sabato 1 dicembre 2012

LA TARANTO DEI TALEBANI E LA CADUTA DEGLI DEI.

LA TARANTO DEI TALEBANI E LA CADUTA DEGLI DEI.

Il progresso, si sa, porta sviluppo tecnologico e sociale, ma produce anche inquinamento. Inquinamento prodotto dalle industrie, prodotto dalla circolazione dei veicoli, prodotto dal riscaldamento domestico. In inverno, spesso, si sente che le grandi città limitano la circolazione dei veicoli e l’uso del riscaldamento domestico, connubio velenoso, per render più respirabile l’aria. Proprio a Taranto l’ex sindaco Rossana Di Bello emise un’ordinanza di divieto al transito in città alle corriere della Sud Est che portavano i pendolari dalla provincia. Nei paesi sottosviluppati dove si muore ancora di fame il problema dell’inquinamento non esiste: aria pura e panza vuota. Ecco perché a nessuno verrebbe in mente di vietare i riscaldamenti o impedire la circolazione dei veicoli per le strade urbane ed extraurbane, ne tanto meno si proverebbe a chiudere qualsiasi attività economica, che direttamente o indirettamente produce inquinamento. Certo è che vige un principio: tutta quanto è dannoso deve stare lontano da noi, in casa d’altri!! Purtroppo spesso gli altri siamo noi e dobbiamo farci una ragione. Ovviamente non manca chi auspica la giunglalizzazione delle città, ma, per fortuna, ancora sono in pochi.

Inoltre, c’è da considerare un altro aspetto, a proposito di inquinamento, non c’è solo l'Ilva e non c’è solo Taranto. Ma anche Gela, Priolo, Bagnoli, Porto Torres, le miniere dell'Iglesiente, Marghera e decine di altri siti industriali ancora in funzione o abbandonati. Quelli di interesse nazionale sono 57. Da una stima approssimativa, per la bonifica servirebbero 30 miliardi di euro, ma nel bilancio del ministero dell'Ambiente, alla voce "bonifiche" sono disponibili 164 milioni. E la salute delle persone che lavorano negli impianti ancora in funzione, quelle che vivono nelle vicinanze, cosa rischiano? Nessuno osa negare, compresi i dirigenti e i proprietari delle aziende, che qualche problema c'è. E il perenne ricatto è: bonificare vuol dire chiudere la fabbrica e mandare a casa decine di migliaia di lavoratori. Ma cosa si è fatto nel passato, cosa si fa oggi e quali sono i programmi futuri per sanare i siti? Una cosa da non dimenticare: le persone coinvolte sono più di 6 milioni. In Italia si calcola che i siti potenzialmente inquinati siano circa 13 mila e di questi 1.500 impianti minerari abbandonati, 6 mila e 500 ancora da indagare e 5 mila sicuramente da bonificare. Poco meno di 13 mila siti sono di competenza regionale (dai distributori di benzina alle piccole fabbriche che lavorano i combustibili), mentre 57 sono sotto la giurisdizione statale. Questi ultimi sono definiti dalla sigla SIN, vale a dire Siti di Interesse Nazionale.

Allora ci si chiede: perché si parla tanto e solo di Taranto e di ILVA?

«Perché a Taranto ci sono i “talebani”, ossia chi non sente ragioni contrarie alle proprie – spiega il dr Antonio Giangrande, presidente della “Associazione Contro Tutte le Mafie” e scrittore-editore dissidente, che proprio su Taranto ha scritto un libro. – Quelli che nel privilegio dell’impiego pubblico si dedicano alla pseudo tutela dell’ambiente. Questi, nel nome della tutela della salute, non chiedono la sanificazione dell’Ilva, ma pretendono la sua chiusura. Non dell’Eni o della Cementir, anch’esse gravemente inquinanti: no, dell’Ilva. Questi che vogliono la chiusura dell’Ilva sono nati con l’Ilva o dopo che questa ha iniziato a produrre. Sono cresciuti con essa ed anche grazie ad essa. Però, si sa, non c’è gratitudine in questo mondo. E’ vero che sin da piccolo (ed i decenni son passati) quando mi apprestavo ad entrare in Taranto, la città da lontano la vedevo avvolta da una cappa di fumo, ma è anche vero che con l’Italsider (odierna Ilva) la gente non emigrava più. Tutti lavoravano in Ilva e tutti lavoravano per l’Ilva. Taranto senza l’Ilva e le altre grandi industrie sarebbe solo una città di cozzari. Ripeto. Non c’è gratitudine.

Affianco agli ambientalisti di maniera troviamo chi da operaio è stato traviato dall’azienda e per gli effetti gli si ritorce contro. Troviamo ancora il capo della procura con i suoi sostituti e l’ufficio del Gip-Gup che, in generale dai dati elaborati in Italia, delle procure è la longa manus. Uomini della Procura che nell’inerzia quarantennale ha deciso di essere deus ex machina senza controllo alcuno e di decidere, da uomini soli, per un’intera nazione.

A proposito degli ambientalisti sprono della magistratura. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, e il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti hanno fornito i dati dello studio del progetto “Sentieri”. Nel periodo 2003-2008 a Taranto è stato rilevato un aumento del 24% dei tumori del fegato e dei polmoni, del 38% per i linfomi e del 38% per i mesoteliomi. Bonelli e Marescotti hanno dichiarato “Il dato veramente preoccupante è quello dei bambini, per i quali si registra un +35% di decessi sotto un anno di età e per tutte le cause. Per quanto riguarda le morti nel periodo perinatale +71%. Questi sono i dati dell’aggiornamento che il ministro Balduzzi non ha voluto comunicare perché diceva che erano in fase di elaborazione. E’ falso perché questi dati sono stati elaborati, stampati e comunicati alla procura della Repubblica il 30 marzo di quest’anno”. Corrado Clini sostiene che questi dati siano falsi. Per questo motivo ha dato mandato all’avvocatura dello Stato di procedere nei confronti di Bonelli, che ha ripetutamente accusato il ministro dell’Ambiente di nascondere i dati sulla mortalità e di fornire informazioni false sullo stato della salute degli abitanti di Taranto. Clini ha detto “Fra l’altro mi preoccupa la diffusione di notizie false che generano allarme tra la popolazione e mirano a intimidire le autorità competenti in materia di protezione ambiente e tutele della salute”.

Certo è che l’annunciata chiusura dell’Ilva di Taranto potrebbe rappresentare uno dei più grandi disastri industriali e sociali del nostro Paese degli ultimi anni, così come il suo funzionamento sembrerebbe esserlo stato per le condizioni di salute della città. E’ questa la considerazione che viene più spontaneo fare di fronte ai numeri sconvolgenti che lo stop degli altoforni di Taranto potranno portarsi come conseguenza più immediata. D’altronde stiamo parlando di un’azienda che rappresenta il 20esimo gruppo siderurgico del mondo, e dunque non è difficile immaginare l’impatto che ci sia sull’economia nazionale, sia in termini occupazionali che finanziari. E cominciamo allora proprio da qui, dal mettere in fila le prime drammatiche cifre sugli effetti umani e sociali di una sempre più probabile serrata dell'Ilva. Nella sola zona di Taranto andrebbero in fumo circa 12mila posti di lavoro, che rappresentano gli addetti diretti allo stabilimento, cifra che sale però a quota 20mila se si considera l’indotto. Quello di Taranto infatti rappresenta il più grande sito produttivo siderurgico d’Europa e allo stesso tempo lo stabilimento industriale con più addetti in Italia. Un particolare non da poco se si pensa che sorge in un contesto cittadino dove recenti statistiche parlano di un tasso di disoccupazione che viaggia intorno al 30%. In pratica chiudere l’Ilva potrebbe significare mettere in ginocchio l’economia di Taranto e a cascata di altre zone della Provincia e della Regione Puglia, visto che dei citati 12mila addetti diretti, solo 4mila sono tarantini, mentre gli altri vengono da fuori. Ma le conseguenze negative non finiscono qui sul fronte occupazionale, perché lo stop di Taranto si porta come conseguenza il blocco della produzione anche del sito Ilva di Genova, dove altri 1.760 dipendenti sono in agitazione perché vedono a rischio il proprio posto di lavoro. E il fatto che la chiusura dello stabilimento di Taranto si porti dietro conseguenze occupazionali così pesanti, si lega, come accennato, al rilievo che la sua produzione di acciaio riveste per l’intera economia italiana. Secondo i dati forniti dalla Confindustria pugliese infatti, la capacità produttiva di circa 10 milioni di tonnellate l’anno di acciaio che arrivano da Taranto, rappresentano circa il 40% del fabbisogno nazionale. Se l’Italia dovesse essere costretta a importare quantità di questo rilievo, andrebbe incontro ad una spesa del valore di circa 9 miliardi di euro. Una cifra che rappresenta circa un punto di Pil nazionale, e il 7-8% del Pil regionale pugliese. Un vero e proprio disastro economico dunque per il nostro Paese, che rischia, come accennato, di sfociare in dramma sociale a Taranto, dove monta la rabbia degli operai rimasti senza lavoro dalla sera alla mattina.

Ma chi vive sulle spalle degli altri con la busta paga pubblica degli operai se ne fotte (l’intercalare spiega bene l’idea).

Gli operai, talebani anche loro. Pronti a marciare su Taranto o a bloccare la circolazione dei veicoli, usando violenza sui malcapitati che si son trovati a passar dalle loro parti. Spintoni o gomme tagliate per chi non solidarizza con loro. L’esasperazione dirà qualcuno. In Italia, infatti, lavorano solo 23 milioni di persone e il nostro è il paese europeo col minor tasso di occupazione. In compenso, come è noto, abbiamo 16 milioni di pensionati oltre a un bel po' di disoccupati e un sacco di altra gente che il lavoro manco lo cerca. E' emergenza disoccupazione. Secondo le ultime stime provvisorie dell'Istat il tasso generale si è attestato all'11,1%. Per questo quando si dice che l'Italia lavora, non è vero. L’Italia non lavora e se ne fotte degli altri, ma il punto è che non vota sfiduciata da questa politica. Mai così tanti disoccupati, mai così tanti non votanti. C’è difetto di rappresentanza e la contrapposizione tra interessi è l’effetto.

Per questo motivo, nel venire incontro a tutti gli interessi in campo il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri "stabilisce che la società Ilva abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell'Aia". Il rilascio a ottobre 2012 da parte del Ministero dell'Ambiente dell'autorizzazione integrata ambientale ha anticipato gli obiettivi fissati dall'Unione europea in materia di BAT - best available technologies (tecnologie più efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilità ambientale della produzione) di circa 4 anni. Con il provvedimento  - spiega il comunicato di Palazzo Chigi - all'Aia è stato conferito lo status di legge, che obbliga l'azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall'Aia. "I provvedimenti di sequestro e confisca dell'autorità giudiziaria - spiega ancora il comunicato stampa - non impediscono all'azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione". "L'Ilva - spiega il comunicato stampa - è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell’autorizzazione ambientale". Palazzo Chigi definisce il decreto legge "un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali, il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunità locali interessate, e la tutela dell'occupazione". "In questo modo - prosegue la nota - vengono inoltre perseguite in maniera inderogabile le finalità espresse dai provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria".

Il Cdm stabilisce che la società "abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell'Aia (sei anni). L'Ilva è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni. Le bozze del decreto sono state continuamente limate e ritoccate nel corso del Consiglio. Importante era evitare lo scontro frontale con la magistratura. Confermata, l'introduzione di una 'figura di garanzia', una 'figura terza' che possa dare fiducia a tutte le parti coinvolte: non un commissario ma un 'garante' che vigili sull'applicazione rigorosa ed efficace delle prescrizioni Aia. "Il garante - ha spiegato il sottosegretario Antonio Catricalà - deve essere persona di indiscussa indipendenza, competenza ed esperienza e sarà proposto dal ministro dell'Ambiente, dal ministro dell'Attività Produttive, e della Salute e sarà nominato dal presidente della Repubblica". Il Garante acquisirà dall'azienda, dalle amministrazioni e dagli enti interessati le informazioni e gli atti ritenuti necessari, segnalando al presidente del Consiglio e al ministro dell'Ambiente le eventuali criticità riscontrate nell'attuazione delle disposizioni e potrà proporre le misure idonee, tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria. "Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall'Aia", si legge nella nota di Palazzo Chigi. In caso di inadempienze per l'Ilva - ha spiegato a questo proposito il ministro dell'Ambiente Corrado Clini - "restano tutte le sanzioni già previste e in più introdotta la possibilità di una sanzione sino al 10% del fatturato annuo dello stabilimento". Non solo. "Abbiamo introdotto interventi possibili sulla proprietà stessa - ha aggiunto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera - che potrebbero togliere enorme valore a quella proprietà: se non fa quello che la legge prevede, vede il suo valore fino al punto di perderne il controllo di fronte a comportamenti non coerenti. E' possibile che variamo la procedura di amministrazione controllata. Insomma, se non si fanno gli investimenti e gli adempimenti di legge, viene messo qualcun altro a farlo". "Non possiamo ammettere - ha detto Monti in conferenza stampa - che ci siano contrapposizioni drammatiche tra salute e lavoro, tra ambiente e lavoro e non è neppure ammissibile che l'Italia possa dare di sé un'immagine, in un sito produttivo così importante, di incoerenza. L'intervento del governo è stato necessario perchè Taranto è un asset strategico regionale e nazionale", ha aggiunto. "Questo caso è la plastica dimostrazione per il passato degli errori reiterati nel tempo e delle incoerenze di molte realtà, sia imprenditoriali che pubblico-amministrative, che si sono sottratte, nel corso del tempo, alla regola della responsabilità, dell'applicazione e del rispetto della legge". La strada del decreto è stata intrapresa per evitare - aveva spiegato Monti - "un impatto negativo sull'economia stimato in otto miliardi di euro annui". Il provvedimento salva i 12mila dipendenti di Taranto e i lavoratori dell'indotto pugliese. Ma anche Genova, Novi Ligure, Racconigi. La possibilità di togliere l'azienda alla proprietà era stata prospettata anche da Clini intervenuto a Servizio Pubblico: aveva fatto intendere che il governo sarebbe stato pronto a prendere in mano la situazione nel caso in cui la famiglia Riva non voglia o non possa far fronte alle prescrizioni. "Sappiamo - aveva spiegato - che per essere risanato quel sito deve continuare ad essere gestito industrialmente. I Riva hanno detto che sono ponti a farlo. Il piano degli interventi prevede parchi minerari, altoforni, batterie delle cokerie. Se non fai questo, è la nostra posizione, non puoi continuare a gestire gli impianti. Se non sono in grado dobbiamo farci carico noi con un intervento che consenta di garantire la continuità produttiva ed il risanamento".

Questo è il potere esecutivo, il cui operato sarà convalidato dal potere legislativo. I magistrati, però hanno una loro ben definita contrapposizione: «Prendiamo atto che il governo, di fronte ad una situazione complessa e con gravi ripercussioni occupazionali, si è assunto la grave responsabilità di vanificare le finalità preventive dei provvedimenti di sequestro emessi dalla magistratura e volti a salvaguardare la salute di una intera collettività dal pericolo attuale e concreto di gravi danni», dice il segretario dell'Associazione magistrati (Anm), Maurizio Carbone, proprio a Taranto sostituto procuratore. Per Carbone «resta tutta da verificare la effettiva disponibilità dell'azienda ad investire i capitali necessari per mettere a norma l'impianto e ad adempiere alle prescrizioni contenute nell'Aia», tenuto conto che «sino ad ora la proprietà ha dimostrato di volersi sottrarre all'esecuzione di ogni provvedimento emesso dalla magistratura». Ed ancora non ha lesinato critiche al provvedimento d'urgenza di Palazzo Chigi: «È un'invasione di campo, dov'è finito il principio della separazione dei poteri? Il decreto legge vanifica di colpo tutti gli effetti dei provvedimenti presi dai magistrati per la tutela della salute dei cittadini. Il governo, così facendo, si è preso una grossa responsabilità».

Per il gip di Taranto Patrizia Todisco la nuova Aia per l'Ilva «non si preoccupa affatto della attualità del pericolo e della attualità delle gravi conseguenze dannose per la salute e l'ambiente». L'attività produttiva dell'Ilva è «tuttora, allo stato attuale degli impianti e delle aree in sequestro, altamente pericolosa». I tempi di realizzazione della nuova Aia sono «incompatibili con le improcrastinabili esigenze di tutela della salute della popolazione locale e dei lavoratori del Siderurgico», scrive il gip. Tutela che «non può essere sospesa senza incorrere in una inammissibile violazione dei principi costituzionali» (articoli 32 e 41). Come è possibile, sulla base di quanto emerso dalle indagini, «autorizzare comunque l'Ilva alle attuali condizioni e nell'attuale stato degli impianti in sequestro, a continuare da subito l'attività produttiva», senza «prima pretendere» gli interventi di risanamento? aggiunge il gip dicendo no al dissequestro degli impianti.

La partita con l'Ilva non è finita, «abbiamo ancora qualche cartuccia da sparare», sorride amaro il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, che proprio non ci sta a passare per «il talebano», così come viene definito sui giornali, «il pazzo nemico di 20 mila operai», «se solo avessi cinque minuti per un caffè con il presidente Napolitano e con Mario Monti racconterei loro dei bambini che qui nascono già malati di tumore...», si sfoga il vecchio magistrato. La Procura solleva eccezioni di incostituzionalità del decreto legge di Palazzo Chigi, chiedendo l'intervento della Corte Costituzionale. Il diritto all'eguaglianza, ad esempio: la legge è uguale per tutti, no? Ma se la legge è nata per l'Ilva, dove finiscono i principi di astrattezza e generalità?

Intanto, oltre al sindaco di Taranto, alcuni preti della città, alcuni giornalisti tarantini, alcuni parlamentari locali, l’inchiesta coinvolge anche la provincia. Così come per il delitto di Avetrana: nel dubbio, tutti dentro, avvocati compresi. L'inchiesta afferra il Presidente della provincia di Taranto, Gianni Florido, un passato importante da sindacalista quale ex segretario regionale della Cisl e un presente da dirigente locale del Pd. Un'informativa di 182 pagine in parte mutilata da omissis e allegata all'ordinanza di custodia cautelare che aveva già bussato al palazzo della Provincia, relegando agli arresti domiciliari l'ex assessore all'ambiente Michele Conserva, lo fulmina in poche righe. "Si evidenzia - scrivono i militari della Finanza - che alla luce di quanto accertato, vanno ascritte al dottor Gianni Florido, Presidente della Provincia di Taranto, specifiche responsabilità penali per il delitto di concussione o, in subordine, di violenza privata".

Certo è che qualcuno dovrebbe spiegare ai magistrati, che si lamentano quando la legge si stila senza la loro dettatura, che non vi è scontro tra poteri, proprio perché la magistratura non è un potere.

Se l’articolo 1 della Costituzione detta che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, ne consegue che Potere è quello Legislativo che legifera in modo ordinario e quello Esecutivo che legifera in modo straordinario. La Costituzione all’art. 104 afferma che “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.”

Ne conviene che il dettato vuol significare non equiparare la Magistratura ad altro potere, ma differenziarne l’Ordine con il Potere che spetta al popolo. Ordine costituzionalizzato, sì, non Potere.

Ordine, non potere, come invece il più delle volte si scrive, probabilmente ricordando Montesquieu; il quale però aggiungeva che il potere giudiziario é “per così dire invisibile e nullo”. Solo il popolo è depositario della sovranità: per questo Togliatti alla Costituente avrebbe voluto addirittura che i magistrati fossero eletti dal popolo, per questo sostenne le giurie popolari. Ordine o potere che sia, in ogni caso è chiaro che di magistrati si parla. Per gli effetti l’art. 101 dichiara che “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.”

Ergo: i magistrati devono applicare la legge, rispettarla e farla rispettare, non formarla, né criticarla. Non devono sentirsi portatori di una missione non loro. E nessuna risonanza mediatica può essere ammessa, in special modo quando vi sono interessi più grandi che quelli castali. E si deve ricordar loro, ai magistrati ed alla clache che li santifica, che c’è anche quella legge ambientale che prevede il dogma “chi inquina paga”. Non esiste il dettato tutto di stampo tarantino: “chi inquina, chiude i battenti e tutti a casa”, specialmente se l’industria che viene chiusa, con le tasse che paga, mantiene i suoi detrattori.

Dr Antonio Giangrande

Presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia

www.controtuttelemafie.it e www.telewebitalia.eu

099.9708396 – 328.9163996

Autorizzati alla pubblicazione gratuita senza diritto di corrispettiva remunerazione.

Si prega comunque di citare l’autore dell’articolo, non come giornalista, ma come esperto della materia.

Non è spam. Il recapito del destinatario  è pubblico ed incluso in nostro elenco riservato. L’invio dell’e-mail contenete l’articolo/lettera/inchiesta è amicale e non esclusivo. Il contenuto dell’e-mail è diretto a 1500 redazioni locali e nazionali che ne curano la pubblicazione. Non vi è interesse economico ma spirito di collaborazione al fine di una completa informazione. Il contenuto della presente ha valenza di interesse generale nazionale e non ha scopo di lucro o di cooptazione ideologica o religiosa. Il contenuto non è opinione personale, ma frutto delle segnalazioni pervenuteci in sede di una associazione antimafia conosciuta e stimata in tutta Italia. Se disturbo basta rispondere “CANCELLA”. 

 

 

venerdì 30 novembre 2012

Re: Are you dead or alive? Your next of KIN asked us to transfer your fund to her'

FEDERAL FUND MONITORS(FFM)
West African Region payment Annex.
The Desk Of: Dr Patrick Wilson
Director, International Remittance /
Foreign Operations Dept,
Email:will_pat@kimo.com

Attention: Sir/Ma,
This Is To Notify You That Your Over Due Payment, Inheritance and Lottery Winning Prize Awards. Has Been Gazette To Be Released, Via Key Telex Transfer (KTT)-Direct Wire Transfer To You By The Senate Committee For Foreign Over Due Fund Transfer.

Meanwhile, A Woman Came To My Office Few Days Ago With A Letter, Claiming To Be Your True Representative.that she is to recieve fund Valued at $5.5m USD on your behalf.
She made us to believe that you are dead and that she is your next of kin.

Here Are Her Information's:
Name Janet White
Bank Name: Citi Bank, York.
Bank Address: New York, USA.
Account Number: 6503809428.

Please, Do Reconfirm To This Office, As A Matter Of Urgency If This Woman Is From You So That The Federal Government Will Not Be Held Responsible For Paying Into The Wrong Account Name.

The Reserve Bank Governor, Executive, Board Of Directors and the Senate Committee for Foreign Overdue Inheritance Fund Have Approved And
Accredited This Reputable Bank With The Office Of The Director, International Remittance / Foreign Operations, To Handle And Transfer All
Foreign Inheritance Funds This first Quarter Payment Of The Year.
However,If you are not aware of the above instruction, do respond to this email immediately by contacting the Chairman of the International Remittance Department (Dr. Patrick Wilson)
His contact information is written below:
Name: Dr Patrick Wilson.
Email: will_pat@kimo.com

For immediate transfer of your fund, you are hereby required to send to him the following information below:
1) YOUR FULL NAMES
2) RESIDENCE ADDRESS
3) PERSONAL CELL PHONE
4) AGE AND OCCUPATION
5) MARITAL STATUS
6) AMOUNT/SUM OWNED TO YOU AS THE BENEFICIARY.

Finally take note We Shall Proceed To Issue All Payments Details To The Said Mrs.White, If We Do Not Hear From You Within The Next Seven Working Days From Today.

Congratulations in Advance.
Yours Sincerely,
Dr.Patrick Wilson.
Director, International Remittance /
Foreign Operations Dept,
YOu reach me on direct ph+234-8085748096 or write to will_pat@kimo.com

Pasqualino Monti sottolinea l’importanza dei porti come viatico per il turismo. “Le crociere sono un modo di trasferire ricchezza alle città e ai territori”

Pasqualino Monti, in qualità di vicepresidente Assoporti, interviene sulla rilevanza delle crociere. Grazie ad itinerari che valorizzino le bellezze storiche, archeologiche e culturali del nostro paese Civitavecchia è diventato il primo porto crocieristico del Mediterraneo

 

Si è parlato di crociere nel corso del Convegno "La rilevanza delle crociere nel settore del trasporto e del turismo", organizzato venerdì 23 novembre al Senato dalla cattedra di Diritto della navigazione dell'Università di Roma Tor Vergata e dalla "Rivista del Diritto della Navigazione" che ha rivolto un appello alle forze politiche per un'urgente riforma del Codice della Navigazione – parte marittima, così come è già stato fatto per quella aerea. Nel corso del convegno sono intervenuti Cesare Cursi, Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato; Renato Lauro, Rettore dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"; Roberto Cazzulo, Chief Operating Officer del RINA.


Le conclusioni sono state infine affidate al vice presidente vicario di Assoporti Pasqualino Monti che è ritornato sui temi del rinnovamento già illustrati durante la presentazione del POT dei porti di cui è presidente (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Pasqualino Monti ha sottolineato come "la chiave per il futuro sia nel connubio inscindibile tra bellezze e ricchezze storiche, archeologiche e paesaggistiche del nostro Paese "che rappresentano il principale fattore attrattivo e di successo per il settore crocieristico in Italia, e la capacità dei nostri porti di trasferire alle città e ai territori turisti e ricchezza. A Civitavecchia abbiamo piantato un seme in tal senso con "La due giorni del Mediterraneo" che ripeteremo nel 2013 e in cui abbiamo lanciato l'idea del laboratorio degli itinerari, che stiamo sviluppando. La sfida sta nella capacità di realizzare strutture di accoglienza adeguate, collegamenti efficienti, offrire opportunità diverse ai turisti e occasioni di crescita diversificata". Il Presidente Monti si è detto molto soddisfatto che dal Porto di Civitavecchia arrivino a Roma 1,6 milioni di turisti all'anno con pullman e treni, ma ha detto che lo sarà ancora di più "quando avremo costruito il nuovo porto commerciale a Fiumicino da dove faremo risalire il Tevere fino alla Capitale. L'obiettivo è dunque anche quello di creare nuovi itinerari per valorizzare tesori inediti per far crescere il connubio fra turismo ed economia del mare contribuendo a rimettere in moto il sistema Paese".


Fonte: Civonline

Alimentare: bene l’art. 62, ma sono necessarie alcune correzioni per tutelare gli agricoltori. Il presidente Politi scrive al ministro Catania


                                                                                                          
La Cia ribadisce il suo apprezzamento per il provvedimento che riequilibra i rapporti commerciali e contrattuali all'interno delle filiere agroalimentari. Tuttavia, propone, in un documento, alcune modifiche in modo da rispondere con efficacia alle esigenze del mondo agricolo.
 
          "Abbiamo apprezzato e condiviso l'art.62 che regolamenta la cessione e il pagamento dei prodotti agricoli ed alimentari. Tuttavia, alcune interpretazioni legislative stanno creando penalizzazioni per gli agricoltori che negli obiettivi dovrebbero, a nostro parere, essere i soggetti beneficiari della nuova normativa. Fermo restando, quindi, il giudizio positivo sul provvedimento, riteniamo importante proporre alcune modifiche, in modo da rispondere con efficacia alle esigenze del mondo agricolo". Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania alla quale è allegato un documento di proposte.
          "Siamo in presenza -scrive Politi- di una norma importante e innovativa che la Cia giudica positivamente. Innanzitutto, corrisponde a una richiesta avanzata da tempo dalla Confederazione e da tutto il mondo agricolo volta a riequilibrare i rapporti commerciali e contrattuali all'interno delle filiere agroalimentari. E' noto, infatti, che la parte agricola ha rappresentato finora la parte più debole in queste relazioni. Oggi anche grazie alla legge si definiscono condizioni migliori".
          "Come per ogni legge, ovviamente, non mancano -sottolinea il presidente della Cia- criticità, problemi interpretativi e rigidità. Occorre, pertanto, verificare puntualmente tali problemi, valutare tutte le ricadute sugli agricoltori dell'applicazione effettiva e individuare risposte e soluzioni praticabili. A nostro giudizio, tre devono essere i livelli su cui operare per migliorare e, se necessario, correggere la norma: il primo di carattere interpretativo affidato al ministero delle Politiche agricole nelle forme più appropriate (sito internet, Faq, circolari, ecc.), in modo da chiarire tempestivamente alcuni aspetti della norma primaria e del decreto attuativo; il secondo di carattere attuativo di competenza dei due ministeri delegati, teso a modificare il testo del decreto così da rendere più snella e coerente la disciplina attuativa. In ultimo, ma certamente non per importanza, il terzo livello di intervento di carattere normativo, con il legislatore attento a valutare i necessari interventi per migliorare il testo dell'art. 62".
          Nel documento che accompagna la lettera di Politi sono elencate le proposte della Cia. In primo luogo si ritiene opportuno inserire nel testo dell'art. 62 una norma per tutelare i contraenti più deboli rappresentati da quei piccoli agricoltori che, ingenuamente e magari per mancata informazione, consegnino i propri prodotti all'acquirente senza ricevere il contestuale pagamento e senza rispettare l'obbligo di stipula di contratto in forma scritta.
          Inoltre, la Cia considera utile introdurre, nel decreto ministeriale di attuazione della norma, "la possibilità -si legge nel documento- di escludere dal campo di applicazione dell'art. 62 l'eventuale attività di vendita, da parte delle cooperative agricole ex art. 1 comma 2 del D.Lgs 228/01 nei confronti degli imprenditori soci, di prodotti agricoli rappresentanti le materie prime necessarie per l'ottenimento dei prodotti agricoli e alimentari oggetto di conferimento del socio nella cooperativa".
          Per la Cia appare necessario anche modificare ulteriormente il testo del decreto ministeriale, prevedendo l'esclusione dell'applicazione in caso di relazioni tra imprenditori agricoli al fine del completamento del ciclo biologico.
          Sarebbe, infine, importante -conclude il documento della Cia- la modifica della definizione di "prodotti agricoli" al fine di escludere, per esempio, l'acquisto dei mangimi da parte delle imprese agricole.
 

Enel sempre più rinnovabile

Tratto da: http://linterruttore.wordpress.com/2012/11/30/enel-sempre-piu-rinnovabile/ 

Ragioni ambientali, preoccupazioni per il riscaldamento del pianeta ed esigenze di sicurezza energetica continuano a spingere la penetrazione delle fonti rinnovabili in quasi tutti i Paesi del mondo, con rilevanti benefici anche sul piano economico ed occupazionale.

 

Enel è protagonista di questa crescita, con attenzione rivolta a tutte le principali tecnologie e con un'intensa attività di ricerca volta ad ottimizzare le prestazioni, ad abbattere i costi e a portare a maturità industriale nuove applicazioni.

 

Sul piano delle realizzazioni, i risultati conseguiti da Enel Green Power testimoniano come, pur in presenza di un quadro macroeconomico ancora critico, siano stati conseguiti importanti incrementi della capacità installata nell'ambito di una strategia di diversificazione geografica e tecnologica.

 

Al 30 settembre di quest'anno, infatti, la potenza netta installata da EGP ha raggiunto i 7.609 MW con un incremento del 17,2% rispetto alla stessa data 2011. Tale incremento ha interessato tutte le fonti ed ha riguardato tutte le aree geografiche dove EGP è presente: l'aumento è stato del 10,9% in Italia ed Europa (+362 MW), del 12,9% nell'area Iberia e America Latina (+306 MW), e del 57,4% nel Nord America (+451 MW).

 

Circa le fonti, l'incremento maggiore si è avuto nell'eolico, con 943 nuovi MW, seguito dall'idroelettrico (96 MW) e dal solare (86 MW).

 

Sul fronte della generazione elettrica, la produzione rinnovabile di EGP nei primi 9 mesi dell'anno è stata di 18,2 miliardi di kWh, proveniente per il 39,6% dall'idroelettrico, 34,6% dall'eolico, il 22,5% dal geotermico e per il 3,3% dal solare e altre tecnologie. La maggior produzione eolica e solare ha ampiamente compensato la flessione della generazione idroelettrica, dovuta alla minore idraulicità registrata in Italia nei primi nove mesi del 2012.

Come organizzare l’ufficio (parte 2)

Torniamo sull'argomento dell'organizzazione dell'ufficio. Questa volta parleremo di come guadagnare un po' di spazio. Se avete delle vecchie stampanti laser che occupano molto spazio, sarebbe meglio sostituirle con delle versioni più moderne, che occupano molto meno spazio e sono multifunzione (stampante, scanner, fotocopiatrice e fax tutto in uno). Questo cambiamento darà sicuramente più armonia e funzionalità all'ufficio.

Per dare ulteriore armonia all'ufficio sono importanti anche i colori delle pareti: solitamente il bianco rende il luogo di lavoro un po' smorto, quindi meglio usare colori accesi per risvegliare l'attenzione di chi ci lavora.

Per risparmiare un po' di spazio è importante la disposizione delle scrivanie: meglio evitare di posizionare la scrivania in mezzo alla stanza perché può essere d'intralcio, ma posizionarla vicino ad un muro, in modo tale che chi si sieda in quella postazione dia le spalle al muro (e non alle finestre). È una buona idea organizzare in questo modo tutte le scrivanie, in modo che il passaggio sia libero (questo è importante anche per quanto riguarda la sicurezza dell'ufficio, poiché in caso di emergenza le persone riusciranno ad uscire dall'edificio senza ostacoli).

Sarebbe utile avere una stanza apposita (uno sgabuzzino o un piccolo magazzino) dove conservare il materiale per ufficio che si compra in grandi quantità, come la carta per stampanti e i toner. Per quanto riguarda questi prodotti da ufficio infatti, conviene acquistarli in stock quando sono in offerta, così da non dover spendere grosse cifre quando si stanno ormai esaurendo.

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ATTN: IMPLEMENTATION OF ALL DUE FOREIGN OUTSTANDING

Foreign Payment Management Department
Address: Victoria-Island Lagos
 
 
 
 
From The Desk of: Mr. Moses Akande
 
 
                          IMPLEMENTATION OF ALL DUE FOREIGN OUTSTANDING PAYMENTS
 
 
Attn: Honorable Beneficiary,                                      30/11/2012
 
 
Dear Sir/Madam,
 
 
Subsequent to the outcome of the amalgamated bank meeting held on 30th day of November 2012 at the SHERATON HOTELS ABUJA. Entitled,  Implementation of All Due Foreign Outstanding Payments. However, we the Foreign Payment Management Department attached to the Central Bank of Nigeria, were at the end of the meeting being mandated by the Presidency to make sure that beneficiaries whose payment files were brought to the meeting venue by their local banks received approved part payment of One Million Dollars on or before the 20th day of December 2012.
 
However, Following the instruction from the office of the Presidency to the local representatives before the meeting commenced, we, the Foreign Payment Management Department attached to the Central Bank of Nigeria hereby wishes to inform you that all the foreign outstanding payment files in London and in Africa at large has been forwarded to our department (Foreign Payment Management Department) for final payment as programmed.
 
Therefore, you are respectfully advised to reconfirm the following information to this department for the confirmation of your payment to enable us proceeds to serve you better.
 
(A) Your Full Name:      (B) Your Mobile Phone and Fax Number: (C) Your Contact Address: (D) Your Age & Occupation.
 
However, the fundamental nature of the meeting and the development thereafter is to reinstate trust in the heart of our esteemed clients/customer all over the world because togetherness we deliver superior value to our customers by reinstating our service standard. Thank you.
 
 
Yours in service,
Mr. Moses Akande
 

Comunicato stampa: "Il vino teramano incontra l’arte: le etichette della cantina Cerulli Spinozzi firmate da artisti nazionali per promuovere il Made in Italy"

Gentili colleghi,
in allegato si invia comunicato stampa dell'azienda agricola Cerulli Spinozzi per il lancio del progetto nazionale di promozione del Made in Italy M'AMA.ART che si terrà domenica 2 dicembre alla Città della Scienza di Napoli. Al progetto sono collegato diverse iniziative di solidarietà per l'emancipazione socio-economica delle donne in Africa e a sostegno dei bambini con malformazioni nei paesi in via di sviluppo.

In allegato si inviano tre foto: una bottiglia della cantina Cerulli Spinozzi con l'etichetta realizzata dall'artista Mimmo Paladino; le bottiglie di M'AMA.ART; e un'immagine della presentazione del progetto a Roma a giugno 2012 (nella foto l'enologo Luca Maroni e l'ideatrice del progetto Alessia Montani)

Per info
Fabio Marini
Cell. 3804165649
Ass. Cult. Sei Lettere

Miscota afferma la sua presenza sul mercato Italiano presentandosi sui siti di social shopping

Negli ultimi anni il fenomeno degli acquisti a prezzi ribassati sui social shopping ha visto un vertiginoso aumento di utenti che sempre piú cercano le occasioni piú disparate ai prezzi piú bassi per effettuare i propri acquisti.

Per le aziende di E-commerce come Miscota e non solo, questo canale di vendita rappresenta un  vero e proprio sistema per incrementare le proprie quote di mercato e pubblicizzare il proprio brand fra gli utenti di internet.

Miscota, il negozio on line per alimenti ad accessori per animali, continua la sua espansione nel mercato italiano utilizzando proprio questo canale; in particolare ha da poco definito un accordo di partnership con il popolare sito di sconti " Codicesconto.com",  dove propone specifiche offerte definite in esclusiva per gli utenti del sito partner e non solo.

L'alimentazione per cani e per gatti rappresenta per Miscota il core business, per questo sempre piú l'azienda rinnova il suo ventaglio di prodotti e marche cercando di proporre sempre i migliori prezzi per i suoi clienti.

Tuttavia, Miscota non é solo alimenti per cani e gatti, di fatto, nel sito di Miscota Italia sará possibile trovare molto altro per tutti i tuoi animali domestici. Il sito é suddiviso in facili ed intuitive sezioni, nello specifico si troverá  la sezione rettili , quella roditori, quella per uccelli ed infine una ampia sezione per pesci dove l'utente troverá gli ultimi modelli di acquario delle marche piú famose come Aquatlantis e Eheim, oltre a numerosi accessori.

Grazie a questi accordi che l'azienda sta implementando anche con altri siti di social shopping, gli acquisti su Miscota diverranno sempre piú vantaggiosi senza peró andare a scapito del livello di servizio che anzi é sempre in continuo miglioramento incominciando col garantire consegne piú tempestive e puntuali.

Scegli Miscota, il tuo negozio on line di alimenti per animali!

 

 

Miscota E-commerce S.L

Novità in libreria: Il mestiere di leggere, di Rogelio Guedea - Graphe.it edizioni

La Graphe.it edizioni presenta Il mestiere di leggere di Rogelio Guedea, un saggio lucido, ironico, capace di incuriosire, un saggio dalla parte del lettore.

Troppo spesso la letteratura ci costringe a concentrarci sullo scrittore, sulla sua biblioteca, dove viene ritratto, o sulla sua scrivania, per non parlare delle letture d'infanzia e attuali; Rogelio Guedea decide che è giunta l'ora di cambiare punto di vista e sente la necessità di affrontare la categoria del lettore, perché varia e sempre in evoluzione.

Guedea si sofferma sul piacere del lettore, piacere dato, non sempre, dalla lettura, sottolineando come lo stesso libro può diventare buono o cattivo a seconda del momento, fino a sostenere che sono i libri a cercare il lettore, e spesso li scelgono a caso.

Divertente, Il mestiere di leggere affronta la cultura della letteratura con ironia sfrontata, riuscendo contemporaneamente a puntare l'attenzione sui capolavori intramontabili che ancora oggi accompagnano la sua storia.

Definito dallo stesso autore un omaggio alla lettura, Il mestiere di leggere è dedicato ad ogni lettore che ama abbandonarsi al piacere di leggere.

"Ogni lettura, quando è vera,

cercherà in tutti i modi di rispondere

alla seguente domanda: «Chi sono?»"

Rogelio Guedea (Colima, Messico, 1974) è poeta, saggista, narratore e traduttore. Laureato in legge e in lingua e letteratura spagnola presso l'Università di Colima (Messico) e dottore in lettere presso l'Università di Córdoba (Spagna) è autore di premiati libri di poesia e di narrativa.

Attualmente scrive per i giornali messicani Ecos de la Costa e La Jornada Semanal e insegna letteratura latinoamericana presso il Dipartimento di Lingue e Culture dell'Università di Otago in Nuova Zelanda

Graphe.it edizioni

Nata nell'estate 2005, la Graphe.it edizioni è il coronamento di un desiderio tanto profondo da poter essere catalogato come "sogno" e, come casa editrice, pur nella sua ridottissima dimensione, desidera coltivare i "sogni" nella vita di ogni giorno convinti che, come sosteneva A. Schopenhauer, la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. La Graphe.it edizioni si propone di dare voce a scrittori, esordienti o meno, che abbiano qualcosa da dire in "maniera nuova" e che, forse, non trovano ascolto… Opera in una dimensione che potremo definire "artigianale" – una decina di libri l'anno – che consente di instaurare rapporti umani prima ancora che professionali.

Biennale del libro d'artista e mostra di libri d'artista di Ruggero Maggi

Biennale del libro d'artista 1 - 16 dicembre 2012

Castel dell'Ovo – sale delle prigioni

Via Eldorado, 1 - 80132 Napoli


inaugurazione: Sabato 1 dicembre 2012 alle ore 17.00

a cura di Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito


entrata libera

catalogo: in galleria

info: +39 0815494271 – 3342839785 - 3275849181

libroinlineadarte@gmail.com - lineadarte@gmail.com


Eventi collaterali

OFFICINA CREATIVA LINEADARTE

Via Raimondo De Sangro Di Sansevero 12 - 80134 Napoli


1- 16 dicembre 2012 mostra di libri d'artista di Ruggero Maggi


info: +39 0815494271 – 3342839785 - 3275849181

libroinlineadarte@gmail.com - lineadarte@gmail.com

ruggero.maggi@libero.itwww.ruggeromaggi.itwww.camera312.itwww.padiglionetibet.com


Sabato 1 dicembre 2012 alle ore 17.00 si inaugura a Napoli presso la Sala delle Carceri di Castel dell'Ovo la seconda edizione della Biennale del Libro d'artista, ideata e curata dalla coppia artistica napoletana G&G (Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito) promossa da Lineadarte Officina Creativa e patrocinata dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e al Turismo. Questa edizione così come nella precedente vedrà protagonisti un centinaio di artisti provenienti da diverse nazioni che pur nelle loro diversità linguistiche e stilistiche, ci doneranno una vasta rappresentazione poetiche ed espressive di quello che è oggi il libro d'artista in Italia e nel mondo. Da semplice contenitore di un messaggio, ad un vero e proprio oggetto d'arte con una propria entità artistica. Oltre alla mostra in programma a Castel dell'Ovo, ci saranno altre iniziative collaterali che si svolgeranno negli spazi napoletani di Lineadarte Officina Creativa in via Raimondo De Sangro di Sansevero 12, tra cui l'esposizione di libri d'artista di Ruggero Maggi, artista multimediale curatore del progetto Padiglione Tibet, progetto presentato alla Biennale di Venezia all'interno di Padiglione Italia (Palazzo delle Esposizioni Sala Nervi – Torino) ed al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR)


Artisti partecipanti alla seconda edizione Biennale del libro d'artista:

Addolorata Grittani, Alessandra Maria Maurilli, Alessandro Danzè, Alfonso Caccavale, Andreina Argiolas, Angelo Moscarino, Angelo Pantaleo, Annamaria Scocozza, Antonia Campanella, Antonio Conte, Antonio D'Antonio, Antonio Sassu, Baldo Diodato, Benna, Bruno Regni, Carmela Corsitto, Carmen Lietz, Ciro Balzano, Claudio Bianchi, Consuelo Vinchira, Daniela Tomerini, Daniela Tzvetkova, Danila Salvadore, Denise Mingardi, Diana Gimenez-Figueroa, Diana Isa Vallini, Eleonora Cumer, Elettra Cipriani, Elisa Rescaldani, Elisabetta Diamanti, Enrico Spezzati, Enzo Barchi, Enzo Correnti – guroga, Floriana Mucci, Francesca Pannone, Francesco Gallo, Francesco Iannì (VitaminF), Fulvio Rosapane, Gennaro Ippolito, Giampiero Reverberi, Gianfranco De Micheli, Gianna Bentivenga, Gianremo Montagnani, Gino Sansone, Giovanna Donnarumma, Giovanni Bartolozzi, Giovanni Buosi, Giovanni Ruggiero, Giovanni Vincenzo, Gralha Azul, Ilia Tufano, Irma Liguori, Jack Sal, Jeanete Ecker Köhler, Lamberto Caravita, Laura Cristinzio, Livia Paola Di Chiara, Luigi Ambrosio, Luigi Massa, Luisa Bergamini, Mara Caruso, Marcello Diotallevi, Marco Sibillio, Maria Grazia Martino, Maria Luisa Grimani, Maria Manfredi, Maria Pia Daidone, Maria Pina Bentivenga, Marialuisa Angeletti, Mariangiola Mimma Maspoli, Max Tomasinelli, Mercogliano -Schiattarella, Michele Marinaccio, Monica Refolo, Nicola Liberatore, Nicoletta Testi, Osvado Cibils, Paolo Chirco, Paolo Uttieri, Patrizia Gaboardi, Pupillo, Rita Tomasulo, Rita Esposito e Daniele Galdiero, Robert Schwarz, Roberta Lazzarato, Rosaria Scotto, Rosella Quintini, Rossella Ricci, Ruggero Maggi, Sabine Rubatscher, Silvia Capiluppi, Silvia Iuliucci, Silvia Lepore, Silvia M.C. Sala, Speranza Neri, Teo De Palma, Teresa Coratella, Valentina Majer, Valerio Iermano, Vanda Di Napoli, Veronica Longo, Vincenzo Montella, Yvonne Ekman. Gruppo GALA testi poetici "MORDO idea poetica" (di Mary Aguglia, Marzia Famiglini, Anna Maria Cipolloni, Diana Brodoloni), artisti visivi Rosella Quintini, Alberto Vitacchio ,Anna Boschi, Benedetta Iandolo, Fulgor Silvi, Giancarlo Pucci, Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito, Italo Medda , Silvio Craia, Lamberto Caravita, Anna Massinissa, Mirta Caccaro, Carla Bertola, Nedda Bonini, Piero Viti, Rossella Ricci, Luisa Bergamini, Mirta Caccaro, Lì-Bellula, Riccardo Melotti, Luciano Lombardi.


Castel dell'Ovo: orari lun-ven 8.00-19.00; festivi 8.00 -14.00


OFFICINA CREATIVA LINEADARTE

orari: lun-ven 16.00 -19.00, sabato 10.00-13.00/16.00-19.00


 

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