad Ornette Coleman ed alla sua musica, ancora oggi inaspettatamente "moderna" dopo 50 anni, ma più un pretesto per provare ad avvicinarsi a quello che Coleman chiamava "The New Thing".

L'ingresso ai concerti del 7 e dell '8 è di 15€ con la possibilità di acquistare un abbonamento a 20€ su : www.liveticket.it 


Dir.Artistica :Andrea Venturi

In caso di pioggia i concerti si terranno presso il Teatro Goldoni

INFORMAZIONI: tel.071  7978636  (Uff. turistico iat) - 329 4295102

ASSOCIAZIONE CULTURALE 'ROUND JAZZ : roundjazz@gmail.com

SITO UFFICIALE : www.corinaldojazz.com



( Cinzia Sabbatini - Comunicazione eventi Corinaldo Jazz Festival )


venerdì 1 luglio 2016

Siae: anche Asso-consum chiede liberalizzazione mercato

 

Siae: anche Asso-consum chiede liberalizzazione mercato

 

L'Asso-consum, associazione per la difesa dei consumatori degli utenti e dei cittadini, componente CNCU, si dichiara favorevole alla liberalizzazione del mercato del copyright.

La Siae, società italiana degli autori e degli editori, ha beneficiato di un solido monopolio fin dal 1882. Monopolio che, ad oggi, è sinonimo di inefficienza e arricchimento indebito esclusivamente del direttore generale e dei 44 dirigenti di punta.

I numeri compongono un prospetto chiaro ed eloquente: 87 milioni di euro per 1.200 dipendenti, 524 milioni di incassi, 764 milioni di euro di debiti per diritti non distribuiti, stipendi, per i 44 dirigenti, che vanno dai 79mila ai 409 mila euro. Cifra quest'ultima che supera di gran lunga il tetto massimo fissato per i manager pubblici.

L'ente, inoltre, sembra violare anche gli obblighi di trasparenza e anticorruzione: gli ultimi dati consultabili pubblicamente risalgono al 2014, dati, per altro confusionari e poco chiari.

E' ora di un cambiamento forte e radicale.

 

"E' un ente elefantiaco" aggiunge il presidente Aldo Perrotta" non serve a nulla se non a rimpinguare le tasche dei suoi dirigenti! E il ministro come sempre dorme! Vergogna!"

 

Ufficio stampa

Asso-consum

Marianna Cifarelli




ASSO-CONSUM

 Associazione per la difesa dei consumatori degli utenti e dei cittadini

Sede nazionale, Via Lombardia, 30 – 00187 Roma

tel. 06 97 61 19 16 - fax 06 97 61 20 46 - assoconsum@gmail.com   assoconsum@pec.it  www-asso-consum.it

C.F. e P.I. 07950490636

Franco Pecci BluePanorama: Malpensa Yucatan, un paese tra storia e movida

Franco Pecci, fondatore di Blue Panorama Airlines: "È per noi motivo di grande orgoglio aver contribuito all'affermazione di questa destinazione nel mercato italiano ed in quello internazionale".

Voli comodi e a prezzi competitivi con Blue Panorama Airlines, che offre l'unico collegamento diretto per Mérida da Milano Malpensa, con un volo settimanale (Milano-Mérida: a partire da 792 euro a/r). La compagnia aerea, leader sui Caraibi, vola anche da Roma e Milano su Cancun.

"Merida, Yucatán. No Messico", precisa con un sorriso sornione il venditore di huipil eguayaberas, quando apprezzo i ricami floreali della blusa e osservo che gli abiti tradizionali vengono quotidianamente indossati anche nella capitale dello Yucatan. Orgoglio yucateco che vuole smarcare lo Stato da certe cronache della Federaciòn (e non sa che Città del Messico è prima in graduatoria tra le città da vedere nel 2016, secondo il New York Times).
In effetti lo Yucatan, che insieme agli Stati limitrofi, Quintana Roo e Campeche, condivide il territorio dell'omonima penisola, fu uno degli ultimi Governi ad entrare a far parte della Federazione messicana, dopo un effimero tentativo indipendentista. Il desiderio di distinguersi e di mostrare un altro Messico oggi è mosso dalla consapevolezza di chi sa di offrire una destinazione a tutto tondo: le imponenti vestigia Maya, la bellezza incontrastata e gli svaghi delle spiagge caraibiche, l'accessibilità e i servizi di città evolute e sicure. Senza dimenticare quell'aura fantastica che aleggia sopra tutto e che fa dell'America Latina il primo produttore mondiale direalismi magici.

MERIDA, LA CITTA' BIANCA

Flamboyan e ramòn danno un'ombra leggera attenuando la morsa del caldo tropicale, mentre la connessione wi-fi di "Digital Merida" (free come in tutti i parchi e i giardini della città) si collega senza intoppi. L'appetito digitale cede a quello corporeo nel momento in cui il cameriere ci porta succulente tortas de cochinita pibil (un panino di carne di maiale cucinata secondo la tipica ricetta yucateca). Poco oltre i giardini di plaza Santa Ana, dove una taquerìa ci ha appena regalato l'ennesima estasi gastronomica del viaggio, comincia il Paseo de Montejo. Viene da chiedersi perché la toponomastica delle città latinoamericane abbia un senso storico così indulgente da celebrare ancora oggi i nomi dei grandi conquistadores spagnoli (oltre al pantheon di santi cristiani). Non fa eccezione el Paseo, che imponente come un boulevard parigino deve il suo nome al fondatore della città, Francisco de Montejo, nonché persuasore di Maya a suon di archibugi, balestre e spade, come era in uso nell'Anno del Signore MDXLII.  Gli edifici che si affacciano sull'ampio viale sono i testimoni di una ricchezza che decolla negli ultimi decenni dell'800 e si spegne mezzo secolo più tardi. Sono gli opulenti palazzi in stile francese (con qualche originale licenza locale) degli uomini che hanno fatto fortuna con il commercio dell'henequèn, un'agave (nota anche come sisal, dal nome del porto da cui salpava) da cui si ricava la fibra che tra gli altri impieghi riforniva di cordami i porti dei sette mari. L'henequèn fece dello Yucatan uno dei più ricchi stati del Messico e si racconta che in quegli anni Merida divenne la città con la più alta concentrazione di milionari pro capite al mondo.

I re dell'agave si dividevano 6 milioni di ettari distribuiti in un migliaio di haciendas. La "Casta divina". Erano l'oligarchia creola e meticcia che negli anni dell'"oro verde" dettava legge dentro e fuori le haciendas. Queste costituivano l'epicentro di altrettanti pueblos dotati, tra gli altri edifici, dell'infame spaccio padronale dove i lavoratori erano costretti a rifornirsi dei beni di prima necessità, poiché nessun altro negozio avrebbe accettato la valuta con cui gli veniva pagato il già misero salario.

A una trentina di chilometri da Merida si trova Yaxcopoil, oggi tenuta museo che accoglie i visitatori con il suo doppio arco moresco e li conduce attraverso giardini e interni "europei" fino agli edifici destinati alla lavorazione dell'henequèn, ancora attrezzati con i macchinari dell'epoca. Alcune haciendas sono oggi in stato di abbandono, ma numerose altre stanno andando incontro alle più svariate fasi di rinnovazione e restauro destinate a usi diversi: ville private; case per le vacanze; ristoranti con ampi spazi dedicati a ricevimenti e feste come la Hacienda Teya; hotel e spa di lusso, come l'antica Hacienda Chichén, nei pressi del sito archeologico di Chichen Itza.
Merida è una città dove i fasti dell'età dell'agave lasciano spazio, un secolo più tardi, agli investimenti frutto del boom turistico decollato nella penisola con lo sviluppo di Cancun. Una capitale che ha comunque saputo mantenere integra la vivace identità mestiza (meticcia), nata dall'incontro/scontro del Vecchio Continente con Nuovo Mondo. Gli edifici più antichi ricordano la genesi di questa duplice identità. Basti pensare alla costruzione del grande duomo di Merida, retto anche dalle pietre degli edifici Maya abbattuti. Macigni di roccia calcarea chiamati a sostenere il tempio dei conquistadores, in un sincretismo edile che incastonava i vinti per l'eternità. Il progetto fu completato nel 1598, quando la Catedral de San Ildefonso, la più antica dell'intero continente latino americano, fu pronta per accogliere i fedeli della città sorta sulle rovine dell'antica T'hó. Sobria, imponente, luminosa, la chiesa si affaccia sulla plaza Major di Merida dove sorgono i principali edifici di epoca coloniale. All'interno, dietro l'altare, il grande crocifisso con il Cristo de la Unidad, nel suo abbraccio esteso a tutto l'abside vorrebbe simboleggiare la riconciliazione tra l'anima spagnola e quella Maya della città. Ma basta allontanarsi di qualche passo dall'austera cattedrale per assistere ogni domenica a uno spettacolo che testimonia una felice convivenza di entrambi gli elementi. Ogni domenica, infatti, tra bancarelle e fanfare va in scena la "Jarana", tipo ballo delle vaquerias yucateche, qui eseguito dai ballerini del Ballet Folclórico de Mérida. Da non perdere la giostra di musica e colori del Baile de las Cintas, gustando se vi capita un gelato della Sorbeteria Colòn.

MISTERI D'ACQUA E DI PIETRA

L'iguana appostata sulla pietra scruta i visitatori come fosse l'antica guardiana del tempio diUxmal. Certamente conosce il motivo che condusse al declino e al successivo abbandono del principale centro cerimoniale della civiltà Puuc. Una domanda che ancora oggi si pongono gli archeologi, quando si interrogano sui motivi del repentino crollo della potente città, avvenuto intorno al 900 dc. Forse la popolazione è stata indotta all'esodo da un prolungato periodo di siccità, testimoniato dalle frequenti riproduzioni sugli edifici del sito, della maschera di Chaac, il dio della pioggia. Gli eleganti ornamenti scolpiti nella pietra sul profilo di alcune costruzioni sarebbero destinati infatti a invocare la preziosa acqua piovana: "Un ricciolo di pietra orientato in su per esprimere la richiesta e la stessa forma, capovolta verso il basso, per ringraziare" ci spiega Bernardo Chan, la nostra guida locale. Perché l'elemento naturale è anche divino, e un dono dei numi merita riconoscenza, ça va sans dire. A Uxmal ci si muove al cospetto di una grandeur Maya che abbaglia come il sole sopra le nostre teste: due piramidi di oltre 30 metri; il cosiddetto Quadrilatero delle monache, con complessive 74 stanze, il tradizionale spazio dedicato al gioco della pelota, il palazzo del Governatore… Anche gli alberi qui incutono rispetto, come la ceiba dall'immenso ombrello verde che ci regala un po' d'ombra. E abbiamo voglia di ringraziare anche noi.

Tulum, unica nel suo genere, è costruita a picco sul mare e rappresenta la zona archeologica forse più suggestiva di tutta la Riviera Maya. Da qui, per la prima volta, sono avvistate le navi del capitano spagnolo Juan de Grijalva, salpate da Cuba nel 1518. Immaginatevi lo stupore di quegli sguardi, ignari del destino che li attendeva. Ai conquistadores apparve la vista di una città murata e fortificata, con edifici dipinti a colori vivaci, protetta da una scogliera affacciata su una spiaggia caraibica. "Siviglia non avrebbe potuto apparire più grande o migliore", fu il commento di Grijalva riportato dalle cronache. E' possibile scendere nel lido ai piedi delle rovine per un bagno in acque da sogno, che è al contempo un tuffo nella storia.

Per poter provare l'emozione di osservare il panorama dall'alto di una piramide Maya  bisogna raggiungere Cobà, sito archeologico situato 25 km a nordovest di Tulum. I gradoni in pietra si inerpicano fino alla sommità di Nohoch Mul, 42 metri in altezza. Da lì  la vista si apre su un'ampia distesa verde interrotta solo in prossimità di alcuni altri edifici in pietra: più numerose ancora sono le rovine che dormono sepolte dalla giungla, poiché solo una piccola parte della centro che si estendeva per 80 kmq è stata liberata e restaurata dagli archeologi. Se per raggiungere la vetta del tempio avete attinto alle vostre ultime energie, un servizio di "limousine maya" (ciclorisciò per due passeggeri) trasporta i visitatori all'interno del sito archeologico, mentre per i più sportivi c'è anche il noleggio biciclette.

Lo Yucatàn non smette di stupirci. Mentre la fitta vegetazione nasconde le città Maya, sotto il terreno, si snoda nella roccia carsica una ragnatela di corsi d'acqua, bacini, canali: riserva idrica e luoghi mistici per l'antica civiltà. Grotte con profonde polle di acqua dolce la cui volta di roccia è collassata creando suggestivi crateri incorniciati da liane. Sono i cenotes (dal maya dzonot, cioè 'acqua sacra'). Alcuni balneabili e attrezzati ad accogliere i turisti (il più frequentato è quello di Ik Kil, nei pressi di Chichen Itza).

La piramide di Kukulkan, a Chichen Itza, ormai è un'icona. Ma solo davanti all'originale si coglie l'energia da cui è scaturito il flusso inarrestabile delle sue riproduzioni. E' una bellezza che unisce la geometria agli astri, la materia all'empireo. Non dimentichiamoci che i Maya, grazie all'ossessione che avevano per i conteggi e l'astronomia, erano giunti a suddividere l'anno in 360 giorni + 5. Orbene, ciascuno dei quattro lati della piramide ha 91 gradini che, sommati insieme, compresa la piattaforma del tempio in alto produce un totale di 365 punti. Durante gli equinozi, il sole colpisce lo spigolo nord-ovest della piramide e proietta una serie di ombre triangolari creando l'illusione di un serpente che striscia sul profilo della piramide e che culmina con la testa scolpita ai piedi della scalinata. Effetto voluto o casuale, le suggestioni che ispira quel luogo sono molteplici.
Paradossalmente, Chichen Itza riesce a essere anche un nonluogo dove migliaia di visitatori in transito consumano ogni giorno un anonimo rito turistico, corredato dall'ampia gadgettistica in vendita nelle ubique bancarelle.
Eppure, come accade con tutti gli antichi insediamenti Maya visitati, basta attendere il deflusso dei pullman, ritagliarsi uno scorcio libero dalle sagome sgargianti di altri "forestieri", e ci rendiamo conto di essere un turista solo agli occhi di altri turisti: il paesaggio ci invita a integrarsi in esso, fino a sentirci anche noi abitanti di quel luogo.

L'ORO DEI MAYA

L'oro dei Maya, per la cronaca, non è mai esistito. Ma se così non fosse, oggi si chiamerebbe turismo. Yucatan e Messico si confermano nella top 10 del turismo italiano e le cifre previste nel 2016 parlano di oltre 200mila visitatori che hanno scelto di trascorrere una vacanza nel Paese del Centroamerica. Una destinazione che colma il vuoto lasciato dal crollo di altre mete adagiate su litorali cristallini, considerate oggi poco sicure. Riviera Maya è oggi il brand di una vacanza che unisce relax, mare caraibico, archeologia, oasi naturali, gastronomia eccellente, oltre alla movida sfrenata di Playa del Carmen.
Da Cancùn a Tulum, 200 chilometri di costa costellata resort e villaggi all inclusive, fino alla riserva della biosfera di Sian Ka'an. Ma se Cancùn, una lingua di sabbia il cui unico insediamento era un piccolo villaggio di pescatori, è diventata nel giro di 50 anni la "Las Vegas messicana" (con 1 milione di abitanti), lo sviluppo di Playa del Carmen è maggiormente influenzato dal vecchio continente. Italiani in primis. Da qui il tentativo di contenere l'espansione verticale con un'ordinanza per la quale ogni edificio non poteva superare il limite di tre piani, ormai esteso a cinque (persuasive lusinghe dell'industria alberghiera). La movida è qui: il suo cuore è la Quinta Avenida, il suo club è il Coco Bongo. Una zona pedonale che si estende a un isolato di distanza dalla spiaggia ed è un susseguirsi di negozi, hotel, bar e ristoranti, taquerias. Uno dei più celebri club notturni al mondo, dove coreografie, musica, show e servizio fanno sì che la fama sia assolutamente meritata (ingresso $ 80, con open bar).

Un paio di chilometri più a sud l'ambiente si acquieta. Stessa spiaggia, stesso mare, ma all'interno del comprensorio di Playacar il relax è sovrano. Lasciata alle spalle Gringolandia, i resort qui possono creare anche atmosfere più raccolte. E' il caso del Settemari Club Viva Azteca, duecentosettanta camere immerse nella vegetazione tropicale, dove è ancora possibile scorgere qualche schivo agutì e piccole iguane. Sport acquatici, animazione, giochi e spettacoli serali intrattengono gli ospiti di tutte le età (non manca il mini-club per i bambini). Ma anche la possibilità di partecipare a escursioni come quelle verso le lagune verdi della Biosfera di Sian Ka'an (oggi Patrimonio Unesco) o in catamarano fino a Isla Mujeres, tuffandosi a fare snorkeling sulla barriera corallina.

INFO VIAGGIO

Con Settemari, soggiornando al SettemariClub Viva Azteca: quote per 7 notti con trattamento all inclusive, volo e trasferimenti inclusi a partire da euro 1.175 a persona. Minitour Yucatan –  proposta che coniuga svago e relax con la scoperta del mondo maya, visitando i più celebri siti archeologici dello Yucatan: quote a partire da euro 1.521 a persona.
Voli comodi e a prezzi competitivi con Blue Panorama Airlines, che offre l'unico collegamento diretto per Mérida da Milano Malpensa, con un volo settimanale (Milano-Mérida: a partire da 792 euro a/r). La compagnia aerea, leader sui Caraibi, vola anche da Roma e Milano su Cancun.

FonteThe Travel News

‘Dieci prugne ai fascisti’. A Cori le ‘Confessioni di uno scrittore’ con la giovanissima Elvira Mujčić

Sabato 2 Luglio, alle 18:30, presso la Biblioteca civica 'Elio Filippo Accrocca', l'ultimo appuntamento con la rassegna letteraria che offre la possibilità di ascoltare dalla voce degli autori le storie e i percorsi che si nascondono dietro ogni libro.

Termina la rassegna letteraria 'Confessioni di uno scrittore', l'iniziativa che offre la possibilità di ascoltare dalla voce degli autori le storie e i percorsi che si nascondono dietro ogni libro,  organizzata dalla Libreria 'Voland' di Cisterna di Latina, in collaborazione con l'Associazione culturale 'Arcadia' e il Comune di Cori.

L'ultimo appuntamento è per sabato 2 Luglio, alle ore 18:30, presso la Biblioteca civica 'Elio Filippo Accrocca', in compagnia di Elvira Mujčić, giovanissima scrittrice, interprete e traduttrice, classe 1980, nata in Serbia e vissuta in Bosnia e in Croazia, prima di trasferirsi a Roma, dove abita tuttora. Con lei interverrà Giulio Mazzali. Al termine verrà offerto ai presenti un aperitivo.

Elvira Mujčić presenterà a Cori il suo ultimo libro 'Dieci prugne ai fascisti' (Elliot Editore). Nella famiglia di Lania, la nonna rappresenta il solido fulcro intorno al quale ruota l'asse familiare. Un giorno la donna chiede di poter essere sepolta un domani nella sua terra, ma la faccenda non è così semplice e dà origine a una catena, al limite del comico, fatta di manovre, equivoci, scontri e progetti che terranno tutti occupati per mesi.

Eppure, quando sette anni dopo la morte arriva davvero, la macchina organizzativa, così a lungo oliata, s'inceppa via via in modo grottesco e inaspettato. Perché non si tratta di una famiglia qualsiasi ma di esuli fuggiti dalla Bosnia in guerra ed emigrati in Italia negli anni Novanta, che hanno portato con sé un'eredità ricca di memorie e resistenza ma anche il peso di una tragedia taciuta e mai superata.

Il ritorno in patria per Lania, sua madre e i suoi due fratelli, al seguito del feretro verso la terra natia, si trasforma così in un viaggio a ritroso nel tempo, costellato di incontri bizzarri e di imprevisti, in una migrazione al contrario che ha come destinazione la riconquista della propria storia e di una nuova vita.

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

Incontro tra Generazioni 1966/2016: inizia il 50ennale degli Sbandieratori dei Rioni di Cori

Domenica 3 Luglio, dalle ore 15:00, il primo degli eventi organizzati dai maestri dell'arte del maneggiar l'insegna per il 50° anniversario della loro fondazione. In programma: mostra fotografica multimediale, presentazione del libro di Marco Malossi, santa messa celebrata dal Vescovo Crociata e il saggio di gruppo.

Gli Sbandieratori dei Rioni di Cori, primo gruppo nato nell'Italia centrale, danno inizio ai festeggiamenti per il 50° anniversario della fondazione, con il primo degli eventi in programma nel corso dell'anno. Domenica 3 Luglio, l'area del Complesso Monumentale di S.Oliva, ospiterà l'attesissimo Incontro tra Generazioni 1966/2016.

Prima però, alle ore 15:00, a Palazzetto Luciani, l'inaugurazione della mostra fotografica multimediale 'Passaggi di Tempo'. Le foto più significative delle partecipazioni dei Rioni alle 1.200 rassegne nazionali e ai 150 festival internazionali in tutti i continenti. È sulla base delle prime esperienze all'estero dei Rioni che nel 1974 si tenne il 1° Festival della Collina® – Incontri con il Folklore Internazionale - e per la prima volta Cori aprì al mondo le sue porte. Il Festival della Collina si ripeterà per XXXIII edizioni.

A seguire, Marco Malossi presenterà il suo nuovo libro dedicato al mondo degli Sbandieratori, 'Pensieri oltre la linea'. Anche il ricavato di questo suo terzo volume andrà in beneficenza a favore dei più piccoli e bisognosi. Alle ore 17, nella Chiesa di S.Oliva, il Vescovo della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno,       Mons. Mariano Crociata, celebrerà la santa messa.

Alle ore 18, Piazza Sant'Oliva si riempirà di Alfieri. Sarà un'occasione unica per rivedere all'opera alcuni di quegli oltre 300 'ragazzi' che hanno fatto la Storia dei Rioni in questi 5 decenni, ma anche per ripercorrere l'evoluzione della bandiera (strumento militare, simbolo religioso, giuoco) e della scuola di sbandieramento corese, uno stile esclusivo, che più di tutti si avvicina all'antica arte del maneggiar l'insegna, coniugando tradizione e innovazione.

In 110 vestiranno i costumi rinascimentali frutto di attenta ricostruzione storica, per dare vita ad un suggestivo ed emozionante spettacolo. I fondatori, tra cui il primo Presidente Giovanni Pistilli, passeranno il testimone ai bambini del Progetto Giovani. Le squadre anni '70, '80, '90, 2000-'10, si alterneranno tra progressione, cerchio, schermaglia, esibizione a due bandiere, cuneo, parte acrobatica e coreografie integrate con la fanfara dei musici. Infine la girandola intergenerazionale. Ci sarà spazio per ricordare coloro che non ci sono più.

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

giovedì 30 giugno 2016

ANDREA DI GIOVANNI “HOLD ME ONCE MORE” È IL NUOVO SINGOLO USCITO IL 15 GIUGNO

 
Il delicato rapporto fra un padre ed un figlio raccontato in musica attraverso un sound electro-pop di grande impatto.
 
Hold Me Once More” è una canzone che descrive il rapporto fra il cantante e suo padre durante l’età infantile, ponendo luce sulla mancanza di affetto e comunicazione percepite all’interno di esso.
Vengono infatti raccontate le fragili dinamiche createsi durante la sua infanzia all’interno dei rapporti familiari.
 
«Ho cominciato a sentirmi molto arrabbiato. Le parole di questo brano sono dirette, senza fronzoli, ed esprimono quello che ho vissuto e sentito ai tempi; parole che non ho mai avuto il coraggio di dirgli di persona». Andrea Di Giovanni
 
 
 
Questo singolo sarà contenuto nell’ EP “Soultrip”, che affronta tematiche molto insite all’esperienza personale dell’artista e che contiene i due singoli “I’ll Take Care Of Myself’” uscito ad aprile, e “Hold Me Once More” più tre nuovi brani: "Destroyed”, “Save Me From My Tears” e “Back To You”.
Il suono dell’EP è Electro / Pop / Soul, le influenze principali sono Jess Glynne, Sam Smith, Troye Sivan, Coldplay e Adele, e gravita intorno al contrasto tra testi profondi e un up-beat electro. L'ultimo brano è stato prodotto dal pianista e musicista Ian Sillett che si è esibito con artisti come Paul McCartney, Joan Armatrading, Mark Knopfler, Beverley Knight, Jamelia e Sugababes.
 
 
 
BIO
Andrea Di Giovanni ha 21 anni ed è un artista emergente Electro-Pop. Nato a Roma, vive a Londra da 3 anni.
Nel 2013 partecipa al serale di Amici di Maria de Filippi.
Nel 2014 forma la sua prima band ed inizia ad arrangiare i suoi inediti andando verso un suono funk/pop.
Con la band si esibisce a Londra in diverse location: 229-The Venue, O2 Academy Islington, O2 Shepherds Bush Empire, Upstairs @ Ronnie’s, The Troubadour and The Underbelly.
Nel 2015 decide di cambiare direzione e combinare il pop con la musica elettronica. All’inizio del 2016 inizia a produrre con Marco Casaluce il primo EP “Soultrip” che uscirà il 15 luglio.
L’EP ha un tema centrale: il viaggio all’interno delle emozioni più profonde dell’artista, da un luogo molto vulnerabile a una consapevolezza di sé più forte. Mostra prospettive e sentimenti differenti, dalla relazione difficile con il suo ex-ragazzo a un uomo che ha imparato a prendersi cura di sé. Il messaggio che si vuol dare è quello per cui solo passando attraverso il dolore impari a essere forte.
Condividendo la sua storia, il cantante si augura di aiutare i giovani membri della LGBT Community a esprimersi, accettarsi e rispettare se stessi.
Sam Smith e Jess Glynne sono stati le maggiori influenze nella scrittura.
L’idea ultima è quella del contrasto tra la forza e la vulnerabilità, la parte maschile e la parte femminile, dolore e sollievo.
 
Contatti e social:
 
 
 
 
 
YouTube - AndreaDiGiovanniVEVO: https://www.youtube.com/user/AndreaDiGiovanniVEVO
 
 
 
 
 
 

Comunicato Stampa AiFOS: un percorso formativo sul primo soccorso

 
Comunicato Stampa
 
Conoscere il primo soccorso: ieri, oggi e domani
 
Un percorso culturale-formativo il 9 settembre a Castiglione dello Stiviere (MN) e Rodengo Saiano (BS) per conoscere l'evoluzione del primo soccorso dalla battaglia di Solferino e dalle trincee fino ai defibrillatori.
 
Le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso non sono solo uno degli elementi portanti della gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008), ma contribuiscono a creare, in ogni luogo, ambienti di vita e di lavoro sani e sicuri.
Tuttavia perché un sistema di primo soccorso sia efficace, è necessaria una particolare attenzione alla formazione degli addetti. Una formazione che tenga conto anche dell'evoluzione che le tecniche di intervento hanno avuto nel tempo.
 
Come è cambiata l'organizzazione del soccorso dalla battaglia di Solferino e San Martino ad oggi? Rispetto alle trincee della prima guerra mondiale cosa è cambiato nelle tecniche e negli strumenti del primo soccorso? Come si è evoluta la tecnologia e l'apporto del soccorritore?
 
Per rispondere a queste domande e favorire un arricchimento culturale in tutti coloro che vogliono migliorare le proprie conoscenza in materia di primo soccorso, l'Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) promuove un innovativo percorso culturale-formativo dal titolo "Primo soccorso ieri oggi e domani. Percorso culturale dalla Battaglia di Solferino alla trincea all'utilizzo del defibrillatore". Un percorso che si terrà il 9 settembre 2016 tra Castiglione delle Stiviere (MN) e Rodengo Saiano (BS) e che prevede visite in alcuni musei, visione di filmati e attività di brainstorming e debriefing con formatori AiFOS.
La giornata sarà inoltre un'occasione di aggregazione, scambio, condivisione di valori, conoscenze e costruzione di team building fra i partecipanti.
 
Il percorso parte alle ore 9.00 presso il Museo della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere. Un museo che testimonia le circostanze che ispirarono Henry Dunant nella creazione di quella che oggi è la più grande organizzazione umanitaria internazionale, la Croce Rossa. Nata nel 1863 a Ginevra, fu il risultato di un'idea suggerita dalla generosità della popolazione di Castiglione nel prestare soccorso a migliaia di feriti della battaglia di Solferino e San Martino (24 giugno 1859). Nel museo sono presenti documenti e strumentazioni di soccorso che illustrano l'attività della Croce Rossa dalla sua nascita ai giorni nostri.
La mattinata si conclude con una fase di debriefing, un processo in cui le persone sono condotte ad una discussione, ad un'analisi di quanto esperito e visto.
 
Il percorso riprenderà dal MUSIL, il Museo dell'Industria e del Lavoro di Rodengo Saiano, dove è stata allestita una ricostruzione di una trincea della prima guerra mondiale in cui sarà possibile muoversi sperimentando le difficoltà, anche in materia di soccorso, in questo contesto. Nel pomeriggio verranno inoltre verranno visualizzati dei brevi documentari messi a disposizione dagli organizzatori del museo.
La giornata sarà conclusa con una panoramica che spazierà dai primi mezzi utilizzati nel primo soccorso, visti durante la mattinata a Castiglione, passando per le maschere antigas della Prima Guerra Mondiale, fino ad arrivare all'utilizzo odierno del defibrillatore.
 
Il percorso culturale-formativo "Primo soccorso ieri oggi e domani. Percorso culturale dalla Battaglia di Solferino alla trincea all'utilizzo del defibrillatore" si terrà, dunque, con partenza dal Museo della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere (MN) alle ore 9.00 del 9 settembre 2016.
 
Il programma della giornata:
 
9.00 Ritrovo a Castiglione delle Stiviere presso il Museo della Croce Rossa Italiana
9.1510.15 Visita al Museo della Croce Rossa Italiana a cura del personale interno del museo
10.1511.15 Brainstorming con formatore AiFOS
11.15 Break
11.45 Visita della sezione lettighe
12.15 Debriefing con formatore AiFOS
 
PRANZO
 
15.00 Arrivo al MUSIL di Rodengo Saiano
15.15 16.30 Visita alla Trincea a cura della guida del museo
16.30 Break
16.45 Filmati MUSIL
17.30 Chiusura con formatore AiFOS
 
Questo è il link per il programma e l'iscrizione all'evento:
 
A tutti i partecipanti alla giornata formativa verrà consegnato un Attestato di presenza valido per il rilascio di 4 crediti per ASPP e RSPP oppure 4 crediti per Formatori seconda area tematica (rischi tecnici).
 
Per informazioni e iscrizioni al percorso formativo:
Direzione Nazionale AiFOS: via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia - tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it - convegni@aifos.it   
 
 
30 giugno 2016
 
 
Ufficio Stampa di AiFOS
 
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comunicato stampa By green lifestyle

Betulla green lifestyle sbarca in Italia con un progetto di franchising tecno-green

30 giugno 2016

Grazie alla lunga e consolidata esperienza nella gestione e nello sviluppo di prestigiosi brand a livello internazionale, Dott.ssa Cristina Marsan, Business designer, svilupperà il brand in Italia per conto di Giancarlo Siajusa, noto industriale romano.
Un nuovo concept green verrà presentato in autunno dando la possibilità a nuovi investitori di far parte del nuovo modello di business, dove il food e il made in Italy sono i protagonisti con la loro unicità.
Il mercato di riferimento riguarda il turismo coinvolgendo tutte le strutture ( ristorante, hotel, resort, spa, palestre,..) e rivolgendosi a una nuova generazione di country citizens, esigenti ed informali, attenti al tema della sostenibilità. Cercano una qualità superiore interpretata con uno spirito originale e attento. Possiedono una visione fortemente ispirata al presente e cercano di circondarsi di elementi naturali, amano la scoperta/ri-scoperta di sapori, gusti e culture dei territori, amano viaggiare e apprendere.
Betulla green lifestyle diventa By green lifestyle che assicurerà attenzione alla qualità e al servizio ai turisti in Italia attraverso i partners che sposeranno il nuovo concept.

Per ulteriori informazioni :
By green lifestyle
Email: info@greenlifestyle.it

Disagio psichico e cucina nella gara I sapori dei briganti. A Caiazzo pranzo finale e premiazioni dei piatti migliori (Comunicato Stampa)

Distinti saluti.

Ufficio Stampa Cooperativa Sociale Beta.


Cooperativa Sociale Beta

Disagio psichico e cucina nella gara I sapori dei briganti

A Caiazzo pranzo finale e premiazioni dei piatti migliori

 

Caiazzo (Caserta), 30 giugno 2016 – Gara gastronomica "I sapori dei briganti", pranzo di premiazione tenuto il 29 giugno. L'atto finale del concorso promosso dalla Cooperativa Sociale Beta nell'ambito del Progetto Meglio Insieme. Giornata conclusiva per il concorso "I sapori dei briganti", organizzato dalla Cooperativa Sociale Beta in collaborazione con il gruppo di coordinamento del progetto riabilitativo Meglio Insieme. Mercoledì 29 giugno si è svolto, infatti, presso il ristorante La Taverna dei Briganti, a Villa Icaro, in via Santa Cristina n. 8, la cerimonia di premiazione e l'assaggio delle prelibatezze preparate nelle due giornate di gara del 16 e del 23 giugno.

Il concorso, aperto alle persone socialmente svantaggiate, ha visto in gara cinque strutture riabilitative: le due SIR di Sant'Antimo e di Acerra, la U.O.S.M. di Capua, e le due case alloggio di Galluccio e di Caiazzo. Due le tappe: la prima riservata ai "primi piatti" il 16 giugno; l'altra ai "secondi" il 23 giugno. Gli utenti hanno proposto, secondo il loro punto di vista, piatti tipici della cucina del territorio.

La giuria, chiamata a esprimersi e a decretare i vincitori, era composta del dottore Aniello Sacco (Coordinamento Socio Sanitario dell'ASL di Caserta), del dottore Emanuele Del Castello (psicologo dell' U. O. S. M. di Capua), di Fiore Marro (presidente dei Comitati delle Due Sicilie). Commissario di cucina è stato il cuoco Ennio Caprio Nono, consigliere nazionale della Federazione Italiana Cuochi e fondatore dell'Associazione Cuochi Casertani.

Durante il pranzo finale, al quale ha preso parte il sindaco di Caiazzo, Tommaso Sgueglia, sono stati premiati i migliori piatti in concorso: spaghetti "alla Pulcinella", maccheroni "lardiati" e cotoletta alla "Musolino".

Musica e balli tradizionali hanno condito una giornata che si è svolta all'insegna del divertimento e della socialità.

Ospiti della giornata conclusiva: la dottoressa Rossana Aglione (Coordinamento sociosanitario dell'ASL di Caserta), il dottore Gaetano Rossi (direttore della U.O.S.M. di Caserta) e la dottoressa Caterina Fusco (direttrice sanitaria delle SIR Spartaco, Gladiatore e Pulcinella di Sant'Antimo e Acerra).

L'iniziativa si è, dunque, conclusa con piena soddisfazione degli organizzatori. La gara è diventata un importante momento per approfondire e rafforzare le relazioni interpersonali e l'integrazione con la società, per sviluppare l'autonomia e migliorare la partecipazione, l'interesse e il coinvolgimento degli utenti alle attività proposte, favorendo l'acquisizione graduale di alcune tecniche e di abilità di base, l'impegno e la capacità di lavorare in gruppo.

La gara rientra nel progetto Meglio Insieme, il quale, coordinando diverse cooperative sociali, si occupa della pianificazione e della realizzazione di un ricco e variegato programma di riabilitazione, che comprende attività sportive, musicali, teatrali, iniziative culturali e visite guidate. Il programma tende ad ampliare l'offerta riabilitativa proposta dalle singole strutture, rendendola, altresì, più selezionata ed efficiente.

La Cooperativa Beta, gestita dalla dottoressa Francesca Giannini e dal presidente Luigi Principio, rientra in questo progetto occupandosi soprattutto della formazione professionale dei soggetti socialmente svantaggiati, svolgendo attività di formazione professionale nel campo della ristorazione.

Le altre cooperative protagoniste sono: Mercurio D'Oro, Aria Nuova, Sirio, Iride, Santiago, facenti capo al Consorzio Icaro.


Nelle immagini:

Caterina Fusco Fiore Marro Pasquale D'Antimo Francesca Giannini Gaetano Rossi Rossana Aglione

Luigi Principio e Francesca Giannini

 

Se ritenete, inviate un avviso di avvenuta pubblicazione presso: cooperativabeta1@gmail.com

 

Ufficio Stampa Cooperativa Sociale Beta

Tel  +39 3467669114 La dottoressa Francesca Giannini è disponibile a fornire ulteriori informazioni in merito all'evento in oggetto.

Fax  +39 0823890232

Casella e-mail: cooperativabeta1@gmail.com

 

Ulteriori informazioni e fotografie anche sulla pagina Facebook: Progetto Meglio Insieme




IN USCITA A GIUGNO IL SILLOGE DI STEFANO LABBIA - "GLI ORARI DEL CUORE" EDITO DA CASA EDITRICE LEONIDA.

COMUNICATO STAMPA


La casa editrice Leonida annuncia l'uscita del volume "Gli Orari del Cuore" scritto dall'autore epoeta Stefano Labbia.

Prima raccolta di liriche del giovane scrittore, classe 1984, di origine brasiliana ma nato nella Capitale d'Italia, che ha composto e raccolto le poesie scritte di suo pugno tra l'adolescenza e la maturità.

Amore, satira politica, vita e città che hanno avuto un'importanza nella crescita dell'autore, si intrecciano in maniera perfetta e vengon da lui così soavemente descritte da risultare profonde e vivide agli occhi di chi legge.

Dicono di lui: "con le sue composizioni, Stefano Labbia rende il sentimento del suo oscuro sentire - attorno a cui si affastellano brani di memoria, considerazioni e interrogativi continui - così tangibile, da donare ogni volta parte di sé nelle sue liriche. Tutto tra apparizioni di luoghi, persone,
natura incontaminata e paradisiaca, emozioni ritrovate o perdute per sempre, evitando qualunque forma di retorica, caratteristica dei poeti del millennio in cui viviamo."

La prefazione del volume è a firma del filosofo Valerio Di Lorenzo, che introduce caparbiamente la poetica dell'autore.

La scheda del libro:

Il libro è in vendita sul sito della Casa Editrice Leonida (http://www.editrice-leonida.com/), presso le librerie su territorio italiano e nei principali store online.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la Casa Editrice Leonida al seguente indirizzo mail: leonidaedizioni@libero.it o scrivendo a: Leonida Edizioni – via S. Nicola Strozzi, 47 – 89135 Gallico di Reggio Calabria.

Cori: Domenico Gallo spiega le ragioni del NO al referendum costituzionale

L'incontro pubblico si terrà lunedì 4 Luglio, alle ore 18, nella sala consiliare del Comune di Cori. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Lunedì 4 Luglio, alle ore 18:00, presso l'aula consiliare del Comune di Cori si terrà un incontro pubblico per illustrare alla cittadinanza i motivi per i quali dovrebbero votare NO al referendum costituzionale del prossimo Ottobre. L'iniziativa è organizzata dal 'Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione' al quale ha aderito la sezione locale 'Enrico Berlinguer' del Partito Comunista Italiano.

Al dibattito interverrà l'Onorevole Domenico Gallo, magistrato e attuale giudice della Corte di Cassazione, collaboratore di diversi quotidiani e riviste, autore e coautore di numerosi libri, da sempre impegnato nel mondo dell'associazionismo e del movimento per la pace, già Senatore della Repubblica per una legislatura e attivo nei comitati per la difesa della Costituzione.

Il vero obiettivo della riforma Renzi-Boschi è lo spostamento dell'asse istituzionale a favore dell'esecutivo, in sinergia con la legge elettorale «Italicum» già approvata. Un combinato disposto che avrà come unico risultato l'azzeramento della rappresentatività del Senato e l'indebolimento radicale della rappresentatività della Camera dei Deputati, con conseguenti ripercussioni sull'assetto generale dei rapporti tra i poteri dello Stato.

Ballottaggio, premio di maggioranza alla singola lista, soglie di accesso, voto bloccato sui capilista consegneranno la Camera nelle mani del leader del partito vincente, anche con pochi voti, nella competizione elettorale, secondo il modello dell'uomo solo al comando, in totale antitesi all'originaria architettura costituzionale fondata sulla sovranità popolare, sulla partecipazione democratica, sulla rappresentanza politica, sull'equilibrio dei poteri.

LE RAGIONI DEL NO ALLA DEFORMA DELLA COSTITUZIONE. Non supera il bicameralismo, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e nuovo Senato. Non semplifica, moltiplica i procedimenti legislativi e incrementa la confusione. I costi della politica potevano essere veramente tagliati in altri modi, visto che il nuovo Senato farà risparmiare solo un quinto della spesa attuale. Non innova, anzi conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie.

È illegittima, perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. Non garantisce la sovranità popolare e l'equilibrio tra i poteri costituzionali, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) concentra il potere, con il premio di maggioranza, condizionando anche gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale).

Marco Castaldi

Addetto Stampa & OLMR

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