sabato 11 giugno 2011

E se ora potessi diventare Coach Professionista in 2 giorni?

 

Si può cambiare lavoro e scegliere una professione intimamenteconnessa con l'espressione del proprio

talento naturale?

E' possibile?

Se hai la tentazione di rispondere con una riposta positiva o negativa, quello che segue  è un invito ad espandere la tua prospettiva.

La verità è semplice e per alcuni potrebbe essere amara. In realtà, per certe persone l'idea di cambiare lavoro resta un "sogno proibito". Non già, e non solo perché sono vittime della crisi, ma perché non riescono ad immaginare di poter esprimere il proprio talento.

Peccato. Ma c'è una via d'uscita. Più avanti ti svelerò per chi è davvero impossibile e scoprirai anche per quali ragioni. Infine, condividerò con te un'immagine memorabile affinché tu possa dedicare le tue energie alla realizzazione dei tuoi desideri, invece che farti confondere  da tracce che non portano da nessuna parte.

Quando anche i "sogni proibiti" diventano possibili.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente t'interessa diventare Coach ed essere ricompensato adeguatamente per la tua competenza e professionalità. O, forse stai pensando ad una importante trasformazione professionale e/o a  dare un senso più profondo alla tua vita.

Se è così, vuoi spremere ogni goccia dalla tua natura più autentica. Vuoi vivere fino in fondo e vuoi contribuire a rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere. Vuoi sperimentare una prosperità senza confini, una maggiore indipendenza ed una più intensa sensazione di  libertà.

Eppure, anche tu come me, avrai fatto i conti con i  sogni che non si sono ancora compiuti e/o con  obiettivi non ancora fissati o che, semplicemente, non si sono realizzati.

Frustrante e anche triste, no?

Forse generano anche po' di rabbia perché ti sei sforzato – per essere più competente, per progredire, etc. – eppure non hai ancora sfondato. D'altra parte non è colpa tua. Piuttosto, si tratta di lasciar perdere quei modi di pensare che bloccano la realizzazione dei tuoi obiettivi e guidare ogni tuo prossimo passo affinché si possa compiere ciò che ti sta a cuore.

Una promessa: la mia garanzia.

Ora potrebbero esserci alcuni "ma" e/o i soliti "se" o altre variazioni che s'insinuano fra te e il tuo obiettivo. Mi meraviglierei se non fosse così. Bene, se non hai ancora la fiducia necessaria per affrontare il tuo obiettivo, stammi a sentire. Sono stato uno dei pionieri del Coaching in Italia, ho creato più di una decina di  "modelli di conversazione" per Coach, ho lavorato con migliaia di clienti con storie e professioni molto diverse fra loro, dunque sono assolutamente sicuro di ciò che puoi ottenere.

Quello che sto per rivelarti è diverso da qualsiasi altra cosa tu abbia mai visto, provato e/o di cui puoi aver sentito parlare in ogni altro percorso di formazione. Non c'è nulla di simile in giro.

Numeri, numeri, numeri..

Carla è stata la responsabile dell'amministrazione di una grande azienda. Passava buona parte della sua giornata fra bilanci, dati, numeri, numeri, numeri.. Dunque, quanto di più lontano puoi immaginare dalle competenze necessarie a dare un supporto alle persone.

Sembrerebbe il profilo di una persona davvero distante dal mondo del Coaching, non ti pare?

Durante la nostra prima conversazione non eravamo soli. Aleggiava anche una terza presenza. Una presenza non cero simpatica. Infatti, quando Carla se n'è liberata, ha subito cominciato a trasformare il suo modo di muoversi nel mondo. Quella presenza io la chiamo la "Sirena della Compiacenza".

Più avanti troverai le indicazioni per renderla obsoleta. Prima, però, voglio condividere con te COSA fare per superare OGNI Crisi e per facilitare una vera Trasformazione. Quello che segue è il "principio operativo" essenziale che ha aiutato Carla nell'affrontare la sua crisi professionale e la sua trasformazione personale.

L'Arte della Trasformazione

La grande maggioranza dei percorsi formativi enfatizza l'importanza delle convinzioni limitanti. La formula è la seguente: c'è qualcosa che ti limita e quando te ne sbarazzerai, tutto filerà liscio. Ma la realtà è diversa.

Esiste già un principio di invecchiamento che rende anacronistiche ed inutili le nostre  convinzioni limitanti. Dunque, perché tornare a rovistare nel passato ad identificare e rinforzare quelle vecchie convinzioni, se invece puoi renderle obsolete?

Poiché il momento presente è quello di cui puoi essere sicuro, hai bisogno di rendere obsoleti quell'insieme di pensieri che attraggono situazioni, eventi, persone ed esperienze che non hanno nulla a che fare con ciò che desideri davvero. In "Alchemy" – il corso in cui condivido gli strumenti pratici per dominare ogni crisi -  definisco questo processo come l'obsolescenza programmata. In parole semplici, si tratta di comprendere cosa fare, passo dopo passo, per generare pensieri positivi, fiducia e uno "stato di attrazione".

**Obsolescenza programmata

In sintesi, grazie ad una  più completa consapevolezza dei tuoi desideri, potrai abbandonare ciò che non ti serve più, per scatenare un senso di gioia pura, gratitudine  e mettere in primo piano un modo di pensare positivo e costruttivo.

Infatti, piuttosto che focalizzare l'attenzione su quel genere di pensieri che debilitano la tua condizione fisica o mentale e/o continuare a dare potere alle tue convinzioni limitanti, hai bisogno di sapere cosa fare per guidare il focus della tua attenzione sul momento presente.

In questo modo potrai  focalizzare la tua mente sui tuoi desideri,invece che essere ostaggio dei pensieri tossici che attraversano lo schermo della tua coscienza e/o la tua "chat mentale". Questo significa che, oltre a governare i pensieri e le emozioni che denunciano la tua  comprensione attuale della realtà, imparerai come attivare un vero e proprio "stato di attrazione".

Per scatenare i tuoi desideri non è necessario tornare indietro nel tuo passato. Diventa davvero essenziale, invece, sviluppare una "consapevolezza chirurgica" delle cornici della mente attuali.  Ecco una rapida panoramica di ciò che rende impossibile un pieno contatto con i tuoi desideri.

C'è una Sirena sulla Rotta dei Tuoi Desideri?

Ad esempio, una crisi professionale o personale può essere ostacolata dalla sirena del "tutto o niente". E' la sirena che seduce con emozioni contrastanti.

Oppure dal fatto che non ti rendi conto di seguire obiettivi incompatibili fra loro. Questa sirena rende i tuoi obiettivi la vera causa di inutili sofferenze. Ma perché soffrire inutilmente?

Affinché la rotta dei tuoi desideri sia inarrestabile, ora voglio presentarti la sirena che ha rubato più di 15 anni della vita di Carla.

La Sirena della Compiacenza.

Anche la "sirena della compiacenza" può sedurre chiunque. Tuttavia, trova terreno fertile nelle persone più altruiste.

Questa sirena è attrattada quel genere di persone che non smettono mai di ricercare. I cosiddetti "studenti perenni" li puoi riconoscere perché sono molto attivi. Amano darsi da fare e agiscono in modo logico. Noterai che imparano più facilmente passando all'azione ed osservando chi svolge un'attività.

Hanno molti interessi. Dal disegno alle escursioni nella natura. Sono in grado di percepire sia la foresta, che il singolo albero e riescono ad osservare le cose da molte prospettive.  D'altra parte, hanno difficoltà nel verbalizzare le proprie emozioni. Nei discorsi fanno lunghe pause e/o esitazioni.. Fanno molte domande. Parlano meno all'interno di un gruppo e sono sensibili al tono della voce delle persone.

Di certo, sono persone molto brave nel connettersi con le emozioni degli altri.

Come  s'insinua questa sirena per confondere la tua rotta?

Obiettivi fasulli.

Poiché sono persone estremamente gentili si lasciano incantare da "falsi obiettivi". Per pura compiacenza si fanno trasportare su rotte diverse dalla loro vera rotta.

In parole semplici, cercano l'approvazione degli altri. Tale bisogno li porta a diventare medici, avvocati, etc. solo per ottenere l'approvazione di qualcuno.

Un altro esempio di "falso obiettivo" lo riconosci in quelle donne che vogliono trasformarsi nella donna perfetta solo per compiacere il loro compagno. Il loro partner potrebbe esserne anche inconsapevole, ma loro fanno di tutto pur di essere perfette.

Se ti sforzi nel portare a termine il tuo percorso di studi, o se ti ostini nel diventare la prossima Simona Ventura, ma non senti di essere felice delle tue decisioni, probabilmente, non stai perseguendo un TUO obiettivo.

Verifica l'autenticità dei tuoi obiettivi.

Verifica se il tuo "devo farlo" è accompagnato da una sensazione di sforzo. In tal caso è molto probabile che, nel pensare alla tua vita, stai adottando le idee di qualcun'altro.

Trova il tempo e/o il coraggio per scrivere i capitoli principali della tua storia.

Muoviti "dove il problema non c'è". Inizia a raccontare la tua storia scegliendo un simbolo che ti rappresenta e/o il titolo del tuo racconto. Subito dopo la scelta del titolo scrivi l'indice generale dei capitoli, e poi dedicati alla definizione delle linee principali del primo capitolo: "Ciò che voglio veramente nella mia vita è…". Ma più di ogni altra cosa…

T'invito a rallentare ed andare oltre.

Ora, ascolta questa mia richiesta.

Rallenta. Fallo davvero. Lasciati guidare oltre i confini attuali.

Sei sulla tua imbarcazione. Il tuo viaggio, sulla rotta dei tuoi desideri, procede. D'un tratto ti volti alle tue spalle. Noti la scia bianca che la tua barca lascia sull'acqua. Fissi la scia. Poi, distogli lo sguardo. Non ti verrebbe mai di pensare che è la scia a guidare la tua barca, giusto?

E' solo una traccia del percorso che è alle tue spalle.

Questo è esattamente ciò che succede con le tue esperienze di vita.
Prendere le decisioni attuali basandosi sugli eventi del passato, può sembrare la cosa più normale del mondo. Eppure non è così che funziona.

Capita anche te di vedere persone che dopo alcuni tentativi falliti, rinunciano per sempre alla realizzazione di un loro desiderio? Quasi sempre si tratta di una rinuncia silenziosa. Silenziosa, ma definitiva. Dunque, se in passato hai fatto delle scelte infelici e/o se hai fallito nel perseguire un obiettivo che ti stava particolarmente a cuore, non significa che la realizzazione di quel desiderio deve finire nel dimenticatoio. Che si tratti di una relazione insoddisfacente, di un lavoro che non ti soddisfa e/o della qualità della tua energia quotidiana, smetti di guardare la scia che lascia la tua barca e torna a guardare davanti a te.

Prendi un impegno con te stesso e preparati a scegliere il percorso che ti tiene sulla "rotta dei tuoi desideri".

Life Coaching corso di formazione

Conclusione: Diventare Coach Professionista in 2 giorni è IMPOSSIBILE. Ora anche tu sai "per chi" e "perché". Nondimeno, se sai come divertirti nell'attivare i tuoi  "stati di attrazione", diventa un'avventura davvero affascinante.

Il modo più facile per vivere questa affascinante  avventuraconsiste nell'impadronirti degli strumenti pratici derivati dalla "Scienza del Desiderio".

E' vero, gli incantesimi sono sempre dietro l'angolo. Ma quando sviluppi la  consapevolezza chirurgica necessaria, sai cosa fare per domare l'influenza oscura delle tue "cornici della mente".

.

Resta in zona. Nei prossimi giorni scoprirai gli incantesimi di un'altra sirena..

Buona navigazione!

a presto

 

Maurizio ~ Domatore di Sirene ;)

Maurizio Tucci
 

Ps. E se oggi potessi dominare ogni crisi? Qui trovi il "biglietto dingresso"

fonte: http://www.mauriziotucci.com/?p=1473

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LA PADANIA 12 GIUGNO TOH, ANCORA L’IRA DI ZEUS SU FOLIGNO

LA PADANIA 12 GIUGNO TOH, ANCORA L'IRA DI ZEUS SU FOLIGNO

Quarta puntata di Good morning Umbria. La penna di Stefania Piazzo... infilza  con freddezza e tecnica eleganza Foligno e il suo palio, dove la storia si ripete.

Leggiamo: "Giostra della Quintana. Per il secondo anno un cavallo muore  sul tracciato. Il fato lo vede infilzarsi su un paletto. Sventrato, cade a  terra, trafitto dalla vendetta dell'Olimpo che non tollera la perfezione di Fise, Unire, Comitati e Rioni".
D'altra parte il titolo non cade negli equivoci: "Toh, ancora l'ira di Zeus su  Foligno".
Poi, l'altra vera notizia: il cavallo "non è morto".

Dalle comunicazioni datate  9 giugno, un giorno dopo quello che il sito ufficiale bolla come "incidente alle  prove ufficiali" - comunicazioni inviate dalle autorità locali alle autorità di
vigilanza - non si parla di decesso ma si informa sull'inciampo dell'equide e sul soccorso. Fantastico. Epico.
Infine.... qualche domanda: si correrà il 18 giugno con gli stessi paletti del fato? E poi, ancora, sempre il cavallo protagonista anche nello Statuto  dell'Ente della Giostra della Quintana.

All'articolo 3, Scopi, si legge che...  "l'Ente promuove la conoscenza e la diffusione della storia e della cultura  della città di Foligno nella sua tradizione di luogo di convergenza, di  confronto e di integrazione multietnica e pluriculturale".

Pensavamo fosse al  primo posto per statuto il benessere di cavalieri e cavalli.

Ma la Padania  scopre anche altro. Con una precisione che non perdona.

Occhio a non farsi infilzare.

E come sempre, buona lettura e buona indignazione!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org




Articolo
"Forse, la vera notizia, è che il cavallo a Foligno, non è morto. E l'altra  notizia è una domanda: correranno la Quintana il 18 giugno con le stesse  bandierine causa della apparente... (fatale) morte del cavallo del Morlupo? A Fise, Unire,  Comitati, Rioni, piacciono da morire quei paletti? Non è forse a rischio  l'incolumità di cavalieri e cavalli o serve un'altra fatalità?
Ma tornando ai paradossi e alla prima notizia esclusiva, il cavallo non sarebbe
morto.
Almeno, sembrerebbe... stando alle prime, si fa per dire, comunicazioni o  informative ufficiali delle autorità competenti, compresi gli organizzatori.
Informative inviate agli organi di controllo, e qui sta la seconda vera notizia,  nella data, il giorno dopo.

E neanche il giorno dopo il cavallo sarebbe risultato morto. Ancora della dipartita equide nulla.

Ma come? Si dà notizia del fatto... ma non una riga sulla fine, atroce. Eppure  quella bandierina segnaletica divelta dal terreno e che si è conficcata con  violenza nel fianco destro è stata micidiale. Ma della morte, non una parola. E  se così, perché?

La femmina del rione Morlupo è stata poi abbattuta o è morta invece nel tragitto  da Foligno in ambulanza alla clinica veterinaria di Perugia? Un altro dettaglio  non da poco.

Ma si va avanti... con "Spironi e tonducci, nasce la prima guida gastronomica  alle taverne della Quintana". Era l'apertura in questi giorni della pagina web  ufficiale della Quintana.
La prima preoccupazione è e resta, per carità, la salute del cavallo, a Foligno.
Anche se non si può mettere in secondo piano la salute alimentare, la festa, la  tradizione.

L'indomani de l'"Incidente alle prove ufficiali" (perché titolano  così, sul sito dell'Ente autonomo Giostra della Quintana, la notizia della morte  per ferita da paletto conficcato nel fianco così ampia da aver fatto uscire le  viscere al cavallo in corsa), si volta pagina. Dopo un titolo da Osservatore  romano, si torna alla Quintana con la pasta e la bistecca.
D'altra parte se in due anni una seconda fatalità offusca la festa è solo perché  appunto il fato e gli dei se la prendono con Perseo e il suo tentativo di  rivendicare l'autonomia e l'ambizione di correre senza l'obolo del sacrificio.


Ma anche questa volta Ade ha convinto Zeus che il sacrificio a volte è  ineluttabile, nonostante lo sforzo degli uomini di tutelare il benessere con i  paletti sul percorso, approvato e vidimato dai tecnici Fise o Unire previsti  dall'ordinanza che regolamenta i pali e le manifestazioni come la Quintana. I  tecnici sono i garanti superpartes, garantiscono loro dall'alto della propria
comprovata esperienza sul campo. Reduci, si immagina anche, dai corsi di  formazione previsti dall'ordinanza.

Che recita, nell'allegato A: Requisiti tecnici e condizioni essenziali per la  tutela dell'incolumità pubblica e del benessere degli animali":
a) Il tracciato su cui si svolge la manifestazione deve garantire la sicurezza e  l'incolumità dei fantini, dei cavalieri e degli equidi, nonché delle persone che  assistono alla manifestazione;
b) Il fondo delle piste o dei campi su cui si svolge la manifestazione deve  essere idoneo ad attutire l'impatto degli zoccoli degli equidi ed evitare  scivolamenti;
c) Il percorso deve essere protetto con adeguate paratie tali da attutire  eventuali impatti o cadute;
d) Il tecnico di cui all'articolo 1, comma 2 è abilitato attraverso specifico percorso formativo certificato dagli enti tecnico sportivi di riferimento ed  inserito in apposito elenco tenuto dagli stessi".
L'articolo 1 recita, al comma 2 che "Le manifestazioni (...) a tutela delle  tradizioni, usi e consuetudini locali, devono essere autorizzate previa  presentazione di una relazione tecnica del comitato organizzatore e previo  parere favorevole della Commissione Comunale o Provinciale per la vigilanza  (...) integrata da un veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale  territorialmente competente e dal tecnico di cui alla lettera d) dell'allegato  alla presente ordinanza". Che fa la Commissione? "... verifica il rispetto dei  requisiti tecnici e delle condizioni essenziali finalizzate alla tutela  dell'incolumità pubblica e del benessere degli animali di cui all'allegato alla  presente ordinanza". I paletti dunque rappresentavano (visto che c'erano prima)  e rappresentano essendoci anche ora, pur essendo causa fatalistica di morte, un  elemento che tutela il benessere degli animali.

Di sbagliato non c'è niente,  solo il destino.

Oh, pensa che di paletti in 65 anni non se ne era mai conficcato uno che fosse  uno nel torace di un cavallo al galoppo in curva mentre affrontava l'otto del percorso nelle prove cronometrate.

Non lo puoi prevedere che una bandierina palettata lo trafigga come Cristo in  croce. Il tecnico che ha fatto il corso di formazione previsto dall'ordinanza  (giusto?), certificato dagli enti, ha fatto il suo dovere, come tutti. Anche il  cavallo, anche il paletto.

"Tuttavia - recita il comunicato ufficiale dell'Ente - anche per rispondere  obiettivamente a coloro che traggono giudizio negativo sulla manifestazione ed  anche per non sottrarci a qualsivoglia responsabilità l'Ente non può che  ribadire quanto fatto in questi anni per garantire la crescita della  manifestazione ponendo al primo posto la salute del cavallo".

Salute o sicurezza? Antidoping o ostacoli in sicurezza?
Vige un regolamento che prevede «una Commissione Sanitaria in grado di vigilare  sulla idoneità e sanità dei cavalli che sono stati iscritti alla competizione».
Viene giudicata la loro idoneità, vengono sottoposti a visita dell'ippiatra e a  controlli antidoping. Al momento del soccorso della cavalla del Morlupo erano  quattro i veterinari intervenuti, ma il numero dei veterinari in pista non ha  salvato il cavallo dal paletto.

E se il problema, per due anni consecutivi, è il  "durante", quando il cavallo entra in pista, è sul durante che le attenzioni e  le ispezioni vanno poste.

O il prossimo anno, stessa fatalità, stesso palo?
Certo, due anni, due morti. Due incidenti. Tutto bene anche quest'anno? A colpi  di fatalità, quale è il prezzo da pagare? Se non si muore per doping, si muore  per gli impicci fatali in gara. Che, lecito e legittimo chiedersi, sono proprio  così a tutela del benessere, sempre al centro dei primi pensieri?

Zeus è Zeus, ma gli uomini immortali e non infallibili si chiedono perché si muore su un...
dettaglio? I tecnici che hanno vidimato il percorso, forti delle loro decennali  esperienze sul campo, cambieranno la natura dell'asta delle bandierine? Saranno  le stesse che incontreranno cavalieri e cavalli alla Quintana finale?

Fise e Unire ed Ente Quintana tutti d'accordo?
Non sfugge intanto ai folignati più attenti il recente sforzo per rinnovare il  sito internet della Quintana, con una nuova e più accattivante veste grafica: ci  si può iscrivere alla newsletter, prenotare i biglietti, visionare i video più  suggestivi sul corteo storico, sul palio. In nome del benessere degli equidi,  primi e veri protagonisti della Quintana, naturalmente.

È sottinteso.
Allora vediamo lo Statuto dell'Ente (approvato il 14 dicembre 2009).  Dall'articolo 3 - Scopi - "...Seguendo un percorso scientifico di ricerca  storica ed antropologica per la ricostruzione del contesto socio-culturale,  culminante con la celebrazione dell'evento della "Giostra" seicentesca, l'Ente  promuove..."

 Cosa promuove?
Il benessere del cavallo? Un po' di pazienza che è sottinteso. Poi ci si arriva.
"L'Ente promuove la formazione e la crescita dei fenomeni di partecipazione alla  vita sociale cittadina, nonché allo studio, alla conoscenza e alla diffusione  della storia e della cultura della Città di Foligno nella sua tradizione di  luogo di convergenza, di confronto e di integrazione multietnica e  pluriculturale".

E' l'obiettivo principe della Quintana.

 Quasi quasi, si può  fare a meno del cavallo, visto che non è citato. Ma è sottinteso, le razze equine sono tante. Anche i cavalli sono multietnici.
"Nella rievocazione dell'evento ludico della "Giostra", inserito nella  ricostruzione del suo contesto storico, culturale, artistico e scientifico - si  legge ancora - l'Ente promuove la consapevolezza dei cittadini alla concordia e  all'amore per la Città aperta".

Amore anche per il cavallo? È sottinteso.

Tanto che nello statuto c'è sempre spazio anche per lui, protagonista nella vita  e nella morte - per fatalità - per garantire la continuazione dell'evento  ludico.
Eccolo qua. Articolo 4 - Attività: prima però viene la "promozione di progetti  di ricerca scientifica per lo studio del periodo storico", (col cavallo,  sottinteso), poi viene la "promozione di progetti per la tutela e il recupero  del patrimonio ... architettonico della città". Mica che cada una tegola sul  cavallo in corsa.

È sottinteso.
Poi c'è, sempre all'articolo 4, la "conservazione, la gestione e diffusione dei  risultati dei predetti programmi... al fine di far conoscere la Città, le sue  tradizioni... oltre all'evento spettacolare della Giostra della Quintana".

Col  cavallo, più che sottinteso.
Eccolo, il cavallo!!! Abbiamo atteso ma non invano.
Il comma d recita che nelle attività c'è la "promozione dello sport equestre  mediante l'organizzazione e la gestione, sia in forma diretta che per tramite di  convenzioni con istituzioni e associazioni pubbliche e private, di programmi di insegnamento e addestramento giovanile dilettantistico".

Ah, ecco. Ma non solo:
"Celebrazione, come momento finale, della rievocazione storica della  competizione cavalleresca seicentesca".

Ah, ecco ecco. Sempre la salute del  cavallo.
Riepilogando... il cavallo l'8 giugno del rione Morlupo è morto o non è morto?
In ogni caso ne hanno dato - triste e molto sommesso annuncio, dopo aver  fatto il proprio dovere statutario scientifico storico e celebrativo, l'Ente  della Giostra composta dai rioni; l'asl veterinaria, che ha fatto il suo dovere,  comunicando nel rapporto l'immediato soccorso nel rispetto dell'ordinanza.

Ha fatto il suo dovere l'Olimpo che ha vendicato la spavalderia di chi scommette  sui cavalli al centro del benessere sottinteso, dimenticando che anche il fato  chiede pegno e la sua parte di vincita.
Un vicino di casa, trecento anni prima della Quintana, tal Giovanni da Firenze, in un allegro madrigale scriveva:
Per ridda andando ratto al terzo cerchio
tanto menommi quel zentil pensiero,
che giunto mi trova' sott'un bel pero.
Su n'avea assai e sotto di cadute:
onde mi fece ricordar sì come
per sé po' cade ciascun nato pome.
Poscia, più stando, pur immaginai
che chi ben face quel non cade mai.

Intanto spironi e tonducci per tutti, e se si ha nostalgia, una capatina sul web  per rivivere le pagine più belle della storia multietnica, multiculturale di  Foligno, città aperta all'amore. Quale?
s.piazzo@lapadania.net
(90-continua)

  

VIAGGIO NELL'ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO

NOVANTESIMA PUNTATA

TOH, ANCORA L'IRA DI ZEUS SU FOLIGNO

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Giostra della Quintana. Per il secondo anno un cavallo muore sul tracciato. Il fato lo vede infilzarsi su un paletto. Sventrato, cade a terra, trafitto dalla vendetta dell'Olimpo che non tollera la perfezione di Fise, Unire, Comitati e Rioni

 

La voce di Mirkolino @ Ciringuito, Mantova ogni mercoledì sera

La voce di Mirkolino @ Ciringuito, Mantova ogni mercoledì sera

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Mirkolino (www.mirkolino.it) è uno dei più affermati vocalist d'Italia, Dalla riviera Romagnola al Veneto, dalla Toscana al sud, fa ballare il Bepaese con costanza.  Una fisionomia senza età, al contrario di quanto sembrerebbe non ha più 20 anni dunque ha maturato una certa esperienza sul campo. Sul suo Facebook fa una sorta di reality in cui non racconta solo le sue serate ma anche le sue passioni e quello che gli passa per la testa. Dall'interesse per la musica di Jamiroquai o altre rock band, oppure punti di vista su fiere, eventi, tutto quello che gli può accadere in una giornata tradizionale o fuori dagli schemi... Ascolta molta musica, un po meno in macchina ma se deve scegliere nei viaggi sono suoni sporscati da Live concert del tipo Gossip... The Libertines , ecc ecc ...   "Certo, anche la dance mi piace e la ascolto, lo faccio soprattutto per essere aggiornato oltre che per capire la dinamica del pezzo stesso per poi capire dove fare i miei interventi. Una  delle mie passioni è il noise rock". Ha iniziato da giovanissimo, cercando come tutti di fare il dj. "La mia fortuna invece è stata di dar retta a un professionista del mixer che mi lasciò il microfono in mano per tutto il suo set. All'inizio ero ancora convinto di voler fare il dj, poi ho capito che quella era la mia strada". Estroverso al microfono, di persona Mirkolino è quasi timido e non riempie col suo egocentrismo ogni conversazione come tanti protagonisti della notte. 


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GEOX-TMC: IL RITORNO DI DANIELE COLLI - Sconfitto il tumore al ginocchio il corridore della GEOX-TMC torna a pedalare in gruppo

GEOX-TMC

IL RITORNO DI DANIELE COLLI

Sconfitto il tumore al ginocchio il corridore della GEOX-TMC torna a pedalare in gruppo

 

11 giugno 2011 - La GEOX-TMC ha il piacere di annunciare il ritorno alle competizioni del corridore Daniele Colli. Il corridore milanese, classe 1982, al quale lo scorso novembre è stato diagnosticato un tumore al ginocchio, per il quale ha rischiato di perdere l'uso della gamba sinistra, domenica 19 giugno sarà di nuovo al via di una corsa di ciclismo al Giro della Toscana.

 

"Sono felicissimo, è come essere rinato un'altra volta – dice Colli -. La diagnosi era stata durissima tumore al ginocchio con il rischio non solo di non potere mai più andare in bicicletta ma di perdere l'uso della gamba. Invece ce l'ho fatta, prima ho sconfitto il male, poi ha imparato di nuovo a camminare e alla fine sono ritornato a pedalare in bicicletta. Non solo a pedalare ma a potere essere un ciclista professionista.

Devo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi mesi difficili, la mia famiglia e gli amici sono stati straordinari. Ringrazio soprattutto la mia squadra e gli sponsor che hanno avuto fiducia in me e hanno avuto la pazienza di aspettarmi e aiutarmi a tornare a fare la cosa che amo di più, andare in bicicletta. Fiducia che cercherò di ripagare dando del mio meglio pedalando".

 

"A febbraio alla presentazione della GEOX-TMC, a Padova, mi sono presentato con le stampelle – spiega Colli -. Tutti i miei compagni hanno fatto il loro ingresso sul palco in bicicletta. Io avrei dovuto camminare ma ha voluto a tutti i costi salire in bici e pedalare. La gamba mi faceva ancora male ma ho stretto i denti e anche se ho pedalato solo per pochi metri per me è stata una gioia immensa.

Poi ho iniziato con gli allenamenti, inizialmente solo dieci chilometri, interminabili, poi venti, poi trenta, ogni giorno un traguardo nuovo da raggiungere. Giorno dopo giorno ho aumentato la distanza fino a superare i 100 km.  E' stato bellissimo non sono mai stato così felice di faticare e allenarmi.  Il recupero è stato durissimo ma più breve del previsto. I medici hanno detto che il merito è del ciclismo che abitua a soffrire, tenere duro e non mollare mai.

Negli ultimi due mesi ho potuto pedalare ad alti livelli  e adesso in accordo con lo staff medico della squadra abbiamo preso la decisione di rientrare alle competizioni domenica al Giro della Toscana.

Questa esperienza mi ha insegnato molto, quando stai bene non ci pensi ma poi ti accorgi che la vita è un dono prezioso  che va sfruttato al cento per cento. Quando pensi al tumore e al ciclismo è inevitabile pensare alla storia di Lance Armstrong. Io forse non vincerò sette Tour de France ma la mia vittoria più bella con la vita l'ho già ottenuta".

 

"Quando Daniele ci ha dato la notizia del tumore è stato un duro colpo per tutta la squadra – spiega il Team Manager Mauro Gianetti -.  In questi casi la bicicletta, le corse,  tutto passa in secondo piano, quello che conta davvero è sconfiggere il male e tornare a vivere. Daniele ha avuto tutto il nostro appoggio e ha dimostrato di essere un ragazzo forte e determinato. Grinta e determinazione che gli hanno consentito di recuperare e tornare così in poco tempo ad alti livelli. In questo momento per tutti noi vederlo di nuovo in bicicletta è la vittoria più bella".       

 

 

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